Una sanità che fa acqua da tutte le parti. Di: Chiara Capecchi

Un ospedale inutile e dannoso.

Un ospedale inutile e dannoso.

LA CGIL FA I CONTI IN TASCA ALLA SANITA’ PRATESE “PER PRATO OCCORRONO 50 MILIONI DI EURO”

 

Prato-calcolatrice alla mano la CGIL pare non voler concedere sconti alla sanità pratese e il sindacato stesso fa un appello al Sindaco Biffoni e alla regione perché vengono trovati questi finanziamenti, la CGIL ha anche sollevato dei forti dubbi sul project financing che da anni il Presidente Rossi cerca di magnificare come un’idea di grande portata storica e futuristica. La realtà, afferma sempre il testo della CGIL è che non sarebbero sufficienti per Prato i 3 milioni di euro a cui fa spesso richiamo l’assessore alla sanità regionale Marroni. Che le cose della sanità pratese non funzionassero al meglio lo avevamo intuito senza fare un grande sforzo, che le letterine scritte a due mani da Sindaco e Assessore in Regione non servissero assolutamente a niente lo avevamo dato per certo. Oggi è la maggior forza sindacale italiana, la CGIL che stura le verità, che da tempo conosciamo, sulla sanità pratese. Solo stamattina ne’ descrivevamo alcune marchiane storture l’intervento della CGIL, che certo non si può reputare vicina a noi, non fanno

CGIL Prato.

CGIL Prato.

altro che confermare e confermarvi, amici lettori, che Rossi ha commesso a Prato degli errori che i cittadini finiranno per pagare e che molti hanno già iniziato a farlo. Ma la CGIL va ancora più avanti, come d’altra parte siamo andati stamani noi e come da anni insistiamo nel dire e denunciare.  l’insufficienza dei posti letto del nuovo ospedale (occupati per il 98%), la carenza di risposte territoriali, la chiusura di alcuni distretti (oltre a quello di via Clementi a San Paolo, non sono più accreditabili per carenze strutturali anche le sedi di Vernio, Montemurlo e Carmignano), l’inadeguatezza delle quote sanitarie per le case di riposo, i livelli di assistenza domiciliare integrata, le liste di attesa che in molti casi, per visite specialistiche e diagnostiche, non rispettano i termini fissati dalla Regione.

Il pronto soccorso preso d’assalto

A Prato letti nei corridoi.

A Prato letti nei corridoi.

“A questo si deve forzatamente aggiungere la super-affluenza al pronto soccorso da parte di persone che non trovano risposte adeguate sul territorio, dice Lorenzo Pancini, della Funzione pubblica Cgil. Per questo proponiamo, afferma sempre la CGIL per bocca di Pacini, di istituire al pronto soccorso la presenza di un medico di medicina generale e un infermiere del territorio che una volta preso in carico il paziente, attivino in collaborazione con il medico di famiglia il percorso territoriale più adatto a quella persona, in modo che magari non sia costretta a tornare in ospedale pochi giorni dopo. È un sistema che è stato testato a Pistoia con la presenza al pronto soccorso di infermieri territoriali e ha dato buoni risultati, soprattutto con pazienti cronici e persone che hanno trovato risposte di diagnostica sul territorio. Chiediamo che il servizio venga sperimentato a Prato per un anno con accesso dopo il triage”.

Le risposte sul territorio

La Cgil chiede, nel contempo, che vengano raddoppiati i posti letto delle cure intermedie nella palazzina

Lo hanno chiuso il Misericordia e Dolce. Era necessario?

Lo hanno chiuso il Misericordia e Dolce. Era necessario?

ex malattie infettive del Misericordia e Dolce (da 12 a 24 posti letto), e che si attivino altri 20 posti letto a bassa intensità di cura, oltre ai 20 già esistenti in convenzione con Villa Fiorita. “Le aggregazioni funzionali territoriali che dovevano riunire i medici di famiglia ed estendere gli orari di ricevimento, dalle 8 alle 24 sette giorni su sette, con il coinvolgimento delle guardie mediche sono rimaste solo sulla carta. È ora di farne partire almeno una, come è opportuno iniziare a sperimentare almeno due case della salute, soprattutto in provincia, a Montemurlo e in Vallata, ma anche a Poggio a Caiano” aggiunge sempre Pancini.

A preoccupare la Cgil, e anche molti cittadini, è anche la chiusura dei distretti non più accreditabili per carenze strutturali. A San Paolo i servizi del Distretto di via Clementi sono stati “polverizzati” svuotando un’area con quasi 40 mila abitanti”, e uno scenario simile si apre per Vernio, dove i cittadini “per recarsi alla struttura pubblica più vicina sarebbero costretti a recarsi a Castiglion dei Pepoli”. La CGIL reputa insufficienti anche l’assistenza domiciliare integrata (cure multidisciplinari a domicilio degli anziani cronici) e l’offerta pubblica nelle Rsa.

Il project financing

Ge-sat e i nodi scorsoi di Rossi.

Ge-sat e i nodi scorsoi di Rossi.

A complicare il quadro il difficile rapporto con il concessionario del nuovo ospedale. La questione delle tariffe del parcheggio è la più evidente e ormai quasi annosa e stucchevole, ma altri servizi esternalizzati dal concessionario come la sanificazione dei letti, hanno portato a complicazioni e maggiori rigidità negli orari di dimissione. Sul project financing, la Cgil sottolinea che a fronte della rapidità nella costruzione dell’ospedale (eretto in tre anni e mezzo), ci sono altri problemi legati ai costi. Il Santo Stefano è costato quasi 190 milioni di euro (3.336,80 euro a metro quadro) e i 4 nuovi ospedali toscani (Prato, Pistoia, Lucca e Massa) sono costati 657,5 milioni, di cui 199,3 a carico del concessionario, 169,1 da parte dello stato e 289,1 finanziati dalle 4 Asl. Secondo la Cgil il concessionario recupererà l’investimento e realizzerà un profitto considerevole nei 19 anni e due mesi di gestione di vari servizi non sanitari, che peraltro decorrono dal termine della costruzione del nosocomio di Massa non ancora completato. “La Asl di Prato e il concessionario hanno già ridefinito tre volte il contratto di servizio e secondo l’ultimo disponibile il canone mensile versato a Sat è di 1 milione e 735.200 euro. Una cifra che moltiplicata per i

Pancini CGIL prato e la nostra sanità contorta.

Pancini CGIL prato e la nostra sanità contorta.

19 anni e 2 mesdi di concessione, farà arrivare sui conti del concessionario 399 milioni di euro soltanto dalla Asl 4. “La forza di negoziazione del privato è più forte di quella pubblica, perchè Sat tratta le condizioni con 4 diversi direttori generali” spiega Pancini, secondo il quale una direttiva europea che l’Italia sarà tenuta a recepire presto, rivede l’istituto delle concessioni e le condiziona all’esistenza del rischio d’impresa da parte del privato, distinguendo così il project financing da un normale appalto. “In questo caso il rischio d’impresa è praticamente azzerato”.

Un pensiero su “Una sanità che fa acqua da tutte le parti. Di: Chiara Capecchi

  1. lucia

    Dopo che il disastro di questa sanità a Prato è compiuto questi signori governatore Rossi in testa devono essere cacciati a calci.
    Purtroppo la magistratura è completamente asservita al sistema e niente si muove.

I commenti sono chiusi.