BIFFONI e il VUOTO DEL SALTO… Di: Michele Ricci Palmieri

“… Come in Renzi per l’Italia, in Biffoni, in molti, avevano intravisto un nuovo futuro per Prato e adesso che i tempi sono maturi è chiaro come non mai l’innata capacità della sinistra nel nascondere le sue profonde assenze e l’incapacità di prospettare futuro, che possa dirsi almeno accettabile….” M. Ricci Palmieri

Il Sindaco di Prato Matteo Biffoni

Spesso ci dimentichiamo della storia. Sia quella remota, che si apprende dai libri, che quella recente, per la quale la memoria e il vissuto dovrebbero venirci in soccorso. Dovremmo infatti ricordarci come tre anni or sono, tanti pratesi, sia di sinistra, ma anche di centro-desta hanno creduto alle parole di quel Matteo Biffoni, oggi sindaco Biffoni, che allora come oggi, al netto di qualche fugace comparsata televisiva, nella quale lo vediamo pontificare su argomenti nei confronti dei quali ben farebbe a starsene zitto (uno su tutti, l’immigrazione), altro non è che un emerito sconosciuto fortemente sponsorizzato da Renzi. Allora, correva l’anno 2014, in Renzi molti, sicuramente troppi, intravedevano un nuovo futuro per l’Italia.Un futuro poi velocemente e rovinosamente naufragato lo scorso dicembre 2016, con la ben nota batosta referendaria.

Ebbene oggi, a Prato, una città che ha avuto la sciagura di avere le sue elezioni amministrative comunali nella fase parossistica della fugace epopea renziana, abbiamo tutti chiari gli effetti dell’affidare una città, anche non certo piccola per numero di persone e problemi connessi, a una giunta guidata da un inesperto, formata anch’essa da inesperti che altro non hanno saputo fare che disattendere ciò per cui i pratesi, avevano votato. Accettando alcuni, come ho detto, anche non di sinistra, di votare a sinistra.

Come in Renzi per l’Italia, in Biffoni, in molti, avevano intravisto un nuovo futuro per Prato e adesso che i tempi sono maturi è chiaro come non mai l’innata capacità della sinistra nel nascondere le sue profonde assenze e l’incapacità di prospettare futuro, che possa dirsi almeno accettabile.

In pochi anni,  e non mi faccio vergogna dal dirlo, abbiamo visto letteralmente a “Puttane” un teatro, il Teatro Metastasio e un  museo d’arte contemporanea che,  oggi addirittura sappiamo essere nelle mani dei tanti diktat politici, forse come mai prima d’ora.

Poco poi c’è da dire a Prato di quell’aeroporto che nessuno vuole, e nei confronti del quale il Sindaco Biffoni ha dato forse il suo massimo in fatto di indugi e tentennamenti. Diversamente si è dimostrato deciso a portare avanti le follie e le assurdità, quali quelle del  “Buco” al Soccorso, che forse non verrà mai fatto e con tanto che il raddoppio del sovrappasso era già iniziato, o l’idea di rifare il Macrolotto Zero, non tenendo conto assolutamente delle realtà ma basandosi solo e soltanto su “Voli Pindarici”.

Ma poi la bontà di un sindaco la si vede anche dalle piccole cose. O a come nelle cose, qualunque esse siano, questi si misura, tanto con i piccoli quanto con i grandi. Anche se ormai, siamo così distratti ed assuefatti a questa realtà di caduta libera che stiamo vivendo, che non ci accorgiamo più di nulla.

Perchè altrimenti, cosa dire dell’ordinanza di questi giorni sul razionamento dell’uso dell’acqua potabile, quando ogni dove in città, chi a l’acqua pubblica la distribuisce, e cioè la potente società Publiacqua s.p.a., si consente si lasciar correre le copiose perdite che vediamo perdersi per le nostre strade?..

E’ la solita storia del dimostrarsi forti con i deboli e deboli con i forti.

Allora, dopo tre anni suonati di Giunta Biffoni e dopo tutto ciò che ho qui detto, la domanda che mi faccio  e che faccio a quelli non di sinistra, che  allora scelsero di votare a sinistra, è se quello che allora era già chiaro e cioè che si stesse facendo di un salto nel vuoto, oggi sia ancora più chiaro di quale vuoto, quale profondo vuoto, sia stata la conseguenza di quel salto…