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ALLARME RIFIUTI Di: Fronte Verde PRATO

PRATO – “… Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi. ..” F.V. Prato

Girando per la città ci siamo resi conto del degrado in cui versa la nostra città, Prato è stata abbandonata a se stessa, ci sono cumuli di rifiuti e masserizie qua e là, ma la cosa più grave è lo stato di abbandono in cui versano i giardini pubblici, oramai fuori controllo, dato che non si vede più nessuno che controlla.

Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi.

Noi del Fronte Verde vorremmo richiamare l’attenzione del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale, senza nessuna polemica, ma dato il momento di difficoltà vorremmo dare una mano, per ripristinare quanto prima una vera programmazione di vigilanza qualificata, per porre fine a tutto questo degrado, capiamo che ci sono stati dei problemi a causa della pandemia ancora in corso, ma questo non giustifica l’abbandono in atto del territorio, infatti non ci risulta ad oggi un vero e proprio progetto, se non quello in essere “VI.VE” oramai superato e non più incisivo.

Con i bambini liberi dalla scuola i nostri giardini, vista anche la stagione estiva in arrivo, saranno i massimi frequentatori dei giardini, per questo è nostro dovere, di tutti, tutelare al massimo e con la massima attenzione questa frequentazione.

Prato 28/05/2020 Fronte Verde

Segretario Federale Prato

Sergio Castignani

Cell. 348 7313556

Email [email protected]

Pedonalizzazione del Centro/Il punto di vista di LEGA SALVINI PREMIER

“… Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto…” Lega Nord Prato

Prato, 21 maggio 2020

OGGETTO: Pedonalizzazione del centro

La Lega è per rendere fruibile e raggiungibile il Centro storico a tutti i cittadini pratesi, siano essi residenti o meno del centro, trovando una mediazione tra posizioni a volte contrapposte, dichiara Patrizia Ovattoni Capogruppo Lega in Consiglio Comunale.

Questo vale oggi, come valeva ieri. Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto. Dobbiamo pensare, dichiarano i consiglieri, anche a chi ha problemi di salute, a chi è anziano, ai disabili, che hanno necessità di utilizzare le auto o di essere accompagnati.

Nel mediare fra le esigenze di tutti i portatori di interessi teniamo conto degli spazi necessari per far transitare ovunque i mezzi di soccorso e per far accedere alle proprietà private i residenti, conclude Ovattoni.

Ben venga tuttavia la disponibilità a concedere gratuitamente ulteriori spazi pubblici agli esercenti dei locali, questa scelta risulta essere in linea con quella delle altre municipalità italiane.

Gruppo Lega Salvini Premier

Patrizia Ovattoni


 da: http://www.tvprato.it/

Pedonalizzazione del centro e aumento del suolo pubblico, ecco cosa ne pensano gli esercenti VIDEO

Soddisfazione. E’ questo il sentimento principale che si percepisce tra gli esercenti del centro dopo che il Comune ha presentato il piano per la ripartenza della fase 2.
Il cuore della parte storica sarà oggetto di pedonalizzazione. Alla base dell’intervento c’è

TEARS’N’ONIONS (..Lacrime e cipolle..) Di: Daniele Gostini

… Visto il periodo e le difficoltà di famiglie italiane che in questo momento stanno letteralmente tirando la cinghia, raschiando il fondo del barile, preoccuparsi per il proprio futuro lavorativo che si presuppone più problematico, con i figli (grandi o piccoli che siano) che hanno perso quasi tutto l’anno scolastico e soprattutto con le difficoltà della vita quotidiana, ho trovato estremamente inopportuno la sua commozione..”  D.Gostini

Illustrissima ministra Bellanova, la ritengo una persona capace e degna di essere stata eletta all’emiciclo della Camera, così come la ritengo sufficientemente capace di esercitare il suo mandato ministeriale. Circa la regolarizzazione dei braccianti a nero extracomunitari, alle condizioni proposte, la penso esattamente come lei e per questo ha il mio plauso, ma per favore, non mi decada nella scenetta delle lacrime, che poteva benissimo evitarsi. Capisco che ella “senta” particolarmente il problema per i suoi trascorsi nel sindacato agrario, ma mi permetta: non era assolutamente il caso di mostrarsi così. Visto il periodo e le difficoltà di famiglie italiane che in questo momento stanno letteralmente tirando la cinghia, raschiando il fondo del barile, preoccuparsi per il proprio futuro lavorativo che si presuppone più problematico, con i figli (grandi o piccoli che siano) che hanno perso quasi tutto l’anno scolastico e soprattutto con le difficoltà della vita quotidiana, ho trovato estremamente inopportuno la sua commozione. Ripeto, ella ha tutte le ragioni per esserlo, ma non certo esprimendolo a sceneggiata mariomerolana in diretta TV. Certamente anche i migliori sbagliano e sono abbastanza certo che l’emozione le ha giocato un brutto tiro (anche se dovrebbe essere avvezza al proscenio) perché se così non fosse e tutto facesse parte di un effetto ad hoc prettamente mediatico, da Leopolda per intenderci, sarebbe non solo ingannevole ma vile verso gli italiani tutti. E per tutti intendo tutti, compreso anche i suoi “sommersi” che, a questo punto con la giusta pari dignità, di tutto hanno bisogno fuorché di fate madrine piangenti con la cipolla.

(https://considerazionando.wordpress.com/)


 da: https://www.radioradio.it/

“Bellanova come la Fornero: piange mettendolo in quel posto agli italiani” ► Candiani

Una politica di lacrime e sangue. Sono numerose le occasione nelle quali viene evocata questa celebre espressione pronunciata da Winston Churchill nel 1940. Un modo ben preciso di intendere la gestione della cosa pubblica che le opposizioni accostano in questi giorni alla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Nel corso della conferenza stampa sul decreto Rilancio l’esponente di Italia Viva ha concluso il suo intervento annunciando in lacrime che “ora gli invisibili saranno meno invisibili“. Il riferimento è alla regolarizzazione dei migranti impiegati senza regole e precauzioni perlopiù come braccianti e badanti. … Leggi articolo intero

E ADESSO NON PRENDIAMOCELA CON I PIPISTRELLI Di: Paolo Andrea Sanesi

“… Siamo riusciti nella straordinaria impresa di distruggere il delicato rapporto fra Uomo e Natura, siamo stati capaci di alterare gli equilibri che regolavano il mondo e le nostre vite, con un’indifferenza ed una arroganza contigui solo alla follia… ” P.A. Sanesi

Il mondo va male e, quando le cose non vanno per il giusto verso, la colpa deve essere sempre di qualcuno perché ciò ci rassicura e ci deresponsabilizza. Ora tocca ai pipistrelli, riserve naturali di almeno una sessantina di coronavirus di specie diverse, che possono “ricombinarsi “ ed infettare direttamente l’uomo. E’ proprio così: nelle zoonosi, la malattia infettiva si trasmette dall’animale all’uomo attraverso un salto della barriera di specie e negli ultimi trent’anni gli scienziati hanno identificato più di trenta patogeni umani derivanti da vari animali, proprio come l’attuale Covid-19. La comunità scientifica, perfettamente conscia di questa possibilità, ne aveva a più riprese denunciato il pericolo, purtroppo la politica e gli interessi capitalistici non hanno ascoltato o meglio, detta semplicemente, rispetto ai propri profitti la salute del pianeta rappresentava un dettaglio irrilevante con costi esternalizzabili.
Oggi sentiamo ripetere : “quello che abbiamo reso normale ieri, ci ha condotto a quel che oggi abbiamo”. Vero, ma vale la pena di soffermarci un attimo su ciò che ci sembrava normale, sul prodotto di una folle industrializzazione capitalistica dopo quattro decenni di politiche neoliberiste sfrenate.
Siamo riusciti nella straordinaria impresa di distruggere il delicato rapporto fra Uomo e Natura, siamo stati capaci di alterare gli equilibri che regolavano il mondo e le nostre vite, con un’indifferenza ed una arroganza contigui solo alla follia.
Abbiamo accettato i cambiamenti climatici, irridendo chi ne appalesava la drammaticità, abbiamo accettato le deforestazioni come un’esigenza economica (qualcuno spieghi a Jair Bolsonaro che la foresta amazzonica non è sua proprietà ma un patrimonio di un mondo già malato), abbiamo accettato la progressiva invasione delle città in aree naturali che fungevano da “filtro”, un’agricoltura troppo intensiva e forzata, allevamenti industriali anch’essi intensivi a tal punto da sovvertire il tradizionale modello delle piccole fattorie per favorire macro-fattorie industriali.
Abbiamo fatto di tutto e di più per distruggere le delicate armonie che governavano il mondo ed oggi ci meravigliamo se un virus malvagio insidia le nostre vite. Ma dov’era la politica quando l’allevamento industriale intensivo ha aumentato la possibilità di contatto tra fauna selvatica e bestiame, trasformando gli animali in incubatori di virus capaci di scatenare pandemie ( e la Cina è, nel mondo, il produttore più importante di animali allevati) ? Dov’erano le nostre classi dirigenti quando l’urbanizzazione scriteriata ha distrutto un’immensità di ettari di foreste privando moltitudini di specie animali dei loro habitat naturali che, per milioni di anni, avevano contenuto la diffusione di virus potenzialmente devastanti? E dove sono i governanti illuminati capaci di prendere decisioni sulle politiche agroalimentari?
La produzione agroalimentare è un bene indispensabile ma in questo campo, come del resto in quello sanitario, scolastico e via dicendo, di illuminati capaci di prendere decisioni appropriate ne scorgiamo pochi. Eppure basterebbe intervenire su un’agricoltura troppo intensiva e forzata, sostenendo il reddito agricolo anche attraverso una riforma della Politica Agricola Europea (l’Italia con i migliori risultati di tutti riceve la cifra più bassa – 5 miliardi – rispetto alla Francia -8,2 – e la Germania – 6,7) o incentivando l’agricoltura biologica e biodinamica , di cui l’Italia è il primo esportatore ma che opera da anni senza una legge (ad oggi ferma al Senato).
L’epidemia Covid-19 dovrebbe aiutarci a cambiare le nostre presunte “normalità” ma come dicevano i nostri vecchi, “il diavolo è il denaro” e difficilmente i potenti del mondo accetteranno di separarsi dal diavolo e dalla sua fame insaziabile di consumi per scelte più etiche.
Comunque lasciamo in pace i pipistrelli, dei quali il nostro ecosistema ha bisogno, lasciamoli vivere tranquillamente nel loro ambiente naturale e non facciamone cibo nei mercati. E non dovremmo temerli come incubatori di virus se solo fossimo in grado di correggere il persistente disinteresse verso i mali che affliggono il mondo, la scarsità di basi culturali su vasta scala, il cronico distacco dalla partecipazione alla cosa pubblica.
Della mancanza di una classe dirigente all’altezza delle sfide che la complessità impone possiamo non esprimerci perché questa carenza non rappresenta “un” aspetto del problema ma “è” il problema.

 

EMERGENZA CORONAVIRUS/ BIFFONI RIVEDA LA SUA POLITICA DI INVESTIMENTI Di: Aldo Milone

PRATO – “… Questa pandemia ha provocato una delle più grosse crisi economiche mondiali, dopo quella più famosa del ’29. A Prato siamo già a circa 20.000 richieste di cassaintegrazione e questo comporta ovviamente un aumento vistoso delle famiglie in difficoltà economiche…” A. Milone

Foto TV Prato

A seguito di questa grossa crisi economica che attanaglia il Paese, Biffoni farebbe bene a rivedere la sua politica di investimenti.

Questa pandemia ha provocato una delle più grosse crisi economiche mondiali, dopo quella più famosa del ’29. A Prato siamo già a circa 20.000 richieste di cassaintegrazione e questo comporta ovviamente un aumento vistoso delle famiglie in difficoltà economiche.

Ciò comporta per questi nuclei familiari  anche seri problemi per poter far fronte al pagamento di tasse e tributi locali. Di conseguenza ci saranno minore entrate per gli Enti locali e quindi anche per Prato. Questo allarme, consistente nelle minori entrate per i Comuni con conseguenti difficoltà da parte degli Enti di poter assicurare gli stessi servizi essenziali ai cittadini, è stato già lanciato dal Presidente dell’Anci De Caro. Fatta questa premessa pongo alcune domande al Sindaco Biffoni: È proprio necessario procedere con questa cosiddetta opera faraonica riguardante il tunnel al Soccorso? Opera che richiederebbe un investimento di circa 70/80 milioni di euro, se non di più, e con tempi lunghi di realizzazione che rischierebbero di bloccare la città. Non sarebbe il caso di procedere ad una sopraelevata che costerebbe decisamente meno e richiederebbe tempi certi e minori di realizzazione? E vogliamo parlare del Parco Urbano, altra opera che costerebbe altri milioni di euro? Forse Biffoni farebbe bene a rivedere il piano di investimenti e ad accantonare risorse finanziarie per far fronte ad eventuali difficoltà di bilancio e a continuare ad assicurare i servizi essenziali ai cittadini.

Aldo Milone – ex assessore e leader di Prato libera e sicura.

RIFLESSIONI IN TEMPO DI CORONAVIRUS/CONTROLLI – UN UMILE APPELLO Di: Salvo Ardita

“Il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, che appare utile ricordare è anche capo del dipartimento di pubblica sicurezza, ha detto testualmente “Fate i controlli con rigore ma anche con umanità. Più che colpire dobbiamo far comprendere”…” 

Polizia di stato.

 in un momento così difficile come questo che stiamo vivendo, corre l’obbligo di stigmatizzare alcune condotte che si manifestano durante i quotidiani controlli. Talvolta si evincono comportamenti parecchio offensivi nei confronti delle forze di polizia dello Stato e locali, talvolta qualcuno di questi dimostra di essere privo della dovuta umanità ed elasticità che occorre sempre porre in primo piano nell’esercizio delle proprie funzioni. Per fortuna sono soltanto rari casi ma purtroppo fanno notizia e soprattutto rischiano di rovinare mediaticamente tutto il lavoro e i sacrifici che controllori e controllati, tantissimi e in silenzio, fanno ogni giorno per debellare questo pericolosissimo virus e per armonizzare le relazioni sociali. Il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, che appare utile ricordare è anche capo del dipartimento di pubblica sicurezza, ha detto testualmente “Fate i controlli con rigore ma anche con umanità. Più che colpire dobbiamo far comprendere”. Premesso che la “situazione di necessità” è una condizione che sempre o quasi si interfaccia con il concetto di relatività, se le Amministrazioni decidono di aprire o lasciare aperte delle attività commerciali è del tutto evidente che i cittadini possono recarsi in quei negozi per gli acquisti che considerano utili al momento, quindi sanzionarli in tali circostanze mi sembra sia fuori luogo e dovrebbe esserlo anche quando da un Comune limitrofo si va a far spesa in un supermarket più grande dove la “spesa intelligente” si può meglio fare a prezzi concorrenziali, ciò consentirebbe poi l’uscita dalla propria casa in spazi di tempo più lunghi. Faccio appello, da qui, ai sindaci e ai dirigenti delle FF.OO. perché, in questa particolarissima situazione sociale, possano intervenire a prevenzione di alcuni atti, per evitare inutili controversie che immancabilmente andrebbero a tradursi in un rapporto di sfiducia istituzionale.


Sanzionato per aver acquistato vernice, il questore: ‘Presenti ricorso’ Possibile svolta positiva per l’incredibile vicenda dell’anziano di Carmignano che, dopo aver chiesto conferme alla Municipale, si era recato in ferramenta salvo

Sanzionato per aver acquistato vernice, il questore: 'Presenti ricorso' Possibile svolta positiva per l'incredibile vicenda dell'anziano di Carmignano che, dopo aver chiesto conferme alla Municipale, si era recato in ferramenta salvo

Si apre uno spiraglio per l’anziano di Carmignano che ieri mattina 21 aprile è stato multato dopo essersi recato in una ferramenta all’interno del comune per acquistare della vernice, QUI LALeggi tutta la notizia

Notizie di Prato 
Categoria: CRONACA

LE DISUGUAGLIANZE AL TEMPO DEL “CORONA” Di: Paolo Andrea Sanesi

“.. Si muore soli nelle case di riposo, senza affetti, in solitudini silenziose; muoiono in percentuali maggiori i poveri ed anche coloro che possiedono minori risorse culturali. Muoiono, espresse in numeri anonimi, persone con scarse protezioni, sperdute su un territorio spesso incapace di ascoltare e dare risposte ai loro bisogni. …” P.A. Sanesi

Il pensiero della morte sopravanza la vita: è l’orrore del vuoto, dell’assenza definitiva , del “non essere” che ci accomuna in un destino finale. Mai come in queste ultime settimane siamo stati così contigui alla morte : l’abbiamo ascoltata nei notiziari, nei racconti struggenti di affetti perduti, osservata nelle interminabili successioni di bare, avvertita spaventosamente vicina.
Un pensiero polarizzante che ha relegato in secondo piano un altro dramma evidenziato da un virus, solo in apparenza democratico: l’accentuazione delle pre-esistenti disuguaglianze. Abbiamo , senza alcuno sforzo, compreso che anche nella morte non c’è uguaglianza. Si muore soli nelle case di riposo, senza affetti, in solitudini silenziose; muoiono in percentuali maggiori i poveri ed anche coloro che possiedono minori risorse culturali. Muoiono, espresse in numeri anonimi, persone con scarse protezioni, sperdute su un territorio spesso incapace di ascoltare e dare risposte ai loro bisogni. Muore gente comune, lontana da riflettori e privilegi generosamente offerti alla casta degli eletti.

Ma le disuguaglianze non si fermano alla morte o alla malattia, irrompono anche nelle stesse modalità dell’isolamento. Non rifletteremo mai abbastanza su cosa possa significare la segregazione in case di quaranta metri quadri, in condomini degradati, in luoghi fatiscenti, in periferie sperdute ai margini di una società distratta e di un politica colpevolmente incurante.
Non riusciremo mai a comprendere l’animo di un bambino costretto a vivere in situazioni di promiscuità – generatrici di rabbia, frustrazione e rancore – e nell’impossibilità di mantenere qualsiasi relazione scolastica, perché le condizioni economiche non permettono l’acquisto di alcun supporto informatico.
E ancora, mentre assistiamo ad assalti sconsiderati ai supermercati ed alla sfilata di carrelli traboccanti di calorie da far annichilire qualsiasi trattato di scienza dell’alimentazione, in altre realtà si sperimentano ristrettezze – spesso dipendenti da disoccupazione o da un lavoro precario – che privano tante famiglie del minimo essenziale.

Avremmo già dovuto riflettere su tutto questo, inorridendo per la morte di milioni di bambini nel mondo per fame o per la loro disperazione sotto bombe indifferenti alle cose ed agli affetti. Avremmo già dovuto considerare la sofferenza di milioni di disperati senza una casa, una meta, una vita , una dignità. Ma, spesso, ci siamo distratti, incapaci come adesso – per la paura della morte – di far nostro l’enorme disagio e gli insopportabili divari che abitano le periferie delle nostre vite tranquille.

Un virus ci ha svelato, ingigantendole, disuguaglianze che non sono di oggi; c’erano anche ieri, ma non le vedevamo o forse non le volevamo vedere: disuguaglianza nella morte, nella malattia, nelle cure, nella vita, nell’infanzia, nell’opportunità di accesso ad una educazione e ad una formazione adeguata capace di conferire dignità all’individuo ed al suo lavoro. Tanti ambiti su cui riflettere e lavorare. Tanti modi per comprendere che ognuno è, in parte, responsabile dell’Altro. Ed allora, quando sentiremo ripetere che “tutto non sarà più come prima”, sapremo dove iniziare: dal nostro modo di osservare il mondo ed i suoi abitanti.

MA UN GOVERNO QUANDO GOVERNA? Di:Salvo Ardita

“… con il decreto del 24 marzo il Consiglio dei Ministri ha introdotto delle misure urgenti al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. La finalità di tale decreto era quella di rendere omogenee tutte le misure assunte precedentemente. Modificato anche il sistema sanzionatorio. …” S.Ardita

“QUI NON SI FANNO” – MA UN GOVERNO QUANDO GOVERNA?

di Salvo Ardita

Nessuna polemica per “questo governo nazionale”, ma dopo la tempesta, contestualmente alla ripresa economica, dovremo interrogarci sulle competenze Stato – Regioni perché così non va.

Le Regioni non possono essere un feudo.

Sarò più esplicito: con il decreto del 24 marzo il Consiglio dei Ministri ha introdotto delle misure urgenti al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. La finalità di tale decreto era quella di rendere omogenee tutte le misure assunte precedentemente. Modificato anche il sistema sanzionatorio.

Se ciò risponde al vero allora mi si dica perché si delegano i presidenti delle Regioni, anche se nell’ambito delle proprie competenze, alla possibilità di emanazione di ordinanze dal contenuto addirittura più restrittivo?

Anche se le finalità sono quelle della tutela della salute, competenza “concorrente” delle Regioni, il provvedimento del governo, al fine di contenere l’epidemia, indica espressamentedei divieti: no a  assembramenti, riunioni, cerimonie religiose e civili…ecc…, tutte attività regolamentate dal TULPS, cioè di espressa competenza dell’autorità di pubblica sicurezza che, si ricorda è il ministro dell’Interno in ambito nazionale e i prefetti e questori nell’ambito provinciale e locale.

L’ordine pubblico è di esclusiva competenza dello Stato, mai tale autorità potrebbe trovare cittadinanza nelle competenze concorrenti né in quelle residuali delle Regioni.

E’ ovvio che tali provvedimenti, ndr, sono finalizzati alla tutela della salute ma poiché si tratta di atti che restringono le libertà personali, essisono di esclusiva competenza dello Stato. Cosa potrebbe fare il presidente di una Regione in più da quello indicato se la natura del divieto, proprio perché radicale, non dà luogo all’espletamento di attività comuni?

Il Ministero dell’Interno, proprio in ragione di quanto anzidetto, con circolare del 31 marzo, ha chiarito la dinamica delle attività espressamente consentite e vietate, intervenendo proprio in ragione del divieto di assembramento e spostamento delle persone fisiche.

Ha ottenuto, per risposta, l’indebita protesta di qualche presidente di Regione che addirittura ha detto “qui non si fanno”, riferendosi alle passeggiate nei pressi della propria abitazione.

È ovvio che questa frase non ha alcun senso giuridico se non quello della disubbidienza, in quanto, come già ampiamente chiarito, la libertà di circolazione delle persone fisiche non è di competenza delle Regioni anche se fra le competenze concorrenti di queste vi è proprio la tutela della salute, ma poiché i divieti del Governo sono finalizzati proprio al contenimento dell’epidemia, essi vanno rispettati, non solo per debito di gerarchia funzionale, ma perché corrispondono al dettato del comitato scientifico in materia di sanità pubblica.

Quindi…tutta colpa della frase trascritta nel decreto: “i presidenti delle Regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza”, oppure colpa della indebita presunzione di “autorità di pubblica sicurezza” da parte di qualche presidente di Regione che coglie l’occasione per reclamarla?

Certamente la questione va chiarita definitivamente augurandomi e augurandoci che in questo Paese mai si dovrà copiare il sistema di sicurezza americano che dà alla politica locale la figura di autorità di P.S. delimitando, con enormi problematiche, anche le competenze della relativa polizia.

Poiché ritengo che le indicazioni amministrative devono essere inequivocabili, proprio per non indurre in errore la condotta di ogni singolo cittadino, discutiamo quanto prima il tema delle competenze Stato – Regione per evitare che ciascuno di noi prima o poi possa trovarsi nelle condizioni di Benigni eTroisi nel film “non ci resta che piangere” ….chi siete?  dove andate?  cosa portate? Un fiorino.

COVID BOND? NO. TAGLI AGLI SPRECHI DELLO STATO ITALIANO. Di: Fabio Cintolesi

“Il bilancio dell’apparato pubblico italiano ammonta a 830 miliardi di euro l’anno. Ripetete con me: OTTOCENTOTRENTA MILIARDI DI EURO. E’ una cifra anche difficile da immaginare. Per capire l’importanza di questa somma, possiamo dire che parliamo di circa 14mila euro a persona. Per una famiglia di 3 persone fanno di 42mila euro.” F.Cintolesi

Tutta la discussione sui coronabond e l’acredine livorosa che ho visto in questi giorni contro UE, Germania e Olanda, mi è sembrato un qualcosa di surreale. L’Italia non alcun bisogno di fare ulteriori debiti e tantomeno ha bisogno che questi debiti vengano garantiti dai contribuenti tedeschi o di altri paesi del nord Europa.

L’Italia è una paese ricco, con un formidabile apparato produttivo e con enormi risorse, non “naturali” ma legate alle capacità imprenditoriali, organizzative e manuali che accomunano tanta parte dei cittadini italiani. Una cultura del fare, dell’intraprendere, del creare, del faticare, che è assai più importante di giacimenti di petrolio o di gas naturale. Ciò ha reso gran parte dei popoli che abitano questa penisola ricchi e produttivi.

Abbiamo però un grandissimo problema e al tempo stesso una grandissima opportunità: lo stato italiano. Il bilancio dell’apparato pubblico italiano ammonta a 830 miliardi di euro l’anno. Ripetete con me: OTTOCENTOTRENTA MILIARDI DI EURO. E’ una cifra anche difficile da immaginare. Per capire l’importanza di questa somma, possiamo dire che parliamo di circa 14mila euro a persona. Per una famiglia di 3 persone fanno di 42mila euro.

Va chiarito che questa somma è quasi la metà di tutta la ricchezza prodotta in questo paese. Cioè ogni 10 euro di ciò che viene prodotto in questo paese, 5 sono vengono predati (pardon, tassati), gestiti e redistributi da politici e burocrati. In nessun altro paese occidentale lo stato è così “pesante”. In cambio di questa rapina (pardon, tassazione) abbiamo servizi pubblici per lo più piuttosto scadenti, se paragonati a quelli degli altri paesi occidentali (dove si tassano anche meno i cittadini).

Questo è il nostro problema, non certo la UE (dalla quale io vorrei uscire) o la Germania. E’ un grossissimo problema, ma anche una formidabile opportunità. Degli 830 miliardi di spesa pubblica italiana, non è azzardato dire che la metà di questi soldi vengono impiegate per spese clientelari, parassitismi, sprechi e sperperi infiniti. Tutto questo ha prodotto una tassazione folle e un debito pubblico astronomico.

Per far fronte alle conseguenze economiche di questa epidemia, basterebbe che chi governa iniziasse a dire quali sono le spese utili e quali no. Non dare la colpa all’Europa se abbiamo mandato in pensione gente a 30, 40 o 50 anni O se abbiamo centinaia di migliaia di falsi invalidi. O se finanziamo aziende pubbliche decotte, imprenditori amici degli amici e banche saccheggiate. O se abbiamo assunto più amministrativi che sanitari nella sanità.O se in certe zone d’Italia abbiamo più forestali che alberi. E stoppo qua per chè la lista potrebbe essere infinita.

Qualche anno fa, un certo Cottarelli, incaricato dal governo, fece una relazione per ridurre la spese dello stato. ne venne fuori che si sarebbero potuti risparmiare quasi 30 miliardi senza troppo sforzo. E non venivano neanche toccate le voci di spesa più grosse. Invece questo governo che fa: vuole indebitarci ancora di più, pur sapendo che i soldi necessari sono a portata di mano. Lo stato italiano è come un tossico in crisi di astinenza, o come un paziente del dottor Nowzaradan. Non ha bisogno di altri soldi, di ma di gestirsi meglio di come ha fatto finora.

Ecco il perchè della mia acrimonia nei confronti del premier Conte e di questo governo (ma anche di un po’ tutta la classe politica in generale). Perchè di fronte ad una crisi di dimensioni bibliche che sta già mettendo in ginocchio milioni di persone, questi figuri non han fatto niente che potesse mettere in discussione i propri privilegi o favoritismi a pro dei propri amici e famigli, o dei loro bacini elettorali di riferimento.

Volete uscire dalla crisi? Iniziate a chiedere ai politici, ai sindacalisti, ai burocrati, ai giornalisti, agli intellettuali e ai conduttori tv, in tutte le sedi, cosa stanno facendo dei nostri soldi, e perchè lo stato non inizia una forte cura dimagrante, per lasciare ai propri cittadini quel tanto in tasca che serve loro per sopravvivere. Chiedetelo con forza, senza l’usuale sussiego che l’italiano medio ha sempre nei confronti dei potenti.

Se usciremo da questa crisi in ginocchio, non sarà colpa del coronavirus, ne’ della UE, ne’ della Germania. Sarà solo colpa nostra.

BILANCIO COMUNALE/ Aboliamo le spese improduttive DI: Aldo Milone

“… L’abolizione di tutte le manifestazioni, escluso il corteggio storico, è anche un forma di rispetto nei confronti delle migliaia di vittime di questa  “maledetta” epidemia. …” A. Milone

 

A breve il Comune di Prato approverà il bilancio di previsione per il 2020. Questo è l’atto più importante di un’ Amministrazione Comunale perché programma le spese che il Comune deve sostenere per la comunità pratese per l’anno in corso. Alla luce di questa tremenda epidemia che provocherà un impoverimento di molte famiglie e la crisi di artigiani, commercianti e piccole e medie imprese, è opportuno fare tagli notevoli al bilancio per destinare risorse alle famiglie bisognose e alle categorie accennate. Innanzitutto vanno aboliti tutte quelle spese improduttive e quelle destinate al Settembre pratese e alle altre manifestazioni sportive e  culturali. L’unico evento da salvaguardare è quello dell’8 settembre, il corteggio storico. Dispiace procedere a questi tagli però sono necessari per poter aiutare le famiglie che ne hanno bisogno, le piccole e medie imprese, i commercianti e le altre partite IVA. Per chi è titolare di un’attività che ha dovuto chiudere per l’emergenza coronavirus l’aiuto consiste nell’abolizione della TARI per il 2020 o in subordine la riduzione del 50% della tariffa annua. L’abolizione di tutte le manifestazioni, escluso il corteggio storico, è anche un forma di rispetto nei confronti delle migliaia di vittime di questa  “maledetta” epidemia.

Per ritornare a festeggiare ci sarà tempo, bisogna considerare questo 2020 come se non fosse mai esistito.
Aldo Milone
ex assessore comunale.


da: https://www.tvprato.it/

Lega e Lista Spada contro l’accelerazione sul bilancio: “Questa improvvisa corsa contro il tempo è immotivata”

“A Prato si ritiene sia giusto voler approvare il bilancio del comune in fretta e furia, comprimendo i tempi di discussione e senza dar modo ai consiglieri opposizione, ma a ben vedere nemmeno a quelli di maggioranza, di approfondire e avanzare osservazioni o proposte, soprattutto in questo momento. A margine dell’ultima capigruppo abbiamo inviato una lettera riservata al Sindaco di Prato e al Presidente del Consiglio comunale per osservare queste criticità e ci è parso di cattivo gusto vederci “di fatto” rispondere a mezzo stampa dall’assessore Squittieri (LEGGI QUI)”. …