“Massimo Cecchi, l’ultimo saluto” Di: Francesco Fedi

 

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Prato, Santa Lucia – Parrocchia Regina Pacis. Questa mattina alle ore 9,00, si sono svolti i funerali del nostro amico Massimo Cecchi. L’ultimo saluto di familiari, amici e della sua città al caro Massimo. Tra gli amici, non potevo certo mancare, raggiungendo la chiesa proprio mentre Don Mauro Rabatti, anche lui grande amico di Massimo, iniziava la sua celebrazione. A dire il vero, non c’era quella folla che mi sarei aspettato, anche se non mancavano alcuni “volti noti dei nostri ambienti, come il Dott. Roberto Baldi, ex-Consigliere Comunale FI, e il giornalista, Dott. Maurizio Ciampolini. Evidentemente il caldo o la concomitanza di una seduta del Consiglio Comunale, hanno allontanato tanti amici e conoscenti che, comunque, hanno inondato di messaggi d’affetto le il profilo Facebook di Massimo e la pagine di Prato nel Mondo.

Raggiunto il sagrato, mi si fa incontro il fratello Umberto.

Mi sono avvicinato presentandomi come collaboratore di Massimo: Infatti non ci conoscevamo.

Mi ha ringraziato per la presenza e ho risposto ritenendo che, da parte mia, si trattasse di un dovere.

Poi mi ha incoraggiato a portare avanti il blog:

.-    “Mi raccomando, adesso portatelo avanti voi” (U)

–          “Ci proveremo, ma senza Massimo…” (F)

–          “Fate le vostra strada” (U)

L’ho scritto ieri e lo confermo: è quello che vogliamo fare. Ho lui spiegato le mie perplessità: l’impossibilità di avere una produzione così fitta di articoli, quel percorso in cui Massimo conduceva attraverso la notizia, i commenti…

Ho ricordato poi i tanto loro diverbi:

–          “So che lei ci rimprovera di non “essere etici”” (F)

–          “… Lo dicevo a Massimo: se si viene querelati, non si è fatto un buon lavoro… …In un giornale ci sono delle responsabilità…”.(U)

. e chissà quante accese discussioni tra di loro… Per Massimo essere querelati era la certezza di aver colpito nel segno… Mi ricordo infatti il suo articolo del febbraio scorso, a commento della vicenda della messa sotto sequestro del Blog: “Un obbiettivo raggiunto, la libertà di stampa”

Ho poi ricordato l’idea di Massimo, quel suo “il giornale fatelo voi”.. ..”E’ una buona idea! Indubbiamente… per quello che sono oggi i giornali, questa è davvero una buona idea…”.

Dunque sono entrato in Chiesa, con la Messa era iniziata da qualche minuto. Nella prima fila, vicino alla bara, le figlie Valentina e Chiara, con i rispettivi compagni. Dietro la moglie Neva.

Dopo le letture, Don Mauro ha iniziato la sua omelia, rivolgendosi direttamente a Massimo, rivolto verso la bara. Nelle sua parole, pronunciate in un sentimento di commozione trattenuto a fatica, il ricordo legato a quella Chiesa, dove Neva e Massimo si erano sposati quasi 40 anni fa. Poi i battesimi delle figlie. Una famiglia che Don Mauro aveva visto nascere e crescere.

Di Massimo, Don Mauro ha riportato il ricordo anche dei momenti d’incontro e di approfondimento sui tanti temi e le tante problematiche. Insieme a Massimo, un uomo curioso, interessato ed appassionato delle realtà che ci circondano… Tra questi, la sua attenzione verso le famiglie e le situazioni di difficoltà. Quelle di cui si leggeva dalle pagine del suo blog..

MI è tornato in mente quell’articolo che per lui era il fiore all’occhiello. Il racconto di “quell’ultima sigaretta”: storia di un tossicodipendente morto d’overdose un anno fa, con il quale aveva stretto un rapporto di amicizia, a partire dal dono di una coperta e di qualche sigaretta.

Mi raccontava che quello era il suo articolo più letto ed io sono andato a leggerlo solo oggi, di ritorno del suo funerale. E’ un articolo bellissimo, pieno di carità, di umanità :

”… Ciao. Prato-Ne avevo parlato da queste pagine, ne avevo parlato di quel giovane che dormiva su una coperta davanti alla farmacia comunale di San Paolo, una sera particolarmente fredda tornai a casa e gli portai una coperta, non aveva neppure quella. Da quel giorno siamo diventati ”Amici” come si può diventare amici di un personaggio così. Da quella sera mi aspettava, aspettava che io portassi fuori il mio cane, sempre tardissimo o prestissimo secondo cosa si intenda per le due del mattino, e sempre mi chiedeva, aggiungendo un “per piacere”, una sigaretta,…” 

Leggendolo, mi sembra ascoltare la sua voce. Lui che lo legge, con quella voce un po’ baritonale e il suono “metallico”,  causato, ahimè, anche nel suo caso, dalle tante sigarette.

Ieri una persona mi ha detto: “Il Re è morto. Evviva il RE!”…  Appunto… ha ragione: EVVIVA IL RE! EVVIVA MASSIMO CECCHI!

LA celebrazione è proseguiva come di rito e sul termine Don Mauro tornava a ricordare di Massimo “l’attenzione all’uomo”.

Aggiungo: all’uomo e alle cose. Ai fatti e alle circostanze. Alla comprensione e al ragionamento.

Ciao Massimo. Oggi, i tuoi parenti, i tuoi amici e la tua città, ti hanno portato l’ultimo saluto.

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