ACQUA ALL’AMIANTO/COMUNCIATO STAMPA Di: Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

“ la presenza di fibre di amianto nella rete idrica dell’acqua potrebbe essere riconducibile alle tubature di cemento-amianto (anche se in Toscana ne abbiamo anche di più vecchie in eternit) all’aggressività dell’acqua ed al danneggiamento delle tubature”

Le tubazioni in cemento-amianto di un acquedotto

Le tubazioni in cemento-amianto di un acquedotto

ACQUA …..ALL’AMIANTO

Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
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Prato, 10 marzo 2016

Comunicato Stampa

Prendiamo atto delle dichiarazioni odierne dell’Ufficio Stampa USL Toscana Centro ma dobbiamo tuttavia rimarcare che a quanto ci risulta quello non è il Parere aggiornato dell’ ISS, ma il memorandum/linee guida dello stesso ISS ritenuto valido anche se visto l’età oramai obsoleto.

In data 15 Gennaio 2016 abbiamo formalmente richiesto all’ISS con copia lo stesso Ministro Lorenzin, l’UE, la Regione ed altri soggetti Istituzionali, contestando proprio le stesse obsolete Linee Guida chiamando quindi l’ISS ad esprimersi in maniera chiara e definitiva sulla possibile correlazione anche per ingestione in virtù delle nuove valutazioni scientifiche.  Ad oggi nessuna risposta ufficiale è arrivata.!

Non è certamente questa la sede per una confutazione sanitario-scientifica, tuttavia vogliamo evidenziare come i limiti richiamati nel comunicato USL  ovvero “i limiti Epa di 7 milioni di fibre/litro” sono a nostro parere limiti vecchi ed obsoleti, riferiti a campionamenti del 1987/1993 nei soli Stati della Pennsylvania e Louisiana, assunti come basici di valutazione e sempre aggiornati/avallati via via, a quanto ci risulta senza nessuna nuova valutazione ed asseverazione sanitario-scientifica. Precisiamo poi che lo studio EPA chiarisce le modalità di monitoraggio evidenziando il “controllo della corrosione dei tubi, quindi sul deperimento da esercizio.” quindi difforme da rotture.!

Inoltre per quanto attiene alle valutazioni dell’ISS,  attesta che “non ritiene che, allo stato, sussistano i requisiti di necessità per indicare un valore di parametro per l’amianto nelle acque destinate a consumo ai sensi dell’art. 11(1) b, “   a nostro modesto parere evidenziamo invece come NON sia possibile oggi“professionalmente e deontologicamente” voler fissare un limite di tolleranza per un cancerogenico certo.

Tuttavia dalle nostre limitate conoscenze ed approfondimenti risulterebbe che tale “enunciazioni” sarebbero riconducibili al  D.Lgs 31/01 e  smi in recepimento della direttiva 98/83/CE, in particolare all’ Art. 4(2)a di tale Dlgs di ben 15 anni orsono.

Lo stesso si basa su valutazioni “ponderate valutazioni scientifiche-sanitarie” con studi presumiamo di almeno 2/3/4 anni antecedente tale emanazione, possiamo dedurre che le valutazioni di cui al Dlgs, si basano su verifiche di ben 4 lustri fa.

Lo stesso articolato statuisce che “ la presenza di fibre di amianto nella rete idrica dell’acqua potrebbe essere riconducibile alle tubature di cemento-amianto (anche se in Toscana ne abbiamo anche di più vecchie in eternit) all’aggressività dell’acqua ed al danneggiamento delle tubature”

E’ palese perciò che il nostro caso si conformi nell’ultima enunciazione, ovvero in presenza di crettatura e/o rottura delle tubazioni per le quali ci risulta tuttavia impossibile calcolare la quantità di rilascio fibre e la loro valutazione sia “in peso, come lunghezza e spessore e quantità” come lo stesso Dlgs menziona.

Perciò sulla base delle documentazioni oggi disponibili o ci vengono date “certificazioni scientifiche aggiornate che permettano di escludere in maniera inequivocabile la presenza di rischi e correlazioni per la Salute,” oppure in via transitoria oltre che con una buona dose di buon senso, finché l’ISS, il Governo e forse l’UE non si esprimeranno definitivamente sulla materia non possiamo che reiterare la richiesta di applicazione del Principio di Precauzione già richiamato dall’ ODM di Pistoia (LEGGI)

Inoltre auspichiamo di interloquire in maniera diversa e non a mezzo di Comunicati Stampa, dove noi Cittadini (in questo caso il CCSP estensore delle missive) se esterniamo qualcosa a mezzo stampa pur legittimati dalla “necessità di conoscere” veniamo quasi diffamati come “i fautori” di allarmi pubblici ingiustificati, mentre invece se l’organo pubblico che ha l’ ”obbligo di risposta”  si astiene e/o addirittura omette, va tutto bene.

Vogliamo rimarcare come la presa di posizione di ODM Pistoia è avvenuta a seguito di nostre precise richieste di chiarimento veicolate a tutti gli Organi Competenti, Sindaco, ASL PT, etc.etc., a fronte delle quali il solo Ordine dei Medici ci ha prontamente risposto, quindi proprio per non allarmare inutilmente i cittadini vediamo di rispondere alle “Istanze degli stessi” con documenti “corretti ed aggiornati” con argomentazioni di sostanza a confutazione delle nostre tesi.

Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia