“… La provincia di Prato e i comuni facenti parte dello stesso ente, dopo che per anni hanno alimentato il sogno di un qualcosa che indefinitamente sarebbe stato utile al territorio (secondo loro) con il tempo ha visto sfumare varie altre opportunità mentre i costi continuavano a lievitare senza che nessuno si preoccupasse di questo. ..” D. Elmutter

CREAF - Una struttura nata per rimanere chiusa

CREAF – Una struttura nata per rimanere chiusa

Io mi domando e dico: ma perché stiamo ancora parlando del Creaf? Poi ritorno sobrio, sbollisco la incredulità e mi monta la rabbia. Non solo per 22 milioni di giramento di coglioni ma perché, nonostante tutto, stanno continuando a prenderci per il culo. E parlo degli amministratori. Dei soliti amministratori che prima elargiscono soldi dei cittadini a chissà chi e chissà per cosa e poi mettono su una manfrina perché vogliono capire come mai dopo tutti questi soldi spesi non sia partita questo fantasmagorico “Centro Ricerche e Alta Formazione, costituito il 20 ottobre 2005, è nato dalla volontà della Provincia di Prato e dei Comuni dell’Area Pratese per offrire supporto alle imprese del territorio e sostenerne la crescita, la competitività e l’innovazione attraverso la ricerca, il traferimento tecnologico, la formazione e l’aggiornamento” così come si legge sul sito.

La provincia di Prato e i comuni facenti parte dello stesso ente, dopo che per anni hanno alimentato il sogno di un qualcosa che indefinitamente sarebbe stato utile al territorio (secondo loro) con il tempo ha visto sfumare varie altre opportunità mentre i costi continuavano a lievitare senza che nessuno si preoccupasse di questo. Poi il giocattolo, accarezzato vezzeggiato e sospirato da tutti, è diventato ingombrante e ha cominciato a puzzare. Dalla testa, come i pesci. Ma alla testa del Creaf non ci sono solo i tonni, quelli rimasti impigliati nelle reti, ma sguscianti anguille che sanno muoversi tra i flutti e le tempeste intraprendendo anch’essi una causa civile contro la società ormai in liquidazione.

In sostanza, non potendosi sostituire alla Procura, gli ammistratori pubblici stanno cercando il modo di uscirne nel migliore dei modi possibili adducendo le colpe del progetto mai avviato, agli amministratori privati e magari esigendo un rimborso. Come se loro non fossero correi nel aver gettato soldi in questo buco nell’acqua!!

Oggi abbiamo assistito al paradosso della AD Laura Calciolari che ha presieduto la stessa assemblea dei soci (provincia e comuni) che ha avviato un’azione di responsabilità civile contro di lei. Un film già visto quando il sindaco Biffoni dovette presiedere il consiglio comunale contro Consiag rappresentato da lui stesso, con la differenza che almeno in quel caso, i milioni avrebbero dovuto entrare nelle casse pubbliche anziché uscirne.

Giochetti di prestigio ad minchiam


DA: http://www.notiziediprato.it/

Creaf, i soci pubblici fanno le pulci agli amministratori: “Diteci come sono stati spesi i soldi

Creaf, i soci pubblici fanno le pulci agli amministratori: "Diteci come sono stati spesi i soldi"

La Provincia e i Comuni hanno dato mandato all’ufficio legale di valutare gli estremi per un’eventuale azione di responsabilità nei confronti di tutte o di qualcuna delle gestioni. Intanto il 15 febbraio il Tar deciderà se dar corso oppure no alla richiesta della Regione Toscana di avere indietro i milioni di finanziamento concessi al Creaf.