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Chi vaccina gli IRREGOLARI PRESENTI SUL NOSTRO TERRITORIO? Di: Lega

Tubercolosi, Ovattoni Lega: “Bene il piano delle vaccinazioni per i figli di immigrati, ma rimane il problema inerente a tutti gli irregolari presenti sul nostro territorio

 

 

Apprendiamo dalla stampa locale – afferma Patrizia Ovattoni, segretaria provinciale della Lega – che uno studio condotto dall’Asl Toscana Centro ha rilevato che su circa 300 casi di tubercolosi, in Toscana, l’incidenza maggiore è stata registrata a Prato e Provincia. La popolazione più colpita risulta essere quella straniera poiché una buona parte della stessa giunge da paesi come l’Africa e l’Asia in cui la malattia esiste e dove, dunque, può essere stata contratta.

Per fronteggiare questo fenomeno, che definiremmo riemergente – prosegue l’esponente leghista – a Prato è stato istituito, in considerazione degli alti flussi migratori, un programma di vaccinazione per neonati da genitori appartenenti ad alcune etnie straniere come, peraltro, raccomandato dall’Oms.

Fino a qui nulla da eccepire!

Ciò che invece ci preoccupa è la probabile presenza della malattia negli adulti provenienti dai paesi dove la TBC è diffusa – sottolinea Ovattoni – visto e considerato che la diagnosi precoce resta la forma di difesa principale; ovvero l’identificazione e l’isolamento del malato al fine di potergli praticare la terapia del caso.

Pertanto, ci chiediamo – precisa la leader del Carroccio – come sia possibile applicare questa forma di prevenzione anche ai circa 25.000 irregolari presenti a Prato, i quali appunto potrebbero rappresentare un pericolo per se stessi e per gli altri.

La giunta Biffoni – conclude Ovattoni – che si è sempre schierata a favore dei flussi migratori, difendendo a spada tratta gli immigrati, ora cosa intende fare con i 25.000 irregolari?

Prato 16 agosto 2018

Segretario Provinciale LEGA

Patrizia Ovattoni

Via Fauli 40 – 59100 Prato

Tel: 340 1684719

E-mail: [email protected]                                                                                                                   

PRATO e il CAPORALATO – IL PUGNO DURO DURO ESSERCI ANCHE CON I CINESI Di Giovanni Donzelli (FdI)

“… In Toscana sono stati spesi milioni e milioni di euro per i controlli nelle aziende cinesi, tollerando violazioni gravissime nel nome di un’integrazione che non c’è: com’è possibile che nessuno degli ispettori della Regione si sia mai accorto di quello che accade?…” G.Donzelli

Il Deputato On. Giovanni Donzelli, torna a puntare il dito, sulla dilagante situazione d’illegalità presente nel territorio pratese

da: http://www.giovannidonzelli.it

I fenomeni di sfruttamento del lavoro vanno stroncati senza indugi, non possiamo aspettare la tragedie come quella accaduta in questi giorni in Puglia. Vale se a sfruttare gli immigrati sono gli italiani, ma anche se a farlo sono i cinesi, come accade ad esempio a Prato.

Richiedenti asilo e clandestini irregolari africani pagati un massimo di 3 euro l’ora per lavorare nei telai e nelle serre della filiera dell’illegalità. Un fenomeno che la sinistra, a cui piace fare moralismo, ha completamente ignorato permettendo all’imprenditoria illegale cinese di proliferare fino a far penetrare la mafia nel nostro territorio.

In Toscana sono stati spesi milioni e milioni di euro per i controlli nelle aziende cinesi, tollerando violazioni gravissime nel nome di un’integrazione che non c’è: com’è possibile che nessuno degli ispettori della Regione si sia mai accorto di quello che accade?

A Prato, come in altre realtà, ci sono uomini e donne schiavizzati, sfruttati, umiliati dai cinesi e senza diritti per colpa di chi ha permesso un’invasione incontrollata.

E’ anche per questo che abbiamo chiesto, senza essere ascoltati, che l’Antimafiamettesse gli occhi sui fenomeni della criminalità cinese: continueremo a batterci perché lo Stato, che sia il governo nazionale o gli enti locali, adotti la linea dura contro questi fenomeni mettendo in campo tutti gli strumenti, compreso quello di applicare le norme antimafia.

CONSUMO DI SUOLO/ Ma non si doveva fare il Contrario?!… Di: Paolo Andrea Sanesi

In Toscana un rapporto ISPRA delinea scenari dremmatici –  “… Le responsabilità politiche sono evidenti come evidente è la mancanza di imbarazzo difronte al dichiarare una cosa per poi fare l’esatto contrario….”  P.A. Sanesi

L’allora Il sindaco di Firenze Matteo Renzi (D) e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi durante la visita in anteprima alla nuova galleria commerciale della stazione Santa Maria Novella, Firenze, 30 luglio 2013. ANSA/ MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

L’edizione 2018 del rapporto ISPRA (“Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”) sul “Consumo di suolo” in Italia ha certificato che “in Toscana si continua a consumare suolo, urbanizzando aree agricole e naturali” e che ” PRATO con 11 nuovi ettari presenta il MAGGIOR INCREMENTO DI CONSUMO DI SUOLO TRA TUTTI I COMUNI TOSCANI CON NUMEROSI CANTIERI DI DIMENSIONI RIDOTTE AVVIATI ALL’INTERNO DELLA CITTA'”. Tutto questo mentre l’ Unione Europea chiede “l’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050”.
Facciamo allora alcune di riflessioni: 1) il territorio di Prato presenta un volume enorme di metri cubi di aree dismesse, a partire dalle ex aree industriali, che consentirebbe per anni di intervenire solamente sul costruito; 2) poichè rigenerare costa più che costruire ex novo si comprende il perchè i costruttori preferiscano operare sul “green field”.Con l’accondiscendenza della politica locale che dichiarava in tempi “sospetti” l’esatto contrario; 3) occorrerebbero, è vero, norme nazionali per incentivare, defiscalizzare, ecc. il recupero delle aree dismesse ma – continua il rapporto ISPRA – “invece di applicare i dettami e politiche delle norme Marson si tenta di vanificarne prescrizioni e direttive , aggirando o modificando continuamente le norme operative.”
Le responsabilità politiche sono evidenti come evidente è la mancanza di imbarazzo difronte al dichiarare una cosa per poi fare l’esatto contrario. Solo una postilla: si legge in un comunicato “la Regione Toscana crede nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, ma anche nella necessità dello sviluppo.Opere come la nuova pista di Peretola sono fondamentali e non intendiamo rinunciarci”. MA COME SI PUO’ ANCORA CREDERE IN QUESTA POLITICA?


da: https://www.toscanaoggi.it

Consumo di suolo: Ispra/Snpa, ogni due ore si costruisce un’intera piazza Navona

Quasi un quarto del nuovo consumo di suolo avviene in aree protette. 6% nuove infrastrutture su aree a rischio frana, 12% a rischio idraulico medio. Trasformazioni costano circa due miliardi di euro tra danni ad ambiente ed ecosistema.

È un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, nonostante la crisi economica. Tra nuove infrastrutture e cantieri (che da soli coprono più di tremila ettari), si invadono aree protette e a pericolosità idrogeologica sconfinando anche all’interno di aree vincolate per la tutela del paesaggio – coste, fiumi, laghi, vulcani e montagne – soprattutto lungo la fascia costiera e i corpi idrici, dove il cemento ricopre ormai più di 350 mila ettari, circa l’8% della loro estensione totale (dato superiore a quello nazionale di 7,65%). è quanto afferma il Rapporto Ispra-Snpa sul «Consumo di suolo in Italia 2018» presentato questa mattina alla Camera dei deputati. In questa edizione… Leggi articolo intero

IL COMUNE SOSTENGA PIAZZA CIARDI E I SUOI NEGOZIANTI PROMUOVENDO EVENTI Di: Lega-Salvini Premier Prato

“… La recente ristrutturazione di Piazza Ciardi – commenta la segretaria del Carroccio – che ha compreso interventi di riqualificazione che hanno interessato la sostituzione della vecchia fontana con la nuova opera di Marco Bagnoli, denominata anche “Mongolfiera”, interventi sull’illuminazione pubblica e il rifacimento dei marciapiedi, per un costo complessivo che si aggira intorno ai 200mila euro, non ha però risolto i problemi dei negozianti….” Lega-Salvini Premier Prato

La “Mongolfiera” di Piazza Ciardi… Per la modica cifra, si dice, di 80.000 Euro…

La segretaria provinciale della Lega Patrizia Ovattoni, attraverso alcuni militanti, ha raccolto delle testimonianze di commercianti, i quali lamentano il fatto che Piazza Ciardi resta sempre esclusa dal calendario di eventi pratesi, sia estivi che natalizi, oltre ad essere penalizzata dalla sensazione di insicurezza che viene percepita dai cittadini nell’attraversare Via Magnolfi, Via Guasti o Via del Serraglio, di solito meno affollate sia per mancanza di eventi sia per spiacevoli situazioni di spaccio e degrado. “E’ come se il centro della città fosse diviso in due parti, delimitate dalla stazione di Porta al Serraglio” – sostengono Sandra e Valeria, le proprietarie dello storico negozio “Coppini Sport” – “nella nostra Piazza non vengono mai organizzati eventi musicali, aperitivi, mercatini o nessuna altra iniziativa che richiami le persone, perciò perfino rimanere aperti i martedì o i giovedì sera di luglio si è rivelato uno sforzo inutile. Inoltre i nuovi marciapiedi, belli ed ampi, vengono scambiati spesso per una pista ciclabile, costituendo un pericolo per chi cammina o esce dai negozi e sarebbe necessario per questo che il Comune facesse installare dei cartelli specifici che vietano l’uso dei marciapiedi come piste ciclabili, un problema che tra l’altro si riscontra in tutta la città”.

Anche Luisa, proprietaria del “Bar dello Studente” – prosegue l’esponente leghista – ha organizzato aperitivi il giovedì sera ma l’affluenza delle persone non c’è stata: “ho rilevato questo bar quattro anni fa e l’ho ristrutturato con l’intento di farne anche un luogo di aggregazione per gli studenti del vicino Polo Universitario, che però si dirigono tutti verso l’altra parte della città, nonostante il fatto che la sicurezza all’interno della piazza sia molto migliorata nell’ultimo periodo anche grazie all’attivismo e all’impegno dell’associazione “Quelli di piazza Ciardi” – continua Luisa – “mantenere aperto oggi questo bar mi costa molto, perché per ristrutturarlo ho dovuto prendere dei finanziamenti e siamo soggetti anche agli studi settore, che danno per scontato un ipotetico guadagno da parte delle attività commerciali anche se questo di fatto non c’è”.

La recente ristrutturazione di Piazza Ciardi – commenta la segretaria del Carroccio – che ha compreso interventi di riqualificazione che hanno interessato la sostituzione della vecchia fontana con la nuova opera di Marco Bagnoli, denominata anche “Mongolfiera”, interventi sull’illuminazione pubblica e il rifacimento dei marciapiedi, per un costo complessivo che si aggira intorno ai 200mila euro, non ha però risolto i problemi dei negozianti. Ciò in considerazione del fatto che – conclude Patrizia Ovattoni – la piazza continua ad essere vissuta dai pratesi come area di parcheggio e di passaggio ma non di permanenza, ed è proprio per questo motivo che l’intervento del Comune di Prato, attraverso la promozione di eventi e garantendo la sicurezza nell’area circostante, diventa così importante.

 

Segretario Provinciale LEGA – Patrizia Ovattoni

SEDE: Via Fauli 40 – 59100 Prato 

Tel: 340 1684719

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Il sistema delle grandi opere inutili, il governo giallo verde, i movimenti, la democrazia Di: comitato No-Tunnel TAV Firenze

“… I gruppi valsusini che si oppongono al TAV hanno diverse sfumature nei rapporti con i partiti esistenti, ma sempre, anche quando si sono aperte finestre di credito (prima alla ex sinistra radicale, oggi ai 5 stelle), mai si è delegata a nessuno la lotta per il no alla grande opera inutile..” Comitato No Tunnel TAV – FIRENZE

Dopo aver partecipato al “Festival Alta Felicità” organizzato a Venaus da vari comitati No TAV valsusini la prima riflessione nasce dall’indubbio, eccezionale successo dell’iniziativa. Decine di migliaia di partecipanti tutti i giorni, una tendopoli che non aveva fine, oltre alla musica, passeggiate ai cantieri, dibattiti organizzati e spontanei in tutti i tavoli disponibili, una voglia di politica che trabocca da ogni angolo di Venaus.
Ecco, la voglia di politica esplode in questo luogo e si staglia sul disastro culturale di una intera classe dirigente, vecchia e nuova, che ripete stanchi slogan ormai odiati dai cittadini o balbetta quando le contraddizioni arrivano tra le mani.
I gruppi valsusini che si oppongono al TAV hanno diverse sfumature nei rapporti con i partiti esistenti, ma sempre, anche quando si sono aperte finestre di credito (prima alla ex sinistra radicale, oggi ai 5 stelle), mai si è delegata a nessuno la lotta per il no alla grande opera inutile: “non esistono governi amici” è la frase che riassume la posizione del movimento, ben giustificata dall’antico tradimento della sinistra radicale, che preferì la governabilità, e quello che si rischia con il nuovo governo ormai affogato nella marea delle lobby che prosperano nei palazzi del potere, in particolare nel ministero dei trasporti.
Questo atteggiamento di caparbia indipendenza, però, non ha mai escluso la ricerca di confronto con le istituzioni che anzi è stato sempre perseguito per esporre le documentate ragioni del no. Atteggiamento che è costantemente presente in tutti i gruppi di opposizione alle “grandi opere inutili” e che quasi sempre si scontra con un muro di gomma o di manganelli.
Nei giorni del festival il dibattito su cosa può rappresentare il nuovo governo giallo-verde è molto presente; il dibattito è indispensabile non solo per la Torino-Lione, ma per tutte le opere volute dalla lobby finanziarizzata dei costruttori.
Il successo elettorale del movimento 5 Stelle è dovuto sicuramente anche all’appoggio e alla partecipazione diretta da parte di molti attivisti alla miriade di lotte territoriali in tutta Italia.
Adesso che questo movimento è arrivato al potere si vedono chiaramente i limiti di una analisi del fenomeno “grandi opere”. I temi su cui i 5 stelle hanno basato la loro azione era la lotta alla corruzione, ai ladri, ai parassiti; adesso che sono finalmente arrivati alle leve del potere scoppiano però tutte le contraddizioni del caso e si parla di “sottoporre i progetti a valutazione di costi e benefici”; formula diplomatica e ambigua dietro la quale si può nascondere ogni possibile decisione. Che gli effetti di questo atteggiamento possano essere nefasti lo si vede già in casi come il Terzo Valico (dichiarato incredibilmente “strategico”) o il MOSE (“i cantieri sono troppo avanzati”).
Indubbiamente tanta prudenza nasce dal bisogno di mediare con un partito come la Lega che ha sempre appoggiato le grandi opere; anche il nuovo ministro ha trovato tutto lo staff tecnico e dirigenziale, allevato e cresciuto sotto la guida di Ercole Incalza, che pone problemi per ogni possibile passo indietro proposto.
In questo quadro, ancora molto incerto negli sviluppi, si capisce bene come risolvere l’anomalia delle grandi opere sia impresa piuttosto difficile e ardua. Partire dai singoli progetti può essere utile da un punto di vista tattico se si sottoponessero davvero le opere a serie verifiche, ma può essere alibi per avallarle. Soprattutto un tale procedere non mette in chiaro che quello delle grandi opere è un problema di sistema, non si tratta di singoli fenomeni corruttivi, ma di come questa fase del capitalismo globale abbia bisogno di inventarsi prodotti inutili, come la costruzione di grandi infrastrutture, tali da garantire profitti enormi.
Trovare una soluzione al problema delle grandi opere inutili” e al fenomeno delle privatizzazioni selvagge non può che passare da un profondo cambiamento del sistema di decisioni e soprattutto del sistema economico, perché queste tornino al servizio della comunità umana e non solo del profitto di sempre meno imprese sempre più monopolistiche.
Insomma se non si va nella direzione di una profonda democratizzazione del sistema politico il problema non sarà mai risolto. E quando diciamo democratizzazione dobbiamo pensare a riprogettare la partecipazione dell’intera comunità e dei lavoratori del settore delle infrastrutture.
Insomma dal tunnel delle grandi opere se ne può uscire, come dal tunnel dell’ingiustizia sociale e della povertà, solo costruendo un sistema dove le esigenze di tutti sono tutelate. Questo sistema si chiama “democrazia”, quella concreta, non la farsa elettorale in cui i cittadini possono solo scegliere chi attuerà decisioni prese da altri. Che questo sia possibile lo si percepisce anche al Festival Alta Felicità dove una intera comunità ha realizzato un evento eccezionale senza capi e senza élite decisioniste.

DALLA CRISI DELL’INFORMAZIONE ALLA CRISI DEL PENSIERO Di: Paolo Andrea Sanesi

“…Tante troppe persone non hanno la più pallida idea di cosa sia la scienza, la medicina, la cultura e da questa non conoscenza discendono una diffusa diffidenza, che diventa ostilità, per ciò che non si comprende…” P.A.Sanesi

Immagine tratta da una recente campagna No-vax

Scorrendo in questi giorni i dibattiti sui VACCINI ho fatto alcune riflessioni che vorrei condividere (ma credo che nessuno avrà la forza di leggere fino in fondo il mio pensiero):
1) Le nuove tecnologie hanno modificato radicalmente la produzione/diffusione delle informazioni espropriando la nostra razionalità con il frastuono e la fretta. La comunicazione è divenuta rapida e non permette l’assimilazione di contenuti (sappiamo sempre di più capiamo sempre meno). Le nostre capacità mnemoniche, sviluppate in ere di lentezza e silenzio, non sono più in grado di lavorare all’interno di questi modelli operativi. La velocità virale concorre alla dissipazione della memoria e incamerando frammenti non possiamo che rielaborare frammenti.
2) La quantità risulta inversamente proporzionale alla quantità. Attraverso valanghe di dati poco accurati o addirittura falsi (fake news) formiamo menti in sovraccarico informativo che accompagnato da una povertà culturale non permette più di distinguere il vero dal falso o dal verosimile. Si cercano allora soluzioni cognitive semplici, le emozioni soppiantano i fatti e attivano pulsioni profonde. Si sviluppa così un sistema interattivo della realtà totalmente alternativo o sostitutivo delle letture prevalenti e ufficiali. In questi casi ogni spiegazione razionale risulta ininfluente perché l’uomo tende a confermare la propria visione del mondo lasciandosi guidare più dall’emotività che dalla logica. In questo contesto nascono le post-verità.
3) Il termine “post-verità” deriva dal “post-modernismo” dottrina nata con l’intento di emancipare le persone dalle narrazioni ufficiali. Si negano punti di riferimento oggettivi (soprattutto relativi alle materie scientifiche) e basi comuni del sapere. Le notizie false ripetute diventano familiari e quindi … reali. Con i “like” e le condivisioni diventa poi impossibile arrestarne l’effetto.
4) Infine esiste il “ragionamento motivato” all’interno del quale si cercano contenuti e si consumano informazioni che si conformano e che confermano le nostre visioni. Ciò porta ad una visione parziale della realtà e a costruzioni di pensiero condizionate e rassicuranti. Gli “algoritmi” poi completano l’operazione di omologazione culturale catalogando notizie in base all’utile o al gradito dal singolo utente (“camere di risonanza”).
Tutto questo spiega, in parte e in maniera niente affatto esaustiva, l’origine di molte credenze che portano a rinunciare alla ricerca della verità. Tante troppe persone non hanno la più pallida idea di cosa sia la scienza, la medicina, la cultura e da questa non conoscenza discendono una diffusa diffidenza, che diventa ostilità, per ciò che non si comprende.

on scherziamo, non ci sono “altre” verità, ne esiste una sola. Quella scientifica, indiscutibile, non negoziabile. I vaccini non sono un “optional” sono indispensabili per proteggere la tua e l’altrui salute. Chi non lo comprende è solo per ignoranza, un ignoranza profonda che nasce da quel filone di negazionismo che ormai permea la società civile, che si permette di discutere su tematiche che stanno molto al di sopra delle proprie conoscenze. Domando: chi (anche fra i politici) si è preso la briga di leggere un pò di letteratura scientifica? Chi si è messo di buona lena a scoprire le tante notizie false che non hanno uno straccio di supporto scientifico (vedi autismo e quant’altro)? Chi con la mente critica e sgombra da pre-concetti ha ascoltato sui social anche altre opinioni che la pensavano diversamente dalla propria tribù (perchè di solito si ascolta ciò che ci rafforza nelle nostre convinzioni)? Si parla di “favori alle case farmaceutiche”, di “intrighi con le multinazionali del farmaco”, di “veleni nascosti nei vaccini”. Tutte scicchezze che con un pò di buona volontà potrebbero essere smontate in dieci secondi. La spesa globale per i vaccini (guarda il grande intrigo!) corrisponde ad una minima parte rispetto alla spesa solo per i gastroprotettori (inibitori di pompa e quant’altro) o rispetto agli antidepressivi (che alle multinazionali interessano molto di più che i vaccini). Per i potenti del mondo gli interessi sono ben altri !I “veleni” contenuti nei vaccini non sono altro che antibatterici e stabilizzanti del prodotto, che peraltro assumiamo in quantità industriali nella nostra dieta quotidiana. Un pesce cucinato al cartoccio ci fa assumere più alluminio di mille vaccini. E si potrebbe continuare all’infinito. Sull’imposizione della vaccinazione possimo dire che data l’ignoranza della popolazione e gli scarsissimi investimenti in politiche di educazione sanitaria non esiste altra scelta. Non possiamo chiedere opinioni sulla meccanica quantistica ai tanti analfabeti di ritorno che popolano la nostra società (politici compresi). Molti obietteranno che i medici sono di parte: è vero sono di parte, perchè chi ha toccato con mano i disastri umani di epoche non “vaccinali”, chi ha vissuto accanto a tante vite condizionate da malattie evitabili, ha assistito a così tanta sofferenza che desidera solo che ciò non accada mai più. Studiare, leggere, informarsi, liberare la mente dalle ideologie (politiche e non), insomma acculturarsi un pò potrebbe essere la soluzione più semplice per comprendere la verita, ma ad oggi credo rappresenti una strada troppo difficile (più facile ripetere come un matra il sentito dire ed essere fermamente convinti di essere nel giusto – soprattutto se il sentito dire proviene dalla parte politica che io sostengo).

Prove tecniche di rovinosa sconfitta/ Il caso del CENTRODESTRA PRATESE Di: Michele Ricci Palmieri

“… Detto fra noi…la Pieri??? Figura politica ormai da anni nella vita pratese, ma non la vedo come sindaco scusatemi. Credo meglio la Garnier anche se ho delle riserve molto grosse per alcune considerazioni personali, ma più giovane più opportunista e poi viene dalla sinistra dove insegnano a destreggiarsi fra la verità e la menzogna velata. Insomma fra le due figure femminili, mi scuso ancora, ma preferisco Marilena. Per le 300 tessere…. una volta quando fu eletto Cenni erano 800, un bel calo non c’è che dire!…” L.Bovicelli

Luglio 2009 – Prato festeggia la Vittoria di Roberno Cenni, primo (e forse anche unico?) sindaco pratese sostenuto da una coalizione di centrodestra

Dopo aver letto il commento della Sig. Bovicelli all’articolo del Sig. Bavastro “Le indecisioni della Lega”, non ho saputo fare a meno di scrivere queste poche righe. Giusto per entrare a gamba tesa sull’argomento: chi dovrebbe essere il candidato Sindaco del Centro-Destra a Prato per le prossime elezioni amministrative?..

Nel suo articolo, il Sig. Bavastro, dimostra di saperla lunga, tanto da sembrare quasi uno dell’ambiente. Non si sa bene di quale ambiente, ma di sicuro di un qualche ambiente, dove evidentemente già da qualche tempo circolano nomi e numeri. Probabilmente nomi  e numeri la cui circolazione deve avere avuto un certo impulso dallo scorso 4 Marzo, giorno in cui si sono tenute le ultime elezioni politiche, nelle quali i collegi della nostra zona hanno visto prevalere i candidati delle liste di centro-destra.

Facile immaginare che a Prato, nel centrodestra pratese, siano in molti a sentirsi già la vittoria in tasca il prossimo anno: l’esperienza drammaticamente fallimentare della Giunta Biffoni, un Partito Democratico sul viale del tramonto, un centrodestra sempre più vincente in Toscana….

Tutto effettivamente lascerebbe pensare che a questo punto basti solo andare all’incasso.

Se posso dire la mia, io ci andrei assai più cauto e attenzione bene a sottovalutare i mille tentacoli di quella piovra che ben sappiamo essere  l’ignobile sinistra pratese..

Con ciò vorrei invitare tutti gli amici del centrodestra qui a Prato, a tenere bene in mente un dato certo, ovvero che a Prato l’unico sindaco di centrodestra che si è avuto, è stato un sindaco che non era espressione di alcun partito, o come piaceva dire a qualcuno in campagna elettorale: “Candidato civico”.

E qui qualcuno dirà: “Come la Garnier!” Senza nulla togliere alla Sig.ra Garnier e alla sua indubbiamente apprezzabile esperienza politica, vorrei osservare che da un po’ di tempo a questa parte l’appellativo di “candidato civico” per la Sig.ra Garnier non appare più così calzante, vista la sua recente adesione (a mio parere anche troppo affrettata) al partito delle Lega.

Teniamo poi anche bene presente che l’elettore di centrodestra si dimostra generalmente intollerante verso chi “odora” di sinistra e potrebbe anche dimostrarsi anche assai poco indulgente verso la Sig.ra Garnier, alla quale,  se da un lato le si deve onestamente riconoscere di aver anche velocemente preso le distanze  da quella Lista Biffoni, dall’altro bisogna ricordare come proprio a quest’ultima lei debba la sua elezione in Consiglio Comunale.

E’ mia opinione di sempre che mai il centrodestra avrebbe provato l’ebbrezza di una vittoria a Prato,  se in quel magico anno 2009, la coalizione di allora non avesse avuto la brillante idea di proporre il Sig. Roberto Cenni alla propria guida.

Purtroppo, con non poco rammarico, devo constatare che il Sig. Roberto Cenni, politicamente s’intende, non c’è più, e comprensibilmente non ci sarà per le prossime elezioni 2019.

Ci sarà per il centrodestra a Prato un altro Roberto Cenni? Dalla corsa a spuntare la nomina del candidato da  parte dei vari partiti che si fiuta in giro (ripeto: nella falsa convinzione di avere già la vittoria in tasca..), temo proprio che una altro Roberto Cenni non ci sarà.

Dunque alla Sig.ra Bovicelli, mi viene da dire che al sottoscritto la discussione Pieri-SI, Garnier-NO e viceversa, appassiona assai poco, dal momento che non so vedere in questa altro che delle prove tecniche per una (l’ennesima) rovinosa sconfitta per il centrodestra a Prato.

Detto anche che mi preoccupa, e non poco, l’idea che la città sia per altri cinque anni drammaticamente riconsegnata  alla sinistra.

 

Le indecisioni della Lega: di Bavastro

Apro Facebook e ogniqualvolta leggo un post dove la segretaria provinciale della Lega ribadisce che la sig. Garnier non è e non sarà il candidato leghista per la corsa a sindaco nel 2019.
Potrebbe anche andar bene, ma allora non si capisce perché una abbia scelto l’altra; perché la sig. Garnier avrebbe dovuto entrare nella Lega oppure perché la segretaria Ovattoni abbia preso in carico questo personaggio ingombrante.
Dunque ricapitoliamo. La sig. Garnier dopo essere stata eletta con Biffoni è passata indipendente finché non ha deciso di saltare sul carro vincente. Mi ricordo ancora la conferenza stampa dove le due bionde signore erano tutte zuccherose tra loro e mi ricordo anche della promessa di nuovi 300 tesseramenti apportati in dote alla causa leghista. Ora vorrei porre alla segretaria Ovattoni una serie di domande.
L’apporto delle 300 tessere è venuto meno? Se si, perché nonostante Garnier, a Prato non si tesserano alla Lega? Se invece questi tesseramenti ci sono stati perché precludere a priori la candidatura Garnier? Cosa ci sarebbe venuta a fare la sig. Garnier nella Lega se non il candidato sindaco? Se le fosse bastato rimanere consigliere comunale non sarebbe stato meglio crearsi una propria lista civica dato che il seguito non le manca, anziché far la seconda (o la prima) gallina del pollaio? Accogliendola nella Lega, lei come segretaria provinciale, ha scelto Garnier proprio per il suo seguito oppure l’ha fatto per non farla andare in buche altro partito? Per finire vorrei chiedere alla segretaria Ovattoni l’ultima cosa: se non la sig. Garnier come sindaco, chi vorrebbe proporre la Lega? Per quanto mi sforzi non mi viene in mente nessuno del suo partito che possa essere all’altezza di fare il candidato sindaco. Non solo, ma non mi viene in mente nessun nome da proporre agli alleati di centrodestra. Forse l’unico sarebbe Matteo Grazzini, brava persona, preparato, paziente, sicuramente un ottimo segretario provinciale ma non certo con la personalità e il carisma che un sindaco deve possedere. Eh si, perché per fare il sindaco non importa “stare sul campo” da tanto tempo ma bisogna appunto essere dotati di spiccata personalità e soprattutto carisma. Oppure avere come protégé un padrino importante e talmente potente da farti tornare da Roma anche se sei già deputato, ma questa è un altra storia.
A meno che…….. forte del consenso nazionale la segretaria Ovattoni non punti su un altra donna: Rita Pieri. Questo spiegherebbe perché i forzisti Silli e Mazzetti sono in parlamento grazie ai voti della Lega, spiegherebbe il no a priori su Garnier, forse spiegherebbe anche la recente nomina di Ovattoni nel cda del Museo Pecci. Spiegherebbe tante cose passate e future. Ma ai leghisti e soprattutto alla gente, chi glielo spiega?

PRATO/ La popolazione cinese continua inesorabilmente a crescere in città Di: Aldo Milone

“…  I controlli delle Forze di Polizia, anche se sporadici soprattutto per carenza di personale e di norme efficaci, portano alla luce sempre e solamente i soliti problemi, evasione fiscale, sfruttamento di lavoro nero e di clandestini…” A. Milone

I FALSI DATI DELLA REGIONE TOSCANA

La popolazione cinese continua inesorabilmente a crescere in città. Siamo a circa 22.000 residenti, senza contare i circa 15.000 clandestini secondo i dati forniti dalla Procura. Rappresenta da sola l’11% della popolazione. Temo, come sto affermando da diversi anni, che tra circa 10 anni la comunità orientale raggiungerà il 50% della popolazione. In questo caso Prato rappresenterà una vera anomalia mondiale. Purtroppo ad oggi quel processo di integrazione, su cui tutti contavano, è ben lontano da come si sperava. E quando parlo di integrazione, mi riferisco anche a quell’illegalità che continua a essere presente in maniera massiccia nel c.d. distretto “parallelo”. I controlli delle Forze di Polizia, anche se sporadici soprattutto per carenza di personale e di norme efficaci, portano alla luce sempre e solamente i soliti problemi, evasione fiscale, sfruttamento di lavoro nero e di clandestini. Vorrei ricordare però, anche se la magistratura giudicante si è espressa in maniera contraria, la presenza della mafia cinese in città. Purtroppo questo fenomeno dell’illegalità temo che andrà ad assumere proporzioni sempre più grandi con la prossima costruzione della cittadella cinese del Pronto Moda. Concludo ritornando alla questione della mafia “gialla”, ponendo alcune domande: come viene interpretata la recente lotta tra gang cinesi alle Cascine di Tavola in pieno giorno? È mai possibile che tutta questa illegalità sia frutto di ogni singolo cittadino cinese? Gli investimenti in macchinari per le aziende orientali, fatti da giovanissimi imprenditori, come si giustificano? Spero di ottenere qualche risposta da chi è preposto a combattere questi fenomeni.

Aldo Milone, Capogruppo Prato Libera e Sicura


Prato è la città più straniera d’Italia: un ragazzo su sei è cinese

Nel 2016 la città supera perfino Milano: il 19% dei residenti non è italiano. Boom fra i bambini da 0 a 4 anni, dove la percentuale sfiora il 37%. E la popolazione torna a salire di Stefano Taglione

PRATO. È la più straniera fra le città italiane. Da tempo ha superato Torino, Bologna e Roma, mentre da un anno a questa parte è balzata davanti perfino alla multietnica Brescia e alla popolosa Milano. Grazie ai numerosissimi cinesi – che negli ultimi mesi sono cresciuti ancora, arrivando a un passo dai 20.000 residenti – Prato ha chiuso un 2016 da record. Lo dicono i numeri dell’Ufficio statistico comunale. Al 31 dicembre, infatti, su una … Leggi articolo intera

BIFFONI LAMENTOSO E DISINFORMATO Di: Lega Nord Prato


Patrizia Ovattoni, segretario provinciale della Lega:“Biffoni, anziché accogliere positivamente la visita del Ministro della Salute all’ospedale di Prato, si mette a polemizzare esordendo addirittura con affermazioni fuori dalla realtà

 

 

Biffoni, se ha tanto a cuore la sanità di Prato – afferma Patrizia Ovattoni – invece di polemizzare a posteriori sulla visita del Ministro della Salute, si sarebbe dovuto presentare all’ospedale di Prato così come hanno fatto altri rappresentanti delle istituzioni, tra i quali anche l’assessore regionale alla sanità (nonché esponente del PD) Stefania Saccardi. D’altronde Biffoni è il primo cittadino di Prato ed in quanto tale dovrebbe essere sempre disponibile e pronto per la sua città. Oltretutto – continua la leader del Carroccio – Biffoni è così talmente preso a criticare il nuovo Governo che non si informa nemmeno sul lavoro che sta svolgendo. Sull’innalzamento della fascia della Questura di Prato dovrebbe ben sapere che non è stato espresso un secco no, come da lui  erroneamente asserito, ma bensì è stato riferito dal Ministero dell’Interno che vi è in atto un lavoro di analisi teso ad individuare le soluzioni tecniche ed organizzative più appropriate per innalzare i livelli di efficacia dei dispositivi periferici della Polizia di Stato. Contesto in cui, ovviamente, rientra a pieno titolo anche la Questura di Prato – sottolinea Ovattoni. Oramai – conclude l’esponente leghista – non ci meravigliamo più di certi atteggiamenti e affermazioni del Biffoni; cosa che crediamo sia sotto gli occhi anche di tutti i cittadini. Se i pratesi, alle prossime amministrative del 2019, ci daranno fiducia certamente il nostro obiettivo non sarà quello di stare a criticare gli avversari politici ma quello di portare risultati concreti per la città.

Prato 01 agosto 2018

Segretario Provinciale LEGA

Patrizia Ovattoni