DALLA CRISI DELL’INFORMAZIONE ALLA CRISI DEL PENSIERO Di: Paolo Andrea Sanesi

“…Tante troppe persone non hanno la più pallida idea di cosa sia la scienza, la medicina, la cultura e da questa non conoscenza discendono una diffusa diffidenza, che diventa ostilità, per ciò che non si comprende…” P.A.Sanesi

Immagine tratta da una recente campagna No-vax

Scorrendo in questi giorni i dibattiti sui VACCINI ho fatto alcune riflessioni che vorrei condividere (ma credo che nessuno avrà la forza di leggere fino in fondo il mio pensiero):
1) Le nuove tecnologie hanno modificato radicalmente la produzione/diffusione delle informazioni espropriando la nostra razionalità con il frastuono e la fretta. La comunicazione è divenuta rapida e non permette l’assimilazione di contenuti (sappiamo sempre di più capiamo sempre meno). Le nostre capacità mnemoniche, sviluppate in ere di lentezza e silenzio, non sono più in grado di lavorare all’interno di questi modelli operativi. La velocità virale concorre alla dissipazione della memoria e incamerando frammenti non possiamo che rielaborare frammenti.
2) La quantità risulta inversamente proporzionale alla quantità. Attraverso valanghe di dati poco accurati o addirittura falsi (fake news) formiamo menti in sovraccarico informativo che accompagnato da una povertà culturale non permette più di distinguere il vero dal falso o dal verosimile. Si cercano allora soluzioni cognitive semplici, le emozioni soppiantano i fatti e attivano pulsioni profonde. Si sviluppa così un sistema interattivo della realtà totalmente alternativo o sostitutivo delle letture prevalenti e ufficiali. In questi casi ogni spiegazione razionale risulta ininfluente perché l’uomo tende a confermare la propria visione del mondo lasciandosi guidare più dall’emotività che dalla logica. In questo contesto nascono le post-verità.
3) Il termine “post-verità” deriva dal “post-modernismo” dottrina nata con l’intento di emancipare le persone dalle narrazioni ufficiali. Si negano punti di riferimento oggettivi (soprattutto relativi alle materie scientifiche) e basi comuni del sapere. Le notizie false ripetute diventano familiari e quindi … reali. Con i “like” e le condivisioni diventa poi impossibile arrestarne l’effetto.
4) Infine esiste il “ragionamento motivato” all’interno del quale si cercano contenuti e si consumano informazioni che si conformano e che confermano le nostre visioni. Ciò porta ad una visione parziale della realtà e a costruzioni di pensiero condizionate e rassicuranti. Gli “algoritmi” poi completano l’operazione di omologazione culturale catalogando notizie in base all’utile o al gradito dal singolo utente (“camere di risonanza”).
Tutto questo spiega, in parte e in maniera niente affatto esaustiva, l’origine di molte credenze che portano a rinunciare alla ricerca della verità. Tante troppe persone non hanno la più pallida idea di cosa sia la scienza, la medicina, la cultura e da questa non conoscenza discendono una diffusa diffidenza, che diventa ostilità, per ciò che non si comprende.

on scherziamo, non ci sono “altre” verità, ne esiste una sola. Quella scientifica, indiscutibile, non negoziabile. I vaccini non sono un “optional” sono indispensabili per proteggere la tua e l’altrui salute. Chi non lo comprende è solo per ignoranza, un ignoranza profonda che nasce da quel filone di negazionismo che ormai permea la società civile, che si permette di discutere su tematiche che stanno molto al di sopra delle proprie conoscenze. Domando: chi (anche fra i politici) si è preso la briga di leggere un pò di letteratura scientifica? Chi si è messo di buona lena a scoprire le tante notizie false che non hanno uno straccio di supporto scientifico (vedi autismo e quant’altro)? Chi con la mente critica e sgombra da pre-concetti ha ascoltato sui social anche altre opinioni che la pensavano diversamente dalla propria tribù (perchè di solito si ascolta ciò che ci rafforza nelle nostre convinzioni)? Si parla di “favori alle case farmaceutiche”, di “intrighi con le multinazionali del farmaco”, di “veleni nascosti nei vaccini”. Tutte scicchezze che con un pò di buona volontà potrebbero essere smontate in dieci secondi. La spesa globale per i vaccini (guarda il grande intrigo!) corrisponde ad una minima parte rispetto alla spesa solo per i gastroprotettori (inibitori di pompa e quant’altro) o rispetto agli antidepressivi (che alle multinazionali interessano molto di più che i vaccini). Per i potenti del mondo gli interessi sono ben altri !I “veleni” contenuti nei vaccini non sono altro che antibatterici e stabilizzanti del prodotto, che peraltro assumiamo in quantità industriali nella nostra dieta quotidiana. Un pesce cucinato al cartoccio ci fa assumere più alluminio di mille vaccini. E si potrebbe continuare all’infinito. Sull’imposizione della vaccinazione possimo dire che data l’ignoranza della popolazione e gli scarsissimi investimenti in politiche di educazione sanitaria non esiste altra scelta. Non possiamo chiedere opinioni sulla meccanica quantistica ai tanti analfabeti di ritorno che popolano la nostra società (politici compresi). Molti obietteranno che i medici sono di parte: è vero sono di parte, perchè chi ha toccato con mano i disastri umani di epoche non “vaccinali”, chi ha vissuto accanto a tante vite condizionate da malattie evitabili, ha assistito a così tanta sofferenza che desidera solo che ciò non accada mai più. Studiare, leggere, informarsi, liberare la mente dalle ideologie (politiche e non), insomma acculturarsi un pò potrebbe essere la soluzione più semplice per comprendere la verita, ma ad oggi credo rappresenti una strada troppo difficile (più facile ripetere come un matra il sentito dire ed essere fermamente convinti di essere nel giusto – soprattutto se il sentito dire proviene dalla parte politica che io sostengo).

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