Come si cambia per non morire Di: David Elmutter

In tutta questa tempesta emozionale l’unica cosa inamovibile è quella passata quasi inosservata: sindaco, assessori, ex assessori e consiglieri di sinistra che non hanno speso una, dico una, parola sulla Leopolda 10.

Come si cambia, per non morire potrebbe essere il titolo di una canzone della Mannoia, ma è anche l’attuale politica odierna. Tutti che hanno strombazzato il maxiraduno di Roma e la kermesse renziana alla Leopolda.
Dei primi non mi viene niente da dire, perché al di là degli slogan urlati, non vedo cambiamenti da quando la Lega era al governo. Dei secondi dovrei parlare ancora meno perché la Leopolda con gli anni somiglia sempre più a una riunione di Scientology.
Però potrei parlare delle sottili differenze tra i due eventi se riferito al panorama politico pratese. Riprendendo il tema delle canzonette, a Prato più che la Mannoia vedrei bene Gaber con la sua cos’è la destra, cos’è la sinistra per evidenziare lo smarrimento politico in atto, prima tra tutte la sciagurata scelta del candidato sindaco per il centrodestra. Visto il fallimento delle liste civiche pure (tralascio volutamente quelle nate per i somari del paese di acchiappacitrulli) a Prato stiamo assistendo alla sparizione del centro moderato. O meglio, alla trasformazione del centro moderato. Politici che orfani di Berlusconi cercano un posto al sole con Salvini dichiarandosi leghisti fin dai tempi di Giulio Cesare (alla Trump) ed ex consiglieri comunali affascinati dalle sirene renziane speranzosi di tornare in auge, o meglio, di essere traghettati verso l’altra sponda, più sicura e rilucente. Ovvio che l’elettorato comune sia disorientato e che chi mastica un pò di politica cittadina si trovi in grossa difficoltà per la scelta di appoggiare chi cosa e perché.

In tutta questa tempesta emozionale l’unica cosa inamovibile è quella passata quasi inosservata: sindaco, assessori, ex assessori e consiglieri di sinistra che non hanno speso una, dico una, parola sulla Leopolda 10. Loro sanno già da che parte stare, loro che sono nati e cresciuti a pane e partito e che hanno stipendi a prescindere.
Chi sono? Basta leggersi i curriculum….