Le indecisioni della Lega: di Bavastro

Apro Facebook e ogniqualvolta leggo un post dove la segretaria provinciale della Lega ribadisce che la sig. Garnier non è e non sarà il candidato leghista per la corsa a sindaco nel 2019.
Potrebbe anche andar bene, ma allora non si capisce perché una abbia scelto l’altra; perché la sig. Garnier avrebbe dovuto entrare nella Lega oppure perché la segretaria Ovattoni abbia preso in carico questo personaggio ingombrante.
Dunque ricapitoliamo. La sig. Garnier dopo essere stata eletta con Biffoni è passata indipendente finché non ha deciso di saltare sul carro vincente. Mi ricordo ancora la conferenza stampa dove le due bionde signore erano tutte zuccherose tra loro e mi ricordo anche della promessa di nuovi 300 tesseramenti apportati in dote alla causa leghista. Ora vorrei porre alla segretaria Ovattoni una serie di domande.

L’apporto delle 300 tessere è venuto meno? Se si, perché nonostante Garnier, a Prato non si tesserano alla Lega? Se invece questi tesseramenti ci sono stati perché precludere a priori la candidatura Garnier? Cosa ci sarebbe venuta a fare la sig. Garnier nella Lega se non il candidato sindaco? Se le fosse bastato rimanere consigliere comunale non sarebbe stato meglio crearsi una propria lista civica dato che il seguito non le manca, anziché far la seconda (o la prima) gallina del pollaio? Accogliendola nella Lega, lei come segretaria provinciale, ha scelto Garnier proprio per il suo seguito oppure l’ha fatto per non farla andare in buche altro partito? Per finire vorrei chiedere alla segretaria Ovattoni l’ultima cosa: se non la sig. Garnier come sindaco, chi vorrebbe proporre la Lega? Per quanto mi sforzi non mi viene in mente nessuno del suo partito che possa essere all’altezza di fare il candidato sindaco. Non solo, ma non mi viene in mente nessun nome da proporre agli alleati di centrodestra. Forse l’unico sarebbe Matteo Grazzini, brava persona, preparato, paziente, sicuramente un ottimo segretario provinciale ma non certo con la personalità e il carisma che un sindaco deve possedere. Eh si, perché per fare il sindaco non importa “stare sul campo” da tanto tempo ma bisogna appunto essere dotati di spiccata personalità e soprattutto carisma. Oppure avere come protégé un padrino importante e talmente potente da farti tornare da Roma anche se sei già deputato, ma questa è un altra storia.
A meno che…….. forte del consenso nazionale la segretaria Ovattoni non punti su un altra donna: Rita Pieri. Questo spiegherebbe perché i forzisti Silli e Mazzetti sono in parlamento grazie ai voti della Lega, spiegherebbe il no a priori su Garnier, forse spiegherebbe anche la recente nomina di Ovattoni nel cda del Museo Pecci. Spiegherebbe tante cose passate e future. Ma ai leghisti e soprattutto alla gente, chi glielo spiega?

Un pensiero su “Le indecisioni della Lega: di Bavastro

  1. Loena Bovicelli

    Detto fra noi…la Pieri??? Figura politica ormai da anni nella vita pratese, ma non la vedo come sindaco scusatemi. Credo meglio la Garnier anche se ho delle riserve molto grosse per alcune considerazioni personali, ma più giovane più opportunista e poi viene dalla sinistra dove insegnano a destreggiarsi fra la verità e la menzogna velata. Insomma fra le due figure femminili, mi scuso ancora, ma preferisco Marilena.
    Per le 300 tessere…. una volta quando fu eletto Cenni erano 800, un bel calo non c’è che dire!

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