Sono uno dei 15 Sindaci toscani del PD che non ha firmato il documento per il SI Di: Guglielmo Buongiorno (PD)

“…Voterò NO al Referendum costituzionale, e queste sono alcune delle mie ragioni…” G.Bongiorno (PD)

cantagallo_sindaco_guglielmo_bongiorno

 

Sono uno dei 15 Sindaci toscani del PD che non ha firmato il documento per il SI alla riforma costituzionale e non aderisco a nessun comitato.
Voterò NO al Referendum costituzionale, e queste sono alcune delle mie ragioni:
1) il 24 febbraio 2013 ho votato PD, sulla base di un programma che non prevedeva questo tipo di riforma costituzionale.
2) I Parlamentari che abbiamo eletto non li ho scelti, per via delle liste bloccate. Il fatto che in Parlamento abbiano votato a favore non vuol dire che tutto il PD sia a favore della riforma. Il PD è dei fondatori, della base, dei militanti, degli iscritti, dei tanti che voteranno sì ma anche dei pochi che voteranno no; i Parlamentari sono solo una parte, anche se importante, del Partito. La minoranza, e coloro che condizionano il proprio voto alla modifica dell’italicum esprimono una loro posizione politica, che personalmente non condivido. La Costituzione è una cosa, la legge elettorale un’altra. A me interessa il merito della riforma, non il combinato disposto.

3) Per me la Repubblica parlamentare, basata sul bicameralismo paritario, è la migliore forma di Stato possibile, perché sottintende un’idea della politica fondata sulla dialettica tra maggioranza ed opposizione, sulla necessità della discussione, del confronto, della mediazione, oltre che sulla separazione tra i poteri dello Stato e su un sistema di garanzie basata sull’equilibrio dei poteri in un sistema di pesi e contrappesi. Per inciso, fui contrario anche alla revisione del titolo V, convinto che quella riforma scaturisse esclusivamente dalla necessità di far propria la moda del momento, il federalismo.
4) La governabilità può essere garantita con una buona legge elettorale, non è un valore assoluto al quale sacrificare il frutto della Lotta di Resistenza antifascista.
5) Non mi piace che il futuro del governo dipenda dal risultato del Referendum, ritengo un errore che la riforma costituzionale sia l’esito di una proposta dell’Esecutivo. Le regole del gioco devono essere condivise, non una prova di forza. Non mi piace quasi per niente l’alleanza partitica del NO, mi addolora la spaccatura con una parte del mondo della Sinistra, ma mi piace ancora meno che una riforma costituzionale si identifichi con un partito, anche se è il mio partito.
6) Non mi convince il teorema per cui la Società va veloce e la Politica deve adeguarsi nei processi decisionali. Chi amministra deve assumere decisioni ponderate, condivise, giuste, con i tempi necessari al processo democratico.
È evidente come la mia sia una posizione di dissenso da quella ufficiale del PD, ma resto convinto che la nostra Costituzione, pur con i suoi anni, sia ancora “la più bella del mondo”, mentre io ancora una volta affronterò il maledetto vizio della passione per la politica, anche quando un silenzio opportunista sarebbe la soluzione più conveniente per poi salire sul carro del prossimo vincitore.