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PRATO-CINESI/ Presto il distretto pratese passerà nelle mani della comunità cinese Di: Aldo Milone

“…I confezionisti cinesi, per evitare la sospensione dell’attività, hanno preferito fare contratti a tempo determinato, ovviamente fasulli, agli operai cinesi con orari di 4 ore al giorno però in effetti di ore ne vengono lavorare molto di più…” A. Milone, Prato Libera e Sicura

“Sistema Prato”: …Una deriva che appare sempre più irreversibile…

Dalla ricerca  presentata dal Laboratorio di Scienze del Lavoro, commissionato anche dal Comune di Prato, è emerso che i lavoratori delle confezioni superano quelli del tessile. Confezioni che per la stragrande maggioranza sono a conduzione cinese. Direi quasi che tutto ciò è lapalissiano e forse non era neanche necessaria uno studio per arrivare a questa conclusione. Purtroppo il risultato di questa ricerca avvalora quanto da diversi anni vado affermando. Tra qualche decennio, forse anche meno, tutto il distretto pratese passerà nelle mani della comunità cinese. In questo modo aboliremo definitivamente anche il termine “distretto parallelo”. Perché affermo che questa ricerca, non dico che sia stata inutile, ha fatto emergere un risultato ovvio e scontato. Leggo, tra l’altro, che l’occupazione, anche se quella precaria ovvero contratti a tempo determinato, sia in aumento. Sicuramente in questo caso c’è stata un piccola evoluzione. I confezionisti cinesi, per evitare la sospensione dell’attività, hanno preferito fare contratti a tempo determinato, ovviamente fasulli, agli operai cinesi con orari di 4 ore al giorno però in effetti di ore ne vengono lavorare molto di più. Tutto ciò comporta anche un’evasione fiscale e contributiva. Anche questo dato è facilmente riscontrabile perché questi contratti con il minimo consentito dalla legge servono anche per il rinnovo del permesso di soggiorno. Da questa ricerca si apprende inoltre che l’export del distretto vola sempre grazie alle confezioni. Se si vuole una conferma basta fare un giro nel Macrolotto1  durante gli orari serali o nei weekend. Possiamo notare quante auto o camion con targhe europee vengono per acquistare e caricare merci. Fatta questa premessa, come possiamo meravigliarci di questo sorpasso quando si assiste a sequestri di tonnellate di tessuti importati illegalmente dalla Cina da imprenditori orientali. Se queste tonnellate di tessuti fossero state acquistate da imprenditori pratesi forse il sorpasso non sarebbe avvenuto. Come pure quale futuro può avere il distretto pratese quando un imprenditore locale si è aggiudicato dei terreni, messi all’asta dal Comune e pagandoli anche profumatamente, che verranno destinati alla costruzione di capannoni per essere venduti a imprenditori cinesi? Sono sicuro che i risultati di questa ricerca hanno avuto anche l’apprezzamento del associazioni e organizzazioni sindacali perché c’è stato un aumento dell’occupazione, anche se precaria, senza tener conto che la manodopera assunta è prevalentemente orientale. Sarebbe interessante, e concludo, capire quanti pratesi, anche se in maniera precaria, sono stati assunti.

 

Aldo Milone

Capogruppo Pls

Nuovo Aeroporto di Firenze/ Il NUOVO ESPOSTO DEI COMITATI

“Aeroporto non a norma, si ridimensionino i voli”

Peretola, comitati all’attacco: “Aeroporto non a norma, si ridimensionino i voli”

SESTO FIORENTINO – Che la nuova pista dell’aeroporto di Peretola sia al centro di una questione quanto mai complessa è risaputo. Lo dimostra anche il nuovo colpo di scena, emerso nella tarda serata di ieri e che oggi abbiamo approfondito con Gianfranco Ciulli (portavoce del coordinamento dei Comitati per la salute della Piana di Prato e Pistoia e presidente dell’associazione Vas – Vita, ambiente e salute). Il colpo di scena riguarda il rigetto del ricorso straordinario al Capo dello Stato che Adf aveva presentato contro il decreto di Via 676 del 2003 e che imponeva la messa in sicurezza dell’aeroporto attraverso l’allungamento dell’attuale pista con interramento della autostrada A11 e pista di rullaggio.

A diffondere il documento lo stesso Coordinamento dei comitati, rimasto “segreto” per …

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Nuovo Aeroporto di Firenze-DECRETO VIA PERETOLA 0676/2003 & DECRETO DECISORIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Prato, 21 novembre 2017 – COMUNICATO STAMPA

Aeroporto di Peretola – Effettivamente… di cosa vogliamo discutere?…

Da: http://www.pianasana.org

Dopo le nostre continue, documentate e legittime richieste, abbiamo avuto il testo del Decreto Decisorio sul Ricorso proposto da ADF contro il Decreto di VIA 0676/2003

Prendiamo atto che il Presidente della Repubblica EBBE A RESPINGERE MOTIVATAMENTE IL IL RICORSO AVVERSO IL DECRETO di VIA 0676/2003 che a questo punto HA OBBLIGO DI OTTEMPERANZA, come avevamo sempre detto.

Ci corre l’obbligo visto gli ALLEGATI di porre le seguenti domande;

Perché il Ministero non ha mai ufficializzato tale decisione, se non oggi a seguito della nostra richiesta di accesso agli atti presentata ai sensi di legge?

Come mai nessuno – a quanto ci risulta dal 2012 ad oggi – ha verificato l’attuazione delle prescrizioni ivi contenute, sia per quanto concerne la sicurezza volo come per la tutela di ambiente, salute, patrimonio SIC.

Ma soprattutto, ci domandiamo nell’interesse dei sorvolati e trasportati se oggi l’Aeroporto di Firenze può continuare con il flusso di movimenti previsto dal Decreto di VIA 2003, senza aver OTTEMPERATO alle prescrizioni richieste, oppure debba essere previsto con effetto immediato un drastico ridimensionamento dei VOLI in assenza di tutele come disposto dal Decreto di VIA 0676/2003 tuttora vigente, quindi con flussi aeroportuali antem Decreto di VIA citato, ovvero 1, 5 milioni di passeggeri .!!

Non sta certamente a Noi fare queste valutazioni tecniche dai forti e inderogabili contenuti di etica di governo,  ma agli organi di verifica e controllo che a nostro avviso fin qui sono rimasti inspiegabilmente latitanti.  Ci saranno state omissioni ??, starà alla magistratura valutarne l’operato visto che appena pochi giorni orsono abbiamo depositato presso la Procura della Repubblica di Firenze un ulteriore esposto in tale senso.

D’altra parte a nostro modesto avviso;

Se per legge e per prassi consolidata il Ministero dell’Ambiente e la Regione Toscana avevano l’obbligo di verifica, come recita lo stesso Decreto di VIA 0676/2003 perché non è stato fatto.?

Se per legge e prassi consolidata, prima di sottoporre a Nuova Procedura di VIA una infrastruttura vi è “ l’obbligo del rispetto delle precedenti prescrizioni”, che a Firenze non è avvenuto visto che manca un documento che certifichi l’avvenuta ottemperanza ai sensi del precedente Decreto VIA;

Se per legge e prassi consolidata in assenza di avvenute ottemperanze vi è l’obbligo di rigetto della Nuova Procedura di Valutazione VIA, anche se recentemente ripresentata in virtù del nuovo Dlgs 104, che appare incostituzionale e difforme dagli indirizzi della stessa Direttiva UE 52/2014;

Se per legge e prassi consolidata in mancanza di tali “prescrizioni” lo sviluppo aeroportuale non può avere luogo senza le compensazioni e mitigazioni previste e quindi dovrebbe ritornare ad un diverso livello operativo;

Tutto ciò premesso, non essendo Noi certamente i depositari di certezze assolute, ma solamente attenti e scrupolosi verificatori del rispetto delle procedure di valutazione,  QUALCUNO a questo punto dovrà obbligatoriamente rispondere nel merito delle questioni sollevate, soprattutto sulla correttezza endo procedimentale degli atti e delle valutazioni.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Associazione VAS  Vita Ambiente e Salute Onlus

21-11-17 Comunicato Stampa DCC 0676-2003

Decreto Decisorio Presidente Repubblica

DVA.REGISTRO UFFICIALE.2017.0026944

Estratto Decreto VIA DVA-DEC-2003-_676

 

Credo una cosa e su questo sono certo Di: Leonardo Cortesi

“… Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto….” L. Cortesi

Io credo una cosa e su questo sono certo, che ogni nazione si merita la sua classe politica ed essa non sia altro che l’espressione del suo popolo. Se andiamo a vedere i sondaggi il movimento 5 stelle è il primo partito in Italia, anche se non riuscirà probabilmente a governare. Esso rappresenta l’accozzaglia dei dannati, di chi non aveva niente di importante da dire, di chi spesso in uno stato estero avrebbe fatto lo stesso lavoro dell’Italia e che non si fa un’analisi di coscienza seria come nazione, ma spara a destra e a manca giudizi e opinioni a casa. La Lega è un qualcosa di strano, un misto di nazionalismo mussoliniano , fuso con il provincialismo più becero, quello della dei dialetti come lingua ufficiale, di chi non si rende conto che il mondo va in un’altra direzione “ma come si stava meglio con la Lira e le svalutazioni competitive degli anni 80”.
LA destra moderata invece sono coloro che fanno gli imprenditori con gli agganci politici, i Montezemolo, Marcegaglia, gli Agnelli e il sommo rappresentante Silvione. Ma non solo: sono la camera di commercio, gli ordini professionali, la Confindustria e tutto quel mondo sindacale burocratico che nulla a che vedere con l’economia e i veri liberal democratici europei.
Il Pd invece è quella fetta di borghesia illuminata che aveva 2 scelte: andare all’estero, fare carriera in Italia con più difficoltà, o andare a Roma e farsi le amicizie giuste. Sono i banchieri, i presidenti delle partecipate e parte del personale, sono gli assunti coi concorsi ad hoc o i bandi su misura. Quelli che ti parlano di risanamento del sistema bancario, ma che sono stati loro stessi a causarlo. Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto.

Insomma questa è l’Italia, un paese abbandonato dai migliori, che ha scelto di cullarsi nella sua mediocrità. Un paese dove non gli imprenditori seri e le aziende che contano, o scappano oppure non vengono, che ha regalato ad altri paesi i suoi talenti, in cambio di un immigrazione che comunque serve a ad abbassare l’età media italiana e che migliora saldo delle persone in età lavorativa, ma che sarebbero da scolarizzare e ancora non si è capito se rappresentano un valore aggiunto reale. Un’Italia che ha deciso di non riformare niente a partire dall’istruzione, dove il nostro paese ha risultati più o meno pari a quelli della Turchia nei test invalsi.
Con questa classe sociale, non c’è nessuna prospettiva nel lungo medio periodo, se non quello di declinare sempre più e sperare in un intervento esterno per non perdere definitivamente la diginità

E’ una GRAVE EMERGENZA DEMOCRATICA Di: Filippo Boretti

“… Fra i vari punti della novella legge elettorale indegna: non sono possibili candidature locali, non sono possibili candidature indipendenti; ogni voto espresso dall’elettore può trasmigrare su altri candidati (anche di liste diverse da quella votata)….” F. Boretti

“E’ una gravissima emergenza democratica ed occorre pensare in maniera estrema dopo l’approvazione da parte di Renzi, Berlusconi, Salvini, Meloni ed Alfano del ‘rosatellum2.0’. Venerdì 10 novembre, con il professore Giovanni Tarli Barbieri (ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Firenze), il professore Stefano Merlini (già ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Firenze), Francesco Baicchi (coordinarore di #democraziacostituzionale) e Michele Giacco (presidente dell’associaizione ‘Koiné’), assieme a tutte le straordinarie persone del nostro movimento democratico apartitico e trasversale, Pratesi per la Costituzione, abbiamo compreso quanto la situazione sia grave sperando, almeno, nei ricorsi alla Corte Costituzionale.

Politicamente, i suddetti segretari di partito sono tutti correi di una drammatica degenerazione democratica, costituitisi come una vera e propria banda per il rafforzamento del proprio potere oligarchico.

Fra i vari punti della novella legge elettorale indegna: non sono possibili candidature locali, non sono possibili candidature indipendenti; ogni voto espresso dall’elettore può trasmigrare su altri candidati (anche di liste diverse da quella votata). Ovviamente le coalizioni sono finte e meramente elettorali: ciascuna lista (non la coalizione) ha l’obbligo di presentare un programma; non si vuole nessuna competizione, ma mani libere per decidere con chi allearsi dopo le elezioni.

Bene afferma Mauro Vaiani: “Si sono solo organizzati per rientrare nel prossimo Parlamento italiano con una squadra di fedelissimi servitori politici, che dovranno solo a loro la propria elezione o rielezione. Si perfeziona progressivamente la rovina già iniziata con il Porcellum e con l’Italicum. Non c’è più la possibilità per i cittadini di scegliere nulla: né un rappresentante locale, né una lista politica, né un candidato premier. Di fronte a questa emergenza democratica è necessario che tutti seguiamo e appoggiamo i ricorsi urgenti che i Comitati per la democrazia costituzionale stanno portando avanti”.

Ma non basta: tutti coloro che hanno combattuto contro il ‘rosatellum2.0’ devono avere il coraggio della desistenza, ovvero di allearsi e coalizzarsi autonomamente contro coloro che questa legge l’hanno voluta.

Basta ricordarsi che, da uomini liberi, ogni qualvolta che ci accingiamo a candidarci alla rappresentanza politica, facendo valere le nostre idee, tendendo a coalizzarci, o ad allearci, con gruppi politici o persone indispensabili per aver diritto di parola in Parlamento, e di voto, ma squalificanti per le scelte politiche che hanno fatto, questo è sufficiente a spiegare ai molti perché non vale assolutamente la pena di votarci, e neppure vale la pena entrare in assise elettive per essere strumentalizzati, in un sistema fintamente democratico come oramai è diventato il nostro.

Il ‘rosatellum2.0’, pensato per aggregare tramite coalizioni forzose ed escludere liste singole, non facilita certamente la presentazione di una coalizione liberale, ma d’altra parte è la medesima novella legge elettorale a non garantire – paradossalmente – la stessa governabilità, qualora non vincesse una coalizione che ottenga, contemporaneamente in entrambe le camere, almeno il 60% dei seggi col maggioritario e il 40% dal proporzionale.

Resta a mio avviso il realismo dell’impossibile, coalizzando un’area autenticamente liberale, autonoma e fortemente critica per tentare di riportare gli autentici liberali in Parlamento: l’unico modo per essere seri ed efficaci, se non determinanti in una futura Italia. Il ‘rosatellum2.0’ è fatto per chi vuole vincere, non per chi vuole governare portandosi dentro il Parlamento non il ‘meglio’, ma dei ‘nominati’; per questo obbliga il ‘nonvoto’ a non tornare ancora a votare se non c’è un’offerta politica dignitosa e qualificata.

La questione politica, è questione morale. Chi vuole ‘menoStato’, vuole più donne e uomini onesti e fermi, oltreché competenti e seri. Chi ha un costume diverso, dall’onnipresente opportunismo politico, è ora che stia di più coi ‘presentabili’, soprattutto con questa legge elettorale che impone coalizioni per convenienza, senza garantire governabilità.

Dove sono i partiti di una volta che si facevano garanti del buon nome dei propri esponenti? Dopo 23 anni siamo ancora a parlare, fra ‘moderati’, se essere/fare la quarta gamba di un polo a guida Berlusconi-Meloni-Salvini? Per mettere dentro qualcuno dei ‘nostri’, più autenticamente liberale? È questa la strategia politica per catturare il ‘nonvoto’? E questa gamba chi sarebbe, chi dovrebbe formarla o, meglio, chi dovrebbe votarla? Parisi sta con Cesa? Costa con Lupi? Quagliariello con Fitto? … e il Partito Liberale con Forza Italia o dentro Forza Italia? … e solo perché altrimenti vince il M5S?!?

La soluzione ci sarebbe: avere il coraggio di un polo liberale al di fuori di Forza Italia e del PD rischiando, ma progettando l’avvenire, senza se senza ma”.

NON FACCIAMOCI DOMANDE… Di: Sergio Castignani

“… In questo paese, reso paesucolo delle banane, da una classe politica e dirigente a dir poco impresentabile, non ci si domanda più niente, ad esempio del perché, nonostante ci siano, circa CENTOSSESSANTAMILA leggi non funziona un emerito…” S. Castignani

Non farsi domande forse è più comodo, ma resta che non farsele equivale a viaggiare alla ceca, se percorriamo una strada sconosciuta, viene naturale chiedersi dove ci porterà, oggi per ovviare a questi limiti abbiamo i navigatori satellitari, basta consultargli, ma quando si tratta della nostra vita e del futuro delle generazioni a venire, è un delitto non farsi la fatidica domanda; Dove ci porteranno le nostre scelte politiche?

Purtroppo nel caso di scelte politiche non ci sono navigatori che ci aiutano, le risposte dobbiamo cercarle, pertanto l’unica cosa da fare è informarsi, la differenza è dove e da chi prendiamo informazioni…in parte è come la storia, la scrivono i vincitori, ma come la politica presenta sempre mezze verità…di comodo.

In questo paese, reso paesucolo delle banane, da una classe politica e dirigente a dir poco impresentabile, non ci si domanda più niente, ad esempio del perché, nonostante ci siano, circa CENTOSSESSANTAMILA leggi non funziona un emerito…rispetto a altre nazioni che viaggiano dalle quattromila alle quindicimila leggi con ottimi risultati, non ci si domanda nemmeno del perché i criminali sono fuori invece che soggiornare nelle patrie galere…è di oggi 16-11-17 notizia che cinque tunisini, presunti terroristi non possono essere arrestati per cavilli procedurali…siamo alla follia pura!

Purtroppo abbiamo smesso da molto tempo di far domande, ci contentiamo dei racconti, che imbonitori, riciclatosi in politica ci propinano, aiutati da organi d’informazione assoggettati al potere politico ed economico.

Nel tempo hanno disautorato le forze dell’ordine, le nostre città sono in balia di delinquenti e spacciatori, ci costringono a lavorare fino a settanta anni per avere una misera pensione, mentre chi ci manda in pensione dopo settanta anni gli basta “lavorarne” cinque per avere un vitalizio dorato, un’azienda privata deve stare attenta anche al centesimo per tirare avanti, mentre le aziende di stato e le varie partecipate, sempre in rosso sperperano soldi e possono permettersi assunzioni prima delle elezioni, ci sono aziende che falliscono perché lo stato non paga i debiti, la pubblica amministrazione fa acqua da tutte le parti, con gli sprechi ci facciamo due manovre finanziare, le nostre scuole erano ai primi posti nel mondo come grado d’insegnamento, adesso siamo agli ultimi posti, ci parlano di democrazia, ma non ci permettono di scegliere chi ci deve governare, dove una minoranza decide sulla maggioranza, ci parlano di partecipazione, ma il cittadino non ha voce in capitolo…potrei continuare all’infinito, ma non voglio annoiare nessuno, il fatto è che nonostante tutto quello che non funziona, le prevaricazioni, gli obblighi, il non potersi difendere da uno stato sanguisuga, noi non ci facciamo domande e un “popolo”che non fa domande non avrà risposte.

Sergio Castignani, 16-11-2017

Il FOLLE EPILOGO DELLA DEMOLIZIONE DEL VECCHIO OSPEDALE DI PRATO DI: Prato5Stelle

“… Ben poco poi c’ è da dire sul PD, che adesso che il disastro e il fallimento dell’ operazione è sotto gli occhi di tutti, continua a perorare la causa di una demolizione che si allontana giorno dopo giorno, tra crescenti difficoltà e manifeste incapacità…” Prato5Stelle

Il “Vecchio” Misericordia & Dolce.

IL CONTESTO: rassegna stampa
Vecchio ospedale, costi raddoppiati. Prato, la demolizione del Misericordia e Dolce costerà 6 milioni di euro e dovrebbe partire all’inizio del 2018, con un anno di ritardo sui tempi previsti

Tempi, comunque, allungati e molteplici sono stati fino ad adesso i problemi e gli imprevisti incontrati. Primo fra tutti la valutazione dei materiali con i quali il “Misericordia e Dolce” è stato via via costruito negli ultimi 50-40 anni, e fra questi la presenza di ben 3 chilometri di coibentante interno composto prevalentemente da amianto. Il coibentante serviva nei pluviali interni, intercapedine dei muri, messo attorno alle tubazioni di servizio dell’Ospedale, e si tratta di una quantità tutt’altro che indifferente sulla quale è stata richiesta la massima attenzione e il controllo di tutta la filiera dei lavori anche al momento in cui ci sarà la ditta appaltatrice.

«Purtroppo la presenza sia del coibentante sia del cartongesso in grosse quantità, parliamo di tonnellate, non valutato precisamente prima, ha portato a questo ritardo che adesso però sembra compensato dall’inizio della procedura amministrativa, ossia quella della gara di appalto» prosegue Barberis. Il progetto di demolizione presentato dall’ingegner Gavazzi già nello scorso giugno e replicato a settembre nell’incontro con la commissione comunale Urbanistica e ambiente è stato poi validato, ma i costi lievitanoLa presenza dei materiali come rifiuto speciale e pericoloso, le validazioni, il progetto, la messa in opera sono passati da una previsione di spesa iniziale di poco più di 3 milioni di euro ad una, invece, che arriva oggi a circa 6 milioni.

Vecchio ospedale, anche il Pd “bacchetta” la sinistra. Prato, il consigliere regionale Nicola Ciolini: «Si in cerca di divisioni continue» ma tende la mano a Campo Progressista

Uno schiaffo alla miseria e un altro alla salute Prato – La demolizione del vecchio ospedale non può che lasciarci l’amaro in bocca.

La sinistra si spacca sulla demolizione del vecchio ospedale Prato, Campo Progressista assieme alle associazioni ambientaliste “bacchetta” Sinistra italiana che ha definito l’intervento “uno spreco

Vecchio ospedale, anche il Pd “bacchetta” la sinistra Prato, il consigliere regionale Nicola Ciolini: «Si in cerca di divisioni continue» ma tende la mano a Campo Progressista


IL COMUNICATO DI PRATO5STELLE
In riferimento alle recenti notizie sulla demolizione dell’ exMED, questa è la nostra posizione:

In modo del tutto inaspettato, in questi ultimi giorni abbiamo visto riaccendersi la discussione sui destini dell area dell Ex-Misericordia e Dolce e del Vecchio Ospedale che ancora vi svetta all interno.

Colpisce, adesso che le difficoltà ad eseguire la demolizione si sono palesate, che la polverizzazione delle forze politiche avvenuta nel centro-sinistra, sommata alla vitale esigenza di distinguersi gli uni dagli altri agli occhi della cittadinanza, stia facendo saltar fuori insolite posizioni “non-demolizioniste” per il vecchio ospedale.

Altrettanto insolita ed inaspettata l’ uscita pubblica dell ex-dirigente comunale, Frasconi, che anche lui, adesso, e solo adesso, si è preso la briga di schierarsi in favore della non demolizione.

A fronte di tali fatti, non possiamo che chiederci dove fossero tutti questi soggetti, tecnici e politici, quando Regione e Comune siglavano quegli accordi disastrosi che come c era da aspettarselo, ci avrebbero portati alla situazione attuale.

Dov’ erano quando senza pensarci troppo Regione e Comune deliberavano quegli accordi che ci avrebbero portato ad avere un ospedale più piccolo e con tutte le pecche che ben conosciamo, e una struttura dismessa, dal futuro inevitabilmente incerto e problematico?

Diversamente dai cittadini pratesi, a queste persone il diritto di parola non è mai stato negato; queste posizioni e affermazioni avrebbero benissimo potuto esprimerle prima che fosse troppo tardi.

Ben poco poi c’ è da dire sul PD, che adesso che il disastro e il fallimento dell’ operazione è sotto gli occhi di tutti, continua a perorare la causa di una demolizione che si allontana giorno dopo giorno, tra crescenti difficoltà e manifeste incapacità.

Da parte nostra, visto che ormai il danno è fatto, non possiamo che ricordare il percorso partecipativo effettuato dal basso da circa 400 cittadini pratesi nel 2014 e il cui esito si era concluso con la maggioranza dei partecipanti, favorevole ad un intervento di demolizione
parziale e di restyling del vecchio ospedale, con l’ obbiettivo di garantire una adeguato presidio sanitario anche nel centro storico e per mantenere alcune strutture praticamente nuove e ancora utili.

Vedere il seguente documento: verbale dell’ esito del processo partecipativo sull’ exMED

Alla luce di quello che stiamo assistendo, ancora una volta si ha la dimostrazione che il buon senso dei cittadini si dimostra di gran lunga più lungimirante della politica e dei tecnici che sono suo servizio.

Una demolizione parziale ed un parziale recupero dell esistente, consentirebbe comunque di avere un parco pubblico di adeguate dimensioni all’interno del Centro Storico, e di sopperire alle carenze del Nuovo Ospedale, per il quale è già in ponte un ampliamento e per il quale si prevede di spendere ancore cifre a sette zeri.

Il nostro punto di vista non può essere che quello di un gruppo che ha come priorità la partecipazione dal basso dei cittadini e la possibilità per questi di esprimersi e di vedere tradurre in azioni quella che si dimostra essere la vera volontà collettiva delle persone.

Tutti gli altri, favorevoli e contrari, demolizionisti e non-demolizionisti, su quali basi fondano le proprie opinioni e determinano le loro posizioni?

Cittadini Prato5Stelle

SIT-IN AEROPORTO DI FIRENZE – CONFINDUSTRIA SI METTE ALLA BERLINA

“… un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini…” C.C.P. Po-Pt

FOTO: http://firenze.repubblica.it

Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia Via G. Rodari, 14/16 Loc. Paperino – 59100 Prato (Po) [email protected] : [email protected] & Certified [email protected]: [email protected] Website: www.pianasana.org fb: Ccsp Po-Pt

Prato, 13 novembre 2017  – Comunicato Stampa

Con il Sit-In all’aeroporto di Peretola abbiamo assistito alla conferma che un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini. D’altra parte se diversi Sindaci della Piana valutando la documentazione hanno preso atto che questa infrastruttura non è compatibile, è palese che qualcosa non torna e che le 142 prescrizioni del parere di VIA 2235 che ad un anno di distanza non ha prodotto il Decreto di VIA ( mai successo prima in Italia) perché ritenuto non consono da ENAC, queste hanno sicuramente lasciato il segno, nonostante il palese conflitto di Interessi di ENAC ovvero soggetto Proponente e Soggetto verificatore requisiti di costruzione. Anche il “refrain” sui dirottamenti facendo di tutta l’erba un fascio, testimonia la superficialità di valutazione, perché i dirottamenti relativi al vento ( visto che la motivazione della nuova pista sarebbe questa) corrispondono al solo 1,9% della totalità dei voli, perciò ampiamente nella tolleranza richiesta. Pure lo sviluppo e posti di lavoro è una pantomima perché è palese che se Firenze non viene implementato, lo sarà Pisa e quindi i posti non saranno persi, anzi sensibilmente aumentati visto che con la terza pista la capacità di sviluppo sarà almeno il doppio se non il triplo di quello previsto oggi per Firenze. Che dire poi del Vice Ministro che invece di essere a Roma, si presenta con l’auspicio di mettere il “Sigillo” sull’evento, con la stessa storiellina dell’Aeroporto Militare, che come in altri contesti Italiani, non crea assolutamente problemi, a dispetto di quello che vorrebbe far credere Nencini, anzi visto che lo stesso Vice Ministro fa parte del Governo, dovrebbe sapere benissimo delle risoluzioni che “impegnano” il Governo a cui appartiene allo sviluppo di Pisa, Nuovo Radar incluso. Vice Ministro che legge poco, visto che il regolamento 1315/2013 UE dice esattamente il contrario di quanto Lui attesta, ovvero che l’ UE indirizza verso una razionalizzazione del trasporto aereo e quindi minor numero di scali, ma più grandi (visto l’inquinamento) e non la parcellizzazione in virtù anche della ridicola distanza di Firenze, da Pisa e Bologna. ( E non si capisce allora perché Nardella fa accordi con Merola) 2 Suggeriremmo invece al Vice Ministro di adoperarsi al fine di far pubblicare il Decreto Decisorio del Presidente della Repubblica che giace ben secretato e senza motivazioni, dal 5/6/12 nei cassetti del Ministero dell’Ambiente. Tale Decreto respingendo il ricorso fatto da ADF, obbliga ancora oggi i soggetti verificatori sia a livello Ministeriale che Regionale alla verifica sul rispetto di tali ottemperanze prescritte nel Decreto di VIA 0676/2003 visto che sulla base di tali prescrizioni, l’attuale aeroporto di Firenze sembrerebbe non essere in regola. Per il resto, visto che questo è il TERZO tentativo di avere una VIA Positiva (visto i due precedenti miseramente fallimenti) che soddisfi i poteri forti, con un protesta sit-in e propaganda mediatica che non ha eguali per il nostro territorio, ….. se come noi auspichiamo la VIA sarà NEGATIVA, finalmente metteremo la parola fine a questa insulsa, inutile e distruttiva infrastruttura per la Piana.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Clamoroso FLOP DI CONFINDUSTRIA all’Aeroporto di Firenze Di: Assemblea Contro le Nocività della Piana

“… Tutti bloccati nel traffico mattutino per andare a lavoro, non si sarebbero nemmeno accorti di questo scarno presidio, se non grazie ad un enorme dispiegamento di giornalisti (in pari numero coi manifestanti). Gli stessi giornalisti che dedicano ampio spazio alle ragioni di speculatori vari riguardo l’argomento, ormai quasi quotidianamente….” A.C.N.P.

Clamoroso flop di Confindustria all’Aeroporto di Firenze!
Chi si immaginava centinaia di imprenditori e cittadini che chiedono un’opera per lo sviluppo o il decantato progresso, si è dovuto ricredere proprio su quali siano le vere priorità per chi lavora e vive nella Piana. Non è bastata la presenza del sottosegretario Nencini, o dell’Ing. Naldi in persona a smuovere più di 30 persone stamattina.

Sicuramente l’orario non ha aiutato, orario in cui chi lavora, non può certo andare fare una “comparsata” grottesca in un non-luogo come l’ingresso di un aeroporto.
Se ce ne fosse stato ancora bisogno, stamani abbiamo avuto una dimostrazione plastica di quanto, abitanti e lavoratori necessitino di questa infrastruttura.
Tutti bloccati nel traffico mattutino per andare a lavoro, non si sarebbero nemmeno accorti di questo scarno presidio, se non grazie ad un enorme dispiegamento di giornalisti (in pari numero coi manifestanti). Gli stessi giornalisti che dedicano ampio spazio alle ragioni di speculatori vari riguardo l’argomento, ormai quasi quotidianamente.

Qualcuno si è chiesto se la pur scarsa mobilitazione non avesse potuto avere miglior causa, ma proprio lì sta l’errore di valutazione, gli interessi maggiori di chi vede la città come un giocattolo al suo servizio, sono speculazione, sfruttamento del territorio e dei lavoratori, come si è visto nel caso delle esternalizzazioni di Toscana Aeroporti.
Dall’alto degli attici e dalle vetrate dei propri uffici, riescono solo a  rappresentare se stessi ed i loro interessi a discapito degli interessi di tutti: lavoro, case, scuole, servizi e mobilità sostenibile.

Se Confindustria dispone di numeri così risibili per il Si al nuovo Aeroporto, le cose per i pochi sostenitori di questa opera assurda, inutile e dannosa si stanno mettendo male davvero!

Si stanno mettendo male soprattutto per Toscana Aeroporti che nonostante un Decreto ad hoc dovrà scontrarsi con i ricorsi già messi in atto da cittadini e comitati, e che dal 2003 non rispetterebbe una VIA che impone enormi interventi infrastrutturali, tra cui l’interramento dell’autostrada e svariate opere di mitigazione e compensazione per gli abitati di Quaracchi, Brozzi e Peretola, che subiscono gli effetti del disinteresse di Toscana Aeroporti e delle amministrazioni cittadine che si sono succedute negli ultimi 14 anni.
Di tutto questo e di molto altro parleremo giovedì 16 sera in un’assemblea pubblica a Brozzi alla Libertas di Quaracchi, ore 21.00 in via di Brozzi, 99.

AEROPORTO DI FIRENZE/ Il Presidente ENRICO ROSSI TRA L’INCUDINE E IL MARTELLO Di: Coordinamento Comitati della Piana

“… Avete mai visto un SONDAGGIO commissionato da un soggetto privato, che sia sfavorevole allo stesso PRIVATO, visto che paga il Conto ?? Noi francamente No.!! …. ci basterebbe anche un solo caso, ma non lo troverete….” C.C.P.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi (D) e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi durante la visita in anteprima alla nuova galleria commerciale della stazione Santa Maria Novella, Firenze, 30 luglio 2013. ANSA/ MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

Da: CCSP Po & Pt
Data invio: ‎sabato‎ ‎11‎ ‎novembre‎ ‎2017 ‎08‎:‎46
A: Coordinamento Pianasana
Cc: Regione Toscana Enrico Rossi, [email protected], [email protected]

– Partiamo proprio dall’ultimo nome per chiarire come Rossi sia in qualche modo fra l’incudine ed il martello, addirittura ripetendo un refrain “insostenibile”.
Ripete in modo ossessivo la balla che la nuova Pista migliorerà l’Ambiente, non si sa da dove si sia sognato tali fantasie, visto che i Tecnici ( e non il politico Rossi che non ha queste competenze e conoscenze) del Nucleo Regionale di VIA hanno sentenziato nei loro report, “”””” INCOMPATIBILE”””” che significa,…semplicemente che non si può COSTRUIRE/PROCEDERE a dispetto di quello che Rossi vuol propinare ai Cittadini con l’ausilio della carta stampata che NON legge, ma assevera.!

– La seconda questione è la VIA, che tutti sono in fremente attesa, ma che si dimenticano volutamente le modalità attuative ed il percorso fin qui fatto;
2015 Emendamento legge stabilità, dove si permetteva a Firenze di non effettuare la procedura di VIA ( quindi contra legem)
2016 Parere di VIA Positivo Politico, Negativo Tecnico che avrebbe permesso di superare tutti i palette se il Referendum fosse passato.
2017 Dopo un anno (mai successo in Italia prima di oggi) i Ministri non firmano il decreto di VIA sulla base del precedente parere, ma qualcuno si inventa una nuova procedura di VIA con un Dlgs (104) che permette un’altra commistione, perché la VIA deve essere positiva a tutti i costi, a dispetto anche dei Santi.
Fortunatamente il Decreto è stato impugnato presso la Corte Costituzionale da diverse Regione (non la Toscana) e in Europa, per improprio ed errato recepimento della direttiva UE 52/2014-
TUTTO REGOLARE NO.!!! Come da Copione.!!

– Il terzo punto sta nel Sondaggio. Avete mai visto un SONDAGGIO commissionato da un soggetto privato, che sia sfavorevole allo stesso PRIVATO, visto che paga il Conto ?? Noi francamente No.!! …. ci basterebbe anche un solo caso, ma non lo troverete.
Ed allora ai giornalisti qui in copia chiediamo di verificare su quale campione di intervistati tale 62% di favorevoli si basa, perché fossero anche 10.000 ( ma abbiamo forti dubbi, visto le nostre verifiche interne) ETICAMENTE E DEONTOLOGICAMENTE non si può certo sparare e dire GENERALIZZANDO che il 62% dei Cittadini è favorevole perché lo studio dovrebbe allora aver intervistato almeno 350.000 persone a Firenze circa, Campi B. 35.000 circa, Sesto Fiorentino 50.000 circa, OVVERO almeno 270.000 cittadini circa, che avrebbero espresso il loro assenso alla pista. 435.000 x 62% pari a 269.700 circa.

IL RESTO,……..SON CHIACCHERE DA BOTTEGA.!!

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia