Piccola riflessione sui risultati delle elezioni Di: Claudio Falcini

Il M5S è quanto di più distante ci sia dai problemi reali della gente (C. Falcini)

 

Piccola riflessione sui risultati delle elezioni :
1) Finchè nel M5S sarà mandato allo sbaraglio l’ onestissimo incompetente i risultati saranno questi…anzi…tenderanno a peggiorare perchè frutto delle esperienze di governo dove il M5S ha vinto in passato (o comunque ha mandato qualcuno in consiglio comunale) e dove gli onesti incapaci hanno dato prova di loro…….l’ uniche eccezioni Pizzarotti (ex ma eletto coi voti 5S) e (da quello che leggo) Nogarin…chissà perchè??
2) Il M5S (e questo può sembrare un paradosso) è quanto di più distante ci sia dai problemi reali della gente (non che gli altri siano vicini….ma loro dovevano essere il cambiamento e portare la gggente nella “sala di comando”)….parlano di vaccini….rifiuti…aeroporti….ma alla gente frega poco o nulla visto che non ha da mettere insieme il pranzo con la cena…si..si…ok ora mi direte…”Il reddito di cittadinanza!!!”….una minchiata grossa come un grattacielo….noi non siamo la Svizzera siamo un popolo di furbi e ipocriti…mettere un reddito di cittadinanza vorrebbe dire favorire queste due categorie…. proprio stamani leggevo sulla locandina de Il Tirreno lo scandalo dei sussidi di disoccupazione..la gente rifiuta il lavoro fin tanto che ha il sussidio (e lavora a nero…diciamolo…)…non oso pensare cosa accadrebbe con un reddito di cittadinanza…saremmo falliti in 48h al massimo…e io mi sarei anche rotto un pò i coglioni di mantenere chi non fa un cazzo dalla mattina alla sera e per questo viene premiato…
3) Il Centro destra è tornato a primeggiare (per la vittoria definitiva c’ è da aspettare i ballottaggi)…quindi Renzi può festeggiare (o no??)…


da: http://www.affaritaliani.it

Elezioni amministrative 2017: M5S dimezzato e superato da Salvini, Pd a picco

Forza Italia tiene, Fratelli d’Italia non sfonda. Le proiezioni

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Rivoluzione nelle urne. Quando accaduto alle Amministrative di ieri cambia radicalmente lo scenario in vista delle elezioni parlamentari. Il sondaggista Alessandro Amadori ha elaborato in esclusiva per Affaritaliani.it le proiezioni del voto delle Comunali sulle Politiche e i risultati sono assolutamente sorprendenti.

Premessa. “L’astensione questa volta non ha,,, Leggi articolo intero

FAMIGLIA, WELFARE D’ITALIA Di: Fratelli d’Italia/AN

FAMIGLIA, WELFARE D’ITALIA

 

Questo sabato 17 giugno ci ritroveremo a Todi per una giornata partecipata, per ascoltare le associazioni che difendono e valorizzano il tesoro più grande che abbiamo: la famiglia naturale.

In questo evento nazionale ci confronteremo con loro, con tanti ospiti e con Giorgia Meloni.

L’appuntamento è per sabato 17 giugno a Todi, dalle ore 14.30 all’Hotel Bramante (via Orvietana, 48). Vi aspetto numerosi!

da: http://giovannidonzelli.blogspot.it/

ARRESTO DELLA BATTUTA Di: Susanna Orlandini

Elezioni amministrative: per M5S e PD c’è poco da scherzare 

Beppe Grillo assiste alla seduta nell’aula del Senato durante l’esame del provvedimento in materia di scambio elettorale ”politico-mafioso”, Roma 15 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Se un Signor “Nessuno”, come Mario Adinolfi si sente di poter di affermare di sentirsi arbitro dei destini di molte città, allora si può pensare davvero che quelle che ci siamo alle spalle siano state davvero delle pazze elezioni…

(Mario Adinolfi. «I nostri candidati sindaco, privati completamente di qualsiasi attenzione mediatica con un silenziamento orchestrato davvero impressionante, riportano percentuali sorprendenti ovunque. Tocchiamo addirittura la doppia cifra a Goito e a Riolo, ma la media nazionale ci porta ben sopra il 3% complessivo. Stanotte è nato il vero quarto polo italiano».)

Renzi si dimostra sollevato dal tracollo del Movimento Cinque Stelle, ma nel fare questo ignora che in molte città a tenerlo a galla, consentendogli di vincere o di andare al ballottaggio, ci sono liste civiche e partitini di estrema sinistra.

Ma il sollievo appare alquanto immotivato, visto che lo stesso Renzi perde addirittura in casa: Il sindaco di Rignano sull’Arno (Firenze) Daniele Lorenzini, uscito dal PD ed  alla testa della lista civica Insieme per Rignano, va verso la conferma.

Dunque una bella gatta da pelare per chi in settimana si dovrà rimette a tavolino con il l’odiato Berlusca, o chi per esso, a discutere di una legge elettorale con la quale si vorrebbe escludere gli attori delle proprie migliori sorti. E i ballottaggi ci sono come al solito, tra quindici giorni.

A conferma di ciò ci sono le dichiarazioni dell’ex-Sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo (FI), membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e Responsabile Formazione del partito di Silvio Berlusconi:

Dopo l’analisi dei risultati di queste comunali tocca alle forze piú grandi e votate del Paese, e quindi al centro-destra e Forza Italia da una parte e al Pd dall’altra, essere responsabili e riaprire il dialogo sulla legge elettorale per definire rapidamente le regole del gioco per le prossime politiche. I cittadini chiedono risposte concrete, candidati autorevoli e sistemi elettorali credibili.”» Lo dichiara in una nota Alessandro Cattaneo, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e Responsabile Formazione del partito di Silvio Berlusconi.

Adinolfi a parte, che nel sentirsi vincitore immaginiamo non essere accompagnato da un lungo seguito, chi può essere soddisfatti della propria azione politica è Giovanni Toti: nella regione da lui amministrata il centro destra è in testa in due città storicamente rosse come La Spezia e Genova.

A  La Spezia, dove alle ultime Comunali il sindaco Massimo Federici (Pd) vinse al primo turno con il 51%, il candidato del centrodestra Pierluigi Peracchini è in vantaggio, inseguito dal candidato del centrosinistra Paolo Manfredini insegue al 24,14%. Staccato il Movimento 5 Stelle, con Donatella Del Turco ferma all’8,4%.

Si parla di “Risultato storico” addirittura a Genova dove  il candidato sindaco del centrodestra Marco Bucci, avrebbe il 38,67%dei consensi, contro il 33,44% del centrosinistra. Situazione questa mai verificatasi prima.

Per certi versi, ma forse non troppo, ancora meglio fa il centrodestra a Verona con La candidata di Fare, Patrizia Bisinella, ex leghista e compagna del sindaco uscente Flavio Tosi (anch’egli ex del Carroccio) con il suo 23.70%, si presenta come sfidante di  Federico Sboarina, candidato del centrodestra, che con il suo 29,59%, mantiene salda la prima posizione .

Per chi vuole davvero ridere, deve ascoltare invece Vito Crimi, senatore del Movimento Cinque Stelle, che nella disfatta complessiva, annuncia dalla sua pagina face book, la grande vittoria a Parzanica,un comune di  meno di 400 abitanti in provincia di Bergamo.

Ma con il Movimento Cinque Stelle le risate non si esauriscono certo alle curiose esaltazioni di Vito Crimi. C’è ben di più. Come il fatto di aver messo alla porta l’unico Sindaco che il M5 oggi potrebbe aspirare a riconfermare, tra l’altro in un città capoluogo, come Parma. Il sindaco uscente di Parma, Federico Pizzarotti, partirà infatti in vantaggio al prossimo ballottaggio, e spiega che il magro risultato del Movimento non è casuale ma risponde ad una ben precisa scelta di “abbandonare i comuni” che si è affermata negli ultimi 5 anni. Per Pizzarotti infatti il  «M5S ormai guarda troppo al nazionale e poco al territorio, esattamente il contrario di come si faceva all’inizio di quella esperienza».

Quindi, viene da dire che per tutti quelli dalla battuta facile come Grillo e anche Renzi, più che di battuta d’arresto si potrebbe ben parlare di arresto della battuta: tanto per il Movimento Cinque stelle che per il PD, c’è davvero poco da scherzare.

 

BIFFONI, RECORD NEGATIVI E IPOCRISIA Di: Aldo Milone

“… negli anni ’70-’80 Prato era la città con il più alto reddito pro-capite d’Italia. Forse è solo sfortuna ma da quando Biffoni è diventato sindaco di Prato ha collezionato una serie di record negativi, dalla sicurezza a quest’ultima che riguarda il reddito dei cittadini….” A. Milone, Prato Libera e Sicura

Matteo Biffoni e la METAFORA dell’ “Altra Storia”

Un noto personaggio, anni addietro, ebbe a dire che ” una politica di destra, può essere fatta solo dalla sinistra”. Aveva ragione anche perché oggi non c’è neanche una sinistra al governo del Paese. O meglio, una sinistra che cerca di vestire i panni di un falso buonismo. E mi spiego. Dopo che Prato è stata invasa da discarica di rifiuti tessili e a questa giunta è sfuggito il controllo della situazione, Biffoni ha dichiarato che vuole chiudere le aziende che provocano queste discariche di scarti tessili. E perché non chiudere anche chi sfrutta clandestini, evade e ha lavoratori al nero?. Tra l’altro non ha neanche il coraggio di dire a quale etnia appartengono queste aziende. Però mi piacerebbe chiedere a Biffoni e al PD come mai ero tacciato di razzismo quando apertamente conducevo una lotta all’illegalità cinese. Mi viene una sola risposta: IPOCRITI. Sono falsi e ipocriti, oltre ad essere incapaci.

Ed è davvero desolante leggere sul Sole 24 Ore Prato è la città più colpita dalla crisi in questi ultimi anni. Eppure negli anni ’70-’80 Prato era la città con il più alto reddito pro-capite d’Italia. Forse è solo sfortuna ma da quando Biffoni è diventato sindaco di Prato ha collezionato una serie di record negativi, dalla sicurezza a quest’ultima che riguarda il reddito dei cittadini. Al di là di questo particolare non insignificante, bisogna anche capire il perché di questo scivolone in fondo alla classifica. Mi domando se la famosa concorrenza sleale dell’imprenditoria cinese, abbia contribuito a raggiungere questo primato negativo. Io sono convinto di sì perché ha provocato, anche se in tanti non condividono questa tesi, una serie di chiusure di aziende con il conseguente aumento della disoccupazione e anche un tipo di manodopera a bassissimo costo che è un valore principale di questa classifica del predetto quotidiano economico. Indubbiamente avere come concorrenti imprenditori che impiegano manodopera a bassissimo costo o addirittura al nero, ha fatto sì che a Prato il calo del reddito precipitasse del 6, 22 per cento. A questo punto, e concludo, sarebbe interessante conoscere il gettito fiscale della comunità cinese in città anche per capire che tipo di introito c’è per le casse comunali e anche statali. E non basta dire che ci son pratesi che vivono con l’affitto dei capannoni perché non è questo il parametro per giudicare un gettito fiscale.

Aldo Milone

Capogruppo Pls.

EQUITALIA E IL GIOCO DELLE TRE CARTE Di: Federico Sarti

“… Mi piacerebbe dire che avete ciò che meritate, ma non mi sento di condividere l’ottusitá che ricade su tutti…” F. Sarti

Il Premier Matteo Renzi. Lo sguardo acuto di un uomo attento alle esigenze del Paese

Vi tolsero il segreto bancario. E voi tutti a ridere “tanto non sono mica un delinquente io. Facciano pure!”. Poi introdussero il limite ai prelievi e la loro tracciabilitá. Lí un pò meno risate, ma “tanto non ho niente da nascondere io. Facciano pure!”. Poi introdussero l’anagrafe dei conti correnti, compresa la segnalazione di quante volte uno accede alla propria cassetta di sicurezza. Qualche mormorio, ma poi tutti zitti. Ora, quelli che 6 mesi fa gioivano per l’abolizione di Equitalia, hanno capito anche loro che é il gioco delle tre carte: ora sará direttamente l’Agenzia Entrate a gestire la riscossione, con poteri invasivi che Equitalia non aveva, compreso il prelievo forzoso.
Mi piacerebbe dire che avete ciò che meritate, ma non mi sento di condividere l’ottusitá che ricade su tutti.
Però siete contenti di avere salvaguardate le libertá di culto, di religione, la libera circolazione di cose e persone. E certo, queste sono libertá che non si toccano, sia quel che sia.
Un pò come quello che prende una coltellata, ma che é contento perché la camicia non si é macchiata di sangue.
Con voi i governanti hanno vita facile: é una certezza. Come muovere i fili delle marionette.


da: http://road2sportnews.com/

Multe non pagate? Il Fisco potrà entrare nei nostri conti correnti

Uscendo dai tecnicismi che spesso non favoriscono la comprensione, ora entriamo nel dettaglio e chiariamo la questione definitivamente. “La norma sui pignoramenti senza ricorso al giudice è in vigore già dal 2005″. Sono anche analizzati i mezzi di tutela del contribuente.

I poteri dunque si allargano. A dire il vero, il citato ente diventerà l’Agente della Riscossione e sarà dotato di tutti i poteri previsti dal… Leggi articolo intero

Il male minore logora le democrazie Di: Filippo Boretti

“…Il problema dell’Italia non è l’economia, l’economia galopperebbe se fossimo veramente uno stato di diritto e liberale, i giovani correrebbero per il mondo come ambasciatori, tutti rischierebbero, molti arriverebbero al successo, nessuno penserebbe a garantirsi qualcosa dallo stato; lo stato sarebbe minimo, leggero e, per come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso, inutile. L’Italia non è ancora stata fatta….” F. Boretti

I patti semplici sono per gentiluomini, gli accordi complessi per nascondere reciproci interessi, non per l’utilità dei cittadini. E’ quel che sta accadendo in Parlamento, nuovamente, dentro e dietro il testo in corso di approvazione alla Camera per la nuova legge elettorale. Una legge che dovrebbe essere per il popolo, non per i partiti, invece, dimostra una volta ancora che i partiti ci sono, compreso il M5S. Partiti che si arrogano il diritto di escludere altri, e ben inteso supini i cittadini che pur di far vincere il proprio raggruppamento preferito, non si ribellano, non si indignano, ma gettano alla malora la democrazia, creando così i presupposti per una perfetta partitocrazia. I peggiori, i grillini… per il 4 dicembre scorso avrebbero eretto le barricate, adesso, soggiogati dal capopopolo, tacciono. Non migliori gli altri, Forza italia e PD in primis, la Lega pure. Cosa è successo all’elettore? Mostra ciò che è: vuole chi comanda, dimenticando che uno stato di diritto liberale vuole, invece, chi lo rappresenta. Chi siede in parlamento dovrebbe anzitutto controllare le tasse pagate, come vengono spese, verificare chi governa, cosa fa e come lo fa. Il parlamentare è eletto senza vincolo di mandato per garantire il cittadino, non chi governa. Chi pensa e vuole il contrario, vuole una dittatura, seppur “democraticamente eletta”. Adesso, daremo carta bianca a quattro partiti equivoci e ad una classe politica disposta a tutto pur di conservarsi potere e soldi dei contribuenti. Per cosa? Chi in questi partiti si fregiasse di parole e concetti “liberali”, dopo l’approvazione di questa legge truffa, andrebbe espulso dall’Italia e non più ascoltato; Sturzo e Croce, Einaudi e De Gasperi, ma anche La Malfa, Spadolini, Malagodi oramai si rivoltano nella tomba. Ma non c’è da dubitare, subito dopo l’entrata in vigore, ci sarà chi abiurerà, politici che non avrebbero voluto ma che l’hanno approvata. Il problema dell’Italia non è l’economia, l’economia galopperebbe se fossimo veramente uno stato di diritto e liberale, i giovani correrebbero per il mondo come ambasciatori, tutti rischierebbero, molti arriverebbero al successo, nessuno penserebbe a garantirsi qualcosa dallo stato; lo stato sarebbe minimo, leggero e, per come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso, inutile. L’Italia non è ancora stata fatta. Un semplice confronto: la Germania ha una solita legge elettorale da decenni, semplice, chiara, per gentiluomini. Ti rechi in cabina, su la medesima scheda hai la possibilità di votare il tuo candidato preferito, non il partito preferito, e in maniera disgiunta con un altro voto il partito che ti rappresenta. In questa maniera ciò che emerge è il rapporto fra cittadini e rappresentanti. I partiti sono soggetti al diritto pubblico, non sono soggetti di diritto privato, e se in parlamento trovata la fiducia per sostenere il governo, si dovesse toglierla, sono tutti obbligati alla “sfiducia costruttiva”: mi dici a chi vuoi dare la fiducia per continuare a governare, altrimenti tutti a casa. Il “vincolo di mandato” perciò è chiaro: tu, parlamentare, rappresenti me e l’interesse di altri come me, non quello dei partiti, e voi, partiti, se volete fare un interesse dovete fare il nostro interesse, di cittadini. In Italia, i partiti sono arrivati a conquistarsi un potere immenso, senza il nostro dissentire, senza che noi ci ribellassimo. Le piazze, per la democrazia liberale sono vuote, per altro si riempiono. Stiamo assistendo inermi alla distruzione di una grande nazione. Il male minore in politica logora sistematicamente le democrazie.

da: http://www.filippoboretti.it

FRONTIERE D’ARABIA Di: Giacomo Fiaschi

“.. Cos’è successo di nuovo oggi per giustificare questa presa di posizione? Sono state trovate delle prove? E se le hanno trovate come mai non le producono?…” G. Fiaschi

L’Arabia Saudita, il Bahrein, gli Emirati Arabi e l’Egitto chiudono le frontiere col Qatar.
Motivo ufficiale: “Fomenta il terrorismo”.
Chi segue, anche solo un po’, l’argomento, sa bene che se ne parla (e straparla) da circa una decina d’anni. Non è stata mai presa un’iniziativa del genere. Evidentemente nessuno aveva in mano argomenti sostenibili con prove reali e concrete.
Cos’è successo di nuovo oggi per giustificare questa presa di posizione? Sono state trovate delle prove? E se le hanno trovate come mai non le producono?
Veniamo allora alla credibilità dei promotori di questa iniziativa.
1) Al-Sisi, “presidente” golpista in Egitto, non ha ancora fornito quelle che lo scagionerebbero dall’accusa di essere il mandante della torura e dell’omicidio di Giulio Regeni.
2) Il Barhein, come l’Arabia Saudita, ha un regime ispirato apertamente al fondamentalismo islamico. Il suo assetto istituzionale, che era disciplinato dalla Costituzione del 1973, il 27 agosto 1975 venne “sospeso temporaneamente”.
3) Sull’Arabia Saudita c’è poco da dire. Provate ad andarci con una Bibbia in tasca oppura andate in auto con una donna al volante.
4) Gli Emirati Arabi sono una federazione di monarchie assolute con un presidente cooptato. Il motto del Paese è: Dio, la Patria, il Presidente. La Shaaria fa testo nel diritto di famiglia, nella successione, e in parte nel codice penale. Al contrario dell’Arabia Saudita, alle donne è concessa la facoltà di guidare la macchina.
Tutti questi paesi intrattengono ottimi rapporti con Israele.
Al contrario del Qatar, intrattengono pessimi rapporti con l’Iran.


Note sull’autore (da: http://giacomofiaschi.com/)

Giacomo Fiaschi, recentemente autore di “Le Veglie del Calibano”

Giacomo Fiaschi, italiano nato a Prato il 7 Giugno 1950, vive e lavora in Tunisia dal 1995.
Nel 2012 Riccardo Migliori, eletto Presidente dell’Assemblea Parlamentare OSCE, da membro del Parlamento Italiano, eletto alla Camera dei deputati nella 13a, 14a, 15a e 16a legislatura, lo ha nominato suo Consigliere per le relazioni OSCE PA – Maghreb.

Migliori, dal mese di aprile 2013, continua il suo lavoro in seno al gruppo parlamentare italiano dell’OSCE, in qualità di consulente, sempre affiancato da Giacomo Fiaschi nella sua attività, a titolo non oneroso.

DA sempre occupato di linguaggio e tecniche di comunicazione: dopo aver compiuto i propri studi a Roma, presso l’Università Pontificia S. Tommaso d’Aquino,è tornato nella sua città dove per sei anni ha diretto il Centro Ricerche Europa Nuova, sorto per iniziativa congiunta della locale Cassa di Risparmio e delle principali associazioni locali di categoria,  dando inizio allo studio della pubblicazione trimestrale La congiuntura a Prato, in collaborazione con l’Istituto di Statistica della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Firenze.

Dal 1986 al 1994 ha collaborato per la realizzazione di programmi educativi per l’alloraDipartimento Scuola Educazione della Rai – Radiotelevisione Italiana.

Trasferito in Tunisia nel 1995, ha continuato ad occuparsi di linguaggio e comunicazione, collaborando fra l’altro con l’equipe del prof. Abdelwaheb Morjane, docente di anatomia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Monastir e direttore sanitario dell’Ospedale di Keirouan, con il quale ha prodotto due documentari scientifici in lingua francese.

Titolare della società G&F Consulting suarl, offre servizi di assistenza e consulenza per lo startupadvisoring, sondaggio e pubbliche relazioni alle aziende e a privati italiani che vogliono investire in Tunisia.

Ha una sua pagina personale su Facebook dove è possibile contattarlo direttamente.

Grazie alla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso, ha recentemente  pubblicato “Le Veglie del Calibano“, un’antologia di scritti, sia inediti sia pubblicati nel corso di dieci anni su un quotidiano pratese online con lo pseudonimo di Calibano e sui social network.

RIFLESSIONI sul MIRACOLO ECONOMICO E LA TASSAZIONE CHE FU.. Di: Guglielmo Piombini

“… A dispetto degli idioti che oggi chiedono più inflazione, in questo periodo l’inflazione fu in discesa, e nel 1959 ci fu addirittura una diminuzione dei prezzi. Il miracolo economico italiano si esaurì in concomitanza con l’accelerazione dei prezzi, durante gli anni Settanta…” G. Piombini

Brillantissima riflessione di Guglielmo Piombini

QUANDO LE TASSE ERANO BASSE

Sfogliando il libro di Bruno Vespa sulla storia del costume italiano, mi sono imbattuto in un capitolo intitolato “Quando le tasse erano basse”.

Si legge:

“Fra il 1951 e il 1961 l’inflazione tornò a scendere: 2,9 per cento di media. Il debito dello Stato era al 30 per cento del pil, contro il 135 di oggi. La riforma fiscale di Ezio Vanoni arginò parzialmente un’evasione spaventosa con aliquote modestissime: grazie alla soglia d’esenzione di 240.000 lire, un operaio non pagava nulla, un impiegato il 2 per cento. Per arrivare all’8 bisognava guadagnare 10 milioni all’anno, che valevano molto di più degli equivalenti 150.000 euro di oggi. Chi denunciava 100 milioni pagava il 23 per cento. L’aliquota del 50 per cento colpiva i redditi da mezzo miliardo di lire, ma nemmeno i grandi industriali si avvicinavano a questa soglia. Vista sui numeri, nonostante il grave vulnus dell’evasione, un’Italia da sogno. Al punto che nel 1959 il governatore della Banca d’Italia, Donato Menichella, riceveva l’Oscar della Lira e il 25 maggio di quell’anno un giornalista del quotidiano britannico Daily Mail coniava la magica definizione di “miracolo economico italiano” (C’eravamo tanto amati, p. 146-147).

Mio commento:

Tra il 1951 e il 1963 il prodotto interno lordo aumentò in media del 5,9% annuo (con un picco dell’8,3% nel 1961). Nel medesimo periodo il reddito nazionale lordo italiano passò da 14.900 miliardi di lire a 31.261. La crescita media della produttività fu dell’84%, accompagnata da un incremento dei salari del 49 per cento.

A dispetto degli idioti che oggi chiedono più inflazione, in questo periodo l’inflazione fu in discesa, e nel 1959 ci fu addirittura una diminuzione dei prezzi. Il miracolo economico italiano si esaurì in concomitanza con l’accelerazione dei prezzi, durante gli anni Settanta.

Le cause principali del miracolo economico furono dunque le tasse basse, la possibilità di evadere il fisco e una moneta relativamente stabile: tutto l’opposto di quello che chiedono all’unanimità i partiti e i commentatori di oggi, secondo cui non è eccessiva l’attuale tassazione al 70% del settore privato, la priorità va data alla lotta all’evasione fiscale, e la soluzione ad ogni problema è la stampa di maggior denaro, attraverso il QE di Draghi o il recupero della mitica “sovranità monetaria”.

Il miracolo economico fu una conseguenza inintenzionale del fatto che, dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, lo Stato italiano ripartiva quasi da zero. Gli apparati di controllo fiscale, le burocrazie, i titolari di interessi acquisiti non avevano ancora avuto il tempo di organizzarsi e di svilupparsi.

Nessuno si aspettava il miracolo economico, nessuno lo previde, nessuno lo pianificò. Avvenne solo grazie alla debolezza dello Stato fiscalista, burocratico e inflazionista.

Riportare l’Italia in quella situazione però è impossibile perché la tendenza dello Stato è sempre quella di espandersi, mai di ridursi.

Il ciclo di vita delle istituzioni politiche è sempre lo stesso: dal laissez-faire al totalitarismo, e infine al crollo catastrofico. Poi si ricomincia da capo.


Bruciati i frutti del miracolo economico

«È la crisi peggiore della storia» da Il Sole 24 Ore del 13/4/13

«Un’economia che ha subito danni paragonabili a quelli di una guerra mondiale, senza che questa guerra sia stata combattuta». In una frase si può sintetizzare il dramma della doppia recessione che ha avvolto l’Italia, con il Pil diminuito di oltre l’8% dal 2007, consumi tornati ai livelli del 1997, produzione industriale inferiore di un quarto dal 2008, perdita di 1,4 milioni di unità di lavoro, 70mila imprese manifatturiere chiuse in sei anni. E la proiezione è sconfortante.

  • Fatto 100 quello Usa, il Pil per abitante italiano risulterà nel 2060 pari a 38, contro il 65 del 2010.
  • Posto 100 il Pil della Ue, l’italiano scenderà a 57, dal 98 di tre anni fa: valori raffrontabili a quelli del 1950, nell’era pre-miracolo economico.

Bruciati-i-frutti-del-miracolo-economico

I numeri sono contenuti nel rapporto “L’Europa e l’Italia nel secolo asiatico. Integrazione e forza industriale a difesa di libertà e benessere” coordinato da Luca Paolazzi, direttore del Centro studi Confindustria, con i contributi di Mauro Sylos Labini, Gianni Toniolo, Stefano Micossi e Sergio Fabbrini. Il report, presentato in occasione dell’evento della Piccola Industria di Torino, individua nel Progetto Confindustria per l’Italia, lanciato lo scorso gennaio, le terapie per uscire «dal tunnel della peggiore crisi economica dall’Unità».

Nel “secolo asiatico”, in cui c’è un pezzo di mondo che corre a velocità accelerata, è il manifatturiero la vera cartina di tornasole. Nonostante la doppia recessione e la perdita di terreno, le statistiche rendono ancora giustizia alla centralità dell’industria italiana, che nel 2011 sfornava un valore aggiunto che per dimensioni era il quinto nel mondo, il secondo in Europa dopo quello tedesco. Inoltre, sebbene il peso diretto di questo settore sul valore aggiunto dell’intera economia si sia ridotto al 16,5% nel 2012 dal 29,6% del 1976, la sua incidenza effettiva, che tiene conto dell’attivazione indiretta di produzioni di altri settori, è pari al doppio. «Se, in estrema ipotesi, il manifatturiero sparisse dal quadro economico italiano, verrebbero a mancare il 34% del valore aggiunto complessivo e oltre 8,2 milioni di unità di lavoro». «No industria? No Pil», sintetizza il report.

Link per leggere il seguito su Il Sole 24 Ore.

BIFFONI, Sulla SICUREZZA UNO SMACCO A STELLE E STRISCE Di: David Elmutter

“…i media locali non sono poi così malevoli per questa sinistra, visto che alla fine, rimanendo in tema ben altro risalto poteva essere  al fatto che Lunedì scorso, per il terzo anno consecutivo, il consigliere comunale Aldo Milone è stato chiamato dai responsabili dell’Università statunitense New Haven, con sede in Prato, per relazionare su temi importanti e attuali come ” Sicurezza e Terrorismo”…” D. Elmutter

Non c’è nulla da fare. Gli anni passano, le giunte si avvicendano, ma quello che la sinistra pretese proprio non riesce a fare è uscire dalle pastoie dei problemi del degrado e della sicurezza. Il fatto è ormai così sentito dai cittadini che al PD non resta che cercar di distoglierne attenzione. Da tempo, e non solo dall’avvento dell’era biffoniana, i pratesi da soli si rendono conto che stiamo giungendo al punto di “Non ritorno”, per quanto, va detto, non si possa negare  che se i media non dessero continuamente risalto ai fatti che la gente denuncia i fatti stessi non sarebbero conosciuti, oppure si conoscerebbero solo quelli più eclatanti, come l’omicidio efferato del povero Lo Cascio, o gli appiccamenti di rifiuti all’interno di camini e ciminiere….

D’altra parte i media dovrebbero esistere anche per dare quelle notizie scomode al partito al Governo della città. Per ricordare ad esempio che è lo stesso Sindaco, bontà sua,  si è preso la responsabilità di un assessorato scomodo, portando all’evidenza tutti i suoi limiti e le capacità di uomo politico.

Passerà un annetto e si tornerà a parlare di elezioni, di candidati sindaci e di campagna elettorale. Per la sinistra pratese l’imbarazzo è d’obbligo. Un imbarazzo che si prova goffamente a barattare con l’indifferenza ai problemi o vaneggiamenti funambolici di progetti che chissà quali future generazioni vedranno mai.

Ma forse i media locali non sono poi così malevoli per questa sinistra, visto che alla fine, rimanendo in tema ben altro risalto poteva essere  al fatto che Lunedì scorso, per il terzo anno consecutivo, il consigliere comunale Aldo Milone è stato chiamato dai responsabili dell’Università statunitense New Haven, con sede in Prato, per relazionare su temi importanti e attuali come ” Sicurezza e Terrorismo”. Durante la sua lezione, durata un’ora e mezza, Aldo Milone ha spaziato sul sistema di sicurezza italiano,  e sui cosiddetti  “anni di piombo”.

La lezione era diretta  agli studenti americani del corso di criminologia i quali, dimostrando non poco interesse alle argomentazioni di Milone, hanno anche lui rivolto non poche  domande, alimentando, si dice, anche un interessante dibattito.

Insomma, un bello smacco per il Sindaco Biffoni che oltre ad essere Assessore alla Sicurezza, ricopre anche l’incarico di responsabile ANCI sui temi dell’Immigrazione e politiche per l’integrazione: evidentemente anche i giovani studenti americani, che vivono la nostra città, hanno ben chiaro che il Sindaco di questa città avrebbe ben poco di interessante da dire su certi temi.

E non deve essere un caso, che anche riguardo ai lavori del consiglio comunale si venga a sapere che non c’è grande voglia ed interesse ad affrontare la discussione anche alla luce del decreto sulla sicurezza urbana approvato recentemente dal Parlamento. Una discussione che vediamo continuamente rinviare, ufficialmente, per impegni del sindaco, ma che in realtà si è ben capito che il vero motivo sta nel fatto che questo tema non è nelle corde del sindaco.

Così tra imbarazzi e paure Gli anni passano, le giunte si avvicendano, e il dramma del malgoverno della sinistra si fa sempre più eclatante, mentre i pratesi sono sempre più consapevoli di come stiano davvero le cose. Ben alche al di là di quanto i media locali vogliano dare risalto alle notizie meno gradite alla giunta comunale.

 

DIFFIDARE DELLE IMITAZIONI! Di: Giacomo Fiaschi

“… E quando qualche rappresentante della “gente normale” entra nella politica o ne viene sopraffatto oppure entra sull’astronave aliena d’un partito o di un movimento e siamo daccapo.
La soluzione è fuori dalla politica dei partiti…” G. Fiaschi

Siamo in una situazione difficile. Difficile e complicata.
Per uscirne non basta e non serve più la pazienza dell’attesa. Occorre agire. Ma nessuno di noi singolarmente può far niente se parliamo dal punto di vista della politica.
La politica ormai viaggia in un mondo parallelo, infinitamente distante da quello della gente normale.
E quando qualche rappresentante della “gente normale” entra nella politica o ne viene sopraffatto oppure entra sull’astronave aliena d’un partito o di un movimento e siamo daccapo.
La soluzione è fuori dalla politica dei partiti.
E secondo me può venir fuori soltanto dalle amministrazioni locali, da quelle otto migliaia di piccole e medie comunità locali che eleggono direttamente un sindaco che si alza ogni mattina e che incontri a prendere il cappuccino al bar.
E che puoi mandare a fare in culo senza troppe complicazioni se fa una cazzata, perché non si rintana nel covo dei comitati di affari romani che lo sostengono.
Insomma, la rinascita è nel “civismo”, che del “localismo” rappresenta la nobilitazione e l’evoluzione.
Ma attenzione! I partiti politici sono furbi e hanno cominciato a presentare false liste “civiche”.
Diffidare delle imitazioni!


IL MITO DELLE LISTE CIVICHE

DI ALESSIO MANNINO
lavocedelribelle.com

Qual è il nuovo nome dell’eterno trasformismo italiano?
Civismo

Sotto il manto delle liste civiche si riciclano gli spurghi della partitocrazia italiana, sempre immaginifica e prolifica. Liste civiche locali ce ne sono sempre state, e sono la norma nei Comuni sotto i 15 mila abitanti. Ma da un po’, fra gli addetti di marketing politico, si è fatta strada la pensata di travestire i partiti in quanto tali da “liste civiche nazionali”. Tira una pessima aria per il prodotto “partito”, quindi meglio escogitare un marchio adatto ai tempi. E cosa c’è di più neutro, indolore, ecumenico e rassicurante della veste civica? Fa tanto asettico, quasi tecnico. L’ideale per cambiare i mezzi affinchè gli uomini rimangano gli stessi. Trasformismo puro, per l’appunto. La concorrenza è ai massimi livelli, fra i gruppi di potere che si litigano le prime pagine. Ha cominciato il… Leggi articolo intero su https://comedonchisciotte.org/