Lotta allo sfruttamento del lavoro, ancora nessun controllo a Prato Di: Lega Nord PRATO

“… non stiamo parlando dei controlli disposti dalla Regione ed eseguiti dagli ispettori del Dipartimento prevenzione dell’Asl dopo la tragedia della confezione Teresa Moda, ma di ispezioni specifiche e mirate a contrastare lo sfruttamento che colpisce migliaia di lavoratori, in applicazione di quanto sancito dall’articolo 603 bis del Codice penale che, in alcuni casi, arriva a prevedere perfino il carcere…” Lega Nord PRATO

Controlli straordinari di polizia a Prato.

 La Lega ,sostiene ed avvalora le richieste delle Associazioni di Categoria che, nel marzo 2017, hanno firmatoil Protocollo “per il lavoro dignitoso e per il ripristino della legalità nel sistema produttivo illegale pratese del tessile-abbigliamento”, con cui si richiedevano controlli contro lo sfruttamento dei lavoratori, contro l’evasione contributiva e, quindi, anche contro la concorrenza sleale,dichiara  Patrizia Ovattoni segretario provinciale.

Industriali, artigiani e sindacalisti lamentano il fatto che l’Ispettorato del lavoro, l’Inps, l’Inail e, in parte, la Prefettura, ovvero i soggetti che avrebbero dovuto far scattare i controlli previsti e richiesti nel Protocollo sopra citato, in realtà non hanno dato luogo e inizio alle ispezioni contro lo sfruttamento dei lavoratori e contro l’evasione contributiva.

Ricordiamo che non stiamo parlando dei controlli disposti dalla Regione ed eseguiti dagli ispettori del Dipartimento prevenzione dell’Asl dopo la tragedia della confezione Teresa Moda, ma di ispezioni specifiche e mirate a contrastare lo sfruttamento che colpisce migliaia di lavoratori, in applicazione di quanto sancito dall’articolo 603 bis del Codice penale che, in alcuni casi, arriva a prevedere perfino il carcere.

La realtà pratese del tessile-abbigliamento è principalmente costituita da aziende a conduzione cinese, all’interno delle quali in passato sono stati rilevati perfino casi di “prestanomi” che facilitavano anche l’evasione fiscale.

Si tratta di aziende, tra cui molte stamperie e tintorie, che arrivano a contare decine di dipendenti reali, ma ne denunciano molti meno o li fanno passare come part time e che, recentemente, hanno iniziato ad utilizzare non solo lavoratori cinesi ma anche persone di altre etnie di cui andrebbero verificati anche i permessi di soggiorno, con i quali potrebbero non essere in regola in assenza di un adeguato contratto di lavoro.

Evitare e contrastare lo sfruttamento del lavoro consente inoltre di garantire anche la sicurezza sul lavoro,conclude Ovattoni, tema tristemente attuale, come ci ricordano i recenti incidenti mortali sul lavoro che si sono verificati in Toscana, oppure il caso avvenuto proprio a Prato lo scorso marzo, quando un operaio cinese è rimasto gravemente ferito  sul lavoro, in una stamperia di via Fonda di Mezzana, nel Macrolotto industriale.

Per tutte queste motivazioni è quindi necessario che le richieste avanzate da Confindustria Toscana Nord, Cna Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, firmatarie del Protocollo del marzo 2017, vengano urgentemente ascoltate dalle autorità preposte a tali controlli e ispezioni.

Segreteria provinciale Prato

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