L’AMBIENTALISMO SENZA GUERRA AL CAPITALISMO E’ GIARDINAGGIO Di: Etruria 14 PRATO

“… La parola d’ordine delle manifestazioni è stata quella di “Salvare il Clima, cambiare il sistema” ed ha portato molti ragazzi a scendere in strada per esprimere una preoccupazione del tutto giustificata per il futuro del pianeta e per la stessa razza umana. …” Etruria 14 – PRATO

Greta Thunberg, bambina prodigio svedese, uscita ultimamente dal cilindro della politica internazionale, ha scosso di recente il mondo con la sua retorica ambientalista.

L’adolescente, affetta dalla sindrome di Asperger che lotta contro il cambiamento climatico, è diventata un simbolo globale.

Grazie alla sua condanna all’inquinamento che “sta uccidendo il pianeta”, abbiamo avuto in queste settimane, manifestazioni di giovani in tantissime città nel mondo, per protestare contro il deterioramento del clima e la distruzione dell’ambiente.

La parola d’ordine delle manifestazioni è stata quella di “Salvare il Clima, cambiare il sistema” ed ha portato molti ragazzi a scendere in strada per esprimere una preoccupazione del tutto giustificata per il futuro del pianeta e per la stessa razza umana.

In diverse scuole, ad esempio, sono stati creati dei “Comitati per il Clima” per sviluppare dei “Progetti sul Clima” per la scuola. Con lo slogan “Cambiate il Mondo, a cominciare da voi stessi”, l’obiettivo preposto da tali attività, è quello di provare a ridurre la nostra “impronta ecologica” quotidiana. Questo tipo di orientamento, pensiamo noi, sia particolarmente perverso perché fa sentire, specialmente le popolazioni occidentali, COLPEVOLI DEL DISASTRO CLIMATICO, trasformando un problema storico e globale causato dal Capitalismo in un problema “domestico” causato dagli individui. Se ci fermiamo a pensare quanto possa incidere la riduzione “della nostra impronta ecologica” rispetto a quelle delle Grandi Industrie e del Capitale, le nostre azioni si potrebbero tramutare in piccolezze come quella di usare meno acqua per lavare i piatti, non sprecare tanta acqua sotto la doccia e cercare di evitare l’utilizzo frequente dello scarico del WC, ma anche di non usare più plastica di ogni tipo, fare la raccolta differenziata ed altre scelte che limitano in parte la nostra vita, insomma qualcosa di minuscolo e allo stesso tempo un atto quasi inefficace per sconfiggere il problema.

Quest’approccio rivolto a “responsabilizzare gli individui”, se non guidato da una logica “sana”, è particolarmente pericoloso. Prima di tutto, perché serve a dimenticare i principali colpevoli di questo problema e al tempo stesso porta a scagionare da ogni responsabilità il sistema Capitalista e tutti gli Stati che inquinano. Poi in secondo luogo, perché trasforma queste migliaia di giovani – che oggi sono liceali o universitari ma che domani saranno lavoratori o disoccupati – in “cittadini attivi” che si sentono colpevoli di tutto quello che sta accadendo intorno a loro. Ciò produce una falsa immagine della società in cui viviamo.

Condividiamo pienamente la preoccupazione e l’indignazione di queste decine di migliaia di giovani, ma dobbiamo chiederci se questo movimento che sta nascendo, nei suoi obiettivi, sia il metodo giusto per risolvere il problema o se sia una trappola che può solo portare allo scoraggiamento e all’amarezza di essere usati e ingannati.

Vi chiediamo semplicemente di non farvi prendere dai falsi proclami e dalle belle parole, e di provare a vedere il più chiaro possibile cosa di “strano” ha questa battaglia.

Analizzando ciò che Greta Thunberg ha dichiarato in questi giorni, nel suo discorso all’Onu durante il Convegno sull’ Azione per il Clima, possiamo evidenziare un attacco rivolto verso quella classe politica, colpevole di usare «parole vuote» volte a discutere solo «di denaro e di favole legate all’ eterna crescita economica» ma soprattutto quello che ci ha colpito in special modo, è la condanna in specifico verso cinque Paesi. Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia sono stati messi in discussione proprio da Greta perché colpevoli di non combattere il riscaldamento globale.

Subito a primo impatto, ciò che ci fa rimanere allibiti è che fra questi Paesi messi in cattiva luce dalla bambina svedese, non vengono chiamati in causa né la Cina, né l’India, Nazioni fra le più inquinanti della terra e fra i responsabili maggiori dei cambiamenti climatici. Come mai Greta non li abbia citati, non si riesce a capire. La nazione Cinese, pur avendo sostenuto l’ accordo di Parigi sul clima (2015), nel 2018 ha aumentato la costruzione di centrali a carbone, con progetti che si estendono fino al 2030, aumentando in maniera esponenziale l’ utilizzo del carbone, che è la materia prima più inquinante che si possa avere in assoluto e che serve proprio per produrre il 60% del fabbisogno energetico di questo grande Paese Asiatico. Nella stessa situazione si trova l’India dove si registra il peggior inquinamento dell’ aria: su 10 fra le città più inquinate al mondo, sette sono indiane e New Delhi è al primo posto. Ma anche le Filippine e l’Indonesia che sono tra i più grandi produttori di inquinamento sia di aria e mare, non hanno ricevuto nessuna critica.

Già qui possiamo notare la prima incongruenza nella lotta personale di questa nuova paladina mondiale, contro chi “ li ha rubato il futuro” ma non ci fermeremo qua, vogliamo andare oltre e tralasciare questo errore di analisi. Vogliamo provare a capire come mai è stato fatto uscire alla ribalta così, questo personaggio mediatico e chi muove davvero le fila dietro Greta.

Se notiamo bene, chi che gira attorno alla sua immagine, è una sorta di rete transnazionale ben definita. La bambina svedese è inconsapevolmente la punta dell’iceberg di un meccanismo politico-mediatico ben oliato e organizzato. Vedere personaggi come Obama, Clinton, Bill Gates e altri soliti noti del mondo “Liberal” che elogiano la sua lotta e guardare come i media progressisti sponsorizzano le sue manifestazioni per strumentalizzarle contro le sovranità nazionali, fa molto riflettere, specialmente se pensiamo che questa “trappola mediatica” del movimento per il clima, ha riportato in auge in tutta Europa partiti ormai defunti come quello dei VERDI, sospinti economicamente da alcune fondazioni vicine a Soros in modo da poter fare argine ai movimenti Sovranisti, e tutto ciò ha permesso loro di portare a casa degli ottimi risultati, come il secondo partito alle elezioni in Germania o il quarto partito in Austria.

Ma questa “trappola mediatica” del movimento per il clima, ha ridato nuova linfa politica alle stesse Sinistre, ormai abbandonate dal popolo, che grazie a Greta, si sono riprese le piazze di tutta Europa, guidando in questi giorni, i cortei a difesa dell’ambiente. Stanno tornando di moda, qualcosa che avevamo dato per andato via per sempre. Insomma dietro a questa giovane bambina, hanno ripreso ossigeno, soggetti e figure politiche che pensavamo fossero in difficoltà e ne siamo fortemente preoccupati.

E’ bene che si lotti a difesa della natura, ma che non ci siano strumentalizzazioni e infiltrazioni di partiti, gruppuscoli politici “manovrati” o soggetti alquanto pericolosi che poco hanno a che fare in questa battaglia. Sappiamo tutti quanto sia pericoloso lo sfruttamento e l’inquinamento ambientale, ma è arrivato il momento di riconoscere davvero il colpevole di tutto questo : Il Capitalismo Globale. Difficile pensare che il cambiamento climatico sia una favola per scienziati, quando vediamo in ogni stagione aumentare i disastri climatici in tutto il mondo.

Il problema quindi va rovesciato rispetto a come lo rappresentano Greta e chi la sponsorizza. Questi signori ci dicono che per salvare il Pianeta bisogna imporre delle regole ambientali a livello globale e da questo traggono l’ennesimo alibi per tentare di mettere sotto accusa le sovranità nazionali in Europa e in Occidente. Peccato però che alcuni dei principali inquinatori, come la Cina e molti paesi emergenti, se ne fregano di queste direttive e vanno in direzione diametralmente contraria. Risultato? Le regole “globali” vengono applicate soltanto dagli Europei (Trump si è chiamato subito fuori) diventando un ennesimo vantaggio competitivo per le economie emergenti. Produrre osservando le regole energetiche ed ambientali costa molto di più. Risultato: le industrie europee chiudono e delocalizzano proprio in quei paesi dove le regole sono più labili. Si potrebbe pensare ad esempio, che l’Ilva di Taranto in Cina, potrebbe essere una specie di “isola ecologica”, visto la totale assenza di tutela dell’ambiente.

Quindi le tante invocate regole globali contro le emissioni, invece di migliorare la situazione, la peggiorano, premiando in senso competitivo i paesi più inquinanti e creando disoccupazione e recessione qui da noi.

E allora che soluzioni possiamo prendere? Il Sovranismo, e il conseguente Protezionismo, sono le uniche medicine che ci possono salvare. Imponiamoci tutte le regole giuste contro l’emissioni, contro l’utilizzo della plastica, per la produzione sostenibile dell’energia, ma insieme imponiamo Dazi contro quelle economie che queste regole non le seguono. Combattiamo con i Dazi sia il dumping ambientale che il dumping sociale, ovvero costruiamo delle barriere commerciali contro chi strutta l’ambiente e i lavoratori. Semplice no?

Eppure provate a fare questo discorso a Greta e ai suoi “gretini”, li vedrete immediatamente scappare lanciando anatemi contro l’oscurantismo Sovranista, nemico della Santa Globalizzazione. Sarà un caso che alcune delle più potenti multinazionali e le personalità politiche più “Liberal” sono i principali sponsor di Greta Thunberg?

Il futuro del Mondo è sempre più compromesso, aggiungiamo noi, dagli effetti di un sistema economico che distrugge l’ambiente naturale, la vita di milioni di esseri umani attraverso lo sfruttamento, la guerra e la miseria e tutto questo provoca cambiamenti nelle condizioni climatiche, atmosferiche e riproduttive del pianeta con conseguenze sempre più catastrofiche.

Il Capitalismo sta uccidendo il pianeta. Dobbiamo lottare per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’inquinamento, salvaguardando l’ambiente perché è fondamentale per la salute umana, animale e vegetale. Soltanto una RIVOLUZIONE SOVRANISTA tutelerà ogni Nazione e combatterà in maniera ferrea, coloro che creano ricchezza sfruttando in maniera illecita tutte le risorse di questa terra. Il Futuro appartiene ai Patrioti e non alla Globalizzazione.