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SALVATAGGIO BANCHE/ 5 MILIARDI SOTTRATTI AI BISOGNI DEGLI ITALIANI Di: Federico Sarti

“… tecnicamente, non potevano essere spesi poiché ormai vige il “bail in” ovvero chi investe i soldi può anche perderli…” F. Sarti

5 MILIARDI di euro.
Questa é la somma pagata dai contribuenti italiani per il salvataggio della Banca Popolare di Vicenza.
5 miliardi (pari a 10.000 miliardi per chi mastica ancora le veccchie lire) a completo carico dei cittadini.
5 miliardi sottratti alla ricostruzione post-terremoto.
5 miliardi sottratti alle famiglie indigenti del paese.
5 miliardi che, tecnicamente, non potevano essere spesi poiché ormai vige il “bail in” ovvero chi investe i soldi può anche perderli (e che non riguarda in ogni caso i correntisti fino a 100mila euro, che, dunque erano giá tutelati).
5 miliardi da parte del PD per aiutare gli amici banchieri: Banca Intesa, con questa operazione, si compra la Popolare di Vicenza con un pugno di euro; mentre i debiti rimangono a carico dello Stato. Dunque a nostro carico.
5 miliardi che il governo ha stanziato con decreto firmato domenica pomeriggio, mentre la gente votava ai ballottaggi delle amministrative, sperando che nessuno se ne accorgesse.
E volevano anche vincere le comunali, i fenomeni del PD.


da: http://www.huffingtonpost.it/

Banche venete cedute a Intesa Sanpaolo, ma se salta il decreto salta tutto. Nominati i commissari, per entrambe c’è Viola

“Nessuna conseguenza per i clienti” di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza già da oggi

La Banca d’Italia ha nominato i commissari liquidatori della Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e dà notizia dell’avvenuta cessione delle due banche venete a Intesa Sanpaolo, assicurando che dall’operazione che porta i due istituti nella pancia di Ca’ de Sass non ci sarà nessuna conseguenza per i clienti, che già dalla mattina di oggi potranno effettuare le consuete operazioni senza variazioni, ma sotto responsabilità di Intesa Sanpaolo.

L’operazione di salvataggio delle due banche venete viene accolta con il segno positivo da Piazza Affari. Segno più per il Ftse Mib, in rialzo appena sotto l’1% in apertura. Intesa Sanpaolo corre (+3,5 a 2,7 euro) dopo la firma dell’… Leggi articolo intero

Aggiornato 26/06/2017 19:35 CEST

BELLA CIAO Di: Susanna Orlandini

“…Una mattina, mi son svegliato… BELLA CIAO, BELLA CIAO..BELLA CIAO, CIAO, CIAO…”

Foto da www.formiche.net

Veniamo subito al sodo: i risulti li abbiamo tutti ben chiari e quel è certo è che per Matteo Renzi, quella di ieri è stata una batosta nella batosta. Ancora una volta cadono i candidati renziani, come all’Aquila. Il “renziano” è un articolo che non tira più. Nessuno lo vuole, poichè da tempo decisamente fuori moda.

Poi se davvero il mal comune è mezzo gaudio, allora nel PD si potranno rallegrare del fatto che il loro partito perde anche dandosi una tonalità più rossa, come a Genova.

Dunque “bella ciao” a La Spezia, città di  Andrea Orlando, e come Sesto San Giovanni.

Certo va detto che gli Italiani sono un popolo strano: si illudono facilmente, come fu per il trucco degli 80 Euro a ridosso delle elezioni Europee 2014, e forse è anche giusto aspettarsi che, tanto si sono dimostrati allocchi,  che di certo non rinsaviscano neanche dopo i salvataggi delle varie banche o l’infinita tarantella sullo ius soli.

C’è chi dice che la sconfitta fosse anche attesa, benchè è difficile ipotizzare che qualcuno potesse immaginare un tonfo di siffatte proporzioni

Sommessamente, il segretario Matteo Renzi, che ieri si è tenuto a debita distanza da quel di Roma, attraverso i social ha tentato di dirottare l’attenzione sugli eventi sportivi del giorno, lasciando la patata bollente nelle mani del responsabile nazionale Enti locali, Matteo Ricci. Unico, a differenza di altri compagni di partito, habitue’ dei salotti televisivi della politica, a lanciarsi nelle solite arrampicate sugli specchi. Per Ricci, o evidentemente per chi per il PD ne cura gli aspetti comunicativi, il PD ha vinto. Nessuno ha capito come, ma così andava detto e Ricci altro non ha potuto fare che attenersi al ruolo. Un ruolo sicuramente difficile, ce nessuno, in quel momento, deve avergli invidiato.

Tuttavia Renzi, da quello che ci è dato di sapere, continua a guardare lontano: al nazionale. E si torna così al dubbio amletico di sempre, quello per cui senza un “nuovo centrosinistra allargato” si è destinato alla sconfitta, con lo spettro dei vari ulivi e i fantasmi di mortadella con le sembianze di Romano Prodi  che aleggiano sulle tante teste (forse anche un pò vuote) renziane … Candidati renziani, candidati di sinistra, larghe coalizioni e liste civiche a go-go… …e poi c’è Alfano, altro grande spettro di renziani e non…

E i temi? Cosa raccontare adesso? Quale nuova o vecchia favola? Si vorrà forse parlare di linea chiaramente riformista ed europea? Sì, bene, ma come chi?.. Perchè ultimamente in giro per il mondo si è visto vincere gente come Trump e Macron…

Allora, nel turbine, le scuse diventano una necessità, come ha ben pensato di fare il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato, al quale, come un mantra, abbiamo sentito ripetere la filastrocca della scissione, causata da veti e ripicche. Ma non ci sono solo quelli gli “scissi”, quelli che a un certo punto, forse anche troppo tarsi, hanno sbattuto la porta e se ne sono andati. C’è ancora una buona fetta di minoranza interna, scontenta e sempre pronta e ben felice di tornare, e giustamente,  a mettere in discussione la leadership renziana.

E Andrea Orlando, benché come detto offuscato dalla sconfitta che arriva anche dalla sua La Spezia,  il 27 giugno riunirà la sua area proprio per tornare tutto a ripetere la solita cantilena di chi nel PD è in minoranza. Una cantilena che va da “ricostruire il centrosinistra” a “uscire dall’isolamento”, passando per “serve una svolta”…

Insomma, a valle della tranvata elettorale, a rimanere sono i soliti mantra, filastrocche, cantilene… e una canzone: E’ BELLA CIAO… ma proprio CIAO, CIAO, CIAO!…

TRUFFE E SPERCHI in quel di PRATO in TOSCANA

LO SPERPERO e’ ORMAI OVUNQUE, dalle case date in uso gratuito a ROM, poi risultati MILIONARI al pozzo senza fine del CENTRO CREAF…

IL PRESIDENTE della Regione Toscana Enrico Rossi, nella memorabile immagine fotografica in cui viene ritratto CON LA SUA “FAMIGLIA ALLARGATA”


Da http://giovannidonzelli.blogspot.it/

CREAF, SPRECO SENZA FINE

Ho presentato un’interogazione per chiedere conto dello spreco di denaro pubblico nella vicenda dell’ex Creaf di Prato, società partecipata dalla Provincia e da vari comuni dellarea pratese, poi fallita. Nel Creaf sono stati investiti 22 milioni di euro nell’arco di dieci anni, di cui la Regione Toscana vanta ancora 9 milioni di crediti per i finanziamenti erogati, come sancito da una sentenza del Tar.

Come se non bastasse nel 2001 un privato comprò all’asta per cinque milioni di euro il capannone di via Galcianese, rivendendolo nel 2006 alla Provincia di Prato ad un prezzo di 8 milioni e 450.000 euro più iva. Ed oggi il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha annunciato di voler ricomprare quell’immobile, idea appoggiata, secondo gli organi di stampa, anche dall’assessore al bilancio della Regione Stefano Ciuoffo. Dove prenderanno i soldi?

Giovanni Donzelli, Consigliere Regionale Fratelli d’Italia/AN


PRATO, ROM “PAPERONI” IN CASE POPOLARI

Il Partito democratico chieda scusa ai cittadini di Prato e il sindaco Biffoni si dimetta per aver assegnato a rom finti nullatenenti, ma in realtà evasori, le case popolari sottratte ad italiani bisognosi. Nel marzo 2015 avevamo denunciato il fatto che il portavoce sinti del campo di Mezzana avesse la tessera del Partito democratico: chiediamo che venga fatta luce anche su questa vicenda, vogliamo sapere se abbia influito sulle scelte del Comune.

Un’operazione della Guardia di Finanza e della Procura a Prato ha coinvolto cinque famiglie rom, ex abitanti del campo nomadi di viale Marconi e alcune delle quali assegnatarie di alloggi popolari, a cui è stato sequestrato un patrimonio di 2,5 milioni di euro.

Nel sopralluogo che effettuammo nel 2015 proprio nel campo rom di viale Marconi sottolineammo la vergogna dei favoritismi ai rom a discapito dei cittadini pratesi. Le verifiche della Guardia di Finanza e l’indagine della Procura oggi rende chiaro a tutti che gli italiani sono stati danneggiati due volte: prima scavalcati ingiustamente nelle graduatorie, e poi beffati da persone ricche che attendiamo di conoscere come abbiano potuto accumulare un tesoro così grande.

I vicesindaco Faggi, presente al nostro sopralluogo di allora, si dovrebbe vergognare per l’atteggiamento sferzante tenuto in quell’occasione: la sua amministrazione ha penalizzato italiani che rispettano le regole e pagano le tasse per la preferenza data dal Comune di Prato a rom truffatori. L’amministrazione pratese non solo li ha premiati, ma ha anche speso ingenti risorse pubbliche per ospitarli prima in un campo rom che poi è stato smantellato per un costo ulteriore di 13mila euro a carico dei pratesi.

I cittadini non ne possono più di veder premiate persone ‘amiche’ della sinistra che non rispettano le leggi, non lavorano e non pagano. Ripristinare la legalità è il primo passo per risolvere questa incredibile situazione”.

Giovanni Donzelli, Consigliere Regionale Fratelli d’Italia/AN

PRATO, una CITTA’ DI SCARSA CULTURA Di: Stefano Azzini

“… abbiamo altri problemi per la testa: i sacchi neri, l’illegalità, l’immigrazione e molto altro….. Cosi, tanto perché non interessa a nessuno, il 60° anniversario della morte di Malaparte arriverà e passerà nella indifferenza generale….” S. Azzini

 

Cultura: insieme di conoscenze che concorrono a formare la personalità e ad affinare le capacità ragionative di un individuo……
A Prato parlare di cultura e delle opportunità di crescita legate ad essa al turismo, è come parlare di extraterrestri.
Noi abbiamo altri problemi per la testa: i sacchi neri, l’illegalità, l’immigrazione e molto altro…..
Cosi, tanto perché non interessa a nessuno, il 60° anniversario della morte di Malaparte arriverà e passerà nella indifferenza generale. L’amministrazione comunale, tutt’altro che sollecitata dalla cittadinanza, si è limitata a mettere insieme qualche incontro, tanto per poter dire ”noi il nostro l’abbiamo fatto”.
E poi non ci sono soldi; perché sono stati tutti impegnati nel calderone del Pecci, e perché cosi hanno deciso a Firenze.
A chi interessa sapere se Malaparte è più famoso e rispettato in Germania e in Francia di quanto lo è a Prato, sua città natale? Per lui basta una passeggiata a Spazzavento, una volta l’anno, tanto i suoi libri chi le legge più!
Organizzare un Festival Malaparte? No! Cose passate di moda. Mica siamo a Mantova, dove di festival ne fanno 2 all’anno. E poi in Italia ci sono già tantissimi concorsi letterari. Ma tanto chi ci va? Noi guardiamo i talent e i reality alla TV.
E poi noi dobbiamo pensare ai sacchi neri, agli spacciatori e agli extracomunitari……
Lasciamo stare i libri e la cultura, noi pratesi siamo già bravi cosi.

Come si fa a DIRE che il PROBLEMA DELL’ITALIA non sono le TROPPE TASSE? Di: Fabio Cintolesi

ITALIA, un PAESE AFFETTO DA DEMENZA FISCALE

 

Questo mese ho pagato imu e ritenute. Poi diritti camerali. Il mese scorso iva, inps ed inail. Il mese prossimo non pensiamoci.
Poi arriva qualche buontempone che ti dice che il problema dell’Italia non sono certo le troppe tasse.
Allora elenchiamole. Un elenco informale, forse pure incompleto, per cui ringrazio Antonio Restaneo e Gildo Bacci

1 – Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili
2 – Addizionale comunale sull’Irpef
3 – Addizionale erariale tassa automobilistica per auto di potenza sup 185 kw
4 – Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale
5 – Addizionale regionale sull’Irpef
6 – Bollo auto
7 – Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv
8 – Cedolare secca sugli affitti
9 – Concessioni governative
10 – Contributo Ambientale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi)
11 – Contributi concessioni edilizie
12 – Contributi consorzi di bonifica
13 – Contributo SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei Rifiuti)
14 – Contributo solidarietà sui redditi elevati (Il contributo di solidarietà sui redditi elevati di importo superiore a 300 mila euro si applica nel periodo 2011-2016)
15 – Contributo SSN sui premi RC auto
16 – Contributo unificato di iscrizione a ruolo (E’ dovuto un contributo per ciascun grado di giudizio nel processo civile e amministrativo)
17 – Contributo unificato processo tributario
18 – Diritto Albo Nazionale Gestori Ambientali
19 – Diritti archivi notarili
20 – Diritti catastali
21 – Diritti delle Camere di commercio
22 – Diritti di magazzinaggio
23 – Diritti erariali su pubblici spettacoli
24 – Diritti per contrassegni apposti alle merci
25 – Diritti SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori)
26 – Imposta catastale
27 – Imposta di bollo
28 – Imposta di bollo sui capitali all’estero
29 – Imposta di bollo sulla secretazione dei capitali scudati
30 – Imposta di registro e sostitutiva
31 – Imposta di scopo
32 – Imposta di soggiorno
33 – Imposta erariale sui aeromobili privati
34 – Imposta erariale sui voli passeggeri aerotaxi
35 – Imposta ipotecaria
36 – Imposta municipale propria (Imu)
37 – Imposta per l’adeguamento dei principi contabili (Ias)
38 – Imposta plusvalenze cessioni azioni (capital gain)
39 – Imposta provinciale di trascrizione
40 – Imposta regionale sulle attività produttive (Irap)
41 – Imposta regionale sulla benzina per autotrazione
42 – Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili
43 – Imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato
44 – Imposta sostitutiva sui premi e vincite
45 – Imposta sulla sigaretta elettronica ( Imposta di consumo sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo)
46 – Imposta su immobili all’estero
47 – Imposta sugli oli minerali e derivati
48 – Imposta sugli spiriti (distillazione alcolica)
49 – Imposta sui gas incondensabili
50 – Imposta sui giuochi, abilità e concorsi pronostici
51 – Imposta sui tabacchi
52 – Imposta sul gas metano
53 – Imposta sul gioco del Totocalcio e dell’ Enalotto
54 – Imposta sul gioco Totip e sulle scommesse Unire
55 – Imposta sul lotto e le lotterie
56 – Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
57 – Imposta sul valore aggiunto (Iva)
58 – Imposta sulla birra
59 – Imposta sulle assicurazioni
60 – Imposta sulle assicurazioni Rc auto
61 – Imposta Regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e patrimonio indisponibile
62 – Imposta sulle patenti
63 – Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione
64 – Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)
65 – Imposta sull’energia elettrica
66 – Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni
67 – Imposte sostitutive su risparmio gestito
68 – Imposte su assicurazione vita e previdenza complementare
69 – Imposte sul reddito delle società (Ires)
70 – Imposte sulle successioni e donazioni
71 – Maggiorazione IRES Società di comodo
72 – Nuova imposta sostitutiva rivalutazione beni aziendali
73 – Proventi dei Casinò
74 – Imposta sostitutiva rivalutazione del TFR
75 – Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale
76 – Ritenute sugli utili distribuiti dalle società
77 – Sovraimposta di confine su gas incondensabili (Sovraimposta di confine su gas incondensabili di prodotti petroliferi e su gas stessi resi liquidi con la compressione)
78 – Sovraimposta di confine su gas metano (Sovraimposta di confine su gas metano, confezionato in bombole o altri contenitori, usato come carburante per l’autotrazione e come combustibile per impieghi diversi da quelli delle imprese individuali artigiane)
79 – Sovraimposta di confine sugli spiriti
80 – Sovraimposta di confine sui fiammiferi
81 – Sovraimposta di confine sui sacchetti di plastica non biodegradabili
82 – Sovraimposta di confine sulla birra
83 – Sovrimposta di confine sugli oli minerali
84 – Tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili
85 – Tassa annuale unità da diporto
86 – Tassa erariale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti, rade e spiagge dello Stato
87 – Tassa emissione di anidride solforosa e di ossidi di azoto
88 – Tassa erariale e sbarco merci trasportate per via aerea
89 – Tassa occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP (comunale)
90 – Tassa portuale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti dello Stato
91 – Tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale
92 – Tassa regionale per il diritto allo studio universitario
93 – Tassa smaltimento rifiuti (TARI)
94 – Tassa sulle concessioni regionali
95 – Tassazione addizionale stock option settore finanziario
96 – Tasse e contributi universitari
97 – Tasse scolastiche (iscrizione, frequenza, tassa esame, tassa diploma)
98 – Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente
99 – Tributo per i servizi indivisibili (TASI)
100 – Tributo speciale discarica

BIFFONI e la POLITICA DEL SILENZIO Di: Aldo Milone

“…  Mi chiedo però perché non disse una sola parola sui 18 milioni di euro che ha incassato dalla gara del gas. Gara che fu bandita dalla giunta Cenni contro cui, in veste di consigliere comunale, l’allora Consigliere Biffoni votò contro mentre da sindaco i soldi li ha incassati….” A. Milone, Prato Libera e Sicura

PRATO, campagna elettorale nella primavera del 2014 – Il sindaco di Prato Matteo Biffoni, sul palco insieme ad un cantastorie della campagna fiorentina

Biffoni e il suo partito si indignano perché la Corte d’appello inglese ha condannato il Comune di Prato sulla questione degli Swap ed accusa la giunta Cenni, che promosse questa causa, perché cercò di far risparmiare al Comune il pagamento di interessi quasi da strozzini. Per la cronaca è bene rammentare che il Tribunale di primo grado londinese si era espresso con una decisione favorevole al Comune di Prato. Mi chiedo però perché non disse una sola parola sui 18 milioni di euro che ha incassato dalla gara del gas. Gara che fu bandita dalla giunta Cenni contro cui, in veste di consigliere comunale, l’allora Consigliere Biffoni votò contro mentre da sindaco i soldi li ha incassati. Apparentemente li prese con un certo disgusto forse perché erano soldi del Consiag. E non dico altro su quest’ultimo fatto perché si è scritto e detto tanto. Avevo dimenticato i 45 milioni di euro che Cenni si rifiuto’ di pagare alla Regione per l’area dell’ex ospedale Misericordia e Dolce. Soldi risparmiati dal Comune e quindi dai cittadini.

Ma Biffoni deve avere altre idee su come si gestione le casse comunali. Infatti questa Amministrazione ha deciso di investire altri 500.000 euro per un ulteriore rifacimento dello stadio comunale “Lungobisenzio”. Nonostante l’esiguo numero di spettatori presenti in questa stagione calcistica e, non solo in questa stagione, i pochi lusinghieri successi sportivi della squadra di calcio che, tra l’altro, hanno portato allo scioglimento di un gruppo di ultras e all’abbandono anche del presidente Radici.

E’ per questo che ho presentato un questione time dove chiedo di sapere quali siano le necessità da affrontare che richiedono un ulteriore aggravio per le casse comunali di 500.00 euro 500.000.

Dulcis in fundo, aggiungo inoltre che su episodi gravi come lo scippo ai danni della ragazza pratese, avvenuto in pieno centro, e altri episodi delinquenziali, il Biffoni, che ha la delega alla sicurezza, tace e continua a tacere.

Ma di quale IUS SOLI stiamo parlando?!.. Di: Daniele Gostini

“… Mettiamo la situazione di irregolarità dei genitori che per qualche ragione debbano essere rimpatriati oppure a quella della presenza degli stessi in Italia per turismo o per lavoro. Dare la cittadinanza per il solo fatto di nascere in Italia si scontra con non è un mero dato giuridico e che prevede una condivisione di valori comuni…” D. Gostini

Sbarchi e affari attraverso il Mediterraneo… … un affare per molti…

Al di là delle considerazioni politiche di parte, è giusta la formulazione sulla prevista legge sul ius soli? Innanzitutto non è la stessa cosa nascere da due genitori italiani o non italiani perché nel primo caso, sarà orientato verso l’acquisizione della cultura italiana – di qui il senso dello ius sanguinis -, mentre nel secondo non sarà è così. Mettiamo la situazione di irregolarità dei genitori che per qualche ragione debbano essere rimpatriati oppure a quella della presenza degli stessi in Italia per turismo o per lavoro. Dare la cittadinanza per il solo fatto di nascere in Italia si scontra con non è un mero dato giuridico e che prevede una condivisione di valori comuni che sono alla base del sentimento di appartenenza e dell’integrazione del soggetto all’interno di un comunità. Un esempio eclatante sono i cinesi di Prato che non fanno niente per integrarsi, per imparare l’italiano e anzi mantengono di proposito anche la cittadinanza cinese. Quindi perché insistere nel volere questa legge? Già oggi tutti i minori presenti sul nostro territorio, quale che sia la loro cittadinanza, godono comunque dei medesimi diritti (vanno a scuola, vengono curati, vengono iscritti a società sportive o ad altre associazioni). Per paradosso è proprio la legge sullo ius soli a essere discriminante verso quei cittadini stranieri che, pur di rimanere in Italia e sentirsi italiani a tutti gli effetti, hanno seguito il complesso iter di integrazione previsto dalle norme vigenti così come dovrebbe essere. Con questa ondata migratoria incontrollabile (perché de facto così è: incontrollabile) diverrebbe logico per i genitori (che non ne avrebbero diritto) restare accanto al proprio figlio appena nato (che invece ne avrebbe diritto). A meno che non vogliamo applicare la normativa americana secondo la quale il bambino nato negli USA è americano a tutti gli effetti ma che verrà affidato ai servizi sociali fino al compimento del 18esimo anno giacché i genitori sono stati rimpatriati (ecco la vera ragione per cui esiste un muro con il Messico è perché la procedura per la “green card” è lunga e laboriosa). Se guardiamo all’estero più di 160 Stati non lo applicano, oppure se lo avevano applicato, l’hanno abolito come in Gran Bretagna (1983) con lunghi strascichi fino alla Brexit (voluta più per il disaccordo sulla libera circolazione imposta dal trattato di Maastricht) e Irlanda (2005). In Francia chi nasce da genitori stranieri ma nati in Francia diventa presto cittadino, oppure si diventa francesi dai 18 anni in su se si hanno genitori stranieri che però risiedono nel Paese da almeno cinque anni. La stessa cosa dicasi per la Germania possono diventare cittadini tedeschi tutti quei bambini nati da genitori extracomunitari purché almeno uno dei due genitori abbia in mano un permesso di soggiorno permanente da tre anni e risieda in Germania da almeno otto anni! Ecco perché ci vuole prudenza nel legiferare senza aprioristicamente avallare il buonismo applicando la ius soli perché, anziché favorire l’integrazione dopo l’immigrazione, finirebbe solo per incoraggiare nuova immigrazione senza alcuna integrazione. Il che, nel contesto attuale, non sembra affatto essere quello di cui l’Italia ha bisogno.

Alcune PRECISAZIONI sul CASO DEXIA Di: Vittorio Lana

“… se il Tribunale Penale di Prato ha assolto il manager di Dexia-Crediop dall’aver raggirato il Comune, agli scienziati al governo della Città, la sòla gliela rifilarono eccome i manager di quella banca, nel contempo Advisor dell’operazione, in evidente conflitto d’interessi…” V. Lana

Il Sindaco di Prato Matteo Biffoni e il Sottosegraterio Giacomelli, ex-Vicesindaco, in carica ai tempi della sottoscrizione dei contratti con DEXIA Crediop

Sovvertito, dai giudici Anglosassoni del riesame, l’arbitrato Londinese con riesumazione dei contratti ritenuti, da quella Corte, viziati per mancanza della clausola rescissoria entro 7 gg prevista, a pena di nullità, dal diritto interno.
Dato che nessuno lo scriverà, questo è l’effetto della scellerata clausola compromissoria sottoscritta dal Comune (in calce ai contratti ISDA) di indicazione della Corte di Londra per la risoluzione di eventuali controversie con Dexia-Crediop.
Con il paradosso di avere così sottratto al Giudice naturale (Tribunale civile di Prato) la competenza a giudicare su una operazione da € 67 mln che ha coinvolto il Comune, quando agli Enti pubblici UK è vietata la sottoscrizione di simili contratti Swap, guarda caso, di derivazione dal diritto Anglosassone.
Quindi, anche se il Tribunale Penale di Prato ha assolto il manager di Dexia-Crediop dall’aver raggirato il Comune, agli scienziati al governo della Città, la sòla gliela rifilarono eccome i manager di quella banca, nel contempo Advisor dell’operazione, in evidente conflitto d’interessi.
Anche perché il collar (oscillazioni Euribor al rialzo senza penalizzazioni oltre la soglia fissata e quelli al ribasso con penalizzazione oltre la soglia minima) fu stabilito in previsione di un forte ribasso dall’Euribor, da mesi reclamato dagli economisti di Bruxelles. E Dexia-Crediop era una delle banche, il cui scambio di titoli influivano sull’andamento di quell’indice.
Ma secondo gli esponenti politici PD dell’epoca e non solo, la ristrutturazione del debito a quelle condizioni fu un’affare. Forse troppo presto per dirlo.
E se quei contratti non furono mai registrati a Repertorio del Comune di Prato, anche se nessun ‘ldice, una qualche ragione ci dovette pur essere. O no.
Forse se ne vergognarono, loro stessi, sin dal primo momento, per averli approvati e fatti sottoscrivere alla dirigente De Castelli, chiamata ora in causa dal Giudice Penale.
Ma l’obbligazione e le spese rimangono in capo ai Cittadini tutti.

E’ stato scritto di tutto sugli Swap comune di Prato – Dexia, senza permettere ai più di capirne la ratio, gli effetti e le decisioni dei giudici.
Il comune nel 2001 si ritrovò con un indebitamento complessivo insostenibile (CDP a tasso fisso) stimato sui € 200 mln e si pensò di uscirne con la finanza creativa ed il tasso variabile di cui si diceva un gran bene.
La giunta Mattei ottenne anche parere favorevole da noto docente di diritto Bolognese su derivati a breve termine Swap QUINQUENNALI e per importi limitati.
Fu quindi scelto l’Advisor Sommavilla direttore Dexia-Crediop Bologna, ma partendo dal primo Swap 2002 si arrivò a stipularne 6, compreso quello definitivo del 2006, di durata VENTENNALE.
Una follia per un Ente pubblico, dato che si trattava di titoli quotati messi in circolazione e soggetti alle variazioni del libero mercato.
E qui sta il punto misterioso che provo a spiegare, in base a ciò che lessi e dedussi, da ex consigliere comunale.
Col primo contratto, nel primo anno, fu registrato un saldo positivo per il Comune e alcuni politici passarono per salvatori della Città.
A partire dal secondo anno, le rate semestrali (€ 7/800 mila) furono un salasso insostenibile e superando le entrate, avrebbero determinato rottura del patto di stabilità, sanzioni e l’impossibilità di fare successivi investimenti.
Fu chiamato l’Advisor che propose la salvezza: non si paga la seconda rata IRS in scadenza, previa sua incorporazione nei costi impliciti di un nuovo contratto. È così fino al 2006.
Tant’è che il “mark to market”, prezzo in caso di rescissione anticipata del contratto, in ragione degli interessi dilatori accumulati, segnerà poi cifre da capogiro intorno agli € 11/13 mil. precludendo qualsiasi possibilità transattiva.
Non si scrivano sciocchezze, al riguardo.
Non è vero che la giunta Cenni denunciò Dexia. Deliberò l’annullamento in autotutela delle delibere di approvazione dei 6 contratti perchè illegittime, previo accantonamento delle rate in scadenza.
Dexia impugnò il provvedimento innanzi al TAR e Consiglio di Stato che respinsero i ricorsi, riconoscendo la correttezza dell’Amministrazione comunale.
Dexia citò il Comune che dovette comparire, per inadempienza contrattuale, innanzi alla Corte di Londra alla stregua di un qualsiasi contraente privato. Dexia perse l’arbitrato per nullità giuridica dei contratti privi di clausola rescissoria (prevista dal diritto interno).
Dexia impugnò la decisione e nel merito, in sede di riesame, ha visto riconosciuto il proprio diritto a riscuotere, comunque, dal Comune le rate semestrali Interest rate Swap (IRS) che l’Ente si è impegnato a pagare per la ristrutturazione dei propri debiti (nozionali di € 67 mln) in forza delle obbligazioni assunte nel contratto internazionale (ISDA) di natura privatistica approvato e sottoscritto.
In sede penale, per ora, la successione dei contratti e le reiterate furbate di bilancio hanno evidentemente fatto passare il Comune come “soggetto qualificato” alla stipula di quei contratti. Ma la sòla rimane ed è stato scritto che i manager di Dexia, nelle loro corrispondenze, della dabbenaggine dei politici ed amministratori, se ne compiacquero.
Non è una bella storia e non è stata ancora detta l’ultima parola.


da: http://iltirreno.gelocal.it

Colpo alle casse del Comune: dovrà sborsare 14,5 milioni a Dexia Crediop

I giudici della corte di Londra hanno ribaltato in appello la sentenza di primo grado sui cosiddetti “swap” ordinando il versamento entro il 31 luglio. Drammatica comunicazione in consiglio comunale. “Causa nata in seguito alla decisione di Cenni di sospendere i pagamenti”

PRATO, 15 giugno 2017. Una brutta tegola è arrivata da Londra sui conti del Comune di Prato. Durante il consiglio comunale il sindaco Matteo Biffoni ha informato i consiglieri che in giornata è arrivata la sentenza di appello dell’alta corte di Londra che, ribaltando la sentenza di primo grado, condanna il Comune a… Leggi articolo intero

PANTALONE PAGA SEMPRE DUE VOLTE Di: Michele Ricchi Palmieri

AMPLIAMENTO NUOVO OSPEDALE – “… Un’operazione che al cospetto dell’affare DEXIA, fa sembrare quest’ultimo una robetta da poche lire….” M.R. Palmieri

“…Voglio stare con te/
Inseguire con te/
Tutte le onde del nostro destino/
Ooh, baciami ancora……” (cit. L. Cherubini)

Dunque l’affare DEXIA, si è concluso nel peggiore dei modi: il Comune ha torto e tutti rimessi insieme ci sono più di quindici milioni di euro da sborsare. E alla svelta…

Subito qua e là si è letto che la malaparata era prevista e che quei soldi ci sono già, perchè accantonati in bilancio. Eppure, tra chi di bilanci ci capisce e quello del Comune se l’è guardato, si dice che, bene che vada, questo bel vagone di quattrini sia stato messo da parte non certo per la sua totalità.

Comunque vada, poichè siamo in Italia, la certezza è che nessuno pagherà, fatta eccezione dei contribuenti pratesi.

E chissà che questo inciampo, siccome le coperte sono sempre corte, non ci scampi dalle più grosse follie di questa Giunta e di questo Sindaco, che rispondono al nome di tunnel del Soccorso e Vecchio Ospedale.

Ma a proposito di quest’ultimo, a chiamarlo in causa si rimane sempre in tema, e il tema è quello delle spese pazze sinistra, visto che oggi, con grande enfasi, la Asl annuncia l’avvio dell’iter per la realizzazione dell’ampliamento dell’ospedale di Prato con la nomina della commissione che dovrà scegliere il professionista a cui affidare il progetto preliminare della nuova struttura, che servirà a mettere una pezza alla grave mancanza di posti letto che abbiamo conosciuto da quando il nuovo ospedale è stato messo in funzione a discapito del vecchio.

Ampliamento ospedale, il progetto prende corpo. Ecco come sarà la nuova struttura

Un’operazione che al cospetto dell’affare DEXIA, fa sembrare quest’ultimo una robetta da poche lire. Già, perchè a Prato e non solo, è stato dismesso un ospedale funzionante, per costruirne uno nuovo, sottodimensionato e inefficiente, che adesso, a distanza di meno di cinque anni, deve essere anche ampliato.

Dunque ricapitolando: si è speso per dismettere il vecchio ospedale e si spenderà per demolirlo e per farci un parco pubblico al suo posto e tutto intorno, poi si è speso per costruire un ospedale nuovo e si rispenderà nel baldanzoso tentativo di adeguarlo alle esigenze…

Alla fine si può dire che con questa sinistra, non solo Panatalone paga, ma evidentemente paga sempre anche due volte!

 

Botta finale di: Giovanni Acuto

Lo spieghi Biffoni, con quella faccia un po così che aveva ieri in consiglio comunale. Lo spieghi ai cittadini pratesi di chi è veramente la colpa, spieghi perché il comune ha cercato di fare una transattiva con Dexia spieghi dove recupererà questi milioni, spieghi e dica chiaramente che oltre a questi soldi da pagare entro fine luglio i cittadini continueranno a versare gli interessi degli swap contratti a suo tempo con Dexia!

Siamo all’ennesimo capitolo della sentenza Swap ma questa volta sembra proprio che sia il capitolo finale. Nei migliori romanzi gialli è da ultimo che scopriamo veramente chi sia l’assassino che dovrà essere assicurato alla giustizia, ma nel caso di questo giallo sono gli assassini che la fanno franca usando il sistema dello scaricabarile. Le vittime? Le vittime sono i cittadini, ovviamente. Quei cittadini che con il loro voto hanno permesso a una banda di incapaci -perché nell’affaire Dexia, questo è emerso: incapacità!- di giocare con i soldi pubblici come fossero quelli del Monopoli. Sono stati i cittadini le vittime, ma anche i mandanti, che hanno permesso agli eredi indegni di quegli inetti di riprendere il potere a Prato. Il sindaco Biffoni con la faccia spaurita grida in consiglio comunale colpe imputabili a Cenni alla stessa maniera di come il sommo sacerdote.Caifa fece contro Gesù. E alla stessa maniera ha fatto il sinedrio piddino, con l’aggravante del capogruppo Rocchi di vantarsi ed ergersi -ergersi, proprio lui, e già siamo al paradosso burlesco- a paladino del risparmio e della buona amministrazione come se le casse comunali fossero un mero affitto di qualche malandato magazzino. “Meno male abbiamo mantenuto le tasse alte per fronteggiare ogni evenienza, altro che diminuirle!” è stato all’incirca spiegato in consiglio comunale. Insomma dovremmo fargli, a questi geni dell’alta finanza che hanno e avevano tra le sue fila perfino un direttore di banca, un monumento da collocare in piazza del Duomo al posto del triumviro Mazzoni! I pratesi in sostanza dovrebbero ringraziarli anziché, come dovrebbe essere logico, sottoporli coram populo a un sermo generalis purificatore.

Lo spieghi Biffoni, con quella faccia un po così che aveva ieri in consiglio comunale. Lo spieghi ai cittadini pratesi di chi è veramente la colpa, spieghi perché il comune ha cercato di fare una transattiva con Dexia, spieghi dove recupererà questi milioni, spieghi e dica chiaramente che oltre a questi soldi da pagare entro fine luglio i cittadini continueranno a versare gli interessi degli swap contratti a suo tempo con Dexia perché de facto il contratto risulta valido e da adempiere sotto ogni forma.

Perché, come si dice a Prato, “non è tanto il bere, ma il ribere!”