L’ITALIA è il PAESE DELL’ANALFABETISMO ECONOMICO Di: Fabio Cintolesi

Qual’è la vera radice dei problemi del paese?…

Ripropongo questa interessante tabella perché, con la crudezza dei numeri, sfata una serie di grossolani miti che in Italia vanno per la maggiore, solo perché in questo paese l’analfabetismo economico è diffuso ancora più di quello funzionale.

Il primo mito è che i problemi dell’Italia sono causati dall’euro. Come si può ben vedere, ci sono molti paesi dell’area euro che dal 2000 ad oggi hanno avuto tassi di crescita sostenuta e duratura. Non che io sostenga che l’euro sia stato un buon affare, ma se molte economie, anche già sviluppate, sono cresciute nel quadro della moneta unica, ci sono delle ragioni. Capirle servirebbe per trovare qualche soluzione e non inseguire i guaiti di chi sbraita di moneta sovrana per risolvere i problemi dell’Italia.

Il secondo mito sono le dimensioni di un paese, cioè che secondo alcuni un paese piccolo non competere in un mondo globalizzato. Affermazione demenziale profondamente smentita dai numeri. Ai primi nove posti di questa tabella ci sono 9 paesi che messi tutti insieme non fanno la popolazione dell’Italia. Piccolo è bello? Sicuramente molti piccoli stati hanno dimostrato di essere più efficienti e dinamici di fronte alle sfide globali di grandi paesi.

Il terzo mito è quello secondo il quale senza fare debito pubblico non si possono ricreare le condizioni per la crescita economica. Italia e Grecia sono i paesi più indebitati d’Europa, e forse tra i più indebitati della Via Lattea, ma in quanto a crescita economica siamo fanalini di coda a livello mondiale (davanti ai soli Venezuela e Siria, forse). Debito pubblico tra l’altro in costante crescita, che però non crea ne’ sviluppo, ne’ occupazione, ma solo clientele al servizio della classe politica e rendite parassitarie molto estese. Molti vedono il pareggio di bilancio come un abominio, ma in realtà per un paese come l’Italia, forse sarebbe una panacea, per motivi non soltanto economici.

Non ho letto di alcun partito politico italiano che in questa campagna elettorale abbia iniziato una seria riflessione in tal senso. E’ per questo che le cose non potranno migliorare a breve o a medio termine.