L’errore della ragione Di: Daniele Gostini

Credo sia doveroso fare chiarezza in questo mondo di pazzi, ma con una logica se possibile rigorosissima e spaventosa che vomita sui social la propria bile a favore o a sfavore del presidente della Repubblica.

Innanzitutto tutto un punto fermo: Mattarella ha agito secondo quel che prescrive l’art 92 della Costituzione.

Specificato ciò, il vero dibattito verte sulla necessità o meno di esercitare tale potere.

Mi spiego meglio. Il presidente della Repubblica ha tollerato i capricci delle parti appianati soltanto dal via libera di Berlusconi alla formazione del nuovo esecutivo dispensando Salvini dalla promessa di fedeltà al cdx; ha tollerato il ritardo di Lega e 5Stelle per la stesura del famoso “contratto di governo”; ha tollerato l’indicazione circa Giuseppe Conte premier non eletto dal popolo. Arrivati a questo punto era pensabile che tollerasse anche il prof Savona al dicastero economico. Pensabile da parte nostra ma soprattutto lo dovrebbero aver pensato anche Salvini e Di Maio. Improvvisamente e inaspettatamente invece è arrivato lo stop da parte del presidente della Repubblica che ha posto in essere le sue prerogative istituzionali come garante di tutti gli italiani. Una prerogativa legittima e indiscutibile (mi fanno ridere quelli che chiedono l’impeachment) da un punto di vista costituzionale ma assolutamente fuori contesto e inopportuna al punto dove eravamo arrivati. Gli italiani sono stufi della politica, stufi dei teatrini, stufi di questa continua campagna elettorale e auspicavano un governo. Un governo su cui essere contenti oppure un governo su cui imprecare ma UN GOVERNO!

Per questo Mattarella ha sbagliato. Ha sbagliato non in maniera istituzionale ma in maniera “politica” e di questo ne subirà le conseguenze. Il Quirinale non fa campagna elettorale ma i partiti si! Non gli verrà perdonato l’aver cassato il prof Savona proponendo subito Cottarelli, visto dai più come uomo dell’apparato. Persona più che degna ma politicamente debolissima perché avrebbe il sostegno del solo PD con ovvie conseguenze nefaste per entrambi (il PD da un po di tempo a questa parte è abbonato a scelte scellerate, ma tant’è.) In una campagna elettorale che si preannuncia all’ultimo sangue.

Tornando a Mattarella, come detto, la sua decisione (ripeto: legittima dal punto di vista costituzionale) porterà a generare una escalation di eventi in vista delle nuove elezioni autunnali che ridisegnerà tutto lo scacchiere della Repubblica. Se, come credo, il centrodestra si coalizzerà nuovamente per un progetto di governo a guida leghista sbancherà le urne a spese di una sinistra agonica e di un Movimento Cinque stelle fortemente indebolito dalle circostanze sfavorevoli. In questo caso nulla vieta a Salvini o a chi per lui, di ripresentare ancora il prof Savona nella casella dell’economia vincendo il braccio di ferro con il Colle che ne uscirà fortemente ridimensionato. Inoltre queste prossime elezioni saranno usate anche come cartina di tornasole per un eventuale, seppur remota, uscita dell’Italia dall’area euro.

E mi fermo qui con le ipotesi perché già il pensiero di avere un garante super partner come il presidente della repubblica ostaggio di una fazione politica mi spaventa. E non poco.

L’errore della ragione