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Un TRANQUILLO SABATO DI PAURA Di:Edmondo Ferri

PRATO – “… storicamente le manifestazioni di questo partito non sono mancate di essere accompagnate da scontri con le forze dell’ordine o chi altri di antagonista, ma è anche vero che queste manifestazioni si generalmente sempre svolte. Pur con tutte le cautele e gli accorgimenti del caso, ma questo è, e se ci sono stati degli scontri questo è generalmente avvenuto per la presenza proprio di forze antagoniste e delle reciproche provocazioni….”  E.Ferri

Gli scontri alla manifestazione contro la Leopolda in piazza San Marco, Firenze, 5 novembre 2016 (ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI) – Domani dovremo assistere a scene come questa?…

A tutti quelli che ancora non se ne sono accorti, voglio far presente a Prato abbiamo dei grandi uomini di Stato. Primo su tutti, indubbiamente il Dott. Giuseppe Nicolosi, al quale dobbiamo un atto di grande intelligenza e responsabilità. Così si deve dire dell’indagine da lui avviata a proposito della manifestazione del partito di Forza Nuova di domani.

Un atto dovuto, non tanto per i fatti in sè, che sono tutti da accertare e chissà cosa poi potrà alla fine saltar fuori, quanto semmai per stemperare il clamore mediatico che si è voluto creare attorno alla cosa.

Per chi ancora non l’avesse capito, come giustamente anche l’On. Giorgio Silli ha fatto notare tramite i suoi profili social, il partito di Forza Nuova non è una trovata dell’ultimo momento, ma si tratta di una forza politica che svolge la propria attività da oltre 20 anni, anche presentandosi, pur con magri risultati, alle varie competizioni elettorali. Nei suoi oltre 20 anni di vita, di manifestazioni ne ha organizzate ogni dove, senza essere a priori impedita nell’esercizio di quel diritto a manifestare, a tutti costituzionalmente riconosciuto.

E’ vero che storicamente le manifestazioni di questo partito non sono mancate di essere accompagnate da scontri con le forze dell’ordine o chi altri di antagonista, ma è anche vero che queste manifestazioni si generalmente sempre svolte. Pur con tutte le cautele e gli accorgimenti del caso, ma questo è, e se ci sono stati degli scontri questo è generalmente avvenuto per la presenza proprio di forze antagoniste e delle reciproche provocazioni.

Pertanto, dal momento che fino al conclamarsi di un qualche evidente reato o a notizie certe di iniziative che siano contrarie a certi dettami, una manifestazione, comunque non possano piacere i suoi contenuti , non può essere impedita, tanto valeva lasciare che questa scivolasse per la città, alla fine con assai meno rumore di tanta acqua che scorre in Bisenzio. Tanto più che mai si è letto di folle oceaniche e inarrestabili che storicamente siano accorse per prendere parte a certe manifestazioni, buone ad interessare nicchie ristrettissime della popolazione.

Il problema è semmai che dall’altra parte, dalla pletora dei gruppi, sigle e partiti antagonisti, si è voluto scatenare una vera e propria gara in chi la sparava più grossa a voler impedire lo svolgimento della manifestazione.

Per quanto quella dei mantra antifascisti sia un pò una costante per le contromanifestazioni che si accompagnano alle manifestazioni di Forza Nuova, complici le imminenti elezioni comunali amministrative, a Prato si è animata una vera e propria corsa a guadagnarsi un posto al sole, nella comprensibile speranza di riscuotere qualche crocetta in più all’interno delle cabine elettorali.

Mentre da parte della Questura e della Prefettura si continuava a ripetere di una sorta di impossibilità tecnica ad impedire lo svolgimento della manifestazione, il tam-tam mediatico ha fato sì che Roberto Fiore, leader nazionale del partito, abbia finito per rispondere pan per focaccia, minacciando di stabilirsi a Prato per protesta.

 Per quanto il caso sarebbe stato interessante, dal momento che così fascendo si sarebbe trattato del primo caso in italia di rifugiato politico al contrario, visto che Roberto Fiore si sarebbe recato esattamente in quel paese che gli avrebbe impedito di esercitare il suo diritto politico di agire dal leader del suo partito, la cosa preoccupante è che a questo punto tutti avevano ormai già alzato l’asticella, elevando il caso al rango di questione d’interesse nazionale.

Morale, una manifestazione che presumibilmente avrebbe richiamato poche decine o qualche centinaia di persona, adesso è divenuta di richiamo per chissà quanti altri da ogni parte d’Italia, che quel giorno se sarebbero andati a pescare o a fare la spesa con la famiglia, o comunque a fare malestri, ma da un’altra parte.

Questo ovviamente vale sia da una parte che dall’altra, perchè se anche i famigerati antagonosti si fossero limitati ad andare in piazza con i loro fischietti e bandire rosse e poco più, avrebbero comunque manifestato il loro dissenso e la loro contrarietà alle idee di Forza Nuova, senza esporre la città e chissà quali inutili rischi.

In sintesi, sembrano esserci tutti gli ingredienti da vigilia di un tranquillo sabato di paura, per la città o almeno per quelle zone che saranno interessate dei due cortei e presidi.

Mi associo poi sempre all’On. Giorgio Silli, nelle sue parole di vicinanza e di rispetto rivolte verso la figura del Questore, aggiungendoci poi anche quella del Prefetto, del quale qualche sbruffoncello senza gloria vorrebbe vedere dimissionario e magari con la spolverina e uno spazzolone in mano in vicinanza dei cessi, detto che a certe zucche vuote, che tanto ci hanno messo del loro per portare la pentola al punto di ebollizione, sarebbe da chiedere se gli sia mai sfiorata l’idea di immaginare quali scenari si sarebbero potuti avere con quell’improvvido diniego che questi avrebbero voluto.

Alla fine la certezza di questa assurda vicenda, è che la bramosia e l’incoscienza di certi personaggi politici o aspiranti tali, sarà sicuramente pagata da tutti i pratesi e non solo, visto che se senza troppi strombazzamenti il tutto si sarebbe potuto svoglere con un dispiegamento di un certo numero di uomini e mezzi, adesso la necessità di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza, richiederà un dispiegamento di forze assai superiore. Questo senza contare i mancati introiti per quai commercianti che comprensibilmente hanno già pensato ormai da gironi di mantenere abbassata la serranda.

Per qualcuno però so bene che certi ragionamenti sono già fin troppo complessi. Già mi immagino risposte del calibro per cui questo sarebbe il giusto prezzo da pagare per impedire il ritorno del fascismo e di chissà quale dittatura.

Ma con certe persone non vale neanche neanche la pena di intraprendere alcuna discussione. Inutile parlare di dittatura e di rischi per la libertà con qualcuno la cui testa deve fare quotidianamente i conti con la dittatura della propria imbecillità.

Fumo Nero: di Michele Arcangelo Pezza

Il pericolo fascista è ormai la maggiore preoccupazione di una classe dirigente che a Prato a compicciato poco o nulla. Dalla intellighentia cinica e sempre pronta a buttarla in campagna elettorale permanente effettiva, sempre terribilmente mediocre tanto da fare megafono alle paure per quattro nostalgici burattinando il popolo bue. Certamente sempre meglio non sottovalutare il pericolo fascista, ma così facendo si dà credito a un manipolo di idioti elevandolo a potenza. Persone dall’ideologia ormai sconfitta dalla storia che non hanno mai letto storiografie e le interpretazioni del fascismo di Hobsbawm oppure De Felice, per non parlare di Gramsci e Lukacs. Ragazzacci da quattro soldi contrastati da altri ragazzacci da un soldo e un cacio. Ha fatto bene il sindaco Biffoni a non eccedere nel recriminare la scelta sbagliata di autorizzazione il corteo da parte del questore e del prefetto. Purtroppo siamo in campagna elettorale e tutti, destra o sinistra che sia, usano lo spauracchio nero per gettare fumo negli occhi alla gente. Se non fosse uscito un articolo su questo blog, la manifestazione di FN sarebbe passata in sordina, così come avrebbe dovuto essere. Ci sarà stato qualcuno con il braccio teso, un paio di saluti romani, qualche orbace maglietta made in China, qualche bandierina, uno striscione con i soliti errori ortografici, un paio di birre e un panino al lampredotto ciascuno. Tutto qui. Tutto sarebbe passato inosservato e ridotto a un episodio insignificante. Certo, il riverbero fascista è pericoloso a prescindere specie se alimentato da scritte (sicuramente fatte da persone che di latino conoscono a malapena qualche canzoncina estiva e da svastiche disegnate alla cazzo di cane) apparse sui muri e per un corteo che, tra le altre cose, celebra la nascita dei fasci da combattimento, ma perché non contrapporre al buio dell’ ignoranza la luce della cultura ? In questi giorni abbiamo il festival Recò, con il quale Prato avrebbe intenzione di candidarsi come capitale dell’economia circolare a livello europeo e come se non bastasse è stato presentato il nuovo Piano Operativo nella magnifica cornice del museo Pecci. Ne avete sentito parlare di questi due eventi?? Distrattamente e approssimativamente, perché non sono argomenti da campagna elettorale. Fa più comodo scuotere le masse chiamandole a raccolta, gridando all’incendio quando abbiamo di fronte un fuocherello. Un fuocherello che però ha l’odore acre della propaganda e che getta nero fumo negli occhi dei cittadini.

Svastiche e interviste a orologeria (..ma LA MANIFESTAZIONE SI FARA’..) Di: Michele Ricci Palmieri

“… credo di conoscere un buon numero di rispettabilissimi padri di famiglia e lavoratori che pacificamente hanno la stessa opinione di Nigro su questi argomenti. Non per questo sono da additare come fascisti….” M.R. Palmieri

Premetto che non ho alcun intesse al politicallycorrect. Anzi, dico di più, voglio prendermi proprio la briga di fare un bel mazzetto di ovvie congetture. Chiaro che l’argomento è quello che da giorni sta gonfiando le vuote pagine da riservare alla politica locale.

Ebbene, veniamo al dunque: la manifestazione di Forza Nuova. Non bastavano tutte le cazzate che si sono sentite e si stanno continuando a sentireda una parte e dall’altra sull’argomento. Nei giorni il piatto è stato anche farcito anche con il puerile giallo dei graffiti raffigurati svastiche e delle scritte inneggianti al Duce, comparsi sulle facciate delle sedi ANPI e PD di Prato.

Un caso, che a volerlo, sarebbe anche fin troppo facile da risolvere, dal momento che anche il più deficiente in circolazione saprebbe bene che non c’è un solo palmo del centro storico che non sia sotto il tiro di qualche telecamera.

Se su questo fatto increscioso di dovesse indagare, i responsabili sarebbero sicuramente individuati nel giro di 12, o al massimo 24 ore.

Non è un caso però che nessun organo di stampa abbia parlato di denuncia o di caccia ai responsabili. Infatti non c’è nessuna caccia e i responsabili non saranno individuati. Questo, come detto, non perché sarebbe difficile individuarli, ma perché per fare questo occorrono delle indagini e per far partire della indagini occorre almeno qualcuno che denuncia. Chi potrebbe avere interesse a farla?

La situazione che si è creata è ideale per tutti. Soprattutto per le più sperdute sigle dell’estrema sinistra, che grazie a questo fatto hanno avuto l’occasione di far attestare la propria esistenza, attraverso qualche riga di commento al fatto apparsa su qualche articolo della stampa locale.

Se non ci fosse stata questa manifestazione e tutta la gran confusione che ne è seguita, chi avrebbe mai saputo di loro?

Tra l’altro questo ragionamento vale per i piccoli, ma vale anche per la i “big”, vedi i vari Giacomelli, Bugetti, Ciolini… Quanti sono quaelli che si ricordano di loro, di dove sono e cosa fanno?…

Per tutti questi, all’atto pratico, ben vengano di questi episodi! Sembrano quasi provocati a comando, sapendo anche bene che poi nessuno indagherà, per i motivi che ho già speigato. Di certo non si insegna alla sinistra come coprire delle malefatte.

Del resto anche so proprio come si possa essere così allocchi da credere che queste scritte siano da attribuire a un qualche militante di Forza Nuova, dal momento che lo svolgimento della manifestazione non è mai stato messo seriamente in discussione. In altre parole, manca proprio il movente.

Voglio poi parlare di Massimo Nigro e della sua intervista al programma radiofonico LA Zanzara.

Chiarisco che non conosco Nigro, non so chi sia e cosa faccia nella vita. Chiarisco anche che non so cosa sia di preciso Forza Nuova, cosa voglia o come si differenzi da altre sigle di estrema estra.

Mi interessa poco. Di queste cose mi interessa davvero poco. Mi interessa invece rimarcare la scontatezza dei contenuti che emergono dall’intervista fatta a Massimo Nigro.

Mi chiedo cosa ci si potesse aspettare di diverso dalle sue risposte. Dovrebbe far scalpore che un rappresentante del partito di Forza Nuova ritenga che Benito Mussolini sia stato un importante statista o che il Gay Pride sia una baracconata?

Del resto credo di conoscere un buon numero di rispettabilissimi padri di famiglia e lavoratori che pacificamente hanno la stessa opinione di Nigro su questi argomenti. Non per questo sono da additare come fascisti.

Sena che la cosa venga presa come uno spot elettorale, devo confessare che la sua intervista mi è piaciuta per un motivo molto semplice: la sua schiettezza e genuinità. Non è un politico e si è capito. Assai poco furbo nell’usare certi termini e fare certe coloriture. Ma una volta tanto è piacevole ascoltare qualcuno che si oppone apertamente al pensiero unico imposto da un certo modo di pensare sinistroide.

Le idee di Nigro e di Forza Nuova possono essere condivise come no. Si deve sicuramente essere in disaccordo con chi le esprime in modo offensivo verso gli altri, ma se qualcuno in Italia ritiene che il Gay Pride non sia un bello spettacolo o che Mussolini abbia dimostrato delle abilità politiche, deve poterlo dire.

Ho la sensazione che in questo paese non ci stiamo accorgendo di essere lentamente scivolati in fascismo delle opinioni al contrario, dove tutti sono obbligati ad allinearsi all’opinione che si vuole passare come prevalente e costante.

E qui va il mio plauso al Dott. Scialla e alla dott. Cesareo, ovvero al Prefetto ed al Questore di Prato, che con la loro decisione di far svolgere tutte le manifestazioni in ballo, dunque sia quelle di Forza Nuova, che quella di tutti gli altri.

Mi sembra questa una decisione che ritengo a dir poco catartica, dal momento che, nella sua applicazione, finisce per ricordarci come quella Costituzione che la sinistra ha a sproposito hanno sventolato per giorni, riporta tra i tanti il principio per cui tutti hanno diritto a manifestare.

E bene che sia così. Nonostante i demenziali tentativi fatti con svastiche e interviste a orogoleria…

 

 

Prato, FORZA NUOVA – LA MANIFESTAZIONE DE ‘STI CAZZI Di: David Elmutter

“… Personalmente, dalle mie lontane frequentazioni del “mondo cattolico” o, forse, dell’altra parte di esso, ero rimasto a propositi quali che il concetto di dialogo e di accoglienza erano omnidirezionali. Ero rimasto al mondo cattolico che non si schiera ma che, dove ci sono delle parti che si contrappongono, sta dalla sola parte di favorire il dialogo fra queste due parti….” D.Elmutter

Adesso se n’è uscito anche il “modo cattolico”, come scrive qualche fonte. Qualche fonte secondo la quale le sigle  che rispondono al nome di “Caritas” “ufficio perl’Educazione e la Scuola”, “Migrantes” e “Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro”, rappresenterebbero evidentemente l’interezza del mondo cattolico pratese.

Stiamo parlando della manifestazione di Forza Nuova di sabato prossimo e, manco a dirlo, l’anatema di queste quattro sigle avrebbe come tema centrale la solfa dell’accoglienza:

 “Non si festeggia un anniversario portando divisioni in una comunità pacifica. Non si festeggia un anniversario senza il gradimento di chi ti deve accogliere Prato non potrà essere la tua patria e noi non potremo permettere che tu venga a dissipare e distruggere un patrimonio culturale costruito con tanta fatica, dolore, duro lavoro, cooperazione sociale, solidarietà, altruismo, parole a te sconosciute ma che sono a fondamento del vivere civile e di quella Costituzione che tu disprezzi e che per fortuna c’è per non permetterti di essere qui oggi a Prato” 

Quindi ora a Prato abbiamo anche un modo cattolico, o almeno parte di esso, schierato con l’estrema sinistra. Proprio con quella sinistra che per tutto l’anno sputa in faccia ai preti e alla chiesa, salvo ricordarsi di questa quando qualche messaggio portato acanti dalla Chiesa fa gioco.

Personalmente, dalle mie lontane frequentazioni del “mondo cattolico” o, forse, dell’altra parte di esso, ero rimasto a propositi quali che il concetto di dialogo e di accoglienza erano omnidirezionali. Ero rimasto al mondo cattolico che non si schiera ma che, dove ci sono delle parti che si contrappongono, sta dalla sola parte di favorire il dialogo fra queste due parti.

E dire anche che nei giorni scorsi si era anche letto del leader pratese di questa formazione di Forza Nuova, di questo Sig. Massimo Nigro, che poi sarà anche candidato sindaco alle prossime elezioni comunali per quella lista, si era reso disponibile per un incontro con i rappresentanti dei suoi detrattori.

Non so cosa si sarebbero detti in quell’incontro o se sarebbe stata solo l’occasione per iniziare con le seggiolate in fronte, ma tant’è. La disponibilità c’era stata e questo non si può negare. Come non si può negare che l’atteggiamento di chiusura è stato solo quello della sinistra e ci chi è saltato sopra il carro dei manifestanti (a buon rendere?…).

Va detto che è stato abbastanza puerile il tentativo del Sig. Nigro. Che gli manchi l’esperienza di capire che alla sinistra la piazza rende sempre di più… Tant’è che a manifestazione, si risponderà con contromanifestazione… (..e se ci saranno dei disordini, pazienza…).

Devo dire che forse Forza Nuova, di fronte alla lenta agonia di questa sinistra morente, non ha fatto un grande affare a provocare questa baracconata, che altro non servirà se non a caricare il fiato alle stanche trombe d’invocazione del ritorno del fascismo…

Che dire?… Dispiace riconoscere che questa è una di quelle situazione dove non si può che dare ragione all’ex- premier Renzi. Qui non rimane altro che farsi una buona scorta di pop-corn e bibite gassate, e mettersi con la sdraio sul terrazzo sopra la strada…

Appunto, lo spettacolo è servito!

Abbiamo anche il titolo: “Le manifestazioni de ‘sti cazzi”

Sottotitolo: ” Facciamoci del sano menefreghismo”

 

 

Il COMPORTAMENTO ONDIVAGO del SINDACO INCORAGGIA L’ILLEGALITA’ Di: Aldo Milone

“… Questa settimana, tutti i giorni, le tv nazionali hanno messo in onda servizi televisivi che mostravano il modo di lavorare di questa comunità, tracciando in questo modo un quadro negativo della città…” A.Milone

BIFFONI, PER UN PUNTO MARTIN PERSE LA CAPPA.

Da più di una settimana Prato è sui media nazionali, tv e stampa, per fatti che sicuramente non ci inorgogliscono. Prima il triste e squallido caso di quella donna di 31 anni, operatrice sanitaria, che ha avuto un rapporto sessuale con un tredicenne da cui ha avuto un figlio. L’ altro episodio, ormai arcinoto, riguarda il lavoro nero, lo sfruttamento dei clandestini e l’evasione fiscale nel mondo imprenditoriale cinese. Mi soffermo su questo fenomeno perché è quello che sta rendendo Prato famosa, non solo in Italia, nel mondo. Questa settimana, tutti i giorni, le tv nazionali hanno messo in onda servizi televisivi che mostravano il modo di lavorare di questa comunità, tracciando in questo modo un quadro negativo della città. Di fronte a questi servizi televisivi, mi sarei aspettato una dura reazione del sindaco Biffoni. Invece nulla, mutismo assoluto. E menomale che ha impostato la sua campagna elettorale sulla pratesita’. Del resto non mi meraviglio che stia zitto visto che, durante il Capodanno cinese, è andato a prostrarsi davanti al console cinese e ai rappresentanti della comunità orientale. Il suo atteggiamento ondivago incoraggia ancora di più questa comunità che la porta a continuare ad avere comportamenti illegali nel campo del lavoro e non solo in quello. Non so cosa aspetti Biffoni a far sentire la sua voce, in qualità di primo cittadino, ai rappresentanti della comunità cinese. Il suo atteggiamento somiglia ad un silenzio omertoso e a chi non vuole vedere la realtà di questa città. Continua solo a lanciare spot elettorali.

Aldo Milone
Capogruppo di Prato libera e sicura
e candidato sindaco.

I Duellanti: di Giovanni Acuto



In giro aria di primavera, sbocciano speranze e fioriscono mimose. E’ così dappertutto tranne che a Prato. Politicamente parlando s’intende. Mentre a sinistra tutti sono saliti sulla nave cocchiera del capitano di mezzo corso Matteo Biffoni e sorridenti sventolano le bandierine come quegli emigranti alla partenza dal molo che poi si lanciano alla caccia del posto migliore in terza classe, a destra si scorgono facce tirate, da reclusi, come se fossero sulla Diciotti dove nessuno vorrebbe salire ma da dove si vorrebbe scappare. Per la verità qualcuno è riuscito a cogliere il momento giusto riuscendo a scendere ma si tratta di barchette Gli occhi di tutti sono puntati su quella nave che stagna nelle melmose acque dell’incertezza legata a una bitta, con gente più smarrita della moldava Domnica Cemortan in plancia di comando sulla Concordia insieme a Schettino. Francamente non se ne può più di questa surreale grottesca situazione. Questa spasmodico ossessivo tira e molla sui due candidati rimasti ma soprattutto sulle esternazioni a favore dell’uno o dell’altro che puzzano di manuale Cencelli lontano un chilometro. Una situazione grottesca messa su da un’opposizione di sicofanti, inconcludenti, opportunisti, maneggioni, mediocri da esposizione, servi a ore, ancorché presenzialisti di consigli comunali con il solo scopo di apparire è assurda idiota e repellente, specialmente dopo che gli stessi hanno avuto un lustro di governo Biffoni per pensare al meglio. Invece siamo ancora al linguaggio psicotico, alle frasi fatte, alle formulazioni banali che da giorni personaggi con voce in capitolo rimandano su e giù per la penisola verso personaggi che non hanno voce in capitolo. Verso personaggi che hanno sempre usato Prato come il cuscino su cui liberare il proprio gas intestinale.

Non è una questione di stile ma di sostanza: chi usa lo stereotipo del “rimaniamo uniti per sconfiggere la sinistra” lo fa perché non sa cosa dire, perché spera che la sua faccia da studio fotografico rimanga simpatica all’elettore di destra, che vi colga un guizzo di intelligenza. Ed è tutto lì, racchiuso in quel ciclostile espressivo così vago, in quella sestina di parole che vanno da “rimaniamo” passa per “uniti” e termina con “sinistra” l’inconcludenza. Dentro c’è desolazione, ipocrisia, mancanza di idee, una resa ai meccanismi mediatici più ovvi ma soprattutto l’ammissione di un enorme paradosso come quella del gatto di Schrödinger che per l’occasione non disdegna passeggiate lungo il Bisenzio.

La gente vuol sapere perché si sta discutendo se sia meglio il candidato Spada o il candidato Pieri quando sappiamo benissimo tutti, nessuno escluso, che non hanno nulla di corrusco e che sembrano la negazione della politica di lotta, della novità, dell’originalità. Loro stessi, per primi, vogliono essere votati in quanto persone e si spersonalizzano, giurano di voler cambiare le cose e si abbarbicano ai cliché correnti come un Cetto di noattri. E’ come se alla fine non credessero in nulla, come fossero confezioni vuote: qualunquemente candidati così, tanto per fare. 

ROBERTO CAVERNI, il FELICE COLPO DI SCENA per il CENTRODESTRA PRATESE? Di: Terenzio Sora

“… Mi fa immensamente piacere leggere che Roberto Caverni, l’ex-Assessore Caverni, abbia dato la propri disponibilità per la sua candidatura a Sindaco per il centrodestra pratese…” T.Sora

L’Ex-Assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Caverni

Sarebbe davvero un felice epilogo. Un davvero inaspettato felice epilogo. Inimmaginabile anche solo fino ad oggi.

Mi fa immensamente piacere leggere che Roberto Caverni, l’ex-Assessore Caverni, abbia dato la propri disponibilità per la sua candidatura a Sindaco per il centrodestra pratese.

Roberto Caverni non ha bisogno di presentazioni come uomo e come politico. Grande conoscitore della città e delle sue dinamiche è stato forse il più apprezzato assessore della precedente Giunta Cenni. Ne sia prova come ancora a distanza di cinque anni, non è raro incontrare persone che pur dichiarandosi apertamente  non elettori di centrodestra, riconoscono a Caverni grandi capacità di ascolto, praticità e volontà di far bene. Nè più nè meno di ciò che più serve per essere un buon amministratore locale. Al di là delle appartenenze e delle ideologie.

Amministrare una città e farlo bene, richiede persone pratiche e di buon senso.

Da sempre non distante al mondo cattolico, è uno anche lui un imprenditore deciso a cimentarsi anche nelle politica ormai oltre 20 anni fa. Prima come consigliere di circoscrizione, poi come consigliere regionale

Caverni l’imprenditore lo fa dal 1972, seguendo le orme del padre e dello zio. Importante il suo percorso con il Lanificio Caverni e Gramigni Spa, divenuta nel tempo una delle più solide aziende del distretto e nella quale, senza non ricorrere al credito esterno, si dava occupazione a decine di dipendenti trentadue dipendenti, con fatturati di oltre  10 milioni di euro all’anno.

Un paio di anni , finita l’esperienza del Lanificio Caverni e Gramigni Spa, riparte con il figlio Andreae la nuova società Lanificio Caverni srl, del quale, come socio di maggioranza, detiene il 60% delle quote di capitale,lasciando il  timone e il 40% delle quote societarie al figlio, che ne è il presidente. Anche nella nuova azienda, fondamentali sono le persone, le loro capacità  e la fiducia, per questo i dipendenti, alcuni anche provenienti dalla vecchia azienda, sono assunti con contratto a tempo indeterminato e con le stesse mansioni.

Anche qui, subito un buon inizio, con il punto di pareggio raggiunto solo dopo pochi mesi.

Sul piano più strettamente politico, sono comunque diversi i motivi per cui quella di Caverni sarebbe una candidatura utile a far presa sul grande pubblico, in attesa di quelle risposte mai arrivate negli ultimi cinque anni e nelle precedenti gestioni di centrosinistra. A partire dall’immigrazione, chi lo conosce sa che l’opinione di Caverni è sempre stata quella della necessità di porre una distinzione tra coloro che vengono in questo Paese per lavorare e tutti gli altri, ritenendo sempre che per quanto riguarda il distretto parallelo sia sempre necessaria un’analisi più profonda: se da un lato non si può non riconoscere ai cinesi, il fatto di aver svolto una funzione di supplenza nei confronti di una economia che andava deteriorandosi, è anche vero che  una cosa non debba essere vista come positiva a prescindere.

MA il fiore all’occhiello di Caverni come assessore, sono gli interventi di riqualificazione del  centro storico, sempre eseguiti partendo dal concetto di fondo che il cittadino che vive in centro storico è un sentirsi un privilegiato ed orgoglioso di esser tale. Cosa che sicuramente vale per chi abita in prossimità della Pazza delle Carceri, che grazie ad una sua grande intuizione è oggi una delle più belle piazze pratesi, che ne possono godere a pieno essendo stata resa pedonale sempre grazie a Roberto Caverni.

Non di meno si può poi dire del Bastione delle Forche, interessato da di un importante intervento di restauro, abilmente eseguito grazie all’intervento di capitali privati (fu una sponsorizzazione di Esselunga s.p.a.) e che oggi, in estate, è una bellissima piazza che viene data in gestione come bar, ristorante all’aperto e spazio per eventi.

Senza dilungarsi ancora oltre, a questo punto c’è solo da auspicare che dopo tanti assurdi tira e molla, chi adesso deve capire che la cosa da fare è un bel passo a lato, lo faccia e,  per il bene della città e del centrodestra pratese, lasci capo libero a Roberto Caverni di essere il candidato a futuro sindaco della Città di Prato.

Tutto con bona pace degli interessi personali e di partito.

 

Eccone un altro Di: Bavastro

 

Come se non bastasse il casino dei candidati, ecco che stamani si legge che perfino il vecchio Roberto Caverni si mette a disposizione per offrirsi candidato. Caverni l’ho trovato la settimana scorsa mentre prendevo la mia tisana e ci siamo scambiati un saluto e due parole. Era preoccupato per la situazione di impasse a Prato ma non aveva accennato a questa possibilità. Caverni è stato un ottimo assessore nella giunta Cenni ma riproporsi adesso dopo che si era sacrificato nelle passate elezioni la vedo più come una mossa disperata di Forza Italia che altro. Di questo passo ci sta che vengano riproposti anche la Beltrame e Bernocchi.
A questo mi piacerebbe conoscere meglio questo Spada perché dalla paura che fa sembra che stiano facendo più la guerra a lui che a Biffoni.

GIACOMELLI CHI?

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La Manifestazione di FORZA NUOVA prevista a Prato per il prossimo 23 MArzo diventa una caso nazionale. E’ questo il grande problema della Città di Prato?

 

Il Sindaco di Prato a Roma, in compagnia di un uomo con un impermeabile grigio

“Si tratta di un corteo celebrativo per i cento anni del fascismo , come pubblicizzato dalla stessa Forza Nuova, che a mio parere viola la legge. Oltre a questo sono fortemente preoccupato per la sicurezza della città dal momento che si tratta di una manifestazione nazionale che probabilmente vedrà anche contromanifestazioni. Purtroppo sappiamo bene come queste situazioni siano a rischio di infiltrazioni da parte di delinquenti, con mandanti politici, che approfittano di tali eventi per distruggere interi centri”.

Adesso la cosa ci è più chiara. Queste dichiearazioni del Sindaco Biffoni rendono tutto più comprensibile. La  concomitanza del Manifestazione Recò, Festival dell’Economia Circolare, non c’entra un bel nulla. I motivi di ordine pubblico per i quali il nostro Matteo Biffoni teme la manifestazione di Forza Nuova, sono ben altri e sono più che condivisibili.

Il problema è che lui sa, o evidentemente ha buona certezza, che il 23 Marzo a Prato non ci sarà solo la Manifestazione di Forza Nuova, che sembra avere già avuto il via libera dalla Questura, ma ci sarà anche evidentemente delle contromanifestazioni, evidentemente non autorizzate, ma evidentemente ben organizzate, dove militanti di organizzazioni d’ispirazioni politiche avverse a Forza Nuova si daranno appuntamento per creare provocazioni e disordini.

Sembra quasi che al nostro Matteo Biffoni sia arrivato qualche “pizzino” da qualche amico o, politicamente parlando, lontano parente di estrema sinistra, pronto scatenare l’inferno nel nostro centro storico , nel caso questa manifestazione si debba tenere.

Bisogna legge un pò labiale, filtrare il non detto, forse essere anche un pò di quella malignità che serve tanto per fare peccato, quanto per azzeccarci (Andreotti docet), ma da queste poche nervose parole che stanno nelle dichiarazioni del nostro Matteo Biffoni, tutto lascia pensare che qualche messaggino gli sia stato fatto arrivare. Roba del tipo “Se questa cosa si fa, succede un casino”  .

Siamo d’accordo con il Sindaco. Questa volta ha ragione da vendere. Pensiamo anche noi che il nostro centro storico si già abbastanza martoriato da non potersi permettersi scende da riedizione in piccolo di un G8 di Genova, in salsa pratese. Non pensiamo che dopo lo spaccio continuo e l’aver ridotto vaste zone del Centro Storico ad una casa di tolleranza all’aperto, adesso ci possiamo permettere il lusso di vedere distrutte le vetrine di quei pochi negozi rimasti o le macchine incendiate, con cariche della polizia e quant’altro.

Siamo tutti d’accordo, caro Sindaco, che i casini che abbiamo si bastano e avanzano.

E poi c’è il Giacomelli.

Appunto… Giacomelli chi?

Stiamo parlando si quel parlamentare pratese, intervenuto alla Camera dei Deputati per denunciare l’oltraggio che la manifestazione sarebbe per la Città di Prato.

Ebbene, non sta a noi disquisire se questa manifestazione sia o meno un oltraggio per la città. Abbiamo però ben chiaro che bene sarebbe che il parlamentare pratese Giacomelli, al pari di altri (…ci pare di ricordare anche di un certo Silli…) si interessassero, e anche con maggiore zelo, dei tanti oltraggi che vediamo quotidianamente patire d questa città-

 

Anche LA SINISTRA FA BUON USO del DECRETO SICUREZZA Di: Aldo Milone

“… quando ricoprivo la carica di assessore alla Polizia Municipale, lo dico senza tema di smentita, l’attività di contrasto a qualsiasi forma di illegalità fu programmata all’inizio del mio mandato e non negli ultimi 4/5 mesi…” A.Milone

In questi ultimi mesi la Polizia Municipale sta effettuando una serie di sequestri di auro con targhe straniere. Per la verità il sottoscritto già nei mesi scorsi sollecitava questo tipo di controllo anche dopo l’approvazione del tanto vituperato decreto sicurezza del Ministro Salvini. Evidentemente non è così pessimo come la sinistra va declamando. però una cosa vorrei evidenziare. Ho notato un’attività frenetica della Polizia Municipale soprattutto in questi ultimi mesi, forse perchè le indicazioni politiche sono arrivate solo adesso? Quando ricoprivo la carica di assessore alla Polizia Municipale, lo dico senza tema di smentita, l’attività di contrasto a

ALDO MILONE, L’OPPOSIZIONE A PRATO.

qualsiasi forma di illegalità fu programmata all’inizio del mio mandato e non negli ultimi 4/5 mesi, nè ci fu un’accelerazione a pochi mesi dalle elezioni. Inoltre, per spostarci a pochi kilometri da Prato, ho visto una foto di Nardella, sindaco di Firenze mentre accende l’ultima videocamera di sorveglianza. Questo mi sembra un atto per scimmiottare il tanto criticato Salvini quando mette qualche casacca di qualche Forza di Polizia. A Prato il nostro sindaco Biffoni invece solo a 3 mesi dalle elezioni manda vigili urbani nei negozi per chiedere notizie circa le problematiche della città o quei famosi 6 vigili di quartiere per prendere in giro i pratesi. E l’elenco sarebbe lungo per i tanti provvedimenti spot di Biffoni. A breve arriveranno anche i robottini di Star Trek i quali dovrebbero vigilare sulla sicurezza dei frequentatori delle ciclabili o forse no?

Aldo Milone – Capogruppo Pls e candidato sindaco


da: http://www.notiziediprato.it/

Viaggia su una Maserati Levante con una falsa targa tedesca: sequestrata la costosa auto

Viaggia su una Maserati Levante con una falsa targa tedesca: sequestrata la costosa auto

Nuovo risultato nei controlli della polizia municipale sui veicoli che utilizzano impropriamente targhe straniere. Da inizio anno ne sono stati scoperti 32, quasi tutti di pregio come Porsche, Jaguar, Mercedes, Audi. Leggi articolo intero


da: http://www.ilgiornale.it

Il decreto Salvini funziona, maxi multa e fermo auto con targa estera

Dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza, a Milano si è registrato il primo caso di maxi multa e fermo amministrativo per un’auto pizzicata con una targa straniera. Escamotage per pagare meno di assicurazione ed evadere bollo e multe

Fino all’anno scorso, il massimo che si potesse fare contro i residenti dalla targa “estero-vestita” era un provvedimento amministrativo del giudice di pace. Poco per contrastare una piaga tra le più diffuse in Italia. Ma dal 2019 questa pratica viene punita con più vigore. Merito delle nuove norme del decreto: per i furbetti, maxi multa fermo amministrativo.

Proprio quanto successo il 4 gennaio a Milano. Come scrive il Corriere della Sera, la polizia locale ha intercettato nella zona nord della città una vettura con targa della Romania. Il proprietario si è visto … Leggi articolo intero