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IL PESO DELLA SCONFITTA Di: Susanna Orlandini

Elezioni SICILIA – “… La notizia sta a sinistra del PD, nel risultato inaspettatamente riportato dal baldanzoso coagulo dei partitini di estrema sinistra…” S. Orlandini 

RENZI, IL SIRENETTO.

Novembre è arrivato. Esattamente il giorno 6 del mese, e con esso le sospirate piogge. E’ autunno e finalmente si vedono le piogge. Per i cristiani è il mese dedicato ai defunti e queste insolite elezioni siciliane, sembrano capitare a fagiolo per constatare il decesso politico di un malato di lungo corso. Questo era il PD da tempo, forse fin dalla sua fondazione e Matteo Renzi, l’ex-premier non eletto e suo segretario, sembra avere avuto per il suo morente partito l’effetto di uno di quei medicinali, di quelle bombe dopanti, che ti fanno stare bene lì per lì, anche più di un individuo sano, per poi subito dopo accelerare i tempi del decesso.

Il cadavere, c’è sta aspettarselo, verrà fatto velocemente sparire e chissà quale fumo si agiterà da quelle ceneri di discorsi, scuse, congetture e giustificazioni fantasiose. E’ la sinistra e lo sappiamo bene. Loro non perdono mai, checchè ne dica l’evidenza.

Questa però non forse la vera notizia. il fatto per cui può valer la pena di esprimere un commento. Che vincesse il centro destra, ci poteva stare, come pure poteva accedere che vincessero i cinque stelle, che da oggi, e per i prossimi cinque anni, si gongoleranno di essere il primo partito, riproponendo all’infinito che nonostante ciò saranno altri a governare, grazie ad accordicchi e pateracchi d’ogni tipo…

Queste non sono notizie, mettiamocelo bene in testa, o se lo sono, non hanno niente di sensazionale. La notizia sta a sinistra del PD, nel risultato inaspettatamente riportato dal baldanzoso coagulo dei partitini di estrema sinistra. Sono loro, con il loro circa 7%, risultato da considerare di tutto rispetto per le magre aspettative della vigilia, l’agente patogeno e letale del PD e di Matteo Renzi. Sono loro a caricare di peso l’ennesima sua e loro sconfitta.

 “Quella del Pd in Sicilia è una sconfitta annunciata. L’altro dato rilevante è che il centro-destra unito può vincere, e lo stesso vale per il centro-sinistra: diviso non ce la fa… …Certamente il risultato regionale non deve essere proiettato a livello nazionale. Noi siamo aperti al dialogo con delle forze politiche coerenti, per il bene del paese“. Queste le parole di un pezzo da novanta come Emanuele Fiano. Sì, non uno a caso, proprio quell’Emanuele Fiano che tanto si preoccupava dei fascisti e delle più fantasiose apologie di fascismo, che adesso si ritrova con tutto il suo partito a fare conti con un’insperata tonicità dell’estrema sinistra.

Tra i commenti in casa PD, da annotare sicuramente anche quelli di una sconfitta d’eccezione. Ossia quelli della renziana Raffaella Paita, alla quale dobbiamo la consegna al centro-destra delle Regione Liguria: “Prima la Liguria oggi la Sicilia, ma davvero la ‘sinistra’ pensa di svolgere così il suo ruolo? Operare affinchè siano sempre le destre a vincere?”.

E alla Sig.ra Paiata, sebbene la cosa non ci tocchi gran chè e non sia un nostro problema, non possiamo che ribaltare la domanda: “…ma davvero la Renzi pensa di svolgere così il suo ruolo? …”.

Ma forse è presto per avere una risposta. Prima ci sarà da smaltire il preso della sconfitta.

Così l’ANPI DETTA LA LINEA POLITICA AL SINDACO DI PRATO Di: Aldo Milone

PRATO – “… ho voluto documentarmi per capire se il Magni si fosse reso responsabile di qualche strage. Invece nulla di tutto ciò. L’unica sua colpa è quella di non aver rinnegato la sua ideologia politica legata al fascismo. Vorrei far presente che il Magni è stato insignito del Collare d’oro per meriti sportivi dall’allora presidente della Repubblica…” A. Milone

Fiorenzo Magni, al Giro d’Italia 1956

In questi giorni la vicenda del ciclista pratese Fiorenzo Magni, vincitore tra l’altro di 3 giri d’Italia, a cui viene negata l’intitolazione alla memoria di una pista ciclabile per i suoi trascorsi sportivi, sta montando su tutti i gironali. Questo diniego è imposto dall’Anpi e accolto immediatamente dalla giunta Biffoni. Prima di intervenire ho voluto documentarmi per capire se il Magni si fosse reso responsabile di qualche strage. Invece nulla di tutto ciò. L’unica sua colpa è quella di non aver rinnegato la sua ideologia politica legata al fascismo. Vorrei far presente che il Magni è stato insignito del Collare d’oro per meriti sportivi dall’allora presidente della Repubblica, nonchè storico partigiano, Azelio Ciampi. Il Presidente Ciampi non si è assolutamente rifiutato di dare al Magni tale onorificenza. Dissento nella maniera più assoluta sulla mancata intitolazione della pista ciclabile ad uno sportivo, e parlo di sportivo, come Fiorenzo Magni. Mi sorprende inoltre come un sindaco possa accettare passivamente il diktat dell’Anpi. Tutto ciò mi porterebbe a sospettare che chi governa la città non è un eletto del popolo. Questo episodio porta alla ribalta alcuni precedenti nei confronti di ex terroristi che occupano e hanno occupato anche dei ruoli di rilievo, qualcuno è stato anche parlamentare, come in Rai o presso la Regione Toscana e anche presso il Ministero dell’Interno. Per non parlare dell’intitolazione di una sala del Senato al no global Carlo Giuliani che nel corso del G8 a Genova fu ammazzato per legittima difesa da un carabiniere. La stessa Corte di Giustizia Europea ha riconosciuto l’uso legittimo dell’arma da parte del carabiniere. Su tutti questi episodi e situazioni paradossali nessuno ha avuto nulla da ridire. Adesso si trova scandaloso dedicare una pista ciclabile ad uno sportivo come Fiorenzo Magni. E, lo ripeto, in questo caso c’è solo un riconoscimento sportivo e non delle sue idee politiche. Però, e concludo, gli ex terroristi, che si sono resi autori di vari omicidi di esponenti delle Forze di Polizia, hanno invece usufruito del perdono da parte delle Istituzioni. Sono veramente nauseato per questa disparità di trattamento.

Aldo Milone, Capogruppo Lista Prato Libera e Sicura


da: https://www.ilfattoquotidiano.it/

Magni, maglia rosa e camicia nera. A Prato proposta per intitolargli una strada. Ma l’Anpi dice no: “Fu tra i repubblichini”

Magni, maglia rosa e camicia nera. A Prato proposta per intitolargli una strada. Ma l’Anpi dice no: “Fu tra i repubblichini”
POLITICA

Uno storico vorrebbe dare il nome del campione pratese, vincitore di tre Giri d’Italia, a una pista ciclabile: “Sono di sinistra, ma bisogna rendere merito alle sue imprese sportive”. Ma i partigiani: “No ai falsi eroi”

di  | 3 novembre 2017

Magni era un fascista, ha scelto la parte sbagliata della storia e per questo non si può intitolargli nemmeno una pista ciclabile”. Dopo le polemiche sulla proposta del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna (centrodestra) che vuole intitolare una strada a Giorgio Almirante, ancora una volta la Toscana torna a fare i conti con il passato… Leggi articolo intero

LETTERA APERTA ALLA CITTA’ Di: PRATOPARTECIPA

“… non siamo riusciti, forse per colpa nostra e per le odierne difficoltà della comunicazione, forse per la difficoltà di spiegare un progetto così complesso e difficile. Certamente, in ogni caso, per la grave indifferenza della politica. Che dire, un grazie di cuore a tutti quei compagni di viaggio …” P.

Cara Città,
PratoPartecipa, dopo un lungo percorso che ha attraversato tre legislature, cessa la propria attività di confronto con le istituzioni locali. Noi che abbiamo dato vita a questa “utopia sociale” siamo consapevoli, che da domani nè le istituzioni né tu sentirete la nostra mancanza, perché per percepire un’assenza occorre prima averne avvertito la presenza. Tuttavia, proprio da domani , tu sarai più povera perché nella tua comunità altri pensieri propositivi, altri stimoli alla riflessione si saranno spenti. Continueranno le solite lamentazioni sterili, la consueta retorica di consenso, il tutto privo di un’idea e di una politica per un orizzonte futuro.
PratoPartecipa in tutti questi anni aveva cercato di progettare una riforma del tuo quadro burocratico-amministrativo che mettesse il cittadino ad un posto centrale, con l’impegno di un ascolto obbligato da parte delle amministrazioni locali e la garanzia di risposte certe. Abbiamo cercato di avvicinare il singolo alla politica, con senso di responsabilità e la politica al singolo, oltre le promesse elettorali. E’ stato un lavoro faticoso che, sebbene in linea con le democrazie europee più avanzate e mature, è naufragato nell’ostinata indifferenza proprio di chi ne avrebbe tratto il maggior vantaggio: il tuo governo locale. L’alleanza fra amministrazioni e cittadini rappresenta, infatti, il requisito principale per la buona gestione di una città. Le comunità con i loro saperi contestuali (“comuni” o “esperti”) rappresentano il bene immateriale più prezioso di una società, un bene irrinunciabile che dovrebbe essere valorizzato e ascoltato da chi ha l’onere e l’onore di essere alla guida pro tempore del tuo territorio. Pro tempore perché le amministrazioni passano ma i cittadini restano ed è proprio attraverso il loro senso di responsabilità, il loro impegno, la loro capacità di disegnare e progettare il futuro che una società, la tua società, costruisce i propri orizzonti di senso.
Purtroppo non siamo riusciti, forse per colpa nostra e per le odierne difficoltà della comunicazione, forse per la difficoltà di spiegare un progetto così complesso e difficile. Certamente, in ogni caso, per la grave indifferenza della politica.
Che dire, un grazie di cuore a tutti quei compagni di viaggio che ci hanno arricchito con le loro conoscenze, con il loro affetto ed il loro impegno disinteressato. A te, cara città, l’augurio di formare una classe dirigente capace, attraverso il merito, la cultura, la sensibilità, di generare una comunità di impegno e di progetto in grado di contrastare quel distacco che spesso nasce dalla frustrazione del “tanto nulla cambierà”.
Alla politica, dopo tanti anni, chiediamo solo di cambiare, di utilizzare tutte le risorse che spontaneamente giungono dai territori, di comprendere che in un mondo estremamente complesso le decisioni richiedono il contributo di pensiero di ogni singolo componente della comunità. La strada sarà purtroppo lunga e attualmente non si intravedono “folli” in grado di cambiare lo stato delle cose.
PratoPartecipa ti saluta, cara città, ma non sarà un addio ma solo un arrivederci perché, anche se in modo non comprensibile ai più, il mondo sta cambiando e nessuno potrà fermare quel cambiamento che rimetterà il cittadino al centro della scena politica.


PratoPartecipa

A proposito di PARTECIPAZIONE Di: Sergio Castignani

“… è una tristezza immensa apprendere che dopo tredici anni di confronti la partecipazione cittadina sia rimasta un’emerita sconosciuta, a questo punto mi viene anche il dubbio che questi signori non siano a conoscenza nemmeno del regolamento comunale che ne descrive le funzioni e, pensare che una delle forze politiche, presenti in consiglio, il m5s abbia fatto della partecipazione un suo cavallo di battaglia, in questo caso faccio un appello alla “rete” tanto reclamizzata perché insegni agli eletti…” S. Castignani

MANGANI ASSESSORE ALLA CULTURA e ALLA “PARTECIPAZIONE” DEL COMUNE DI PRATO.

Lunedì 30 ottobre 2017 si è svolto l’ultimo di una serie d’incontri organizzati da PratoPartecipa, ultimo perché dopo tredici anni di confronti con la politica PratoPartecipa si prende una pausa di riflessione, per il semplice fatto che i nostri politici non sono preparati, né all’altezza per un confronto, sono anni luce distanti dalle democrazie più evolute, nonostante si sciacquino la bocca giornalmente con la parola “democrazia”, non ne conoscono il significato.

In questo incontro, erano presenti tutte le forze elette in consiglio comunale, e i limiti dimostrati sono stati subito evidenti, dai primi interventi si è subito capito che nessuno conosceva l’argomento partecipazione, è una tristezza immensa apprendere che dopo tredici anni di confronti la partecipazione cittadina sia rimasta un’emerita sconosciuta, a questo punto mi viene anche il dubbio che questi signori non siano a conoscenza nemmeno del regolamento comunale che ne descrive le funzioni e, pensare che una delle forze politiche, presenti in consiglio, il m5s abbia fatto della partecipazione un suo cavallo di battaglia, in questo caso faccio un appello alla “rete” tanto reclamizzata perché insegni agli eletti…

Il fatto che i nostri politici siano impreparati è oramai risaputo, in un paese dove il merito è una “colpa”, non può che essere così, quando gli “eletti” si trovano a confrontarsi con cittadini liberi, che non hanno dato il cervello all’ammasso o al partito di appartenenza, viene fuori tutto il loro disagio, abituati, ai non confronti nell’orticello, con domande preconfezionate.

A detta dei “nostri”…”vostri”…rappresentanti politici PratoPartecipa in questi tredici anni di attività ha arricchito al città, per me è stato sicuramente così, mi ha dato modo di conoscere persone stupende e colgo l’occasione per ringraziarle, non credo però che abbia fatto il solito effetto alla politica cittadina, è chiaro che era una affermazione di circostanza…altrimenti in tutti questi anni non ci sarebbero state solo prese per i fondelli e, la partecipazione, quella vera, che parte dal basso sarebbe una realtà, invece chiude, temporaneamente i battenti…ci sono stati cattivi maestri? Io sono convinto della pessima qualità degli allievi…come in un incontro di pugilato, PratoPartecipa vince e si ritira, per manifesta incapacità di proseguire dell’avversario…il quale sarà messo in quarantena…in questo caso non per riprendersi, ma per studiare e evolversi.

Oggi 01/11/2017 ho letto sul Tirreno un trafiletto, dove il Sig.Petrella Pasquale invita i cittadini di PratoPartecipa ad accasarsi in scelta civica per contare di più e, magari per avere un eletto alle prossime elezioni, il Sig. Petrella, che non conosco personalmente, ha centrato il problema e ha scritto una grande verità, in Italia contano i voti e non le idee, se hai i voti, ti si aprono tutte le porte, non importa che tu sia portatore di sapere o un emerito imbecille, quello che conta sono i voti che hai in dote, in questo paese di esempi ne possiamo trovare a bizzeffe…non ci vuole nemmeno tanta fatica a farlo.

Apprezzo l’invito del Sig. Petrella, ma c’è un problema che a mio avviso è insuperabile, naturalmente è solo il mio punto di vista, non sono io che decido, PratoPartecipa è formata da cittadini volenterosi che vogliono il bene comune, e con tanto sacrificio e sapere cercano di dare delle risposte all’evidente incapacità politica, che oltre a essere incapace, non è nemmeno furba, potrebbe benissimo avvantaggiarsi con le idee di chi niente chiede in cambio, non chiede nemmeno i soldi per organizzare gli eventi, come fanno altri fenomeni…questi cittadini si autotassano per svolgere un’attività che è per tutta la città, persone di estrazione politica e sociale diversa si mettono attorno a un tavolo per ritrovarsi sotto un’unica bandiera, quella del bene comune, pertanto PratoPartecipa non può schierarsi politicamente con l’uno o con l’altro, perché fa già la sua politica, che ripeto, è quella del bene comune.

PratoPartecipa rimane una realtà e una risorsa, a disposizione di tutti quelli che hanno a cuore questa città, forse alle persone ci vorrà ancora del tempo per capire che è meglio per tutti proporre, invece di lamentarsi o cercare il salvatore della patria, forse non siamo ancora maturi per capire che dopo aver compiuto il dovere, si passa al diritto, e quest’ultimo non si deve elemosinare, ma pretendere, forse un giorno capiremo anche che è importante eleggere persone capaci…forse.

PRATO CITTA’ OFFESA Di: Aldo Milone

“… Un fatto è certo, Biffoni non tollera le opposizioni. Questo significa essere un vero democratico. E poi ha anche il coraggio di parlare di antifascismo…” A. Milone

Ieri pomeriggio in consiglio comunale Biffoni, con il suo comportamento verso l’opposizione, ha dato un’ulteriore dimostrazione del suo precario stato mentale, per non dire peggio. Ormai la sua è una costante quella di rivolgere anche offese personali ad esponenti dell’opposizione e quella di ieri è stata la volta del sottoscritto. Ovviamente io ho sorvolato perché mi sono reso conto che non riesce a reggere la pressione e, se continua così, difficilmente arriverà a fine legislatura. Gli consiglio un lungo periodo di riposo perché il rischio di un crollo psichico è dietro la porta. Di tutto ciò si è accorto anche qualche giornalista presente alla seduta del consiglio comunale e anche qualche consigliere comunale del suo partito. Un fatto è certo, Biffoni non tollera le opposizioni. Questo significa essere un vero democratico. E poi ha anche il coraggio di parlare di antifascismo. Evidentemente non si rende conto, purtroppo è così, del suo comportamento che è ben lontano dal concetto di democrazia.

Tutto questo mentre assistiamo a un susseguirsi di vicende paradossali, se non decisamente tragiche. Penso infatti al CREAF, che è stato fatto fallire, perché la Provincia, il Comune e gli altri soci si sono rifiutati di mettere gli stessi soldi con cui la Regione intende ricomprarlo nel fallimento, e adesso vogliono apparire come i salvatori della patria. Praticamente l’immobile viene ricomprato 2 volte, come alla fine ci ha spiegato ieri in consiglio comunale anche l’Assessore Regionale ed ex-Assessore Comunale, Stefano Ciuoffo. Dunque, rimanendo in tema di offesa, mi sento di potermi consolare, visto che rispetto alle offese da me ricevute da Biffoni, questa mi sembra un’offesa ben peggiore per le tasche di tutti i cittadini pratesi, ed anche  toscani.

Forse però questa notizia non stupirà i pratesi, che grazie a certi amministratori, sono ben abituati a pagare tanto e anche più volte per i disastri da loro provocati. Immagino piuttosto che i pratesi siano ben più preoccupati, dalla spirale di fatti violenti se sempre più frequentemente si stanno verificando in città: ieri sera una donna di 57 anni che aveva parcheggiato la propria auto in via del Cassero, è stata aggredita da tre sconosciuti in maschera.

Vorrei evitare, ma qui noi non posso fare a meno di ricordare il fatto che il Sindaco  Biffoni ha tenuto per sé la delega alla sicurezza. Scommettiamo che si giustifichera’ dicendo che ha ereditato questa aggressione?

E intanto Prato sprofonda anche nella classifica del sole 24 Ore su verde rifiuti, smog e aree pedonali. È veramente straordinario il trend di Prato con questa giunta nelle varie classifiche stilate dai quotidiani nazionali.

Dunque, riassumento, al Sindaco Biffoni suggerirei che più che ad offendere gli altri, dovrebbe preoccuparsi delle offese che sta causando alla città che vorrebbe amministrare…

Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi Di: Coordinamento Comitati della Piana

“… Al di là della situazione politica Nazionale che dovrebbe portare a scelte coerenti di ben altra natura, se soggetti politici locali di MDP si presentano alle iniziative territoriali per dichiarare scelte infrastrutturali ambientalmente sostenibili, candidandosi come paladini di tali tutele e poi Compagni dello stesso Partito per scelte personali e/o altri interessi fanno invece scelte totalmente opposte e quindi contraddittorie ed incoerenti con membri dello stesso Partito, ……per quali motivi noi dovremmo credere alle promesse di un MDP, incoerente al proprio interno ?? …” CCP-Po-Pt-FI

ROSSI, “A VOLTE RIMANGONO”. Così il potere si fa incontrastato e autoritario..

 

ASSOCIAZIONE VAS

Vita, Ambiente e Salute Onlus

Via delle Fonti, 251

59100 Prato (Po)

P/IVA – C.F.: 92090490480

[email protected][email protected]

[email protected] Pec: [email protected]

Website: www.pianasana.org

 

 

Prato, 28 ottobre 2017

Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

Ai Consiglieri Regionali di MDP & SIT

Ai Politici Toscani di MDP e SI

Ai Politici Nazionali di MDP e SI

A tutte le Associazioni Ambientaliste e Comitati Territoriali della Toscana

 

Egregio Presidente Rossi,

ritorna nelle Sue mani la decisione di effettuare il Ricorso alla Corte Costituzionale contro il Dlgs

104, ricorso già effettuato da diverse Regioni, oltre ai ricorsi già effettuare da parte di tante

Associazioni Ambientaliste Italiane alla Comunità Europea (incluso la nostra), decreto  che rammentiamo, non stravolge solo l’iter per il Nuovo Aeroporto di Firenze, ma che inciderà su tutte le attuali e future opere infrastrutturali della Toscana.

Non vogliamo certamente sminuire il lavoro fatto dal Consigliere Regionale Fattori che ovviamente ringraziamo, ma memori di comportamenti omissivi dal PD, questa volta non ci faremo certo “gabbare”, da tecnicismi politici del “valutare” …..senza poi fare.!

La mozione SI 181, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale da mandato alla Giunta di

verificare la fattibilità del Ricorso alla Corte Costituzionale, cosa peraltro già acclarata e superflua,

e da Noi anticipata già la scorsa settimana con apposita documentazione (qui allegata)

Tuttavia la mozione non indica una tempistica,….ma questa la indichiamo oggi Noi con la nostra

missiva, infatti non assisteremo “silenti ed impotenti” alle azioni dilatorie messe in atto con il solo

obbiettivo di arrivare a giustificare a tempo debito….che il ricorso non si può più fare perché nel

frattempo i termini sono scaduti mentre le opere saranno autorizzare in totale contrasto con i

principi ambientali “sbandierati da MDP a caccia di voti di Noi ambientalisti”.

“” http://www.controradio.it/regione-conferma-tav-aeroporto-inceneritore/””

“”http://tuttosesto.net/la-regione-toscana-conferma-tav-aeroporto-e-inceneritore/””.

Non vogliamo entrare nelle vostre logiche e dinamiche politiche, non ci interessano, a Noi

interessa l’Ambiente e la sua sostenibilità, ma siccome è già iniziata la “campagna elettorale” e i

soggetti politici iniziano già a fare proseliti di correttezza e coerenza, specialmente su temi

ambientali, cercando di conseguenza bacini di voti, ecco, questa volta non ci faremo “convincere”

dalle parole, vogliamo fatti ed atti.

Perciò la verifica di fattibilità del Ricorso alla Corte Costituzionale è semplice e veloce, ma forse

Voi non avete ancora capito che nei Comitati ed Associazioni oggi ci sono uno stuolo di

professionisti, avvocati, tecnici e qualificati soggetti civici, che ne sanno almeno quanto Voi.

Le rammento se Lei fosse a corto di memoria, l’evoluzione del percorso del Nuovo Aeroporto di

Firenze;  A fine 2015 in sede di Finanziaria Nazionale (documento economico) viene inserito un

emendamento con cui l’Aeroporto di Firenze sarebbe stato approvato senza la procedura di VIA

(allegato), …pubblicamente sconfessati, la motivazione fu che sarebbe stato valido per tutti gli

aeroporti sottoposti a VIA ( guarda caso l’unico in quel momento era quello di Firenze) , si arriva

al 2 Dicembre 2016 con la VIA Positiva con prescrizioni a 2 giorni dal Referendum (se vinto

avrebbe aperto la strada all’opera).

Perso quello allora ci si ingegna con il Dlgs 104 con manifesta (per Noi)  incostituzionalità, quindi

ogni volta che è stato chiuso la porta, ……  pervicacemente ed insistentemente qualcuno riapre

sempre una finestra,…il come lo lasciamo valutare agli altri.

Ragione per la quale se entro un paio di settimane Lei non avrà ufficializzato la Sua decisione, se

la Consigliera Serena Spinelli, sua compagna di partito, non farà altrettanto assumendosi le

proprie responsabilità politiche, dovremo prendere atto che questa non è altro che l’ennesima

pantomima, peggiore anche di quella del PD.

Al di là della situazione politica Nazionale che dovrebbe portare a scelte coerenti di ben altra

natura, se soggetti politici locali di MDP si presentano alle iniziative territoriali per dichiarare

scelte infrastrutturali ambientalmente sostenibili, candidandosi come paladini di tali tutele e poi

Compagni dello stesso Partito per scelte personali e/o altri interessi fanno invece scelte totalmente opposte e quindi contraddittorie ed incoerenti con membri dello stesso Partito, ……per quali motivi noi dovremmo credere alle promesse di un MDP, incoerente al proprio interno ??

Questo lo diciamo anche per i possibili alleati del “listone” e quindi per gli esponenti di SI, i quali

dovranno valutare bene i comportamenti di coerenza pratica di MDP (ovvero i fatti/atti) perché

scegliere un compagno di viaggio che ha male ai piedi, significa poi ….. non fare tanta strada.!

E per dimostrare il vecchio “modus operandi” ovvero il cliché politico del dire e NON fare a cui il

Popolo bove, non crede più, le allego e le rammento la delibera ODG 181/2014 ( visto che Lei l’ha

pure ricevuta) del Consiglio Comunale di Prato approvata all’unanimità che “impegnava” il

Sindaco …cosa ancora più vincolante del blando “valutare” …… ad effettuare uno studio di

impatto ambientale parallelo su nuovo aeroporto di Firenze.

Risultato ……nulla, non è stato fatto assolutamente nulla, ……..a dimostrazione che nonostante gli

scritti sono gli atti politici conseguenti che parlano da soli.!

Per cui egregio Presidente, consiglieri Regionali, esponenti Politici, modificando la citazione di

Totò, noi Vi informiamo che “” Cca nisciuno è PIU’ fesso!! ””, …. e se volete voti,…ci dovete

mettere la faccia e gli atti/scelte, ….. da queste parti …. a credito …. non si compra più nulla.!

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

Associazione VAS  Vita Ambiente e Salute Onlus

Benvenuti nella nuova Europa franchista Di: Giacomo Fiaschi

“Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendono.”

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy

 

Leggendo i titoli dei giornali oggi (28/10/2017, ndr), titolo così.
Tutti impegnati a cercare di sostenere l’immagine d’un primo ministro che è stato capace di riportare un pezzo del suo paese ad uni stato di pre guerra civile.
Incapace di governare una situazione che da oltre un anno poteva essere affrontata in modo diverso, mettendo in campo una diplomazia interna efficiente, lo spagnolo Rajoy rispolvera i ferrivecchi del despotismo franchista alla ricerca d’uno strapuntino che gli faccia sperare in qualcosa che assomigli a un posto nella storia del suo paese.
E di sicuro sarà premiato. Con un posto in primissimo piano nella scena dell’infamia.
E sui media italiani un coro, più che mai infame, di giornalisti-addetti-stampa di un governo che direttamente dgli uffici del suo palazzo paga i conti in rosso delle loro testate, decanta le sue gesta di nuovo caudillo.
Io non so quali siano e di che natura siano le istanze indipendestiste della Catalogna. Son cose che attengono alle dinamiche del potere e, come tali, sono sempre di dubbia interpretazione.
Casa Savoia, che tanto fece e tanto brigò per l’indipendenza e l’unità del territorio italiano, si rivelò ben più disastrosa e catastrofica delle case reali e granducali straniere che l’avevano dominato sino ad allora, tant’è che in meno di cent’anni capitolò miseramente dopo aver permesso al fascismo di farlo precipitare nell’abisso d’una guerra sciagurata.
Ma una cosa la so: la rivendicazione di indipendenza da un potere arrogante e violento che pretende di imporre con la forza ciò che non si può ottenere se non con gli strumenti della negoziazione e della diplomazia, quando sale da una parte consistente della popolazione come sta accadendo in Catalogna, non solo non è cancellabile con l’uso della forza, ma -è la Storia che ce lo insegna- ne esce rinvigorita e incattivita più che mai con nuovi martiri ed eroi pronti all’uso per la prossima rivolta.
Ci vuole ben altro. Ci vuole l’intelligenza, cosa che viene sistematicamente disprezzata (e sottovalutata) da chi confida solo nella forza bruta.
” Essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la volpe e il lione; perchè il lione non si defende da’ lacci, la volpe non si defende da’ lupi. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendono.”
Così Niccolò Machiavelli, nel capitolo 18 del suo Principe ha, con una immortale similitudine, indicato una strada maestra per chi oggi non meno che ai suoi tempi, ambisce a governare un territorio.
Benvenuti nella nuova europa franchista che non sta né in sul lione né in sulla volpe, ma s’è accomodata mollemente sulla iena e sullo sciacallo.
Chi vivrà vedrà e se la godrà..

CATALOGNA/ Una PARTITA DI LIBERTA’ FONDAMENTALI per TUTTI I CITTADINI EUROPEI Di: Fabio Cintolesi

“… L’Unione Europea, per bocca di tutti i suoi massimi responsabili, ha detto ripetutamente di no. Qualcuno si è chiesto il perché? Forse perché hanno paura dell’effetto domino? … “ F. Cintolesi

Quello che molti non hanno capito delle vicende catalane è che in gioco non c’è l’unità o meno della Spagna. In gioco ci sono le libertà fondamentali di tutti noi cittadini dell’Unione Europea. In Catalogna si sta decidendo cosa sarà l’Unione Europea e quali saranno le possibilità per i cittadini europei di modificare l’ordinamento giuridico e l’assetto istituzionale esistente.

Chi, in modo superficiale, ha puntato il dito contro il referendum indipendentista del 1° ottobre, dicendo che era illegale perché la costituzione spagnola non permetteva quel tipo di referendum, semplicemente non ha capito che i cittadini catalani, votando per l’indipendenza della Catalogna, hanno dichiarato che quella spagnola non era più la loro costituzione.

E’ qui che ci dobbiamo fare la domanda: in una democrazia, di sostanza e non di mera forma, è legittimo che una legge, per quanto legge fondamentale dello stato, non possa essere modificata o abrogata dal corpo elettorale, che è, o almeno dovrebbe essere, la suprema fonte del diritto di ogni ordinamento veramente democratico?

L’Unione Europea, per bocca di tutti i suoi massimi responsabili, ha detto ripetutamente di no. Qualcuno si è chiesto il perché? Forse perché hanno paura dell’effetto domino? Ci sta. Ma io credo più che i padroni dell’Europa non vogliono che il popolo si esprima. Se passa il concetto che il corpo elettorale può mettere qualsiasi cosa in discussione, che fine farebbero le tecnocrazie di Bruxelles?

Perché oggi si parla di Catalogna indipendente. Domani qualcuno potrebbe indire un referendum sull’uscita dall’UE, stile Brexit. Oppure sull’euro l’euro. O chissà, un modifica che renda le posizioni occupate da Tusk, Juncker o altri delle cariche ad elezione diretta. Non sia mai.

Non molti hanno letto la notizia che l’UE ha richiesto alla Svizzera, paese in cui i propri cittadini possono modificare tramite referendum anche la costituzione federale, di limitare questo potere di intervento dei cittadini. Il motivo? La necessità di armonizzare le normative europee per permettere una migliore integrazione commerciale e finanziaria tra l’UE e la piccola Svizzera.

Se non un ultimatum ricattatorio, poco ci manca. L’espressione diretta della volontà popolare, oramai è vista come un fastidioso inconveniente da eliminare. Persino ai confini dell’UE, con paesi che hanno dimostrato di avere architetture istituzionali ben più efficienti dell’UE e di qualsiasi stato membro.

Chi crede di non essere toccato da tutto questo, dovrebbe tener presente che la concentrazione di potere porta anche alla concentrazione di ricchezza, da i molti senza potere (cioè voi) ai pochi occupanti delle segrete stanze del potere. Redistribuzione che in Europa già sta avvenendo.

In più, quando ai conflitti sociali e territoriali non si riesce a dare una soluzione nell’alveo della libertà e della democrazia, dopo poco inizieranno parlare le armi. Citando Clausewitz, la guerra non è altro che la prosecuzione della politica con altri mezzi.


da Secolo Trentino

L’Unione Europea non riconosce l’indipendenza della Catalogna

In seguito alla dichiarazione di indipendenza della Catalogna, lo Stato centrale spagnolo ha reagito con l’applicazione dell’articolo 155 che permette a Madrid di ripristinare l’ordine con qualunque mezzo. Già dal 1° ottobre.. Leggi articolo intero

AUTONOMIE? NO GRAZIE! Di: Sergio Castignani

“… In questo paese ci sono troppe persone con diritto di veto, pensiamo solamente alla confusione di una regione guidata da un partito, mentre province e comuni sono di colore diverso e, se ci mettiamo anche le varie comunità, facciamo bingo, dopo ci domandiamo perché non sono fatte le cose necessarie o del perché ci sono opere incompiute da decenni…” S. Castignani

In questi giorni si fa un gran parlare di referendum sull’autonomia regionale, la mia è una voce fuori dal coro, non sono a favore delle regioni autonome, anzi, le regioni, come istituzioni politiche, le abolirei tutte, il loro mantenimento è troppo oneroso e alcune vivono al di sopra delle loro possibilità, naturalmente con i soldi di tutti noi…è come pagare milioni di euro un piatto di lenticchie, in pratica abbiamo ventuno parlamenti nazionali, e altrettanti “premier” con codazzo…super stipendiati, è tutto dire…inoltre sono elefantiache nelle decisioni, lontanissime dalle esigenze cittadine, un esempio su tutti, i nuovi ospedali Toscani, la più grande presa di culo degli ultimi anni.

Sono invece a favore delle tante vituperate province, non quelle autonome, il perché è presto detto, o tutte o nessuna…meglio tutte! Perché fare figli e figliastri? Le province sono molto più vicine ai cittadini e al territorio, con costi più sostenibili e più “semplici” da sburocratizzare.

In Italia purtroppo si sostiene molto la parte politica, invece del bene comune, l’appartenenza è ancora troppo presente, l’essere contro a prescindere ci distoglie dai veri problemi, è chiaro che i partiti caldeggiano quello che a loro fa più comodo, e le regioni fanno molto comodo…guardate gli stipendi…i posti occupati e, non solo quelli politici…per carità, niente d’illegale, ma più potere, più favori, più ritorno politico, e con questo il piatto è servito, sopra ai tanti tavoli “aperti”…

In questo paese ci sono troppe persone con diritto di veto, pensiamo solamente alla confusione di una regione guidata da un partito, mentre province e comuni sono di colore diverso e, se ci mettiamo anche le varie comunità, facciamo bingo, dopo ci domandiamo perché non sono fatte le cose necessarie o del perché ci sono opere incompiute da decenni.

Bisogna che un governo, non nato dagli inciuci, o di quelli che nasceranno con la nuova legge elettorale, ma “monocolore” al quale sta a cuore questa nazione, riprenda in mano tutto, altro che regioni autonome, le istituzioni più vicine ai cittadini e al territorio sono i comuni e le province, il resto è solo spreco di denaro pubblico.

La disfatta di Caporetto fu causata soprattutto dall’elefantiaco sistema che la burocrazia imponeva, per dare un ordine erano necessari sette passaggi, ebbene i nostri settant’anni di democrazia sono paragonabili a quella battaglia…per le stesse ragioni è stata una disfatta per gli italiani.

In questo paese, per adesso delle banane, non c’è bisogno di autonomie, ma di istituzioni che funzionino, le simpatie per i separatismi e i movimenti autonomisti nascono perché lo stato non funziona o funziona male, per evitare certe simpatie è necessario un governo forte, anche per garantire la democrazia, oggi inesistente! Un governo pronto a usare il guanto di velluto, ma anche la clava dove necessario, potrebbe fare la differenza, soprattutto per farsi rispettare in Europa e nel mondo, dove dobbiamo pretendere una poltrona come tutti gli altri paesi…invece di contentarsi dell’inginocchiatoio…

Sergio Castignani,  27/10/2017


“Il socialista Rossi spende 4 milioni di soldi pubblici per la comunicazione”

Giovanni Donzelli (FdI) attacca: “Enrico Rossi si finge amico dei poveri e dei disoccupati, poi spende 4 milioni di soldi pubblici per la comunicazione”

di  – Lun, 23/01/2017 

Enrico Rossi si finge amico dei poveri e dei disoccupati, poi spende 4 milioni di soldi pubblici per la comunicazione”. Lo rivela Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Toscana, che attacca il governatore della sua Regione accusadolo di aver “ben appreso dal suo ‘Re’ Renzi come si usano le istituzioni e il denaro pubblico per promuovere la propria carriera politica”, dato che Rossi… Leggi articolo intero

 

Nella merda siamo e nella merda resteremo Di: Giacomo Fiaschi

“,,, La legge elettorale che sta per essere approvata da un parlamento umiliato e ridotto alla sola funzione di validare, dietro diktakt delle segreterie dei partiti le scelte fatte da una classe dirigente scellerata incompetente e criminale, è un insulto alla dignità e alla libertà degli elettori…” G.Fiaschi

So bene che questa mia opinione che sto per esprimere non sarà accolta con troppa simpatia da molte amiche e amici.
A chi non è d’accordo voglio chiedere di leggere sino in fondo e rifletterci bene, e infine di contare fino a dieci prima di decidere che è sbagliata.
Ed eccola qui.
Io trovo sbagliato riconoscere il diritto di voto a chi prende uno stipendio dalla pubblica amministrazione e ai suoi diretti congiunti, coniugi, genitori e figli.
La ragione è semplice: oggi esiste un conflitto di interesse palese, sia che si voti a favore sia che si voti contro il proprio datore di lavoro. Calcolando che ci sono tre milioni e mezzo di stipendiati dall’amministrazione pubblica, che è controllata dai partiti politici, e moltiplicato per quattro questo numero considerando almeno un figlio un coniuge ed un genitore si ottengono diciassette milioni di voti che possono alterare in modo compromettente la volontà reale dell’elettorato non in conflitto di interesse. Se a questo numero aggiungiamo quello (stimabile ma non certificabile, purtroppo) degli elettori delinquenti che si prestano al voto di scambio per mafie e camorre varie, allora ho paura che il numero cresca in modo considerevole.
Dal che si deduce che se togliesimo dal numero degli aventi diritto al voto tutti quegli elettori in conflitto di interesse e i votoscambisti, a votare resterebbero solo gli elettori non condizionabili.
Siccome, tuttavia, non sarà mai possibile che quello che detto sopra possa mai realizzarsi, dovremo rassegnarci ad andare avanti come siamo sempre andati. Nella merda siamo e nella merda resteremo amiche e amici miei.
Sarà il caso di farsene una ragione, magari facendo una buona scorta di oli essenziali di menta, lavanda ed eucalipto da spalmare sotto le narici.
Beati i tempi di Montanelli, quando c’era bisogno di turarsi il naso solo per votare DC…

La legge elettorale che sta per essere approvata da un parlamento umiliato e ridotto alla sola funzione di validare, dietro diktakt delle segreterie dei partiti le scelte fatte da una classe dirigente scellerata incompetente e criminale, è un insulto alla dignità e alla libertà degli elettori.
Siamo in pieno regime e combatterlo in ogni modo e con tutti i mezzi che le leggi consentono non è solo un diritto, ma un dovere di ogni cittadino che abbia una coscienza civica ancora in vita.

Sarebbe bello, e molto utile per l’Italia, che alle prossime elezioni la gente votasse tutta e solo per quei partiti che rinunceranno a fare ammucchiate con il solo scopo di accaparrare voti per mantenere la propria posizione dominante nel governo d’un paese che considerano loro proprietà privata e del quale vogliono riconosciuto il potere di fare quel che gli pare per diritto divino.
In questo modo, e solo in questo modo, l’Italia potrebbe finalmente ottenere il risultato di un governo di coalizione vera, relegando all’opposizione PD, Forza Italia e compagnia, che apparirebbero finalmente quello che sono in realtà: partitini rappresentativi di solo di se stessi e della razza padrona che li dirige.