Utopia e speranze del Centrodestra Di:Daniele Gostini

“… laddove una forza politica protesta, l’altra si accoda come potrebbe accodarsi un pugile suonato da una scarica di pugni ben assestato e l’ultima agisce all’interno del palazzo più che altro per non scomparire. …” D.Gostini

 

Persone fuori da Montecitorio a protestare. Sono i cittadini di un centrodestra attonito allibito stranito, che chiede elezioni anticipate sapendo di non poterle ottenere giacché una maggioranza parlamentare esiste. La cosa buffa è che esisteva anche un paio di mesi fa, anche quella frutto di un operazione di trasformismo non molto dissimile dalla attuale. È stata questa prima anomalia che ha cominciato a scavare la fossa a un centrodestra riunito sotto l’egida di un unico programma.
La dimostrazione di ciò è quella di oggi, laddove una forza politica protesta, l’altra si accoda come potrebbe accodarsi un pugile suonato da una scarica di pugni ben assestato e l’ultima agisce all’interno del palazzo più che altro per non scomparire.
Possiamo parlare ancora di univocità d’intenti dopo che la Lega ha condiviso (obtorto collo, ma pur sempre condiviso) certe battaglie come il reddito di cittadinanza inviso a Meloni e Berlusconi? E possono questi due soggetti (specie il secondo, europeista convinto) sottoscrivere qualche documento programmatico contro l’Unione?
Se il governo giallorosso varasse una legge elettorale che prevedesse un ritorno al proporzionale puro sarebbe la fine della politica per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 30 anni, con l’abbandono delle coalizioni pre-voto e il ritorno alle alleanze post-voto. Roba da prima repubblica insomma, e fine di bipolarismo e di un bipartitismo che, visto il contesto, rimarrà solo nei nostri pensieri.
Dopo che Salvini ha servito l’inciucio su un piatto d’argento a PD-5stelle forse è venuto il momento di aprire gli occhi e di prendere atto della realtà: ognuno faccia ciò che vuole, con chi vuole! Senza più scandalo per certi ribaltoni.

Bisogna ripartire dall’idea di una destra diversa, programmatica e sociale anziché di protesta e di “vaffa” e ritornare alla sua storia, con obiettivi più vasti e moderni, e con linee di tendenza perfino inedite affinché possa farsi trasformarsi per affrontare i nuovi temi con lo spirito migliore che ha dimostrato nei tempi più difficili.

Soprattutto quando dall’altra parte si formano incomprensibili ircocervi legati solo dal mantenimento del potere dopo una sconfitta.

da: https://considerazionando.wordpress.com


da: https://www.iltempo.it

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