Matteo SALVINI visto da un “NON-SALVINISTA” Di: Giacomo Fiaschi

“… ho la sensazione che Salvini non faccia davvero tutta quella paura che i suoi detrattori vorrebbero dare ad intendere. Fascismo, pieni poteri, deriva razzista e chi più ne ha più ne metta: balle spaziali. …” G. Fiaschi

MATTEO SALVINI .

Stasera mentre mi preparavo una tisana ho acceso l’elettrodimestico più inutile che ho in cucina e ho visto cinque minuti di Piazzapulita. Parlavano di Salvini.
Al tg avevo visto il comizio di Salvini in Umbria. C’era davvero tanta gente.
E questa gente Salvini la incontra tutte le volte che si ferma a parlare in giro per l’Italia. Ho anche sentito cosa diceva e, come mi è capitato di sentire altre volte, non sono riuscito a sentirgli dire qualcosa che incitasse all’odio né razziale né di altro genere. Mi è parso di sentire un politico che sa parlare alla gente usando un linguaggio comprensibile ma soprattutto dicendo esattamente quello che le persone vogliono sentirsi dire. Potrebbe sembrare una cosa facile e banale, ma chi s’intende di comunicazione di massa sa benissimo che non lo è affatto. Per ottenere successo non è sufficiente dire determinate cose. Bisogna anche sapere modulare la voce, avere in mente una scaletta e tirar fuori gli argomenti in sintonia con il potenziale d’attesa delle persone che hai davanti in quel momento, intercettando il loro umore osservando le espressioni dei volti e tante, tante altre cose ancora.

Per saper fare questo non basta avere il talento naturale, comunque indispensabile. Bisogna anche applicarsi e studiare parecchio. In altre parole bisogna lavorare molto e non fidarsi mai solo del proprio talento e basta. Ci vuole umiltà e la consapevolezza costante del fatto che si può sempre sbagliare.
Chi di mestiere fa l’attore e mi legge comprende bene quello che dico.
Detto questo, ho la sensazione che Salvini non faccia davvero tutta quella paura che i suoi detrattori vorrebbero dare ad intendere. Fascismo, pieni poteri, deriva razzista e chi più ne ha più ne metta: balle spaziali.
La verità è che Salvini “dà noia”, “fa rabbia” ai suoi concorrenti, dei quali non ce n’è uno, uno solo, che sia capace di competere con lui sul palco in piazza. A cominciare da Grillo che ha avuto il monopolio delle piazze d’Italia fino a che è arrivato Salvini che gli ha sfilato di mano lo scettro di mattatore senza neanche aver avuto il bisogno di mandare affanculo tutti gridando a squarciagola.
Tutto qui. E più che lo attaccano e più che gli mandano accidenti, più che i loro attacchi e i loro accidenti se li sentono arrivare addosso quei milioni di persone che accorrono sparpagliati a migliaia in quelle piazze stracolme.
Non riconoscere a Salvini la sua intelligenza e la sua abilità e continuare a scagliarsi contro di lui come se fosse un idiota o il demonio, non è solo un errore, è anche un’ammissione di grande stupidità.
Parola di un non salvinista.