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PRATO/IMPRESE STRANIERE – DIVERSIFICAZIONE O INVESTIMENTI SOSPETTI? Di: Aldo Milone

“… non dico che tutte queste aziende, a conduzione straniera, siano frutto di investimenti sospetti però sarebbe il caso che venisse fatto uno screening su diverse di loro..” A. Milone

Cinesi festeggiano nei pressi di Porta Pistoiese, un capodanno di qualche anno fa

Mentre a seguito del lockdown abbiamo assistito alla morte di tante aziende pratesi e altre, purtroppo, temo che in autunno seguiranno la medesima sorte. Invece quelle a conduzione straniera continuano ad aumentare. Lo sto dicendo da mesi, non dico che tutte queste aziende, a conduzione straniera, siano frutto di investimenti sospetti però sarebbe il caso che venisse fatto uno screening su diverse di loro. Molti di questi imprenditori, soprattutto quelli di origine cinese, sono molto giovani e qualche sospetto inevitabilmente sorge. L’acquisto di noti bar cittadini, sempre da parte di giovanissimi imprenditori orientali, forse dovrebbe scuotere l’attenzione degli investigatori, soprattutto della Guardia di Finanza, per capire l’origine delle somme di denaro investito in queste operazioni. Qualche bar del centro, tra l’altro, è stato anche completamente rinnovato. Non dimentichiamo che qualche giorno fa il Gico della Guardia di Finanza di Milano ha fatto un blitz a Prato per arrestare un imprenditore cinese che riciclava denaro della ‘ndrangheta. Anche questo episodio inevitabilmente dovrebbe far rizzare le antenne degli investigatori.

Aldo Milone
ex assessore alla sicurezza

da: http://www.notiziediprato.it/

A Prato più di un’impresa su tre ha un titolare straniero. I cinesi stanno diversificando in settori diversi dal tessile

Il rapporto della Camera di Commercio ha fotografato la situazione dell’imprenditoria straniera in provincia: “Fornisce un contributo determinante per la tenuta complessiva del tessuto imprenditoriale”

A Prato più di un'impresa su tre ha un titolare straniero. I cinesi stanno diversificando in settori diversi dal tessile

Più di un’impresa su tre attiva a Prato nel 2019 era gestita da un titolare di origine straniera. E’ quanto si ricava  dal nuovo rapporto sull’imprenditoria straniera nella provincia di Prato, elaborato dalla Camera di Commercio, che sottolinea come il contributo dell’imprenditoria straniera si confermi determinante per la tenuta complessiva del tessuto imprenditoriale della provincia. Lo scorso anno sono aumentate del 3,3% le imprese attive gestite da imprenditori stranieri, raggiungendo quota 9.554 a fine 2019. Anche le aperture delle nuove attività hanno ripreso a crescere: sono 1.503 le nuove imprese straniere, il 54 per cento del totale … LEGGI ARTICOLO INTERO

..e fanno CINQUE SENZA DI TE…

“…pur non amandolo particolarmente e giudicandolo a tratti un estremista, aveva il coraggio di scrivere quelle cose crude che nessun altro giornalista o blogger avrebbe avuto… …Ecco perché, caro Massimo Cecchi, preferivo la tua schiettezza e la tua ridondanza di virgole…” Il Troglodita Vero  (Ciao Massimo… Di: Il Troglodita Vero)

 


E’ ormai passato un lustro. Cinque anni esatti da quando il direttore Massimo Cecchi ci ha lasciati, con tutto il vuoto della mancanza delle sue quasi quotidiane parole. Ripensando ad allora, sembra passato molto più tempo. Saremo forse giudicati dei pessimisti, ma pensando ai fatti di Prato, dell’Italia e del Mondo, la sensazione è che quell’inarrestabile decadenza diffusa, che già allora ampiamente si avvertiva, abbia avuto una sempre più marcata accelerazione. E’ quella decadenza che particolarmente si avverte nei fatti che si osservano tutti i giorni, nella vuota discussione politica ad ogni livello, di un mondo che scivola sempre più in basso, risucchiato da quel pensiero unico che altro non ci appare che una vorticosa discesa che stritola le masse decerebrate verso il vuoto conformismo del pensiero unico .

Per questo si fa doppia la mancanza di Massimo Cecchi, per la sua persona e per le sue parole. Manca la sua capacità di pensare, di elaborare il pensiero e di offrire spunti di dibattito e di riflassione.

Spesso rileggiamo i suoi articoli, cogliendone sempre la grande attualità.

Per questo in questo giorno di ricorrenza abbiamo pensato di riproporre, un articolo di Massimo di sette anni fa. Di questo non vogliamo aggiungere altro, se non il caldo consiglio di un’ attenta lettura e l’invito a chiedersi se questo ormai vecchio articolo non sembri scritto non più lontano di qualche giorno o qualche settimane fa..

Per il resto, il nostro grande saluto alla memoria del nostro direttore Massimo Cecchi. Un pensiero infinito, una presenza costante.


Enrico Rossi e “La cantatrice calva” Di: Massimo Cecchi

“… Alla fine dello sproloquio tutti applaudono pur non avendo inteso niente, ma non vogliono farlo capire, non vogliono che chi siede accanto a loro possa intendere che il vicino non capisce di politica e non capisce le fini argomentazioni di Rossi, e tutti applaudono…” M. Cecchi

IL BEFFARDO BEFFATO, ENRICO ROSSI.


MASSIMO CECCHI. Fondatore di PRATO nel Mondo

Prato-Ci sono delle frasi passate alla storia pur non avendo nessun significato per noi intellegibile, come “Pape satan, pape satan aleppe” che possiamo trovare nella Divina Commedia dantesca, in molti hanno provato a dare un senso alla frase, nessuno pare ci sia riuscito. Un altro esempio famoso e più legato ai nostri tempi ha addirittura dato, poi, il titolo ad una commedia scritta da Jonesco, la frase era, e tutt’ora è rimasta come titolo dell’opera: “ La cantatrice calva!” Ma per questa esiste la spiegazione. Alla prima messa in scena della commedia, ad un certo momento un attore, vestito da pompiere, doveva irrompere sul palcoscenico a dire la sua battuta. Quella sera l’attore che impersonava il pompiere entrò in scena ma nella sua più profonda costernazione si accorse di aver dimenticato la battuta che pure doveva essere brevissima come la sua interpretazione. Essendo l’attore un professionista e non volendo far scena muta davanti al pubblico, urlo ciò che gli venne in mente e fu appunto “ La cantatrice calva” e usci di scena. Il pubblico non si accorse minimamente della “Stonatura” e proseguì a seguir lo spettacolo senza domandarsi cosa mai il pompiere avesse voluto dire. Cosi accade, forse non sempre ma molto spesso, con il nostro “Re sole” Enrico Rossi. Il Presidente sale sul palco, appositamente preparato perché lui possa tranquillamente sproloquiare, ed inizia una serie di “Toh la cantatrice calva” seguita da un “Pape satan pape satan aleppe” e per non farsi mancar niente anche da uno “Scossi i cardini”. Tutte frasi che non significano assolutamente niente, e lui le propina ai suoi attenti ascoltatori quali perle di saggezza politica. Alla fine dello sproloquio tutti applaudono pur non avendo inteso niente, ma non vogliono farlo capire, non vogliono che chi siede accanto a loro possa intendere che il vicino non capisce di politica e non capisce le fini argomentazioni di Rossi, e tutti applaudono. Non uno che abbia il coraggio di chiedere: “Ma che caspio ha detto?” Tutti temono di passar come coloro che non capiscono niente di politica e non intendono il fine discettare del Presidente. E Rossi è contento e se la gode. Ma prima o poi accadrà, accade sempre, come nella fiaba del “Re nudo” che qualcuno gli porrà la fatidica domanda: “ A presidè ma che stai a dì?” E quella sarà la fine di Rossi, perché semplicemente non saprà rispondere. E così potrà accadere proprio davanti a dei magistrati seri che non si accontenteranno dei suoi “Pape satan, pape satan aleppe” ma vorranno spiegazioni, spiegazioni vere, e Rossi si accorgerà, suo malgrado, che le uniche parole che sa pronunciare sono quelle che i magistrati non vogliono sentire, e li si compirà il destino del Presidente. Come si compì il destino del re quando il bambino, fra gli applausi scroscianti del popolo, urlò nella sua ingenuità: “Ma guardate, il re è nudo”.

(Massimo Cecchi, 26 settembre 2013)

PRATO NEL MONDO – Da dieci anni con voi

“…Risale esattamente a dieci anni fa, il  12 Giugno 2010,  il lancio della Pagina Facebook “Prato nel Mondo”. In via sperimentale, il compianto Direttore Massimo Cecchi, aveva già da circa un anno iniziato ad utilizzare il canale di Facebook per dare il “la” alla sua idea di giornale on-line…”

MASSIMO CECCHI. Fondatore di PRATO nel Mondo

 

Il 12 Giugno, non è una data casuale per questo Blog.

Risale esattamente a dieci anni fa, il  12 Giugno 2010,  il lancio della Pagina Facebook “Prato nel Mondo”.

In via sperimentale, il compianto Direttore Massimo Cecchi, aveva già da circa un anno iniziato ad utilizzare il canale di Facebook per dare il “la” alla sua idea di giornale on-line.

Solo però a partire da “Prato nel Mondo” come Pagina Facebook, la sua idea poté iniziare a prendere campo.

La sua non era solo quella di giornale on-line, ma quella di un vero e proprio giornale interattivo. Di libero accesso, come si ha libero accesso una pagina pubblica di Facebook, con l’idea di creare un dialogo attivo con il lettore, fino al punto di consentire al lettore, avendone questi al volontà di farlo, di esserne anche autore, mediante la pubblicazione di scritti che potessero essere inviati con un semplice messaggio.

Di fondo, l’idea innovativa che il giornale  e l’informazione, nelle loro idee di più classica concessione, fossero ormai al capolinea, poiché grazie alla rete, ad un certo uso del web e dei social network, questi stessi fossero ormai destinati avere una diversa genesi e a una diversa modalità di gestione.

“… i professionisti ci guardano e i blogger sono da loro schifati, quando ci si arriverà, e sarà presto, che saranno i blog a gestire l’informazione e i giornali intenderanno spostare i giornalisti dalla carta al pc per loro sarà una tragedia. Si accorgeranno di essere troppo lenti, poco reattivi  e incapaci di cogliere la notizia al volo. Posso dirlo con cognizione di causa, visto che ci sono passato, altri ci hanno provato ma si sono arresi…” Massimo Cecchi, 30/11/2013

Da queste parole, tratte da una vecchia conversazione, l’idea appare chiara. Il Direttore Cecchi intravedeva nel web e nei social network la potenzialità di arrivare più efficacemente al bersaglio, cioè cogliere la notizia e, senza alcun filtro, recapitarla direttamente al lettore,  in modo assai più prestante di quanto potesse riuscire alla stampa.

Dal canto suo Massimo Cecchi aveva anche la grande abilità di essere molto veloce scrittura. Una scrittura di getto, senza troppi fronzoli e anche senza troppi riguardi verso la punteggiatura, che però gli permetteva  di elaborare un pezzo scritto in pochi minuti.

Una scrittura tagliente e divisiva. Nella forma e anche nei contenuti. Massimo Cecchi e Prato nel Mondo questo dovevano essere: o di grande consenso, o di grande avversità. La mezza misura, non poteva proprio essere contemplata.

Nello stesso messaggio si legge anche un po’ quella visione di un’improcrastinabile contrapposizione tra la schiera dei “professionisti” dell’informazione e dei blogger. Cosa queste che, tutto sommato, non ci dovrebbe poi così stupire, ma semmai apparire anche più che attuale, vista la martellante propaganda contro ciò che da quei professionisti, evidentemente sempre più insidiati nella detenzione di certi monopoli del sapere e della comunicazione, vengono con troppa facilità e pochi riguardi, bollati come produttori di fake-news.

Il blog e Prato nel Mondo, erano poi per Massimo Cecchi anche una questione di stile.

Ci ricordava appunto qualche tempo fa un caro amico, come alla fine, in questo, il Direttore Cecchi avesse creato uno stile tutto suo. Il suo pallino di prendere un giornale e metterlo direttamente dentro un Social Network, aveva forse anche alquanto accentuato e fatto emergere un stile tutto suo, dove i vari pezzi finivano per essere una misto tra un post e un articolo: troppo articolati per essere un post e troppo scarni per essere un articolo.

Purtroppo, la prematura e scomparsa di Massimo Cecchi, non ha permesso che l’idea si sviluppasse ancora.

Quell’idea più volte indicata, almeno a chi più da vicino l’ha frequentato, quella anche de “Il giornale fatelo voi”: l’idea del giornale che passa continuamente di mano, da autore a lettore e viceversa, va detto, è andata con lui un po’ perduta.

Nel tempo le risorse a disposizione si sono sempre più assottigliate ed è divenuto sempre più difficile portare avanti il tutto; il grosso handicap di non poter più avere a supporto anche il traino del suo ideatore, si è dimostrata assai pesante.

al tempo stesso per con oggi, Prato nel Mondo può comunque affermare di aver raggiunto il traguardo della sua decennale esistenza, e sempre senza aver rinnegato con il proprio  proposito di poter essere al meglio il giornale fatto anche da chi lo legge.

Più informalmente, possiamo anche dircelo: BUON COMPLEANNO PRATO NEL MONDO!

ITALIANS LIVES MATTER Di: Etruria14

“.. Roma, Bologna, Firenze, Torino e altre città, in centinaia si sono dati appuntamento nei centri storici ed una parte dei partecipanti ha “pacificamente” imbrattato muri e persino statue che secondo loro potevano esprimere simbologie “razziste”. ..” E.14

Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni è qualcosa di incredibile.
La morte di George Floyd si è presa definitivamente la scena politica mondiale, riuscendo nell’impresatitanica di scavalcare addirittura il problema Coronavirus.
Le proteste sono arrivate in tutto il mondo, statue e monumenti storici sono stati imbrattati o distrutti, violenze, incendi, saccheggi, aggressioni a commercianti, cittadini innocenti e altri poliziotti, sono state giustificate come azioni necessarie per il ricordo di George Floyd, quel giovane afroamericano ucciso dalla polizia negli Stati Uniti, a Minneapolis in Minnesota.
Persino i social si sono riempiti di quadrati neri e, anche in Europa, la sigla #blacklivesmatter (tradotto letteralmente “le vite dei neri contano”), è diventata un trend da seguire perché “è la protesta giusta da fare”.
Se in America, ormai sono intere settimane che le proteste di questo movimento stanno mettendo a ferro e fuoco intere metropoli, anche in Italia era impossibile che qualcuno non sfruttasse questa cosa per finire sotto i riflettori.
Infatti alcune manifestazioni sono immediatamente arrivate pure nel nostro Paese.
Roma, Bologna, Firenze, Torino e altre città, in centinaia si sono dati appuntamento nei centri storici ed una parte dei partecipanti ha “pacificamente” imbrattato muri e persino statue che secondo loro potevano esprimere simbologie “razziste”.
Nella nostra Prato, decine di persone si sono ritrovate domenica scorsa in piazza dell’Università.
La manifestazione è stata organizzata dalla Rete degli studenti di sinistra, con la partecipazione di Arci, Anpi e altre associazioni del territorio.
Tutti sono rimasti in silenzio, inginocchiati per otto minuti e 46 secondi, il tempo esatto durante il quale Floyd è stato trattenuto a terra con il ginocchio sul collo da un poliziotto, causandone la morte.
Se per le manifestazioni del 2 giugno contro il governo Conte, molti media nazionali avevano attaccato il centrodestra che secondo loro era stato irresponsabile per aver creato  assembramenti in un periodo delicato come questo, nessuno ha posto una critica dietro a questi gruppi che si sono radunati in nome di George Floyd in tantissime piazze nel nostro territorio.

La realtà è sempre più palese. Siamo di fronte ad una lotta ideologica tra le più infime.
Lo sappiamo tutti che dietro questa nuova ondata di proteste c’è moltissima politica, le elezioni
presidenziali americane di novembre e un fenomeno ormai dilagante delle sinistre mondiali, l’abbandono delle tradizionali posizioni di difesa della “working class” e dei poveri a scapito di una visione distorta della società, che dimentica la tutela dei ceti sociali e delle famiglie in nome di una lotta senza confini a difesa del colore della pelle e dei diritti civili.
Eppure Donald Trump ha chiesto giustizia fin da subito, condannando ogni violenza, cercando di ricordare George Floyd, come martire di questa tragedia, senza citare minimamente i suoi precedenti penali, che mai avrebbero potuto giustificare quell’omicidio.
Oltretutto bisogna anche ammettere che proprio l’Amministrazione del Tycoon, stando ai dati ufficiali, è quella che più di altre, ha investito per ridurre il divario sociale e la povertà negli States, arrivando ad ottenere il più basso tasso di disoccupazione degli ultimi anni.
Perciò questa forzatura nelle proteste e nelle rivolte sociali anziché cercare di scuotere la popolazione in merito al ricordo di un afroamericano ucciso, sembra proprio avere come obbiettivo, una forma di attacco verso alcune persone ritenute “scomode” e verso un colore di pelle in questo caso “bianca” che sembra essere adesso oggetto di odio.
E’ stato talmente astuto esaltare il concetto che “le vite dei neri contano” per riuscire a strumentalizzarle fino in fondo per i propri obbiettivi, scagliandole come una marea umana contro Trump, contro la popolazione bianca, contro le destre in generale, incredibilmente accusate di essere il mandante morale dell’omicidio del poliziotto violento Derek Chauvin.
Per non parlare della presenza sistematica in certe manifestazioni di quell’accozzaglia pericolosa che si raduna sotto la sigla ANTIFA, che in questa questione ha dimostrato di essere un gruppo di terroristi orchestrati al soldo dei soliti noti, classici burattini i cui fili vengono tirati da lontano per smuovere consensi e reprimere con violenza gli oppositori politici.
Non è così che si rende giustizia a George Floyd, alla violenza non si risponde con altra violenza, ma si cerca di ottenere in maniera civile una risposta adeguata al problema.
Vi consigliamo di ricercare su internet il nome di Daniel Shaver.
Avete mai sentito parlare di questo ennesimo caso di civile disarmato (e del tutto innocente) ucciso dalla polizia? Vi ricordate manifestazioni, veglie, appelli accorati delle star? Lo volete sapere perché? Shaver era bianco e tutto questo non destava interesse in certi gruppi politicizzati.
Cosa è successo agli agenti che hanno “assassinato” Shaver? Al processo sono stati assolti. L’agente che ha fatto fuoco è stato messo in prepensionamento (a 2500 dollari al mese) per disordine post traumatico (cioè il senso di colpa per aver sparato a Shaver). Quindi i manifestanti di questi giorni possono stare tranquilli, perché i 4 agenti che hanno preso in consegna George Floyd, sono già stati arrestati ed inoltre i procuratori insieme ai funzionari pubblici hanno già continuamente annunciato che l’entità della pena sarà massima, proprio per calmare un’opinione pubblica inferocita.
Non vi sembra che è già stato raggiunto l’obbiettivo principale che è quello di ottenere Giustizia? Che fini politici ci sono in ballo nel continuare questa protesta, se non quello di creare disordini e caos
generalizzato?
Torniamo in Italia. Quello che ci preme evidenziare soprattutto in questa vicenda, è proprio il vergognoso teatrino che la sinistra italiana ha creato in questi giorni sia in parlamento, nelle televisioni e nelle piazze.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per le vittime della Mafia.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i nostri soldati uccisi.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i nostri morti per colpa dei fondamentalisti islamici.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi a commemorare i “Bianchi” morti innocenti per mano del clandestino africano Kabobo, o per le vittime sempre per mano “africana” come Pamela Mastropiero, Desiree Mariottini, Stefano Leo, per i Coniugi Palagonia, per David Raggi.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per Pasquale Apicella poliziotto morto nel tentativo di arginare una rapina di rom.
Mai gli abbiamo visti inginocchiarsi per i terremotati, per le vittime del ponte Morandi, per i morti da Covid, per la CIG non arrivata.
Gli abbiamo visti però salire su una barca di immigrati clandestini, tra torturatori e assassini, gli abbiamo visti pure nel portare supporto ai due americani che mesi fa a Roma hanno ucciso un carabiniere e gli abbiamo visti incredibilmente piangere per la sanatoria dei migranti.
Adesso si sono voluti inginocchiare anche per Floyd, ma mai lo hanno fatto per gli Italiani.
Siamo di fronte a qualcosa di agghiacciante, è il momento di dire basta all’ipocrisia.
Non è possibile tollerare più che una forza politica che rappresenta quasi un terzo della popolazione ed è purtroppo al governo oggi, agisca ogni giorno in maniera sistematica contro gli interessi della popolazione italiana e si adoperi in tutti i modi a fare politiche contro i propri cittadini.
Sono anni che attraverso la parola «Razzista» hanno sempre cercato delegittimare il proprio avversario, per togliergli agibilità politica e lasciarlo fuori dal dibattito pubblico, è ora di porre fine a questo.
Ve lo diciamo in chiare note. ITALIANS LIVES MATTER, ogni volta che ci sarà una manifestazione a sostegno di qualsiasi etnia, vogliamo che il giorno stesso per equità, venga pure ricordato le vittime di ingiustizie dovute per mano straniera.
Troppo semplice tutelare sempre i soliti noti per fatti avvenuti tantissimi anni fa, ma che adesso
subiscono sulla propria pelle meno torti o soprusi rispetto a chi finora ha avuto solo una tolleranza e un’accoglienza infinita nei loro confronti che hanno tradizioni e usanze spesso molto diverse dalle nostre.
La Sinistra con il suo folle comportamento sta gettando benzina per creare i presupposti di una nuova guerra tra poveri, con il solo scopo di mantenere il proprio potere, si sta rendendo complice di odio, ingiustizie e divisioni.
Dobbiamo riprendere in mano il nostro destino, ritornare a governare con l’intento che la Giustizia Sociale, la Meritocrazia e la Legalità siano la base della nostra società, altrimenti finiremo nella peggiore Anarchia solo per soddisfare l’esigenza di un’elitè di pochi.
Diamo un calcio all’Ipocrisia di Sinistra, ritorniamo ad essere noi stessi altrimenti il politicamente corretto ucciderà l’umanità!

ALLARME RIFIUTI Di: Fronte Verde PRATO

PRATO – “… Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi. ..” F.V. Prato

Girando per la città ci siamo resi conto del degrado in cui versa la nostra città, Prato è stata abbandonata a se stessa, ci sono cumuli di rifiuti e masserizie qua e là, ma la cosa più grave è lo stato di abbandono in cui versano i giardini pubblici, oramai fuori controllo, dato che non si vede più nessuno che controlla.

Troppi padroni lasciano i cani sciolti, nonostante siano riaperti gli sgambatoi, quasi nessuno raccoglie le deiezioni, i ciclisti percorrono i giardini pericolosamente, anche dove sarebbe proibito entrare con qualsiasi mezzo, rifiuti abbandonati, bivacchi ovunque, con abbandono di bottiglie di birra, molte volte rotte per divertimento, con enorme pericolo per i bambini che frequentano i giardini, cartelli divelti e cestini inesistenti, questo lo scenario che si presenta nella maggioranza dei casi.

Noi del Fronte Verde vorremmo richiamare l’attenzione del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale, senza nessuna polemica, ma dato il momento di difficoltà vorremmo dare una mano, per ripristinare quanto prima una vera programmazione di vigilanza qualificata, per porre fine a tutto questo degrado, capiamo che ci sono stati dei problemi a causa della pandemia ancora in corso, ma questo non giustifica l’abbandono in atto del territorio, infatti non ci risulta ad oggi un vero e proprio progetto, se non quello in essere “VI.VE” oramai superato e non più incisivo.

Con i bambini liberi dalla scuola i nostri giardini, vista anche la stagione estiva in arrivo, saranno i massimi frequentatori dei giardini, per questo è nostro dovere, di tutti, tutelare al massimo e con la massima attenzione questa frequentazione.

Prato 28/05/2020 Fronte Verde

Segretario Federale Prato

Sergio Castignani

Cell. 348 7313556

Email [email protected]

Pedonalizzazione del Centro/Il punto di vista di LEGA SALVINI PREMIER

“… Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto…” Lega Nord Prato

Prato, 21 maggio 2020

OGGETTO: Pedonalizzazione del centro

La Lega è per rendere fruibile e raggiungibile il Centro storico a tutti i cittadini pratesi, siano essi residenti o meno del centro, trovando una mediazione tra posizioni a volte contrapposte, dichiara Patrizia Ovattoni Capogruppo Lega in Consiglio Comunale.

Questo vale oggi, come valeva ieri. Il Comune sta operando scelte sperimentali molto radicali con l’idea della città del futuro e della sola mobilità green; siamo stati noi a Prato a condurre la battaglia sulla mobilità elettrica così come siamo favorevoli all’utilizzo su ampia scala delle due ruote, commenta Leonardo Soldi, ma la nostra prospettiva ha l’intento di ampliare il ventaglio delle libertà non di porre in essere politiche a discapito degl’altri mezzi di trasporto. Dobbiamo pensare, dichiarano i consiglieri, anche a chi ha problemi di salute, a chi è anziano, ai disabili, che hanno necessità di utilizzare le auto o di essere accompagnati.

Nel mediare fra le esigenze di tutti i portatori di interessi teniamo conto degli spazi necessari per far transitare ovunque i mezzi di soccorso e per far accedere alle proprietà private i residenti, conclude Ovattoni.

Ben venga tuttavia la disponibilità a concedere gratuitamente ulteriori spazi pubblici agli esercenti dei locali, questa scelta risulta essere in linea con quella delle altre municipalità italiane.

Gruppo Lega Salvini Premier

Patrizia Ovattoni


 da: http://www.tvprato.it/

Pedonalizzazione del centro e aumento del suolo pubblico, ecco cosa ne pensano gli esercenti VIDEO

Soddisfazione. E’ questo il sentimento principale che si percepisce tra gli esercenti del centro dopo che il Comune ha presentato il piano per la ripartenza della fase 2.
Il cuore della parte storica sarà oggetto di pedonalizzazione. Alla base dell’intervento c’è

TEARS’N’ONIONS (..Lacrime e cipolle..) Di: Daniele Gostini

… Visto il periodo e le difficoltà di famiglie italiane che in questo momento stanno letteralmente tirando la cinghia, raschiando il fondo del barile, preoccuparsi per il proprio futuro lavorativo che si presuppone più problematico, con i figli (grandi o piccoli che siano) che hanno perso quasi tutto l’anno scolastico e soprattutto con le difficoltà della vita quotidiana, ho trovato estremamente inopportuno la sua commozione..”  D.Gostini

Illustrissima ministra Bellanova, la ritengo una persona capace e degna di essere stata eletta all’emiciclo della Camera, così come la ritengo sufficientemente capace di esercitare il suo mandato ministeriale. Circa la regolarizzazione dei braccianti a nero extracomunitari, alle condizioni proposte, la penso esattamente come lei e per questo ha il mio plauso, ma per favore, non mi decada nella scenetta delle lacrime, che poteva benissimo evitarsi. Capisco che ella “senta” particolarmente il problema per i suoi trascorsi nel sindacato agrario, ma mi permetta: non era assolutamente il caso di mostrarsi così. Visto il periodo e le difficoltà di famiglie italiane che in questo momento stanno letteralmente tirando la cinghia, raschiando il fondo del barile, preoccuparsi per il proprio futuro lavorativo che si presuppone più problematico, con i figli (grandi o piccoli che siano) che hanno perso quasi tutto l’anno scolastico e soprattutto con le difficoltà della vita quotidiana, ho trovato estremamente inopportuno la sua commozione. Ripeto, ella ha tutte le ragioni per esserlo, ma non certo esprimendolo a sceneggiata mariomerolana in diretta TV. Certamente anche i migliori sbagliano e sono abbastanza certo che l’emozione le ha giocato un brutto tiro (anche se dovrebbe essere avvezza al proscenio) perché se così non fosse e tutto facesse parte di un effetto ad hoc prettamente mediatico, da Leopolda per intenderci, sarebbe non solo ingannevole ma vile verso gli italiani tutti. E per tutti intendo tutti, compreso anche i suoi “sommersi” che, a questo punto con la giusta pari dignità, di tutto hanno bisogno fuorché di fate madrine piangenti con la cipolla.

(https://considerazionando.wordpress.com/)


 da: https://www.radioradio.it/

“Bellanova come la Fornero: piange mettendolo in quel posto agli italiani” ► Candiani

Una politica di lacrime e sangue. Sono numerose le occasione nelle quali viene evocata questa celebre espressione pronunciata da Winston Churchill nel 1940. Un modo ben preciso di intendere la gestione della cosa pubblica che le opposizioni accostano in questi giorni alla ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.

Nel corso della conferenza stampa sul decreto Rilancio l’esponente di Italia Viva ha concluso il suo intervento annunciando in lacrime che “ora gli invisibili saranno meno invisibili“. Il riferimento è alla regolarizzazione dei migranti impiegati senza regole e precauzioni perlopiù come braccianti e badanti. … Leggi articolo intero

E ADESSO NON PRENDIAMOCELA CON I PIPISTRELLI Di: Paolo Andrea Sanesi

“… Siamo riusciti nella straordinaria impresa di distruggere il delicato rapporto fra Uomo e Natura, siamo stati capaci di alterare gli equilibri che regolavano il mondo e le nostre vite, con un’indifferenza ed una arroganza contigui solo alla follia… ” P.A. Sanesi

Il mondo va male e, quando le cose non vanno per il giusto verso, la colpa deve essere sempre di qualcuno perché ciò ci rassicura e ci deresponsabilizza. Ora tocca ai pipistrelli, riserve naturali di almeno una sessantina di coronavirus di specie diverse, che possono “ricombinarsi “ ed infettare direttamente l’uomo. E’ proprio così: nelle zoonosi, la malattia infettiva si trasmette dall’animale all’uomo attraverso un salto della barriera di specie e negli ultimi trent’anni gli scienziati hanno identificato più di trenta patogeni umani derivanti da vari animali, proprio come l’attuale Covid-19. La comunità scientifica, perfettamente conscia di questa possibilità, ne aveva a più riprese denunciato il pericolo, purtroppo la politica e gli interessi capitalistici non hanno ascoltato o meglio, detta semplicemente, rispetto ai propri profitti la salute del pianeta rappresentava un dettaglio irrilevante con costi esternalizzabili.
Oggi sentiamo ripetere : “quello che abbiamo reso normale ieri, ci ha condotto a quel che oggi abbiamo”. Vero, ma vale la pena di soffermarci un attimo su ciò che ci sembrava normale, sul prodotto di una folle industrializzazione capitalistica dopo quattro decenni di politiche neoliberiste sfrenate.
Siamo riusciti nella straordinaria impresa di distruggere il delicato rapporto fra Uomo e Natura, siamo stati capaci di alterare gli equilibri che regolavano il mondo e le nostre vite, con un’indifferenza ed una arroganza contigui solo alla follia.
Abbiamo accettato i cambiamenti climatici, irridendo chi ne appalesava la drammaticità, abbiamo accettato le deforestazioni come un’esigenza economica (qualcuno spieghi a Jair Bolsonaro che la foresta amazzonica non è sua proprietà ma un patrimonio di un mondo già malato), abbiamo accettato la progressiva invasione delle città in aree naturali che fungevano da “filtro”, un’agricoltura troppo intensiva e forzata, allevamenti industriali anch’essi intensivi a tal punto da sovvertire il tradizionale modello delle piccole fattorie per favorire macro-fattorie industriali.
Abbiamo fatto di tutto e di più per distruggere le delicate armonie che governavano il mondo ed oggi ci meravigliamo se un virus malvagio insidia le nostre vite. Ma dov’era la politica quando l’allevamento industriale intensivo ha aumentato la possibilità di contatto tra fauna selvatica e bestiame, trasformando gli animali in incubatori di virus capaci di scatenare pandemie ( e la Cina è, nel mondo, il produttore più importante di animali allevati) ? Dov’erano le nostre classi dirigenti quando l’urbanizzazione scriteriata ha distrutto un’immensità di ettari di foreste privando moltitudini di specie animali dei loro habitat naturali che, per milioni di anni, avevano contenuto la diffusione di virus potenzialmente devastanti? E dove sono i governanti illuminati capaci di prendere decisioni sulle politiche agroalimentari?
La produzione agroalimentare è un bene indispensabile ma in questo campo, come del resto in quello sanitario, scolastico e via dicendo, di illuminati capaci di prendere decisioni appropriate ne scorgiamo pochi. Eppure basterebbe intervenire su un’agricoltura troppo intensiva e forzata, sostenendo il reddito agricolo anche attraverso una riforma della Politica Agricola Europea (l’Italia con i migliori risultati di tutti riceve la cifra più bassa – 5 miliardi – rispetto alla Francia -8,2 – e la Germania – 6,7) o incentivando l’agricoltura biologica e biodinamica , di cui l’Italia è il primo esportatore ma che opera da anni senza una legge (ad oggi ferma al Senato).
L’epidemia Covid-19 dovrebbe aiutarci a cambiare le nostre presunte “normalità” ma come dicevano i nostri vecchi, “il diavolo è il denaro” e difficilmente i potenti del mondo accetteranno di separarsi dal diavolo e dalla sua fame insaziabile di consumi per scelte più etiche.
Comunque lasciamo in pace i pipistrelli, dei quali il nostro ecosistema ha bisogno, lasciamoli vivere tranquillamente nel loro ambiente naturale e non facciamone cibo nei mercati. E non dovremmo temerli come incubatori di virus se solo fossimo in grado di correggere il persistente disinteresse verso i mali che affliggono il mondo, la scarsità di basi culturali su vasta scala, il cronico distacco dalla partecipazione alla cosa pubblica.
Della mancanza di una classe dirigente all’altezza delle sfide che la complessità impone possiamo non esprimerci perché questa carenza non rappresenta “un” aspetto del problema ma “è” il problema.

 

EMERGENZA CORONAVIRUS/ BIFFONI RIVEDA LA SUA POLITICA DI INVESTIMENTI Di: Aldo Milone

PRATO – “… Questa pandemia ha provocato una delle più grosse crisi economiche mondiali, dopo quella più famosa del ’29. A Prato siamo già a circa 20.000 richieste di cassaintegrazione e questo comporta ovviamente un aumento vistoso delle famiglie in difficoltà economiche…” A. Milone

Foto TV Prato

A seguito di questa grossa crisi economica che attanaglia il Paese, Biffoni farebbe bene a rivedere la sua politica di investimenti.

Questa pandemia ha provocato una delle più grosse crisi economiche mondiali, dopo quella più famosa del ’29. A Prato siamo già a circa 20.000 richieste di cassaintegrazione e questo comporta ovviamente un aumento vistoso delle famiglie in difficoltà economiche.

Ciò comporta per questi nuclei familiari  anche seri problemi per poter far fronte al pagamento di tasse e tributi locali. Di conseguenza ci saranno minore entrate per gli Enti locali e quindi anche per Prato. Questo allarme, consistente nelle minori entrate per i Comuni con conseguenti difficoltà da parte degli Enti di poter assicurare gli stessi servizi essenziali ai cittadini, è stato già lanciato dal Presidente dell’Anci De Caro. Fatta questa premessa pongo alcune domande al Sindaco Biffoni: È proprio necessario procedere con questa cosiddetta opera faraonica riguardante il tunnel al Soccorso? Opera che richiederebbe un investimento di circa 70/80 milioni di euro, se non di più, e con tempi lunghi di realizzazione che rischierebbero di bloccare la città. Non sarebbe il caso di procedere ad una sopraelevata che costerebbe decisamente meno e richiederebbe tempi certi e minori di realizzazione? E vogliamo parlare del Parco Urbano, altra opera che costerebbe altri milioni di euro? Forse Biffoni farebbe bene a rivedere il piano di investimenti e ad accantonare risorse finanziarie per far fronte ad eventuali difficoltà di bilancio e a continuare ad assicurare i servizi essenziali ai cittadini.

Aldo Milone – ex assessore e leader di Prato libera e sicura.

RIFLESSIONI IN TEMPO DI CORONAVIRUS/CONTROLLI – UN UMILE APPELLO Di: Salvo Ardita

“Il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, che appare utile ricordare è anche capo del dipartimento di pubblica sicurezza, ha detto testualmente “Fate i controlli con rigore ma anche con umanità. Più che colpire dobbiamo far comprendere”…” 

Polizia di stato.

 in un momento così difficile come questo che stiamo vivendo, corre l’obbligo di stigmatizzare alcune condotte che si manifestano durante i quotidiani controlli. Talvolta si evincono comportamenti parecchio offensivi nei confronti delle forze di polizia dello Stato e locali, talvolta qualcuno di questi dimostra di essere privo della dovuta umanità ed elasticità che occorre sempre porre in primo piano nell’esercizio delle proprie funzioni. Per fortuna sono soltanto rari casi ma purtroppo fanno notizia e soprattutto rischiano di rovinare mediaticamente tutto il lavoro e i sacrifici che controllori e controllati, tantissimi e in silenzio, fanno ogni giorno per debellare questo pericolosissimo virus e per armonizzare le relazioni sociali. Il capo della polizia di Stato Franco Gabrielli, che appare utile ricordare è anche capo del dipartimento di pubblica sicurezza, ha detto testualmente “Fate i controlli con rigore ma anche con umanità. Più che colpire dobbiamo far comprendere”. Premesso che la “situazione di necessità” è una condizione che sempre o quasi si interfaccia con il concetto di relatività, se le Amministrazioni decidono di aprire o lasciare aperte delle attività commerciali è del tutto evidente che i cittadini possono recarsi in quei negozi per gli acquisti che considerano utili al momento, quindi sanzionarli in tali circostanze mi sembra sia fuori luogo e dovrebbe esserlo anche quando da un Comune limitrofo si va a far spesa in un supermarket più grande dove la “spesa intelligente” si può meglio fare a prezzi concorrenziali, ciò consentirebbe poi l’uscita dalla propria casa in spazi di tempo più lunghi. Faccio appello, da qui, ai sindaci e ai dirigenti delle FF.OO. perché, in questa particolarissima situazione sociale, possano intervenire a prevenzione di alcuni atti, per evitare inutili controversie che immancabilmente andrebbero a tradursi in un rapporto di sfiducia istituzionale.


Sanzionato per aver acquistato vernice, il questore: ‘Presenti ricorso’ Possibile svolta positiva per l’incredibile vicenda dell’anziano di Carmignano che, dopo aver chiesto conferme alla Municipale, si era recato in ferramenta salvo

Sanzionato per aver acquistato vernice, il questore: 'Presenti ricorso' Possibile svolta positiva per l'incredibile vicenda dell'anziano di Carmignano che, dopo aver chiesto conferme alla Municipale, si era recato in ferramenta salvo

Si apre uno spiraglio per l’anziano di Carmignano che ieri mattina 21 aprile è stato multato dopo essersi recato in una ferramenta all’interno del comune per acquistare della vernice, QUI LALeggi tutta la notizia

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Categoria: CRONACA