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ECCIDIO DEL CASTELLO/ Domani conferenza con testimoni diretti Di: Etruria 14

Una scena del film oggetto di CENSURA POLITICA dal titolo ” Il Segreto d’ITALIA” di Antonello Belluco

Etruria 14 Prato ha deciso di organizzare per il giorno sabato 9 settembre, una conferenza storica su un fatto molto triste per la nostra città ovvero sull’eccidio del Castello Dell’Imperatore a Prato.

Riapriremo proprio questo giorno il nostro circolo ASI e avremo come interlocutori 2 memorie storiche della nostra città che ci parleranno in maniera dettagliata e precisa di cosa è realmente avvenuto in quei giorni.

Partiremo alle ore 17.00.

Finita la conferenza, ci sarà un APERITIVO/CENA per i partecipanti e poi continueremo fino a tardi la nostra lunga giornata, con le attività ludiche nel nostro circolo ASI.

Vi aspettiamo come sempre numerosi.

ETRURIA 14 PRATO

Vorrei raccontarvi la vera storia della bambina di 4 anni morta a Brescia Di: Rosario Muto

“… la bambina ha avuto tutta una serie di problemi schok anafilattico ed è entrata in coma, è assistita dalle macchine per la respirazione…” R. Muti

Vorrei raccontarvi la vera storia della bambina di 4 anni morta a Brescia.
Mi è appena arrivato un messaggio via chat in un mio gruppo ove si discute di tutto a riguardo l’inquinamento da metalli pesanti e in particolar modo dei vaccini.
Un parente della bambina ha lasciato questo messaggio sconcertante…….
La bambina di 4 anni è stata obbligata quindi dai genitori portata a fare i vaccini secondo l’obbligo del maledetto decreto Lorenzin.
Appena dopo la bambina ha avuto tutta una serie di problemi schok anafilattico ed è entrata in coma, è assistita dalle macchine per la respirazione.
Cosa hanno fatto le istituzioni, hanno ribaltato la verità e si sono inventati un’altra storia che ha dell’incredibile, la bambina è stata morsa da una zanzara portatrice della malaria.
Se volete sentire il messaggio via chat mi chiamate al mio n cell. 3389302983 e ve lo invio.


La situazione delle allergie e delle “patologie da inquinamento” è esplosiva Di: Rosario Muto

Gli alti livelli d’inquinamento a cui tutti siamo esposti, portano il nostro organismo ad accumulare metalli pesanti, esponsabili di malessere e malanni più svariati, fino ad essere anche causa di tumori e malattie degenerative

metalli-750

Come ben sappiamo la situazione delle allergie, o di quelle che vengono anche dette  “patologie da inquinamento”, è esplosiva.
Le istituzioni e tutti quelli che hanno gestito un sistema di grande interesse è così ingarbugliato sia in ambito politico politica sia in ambito della sanità oramai non sanno più che pesci prendere e sono in
serie difficoltà.
Grazie a internet e ancor più a social connect tipo facebook, twitter etc. l’informazione, la grande rete di informazione globale ha messo in grande trasformazione, una grande consapevolezza ove i vecchi interessi ormai sono in declino fortunatamente.
Purtroppo in parte bene la scienza vera è veramente lodevole ma quella invece manipolata ha imposto regole e potere per influenzare, per manipolare psicologicamente la società con filosofie e concetti agli
estremi opposti di quello che può essere la vera biologia e il modo di intervenire e curare.
Nell’anno 2000 più volte sono stato in riunione alla Regione Toscana, con il difensore civico nazionale e alcuni clini in ambito proprio delle patologie dipendenti dai metalli pesanti, loro stessi si sono meravigliati della mia conoscenza, loro stessi si sono complimentati con me fino promettermi il premio Nobel.
Consapevoli delle patologie e della situazione in fase esplosiva, il responsabile della UO e tutto l’enturage hanno attivato tutta una serie di indagini di medicina specialistica legale fino ad intervenire
recandosi direttamente presso l’ISS Istituto Superiore della Sanità in Roma, sai la loro risposta qual’è stata? Ma quanto mai, le allergie non esistono………
La situazione a quel punto è finita nel dimenticatoio………
A questo punto voglio far capire ed informare chi di dovere e tutta la opinione pubblica attenti alla propria incolumità che oltre ai soliti interessi soprattutto di ricavo economico sulle malattie create, la cosa è che l’argomento è e deve essere tabù.
Se solo mostrassero un minimo di debolezza in relazione al riconoscimento di tale problema ci sarebbe una rivolta e una richiesta di risarcimenti…………..
Quindi ogni riferimento all’inquinamento da metalli pesanti contenuti :
nell’acqua nell’aria, vuoi scie chimiche o rilascio diossinico etc. e soprattutto nella catena biologica alimentare è un grosso problema e le istituzioni non hanno il modo, ne il tempo, ne il sistema ne la voglia di intervenire fin quando questa politica non sarà sostituita da persone capaci e oneste .
A riguardo la situazione nostrale di Prato l’unica soluzione per tenere a bada, per fare prevenzione e terapia, soprattutto per dimostrare la vera incidenza locale visto che la stragrande maggioranza procapite delle ore vissute, l’unica valutazione non è quella di fare test atmosferici o delle piante o dei polli, ma un’indagine più mirata e individuale, ristretta ad una percentuale di soggetti e ben ricollegabili alla stabilità e permanenz su di un ben preciso territori, è il cosiddetto “mineralogramma”. Si tratta di un test atomico per verificare gli sbilanci e la presenza di qualsiasi elemento inquinante come i metalli presenti a livello biologico e successivamente seguire le analisi delle urine presso un centro di analisi nel valutare la presenza a la loro quantità.
Il test è semplice, basta recarsi in una farmacia omeopatica e chiedere il test mineralogramma l’esame atomico del capello e che venga eseguito in USA, il test è ad alto valore di indagine e le considerazioni
comunicative di indagine sono molto esplicative e chiare da capire.
Il costo di queste analisi oscillano dai €. 80,00 ai 100,00 €.

Cordialmente, Rosario Muto

C.T.U. del Trib. di Prato, riconosciuto dal Ministero di Grazia e Giustizia – Esperto Consulente abilitato nella conoscenza e uso di materiali Bio-Compatibili Odontoprotesici.


Il 10 Dicembre 2015 Rosario Muto, titolare del brevetto TTSVGEL e l’Avv. Saverio Crea, avvocato della salute e blogger giuridico, ospiti di TVR TELEITALIA 7 GOLD – emittente televisiva regionale Toscana, e della trasmissione Linea Diretta condotta da Claudia Guasti,  (Guarda IL VIDEO) per parlare di danni alla salute provocati dall’elettrogalvanismo ed alla dissociazione ionica legati a protesi ed altri dispositivi odontoiatrici. Nella trasmissione  e di cosa i pazienti possono fare sia sul fronte legale che con la prevenzione grazie a materiali biocompatibili. In collegamento telefonico, le testimonianze dei telespettatori affetti da tali disturbi.

(LEGGI) società cooperativa operante nel settore della produzione, ricerca e sperimentazione di impianti dentali, dei dispositivi protesici e tutti quegli oggetti, strumenti di ogni applicazione costruiti in lega nobile resi bioinerti con il protocollo TTSVGEL. Forse unica nel suo genere in tutto il territorio nazionale, “BIO-INERZIA” si pone come fine mutualistico quello di eseguire corsi pratici-teorici e convegni informativi, formativi pubblici e professionali sempre in ambito della suddetta filosofia olistica, a tutela della salute e dell’ambiente.

Il punto centrale dell’attività è l’uso di particolari leghe metalliche, dette appunto “leghe nobili”, in grado di essere sottoposte ad un particolare trattamento che ne rende inerte le superfici, garantendo, con infinita stabilità nel tempo, l’assoluta impossibilità di interazioni tra i materiali metallici ed i tessuti biologici che con i quali questi entrano in contatto.

E’ appunto il protocollo TTSVGEL, un brevetto del quale è titolare Rosario Muto, presidente della cooperativa ed esperto in materiali dentali e protesi in genere. Rosario Muto è anche Consulente Tecnico del Tribunale di Prato ed autore del libro “Malati di Metalli”, edito lo scorso anno. Un testo impegnativo, suddiviso in due tomi, attraverso il quale viene esaurientemente spiegato come e perché i metalli interferiscono con la nostra salute, finendo per essere causa di molte nostre patologie che mettono a rischio la nostra salute ed il nostro benessere.

Queste interazioni tra metalli e tessuti, si scoprono essere talvolta causa di disturbi postumi come rigetti, semplici allergie, disturbi posturali, cefalee e molto altro,, facendo sì che i pazienti debbano sottoporsi ad interventi di rimozione e sostituzione.

A far parte di “BIO-INERZIA” c’è anche anche Michele Ingrassia, Odontotecnico trapanese che, col il suo laboratorio, ha da tempo avuto modo di sperimentare con successo questo protocollo. Un’esperienza questa che lo ha spinto a prendere un aereo ed a raggiungere la nostra città per aderire al progetto. Lo scopo appunto è proprio quello di diffondere non solo l’uso del protocollo, ma anche la consapevolezza e le giuste attenzioni da porre verso problematiche che troppo spesso vengono affrontate in modo tardivo.

Ovviamente la cooperativa, per la sua stessa natura è aperta a nuove adesioni, per le quali è possibile contattare direttamente il Sig. Rosario Muto, Consulente Tecnico Esperto riconosciuto del Ministero di Grazia e giustizia. tel. 0574 635856 cell. 338 9302983, e-mail:[email protected]www.ttsvgel.it;Rosario Muto https://www.facebook.com/rosario.muto1“Malati di Metalli” https://www.facebook.com/groups/570788929665820/

Secondo il progetto della Bio-Inerzia Società Cooperativa tutte le persone sensibili e interessate possono aggregarsi come soci e usufruire di un particolare sconto sul proprio bisogno di implanto protesi in lega nobile rese tutto bioinerte.

https://www.facebook.com/pages/Bio-Inerzia-Societa-Cooperativa/800140256767001

7 SETTEMBRE/ PRATO E IL SUO GIORNO DELLA VERGOGNA

Anche quest’anno nessuna iniziativa in memoria dell’ECCIDIO DEL CASTELLO, la STRAGE PARTIGIANA DI PRATO. Dopo 73 anni, continua l’operazione di CONSEGNA all’OBLIO della SINISTRA PRATESE sul massacro di innocenti ad opera di brigate partigiane. 

 

di Franco Riccomini

“… Sileno Desideri, in linea con questa volontà, ha inviato all’Associazione Combattenti e Reduci e al nostro giornale, una testimonianza circostanziata dal titolo “Storia di un massacro: 7 settembre 1944. L’eccidio della Fortezza”, un episodio dei primi giorni della liberazione della città sconosciuto, come altri, alla maggior parte dei cittadini e — dopo un lungo periodo di colpevole silenzio — egli intende riportarlo alla memoria. “Dopo — afferma testualmente — anni di inquinamento resistenziale dobbiamo ricordarlo per creare nei cittadini un senso di umana pietà e per sottolineare che la memoria  non deve perdersi nel tempo, ma deve rafforzarsi e accompagnarci verso i sentieri della verità e della giustizia”.L’evento di cui si parla, accompagnato e seguito da altri, avvenne il giorno dopo l’arrivo a Prato degli americani, il 7 settembre,quando i partigiani, usciti dai conventi e dai nascondigli, dai sotterranei della clandestinità, uscirono all’aperto e si dichiarano “liberatori della città”.Ma i festeggiamenti per l’ottenuta libertà non ebbero luogo: vi furono invece rastrellamenti da parte dei partigiani o di chi si professava tale e si assistette ad una carneficina degli ex fascisti o presunti , tali che vennero sommariamente giustiziati: l’odio e la vendetta ritmarono la mano degli esecutori. Ed ecco il racconto del Desideri sui fatti, dietro anche la testimonianza di Renzo Tonfoni allora diciassettenne (oggi deceduto) che assistette alla scena in cui gli arrestati venivano condotti nel Castello dell’Imperatore scelto come Tribunale del Popolo, fatti raccontati nel 1994 in maniera sommaria ad un giornale. Giudicati colpevoli venivano fatti uscire e qualcuno all’esterno li uccideva a colpi di moschetto: sette i giustiziati ma in altre parti della città venivano uccise una sessantina di persone, impiegati e operai che avevano aderito al Fascismo e si tra essi il Commissario Prefettizio Rosario Ardizzone e il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Vivo. Desideri ne fa un preciso elenco tratto dal registro comunale delle denunce di morte: tutti risultano deceduti per ferite di armi da fuoco. Fra gli esecutori del massacro, specie quello della Fortezza, furono rinviati a giudizio dieci persone, poi tutte assolte per insufficienza di prove ad eccezione di Marcello Tofani detto “Tantana”, sicuramente il più crudele esecutore che aveva agito, come affermava, per spirito di vendetta perché i fascisti gli avevano ucciso il fratello, seviziandolo, impiccandolo e dandogli poi fuoco. Una lunga vicenda processuale quella a suo carico. Tantana intanto aveva richiesto la tessera del Pci che gli era stata rifiutata e solo più tardi l’ottenne per intercessione di un giovane segretario di sezione. A conclusione delle varie fasi processuali, con  sentenza del 27 marzo 1953, la corte di Assise di Firenze lo condannava a diciotto anni di reclusione per l’assassinio del maresciallo Vivo condonando tredici anni della pena inflitta. Ma rimase poco in carcere perché beneficiò dell’amnistia di Togliatti allora ministro della Giustizia (il pretesto fu quello  di placare gli animi ma – afferma ancora Desideri- fu emanato principalmente per liberare i partigiani che “ avevano lottato contro il fascismo”) Tantana  morirà poi nel bolognese, dove si era trasferito,il 22 giugno del 1986. Ma la testimonianza del Tonfani non fu la sola: Desideri ricorda anche quella dell’arcivescovo della Basilica delle Carceri don Franco Franchi, testimone oculare del massacro che scrisse in una relazione al vescovo di aver visto fucilare davanti a lui dodici persone “senza che nessuno sia intervenuto per far terminare la carneficina”;e quella di monsignor Francesco Piccardi Rettore del Seminario che parlò di vendette personali dando luogo ad una pagina vergognosa e truce della storia locale. E infine monsignor Eugenio Fantaccini che ribadisce che quella fu una giornata obbrobriosa per la storia cittadina. “Per anni, aveva raccontato Tonfani, ho detto ad amici e conoscenti quel che avevo visto…- ma niente, facevano tutti finta di non capire”. E l’ora della verità, come ormai da tempo fortunatamente avviene, che le nefandezze tornano a galla da qualsiasi parte vengano. La testimonianza di Desideri ne è un esempio e diventa storia da registrare…”

Fonti: La Nazione, 29 giugno 2008

 

PALLA GROSSA/Stendiamo un pietoso velo sulla decisione di far giocare all’IPPODROMO DI: Claudio Falcini

“… Piazza Mercatale per 350 giorni l’ anno è regno incontrastato di prostituzione, spaccio, e altre forme di attività illegali sotto gli occhi di tutti….per 15 giorni invece (durante lo svolgimento della palla grossa) tossici…spacciatori…mignotte e papponi dovevano traslocare altrove liberando una della piazze più grandi d’ Europa…” C. Falcini

Il Vicesindaco Simone Faggi . Come al solito ha capito tutto

Premesso che non sono un sostenitore della Palla Grossa (che non reputo nemmeno uno sport ma una scazzottata collettiva…tanto per dirla tutta…) una volta di più questa Giunta e le associazioni di categoria hanno distrutto l’ ennesimo evento/tradizione che a Prato richiamava su di se una grossa attenzione oltre che spettatori ….perchè Piazza Mercatale per 350 giorni l’ anno è regno incontrastato di prostituzione, spaccio, e altre forme di attività illegali sotto gli occhi di tutti….per 15 giorni invece (durante lo svolgimento della palla grossa) tossici…spacciatori…mignotte e papponi dovevano traslocare altrove liberando una della piazze più grandi d’ Europa….stendiamo poi un pietoso velo sulla decisione di far giocare un evento nato all’ interno delle mura di Prato in periferia all’ Ippodromo…è come se il calcio storico fiorentino anzichè in S. Croce lo facessero nel parcheggio davanti al mercato della frutta a Novoli (magari Nardella ancora non ci ha pensato….)….per cui bene hanno fatto i Gialli ad abbandonare la competizione e spero che anche le altre squadre seguano il loro esempio.


Da: http://www.notiziediprato.it/

Palla grossa, i Gialli di Santo Stefano non giocano: “Troppi cambiamenti, vinca il migliore”

Il quartiere annuncia il ritiro dall’edizione 2017 in aperta polemica con l’amministrazione comunale, i commercianti e il Comitato. Critiche allo spostamento dell’arena fuori dalle mura, alle modifiche al regolamento e alle incomprensioni che non hanno permesso ai calcianti di allenarsi in modo adeguato. Il vicesindaco: “Non sono certo che … Leggi articolo intero

Il “MEDIATORE CULTURALE” e’ un MESTIERE INVENTATO DAI POLITICI Di: Fabio Cintolesi

“… Stupiscono le reazioni tiepide di tante femministe e tante donne che si dicono progressiste. A partire dalle collaboratrici di questa cooperativa, che avrebbero dovuto chiedere la testa di questo islamopiteco, pena il blocco completo della cooperativa….” F. Cintolesi

Questo ragazzotto, commentando lo stupro di gruppo di Rimini, ha detto che alla fine le donne godono.
Il suddetto, giovane pakistano di 24 anni, laureando in legge all’università di Bologna, è mediatore culturale per conto di una cooperativa sociale di Sasso Marconi che, finanziata da noi contribuenti per tramite della regione Emilia Romagna, si occupa di integrare gli immigrati.
La cooperativa ha “sospeso” questo soggetto, non licenziato. La regione Emilia Romagna non ha (almeno fino ad ora) deciso di recidere le convenzioni con questa cooperativa, vista la leggerezza con coi assume gente simile in compiti così delicati. Se non ci fosse lo stato, chi aiuterebbe gli immigrati ad integrarsi?
Ma cos’è un “mediatore culturale”? E’ una parola inventata dai politici, per permettere a qualcuno di avere uno stipendio e fare finta di svolgere un lavoro, in attesa delle prossime elezioni.
Stupiscono le reazioni tiepide di tante femministe e tante donne che si dicono progressiste. A partire dalle collaboratrici di questa cooperativa, che avrebbero dovuto chiedere la testa di questo islamopiteco, pena il blocco completo della cooperativa.
Ma voi ragazze che ne dite?

Comunque, ieri sera al TgLa7, parlando di violenze sessuali, il direttore Mentana ha spiegato che ben il 60% degli stupri commessi in Italia sono ad opera di Italiani e “solo” il 40% è compiuto da stranieri.
Peccato abbia omesso di dire che gli stranieri rappresentano forse l’8% complessivo della popolazione.
Questi pensano di combattere il razzismo con questi argomenti e non si rendono conto che stanno solo esasperando le persone per bene e disintegrando la propria credibilità.
Ps: Tralascio altre castronerie di quel servizio, per brevità.

ILLEGALITA’ CINESE/ L’IPOCRISA E’ IL PRIMO OSTACOLO ISTITUZIONALE Di: Vittorio Lana

“… Comuni (Prato fu il primo nel 2010) possono partecipare all’accertamento (art. 2 d.l. n.23/2011) con notevoli vantaggi del 30% di somme riscosse (d.l. n. 78/2010) e tramite SIATEL attraverso incrocio banche dati Registro ed utenti ENEL, possono monitorare con minimo impiego di risorse i consumi di energia eccessivi rispetto a quelli domestici, onde localizzare laboratori clandestini….” V.Lana

Non si fermano mai, chi li copre?

L’ipocrisia istituzionale sul fronte della illegalità diffusa nelle Chinatown nostrane, a partire da Prato, è il primo ostacolo da superare per provare ad integrare le relative attività commerciali nel sistema Eu ed italiano.
E mi spiego.
Ogni giorno, si muovono decine di container di merci d’importazione messe in libera pratica all’interno dell’Ue che, guarda caso, vengono offerte agli operatori del settore, franco fabbrica, senza altre formalità ed a prezzi lontanissimi da qualsiasi parametro economico occidentale. Chi acquista a quelle condizioni è competitivo, chi rifiuta è fuori mercato.
Questa è la genesi delle distorsioni; il problema è tutto nostro e chi ha orecchi per intendere, intenda, a livelli doganali Eu.
Giacchè le accertate colossali rimesse “money transfer” sono conseguenza, non la causa del problema a monte.
In ogni ora si muovono migliaia di autoveicoli che alimentano le filiere façon Cinesi dell’abbigliamento, prime figlie del sistema sommerso, cui è stato consentito ciò che venne vietato a quelle indigene, con la rigida applicazione della Legge Anselmi sulla “dipendenza economica tecnica del lavoro a domicilio”. Ed anche qui il problema è tutto nostro.
Per restare sul punto, indirizzi Governativi a parte sull’impiego di Agenzia delle Entrate e Forze di Polizia, anche i Comuni (Prato fu il primo nel 2010) possono partecipare all’accertamento (art. 2 d.l. n.23/2011) con notevoli vantaggi del 30% di somme riscosse (d.l. n. 78/2010) e tramite SIATEL attraverso incrocio banche dati Registro ed utenti ENEL, possono monitorare con minimo impiego di risorse i consumi di energia eccessivi rispetto a quelli domestici, onde localizzare laboratori clandestini.
E questo è altro problema tutto nostro.
Come altrimenti si pensa, nelle alte sfere, di poter concretamente aiutare i laboriosi operatori Cinesi e quelli indigeni, a rifiutare il sistema capillare “dell’offerta anonima” optando per quella attualmente impraticabile di soggetti emittenti regolari fatture.
La si finisca di prenderci per i fondelli ed incentiviamo i volenterosi ad integrarsi, senza ricorrere agli scontati slogan da e per gli stolti.
Almeno per rispetto dei morti.

MEDIO EVO/Trionfo della cristianità e nascita del capitalismo Di: Gianfredo Ruggiero

“… Proprio coloro che più esaltano il voto di povertà, i Francescani, fissano inconsapevolmente i primi punti fermi del pensiero capitalista precorrendo la scuola di Salamanca del cinquecento dove, insieme ai teologi domenicani e gesuiti, anticipano l’elaborazione di Adam Smith, il teorico del capitalismo moderno…” G. Ruggiero

 

Trionfo della cristianità e nascita del capitalismo

Sono passati trecento anni da quel 1492 che segnò, con la scoperta dell’America, il passaggio dal Medio Evo all’epoca moderna. Da allora storici e filosofi, intellettuali e teologi, si sono accapigliati sul lascito di quei mille anni di storia che, a torto o a ragione, sono stati definiti “i secoli bui”.

Se Roma ci ha lasciato in eredità la sua civiltà, le sue leggi e la sua cultura, altrettanto non si può dire del Medioevo. Ci sono stati, è vero, momenti di altissimo splendore come le grandi battaglie che fermarono l’avanzata dei musulmani in Europa e la liberazione della penisola iberica dalla dominazione araba.

Vi furono notevoli innovazioni, anche se alcune di provenienza orientale come la polvere da sparo, inventata dai cinesi e applicata in Europa alle armi da fuoco, i caratteri da stampa mobili inventati sempre dai cinesi, sviluppati dai coreani e perfezionati dal tedesco Gutenberg e l’orologio meccanico, apparso in Cina cinquecento anni prima. La bussola come strumento di navigazione (il campo magnetico terrestre fu una curiosità scoperta dai vichinghi) fu introdotta in Europa nel XII secolo dagli arabi che la appresero dai soliti cinesi.

Altre importanti invenzioni furono gli occhiali da vista (anche se alcuni rudimenti risalgono all’epoca romana), i mulini ad acqua per la macina del grano e l’aratro pesante che permisero di sviluppare l’agricoltura.

Nelle arti e nella letteratura troviamo dei fulgidi esempi che hanno gettato le basi del Rinascimento, soprattutto grazie al lavoro di copiatura del sapere antico degli instancabili monaci amanuensi (i quali durante i lavori di trascrizione e traduzione dal greco al latino dei Vangeli praticarono ai testi sacri quegli “aggiustamenti”per renderli tra loro coerenti e aderenti alla realtà storica).

Le città europee videro la nascita delle prime Università ad opera delle corporazioni di mestieri che, a partire dal XIII secolo, ruppero il monopolio ecclesiastico dell’istruzione e l’insegnamento uscì dai Monasteri.

In Italia la nascita dei Comuni, versione aggiornata delle poleis greche e preludio degli stati nazionali, fu la risposta alla frammentazione del potere politico derivante dalle continue dominazioni straniere. I nuovi assetti istituzionali seppero cogliere in pieno quell’anelito unitario ben rappresentato, in campo culturale e linguistico, dall’opera di Dante.

Ciò nonostante furono secoli effettivamente bui, in cui le città si svuotavano e le persone vivevano in condizioni precarie in tuguri malsani (mentre la Chiesa costruiva, con il lavoro e le elargizioni dei devoti, grandi basiliche e splendide cattedrali grondanti di tesori). Il clima che si viveva era di violenza e il popolo era sottoposto ad ogni forma di prevaricazione da parte della nobiltà feudale e del clero. Ingiustizie vanamente arginate dall’ordine dei cavalieri. La schiavitù era stata definitivamente bandita (tornerà prepotentemente in epoca illuminista), ma sostituita dalla servitù della gleba che vincolava i contadini alla terra e ai voleri del padrone . Viaggiare era estremamente pericoloso con i briganti sempre in agguato lungo le strade meno trafficate; l’ignoranza e l’analfabetismo erano dilaganti (solo i monaci sapevano leggere e scrivere, Carlo Magno, ad esempio, era mezzo analfabeta: sapeva leggere, ma non sapeva scrivere 1).

La condizione femminile nel mondo medioevale subì una forte regressione rispetto alle conquiste sociali della Roma Imperiale 2):la donna viveva in uno stato di totale sudditanza, considerata dalla Chiesa con disprezzo “cosa necessaria all’uomo” e portatrice di tentazioni “la porta dell’Inferno”. La nascita di una bambina era vista, soprattutto nelle classi povere, come una disgrazia. Reclusa in casa, la sua vita era finalizzata alle faccende domestiche e alla procreazione. Unico momento di svago era accompagnare la madre alla messa domenicale, l’alternativa era il convento, altra forma di reclusione.

L’igiene personale era vista quasi con sospetto e le epidemie che falcidiavano intere popolazioni erano ricorrenti a causa della malnutrizione e dell’abbandono di ogni forma di igiene (era consuetudine svotare i pitali gettandone il contenuto, urina e feci, dalla finestra). Le terme e i sistemi fognari costruiti dai Romani furono abbandonati e dei quattrocento bagni turchi costruiti dai Mori a Granada durante la dominazione araba della Spagna, solo uno sopravvisse al nuovo corso.

Ma l’elemento che più di ogni altro ha determinato il Medio Evo è stato il cristianesimo con il suo carattere esclusivo e assolutista.

«Non avrai altro Dio all’infuori di me»

Questo comandamento (non a caso il primo dei dieci) fu preso alla lettera da Papi e sovrani che imposero la religione di Dio con le armi, dando inizio ad una lunga stagione di sangue, a partire dal contrasto alle eresia. Le otto fallimentari crociate ne sono l’esempio eclatante, anche se dietro le spedizioni in Terra Santa si nascondevano motivazioni economiche quali il controllo dei traffici commerciali con l’Oriente e le razzie di cui ne fu vittima perfino la cristiana Costantinopoli, saccheggiata dai loro fratelli di fede durante la quarta crociata. Servirono anche a sancire la supremazia delle Repubbliche marinare sul Mediterraneo.

La vita quotidiana era condizionata dalla Chiesa, anzi scandita dal battito delle campane. L’identificazione della vita religiosa con la vita reale era totale e professare la fede era obbligo di ognuno, pena l’emarginazione poi sfociata nella persecuzione ad opera della Santa Inquisizione. Le più raccapriccianti tecniche di tortura furono sviluppate e usate per costringere le vittime a confessare inesistenti reati o per ripudiare la propria fede a favore di Cristo. Il perdono e la cristiana pietà stavano nel concedere una morte“umana” allo sventurato.

Con il Medioevo il cristianesimo s’impone e diventa ideologia. Un’ideologia che, come vedremo più avanti, ne coltiva al suo interno un’altra, quella capitalista.

Le arti e la letteratura sono anch’esse pesantemente condizionate dal credo religioso e le scienze devono fare i conti con la Chiesa che diventa un sorta di Corte Costituzionale: le scoperte scientifiche sono vagliate dagli organismi ecclesiastici e quelle in contrasto con i dogmi religiosi, a prescindere dalla loro validità e importanza, sono bandite e gli scienziati costretti a umilianti abiure. Il caso Galileo ne è l’emblema.

Recentemente si è tentato di motivare in positivo l’ingerenza della Chiesa nella scienza. Lo ha fatto il fisico e filosofo dell’università di Cambridge James Hannam nel suo libro “La genesi della scienza”(editore D’Ettoris), il quale afferma sostanzialmente che la scienza“neutra” non esiste. Essa è sempre condizionata da una ideologia o da una religione. Nel caso del cristianesimo, questo ebbe il merito di indirizzarla verso le attuali forme.

«la scienza era arrivata così lontano grazie a una particolare concezione di Dio e della creazione»

«era stata proprio quella particolare concezione di Dio a spingere gli uomini a studiare la natura, perché attraverso la natura l’uomo poteva imparare qualcosa del suo Creatore»

Interpretazione molto religiosa e poco scientifica: la paura di incorrere nei rigori della Santa Inquisizione non ha certo stimolato la libertà di ricerca anzi, a nostro avviso, ne ha rallentato lo sviluppo. Soprattutto in quegli ambiti che potevano essere in contrasto con il pensiero cristiano.

Ciò nonostante – poiché il cammino della scienza si può rallentare, ma non fermare – il Medioevo fu comunque un periodo fecondo. Inizialmente non ebbe vita propria e rientrò in quella parte della filosofia cristiana che tentava di conciliare la scienza con la fede secondo il pensiero di Giovanni Scoto, il maggior filosofo dell’epoca carolingia, il quale interpreta la natura e tutto ciò che la compone come esclusiva espressione della volontà divina.

Verso la fine del Medioevo allo studio della filosofia e della teologia si affiancano nuove discipline quali grammatica, retorica, dialettica e quadrivio (che comprende aritmetica, geometria, astronomia e musica). Questo allargamento del panorama scientifico e culturale diede spazio al pensiero di grandi scienziati quali Ruggero Bacone (o Roger Bacon), il padre della scienza sperimentale, e Teodorico di Freiberg, il primo a comprendere l’arcobaleno quale fenomeno causato dalla rifrazione della luce.

Il metodo scientifico inizia a farsi strada e pone la base della rivoluzione scientifica inaugurata dall’opera copernicana “Le rivoluzioni degli astri celesti” del 1543.

Con l’accettazione obtorto collo da parte della Chiesa della nuova elaborazione astronomica, la scienza esce dalla filosofia per costruirsi un ambito autonomo e meno condizionato dal pensiero religioso. Oggi la scienza è sicuramente più libera rispetto al Medioevo. Al condizionamento religioso sono però subentrate le interpretazioni manichee e le manipolazioni ideologiche. Il caso più evidente riguarda l’evoluzionismo, una teoria fantasiosa che la scienza ufficiale non avrebbe difficoltà a smontare se non fosse per il sostegno indiretto e involontario che il darwinismo offre alle ideologie materialiste di ieri e di oggi. 3)

Nel Medioevo, con la riforma protestante, sono sorti i germi di quella grande epidemia che oggi ci affligge: il capitalismo. Come afferma uno dei grandi esegeti dell’età di mezzo Rodney Stark

«Il Medioevo è stato un’epoca di notevole progresso e innovazione, tra cui l’invenzione del capitalismo»

Se Max Weber col suo libro, “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” del 1905, aveva individuato nella riforma calvinista la genesi dello spirito del capitalismo, i primi segni dell’ideologia del libero mercato li possiamo trovare nel pensiero di San Francesco. Secondo Giovanni Ceccarelli, professore dell’Università di Venezia, nell’opera dei teologi francescani del duecento possiamo riscontrare i primi rudimenti del pensiero liberista, e cita come esempio la rivalutazione del gioco d’azzardo che i discepoli di San Francesco contemplano nella loro teoria sulle dinamiche economiche del rischio.

Proprio coloro che più esaltano il voto di povertà, i Francescani, fissano inconsapevolmente i primi punti fermi del pensiero capitalista precorrendo la scuola di Salamanca del cinquecento dove, insieme ai teologi domenicani e gesuiti, anticipano l’elaborazione di Adam Smith, il teorico del capitalismo moderno.

Furono anche gettate le basi del sistema bancario da cui sarebbe scaturito – grazie all’asservimento della politica – il potere assoluto dell’alta finanza su cui oggi poggia il capitalismo globalizzato. Il via lo diedero i Templari, gli inventori delle carte di credito. La successiva nascita nel 1694 della privata Banca d’Inghilterra, diede inizio al fenomeno del signoraggio bancario, causa primaria dell’inestinguibile debito pubblico degli stati.

Il potere assoluto e soffocante della Chiesa Medioevale ha prodotto, per reazione, l’avvento dell’Illuminismo che ha offerto una base filosofica alle ideologie ottocentesche: razzismo, nazionalismo e materialismo. La Massoneria, erede dei monaci templari perseguitati e mandati al rogo dalla Chiesa e dal Re di Francia Filippo il Bello per impossessarsi degli immensi tesori accumulati con le donazioni e le transazioni proto-bancarie dei fedeli che si recavano in Terra Santa, fu anch’essa conseguenza del potere temporale della Chiesa.

Con la Rivoluzione Francese e la conquista dell’Italia da parte dei Savoia è tutto il mondo clericale, a sua volta, ad essere fortemente avversato fino a sfociare nella repressione, come accadde nella Vandea cristiana in Francia o in Messico con i cattolici Cristeros o nel meridione d’Italia con i piemontesi.

Il Medio Evo va quindi ricordato da un lato per aver messo alla prova la Chiesa e fatto comprendere all’umanità cosa accade quando la religione esce dalla sfera spirituale individuale per condizionare o sostituirsi alla politica e, dall’altro, per aver creato i presupposti dell’avvento del capitalismo, la malattia ideologica che affligge l’Evo moderno.

Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Culturale Excalibur

Siamo governati da incompetenti e incapaci Di: Aldo Milone

“… Vogliamo scommettere che se dovesse scoppiare una bombola di gas in qualche appartamento sovraffollato, diranno che la nuova frontiera da combattere sono questi ultimi? …” A.Milone

“…Voglio stare con te/
Inseguire con te/
Tutte le onde del nostro destino/
Ooh, baciami ancora……” (cit. L. Cherubini)

Forse mi sarà sfuggito, però non ho ancora letto una dichiarazione di una parlamentare del Pd e della sinistra in generale in merito alle parole di quel mediatore culturale che ha quasi giustificato lo stupro di Rimini ai danni di una turista. Forse perché quelle bestie sono extracomunitari? E la Presidente della Camera Boldrini è ancora in vacanza e non è venuta a conoscenza di questo ignobile episodio?.(LEGGI).

Penso Poi anche a quello che si sente per bocca deli responsabili della Caritas di Prato (LEGGI). Il Governo e tutti i suoi accoliti pensa di fare accoglienza e poi non riesce a garantire il minimo indispensabile. Del resto non riesce a garantirlo agli italiani. Non capisco lo stupore della Caritas in questo caso. Del resto sarebbe anche un fatto gravissimo se si assicurasse a questi pseudo profughi una casa e un lavoro mentre si lascerebbe morire di fame e dormire sotto un ponte i pratesi. Cosa che già succede purtroppo.

Poi a PRATO abbiamo i cinesi, che invece lasciamo morire bruciati nelle loro case laboratorio. Quando affronto il problema dell’illegalità cinese, vengo sempre tacciato, anche da amici, di essere noioso perché denuncio sempre le medesime cose, quasi come se dessi noia. I morti evidentemente danno fastidio.   Nonostante ciò, qualche noto esponente politico del Pd aveva detto che si stavano mettendo in regola. Biffoni, per premiarli per avere gli operai in regola, organizza ogni anno una cocomerata nel Macrolotto Zero. Poi non dimentichiamo che, secondo il Presidente dell’Inps, Boeri, saranno loro a pagarci la pensione. Ed ho anche riletto le dichiarazioni del V. Sindaco Faggi e del Presidente della Regione Rossi sulla stampa locale e si rafforza sempre di più il mio convincimento.

Per questo e non solo dico che siamo governati da incompetenti e incapaci. Adesso, sempre dopo le tragedie, questi signori scoprono che i cinesi hanno delle tagli e cuci anche nelle abitazioni. Vogliamo scommettere che se dovesse scoppiare una bombola di gas in qualche appartamento sovraffollato, diranno che la nuova frontiera da combattere sono questi ultimi?

Da almeno due anni profetizzo che a Prato tra un decennio la popolazione straniera raggiungerà il 50% dei residenti. Ovviamente la stragrande maggioranza sarà cinese. Così Prato diventerà un’anomalia mondiale. Con un’altra legislatura di Biffoni forse si anticiperanno i tempi. Del resto è sufficiente ricordare la presentazione della brochure che pubblicizza Prato in Italia e all’estero. Questa brochure sulla copertina presenta un dragone che è avvinghiato ad una ciminiera. È molto eloquente e significativa questa copertina. Ricordo che questa brochure ha avuto l’avallo della giunta Biffoni e il relativo contributo economico. E vogliamo parlare della cocomerata in via Pistoiese?.

Non so se ridere o piangere. Forse più da piangere perché la gente ha affidato le sorti di un Comune e di una Regione a queste persone.

PARCO DEGLI ACQUILONI/ Ieri una MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA? Di: Andrea Russo

“… Non vorrei sembrare razzista, ma non si spiega come mai nonostante le continue telefonate alla municipale nell’arco di più di due ore tra pe 18 e le 20 per segnalare il fenomeno, non intervenisse nemmeno una pattuglia e ad ogni chiamata si assistesse alla risposta meravigliata dell’ufficiale in servizio…” A.Russo

Il parco degli aquiloni, nonché una delle poche aree sgambatura per cani a disposizione sul territorio comunale pratese, si stava preparando nei giorni passati ad una finale molto sentita dal popolo pakistano: un mach di cricket organizzato con tanto di tribune e giuria, impianto audio e strisce bordocampo ha invaso letteralmente l’area in cui sono soliti correre i nostri amici a 4 zampe. La manifestazione sportiva non sembrava essere autorizzata, o almeno questo è stato quanto affermavano i padroni dei cani che hanno piu volte avuto da discutere con gli organizzatori del campionato che proprio oggi, 27 agosto 2017 si concludeva con consegna di medaglie e coppe. Come possa essere stata autorizzata una manifestazione in cui si colpisce una pallina da tennis con una mazza in un’area destinata alla sgambatura dei cani resta infatti di difficile comprensione. Ogni qualvolta la palliana fuoriusciva dalla zona assediata da almeno 200 tra sportivi e spettatori, era ovvio che finiva in boccaa d un cane. E poi vogliamo parlare della sporcizia lasciata in terra? Laddove la sensibilità occidentale è arrivata a far rimuovere le deiezioni canine dal suolo pubblico si assisteva ad una cialtroneria totale per cui stasera il parco sembrava un campo minato tra bottiglie sacchetti, lattine, catacce e dimenticanze ogni tipo con ulteriore rischio per il nostro Fido. Beh, non c’è di che andare orgogliosi visto che se mai saranno fatte, queste pulizie sraordinarie ricadranno sul bilancio dei Pratesi.
Anche dal punto di vista della sicurezza non possiamo rimanere indifferenti: ip cricket è uno sport praticato in aree delimitate da reti alte 7-8 metri e la pallina dopo la battuta viaggia a velocita elevate e che presa in un occhio non rende felice il passante.
Non vorrei sembrare razzista, ma non si spiega come mai nonostante le continue telefonate alla municipale nell’arco di più di due ore tra pe 18 e le 20 per segnalare il fenomeno, non intervenisse nemmeno una pattuglia e ad ogni chiamata si assistesse alla risposta meravigliata dell’ufficiale in servizio. Anzi, a dire il vero una macchina dei carabinieri é stata vista, ma non si è nemmeno fermata.
Credo che lo sport possa essere un grande momento di dialogo tra le culture, ma la complicità delle amministrazioni è fondamentale. Si prenda ad esempio il comportamento di un altro comune italiano che risponde attivamente ad esigenza analoga:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/08/26/news/torneo-di-cricket-tra-rifugiati-allo-zaccaria-1.15776820
Non sembra proprio la stessa Italia!
Qui trovate alcune immagini e un video (scusate per la pessima qualità).
https://www.facebook.com/shrisarabanda.tarabarallah/media_set?set=a.1520562031333370.1073741833.100001387638347&type=3&needsRefresh=true

La chiesa non dovrebbe essere un talk show Di: Leonardo Cortesi

“… Se Don Biancalani vuole fare politica, parlare delle ONG e del governo Renzi, che si tolga l’abito di prelato, si candidi in qualche partito e rischi di persona, oppure si imbarchi con qualche organizzazione non governativa, per perseguire i suoi legittimi obiettivi….” L. Cortesi

Don Massimo Biancalani, parroco della parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, diocesi di Pistoia

Don Biancalani fa sfoggio del suo lavoro coi migranti su facebook, quando Dio dice che “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, riferendosi al fatto di fare le elemosina e le opere di carità per farsi belli , ospita rifugiati in chiesa senza comunicarlo alla questure e invece di parlare di fede, di ecclesia, le sue omelie sono delle tribune politiche.
Contrappone gruppi di persone (chi vuole accogliere gli immigrati, contro forza nuova), quando dovrebbe essere una guida per chi non crede che far bene al prossimo sia giusto, non nell’aizzare le folle.
La chiesa non è un talk show, non deve compiacere le masse (soprattutto quelle di sinistra), la chiesa è spiritualità, fede e non deve e essere democratica e ascoltare cosa dicono gli altri.
Se Don Biancalani vuole fare politica, parlare delle ONG e del governo Renzi, che si tolga l’abito di prelato, si candidi in qualche partito e rischi di persona, oppure si imbarchi con qualche organizzazione non governativa, per perseguire i suoi legittimi obiettivi.
Troppo facile farlo con la chiesa che offre uno stipendio, un posto per vivere, che sarebbe riservata soprattutto ai fedeli della sua comunità

Sul fatto dell’assistenza infatti non gli contesto niente (sempre che sia fatto nel rispetto delle leggi italiane):  non trovo niente di male nel portare i profughi o rifugiati in piscina e condanno fermamente chi ieri è andato fuori dalla chiesa ad aspettarlo.
Diciamo che essendo io stato un credente, la politica in chiesa non mi è mai piaciuta (da una parte e dall’altra) e nelle piccole comunità il prete è una figura fondamentale, molto più importante di un sindaco o di qualsiasi politico o amministratore. E’ colui che riporta distensione fra le persone, che ha sempre una parola buona per tutti e cerca di ascoltare i suoi parrocchiani invitandoli alla pace e alla calma e se c’è da spiegare qualcosa cerca di farlo con tutta la pazienza che possiede.
A me ha dà noia il fatto che le sue prediche in chiesa siano comizi contro Renzi o il governo (non che io sia un fan di quest’ultimo) o contro i fascisti: non trovo giusto alzare i toni e parlare troppo di queste cose.