Due parole sul BILANCIO DEL PECCI Di: Stefano Azzini

“… è la cattedrale nel deserto dove la gente va, guarda e riparte, senza nemmeno immaginare che, due chilometri più avanti c’è un bel centro storico…” S.Azzini

Vorrei dire due parole riguardo i toni trionfali del bilancio 2016 del Centro Pecci. Sia chiaro a tutti che il bilancio è positivo perché l’amministrazione pubblica, Regione per prima, ha finanziato il centro con 2.328.482 Euro. A questo punto mi viene polemicamente da pensare: caspita, questa volta non sono riusciti a spenderli tutti!!!!!! Vi siete chiesti cosa reppresenta il Pecci per Prato? Un museo cosi importante, non dovrebbe essere fine a se stesso, dovrebbe servire da volano per spingere le persone a visitare la città. Invece è la cattedrale nel deserto dove la gente va, guarda e riparte, senza nemmeno immaginare che, due chilometri più avanti c’è un bel centro storico, (si, parlatene male quanto volete, ma il centro storico di Prato è bello), e tanti altri buoni motivi che dovrebbero convincere i visitatori ad allungare la visita fino al cuore della città. Purtroppo l’impostazione data all’operazione è tutt’altro che sinergica alla valorizzazione di Prato, e se non verrà modificata, il Pecci resterà un luogo “isolato”. Forse paga l’idea originaria del progetto, risalente alla fine degli anni 1970 quando, in una città in piena espansione, si volle costruire un quartiere “diverso”, creando un solco che oggi, nonostante sia una delle porte d’ingresso di Prato, rende il luogo cosi lontano da essa. Avete guardato le recensioni su Trip Advisor? Tutti entusiasti, fatta eccezione per due recensioni negative, guarda caso di pratesi, (della cultura a Prato ho già parlato in precedenza). Nessuno degli 80 recensori, che abbia scritto di aver continuato la visita fino al centro della città, magari con il comodo bus Lam. Non basta dire: “a Prato c’è il Pecci”, per attrarre visitatori e turisti (paganti), cosi come non basta il nuovo sito cittadiprato.it, troppo auto-celebrativo per l’amministrazione e poco invitante per il viaggiatore. Eppure, se ci guardiamo intorno, di esempi che fanno riflettere ce ne sono. Quindi: chiarito che il Museo Pecci è una realtà, prendiamo atto che sta nel Comune di Prato, e quindi deve servire per portare visitatori in città; solo cosi si potranno giustificare i milioni spesi fino a oggi, e quelli che serviranno per il suo funzionamento. E se la carta musei non basta, estendiamo il bus gratuito per un giorno a tutti coloro che acquistano anche il solo biglietto del Pecci. Insomma, facciamo di tutto per far rimanere i visitatori del Pecci a Prato.

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