Un’ALTRA STESSA STORIA Di: Ernesto Ravagli

“… In quel clima propulsivo si sedicenti “giovani rampanti”, ed autodichiarati “rottamotori ” vi è stata la scelta dell’ inviare il proprio cavallino di razza Biffoni a Prato, sostenendolo con la propria aurea dell’invincibilità. Poco importava se l’esperienza fosse assente o se mancassero lui certe competenze di base o peggio ancora, di originalità nel programma di governo cittadino,,,” E.Ravagli

” Snobisme du absolu” è un’espressione coniata da  un grande scrittore francese contemporaneo per definire lo snobismo letterario e intellettuale, sempre alla ricerca di eroi e dell’eccezionale, che permea la nostra vita quotidiana. Da qualche mese stiamo assistendo allo scivolamento nel nulla e alla consegna all’oblio di Matteo Renzi, colui che tra qualche anno ci potrà tornare saltuariamente alla memoria come il grande affabulatore che per breve tempo si sostituì all’icona, oggi imbalsamata, benchè da alcuni compianta, di Silvio Berlusconi e del suo berlusconismo rampante che fu. Difatti, non diversamente dal Cavaliere dei tempi migliori, il Matteo di Rignano ha sparso via etere e social vari, le proprie perle di ottimismo e speranza , unite a quel non-so-che di simpatia e di tipica cadenza fiorentina, grazie alle quali ha saputo far breccia nel cuore degli italiani, sempre pronti a dar credito a chi ha l’abilità di non sapersi dimostrare più furbo di loro.

Va detto che la parabola del funambolo di Rignano sull’Arno ha trovato in questo particolare momento storico quella particolare tempesta perfetta che sta nell’assenza di un alternativa possibile! Per la maggior parte delle persone, comprese quelle di destra, Renzi ha  rappresentato l’ultima spiaggia.

Mettici poi anche come non esista neanche  più un centrodestra politico in Italia, e il gioco è fatto, e fatto bene.

Dunque abbiamo così incontrato il nuovo re Mida della politica italiana, che grazie al puntello del grande vecchio di Arcore, è riuscito, sia pure per breve tempo, a  governare indisturbato, cantando di  “riforme”, sempre tra l’annunciato e l’accennatamente compiuto, e tra il palesemente inutile o il drammaticamente dannoso.

In quel clima propulsivo si sedicenti “giovani rampanti”, ed autodichiarati “rottamotori ” vi è stata la scelta dell’ inviare il proprio cavallino di razza Biffoni a Prato, sostenendolo con la propria aurea dell’invincibilità. Poco importava se l’esperienza fosse assente o se mancassero lui certe competenze di base o peggio ancora, di originalità nel programma di governo cittadino. Tutto venne sopperito da slogan seducenti, simili a quelli del Capo, che hanno presa sulla popolazione grazie anche all’amplificazione data dall’omogeneità e dal conformismo dei media anche a livello locale. Tutto ciò con il compito non scritto di agevolare i poteri forti, molto pratici e molto poco ideologici, delle partecipate, che di gran lena sarebbero tornate protagoniste. Ecco che tutto viene poi posto sotto una luce rosea ammaliante per far passare delle scelte talmente discutibili e tanto ingiuste da penalizzare la nostra città in maniera quasi silente.

 Così abbiamo avuto anche la sua giunta, questa giunta, caratterizzata appunto da un sindaco calato dall’alto per mancanza di locali candidati capaci, alcuni fatti fuori per faide interne.

Ma all’avvicianrsi del volgere al termine di tale triste esperienza, sarebbe per la verità  molto sciocco se tra gli avversari di Biffoni che ci si cullasse nell’illusione di una caduta degli dei che travolga tutto, come uno tsunami, fino a Prato. Sarebbe sciocco, in Italia come a Prato, che accadesse perché ancora dopo tre anni sembra ci sia da parte dell’attuale opposizione, un assenza di alternativa credibile e possibile di governo cittadino –di equilibri e di persone– che potrebbe subentrare a un possibile flop di Biffoni, Renzi o chi per essi.

Insomma per noi che non amiamo certi esecutivi, che si parli di Giunta Biffoni o dei ridicoli governi che abbiamo transitare per Roma negli ultimi tre anni e anche oltre, forse è il caso che guardiamo molto a noi stessi, a trovare un nuovo convincente programma, un opposizione forte e un nuovo carismatico leader se vogliamo davvero pensare di sostituirlo a una prossima tornata elettorale con uno migliore e non peggiore.

Detto anche, che se non taglieremo i ponti con la quotidiana ricerca di eroi e dell’eccezionale, non potremo fare altro che passare da una storia a un’altra stessa storia.