LA POLITICA NON SIA INDIFFERENTE AL FENOMENO DELLE MAFIE ETNICHE Di: Aldo Milone

“…  bene ricordare ancora una volta che 15 miliardi di euro, immessi sul mercato, creano un danno incalcolabile all’economia sana di una Regione in quanto lo drogano attraverso una concorrenza sleale e spietata. Per quanto riguarda invece la presenza di nuove mafie, nigeriana e cinese, queste erano già note e confermata anche da una recente operazione della Direzione distrettuale antimafia e dalla squadra mobile di Prato….” A.Milone

Il recentissimo rapporto della Fondazione Caponnetto sulla presenza delle mafie in Toscana ha evidenziato un aspetto preoccupante circa gli investimenti effettuati da queste organizzazioni e il numero di mafie presenti in Toscana. Nel rapporto si legge che gli investimenti si aggirano sui 15 miliardi di euro e le mafie presenti, oltre a quelle tradizionali italiane, si menzionano quella nigeriana e cinese. Il rapporto parla addirittura di colonizzazione della Toscana e lancia anche un’accusa alla politica che sottovaluta questo fenomeno. È bene ricordare ancora una volta che 15 miliardi di euro, immessi sul mercato, creano un danno incalcolabile all’economia sana di una Regione in quanto lo drogano attraverso una concorrenza sleale e spietata. Per quanto riguarda invece la presenza di nuove mafie, nigeriana e cinese, queste erano già note e confermata anche da una recente operazione della Direzione distrettuale antimafia e dalla squadra mobile di Prato. Ritornando all’accusa lanciata alla politica, credo che la costituzione della commissione consiliare speciale sulla presenza di organizzazioni mafiose in città, costituita recentemente dal Comune di Prato a seguito della presentazione di un mio ordine del giorno, approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Prato, abbia dato una risposta all’accusa lanciata dal rapporto della Fondazione. Spero e mi auguro che questa commissione consiliare speciale possa svolgere un ottimo lavoro e dimostrare che la politica non è insensibile di fronte a questo pericoloso fenomeno che, come già detto, inquina una sana economia con danni irreparabili anche sull’occupazione. Dico questo perché le aziende sane non sarebbero in grado di reggere ad una concorrenza sleale, provocata dall’immissione sul mercato di capitali “sporchi”, e quindi sarebbero costrette a cessare la loro attività con conseguenti licenziamenti.

Sull’argomento mafia cinese, voglio poi fare un cenno al case del “capo dei capi”, Zhang:

Questo signore, secondo il Tribunale del Riesame, non sarebbe un mafioso. Però lo stesso Tribunale conferma il sequestro delle aziende perché frutto di evasione fiscale, sfruttamento di clandestini, traffico di sostanze stupefacenti, prostituzione ed estorsione. Sono veramente basito. Speriamo che la Cassazione accolga il ricorso della Direzione distrettuale antimafia altrimenti non ha senso neanche il sequestro delle aziende. Se questa non è mafia, non so veramente come definire questa organizzazione.

Aldo Milone
Capogruppo di Prato libera e sicura.