Di fronte al dramma COVID, solo qualche mese di differimento della TARI Di: Aldo Milone (FI)

“… Nel marzo scorso, durante il primo lockdown chiesi al sindaco di Biffoni di abolire una rata della Tari o praticare la riduzione del 40% della tariffa annuale. Questa mia proposta nasceva dal fatto che era l’inizio di una profonda, purtroppo, crisi economica che si stava prospettando..” A. Milone

Foto TV Prato

Nonostante le restrizioni e le chiusure delle attività, causa Covid, arriva puntuale, anche se differita di qualche mese, il pagamento della seconda rata della TARI. Biffoni poteva benissimo evitare uno spreco di soldi dei contribuenti e destinare queste risorse alle imprese e alle famiglie in difficoltà.

Nel marzo scorso, durante il primo lockdown chiesi al sindaco di Biffoni di abolire una rata della Tari o praticare la riduzione del 40% della tariffa annuale. Questa mia proposta nasceva dal fatto che era l’inizio di una profonda, purtroppo, crisi economica che si stava prospettando. Una crisi che sta mettendo in grosse difficoltà migliaia di nuclei familiari mono redditi il cui capofamiglia è stato semmai anche posto in cassaintegrazione. Poi a settembre ha avuto inizio la seconda ondata del Covid-19 con le relative restrizioni in campo economico facendo scattare di nuovo la cassaintegrazione per migliaia di persone. Di fronte a questo dramma il sindaco Biffoni Invece di mettere in campo misure economiche forti ha usato il solito pannicello caldo del differimento di qualche mese del pagamento della TARI. Eppure poteva stanziare risorse finanziarie per procedere all’abolizione della seconda rata. Basta elencare alcuni sprechi: costo dei famosi robottini, circa 160.000 euro, recupero evasione TARI che si aggira intorno a diversi milioni di euro. Mi limito a citare solo questi due esempi che sono già sufficienti per non far pagare questa seconda rata della TARI alle imprese, alle partite IVA, costrette alla chiusura o a osservare le restrizioni del DPCM, e alle famiglie con almeno un figlio a carico e con un reddito lordo fino a 30.000 euro. Gli altri sprechi sono sotto gli occhi di tutti.

Aldo Milone

Responsabile Regionale del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione di Forza Italia.


da: http://www.notiziediprato.it/

Ventottomila attività tra Prato e Pistoia dicono “no” al pagamento delle tasse, parte lo sciopero fiscale

Lo ha proclamato la Confcommercio di Prato e di Pistoia in linea con quanto deciso a livello toscano dalla stessa associazione

Foto TV Prato

Interi settori “chiusi”, spese fiscali che continuano a correre, ristori insufficienti. In linea con l’iniziativa toscana, Confcommercio proclama lo sciopero fiscale per le imprese del terziario di Pistoia e Prato che costituiscono il 50% del totale delle imprese attive nelle due aree.
Sciopero ma anche la richiesta di riaprire subito altrimenti “per le nostre attività non ci sarà alcuna prospettiva”. L’associazione punta il dito contro la gestione caotica e parziale da parte… (Leggi articolo intero)