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Credo una cosa e su questo sono certo Di: Leonardo Cortesi

“… Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto….” L. Cortesi

Io credo una cosa e su questo sono certo, che ogni nazione si merita la sua classe politica ed essa non sia altro che l’espressione del suo popolo. Se andiamo a vedere i sondaggi il movimento 5 stelle è il primo partito in Italia, anche se non riuscirà probabilmente a governare. Esso rappresenta l’accozzaglia dei dannati, di chi non aveva niente di importante da dire, di chi spesso in uno stato estero avrebbe fatto lo stesso lavoro dell’Italia e che non si fa un’analisi di coscienza seria come nazione, ma spara a destra e a manca giudizi e opinioni a casa. La Lega è un qualcosa di strano, un misto di nazionalismo mussoliniano , fuso con il provincialismo più becero, quello della dei dialetti come lingua ufficiale, di chi non si rende conto che il mondo va in un’altra direzione “ma come si stava meglio con la Lira e le svalutazioni competitive degli anni 80”.
LA destra moderata invece sono coloro che fanno gli imprenditori con gli agganci politici, i Montezemolo, Marcegaglia, gli Agnelli e il sommo rappresentante Silvione. Ma non solo: sono la camera di commercio, gli ordini professionali, la Confindustria e tutto quel mondo sindacale burocratico che nulla a che vedere con l’economia e i veri liberal democratici europei.
Il Pd invece è quella fetta di borghesia illuminata che aveva 2 scelte: andare all’estero, fare carriera in Italia con più difficoltà, o andare a Roma e farsi le amicizie giuste. Sono i banchieri, i presidenti delle partecipate e parte del personale, sono gli assunti coi concorsi ad hoc o i bandi su misura. Quelli che ti parlano di risanamento del sistema bancario, ma che sono stati loro stessi a causarlo. Infine c’è la sinistra , i nostalgici dell’URSS o che vorrebbero l’Italia come Cuba o il Venezuela, quelli che no vogliono la precarietà ma non si accorgono che la scarsità è reale e che riarrangiare i sistemi produttivi non è per nulla semplice. In questa categoria c’è tutta la pletora di sindacalista o pseudo rivoluzionari, che vorrebbero ridistribuire il reddito che altri hanno prodotto.

Insomma questa è l’Italia, un paese abbandonato dai migliori, che ha scelto di cullarsi nella sua mediocrità. Un paese dove non gli imprenditori seri e le aziende che contano, o scappano oppure non vengono, che ha regalato ad altri paesi i suoi talenti, in cambio di un immigrazione che comunque serve a ad abbassare l’età media italiana e che migliora saldo delle persone in età lavorativa, ma che sarebbero da scolarizzare e ancora non si è capito se rappresentano un valore aggiunto reale. Un’Italia che ha deciso di non riformare niente a partire dall’istruzione, dove il nostro paese ha risultati più o meno pari a quelli della Turchia nei test invalsi.
Con questa classe sociale, non c’è nessuna prospettiva nel lungo medio periodo, se non quello di declinare sempre più e sperare in un intervento esterno per non perdere definitivamente la diginità

E’ una GRAVE EMERGENZA DEMOCRATICA Di: Filippo Boretti

“… Fra i vari punti della novella legge elettorale indegna: non sono possibili candidature locali, non sono possibili candidature indipendenti; ogni voto espresso dall’elettore può trasmigrare su altri candidati (anche di liste diverse da quella votata)….” F. Boretti

“E’ una gravissima emergenza democratica ed occorre pensare in maniera estrema dopo l’approvazione da parte di Renzi, Berlusconi, Salvini, Meloni ed Alfano del ‘rosatellum2.0’. Venerdì 10 novembre, con il professore Giovanni Tarli Barbieri (ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Firenze), il professore Stefano Merlini (già ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Firenze), Francesco Baicchi (coordinarore di #democraziacostituzionale) e Michele Giacco (presidente dell’associaizione ‘Koiné’), assieme a tutte le straordinarie persone del nostro movimento democratico apartitico e trasversale, Pratesi per la Costituzione, abbiamo compreso quanto la situazione sia grave sperando, almeno, nei ricorsi alla Corte Costituzionale.

Politicamente, i suddetti segretari di partito sono tutti correi di una drammatica degenerazione democratica, costituitisi come una vera e propria banda per il rafforzamento del proprio potere oligarchico.

Fra i vari punti della novella legge elettorale indegna: non sono possibili candidature locali, non sono possibili candidature indipendenti; ogni voto espresso dall’elettore può trasmigrare su altri candidati (anche di liste diverse da quella votata). Ovviamente le coalizioni sono finte e meramente elettorali: ciascuna lista (non la coalizione) ha l’obbligo di presentare un programma; non si vuole nessuna competizione, ma mani libere per decidere con chi allearsi dopo le elezioni.

Bene afferma Mauro Vaiani: “Si sono solo organizzati per rientrare nel prossimo Parlamento italiano con una squadra di fedelissimi servitori politici, che dovranno solo a loro la propria elezione o rielezione. Si perfeziona progressivamente la rovina già iniziata con il Porcellum e con l’Italicum. Non c’è più la possibilità per i cittadini di scegliere nulla: né un rappresentante locale, né una lista politica, né un candidato premier. Di fronte a questa emergenza democratica è necessario che tutti seguiamo e appoggiamo i ricorsi urgenti che i Comitati per la democrazia costituzionale stanno portando avanti”.

Ma non basta: tutti coloro che hanno combattuto contro il ‘rosatellum2.0’ devono avere il coraggio della desistenza, ovvero di allearsi e coalizzarsi autonomamente contro coloro che questa legge l’hanno voluta.

Basta ricordarsi che, da uomini liberi, ogni qualvolta che ci accingiamo a candidarci alla rappresentanza politica, facendo valere le nostre idee, tendendo a coalizzarci, o ad allearci, con gruppi politici o persone indispensabili per aver diritto di parola in Parlamento, e di voto, ma squalificanti per le scelte politiche che hanno fatto, questo è sufficiente a spiegare ai molti perché non vale assolutamente la pena di votarci, e neppure vale la pena entrare in assise elettive per essere strumentalizzati, in un sistema fintamente democratico come oramai è diventato il nostro.

Il ‘rosatellum2.0’, pensato per aggregare tramite coalizioni forzose ed escludere liste singole, non facilita certamente la presentazione di una coalizione liberale, ma d’altra parte è la medesima novella legge elettorale a non garantire – paradossalmente – la stessa governabilità, qualora non vincesse una coalizione che ottenga, contemporaneamente in entrambe le camere, almeno il 60% dei seggi col maggioritario e il 40% dal proporzionale.

Resta a mio avviso il realismo dell’impossibile, coalizzando un’area autenticamente liberale, autonoma e fortemente critica per tentare di riportare gli autentici liberali in Parlamento: l’unico modo per essere seri ed efficaci, se non determinanti in una futura Italia. Il ‘rosatellum2.0’ è fatto per chi vuole vincere, non per chi vuole governare portandosi dentro il Parlamento non il ‘meglio’, ma dei ‘nominati’; per questo obbliga il ‘nonvoto’ a non tornare ancora a votare se non c’è un’offerta politica dignitosa e qualificata.

La questione politica, è questione morale. Chi vuole ‘menoStato’, vuole più donne e uomini onesti e fermi, oltreché competenti e seri. Chi ha un costume diverso, dall’onnipresente opportunismo politico, è ora che stia di più coi ‘presentabili’, soprattutto con questa legge elettorale che impone coalizioni per convenienza, senza garantire governabilità.

Dove sono i partiti di una volta che si facevano garanti del buon nome dei propri esponenti? Dopo 23 anni siamo ancora a parlare, fra ‘moderati’, se essere/fare la quarta gamba di un polo a guida Berlusconi-Meloni-Salvini? Per mettere dentro qualcuno dei ‘nostri’, più autenticamente liberale? È questa la strategia politica per catturare il ‘nonvoto’? E questa gamba chi sarebbe, chi dovrebbe formarla o, meglio, chi dovrebbe votarla? Parisi sta con Cesa? Costa con Lupi? Quagliariello con Fitto? … e il Partito Liberale con Forza Italia o dentro Forza Italia? … e solo perché altrimenti vince il M5S?!?

La soluzione ci sarebbe: avere il coraggio di un polo liberale al di fuori di Forza Italia e del PD rischiando, ma progettando l’avvenire, senza se senza ma”.

NON FACCIAMOCI DOMANDE… Di: Sergio Castignani

“… In questo paese, reso paesucolo delle banane, da una classe politica e dirigente a dir poco impresentabile, non ci si domanda più niente, ad esempio del perché, nonostante ci siano, circa CENTOSSESSANTAMILA leggi non funziona un emerito…” S. Castignani

Non farsi domande forse è più comodo, ma resta che non farsele equivale a viaggiare alla ceca, se percorriamo una strada sconosciuta, viene naturale chiedersi dove ci porterà, oggi per ovviare a questi limiti abbiamo i navigatori satellitari, basta consultargli, ma quando si tratta della nostra vita e del futuro delle generazioni a venire, è un delitto non farsi la fatidica domanda; Dove ci porteranno le nostre scelte politiche?

Purtroppo nel caso di scelte politiche non ci sono navigatori che ci aiutano, le risposte dobbiamo cercarle, pertanto l’unica cosa da fare è informarsi, la differenza è dove e da chi prendiamo informazioni…in parte è come la storia, la scrivono i vincitori, ma come la politica presenta sempre mezze verità…di comodo.

In questo paese, reso paesucolo delle banane, da una classe politica e dirigente a dir poco impresentabile, non ci si domanda più niente, ad esempio del perché, nonostante ci siano, circa CENTOSSESSANTAMILA leggi non funziona un emerito…rispetto a altre nazioni che viaggiano dalle quattromila alle quindicimila leggi con ottimi risultati, non ci si domanda nemmeno del perché i criminali sono fuori invece che soggiornare nelle patrie galere…è di oggi 16-11-17 notizia che cinque tunisini, presunti terroristi non possono essere arrestati per cavilli procedurali…siamo alla follia pura!

Purtroppo abbiamo smesso da molto tempo di far domande, ci contentiamo dei racconti, che imbonitori, riciclatosi in politica ci propinano, aiutati da organi d’informazione assoggettati al potere politico ed economico.

Nel tempo hanno disautorato le forze dell’ordine, le nostre città sono in balia di delinquenti e spacciatori, ci costringono a lavorare fino a settanta anni per avere una misera pensione, mentre chi ci manda in pensione dopo settanta anni gli basta “lavorarne” cinque per avere un vitalizio dorato, un’azienda privata deve stare attenta anche al centesimo per tirare avanti, mentre le aziende di stato e le varie partecipate, sempre in rosso sperperano soldi e possono permettersi assunzioni prima delle elezioni, ci sono aziende che falliscono perché lo stato non paga i debiti, la pubblica amministrazione fa acqua da tutte le parti, con gli sprechi ci facciamo due manovre finanziare, le nostre scuole erano ai primi posti nel mondo come grado d’insegnamento, adesso siamo agli ultimi posti, ci parlano di democrazia, ma non ci permettono di scegliere chi ci deve governare, dove una minoranza decide sulla maggioranza, ci parlano di partecipazione, ma il cittadino non ha voce in capitolo…potrei continuare all’infinito, ma non voglio annoiare nessuno, il fatto è che nonostante tutto quello che non funziona, le prevaricazioni, gli obblighi, il non potersi difendere da uno stato sanguisuga, noi non ci facciamo domande e un “popolo”che non fa domande non avrà risposte.

Sergio Castignani, 16-11-2017

Il FOLLE EPILOGO DELLA DEMOLIZIONE DEL VECCHIO OSPEDALE DI PRATO DI: Prato5Stelle

“… Ben poco poi c’ è da dire sul PD, che adesso che il disastro e il fallimento dell’ operazione è sotto gli occhi di tutti, continua a perorare la causa di una demolizione che si allontana giorno dopo giorno, tra crescenti difficoltà e manifeste incapacità…” Prato5Stelle

Il “Vecchio” Misericordia & Dolce.

IL CONTESTO: rassegna stampa
Vecchio ospedale, costi raddoppiati. Prato, la demolizione del Misericordia e Dolce costerà 6 milioni di euro e dovrebbe partire all’inizio del 2018, con un anno di ritardo sui tempi previsti

Tempi, comunque, allungati e molteplici sono stati fino ad adesso i problemi e gli imprevisti incontrati. Primo fra tutti la valutazione dei materiali con i quali il “Misericordia e Dolce” è stato via via costruito negli ultimi 50-40 anni, e fra questi la presenza di ben 3 chilometri di coibentante interno composto prevalentemente da amianto. Il coibentante serviva nei pluviali interni, intercapedine dei muri, messo attorno alle tubazioni di servizio dell’Ospedale, e si tratta di una quantità tutt’altro che indifferente sulla quale è stata richiesta la massima attenzione e il controllo di tutta la filiera dei lavori anche al momento in cui ci sarà la ditta appaltatrice.

«Purtroppo la presenza sia del coibentante sia del cartongesso in grosse quantità, parliamo di tonnellate, non valutato precisamente prima, ha portato a questo ritardo che adesso però sembra compensato dall’inizio della procedura amministrativa, ossia quella della gara di appalto» prosegue Barberis. Il progetto di demolizione presentato dall’ingegner Gavazzi già nello scorso giugno e replicato a settembre nell’incontro con la commissione comunale Urbanistica e ambiente è stato poi validato, ma i costi lievitanoLa presenza dei materiali come rifiuto speciale e pericoloso, le validazioni, il progetto, la messa in opera sono passati da una previsione di spesa iniziale di poco più di 3 milioni di euro ad una, invece, che arriva oggi a circa 6 milioni.

Vecchio ospedale, anche il Pd “bacchetta” la sinistra. Prato, il consigliere regionale Nicola Ciolini: «Si in cerca di divisioni continue» ma tende la mano a Campo Progressista

Uno schiaffo alla miseria e un altro alla salute Prato – La demolizione del vecchio ospedale non può che lasciarci l’amaro in bocca.

La sinistra si spacca sulla demolizione del vecchio ospedale Prato, Campo Progressista assieme alle associazioni ambientaliste “bacchetta” Sinistra italiana che ha definito l’intervento “uno spreco

Vecchio ospedale, anche il Pd “bacchetta” la sinistra Prato, il consigliere regionale Nicola Ciolini: «Si in cerca di divisioni continue» ma tende la mano a Campo Progressista


IL COMUNICATO DI PRATO5STELLE
In riferimento alle recenti notizie sulla demolizione dell’ exMED, questa è la nostra posizione:

In modo del tutto inaspettato, in questi ultimi giorni abbiamo visto riaccendersi la discussione sui destini dell area dell Ex-Misericordia e Dolce e del Vecchio Ospedale che ancora vi svetta all interno.

Colpisce, adesso che le difficoltà ad eseguire la demolizione si sono palesate, che la polverizzazione delle forze politiche avvenuta nel centro-sinistra, sommata alla vitale esigenza di distinguersi gli uni dagli altri agli occhi della cittadinanza, stia facendo saltar fuori insolite posizioni “non-demolizioniste” per il vecchio ospedale.

Altrettanto insolita ed inaspettata l’ uscita pubblica dell ex-dirigente comunale, Frasconi, che anche lui, adesso, e solo adesso, si è preso la briga di schierarsi in favore della non demolizione.

A fronte di tali fatti, non possiamo che chiederci dove fossero tutti questi soggetti, tecnici e politici, quando Regione e Comune siglavano quegli accordi disastrosi che come c era da aspettarselo, ci avrebbero portati alla situazione attuale.

Dov’ erano quando senza pensarci troppo Regione e Comune deliberavano quegli accordi che ci avrebbero portato ad avere un ospedale più piccolo e con tutte le pecche che ben conosciamo, e una struttura dismessa, dal futuro inevitabilmente incerto e problematico?

Diversamente dai cittadini pratesi, a queste persone il diritto di parola non è mai stato negato; queste posizioni e affermazioni avrebbero benissimo potuto esprimerle prima che fosse troppo tardi.

Ben poco poi c’ è da dire sul PD, che adesso che il disastro e il fallimento dell’ operazione è sotto gli occhi di tutti, continua a perorare la causa di una demolizione che si allontana giorno dopo giorno, tra crescenti difficoltà e manifeste incapacità.

Da parte nostra, visto che ormai il danno è fatto, non possiamo che ricordare il percorso partecipativo effettuato dal basso da circa 400 cittadini pratesi nel 2014 e il cui esito si era concluso con la maggioranza dei partecipanti, favorevole ad un intervento di demolizione
parziale e di restyling del vecchio ospedale, con l’ obbiettivo di garantire una adeguato presidio sanitario anche nel centro storico e per mantenere alcune strutture praticamente nuove e ancora utili.

Vedere il seguente documento: verbale dell’ esito del processo partecipativo sull’ exMED

Alla luce di quello che stiamo assistendo, ancora una volta si ha la dimostrazione che il buon senso dei cittadini si dimostra di gran lunga più lungimirante della politica e dei tecnici che sono suo servizio.

Una demolizione parziale ed un parziale recupero dell esistente, consentirebbe comunque di avere un parco pubblico di adeguate dimensioni all’interno del Centro Storico, e di sopperire alle carenze del Nuovo Ospedale, per il quale è già in ponte un ampliamento e per il quale si prevede di spendere ancore cifre a sette zeri.

Il nostro punto di vista non può essere che quello di un gruppo che ha come priorità la partecipazione dal basso dei cittadini e la possibilità per questi di esprimersi e di vedere tradurre in azioni quella che si dimostra essere la vera volontà collettiva delle persone.

Tutti gli altri, favorevoli e contrari, demolizionisti e non-demolizionisti, su quali basi fondano le proprie opinioni e determinano le loro posizioni?

Cittadini Prato5Stelle

SIT-IN AEROPORTO DI FIRENZE – CONFINDUSTRIA SI METTE ALLA BERLINA

“… un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini…” C.C.P. Po-Pt

FOTO: http://firenze.repubblica.it

Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia Via G. Rodari, 14/16 Loc. Paperino – 59100 Prato (Po) [email protected] : [email protected] & Certified [email protected]: [email protected] Website: www.pianasana.org fb: Ccsp Po-Pt

Prato, 13 novembre 2017  – Comunicato Stampa

Con il Sit-In all’aeroporto di Peretola abbiamo assistito alla conferma che un limitato gruppo di soggetti imprenditoriali seppur autorevoli, in rappresentanza di interessi legittimi, ma privati, si arrogano il diritto di voler decidere in nome e per conto dei Cittadini della Piana, addirittura pretendendo di far credere che il Nuovo Aeroporto è necessario per il loro bene e futuro, ovvero per il bene della collettività, il tutto corroborato da un sondaggio effettuato su un limitato campione di Cittadini. D’altra parte se diversi Sindaci della Piana valutando la documentazione hanno preso atto che questa infrastruttura non è compatibile, è palese che qualcosa non torna e che le 142 prescrizioni del parere di VIA 2235 che ad un anno di distanza non ha prodotto il Decreto di VIA ( mai successo prima in Italia) perché ritenuto non consono da ENAC, queste hanno sicuramente lasciato il segno, nonostante il palese conflitto di Interessi di ENAC ovvero soggetto Proponente e Soggetto verificatore requisiti di costruzione. Anche il “refrain” sui dirottamenti facendo di tutta l’erba un fascio, testimonia la superficialità di valutazione, perché i dirottamenti relativi al vento ( visto che la motivazione della nuova pista sarebbe questa) corrispondono al solo 1,9% della totalità dei voli, perciò ampiamente nella tolleranza richiesta. Pure lo sviluppo e posti di lavoro è una pantomima perché è palese che se Firenze non viene implementato, lo sarà Pisa e quindi i posti non saranno persi, anzi sensibilmente aumentati visto che con la terza pista la capacità di sviluppo sarà almeno il doppio se non il triplo di quello previsto oggi per Firenze. Che dire poi del Vice Ministro che invece di essere a Roma, si presenta con l’auspicio di mettere il “Sigillo” sull’evento, con la stessa storiellina dell’Aeroporto Militare, che come in altri contesti Italiani, non crea assolutamente problemi, a dispetto di quello che vorrebbe far credere Nencini, anzi visto che lo stesso Vice Ministro fa parte del Governo, dovrebbe sapere benissimo delle risoluzioni che “impegnano” il Governo a cui appartiene allo sviluppo di Pisa, Nuovo Radar incluso. Vice Ministro che legge poco, visto che il regolamento 1315/2013 UE dice esattamente il contrario di quanto Lui attesta, ovvero che l’ UE indirizza verso una razionalizzazione del trasporto aereo e quindi minor numero di scali, ma più grandi (visto l’inquinamento) e non la parcellizzazione in virtù anche della ridicola distanza di Firenze, da Pisa e Bologna. ( E non si capisce allora perché Nardella fa accordi con Merola) 2 Suggeriremmo invece al Vice Ministro di adoperarsi al fine di far pubblicare il Decreto Decisorio del Presidente della Repubblica che giace ben secretato e senza motivazioni, dal 5/6/12 nei cassetti del Ministero dell’Ambiente. Tale Decreto respingendo il ricorso fatto da ADF, obbliga ancora oggi i soggetti verificatori sia a livello Ministeriale che Regionale alla verifica sul rispetto di tali ottemperanze prescritte nel Decreto di VIA 0676/2003 visto che sulla base di tali prescrizioni, l’attuale aeroporto di Firenze sembrerebbe non essere in regola. Per il resto, visto che questo è il TERZO tentativo di avere una VIA Positiva (visto i due precedenti miseramente fallimenti) che soddisfi i poteri forti, con un protesta sit-in e propaganda mediatica che non ha eguali per il nostro territorio, ….. se come noi auspichiamo la VIA sarà NEGATIVA, finalmente metteremo la parola fine a questa insulsa, inutile e distruttiva infrastruttura per la Piana.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Clamoroso FLOP DI CONFINDUSTRIA all’Aeroporto di Firenze Di: Assemblea Contro le Nocività della Piana

“… Tutti bloccati nel traffico mattutino per andare a lavoro, non si sarebbero nemmeno accorti di questo scarno presidio, se non grazie ad un enorme dispiegamento di giornalisti (in pari numero coi manifestanti). Gli stessi giornalisti che dedicano ampio spazio alle ragioni di speculatori vari riguardo l’argomento, ormai quasi quotidianamente….” A.C.N.P.

Clamoroso flop di Confindustria all’Aeroporto di Firenze!
Chi si immaginava centinaia di imprenditori e cittadini che chiedono un’opera per lo sviluppo o il decantato progresso, si è dovuto ricredere proprio su quali siano le vere priorità per chi lavora e vive nella Piana. Non è bastata la presenza del sottosegretario Nencini, o dell’Ing. Naldi in persona a smuovere più di 30 persone stamattina.

Sicuramente l’orario non ha aiutato, orario in cui chi lavora, non può certo andare fare una “comparsata” grottesca in un non-luogo come l’ingresso di un aeroporto.
Se ce ne fosse stato ancora bisogno, stamani abbiamo avuto una dimostrazione plastica di quanto, abitanti e lavoratori necessitino di questa infrastruttura.
Tutti bloccati nel traffico mattutino per andare a lavoro, non si sarebbero nemmeno accorti di questo scarno presidio, se non grazie ad un enorme dispiegamento di giornalisti (in pari numero coi manifestanti). Gli stessi giornalisti che dedicano ampio spazio alle ragioni di speculatori vari riguardo l’argomento, ormai quasi quotidianamente.

Qualcuno si è chiesto se la pur scarsa mobilitazione non avesse potuto avere miglior causa, ma proprio lì sta l’errore di valutazione, gli interessi maggiori di chi vede la città come un giocattolo al suo servizio, sono speculazione, sfruttamento del territorio e dei lavoratori, come si è visto nel caso delle esternalizzazioni di Toscana Aeroporti.
Dall’alto degli attici e dalle vetrate dei propri uffici, riescono solo a  rappresentare se stessi ed i loro interessi a discapito degli interessi di tutti: lavoro, case, scuole, servizi e mobilità sostenibile.

Se Confindustria dispone di numeri così risibili per il Si al nuovo Aeroporto, le cose per i pochi sostenitori di questa opera assurda, inutile e dannosa si stanno mettendo male davvero!

Si stanno mettendo male soprattutto per Toscana Aeroporti che nonostante un Decreto ad hoc dovrà scontrarsi con i ricorsi già messi in atto da cittadini e comitati, e che dal 2003 non rispetterebbe una VIA che impone enormi interventi infrastrutturali, tra cui l’interramento dell’autostrada e svariate opere di mitigazione e compensazione per gli abitati di Quaracchi, Brozzi e Peretola, che subiscono gli effetti del disinteresse di Toscana Aeroporti e delle amministrazioni cittadine che si sono succedute negli ultimi 14 anni.
Di tutto questo e di molto altro parleremo giovedì 16 sera in un’assemblea pubblica a Brozzi alla Libertas di Quaracchi, ore 21.00 in via di Brozzi, 99.

AEROPORTO DI FIRENZE/ Il Presidente ENRICO ROSSI TRA L’INCUDINE E IL MARTELLO Di: Coordinamento Comitati della Piana

“… Avete mai visto un SONDAGGIO commissionato da un soggetto privato, che sia sfavorevole allo stesso PRIVATO, visto che paga il Conto ?? Noi francamente No.!! …. ci basterebbe anche un solo caso, ma non lo troverete….” C.C.P.

Il sindaco di Firenze Matteo Renzi (D) e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi durante la visita in anteprima alla nuova galleria commerciale della stazione Santa Maria Novella, Firenze, 30 luglio 2013. ANSA/ MAURIZIO DEGL’INNOCENTI

Da: CCSP Po & Pt
Data invio: ‎sabato‎ ‎11‎ ‎novembre‎ ‎2017 ‎08‎:‎46
A: Coordinamento Pianasana
Cc: Regione Toscana Enrico Rossi, [email protected], [email protected]

– Partiamo proprio dall’ultimo nome per chiarire come Rossi sia in qualche modo fra l’incudine ed il martello, addirittura ripetendo un refrain “insostenibile”.
Ripete in modo ossessivo la balla che la nuova Pista migliorerà l’Ambiente, non si sa da dove si sia sognato tali fantasie, visto che i Tecnici ( e non il politico Rossi che non ha queste competenze e conoscenze) del Nucleo Regionale di VIA hanno sentenziato nei loro report, “”””” INCOMPATIBILE”””” che significa,…semplicemente che non si può COSTRUIRE/PROCEDERE a dispetto di quello che Rossi vuol propinare ai Cittadini con l’ausilio della carta stampata che NON legge, ma assevera.!

– La seconda questione è la VIA, che tutti sono in fremente attesa, ma che si dimenticano volutamente le modalità attuative ed il percorso fin qui fatto;
2015 Emendamento legge stabilità, dove si permetteva a Firenze di non effettuare la procedura di VIA ( quindi contra legem)
2016 Parere di VIA Positivo Politico, Negativo Tecnico che avrebbe permesso di superare tutti i palette se il Referendum fosse passato.
2017 Dopo un anno (mai successo in Italia prima di oggi) i Ministri non firmano il decreto di VIA sulla base del precedente parere, ma qualcuno si inventa una nuova procedura di VIA con un Dlgs (104) che permette un’altra commistione, perché la VIA deve essere positiva a tutti i costi, a dispetto anche dei Santi.
Fortunatamente il Decreto è stato impugnato presso la Corte Costituzionale da diverse Regione (non la Toscana) e in Europa, per improprio ed errato recepimento della direttiva UE 52/2014-
TUTTO REGOLARE NO.!!! Come da Copione.!!

– Il terzo punto sta nel Sondaggio. Avete mai visto un SONDAGGIO commissionato da un soggetto privato, che sia sfavorevole allo stesso PRIVATO, visto che paga il Conto ?? Noi francamente No.!! …. ci basterebbe anche un solo caso, ma non lo troverete.
Ed allora ai giornalisti qui in copia chiediamo di verificare su quale campione di intervistati tale 62% di favorevoli si basa, perché fossero anche 10.000 ( ma abbiamo forti dubbi, visto le nostre verifiche interne) ETICAMENTE E DEONTOLOGICAMENTE non si può certo sparare e dire GENERALIZZANDO che il 62% dei Cittadini è favorevole perché lo studio dovrebbe allora aver intervistato almeno 350.000 persone a Firenze circa, Campi B. 35.000 circa, Sesto Fiorentino 50.000 circa, OVVERO almeno 270.000 cittadini circa, che avrebbero espresso il loro assenso alla pista. 435.000 x 62% pari a 269.700 circa.

IL RESTO,……..SON CHIACCHERE DA BOTTEGA.!!

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Alcune EVIDENZIATURE sulla LEGGE DI BILANCIO 2018 Di: Claudio Falcini

Dalla scorsa settimana il testo definitivo del disegno della Legge di Bilancio 2018 (ddl numero 2960) ha iniziato l’ esame parlamentare….dopo aver sentito Padoan dichiarare che è stato scritto sotto dettatura della Boschi ecco cosa ci riserva…..:

– l’aliquota IVA al 10% salirà di 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2019 e di ulteriori 1,5 punti percentuali dal 1° gennaio 2020. E l’aliquota IVA al 22% aumenterà di 2,2 punti dal 1° gennaio 2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali dal 1°gennaio 2020, di altri 0,1 punti percentuali dal 1° gennaio 2021
– Quelli che loro chiamano “incentivi a cambiare le vecchie auto” saranno un inasprimento del bollo per chi non potrà permettersi una nuova vettura
– In barba a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale la prescrizione verso chi deve dare soldi allo stato sarà portata tutta a 10 anni ….quindi lo stato può perseguitarti per 10 anni se deve avere soldi da te ma se devi averli tu dallo stato allora puoi anche morire
– Tassazione delle plusvalenze conseguite dai privati con la cessione di oggetti d’arte, antiquariato e da collezione: incluse le auto storiche, over 20 e under 30 anni. Qualora il ddl diventi legge, ecco la novità: il proprietario di un’auto storica la vende? Paga le tasse sulla vendita. Sarebbe una seconda stretta, dopo che il Governo Renzi ha imposto il pagamento del bollo alle auto ventennali….per cui questo settore sarà del tutto annientato con buona pace di tutti….

Pensavate che la crisi fosse alle spalle e che ci fosse la ripresa?? Poveri illusi….non immaginate nemmeno nei prossimi tre anni cosa ci pioverà addosso…..e tutto questo grazie al PD (Partito Delinquenti) …per cui mi raccomando …#rivotateli

ELEZIONI SICILIANE/ TERREMOTO O TRAVASO?

“… Il voto disgiunto (cioè elettori che hanno votato un candidato presidente e al tempo stesso un partito che non sosteneva quel candidato presidente) in Sicilia ha dimensioni notevoli. Lo si capisce leggendo la differenza tra i risultati dei candidati presidenti e la somma dei partiti che li sostenevano. …” F. Cintolesi

Elezioni Sicilia – I candidati alla presidenza

Qualche considerazione numerica sul voto siciliano, con i risultati definitivi, dopo uno spoglio al rallentatore:

1) L’affluenza è rimasta sostanzialmente invariata a livello regionale: dal 47,4% del 2012, è calata al 46,8% di quest’anno.

2) A livello provinciale invece, l’affluenza è aumentata in alcune province e diminuite in altre. La curiosità è che in tutte le province in cui ha vinto il grillino Cancelleri l’affluenza è diminuita: Trapani -2,1%, Agrigento -1,7%, Enna -4%, Ragusa -2,2%, Siracusa -1,3%. Mentre è aumentata in 3 delle 4 province dove ha vinto il candidato della destra Musumeci: Palermo +0,1%, Messina +0,5%, Catania +0,5%; con l’eccezione di Caltanissetta, dove l’affluenza è calata dell’1,5%. Coincidenza o fatto su cui porre l’attenzione?

3) La destra ha vinto? Ha conquistato il presidente di regione, ma se si vanno a confrontare i dati del 2012, non sembra. Musumeci partiva da un schieramento che nel 2012 racccoglieva i voti della sua candidatura (25,7%), quella di Miccichè (15,4%), oltre a quelli dell’UDC, partito che nel 2012 sosteneva Crocetta, ma che quest’anno ha deciso di sostenere il candidato del centrodestra, i cui voti nel 2012 ammontavano al 10,8%. Musumeci quindi partiva da un consenso sulla carta del 52% e ha conquistato la regione col 39,8%, lasciando per la strada circa 12 punti percentuali. Vero che le sommatorie in politica quasi mai danno risultati esatti, ma in Sicilia non c’è stata nessuna grande avanzata.

4) Cancelleri, candidato M5S sia quest’anno che nel 2012, è passato dal 18,2% al 34,7%. Il suo partito invece è passato dal 14,9% al 26,7%, discrepanza dovuta al voto disgiunto tra candidato e coalizione a sostegno. A guardare i risultati grezzi, i voti che hanno permesso questa notevole avanzata sembrano provenire quasi tutti da destra.

5) Il candidato del centrosinistra 2012, Crocetta, raccolse il 30,5%. Il candidato di quest’anno, Micari, si è fermato al 18,7%. Apparentemente una rovinosa frana. In realtà nel 2012, come già detto, a sostenere Crocetta c’era l’UDC, che raccolse il 10,8% e che nel 2017 ha cambiato schieramento quindi la base di partenza di Micari era del 19,7%. Seguendo questa lettura, il risultato di Micari è un leggerissimo arretramento, poco più di una limatura.

6) A conferma del punto precedente, pochi si sono accorti che il PD è passato dal 13,4% del 2012, al 13% di domenica scorsa. Parlare di tracollo e di sonora sconfitta è un po’ azzardato. Il PD in Sicilia tiene più che bene.

7) Il voto disgiunto (cioè elettori che hanno votato un candidato presidente e al tempo stesso un partito che non sosteneva quel candidato presidente) in Sicilia ha dimensioni notevoli. Lo si capisce leggendo la differenza tra i risultati dei candidati presidenti e la somma dei partiti che li sostenevano. In particolare, Musumeci ha raccolto il 39,8%, mentre la sua coalizione il 42,1% (-2,3%); Cancelleri il 34,7%, col M5S al 26,7% (+8%); Micari al 18,7% con la sua coalizione al 25,4% (-6,7%); Fava 6,1% (+0,9%). Difficile dirne le motivazioni. Simpatia personale per Cancelleri e/o antipatia per Micari? Volontà di dare preferenze a singoli candidati, magari per motivi clientelari? Frammentazione delle coalizioni? Movimenti di “truppe cammellate” dal centrosinistra verso il candidato del M5S Cancelleri, per sbarrare la strada a Musumeci ed avere un presidente senza maggioranza? Le ipotesi sono numerose.

8) Claudio Fava, candidato della sinistra, ha raccolto il 6,1%, la stessa identica percentuale raccolta nel 2012 dal tal Giovanna Marano, che 5 anni prima era candidata per lo stesso schieramento, con dentro la fu Italia dei Valori. Parlare di successo personale, come ho letto, mi sembra un po’ ridicolo.

9) Risorge Forza Italia, che raccoglie il 16,4% dei voti, mentre l’allora PdL nel 2012 si fermò al 12,9%. Ma pensando al rientro di Miccichè, col suo grosso pacchetto di voti, circa il 15%, in Forza Italia, riesce difficile pensare che questi voti coincidano e che sia possibile fare dei raffronti con un qualche senso.

10) Ogni tanto una buona notizia: Alleanza Popolare, la formazione di Angelino Alfano si ferma al 4,2% e rimane fuori dall’assemblea regionale. Questo nonostante l’8,1% raccolta nella “sua” provincia, Agrigento.

11) Riepilogando: la vittoria di Musumeci è figlia di una ricomposizione del centrodestra, tra le compagini che nel 2012 avevano sostenuto Musumeci e Miccichè, con in aggiunta il cambio di schieramento dell’UDC. L’unico scostamento di rilievo di voti rispetto alle precedenti regionali è stato quello tra il centrodestra e il M5S. Non so se tutto questo può essere traslato a livello nazionale. La Sicilia si conferma realtà atipica ed insulare rispetto al resto dell’Italia.

BACIACAVALLO/ SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE! Di: Coordinamento Comitati per la Salute della Piana

“…Gli inceneritori sono impianti che garantiscono molto l’economia (specialmente quella a recupero energetico) e per nulla l’ambiente, e questo è un dato di fatto…” Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia – Comitato Ambientale Difendiamo La Nostra Salute Prato Sud

Veduta dell’Impianto GIDA s.p.a. a Baciacavallo

Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia Via G. Rodari, 14/16 Loc. Paperino – 59100 Prato (Po) [email protected] : [email protected] & Certified [email protected]: [email protected] Website: www.pianasana.org

Difendiamo La Nostra Salute Prato Sud Comitato Ambientale

ORA BASTA, ….. SENZA LA GENTE NON SI DECIDE NIENTE !

Fra Confindustria e Amministrazione Comunale, su Baciacavallo dovranno decidere i cittadini.!! Siamo stati per lungo tempo in silenzio assistendo alle contrapposizioni fra Comune ed Unione/Confindustria, ma ora la misura è colma. Non con questo che parteggiamo per il progetto del Comune che non abbiamo ancora visto,….ma ora vogliamo mettere i puntini sulle iii, visto che il nuovo inceneritore sarebbe collocato fra case, scuole, giardini e che, come l’altro appesterà aria, acqua, suoli con gravissime conseguenze per la salute della popolazione. Confindustria ritiene che questa sia la scelta migliore da fare e rivendicano di essersi fatta carico in questi anni anche dei costi di depurazione delle utenze private (valutazione unilaterale), ritiene inoltre, nel proporre/imporre questa scelta, di interpretare la volontà dei cittadini, dimenticando che da anni ci sono a Prato, svariati comitati che si battono per chiudere l’inceneritore evidenziandone con puntualità e rigore scientifico tutte le inefficienze e inaffidabilità. Termovalorizzatore è un termine che non esiste in letteratura tecnica mondiale, sono in Italia, utilizzato per ammorbidire la pillola. Si chiamano inceneritori con o senza recupero energetico e “”sono dichiarati impianti insalubri di Classe 1”” http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2017/11/05/news/solo-il-termovalorizzatore-garantisce-ambiente-ed-economia-1.16082365?ref=hftiprer-1 Gli inceneritori sono impianti che garantiscono molto l’economia (specialmente quella a recupero energetico) e per nulla l’ambiente, e questo è un dato di fatto, basta guardare a quello che succede a Montale, (fra l’altro con impianto di nuova generazione e quindi con le BAT, Best Available Tecnique) con il Difensore Civico Regionale che ha ripreso più volte l’amministrazione Comunale per omissioni di pubblicazione report e poca trasparenza, come si evince dall’allegato. Vogliamo anche ricordare a Confindustria, ma anche all’amministrazione, che evidentemente lo ha dimenticato e che preferisce, piuttosto che ricordare e assumersi le proprie responsabilità, subire la voce grossa e i pugni sul tavolo di Confindustria, che l’inceneritore di Baciacavallo è stato realizzato nel 1979 per rispondere alle esigenze del sistema produttivo pratese caratterizzato da una forte presenza di imprese tessili a “ciclo umido” fortemente inquinanti e che con l’avvento della prima specifica normativa europea anti inquinamento, nel 1976, sorse l’esigenza di dotare le industrie di idonei impianti di depurazione dei reflui liquidi, le scelte possibili erano due: 1) la depurazione a piè di fabbrica, più rispettosa dell’ambiente, ma a carico delle aziende e non dei cittadini e che quindi sarebbe stata anche in grado di selezionare imprese in grado di stare sul mercato;
2) allacciamento ad una fognatura dotata di impianto centralizzato. Purtroppo all’epoca fu fatta la scelta peggiore, quella che scaricava i costi delle imprese sulla collettività, di totale segno opposto rispetto al principio “chi inquina paga”. Il sistema di smaltimento realizzato a Prato negli anni ’70 è stata una scelta scellerata, fatta per favorire un sistema industriale incapace di stare sul mercato, un sistema decotto che ha avuto necessità di sostegni pubblici a non finire per andare avanti, che in più occasioni ha mostrato la corda e che al momento opportuno ha smantellato le imprese scegliendo di vivere di rendita con i proventi degli affitti dei capannoni realizzati spesso con contributi pubblici e senza alcun scrupolo per l’eccessivo consumo di suolo. In riferimento alle “premure ambientali” di Confindustria vorremmo evidenziare come nel passato sin dal 1979 gli industriali abbiano sempre veicolato le scelte delle compiacenti amministrazioni Pratesi (impianto refluo misto, neri-chiari-industriali) verso i propri interessi, piuttosto che verso l’ambiente. Questo nonostante la società GIDA SpA sia una società mista pubblico/privata. Infatti dopo qualche anno di esercizio si cominciarono a contare i morti; prima fra i lavoratori addetti alle vasche, poi fra la popolazione residente nell’area di ricaduta… purtroppo i conti non sono ancora chiusi e la conta durerà ancora molti anni, visto pure la mancanza di dati sanitari certi ed aggiornati. La prova provata di oggi è la falda idrica pratese inquinata da PCB, tetracloroetilene, tricloroetilene (trielina) perché alcuni industriali evidentemente ritenendo troppo onerose le tariffe di depurazione di GIDA, hanno preferito scaricare tutto in falda. Oppure qualcuno vuole dirci …….. che tutta quella roba sotto terra è opera delle nostre massaie che hanno scaricato e sversato la candeggina direttamente in falda ?? Eppure la falda Pratese è ricchissima di acqua, tanto che non si possono neppure realizzare sottopassi perché l’acqua di falda risale e li inonda. Quindi Confindustria inizi pure a prepararsi, perché il progetto dovrà prima di tutto avere una consultazione pubblica come previsto dal Dlgs 104 in recepimento della direttiva UE 52/2014, con le modalità previste dalla stessa direttiva , perciò vedremo quanti cittadini di Biaciacavallo e zone limitrofe, vorranno dopo tanti anni di inquinamento…riceverne altro ancora per almeno 30 o 40 anni. Rimarcato che dietro la posizione di Confindustria Toscana Nord e Consorzio Progetto Acqua c’è solo una volontà, privatizzare i profitti e socializzare le perdite sia a livello economico che ambientale, abbiamo ufficialmente già richiesto di vedere i progetti nel dettaglio, e quindi prima di effettuare …”pantomime mediatiche” per cercare consensi fra gli ignari cittadini che non conoscono nel dettaglio le cose, … è bene che qualcuno ci faccia avere questi progetti.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Comitato Ambientale Difendiamo La Nostra Salute Prato Sud