Archivio della categoria: Senza categoria

Troppe botteghe chiuse e via del Serraglio è preda del degrado DI: LEGA SALVINI PREMIERIER PRATO

“… Confcommercio Pistoia e Prato aveva infatti già annunciato che un negozio su dieci non aveva riaperto a seguito del lockdown, e tutto ciò è sotto gli occhi di tutti, basta fare un giro per le vie del centro per vedere i tantissimi fondi rimasti sfitti e le tante serrande abbassate. Una visione che fa male al cuore. ..” P.Ovattoni, LEGA SALVINI PREMIERIER PRATO

Patrizia Ovattoni – LEGA SALVINI PREMIERIER PRATO

Prato, 14 settembre  2020

 Ovattoni (Lega): “Troppe botteghe chiuse e via del Serraglio è preda del degrado

 

 In queste settimane di campagna elettorale ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanti commercianti del centro storico di Prato. O almeno con quelli che hanno resistito e non hanno cessato la loro attività. Troppi conti da pagare e pochissimi aiuti hanno fatto sì che molti esercenti abbiano dovuto rinunciare alla loro attività commerciale.

Confcommercio Pistoia e Prato aveva infatti già annunciato che un negozio su dieci non aveva riaperto a seguito del lockdown, e tutto ciò è sotto gli occhi di tutti, basta fare un giro per le vie del centro per vedere i tantissimi fondi rimasti sfitti e le tante serrande abbassate. Una visione che fa male al cuore.

Per non parlare di via del Serraglio, a rischio completo degrado. Una zona abbandonata a se stessa e che invece sarebbe tutta da riqualificare. E i commercianti di questa zona sono stanchi di essere lasciati nel degrado più totale dove spacciatori e baby gang fanno da padroni. Una zona in cui i clienti hanno anche paura di frequentare perché rischiano di venire scippati o di farsi rubare la bicicletta o addirittura il motorino.

I commercianti chiedono aiuti concreti per riqualificare la zona e questo può essere fatto animandola di eventi e con altre iniziative per promuovere il centro storico. Ribadisco ancora dunque la mia proposta di abbassare le tariffe di sosta nei posteggi e la necessità di avere una navetta che da piazza del Mercato porti nelle varie zone del centro. Le attività del centro storico non possono essere lasciate a morire nell’indifferenza generale.

 

 

 

Gruppo Lega Salvini Premier

Patrizia Ovattoni

Un’EMERGENZA A CUI NESSUNO RISPONDE Di: David Elmutter

TOSCANA – “.. mentre i tribunali hanno già depositato nelle loro cancellerie il 30% in più di sfratti per morosità del rispetto al 2019, uguali a oltre mille convalide in più a partire dal 1 gennaio 2021 con la fine del blocco degli sfratti. …” D. Elmutter

SUA MAESTA’ ROSSI.

 

Sono giorni in cui non mancano appartenenti del ceto dirigente che promette di salvare il popolo facendo ricorso a improbabili magie. Come ogni illusionista che si rispetti, l’abilità sta nel far fissare alla gente una mano mentre l’altra, nascosta, opera il trucco.

Parlano di rimedi aurei come alchimisti alla ricerca della pietra filosofale quando invece nella realtà i rimedi sono inequivocabilmente “impopolari”. Il giochetto dovrebbe essere quello di trasmetterci un messaggio sano e curativo: dopo tanta approssimazione, cialtroneria, dissipazione, per farci del bene ci somministrano un amaro purgante a base di covid-19 con finalità terapeutiche e pedagogiche. Tanto per essere chiari, è nei fatti che tra aprile e maggio scorso, oltre 20mila famiglie toscane hanno fatto domanda per avere un aiuto a pagare il canone di affitto, a seguito della diminuzione o della perdita di lavoro. Secondo i freddi dati del ministero dell’Interno in Toscana si contano 3.300 nuove convalide di sfratto, con 6.553 richieste di esecuzione con forza pubblica e 2.260 sfratti già adempiuti. Leggendo i post sui social dei candidati regionali non ce n’è uno che non si eserciti in arditi paragoni  tra gli investimenti e bonus o tra bazooka e MES, per dimostrare di essere gente sveglia e preparata dal partito e recitata a soggetto anestetizzando i tamponi di istinti viscerali, paure e vendette, sostenendo nel profondo l’empio populismo che alberga nell’animo degli italiani assieme a risentimenti e frustrazioni fuorviate da arruffapopoli sostenitori del lockdown.

Nessuno di loro affronta questo atroce dilemma, mentre i tribunali hanno già depositato nelle loro cancellerie il 30% in più di sfratti per morosità del rispetto al 2019, uguali a oltre mille convalide in più a partire dal 1 gennaio 2021 con la fine del blocco degli sfratti.

A questa emergenza nessuno risponde e non risponde chi, in tutti questi decenni è al governo della nostra regione. Troppo occupati a preservare lo scranno fanno quadrato all’improbabile esponente della corrente dei meno peggio, sicuramente onesto ma politicamente incompetente, o se proprio vogliamo esagerare, del pragmatico spregiudicato ex presidente del consiglio regionale erede di giunte altrettanto disinvoltamente dedite a offrire circenses al popolo, mentre il pane si confezionava e consumava tra gli “impopolari”.

Eppure basterebbe poco per mettere in pratica quell’articolo della nostra (loro) beneamata Costituzione che dice: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” ovviamente nella casa in cui abita.

Niente di meno e neppure niente di più.

Sbarchi a Lampedusa, forze dell’ordine allo stremo Di: On. Giovanni Donzelli (FdI)

Lampedusa abbandonata: 1000 immigrati con 10 poliziotti dopo gli sbarchi. Fratelli d’Italia chiede rinforzi e presenta un’interrogazione

Fratelli d’Italia denuncia le condizioni di lavoro cui sono costrette le forze dell’ordine presenti per gli sbarchi a Lampedusa.

A Lampedusa sono al momento presenti oltre mille migranti. E nei giorni in cui gli sbarchi si susseguivano a ripetizione, i 10 uomini dell’Unità Operativa del Reparto di Palermo delle forze dell’ordine, sono stati costretti a svolgere turni notturni e diurni consecutivi.

Le autorità hanno anche dislocato gli uomini in divisa in punti diversi dell’hotspot, in spregio alle disposizioni vigenti che vietano di separare gli uomini della stessa unità.

Per questo con i colleghi Carolina Varchi ed Emanuele Prisco presenteremo un’interrogazione al governo per chiedere l’immediato invio di Forze dell’Ordine con supporto di Forze armate nell’isola di Lampedusa, “totalmente abbandonata dalle istituzioni nazionali” per gli sbarchi.

Il fatto dimostra una volta di più la totale incapacità di questo Governo di gestire i flussi migratori. Incapacità che, come pià volte denunciato da Fratelli d’Italia, si ripercuote anche sugli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine.

Sono costretti a lavorare in condizioni di eccessivo stress che spesso mettono a repentaglio la sicurezza loro e del territorio che sono chiamati a difendere. Tutto ciò è intollerabile.

Pretendiamo immediate maggiori tutele per i servitori dello Stato e il blocco navale per fermare il business degli scafisti”.

Giovanni Donzelli


da: https://livesicilia.it/

Notte di sbarchi a Lampedusa – Arrivati 260 tunisini

Sedici i barchini giunti sull’isola

AGRIGENTO – Notte di sbarchi, quella appena trascorsa, a Lampedusa: 16 i barchini, con a bordo oltre 260 tunisini. Alcuni sono stati soccorsi dalle motovedette, altri sono arrivati su…

Leggi articolo intero

“Gia’ che ce so’ me levo st’artro peso…” Di: Giacomo Fischi

“Gia’ che ce so’ me levo st’artro peso co’ te,
Che fai er capoccia e stai più su
Te sei allargato troppo.
Senti…’a coso… mica t’offenni se te dò der tu?”

(Da “E va, e va…”, canzone composta da Claudio Mattone per Alberto Sordi in occasione della sua partecipazione come ospite fuori concorso al Festival di Sanremo del 1981).

Con questa seconda “lettera aperta” (la prima l’ho postata direttamente su FB ieri ed è riportata qui di seguito)  a Sua Eccellenza il signor Ministro degli Affari Esteri onorevole Luigi Di Maio, chiudo il discorso e rispondo anche a quei commentatori che mi hanno, qualcuno con tono gentile, altri meno, criticato per esser capace solo di dare addosso per principio preso senza proporre nessuna soluzione.
Era loro pieno diritto farlo come lo è per me rispondere. Una buona occasione per prender due piccioni con una fava, o due fave con un sol piccione, fate voi.

Non dovrebbe essere un mistero per Lei, signor Ministro Di Maio, il fatto che in Tunisia sono presenti e attive circa novecento imprese messe in piedi da imprenditori italiani in molteplici settori, dall’agroalimentare al manifatturiero. Imprese che impiegano mediamente da un minimo di 25 dipendenti locali sino a cinquecento e oltre. Si tratta di diverse migliaia di posti di lavoro che, in gran parte, fanno capo a imprese terziste (non delocalizzazioni) che contribuiscono a mantenere in piedi le aziende italiane committenti. Grazie a queste imprese, infatti, le aziende committenti italiane riescono a compensare le perdite derivanti dal mix micidiale di una pressione fiscale esorbitante che, combinata con gli alti costi di esercizio, costringerebbero i titolari ad abbassare per sempre la saracinesca dei loro stabilimenti come, purtroppo, hanno dovuto fare molti dei loro colleghi.

Orbene, Eccellenza, quegli undici milioni di euro buttati letteralmente via per rafforzare una repressione più dannosa che inutile, Lei, avrebbe potuto usarli per dar vita ad un fondo di investimento destinato, per il tramite della Cooperazione Internazionale a quanti, fra i molti italiani titolari di aziende presenti in Tunisia, si sono distinti per aver dato vita a migliaia di posti di lavoro dignitosi.

Le dico subito, Eccellenza, a scanso di qualsivoglia equivoco, che io mi tiro fuori da questo sottoinsieme. Per due motivi. Il primo perché a settant’anni suonati comincio ad essere stanco e credo di aver tutto il diritto di tirare i remi in barca. Il secondo perché ci sono italiani più giovani di me, persone oneste e intelligenti che magari hanno l’unico torto di non riuscire, come si dice, “a far sistema” e ad organizzarsi in modo da poter negoziare con le autorità locali, banche, compagnie di assicurazione, società di trasporti, condizioni più decenti per l’accesso ai servizi (bancari, assicurativi, trasporti aerei e marittimi etc.)

Per non restare nel vago, Eccellenza, farò nomi e cognomi di quanti ho avuto il piacere di conoscere personalmente, come Sandro Fratini, Erasmo Cocomello e Francesco Lo Iudice: persone serie ed oneste che non solo hanno dato vita ad imprese di successo, ma che si sono distinte anche per l’impegno nel sociale assumendo ruoli ed incarichi di responsabilità in associazioni importanti quali ad esempio le camere di commercio tuniso-italiana i primi due e russo-maghrebina il terzo. Potrei continuare a lungo ma mi trattengo dal farlo unicamente per il rispetto dovuto a coloro con i quali ho meno familiarità e che, al contrario degli amici che ho nominato, non si sono esposti pubblicamente con un proprio impegno diretto in associazioni che, per la loro stessa natura, hanno conferito e conferiscono loro una visibilità alla quale l’averli menzionati non aggiunge (e men che meno toglie) assolutamente nulla.

Aggiungo che il numero di quanti avrebbero potuto fornirle suggerimenti e idee per allocare in modo trasparente e fruttuoso quei soldi pubblici per creare nuovi posti di lavoro, riducendo di qualche migliaio il numero di giovani migranti, non è piccolo e le persone alle quali mi riferisco hanno tutte dato prova di intelligenza, competenza ed onestà.

E le garantisco che sarebbero in grado di trasformare quel danaro in posti di lavoro, Eccellenza, anziché in promesse di maggior repressione in un paese nel quale proprio la repressione ha causato per oltre un secolo, fra colonialismo francese e dittature, il formarsi di un clima oppressivo reso odioso da uno stato di polizia che negli ultimi trent’anni ha abbondantemente oltrepassato i limiti dell’umana pazienza, spingendo verso il mare migliaia di giovani senza un presente e senza un avvenire alla ricerca di una cosa che la fuga dalla loro terra non potrà mai dar loro: libertà, lavoro e dignità.

Pensi, Eccellenza, quale impatto avrebbe avuto, per esempio, non solo dal punto di vista della comunicazione ma anche sotto quello della persuasione un incontro con i giovani disoccupati che meditano di migrare su un barchino o su un barcone alla volta di Lampedusa presentandosi con un fondo di undici milioni di euro, che in Tunisia sono una bella somma, messo a disposizione per la creazione di posti di lavoro. Si sarebbe trattato di un evento memorabile durante il quale un loro coetaneo ed ex collega, una volta divenuto ministro della repubblica di un paese vicino ed amico, avrebbe dimostrato solidarietà e amicizia mediante la concretezza di un gesto che, molto verosimilmente, avrebbe sortito un effetto infinitamente maggiore di quello prodotto dal suo supporto alla repressione che, altrettanto verosimilmente, non servirà ad altro che aumentare il malumore, il senso d’impotenza e il desiderio di ribellione che sono all’origine degli imbarchi.

E pensi anche all’impatto che un gesto simile avrebbe prodotto su quei suoi concittadini i quali, coinvolti in un progetto del genere, si sarebbero sentiti presi finalmente in seria considerazione dalle istituzioni dello stato.

Pensi, infine, sull’effetto che questa scelta avrebbe prodotto sui suoi colleghi francesi, tedeschi, spagnoli e belgi che, in misura maggiore come i francesi e minore come gli altri, contano numerose ed importanti presenze imprenditoriali in Tunisia.

Veda, Eccellenza, le idee e la buona volontà esistono, ma se Lei anziché consultare i suoi concittadini presenti da anni in Tunisia, e in particolare quelli che la sostengono con l’adesione al movimento delle cinque stelle, fa più volentieri affidamento al canto delle numerose sirene, peraltro strapagate, che le ronzano intorno a vario titolo, poi va a finire che butta via, come di fatto ha buttato via con la sua purtroppo indimenticabile visita a Tunisi, tempo, quattrini e, soprattutto, quel po’ di credibilità, di prestigio e di dignità di cui miracolosamente gode ancora il nostro paese.

E questa è l’unica ed ultima consulenza che le offro, diciamo, a titolo di campionario gratuito. Se ne vuole ricevere altre, direttamente o indirettamente, l’avverto che dovrà pagarmi –in anticipo- almeno tre volte tanto quanto paga i suoi consulenti più prezzolati. Le presenterò, s’intende, regolare fattura. Se invece, come immagino, non le interessa, sappia che in tal caso non ci sarà cosa più gratificante per me del ricambiarla cordialmente.  In tutt’e due i casi resteremo entrambi felici e contenti. Che si può voler di più dalla vita?

Mi stia bene, dunque, Eccellenza.
La saluto di nuovo, e sempre con la stima che Ella merita.


A Sua Eccellenza il Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana, Signor Luigi Di Maio.

Egregio signor Di Maio Ministro degli affari esteri della repubblica italiana, mi rivolgo a Lei usando il titolo di Eccellenza in segno rispetto alla carica che Ella ricopre. Sono un uomo nato e cresciuto nella seconda metà del secolo scorso. L’educazione e la formazione che ho ricevuto alla fine degli anni cinquanta e lungo tutto l’arco del decennio successivo l’ho presa sul serio e, considerandola fondamento di un patto sociale (quel patto che gli antichi romani chiamavano “sacramentum”) che avrebbe dovuto garantire stabilità e coerenza comportamentale fra il cittadino e le istituzioni dell’allora ancor giovane Repubblica Italiana fondata sul lavoro, fissando diritti e doveri reciproci dell’uno e delle altre, non me la sono sentita, sul finire degli anni settanta, quando Ella non era ancora venuta al mondo, di abiurare adattandomi alle novità introdotte -in modo per me del tutto arbitrario e inconcepibile- da quella banda di cialtroni che si misero d’accordo per stravolgere la società italiana e le istituzioni dando vita ad un sistema culturale ed istituzionale del quale oggi godiamo appieno le fatiscenti rovine. Dovendo quindi scegliere un titolo che esprima in modo chiaro il mio sentire, egregio signor Ministro, ho preferito adottare, per motivi miei che non sto a spiegarLe ma che qualche suo collaboratore scelto fra i diplomatici più anziani del dicastero di cui Ella è temporaneamente titolare potrà palesarLe senza alcuna difficoltà, quello che s’addice alla carica e non alla persona. Orbene Eccellenza, dopo avere ascoltato le Sue dichiarazioni rilasciate alla fine della Sua visita e diffuse attraverso un video, apprendo dalle Sue stesse parole che Ella s’è recata a Tunisi per concordare tempi e modalità dei rimpatrii delle persone che sono approdate su piccole o grosse imbarcazioni sulle coste italiane, principalmente quelle dell’Isola di Lampedusa, in modo del tutto illegale.

Queste persone hanno più o meno la Sua età, Eccellenza, e stanno vivendo lo stesso disagio che, quando Ella non aveva ancora compiuto i trent’anni, La motivò e La spinse a migrare in un movimento politico il cui motto ricapitolativo era -perdoni il termine irriverente e volgarissimo che tuttavia, trattandosi dello stesso al quale Ella diede dignità di vessillo unendosi al coro dei suoi compagni, userò comunque- “vaffanculo”. A questi giovani, Eccellenza, non è toccata la stessa sorte che a Lei. E’ stato loro impedito in modo spesso brutale e violento, di migrare in un Movimento che avrebbe garantito a qualcuno di loro di sedersi in un ramo del parlamento, di esserne eletto vicepresidente e di arrampicarsi sino ad occupare la poltrona di vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro del lavoro prima e ministro degli affari esteri poi.

Le confesso, Eccellenza, che mi fa una certa impressione sentirLa parlare, nel riferirsi a questi suoi coetanei solo in termini di rimpatrio. Sono suoi coetanei per i quali, al contrario di ciò che la sorte ha destinato a Lei, l’unica migrazione possibile è quella d’una barca che li trascina, ad eccezione di quanti crepano affogati nel mare, sulle coste di Lampedusa.

E parlo da persona profondamente convinta della necessità d’impedire a questi suoi coetanei di migrare in questo modo.

La differenza è che mentre io, ringraziando i miei educatori e formatori del secolo scorso, sono cosciente e consapevole del fatto che gli errori si risolvono efficacemente solo intervenendo con la paziente e costante determinazione di chi sceglie di agire sulle cause che li determinano, Ella appare più propenso ad intervenire sugli effetti, come fanno quei medici di oggi ai quali appare più conveniente intervenire sbrigativamente sulle grinze e sulle imperfezioni visibili usando bisturi, pinze, botulino e silicone, senza stare a perder tempo per intervenire in modo serio sulle cause di quelle grinze e di quelle imperfezioni visibili.

Per questo, Eccellenza, nutro ragionevoli e fondati motivi per pensare che sarebbe molto meglio che Ella tornasse spontaneamente quanto prima a fare lo stesso mestiere che faceva prima di migrare sul barcone del Movimento quondam “vaffanculo” senz’aspettare che ce la mandino quanti, dopo averla democraticamente votato, se ne sono oggi amaramente pentiti.

Mi congedo salutandola con tutta la stima che Ella merita.

 

PRATO/IMPRESE STRANIERE – DIVERSIFICAZIONE O INVESTIMENTI SOSPETTI? Di: Aldo Milone

“… non dico che tutte queste aziende, a conduzione straniera, siano frutto di investimenti sospetti però sarebbe il caso che venisse fatto uno screening su diverse di loro..” A. Milone

Cinesi festeggiano nei pressi di Porta Pistoiese, un capodanno di qualche anno fa

Mentre a seguito del lockdown abbiamo assistito alla morte di tante aziende pratesi e altre, purtroppo, temo che in autunno seguiranno la medesima sorte. Invece quelle a conduzione straniera continuano ad aumentare. Lo sto dicendo da mesi, non dico che tutte queste aziende, a conduzione straniera, siano frutto di investimenti sospetti però sarebbe il caso che venisse fatto uno screening su diverse di loro. Molti di questi imprenditori, soprattutto quelli di origine cinese, sono molto giovani e qualche sospetto inevitabilmente sorge. L’acquisto di noti bar cittadini, sempre da parte di giovanissimi imprenditori orientali, forse dovrebbe scuotere l’attenzione degli investigatori, soprattutto della Guardia di Finanza, per capire l’origine delle somme di denaro investito in queste operazioni. Qualche bar del centro, tra l’altro, è stato anche completamente rinnovato. Non dimentichiamo che qualche giorno fa il Gico della Guardia di Finanza di Milano ha fatto un blitz a Prato per arrestare un imprenditore cinese che riciclava denaro della ‘ndrangheta. Anche questo episodio inevitabilmente dovrebbe far rizzare le antenne degli investigatori.

Aldo Milone
ex assessore alla sicurezza

da: http://www.notiziediprato.it/

A Prato più di un’impresa su tre ha un titolare straniero. I cinesi stanno diversificando in settori diversi dal tessile

Il rapporto della Camera di Commercio ha fotografato la situazione dell’imprenditoria straniera in provincia: “Fornisce un contributo determinante per la tenuta complessiva del tessuto imprenditoriale”

A Prato più di un'impresa su tre ha un titolare straniero. I cinesi stanno diversificando in settori diversi dal tessile

Più di un’impresa su tre attiva a Prato nel 2019 era gestita da un titolare di origine straniera. E’ quanto si ricava  dal nuovo rapporto sull’imprenditoria straniera nella provincia di Prato, elaborato dalla Camera di Commercio, che sottolinea come il contributo dell’imprenditoria straniera si confermi determinante per la tenuta complessiva del tessuto imprenditoriale della provincia. Lo scorso anno sono aumentate del 3,3% le imprese attive gestite da imprenditori stranieri, raggiungendo quota 9.554 a fine 2019. Anche le aperture delle nuove attività hanno ripreso a crescere: sono 1.503 le nuove imprese straniere, il 54 per cento del totale … LEGGI ARTICOLO INTERO

..e fanno CINQUE SENZA DI TE…

“…pur non amandolo particolarmente e giudicandolo a tratti un estremista, aveva il coraggio di scrivere quelle cose crude che nessun altro giornalista o blogger avrebbe avuto… …Ecco perché, caro Massimo Cecchi, preferivo la tua schiettezza e la tua ridondanza di virgole…” Il Troglodita Vero  (Ciao Massimo… Di: Il Troglodita Vero)

 


E’ ormai passato un lustro. Cinque anni esatti da quando il direttore Massimo Cecchi ci ha lasciati, con tutto il vuoto della mancanza delle sue quasi quotidiane parole. Ripensando ad allora, sembra passato molto più tempo. Saremo forse giudicati dei pessimisti, ma pensando ai fatti di Prato, dell’Italia e del Mondo, la sensazione è che quell’inarrestabile decadenza diffusa, che già allora ampiamente si avvertiva, abbia avuto una sempre più marcata accelerazione. E’ quella decadenza che particolarmente si avverte nei fatti che si osservano tutti i giorni, nella vuota discussione politica ad ogni livello, di un mondo che scivola sempre più in basso, risucchiato da quel pensiero unico che altro non ci appare che una vorticosa discesa che stritola le masse decerebrate verso il vuoto conformismo del pensiero unico .

Per questo si fa doppia la mancanza di Massimo Cecchi, per la sua persona e per le sue parole. Manca la sua capacità di pensare, di elaborare il pensiero e di offrire spunti di dibattito e di riflassione.

Spesso rileggiamo i suoi articoli, cogliendone sempre la grande attualità.

Per questo in questo giorno di ricorrenza abbiamo pensato di riproporre, un articolo di Massimo di sette anni fa. Di questo non vogliamo aggiungere altro, se non il caldo consiglio di un’ attenta lettura e l’invito a chiedersi se questo ormai vecchio articolo non sembri scritto non più lontano di qualche giorno o qualche settimane fa..

Per il resto, il nostro grande saluto alla memoria del nostro direttore Massimo Cecchi. Un pensiero infinito, una presenza costante.


Enrico Rossi e “La cantatrice calva” Di: Massimo Cecchi

“… Alla fine dello sproloquio tutti applaudono pur non avendo inteso niente, ma non vogliono farlo capire, non vogliono che chi siede accanto a loro possa intendere che il vicino non capisce di politica e non capisce le fini argomentazioni di Rossi, e tutti applaudono…” M. Cecchi

IL BEFFARDO BEFFATO, ENRICO ROSSI.


MASSIMO CECCHI. Fondatore di PRATO nel Mondo

Prato-Ci sono delle frasi passate alla storia pur non avendo nessun significato per noi intellegibile, come “Pape satan, pape satan aleppe” che possiamo trovare nella Divina Commedia dantesca, in molti hanno provato a dare un senso alla frase, nessuno pare ci sia riuscito. Un altro esempio famoso e più legato ai nostri tempi ha addirittura dato, poi, il titolo ad una commedia scritta da Jonesco, la frase era, e tutt’ora è rimasta come titolo dell’opera: “ La cantatrice calva!” Ma per questa esiste la spiegazione. Alla prima messa in scena della commedia, ad un certo momento un attore, vestito da pompiere, doveva irrompere sul palcoscenico a dire la sua battuta. Quella sera l’attore che impersonava il pompiere entrò in scena ma nella sua più profonda costernazione si accorse di aver dimenticato la battuta che pure doveva essere brevissima come la sua interpretazione. Essendo l’attore un professionista e non volendo far scena muta davanti al pubblico, urlo ciò che gli venne in mente e fu appunto “ La cantatrice calva” e usci di scena. Il pubblico non si accorse minimamente della “Stonatura” e proseguì a seguir lo spettacolo senza domandarsi cosa mai il pompiere avesse voluto dire. Cosi accade, forse non sempre ma molto spesso, con il nostro “Re sole” Enrico Rossi. Il Presidente sale sul palco, appositamente preparato perché lui possa tranquillamente sproloquiare, ed inizia una serie di “Toh la cantatrice calva” seguita da un “Pape satan pape satan aleppe” e per non farsi mancar niente anche da uno “Scossi i cardini”. Tutte frasi che non significano assolutamente niente, e lui le propina ai suoi attenti ascoltatori quali perle di saggezza politica. Alla fine dello sproloquio tutti applaudono pur non avendo inteso niente, ma non vogliono farlo capire, non vogliono che chi siede accanto a loro possa intendere che il vicino non capisce di politica e non capisce le fini argomentazioni di Rossi, e tutti applaudono. Non uno che abbia il coraggio di chiedere: “Ma che caspio ha detto?” Tutti temono di passar come coloro che non capiscono niente di politica e non intendono il fine discettare del Presidente. E Rossi è contento e se la gode. Ma prima o poi accadrà, accade sempre, come nella fiaba del “Re nudo” che qualcuno gli porrà la fatidica domanda: “ A presidè ma che stai a dì?” E quella sarà la fine di Rossi, perché semplicemente non saprà rispondere. E così potrà accadere proprio davanti a dei magistrati seri che non si accontenteranno dei suoi “Pape satan, pape satan aleppe” ma vorranno spiegazioni, spiegazioni vere, e Rossi si accorgerà, suo malgrado, che le uniche parole che sa pronunciare sono quelle che i magistrati non vogliono sentire, e li si compirà il destino del Presidente. Come si compì il destino del re quando il bambino, fra gli applausi scroscianti del popolo, urlò nella sua ingenuità: “Ma guardate, il re è nudo”.

(Massimo Cecchi, 26 settembre 2013)

PRATO NEL MONDO – Da dieci anni con voi

“…Risale esattamente a dieci anni fa, il  12 Giugno 2010,  il lancio della Pagina Facebook “Prato nel Mondo”. In via sperimentale, il compianto Direttore Massimo Cecchi, aveva già da circa un anno iniziato ad utilizzare il canale di Facebook per dare il “la” alla sua idea di giornale on-line…”

MASSIMO CECCHI. Fondatore di PRATO nel Mondo

 

Il 12 Giugno, non è una data casuale per questo Blog.

Risale esattamente a dieci anni fa, il  12 Giugno 2010,  il lancio della Pagina Facebook “Prato nel Mondo”.

In via sperimentale, il compianto Direttore Massimo Cecchi, aveva già da circa un anno iniziato ad utilizzare il canale di Facebook per dare il “la” alla sua idea di giornale on-line.

Solo però a partire da “Prato nel Mondo” come Pagina Facebook, la sua idea poté iniziare a prendere campo.

La sua non era solo quella di giornale on-line, ma quella di un vero e proprio giornale interattivo. Di libero accesso, come si ha libero accesso una pagina pubblica di Facebook, con l’idea di creare un dialogo attivo con il lettore, fino al punto di consentire al lettore, avendone questi al volontà di farlo, di esserne anche autore, mediante la pubblicazione di scritti che potessero essere inviati con un semplice messaggio.

Di fondo, l’idea innovativa che il giornale  e l’informazione, nelle loro idee di più classica concessione, fossero ormai al capolinea, poiché grazie alla rete, ad un certo uso del web e dei social network, questi stessi fossero ormai destinati avere una diversa genesi e a una diversa modalità di gestione.

“… i professionisti ci guardano e i blogger sono da loro schifati, quando ci si arriverà, e sarà presto, che saranno i blog a gestire l’informazione e i giornali intenderanno spostare i giornalisti dalla carta al pc per loro sarà una tragedia. Si accorgeranno di essere troppo lenti, poco reattivi  e incapaci di cogliere la notizia al volo. Posso dirlo con cognizione di causa, visto che ci sono passato, altri ci hanno provato ma si sono arresi…” Massimo Cecchi, 30/11/2013

Da queste parole, tratte da una vecchia conversazione, l’idea appare chiara. Il Direttore Cecchi intravedeva nel web e nei social network la potenzialità di arrivare più efficacemente al bersaglio, cioè cogliere la notizia e, senza alcun filtro, recapitarla direttamente al lettore,  in modo assai più prestante di quanto potesse riuscire alla stampa.

Dal canto suo Massimo Cecchi aveva anche la grande abilità di essere molto veloce scrittura. Una scrittura di getto, senza troppi fronzoli e anche senza troppi riguardi verso la punteggiatura, che però gli permetteva  di elaborare un pezzo scritto in pochi minuti.

Una scrittura tagliente e divisiva. Nella forma e anche nei contenuti. Massimo Cecchi e Prato nel Mondo questo dovevano essere: o di grande consenso, o di grande avversità. La mezza misura, non poteva proprio essere contemplata.

Nello stesso messaggio si legge anche un po’ quella visione di un’improcrastinabile contrapposizione tra la schiera dei “professionisti” dell’informazione e dei blogger. Cosa queste che, tutto sommato, non ci dovrebbe poi così stupire, ma semmai apparire anche più che attuale, vista la martellante propaganda contro ciò che da quei professionisti, evidentemente sempre più insidiati nella detenzione di certi monopoli del sapere e della comunicazione, vengono con troppa facilità e pochi riguardi, bollati come produttori di fake-news.

Il blog e Prato nel Mondo, erano poi per Massimo Cecchi anche una questione di stile.

Ci ricordava appunto qualche tempo fa un caro amico, come alla fine, in questo, il Direttore Cecchi avesse creato uno stile tutto suo. Il suo pallino di prendere un giornale e metterlo direttamente dentro un Social Network, aveva forse anche alquanto accentuato e fatto emergere un stile tutto suo, dove i vari pezzi finivano per essere una misto tra un post e un articolo: troppo articolati per essere un post e troppo scarni per essere un articolo.

Purtroppo, la prematura e scomparsa di Massimo Cecchi, non ha permesso che l’idea si sviluppasse ancora.

Quell’idea più volte indicata, almeno a chi più da vicino l’ha frequentato, quella anche de “Il giornale fatelo voi”: l’idea del giornale che passa continuamente di mano, da autore a lettore e viceversa, va detto, è andata con lui un po’ perduta.

Nel tempo le risorse a disposizione si sono sempre più assottigliate ed è divenuto sempre più difficile portare avanti il tutto; il grosso handicap di non poter più avere a supporto anche il traino del suo ideatore, si è dimostrata assai pesante.

al tempo stesso per con oggi, Prato nel Mondo può comunque affermare di aver raggiunto il traguardo della sua decennale esistenza, e sempre senza aver rinnegato con il proprio  proposito di poter essere al meglio il giornale fatto anche da chi lo legge.

Più informalmente, possiamo anche dircelo: BUON COMPLEANNO PRATO NEL MONDO!

ITALIANS LIVES MATTER Di: Etruria14

“.. Roma, Bologna, Firenze, Torino e altre città, in centinaia si sono dati appuntamento nei centri storici ed una parte dei partecipanti ha “pacificamente” imbrattato muri e persino statue che secondo loro potevano esprimere simbologie “razziste”. ..” E.14

Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni è qualcosa di incredibile.
La morte di George Floyd si è presa definitivamente la scena politica mondiale, riuscendo nell’impresatitanica di scavalcare addirittura il problema Coronavirus.
Le proteste sono arrivate in tutto il mondo, statue e monumenti storici sono stati imbrattati o distrutti, violenze, incendi, saccheggi, aggressioni a commercianti, cittadini innocenti e altri poliziotti, sono state giustificate come azioni necessarie per il ricordo di George Floyd, quel giovane afroamericano ucciso dalla polizia negli Stati Uniti, a Minneapolis in Minnesota.
Persino i social si sono riempiti di quadrati neri e, anche in Europa, la sigla #blacklivesmatter (tradotto letteralmente “le vite dei neri contano”), è diventata un trend da seguire perché “è la protesta giusta da fare”.
Se in America, ormai sono intere settimane che le proteste di questo movimento stanno mettendo a ferro e fuoco intere metropoli, anche in Italia era impossibile che qualcuno non sfruttasse questa cosa per finire sotto i riflettori.
Infatti alcune manifestazioni sono immediatamente arrivate pure nel nostro Paese.
Roma, Bologna, Firenze, Torino e altre città, in centinaia si sono dati appuntamento nei centri storici ed una parte dei partecipanti ha “pacificamente” imbrattato muri e persino statue che secondo loro potevano esprimere simbologie “razziste”.
Nella nostra Prato, decine di persone si sono ritrovate domenica scorsa in piazza dell’Università.
La manifestazione è stata organizzata dalla Rete degli studenti di sinistra, con la partecipazione di Arci, Anpi e altre associazioni del territorio.
Tutti sono rimasti in silenzio, inginocchiati per otto minuti e 46 secondi, il tempo esatto durante il quale Floyd è stato trattenuto a terra con il ginocchio sul collo da un poliziotto, causandone la morte.
Se per le manifestazioni del 2 giugno contro il governo Conte, molti media nazionali avevano attaccato il centrodestra che secondo loro era stato irresponsabile per aver creato  assembramenti in un periodo delicato come questo, nessuno ha posto una critica dietro a questi gruppi che si sono radunati in nome di George Floyd in tantissime piazze nel nostro territorio.

La realtà è sempre più palese. Siamo di fronte ad una lotta ideologica tra le più infime.
Lo sappiamo tutti che dietro questa nuova ondata di proteste c’è moltissima politica, le elezioni
presidenziali americane di novembre e un fenomeno ormai dilagante delle sinistre mondiali, l’abbandono delle tradizionali posizioni di difesa della “working class” e dei poveri a scapito di una visione distorta della società, che dimentica la tutela dei ceti sociali e delle famiglie in nome di una lotta senza confini a difesa del colore della pelle e dei diritti civili.
Eppure Donald Trump ha chiesto giustizia fin da subito, condannando ogni violenza, cercando di ricordare George Floyd, come martire di questa tragedia, senza citare minimamente i suoi precedenti penali, che mai avrebbero potuto giustificare quell’omicidio.
Oltretutto bisogna anche ammettere che proprio l’Amministrazione del Tycoon, stando ai dati ufficiali, è quella che più di altre, ha investito per ridurre il divario sociale e la povertà negli States, arrivando ad ottenere il più basso tasso di disoccupazione degli ultimi anni.
Perciò questa forzatura nelle proteste e nelle rivolte sociali anziché cercare di scuotere la popolazione in merito al ricordo di un afroamericano ucciso, sembra proprio avere come obbiettivo, una forma di attacco verso alcune persone ritenute “scomode” e verso un colore di pelle in questo caso “bianca” che sembra essere adesso oggetto di odio.
E’ stato talmente astuto esaltare il concetto che “le vite dei neri contano” per riuscire a strumentalizzarle fino in fondo per i propri obbiettivi, scagliandole come una marea umana contro Trump, contro la popolazione bianca, contro le destre in generale, incredibilmente accusate di essere il mandante morale dell’omicidio del poliziotto violento Derek Chauvin.
Per non parlare della presenza sistematica in certe manifestazioni di quell’accozzaglia pericolosa che si raduna sotto la sigla ANTIFA, che in questa questione ha dimostrato di essere un gruppo di terroristi orchestrati al soldo dei soliti noti, classici burattini i cui fili vengono tirati da lontano per smuovere consensi e reprimere con violenza gli oppositori politici.
Non è così che si rende giustizia a George Floyd, alla violenza non si risponde con altra violenza, ma si cerca di ottenere in maniera civile una risposta adeguata al problema.
Vi consigliamo di ricercare su internet il nome di Daniel Shaver.
Avete mai sentito parlare di questo ennesimo caso di civile disarmato (e del tutto innocente) ucciso dalla polizia? Vi ricordate manifestazioni, veglie, appelli accorati delle star? Lo volete sapere perché? Shaver era bianco e tutto questo non destava interesse in certi gruppi politicizzati.
Cosa è successo agli agenti che hanno “assassinato” Shaver? Al processo sono stati assolti. L’agente che ha fatto fuoco è stato messo in prepensionamento (a 2500 dollari al mese) per disordine post traumatico (cioè il senso di colpa per aver sparato a Shaver). Quindi i manifestanti di questi giorni possono stare tranquilli, perché i 4 agenti che hanno preso in consegna George Floyd, sono già stati arrestati ed inoltre i procuratori insieme ai funzionari pubblici hanno già continuamente annunciato che l’entità della pena sarà massima, proprio per calmare un’opinione pubblica inferocita.
Non vi sembra che è già stato raggiunto l’obbiettivo principale che è quello di ottenere Giustizia? Che fini politici ci sono in ballo nel continuare questa protesta, se non quello di creare disordini e caos
generalizzato?
Torniamo in Italia. Quello che ci preme evidenziare soprattutto in questa vicenda, è proprio il vergognoso teatrino che la sinistra italiana ha creato in questi giorni sia in parlamento, nelle televisioni e nelle piazze.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per le vittime della Mafia.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i nostri soldati uccisi.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i nostri morti per colpa dei fondamentalisti islamici.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi a commemorare i “Bianchi” morti innocenti per mano del clandestino africano Kabobo, o per le vittime sempre per mano “africana” come Pamela Mastropiero, Desiree Mariottini, Stefano Leo, per i Coniugi Palagonia, per David Raggi.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per Pasquale Apicella poliziotto morto nel tentativo di arginare una rapina di rom.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i terremotati, per le vittime del ponte Morandi, per i morti da Covid, per la CIG non arrivata.
Gli abbiamo visti però salire su una barca di immigrati clandestini, tra torturatori e assassini, gli abbiamo visti pure nel portare supporto ai due americani che mesi fa a Roma hanno ucciso un carabiniere e gli abbiamo visti incredibilmente piangere per la sanatoria dei migranti.
Adesso si sono voluti inginocchiare anche per Floyd, ma mai lo hanno fatto per gli Italiani.
Siamo di fronte a qualcosa di agghiacciante, è il momento di dire basta all’ipocrisia.
Non è possibile tollerare più che una forza politica che rappresenta quasi un terzo della popolazione ed è purtroppo al governo oggi, agisca ogni giorno in maniera sistematica contro gli interessi della popolazione italiana e si adoperi in tutti i modi a fare politiche contro i propri cittadini.
Sono anni che attraverso la parola «Razzista» hanno sempre cercato delegittimare il proprio avversario, per togliergli agibilità politica e lasciarlo fuori dal dibattito pubblico, è ora di porre fine a questo.
Ve lo diciamo in chiare note. ITALIANS LIVES MATTER, ogni volta che ci sarà una manifestazione a sostegno di qualsiasi etnia, vogliamo che il giorno stesso per equità, venga pure ricordato le vittime di ingiustizie dovute per mano straniera.
Troppo semplice tutelare sempre i soliti noti per fatti avvenuti tantissimi anni fa, ma che adesso
subiscono sulla propria pelle meno torti o soprusi rispetto a chi finora ha avuto solo una tolleranza e un’accoglienza infinita nei loro confronti che hanno tradizioni e usanze spesso molto diverse dalle nostre.
La Sinistra con il suo folle comportamento sta gettando benzina per creare i presupposti di una nuova guerra tra poveri, con il solo scopo di mantenere il proprio potere, si sta rendendo complice di odio, ingiustizie e divisioni.
Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino, ritornare a governare con l’intento che la Giustizia Sociale, la Meritocrazia e la Legalità siano la base della nostra società, altrimenti finiremo nella peggiore Anarchia solo per soddisfare l’esigenza di un’elitè di pochi.
Diamo un calcio all’Ipocrisia di Sinistra, ritorniamo ad essere noi stessi altrimenti il politicamente corretto ucciderà l’umanità!

ALLARME RIFIUTI Di: Fronte Verde PRATO

PRATO – “… Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi. ..” F.V. Prato

Girando per la città ci siamo resi conto del degrado in cui versa la nostra città, Prato è stata abbandonata a se stessa, ci sono cumuli di rifiuti e masserizie qua e là, ma la cosa più grave è lo stato di abbandono in cui versano i giardini pubblici, oramai fuori controllo, dato che non si vede più nessuno che controlla.

Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi.

Noi del Fronte Verde vorremmo richiamare l’attenzione del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale, senza nessuna polemica, ma dato il momento di difficoltà vorremmo dare una mano, per ripristinare quanto prima una vera programmazione di vigilanza qualificata, per porre fine a tutto questo degrado, capiamo che ci sono stati dei problemi a causa della pandemia ancora in corso, ma questo non giustifica l’abbandono in atto del territorio, infatti non ci risulta ad oggi un vero e proprio progetto, se non quello in essere “VI.VE” oramai superato e non più incisivo.

Con i bambini liberi dalla scuola i nostri giardini, vista anche la stagione estiva in arrivo, saranno i massimi frequentatori dei giardini, per questo è nostro dovere, di tutti, tutelare al massimo e con la massima attenzione questa frequentazione.

Prato 28/05/2020 Fronte Verde

Segretario Federale Prato

Sergio Castignani

Cell. 348 7313556

Email [email protected]

Pedonalizzazione del Centro/Il punto di vista di LEGA SALVINI PREMIER

“… Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto…” Lega Nord Prato

Prato, 21 maggio 2020

OGGETTO: Pedonalizzazione del centro

La Lega è per rendere fruibile e raggiungibile il Centro storico a tutti i cittadini pratesi, siano essi residenti o meno del centro, trovando una mediazione tra posizioni a volte contrapposte, dichiara Patrizia Ovattoni Capogruppo Lega in Consiglio Comunale.

Questo vale oggi, come valeva ieri. Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto. Dobbiamo pensare, dichiarano i consiglieri, anche a chi ha problemi di salute, a chi è anziano, ai disabili, che hanno necessità di utilizzare le auto o di essere accompagnati.

Nel mediare fra le esigenze di tutti i portatori di interessi teniamo conto degli spazi necessari per far transitare ovunque i mezzi di soccorso e per far accedere alle proprietà private i residenti, conclude Ovattoni.

Ben venga tuttavia la disponibilità a concedere gratuitamente ulteriori spazi pubblici agli esercenti dei locali, questa scelta risulta essere in linea con quella delle altre municipalità italiane.

Gruppo Lega Salvini Premier

Patrizia Ovattoni


 da: http://www.tvprato.it/

Pedonalizzazione del centro e aumento del suolo pubblico, ecco cosa ne pensano gli esercenti VIDEO

Soddisfazione. E’ questo il sentimento principale che si percepisce tra gli esercenti del centro dopo che il Comune ha presentato il piano per la ripartenza della fase 2.
Il cuore della parte storica sarà oggetto di pedonalizzazione. Alla base dell’intervento c’è