La TASSA SUI PRELIEVI e’ un SEMPLICE PALLIATIVO Di: Vittorio Lana

“… Per combattere la micro-evasione fiscale, meglio l’obbligo tassativo, per tutti, di misuratori e l’incremento dei controlli sugli scontrini, tanto odiosi, quanto più efficaci e dissuasivi (educativi)…” V.Lana

La tassa sui prelievi di contante proposta da Confindustria credo sia un semplice palliativo antievasione. Buona solo per i “bamba” che se la bevono, in buona o in malafede.

Per combattere la micro-evasione fiscale, meglio l’obbligo tassativo, per tutti, di misuratori e l’incremento dei controlli sugli scontrini, tanto odiosi, quanto più efficaci e dissuasivi (educativi).

Con l’auspicio che qualcuno riesca a convincere gli attuali Governanti che, stanti le norme in vigore, i soldi frutto di rilevanti evasioni fiscali vengono ritratti sia da attività fittizie o criminali, che da vendite a nero; sono movimentati da e per l’estero, con modalità transfrontaliere (terrestri, marittime ed aeree); vengono riciclati in acquisti mobiliari, immobiliari, societari ed in leasing.

Non originano di certo da prelievi interni Bancomat o Carte di Credito tracciabili.


Contante, Confindustria propone una tassa sui prelievi per combattere l’evasione fiscale

Il Centro studi di Viale dell’Astronomia in una nota firmata da Montanino propone di incentivare con un credito d’imposta del 2% l’utilizzo della moneta elettronica e di recuperare il mancato gettito con una commissione del 2% sui prelievi eccedenti i 1500 euro mensili. Critiche di Confesercenti e Confcommercio, dubbioso l’ex ministro Visco: “Non serve a molto”. Duro il professer Stevanato: “Zero possibilità di essere attuata”

Il Centro studi di Confindustria propone una tassa sul prelievo di contanti per combattere l’evasione fiscale. La proposta, avanzata nell’ambito del dibattito in vista della prossima legge di bilancio, non comporterebbe oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e consentirebbe, attraverso una commissione del 2% sui prelievi superiori ai 1500 euro mensili, di recuperare circa 3,4 miliardi l’anno che, nell’ottica di confindustria, dovrebbe essere utilizzati per incentivare l’uso della moneta elettronica. Un’idea criticata sia da Confesercenti che da Confcommercio, secondo cui “quella della tassa sui contanti non è la strada giusta”. È una misura che “non serve a molto” anche per l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, mentre per … LEGGI ARTICOLO INTERO su https://www.ilfattoquotidiano.it/