Credo una cosa e su questo sono certo Di: Leonardo Cortesi

“… Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto….” L. Cortesi

Io credo una cosa e su questo sono certo, che ogni nazione si merita la sua classe politica ed essa non sia altro che l’espressione del suo popolo. Se andiamo a vedere i sondaggi il movimento 5 stelle è il primo partito in Italia, anche se non riuscirà probabilmente a governare. Esso rappresenta l’accozzaglia dei dannati, di chi non aveva niente di importante da dire, di chi spesso in uno stato estero avrebbe fatto lo stesso lavoro dell’Italia e che non si fa un’analisi di coscienza seria come nazione, ma spara a destra e a manca giudizi e opinioni a casa. La Lega è un qualcosa di strano, un misto di nazionalismo mussoliniano , fuso con il provincialismo più becero, quello della dei dialetti come lingua ufficiale, di chi non si rende conto che il mondo va in un’altra direzione “ma come si stava meglio con la Lira e le svalutazioni competitive degli anni 80”.
LA destra moderata invece sono coloro che fanno gli imprenditori con gli agganci politici, i Montezemolo, Marcegaglia, gli Agnelli e il sommo rappresentante Silvione. Ma non solo: sono la camera di commercio, gli ordini professionali, la Confindustria e tutto quel mondo sindacale burocratico che nulla a che vedere con l’economia e i veri liberal democratici europei.
Il Pd invece è quella fetta di borghesia illuminata che aveva 2 scelte: andare all’estero, fare carriera in Italia con più difficoltà, o andare a Roma e farsi le amicizie giuste. Sono i banchieri, i presidenti delle partecipate e parte del personale, sono gli assunti coi concorsi ad hoc o i bandi su misura. Quelli che ti parlano di risanamento del sistema bancario, ma che sono stati loro stessi a causarlo. Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto.

Insomma questa è l’Italia, un paese abbandonato dai migliori, che ha scelto di cullarsi nella sua mediocrità. Un paese dove non gli imprenditori seri e le aziende che contano, o scappano oppure non vengono, che ha regalato ad altri paesi i suoi talenti, in cambio di un immigrazione che comunque serve a ad abbassare l’età media italiana e che migliora saldo delle persone in età lavorativa, ma che sarebbero da scolarizzare e ancora non si è capito se rappresentano un valore aggiunto reale. Un’Italia che ha deciso di non riformare niente a partire dall’istruzione, dove il nostro paese ha risultati più o meno pari a quelli della Turchia nei test invalsi.
Con questa classe sociale, non c’è nessuna prospettiva nel lungo medio periodo, se non quello di declinare sempre più e sperare in un intervento esterno per non perdere definitivamente la diginità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*