SIT-IN AEROPORTO DI FIRENZE – CONFINDUSTRIA SI METTE ALLA BERLINA

“… un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini…” C.C.P. Po-Pt

FOTO: http://firenze.repubblica.it

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Prato, 13 novembre 2017  – Comunicato Stampa

Con il Sit-In all’aeroporto di Peretola abbiamo assistito alla conferma che un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini. D’altra parte se diversi Sindaci della Piana valutando la documentazione hanno preso atto che questa infrastruttura non è compatibile, è palese che qualcosa non torna e che le 142 prescrizioni del parere di VIA 2235 che ad un anno di distanza non ha prodotto il Decreto di VIA ( mai successo prima in Italia) perché ritenuto non consono da ENAC, queste hanno sicuramente lasciato il segno, nonostante il palese conflitto di Interessi di ENAC ovvero soggetto Proponente e Soggetto verificatore requisiti di costruzione. Anche il “refrain” sui dirottamenti facendo di tutta l’erba un fascio, testimonia la superficialità di valutazione, perché i dirottamenti relativi al vento ( visto che la motivazione della nuova pista sarebbe questa) corrispondono al solo 1,9% della totalità dei voli, perciò ampiamente nella tolleranza richiesta. Pure lo sviluppo e posti di lavoro è una pantomima perché è palese che se Firenze non viene implementato, lo sarà Pisa e quindi i posti non saranno persi, anzi sensibilmente aumentati visto che con la terza pista la capacità di sviluppo sarà almeno il doppio se non il triplo di quello previsto oggi per Firenze. Che dire poi del Vice Ministro che invece di essere a Roma, si presenta con l’auspicio di mettere il “Sigillo” sull’evento, con la stessa storiellina dell’Aeroporto Militare, che come in altri contesti Italiani, non crea assolutamente problemi, a dispetto di quello che vorrebbe far credere Nencini, anzi visto che lo stesso Vice Ministro fa parte del Governo, dovrebbe sapere benissimo delle risoluzioni che “impegnano” il Governo a cui appartiene allo sviluppo di Pisa, Nuovo Radar incluso. Vice Ministro che legge poco, visto che il regolamento 1315/2013 UE dice esattamente il contrario di quanto Lui attesta, ovvero che l’ UE indirizza verso una razionalizzazione del trasporto aereo e quindi minor numero di scali, ma più grandi (visto l’inquinamento) e non la parcellizzazione in virtù anche della ridicola distanza di Firenze, da Pisa e Bologna. ( E non si capisce allora perché Nardella fa accordi con Merola) 2 Suggeriremmo invece al Vice Ministro di adoperarsi al fine di far pubblicare il Decreto Decisorio del Presidente della Repubblica che giace ben secretato e senza motivazioni, dal 5/6/12 nei cassetti del Ministero dell’Ambiente. Tale Decreto respingendo il ricorso fatto da ADF, obbliga ancora oggi i soggetti verificatori sia a livello Ministeriale che Regionale alla verifica sul rispetto di tali ottemperanze prescritte nel Decreto di VIA 0676/2003 visto che sulla base di tali prescrizioni, l’attuale aeroporto di Firenze sembrerebbe non essere in regola. Per il resto, visto che questo è il TERZO tentativo di avere una VIA Positiva (visto i due precedenti miseramente fallimenti) che soddisfi i poteri forti, con un protesta sit-in e propaganda mediatica che non ha eguali per il nostro territorio, ….. se come noi auspichiamo la VIA sarà NEGATIVA, finalmente metteremo la parola fine a questa insulsa, inutile e distruttiva infrastruttura per la Piana.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia