Sanità «Da Cisl analisi tragicamente vera. Si mantengono problemi e poltrone, si tagliano i servizi» Di: Stefano Mugnai

Stefano Mugnai.

Stefano Mugnai.

Il Vicepresidente della Commissione sanità al fianco del sindacato: «La proposta di legge? Una macedonia pre-elettorale che smantella il sistema»

 

Prato-«L’analisi avanzata oggi da Cisl Toscana sulla riforma del sistema sanitario regionale progettata da Rossi nella sua crudezza non fa una piega: la proposta di legge mantiene i problemi e smantella i servizi. Ce ne eravamo accorti anche noi, che volevamo la riduzione delle burocrazie e degli apparati, e ci siamo ritrovati per le mani il taglio dei posti letto ospedalieri e del personale sanitario, entro un’impalcatura che procede in direzione di una dequalificazione complessiva, come Rossi ha già candidamente detto di voler fare quanto agli infermieri, e del depotenziamento della sanità toscana»: a parlare in questi termini è il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Forza Italia), le cui posizioni sulla proposta di legge della giunta sul riordino del sistema sanitario regionale sono particolarmente in sintonia con quelle espresse proprio poco fa dalla segreteria di Cisl Toscana.

            «Quando Rossi in televisione annunciò un poderoso taglio delle Asl e delle strutture d’apparato – ricorda Mugnai – per un attimo pensammo che ci sottraesse terreno di confronto politico, noi che storicamente ci siamo battuti e ci battiamo invocando la compressione radicale delle burocrazie. Di quanto ci fossimo illusi è stato facile accorgersi appena ci è arrivata per le mani la proposta di legge, che sì prevede un risparmio di 240 milioni di euro, ma ottenuto come? Mica attraverso il taglio delle ridondanze burocratiche: quelle no, le posizioni apicali cambiano nome e via. Il 99% di quei risparmi verranno ottenuti tagliando ancora posti letto ospedalieri, che la giunta in questi anni aveva già provveduto a ridurre oltre le soglie previste dal decreto Balduzzi, depotenziando i servizi e sfoltendo o dequalificando le piante organiche».

«Basti pensare – incalza il Vicepresidente della Commissione sanità – alla dichiarata intenzione di Rossi di sostituire gran parte degli infermieri con operatori socio sanitari, ovvero figure professionalmente differenti tra loro che operano normalmente in filiera con mansioni diverse. E’ come scambiare arance con mandarini. E, nel caso specifico, i mandarini implicano un costo del lavoro inferiore. Ecco come è fatta questa riforma che ci si chiede di approvare come ultimo atto di legislatura: una macedonia da servire in campagna elettorale per dire che qualcosa si è fatto. Rimandando i tagli a dopo le elezioni. Si smantella il sistema di assistenza e cura ai cittadini. Non col nostro avallo. E, a quanto pare, neppure con quello dei lavoratori e professionisti del settore».