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Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: novembre 2016 (Page 1 of 8)

Biffoni e le opere faraoniche Di Aldo Milone

Biffoni invece di pensare ad opere faraoniche, pensi soprattutto alla manutenzione ordinaria degli istituti scolastici. E poi non sono bastati alcuni episodi di gravi carenze igieniche che si sono verificati recentemente in alcuni istituti scolastici, un altro si è verifica in un niso. Questo fa capire che questa Amministrazione è negligente o incapace di controllare.

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Ancora altri due casi spiacevoli e direi anche rischiosi per l’incolumità dei bambini e degli stessi operatori nella scuola d’infanzia Munari  e un asilo nido Orto del Lupo al cui interno sono state rinvenute formiche e anche un topo. Fortunatamente la caduta dell’intonaco nella scuola d’infanzia è avvenuta di notte quando non c’era nessuno all’interno. Fatta questa premessa credo che questa giunta farebbe bene prima a investire, sul serio, sulla sicurezza nelle scuole, anche alla luce dei recentissimi eventi sismici avvenuti nell’Italia centrale. Il nostro sindaco Biffoni non può pensare solo ai mega progetti dimenticando quella manutenzione ordinaria degli istituti scolastici. Forse, tolgo il forse, è opportuno orientare in maniera massiccia gli investimenti proprio verso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado piuttosto che pensare a opere faraoniche. La caduta dell’intonaco deve far riflettere perchè, anche se non sono un tecnico ,non sappiamo con quale materiale gli Istitituti scolastici sono stati costruiti. E ora più che mai è necessario procedere ad una verifica puntuale e precisa dello stato di tutti gli istituti. per quanto riguarda l’altro caso che ha riguardato il ritrovamento del topo e di formiche nell’asilo nido, credo che ci sia stata una vera mancanza di controllo di chi gestisce e della stessa Amministrazione Comunale. Abbiamo avuto in passato diversi casi in altre struttre scolastiche che avrebbero dovuto servire come un esempio da non più ripetere.Questa giunta non può credere di aver salvato la sua inefficienza con la chiusura del nido perchè, come ho detto prima, non doveva proprio verificarsi l’episodio.
Aldo Milone
capogruppo Pls

 

Il Dott. Paolo Sanesi, da molti anni impegnato sul tema della PARTECIPAZIONE

Una PROPOSTA per RENDERE EFFETTIVA la PARTECIPAZIONE dei CITTADINI Di: Paolo Andrea Sanesi

“… Il Sindaco Biffoni, alla presenza dell’Assessore Simone Mangani (con delega alla partecipazione) si è impegnato a dare una risposta definitiva entro il 15 gennaio 2017…” P.A. Sanesi

Il Dott. Paolo Andrea Sanesi

Il Dott. Paolo Andrea Sanesi

Mercoledì 23 novembre una delegazione di PratoPartecipa è stata ricevuta dal Sindaco Matteo Biffoni per discutere della proposta depositata ad aprile u.s. in Commissione Consiliare 1 da PratoPartecipa. La proposta prevede la modifica del Regolamento Comunale per rendere effettiva la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali della città oltre all’istituzionalizzazione di sedi periferiche dedicate esclusivamente all’attività della comunità che così può esercitare il suo diritto di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art. 118, ultimo comma, della Costituzione. Non avendo ricevuto alcuna risposta, abbiamo sollecitato una deliberazione in tal senso. Il Sindaco Biffoni, alla presenza dell’Assessore Simone Mangani (con delega alla partecipazione) si è impegnato a dare una risposta definitiva entro il 15 gennaio 2017. Certi dell’importanza di veder riconosciuti i diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione e della loro partecipazione (istituzionalizzata) nei processi decisionali che li riguatrdano, continueremo la nostra battaglia affrichè tutto ciò trovi attuazione all’interno delle nostre istituzioni comunali.

La qualità di Prato e i sogni da senatore Di: Bavastro

Ma chi se frega, avrà pensato il nostro sindaco che diserta anche i consigli comunali. Ormai il suo obiettivo è quello di tornare a Roma anche se fare il passacarte a Prato svolgendo i compitini impartiti dal Giacomelli non è malaccio, ma fare il senatore con i rimborsi spese e con l’immunità (non si sa mai, facendo l’amministratore locale) è decisamente meglio.

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Secondo Il Sole-24 Ore Prato è scesa al 68 esimo posto nella classifica delle città per qualità della vita. Un peggioramento raddoppiato rispetto al 2012 che ci vedeva al 35 esimo posto. Altri tempi, altro governo cittadino. No, perché forse quello di prima avrà avuto le sue beghe e il suo immobilismo ma almeno non aveva un sindaco che andava in giro a farsi i cazzi del partito. Cenni avrà pur fatto stronzate tanto che si sedeva sul cesso ma almeno stava in Palazzo comunale, questo invece nel Palazzo non lo si vede quasi mai! In consiglio comunale poi, è più facile vedere il fantasma di De Cardona che lui! Quando sta a Rete 4, quando sta in Rai, quando va a far conferenze per Anci, quando appare a far da spalla a qualche dibattito rigorosamente nelle case del popolo, quando è assente per motivi personali, quando per una cosa quando per l’altra se i cittadini vogliono vedere il proprio sindaco devono accendere la tv oppure alla sera andare in qualche posto dove parlano di referendum. Anzi, è più facile per i pratesi vedere Le Iene che lui. Eppure dovrebbe essere obbligo istituzionale oltreche morale, che un sindaco anteponga la propria città e i propri elettori a tutto il resto. Così non è per Biffoni che come sindaco della seconda città della Toscana ha talmente tanto tempo libero da fare anche il presidente Anci regionale.
Sicuramente sarà in prima fila anche alla manifestazione dei sindaci prevista per il 29 novembre e organizzata dal comitato per il Sì contravvenendo all’articolo 9 della legge 28/2000 che «dalla data di convocazione dei comizi elettorali, e fino alla chiusura delle operazioni di voto» fa «divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili…»
Ma chi se frega, avrà pensato il nostro sindaco che diserta anche i consigli comunali. Ormai il suo obiettivo è quello di tornare a Roma anche se fare il passacarte a Prato svolgendo i compitini impartiti dal Giacomelli non è malaccio, ma fare il senatore con i rimborsi spese e con l’immunità (non si sa mai, facendo l’amministratore locale) è decisamente meglio.

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I paragoni costituzionali Di: Daniele Gostini

“….parlando di democrazia, quelli del Si vengono a dirci che la nostra Costituzione sia vecchia rispetto alle esigenze attuali se non ché prendere a modello quella americana, vecchia di 200 anni. Negli USA il presidente ha certamente i pieni poteri esecutivi ma è pur sempre sottoposto all’autorità del Congresso, composto da entrambe le Camere, che hanno l’effettivo potere legislativo. Nella fattispecie i due poteri, esecutivo e legislativo, risultano opportunamente bilanciati…” D.Gostini

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Da: https://considerazionando.wordpress.com

Per avvalorare la loro tesi che la riforma della Costituzione ci assimilera’ ai moderni Stati democratici, i sostenitori del Si prendono a modello quei Paesi che nell’immaginario popolare hanno sinonimo di stabilità e efficienza. Anche in questo caso dimostrano una leggerezza imperdonabile mentendo sapendo di mentire, perché ancora una volta dimostrano di ignorare i fatti, la realtà ma soprattutto la storia conseguente.

Per esempio, parlando di democrazia, quelli del Si vengono a dirci che la nostra Costituzione sia vecchia rispetto alle esigenze attuali se non ché prendere a modello quella americana, vecchia di 200 anni. Negli USA il presidente ha certamente i pieni poteri esecutivi ma è pur sempre sottoposto all’autorità del Congresso, composto da entrambe le Camere, che hanno l’effettivo potere legislativo. Nella fattispecie i due poteri, esecutivo e legislativo, risultano opportunamente bilanciati attraverso una netta e rigida separazione ma anche una serie di pesi e contrappesi (il cosiddetto “check and balance“) mentre in Italia, con la riforma basata sull’Italicum, avremo un parlamento sproporzionatamente asservito alla volontà del partito del premier che potrà legiferare senza l’impiccio del Senato che non avrà più voce in capitolo. Personalmente non mi sembra la stessa cosa.

Un altro spericolato paragone dei sostenitori del Sì è paragonare il senato italiano che verrà con quello francese. In Francia il Senato rappresenta le autonomie locali ed è eletto da un collegio di 162 mila grandi elettori composto da deputati, consiglieri regionali e sindaci, e a una prima occhiata il paragone potrebbe essere calzante ma se andiamo nella peculiarità del caso in Italia saranno “eletti” ognuno nel proprio consiglio regionale di appartenenza composto da un minimo di 35 ad un massimo di 90 membri elettori. Vi sembra la stessa cosa? Per questo motivo le due realtà non sono assolutamente comparabili tra loro.

Sempre a mo di esempio, citando governi dii stabilità economica, quelli del Si prendono a modello la Germania. Non è un mistero che se parliamo di efficienza venga subito in mente il modello tedesco, ma è bene specificare che i tedeschi, con la loro efficienza non si sognerebbero neppur lontanamente di attuare una riforma come quella italiana. Per onor di chiarezza in Germania il Bundesrat (Senato) è composto da senatori eletti nei Lander, ossia gli stati federali; i delegati dei Lander hanno vincolo di mandato, votano seguendo le direttive dei rispettivi governi e sono obbligati a votare compatti pena la nullità del voto. Questa cosa si chiama federalismo e in Italia non solo non è mai stata completamente attuata ma con la riforma verrebbe definitivamente affossata accentrando il potere dello Stato centrale. Inoltre, in Germania, proprio perché sono più seri di noi e non fanno leggi ad minchiam, è obbligatorio il vincolo di mandato. Faccio un esempio ancor più esemplificativo: se il Land della Turingia (tanto per dirne uno) si esprime a favore della legge “A 1.23” tutti i suoi rappresentanti nel Bundesrat devono votare in quel modo! In caso di disaccordo hanno l’obbligo di astenersi. Ecco la sostanziale differenza con la riforma che prevede un Senato delle regioni solo a parole! I delegati tedeschi eletti al Bundesrat (Senato) sono vincolati alla volontà dei Lander che detiene il controllo diretto sui propri senatori, sostituendoli in ogni momento!!
Ultima e non ultima cosa, i senatori tedeschi NON godono dell’immunità parlamentare come invece è stato promesso a quelli italiani.

L’allarme dei costituzionalisti italiani non sta nella riforma del Senato ma sta nel ruolo che avranno i nuovi senatori che andranno a Roma “a titolo individuale, senza vincolo di mandato, e quindi esprimendo posizioni politiche di partito e non la voce delle istituzioni territoriali che dovrebbero rappresentare” per usare le parole del professor Valerio Onida, uno dei massimi giuristi costituzionali italiani. Oltre tutto la riforma Renzi-Boschi, contraddittoriamente alla non elettività del Senato unita all’assenza del vincolo di mandato, riconosce ai 95 consiglieri-senatori (5 saranno eletti dal presidente della Repubblica) il privilegio di revisionare la Costituzione ed eleggere ben due giudici della Corte costituzionale contro i tre giudici che invece spetterebbero alla Camera che, è bene ricordarlo, rimarrà invariatamente composta di 630 deputati creando una sproporzione irragionevole e pericolosa. Non vi sembra  uno squilibrio evidente?

Insomma, vengono a farci i paragoni quando i nuovi senatori non rappresenterano nessuno se non il partito che li ha mandati a Roma con l’immunità parlamentare in tasca. E continueranno a farci paragoni anche se il Senato sarà depotenziato ma non troppo perché manterrà un effimero potere di iniziativa legislativa anche se non sarà più elettivo. Se dovete fare i paragoni, almeno fateli in maniera chiara.

Castro e Pinochet, trova le differenze Di: Fabio Cintolesi

“… Pinochet ha oppresso il Cile per cirica 15 anni, lasciando il potere ai civili dopo un referendum. Fidel lo ha fatto dopo quasi 50 anni, per motivi di salute, e ha lasciato il potere al fratello…” F. Cintolesi

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Castro e Pinochet, trova le differenze.

Entrambi hanno preso il potere con le armi in pugno.
Pinochet ha fatto ammazzare quasi 5mila persone, Castro diverse volte tanto.
Pinochet ha oppresso il Cile per cirica 15 anni, lasciando il potere ai civili dopo un referendum. Fidel lo ha fatto dopo quasi 50 anni, per motivi di salute, e ha lasciato il potere al fratello.
Il Cile è il paese messo meglio dell’America Latina; Cuba un puttanaio a cielo aperto.
Pinochet è considerato (a ragione) un boia e un macellaio. Castro un’icona e un eroe romantico da quasi tutta la sinistra e non solo.
Sarà per via della privatizzazione (parziale) delle pensioni che Pinochet attuò durante il suo regime.

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REFERENDUM/RIFORMA – Il CAOS del TITOLO V Di: Daniele Gostini

“…Con la riforma, come detto, tutto il potere -o quasi- tornerà nelle mani dello Stato.. …poichè 21 materie di competenza saranno esclusività dello Stato, mentre si ridurranno a 8 le materie di competenza delle Regioni. Uno stravolgimento senza precedenti che aumenterà il caos interpretativo alimentando frequentissimi ricorsi alla Consulta e ai TAR dovuto al fisiologico periodo di ridefinizione legislativa per via interpretativa degli equilibri tra Stato e Regioni e per l’effettivo superamento della legislazione “concorrente”…” D. Gostini

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Da: https://considerazionando.wordpress.com

Un ulteriore cosa che provocherà questa riforma sarà il drastico cambiamento nel rapporto tra Regioni e Stato sbilanciandosi verso un supremo accentramento da parte del governo, con buona pace del federalismo a lungo sognato da Cavour dopo l’unità d’Italia. Per la verità già nel 2001 ci fu una profonda revisione del titolo V della Costituzione (la norma attualmente vigente) che fu confermata anche da un referendum popolare e già questo dovrebbe far riflettere sul fatto che le riforme costituzionali ci sono già state in passate e sono state tutte indolori perché migliorative. A oggi, infatti, quella lontana riforma riconosce le autonomie locali quali enti esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica. I Comuni, le Città metropolitane, le Province e le Regioni sono enti esponenziali delle popolazioni residenti in un determinato territorio e tenuti a farsi carico dei loro bisogni. L’azione di governo si svolge a livello inferiore e quanto più vicino ai cittadini, salvo il potere di sostituzione del livello di governo immediatamente superiore in caso di impossibilità o di inadempimento del livello di governo inferiore in un principio di sussidiarietà verticale così come riporta la Treccani

Più chiaro di così!

Con la riforma, come detto, tutto il potere -o quasi- tornerà nelle mani dello Stato (il cui governo è stato eletto con l’Italicum che prevede un premio di maggioranza e che dovrà rispondere solo alla Camera e non più al Senato. Repetita iuvant!) poichè 21 materie di competenza saranno esclusività dello Stato, mentre si ridurranno a 8 le materie di competenza delle Regioni.
Uno stravolgimento senza precedenti che aumenterà il caos interpretativo alimentando frequentissimi ricorsi alla Consulta e ai TAR dovuto al fisiologico periodo di ridefinizione legislativa per via interpretativa degli equilibri tra Stato e Regioni e per l’effettivo superamento della legislazione “concorrente”. Insomma, la riforma non cancellerà immediatamente tutte le norme vigenti emanate dalle Regioni e Comuni per loro esclusiva competenza, con buona pace della semplificazione.   

La formulazione del nuovo testo è criptica giacché si afferma infatti che lo Stato abbia competenza esclusiva su salute, istruzione, turismo e governo del territorio. Praticamente quasi tutto. Le Regioni dal canto loro, che già hanno le proprie leggi grazie alla riforma del 2001 entreranno quindi in una sorta di loop conflittuale con lo Stato per accertare le effettive competenze delle materie su qualsiasi cosa, opponendo ricorso. Qui entra in gioco la “clausola di supremazia statale” con cui lo Stato può decidere, su proposta del governo, di scavalcare le regioni invadendo quei settori di residuale competenza specifica. Tutto insomma tornerebbe nelle mani dello Stato come nelle repubbliche socialiste dei primi del novecento, con buona pace del federalismo regionale.

Attenzione però: tutte le regioni sono uguali salvo le regioni a statuto speciale che sono più uguali delle altre!

Faccio un passo indietro e spiego brevemente quali e da cosa derivano le cosiddette regioni a statuto speciale. Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia-Giulia, Trentino Alto Adige e Val d’Aosta sono quelle regioni che hanno una particolare e differente autonomia rispetto al resto delle regioni italiane, per motivi che non starò a elencare perché andrebbero ricercati in un passato troppo remoto. La prima riforma del 2001 di matrice federalista, aumenta, come abbiamo visto, il potere delle regioni elevandole di fatto tutte sullo stesso piano ma con la riforma Renzi-Boschi invece le regioni autonome torneranno ai loro fasti vita natural durante e anzi, per certi versi avranno più rappresentanza delle altre nel nuovo Senato. Questo è la marchetta che è stata pagata ai 19 senatori per le Autonomie affinché il testo della riforma passasse anche in Senato ma ….. il diavolo fa le pentole e non i coperchi! Succede che le regioni a statuto speciale prevedono l’incompatibilità del ruolo di consigliere dell’assemblea regionale con la carica di parlamentare della Repubblica, quindi anche senatoriale. Ne uscirebbero penalizzate? Forse si, sicuramente no, perché qui sta il caos interpretativo nella riforma del titolo V, che una Costituzione non dovrebbe permettersi. Sarebbe stato meglio una revisione di questi statuti regionali prima di stendere il testo della riforma ma è comunque’ previsto il modo di “aggirare” questo divieto con una revisione d’intesa attuabile però soltanto se vincesse il Si al referendum e la riforma costituzionale passasse. Dopo verrà eliminata l’incompatibilità di carica, almeno limitatamente all’elezione al nuovo Senato. Dopo, non prima. E via con la seconda marchetta. Se non vi sembra una truffa questa………
Rimane però il dubbio sollevato dal senatore Calderoli (padre del porcellum da cui l’Italicum deriva) che sottolinea come fino all’avvenuta approvazione delle modifiche agli statuti regionali delle Regioni a statuto speciale “il Senato non potrà andare a rinnovo, eppure teoricamente lo scioglimento del Senato potrebbe avvenire già dal giorno dopo della riforma costituzionale. E quindi a quel punto sarebbe il caos.” Il caos del titolo V appunto.

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La POLITICA DELL’ACCOZZAGLIA Di: Lorena Bovicelli

Il termine “ACCOZZAGLIA”, non è certo nuovo in politica…

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Ricordo dopo pochi giorni che Roberto Cenni presentò la sua lista civica (il termine ACCOZZAGLIA già girava in politica)

http://www.tvprato.it/2014/04/cenni-presenta-la-sua-lista-civica-quella-di-biffoni-e-unaccozzaglia-senza-coerenza/?mobile=true

incontrai in Via del Pesce, già via Firenzuola, la stradina dietro il Comune, una persona dell’Armata Brancaleone cenniana, la qual persona aveva parcheggiato il macchinone one one davanti alle porte di una galleria d’arte.
Il proprietario aspettò più di un’ora per entrare e quando questa degnissima persona della lista Cenni arrivò invece di scusarsi cominciò ad urlare come una pazza che lei faceva parte della lista Cenni e che era andata in Comune per affari personali e che ci poteva stare quanto voleva.
La maleducazione superò veramente ogni limite dal momento che eri, grandissima testina di caxxo, soltanto un riempibuco come lo sono molti delle liste e nemmeno un personaggio così importante ma solo qualcuno pieno di boria e di stupidità, e la tua auto impediva ad un commerciante di entrare e lavorare.
Poco dopo mi avviai verso casa e trovai il macchinone one one e la suddetta persona pensa un po’ sotto la propria casa. Pensate aveva fatto poche decine di metri da lì al Comune solo per farsi vedere col macchinone one one.
Ma non è finita qui, una mia amica che a quel tempo aveva una libreria, quando le raccontai cosa era accaduto mi disse che la suddetta persona era andata da lei a comprare un libro per studiare i regolamenti comunali e del Consiglio.
Sicuramente questa persona dava già per scontato la sua prossima partecipazione alla vita attiva politica della città e quello che più è deplorevole e triste è che Roberto Cenni aveva scelto chi? cosa? a rappresentarci? qualcuno solo per conoscenza? qualcuno solo per il macchinone one one? qualcuno che aveva un reddito più alto di altri Pratesi?
Cosa e perchè abbia portato l’ex sindaco a infilare un personaggio simile e a volerlo poi rifilare ai Pratesi non lo so e non lo voglio sapere, salvo persare che di fronte a certi individui l’abbiamo scampata bella.
Non solo! che criterio fu adottato nel mettere accanto ad un Carlo Alberto Bianchi Rossi, preparatissimo, qualcuno che non sa una cippa lippa delle leggi anche questo rimarrà un grande mistero…

Il Renzi "Cantastorie" fiorentino.

La COSTITUZIONE, MATERIA DI DIRITTO o AFFARE POLITICO? Di: Filippo Boretti

“…non riesco a non rimanere urtato dalla strumentalizzazione politica che ne è stata fatta fin dai banchi del governo. Il primo problema in Italia è diventato la difficoltà a legiferare? Renzi ha difficoltà a governare, forse?..” F. Boretti

Il Renzi "Cantastorie" fiorentino.

Il Renzi “Cantastorie” fiorentino.

La Costituzione è materia di diritto o affare politico? “Nel campo del potere costituente il governo non può avere alcuna iniziativa, neanche preparatoria. Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti” (cfr. Calamandrei). Quando mi trovo davanti a normative complesse mi chiedo per chi siano state scritte e nutro dei seri dubbi sul loro beneficio. L’Italia il 5 dicembre si sveglierà cmq sconfitta perché non c’è cosa paradossale quanto portare a casa una presunta riforma quando le regole del gioco non sono condivise. Non condivido la scelta di aver adottato una così vasta revisione costituzionale con la sola forza della maggioranza di un governo (sostenuto discutibilmente). La Carta Costituzionale, nella sua seconda parte, delinea le regole del gioco che dovrebbero rappresentare un terreno di valori condivisi, sul quale installare il gioco politico in una pacifica convivenza democratica. E questo non solo non sta avvenendo, ma avviene il suo esatto contrario. Non vedo in questa riforma, nel metodo e nel merito, un vero ed autentico rispetto portato alla Carta Costituzionale, alla nostra democrazia, e mi rifiuto di vederla ridotta così, per vederla accusata di colpe politiche che nulla hanno a che fare con Lei. E non riesco a non rimanere urtato dalla strumentalizzazione politica che ne è stata fatta fin dai banchi del governo. Il primo problema in Italia è diventato la difficoltà a legiferare? Renzi ha difficoltà a governare, forse? Le colpe sono ben più profonde e riguardano un rinnovamento che ancora non riesce a vincere nel Paese e che riguarda l’onestà intellettuale della classe politica e dirigente. Le Costituzioni o sono vive e applicate o non sono. Ma ciò che è accaduto è che in questi ultimi 25 anni la nostra Carta sia stata dimenticata e non più attuata. Colpa della Carta o della classe politica che la vuole adesso malamente riformare?

Con Renzi e Biffoni, è davvero "BUONA SCUOLA"...

BIFFONI, tanti MEGA PROGETTI a discapito della MANUTENZIONE Di: Aldo Milone

“…è opportuno orientare in maniera massiccia gli investimenti proprio verso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado piuttosto che pensare a opere faraoniche. La caduta dell’intonaco deve far riflettere perchè, anche se non sono un tecnico ,non sappiamo con quale materiale gli Istitituti scolastici sono stati costruiti…” A.Milone

Con Renzi e Biffoni, è davvero "BUONA SCUOLA"...

Con Renzi e Biffoni, è davvero “BUONA SCUOLA”…

Aldo Milone, Capogruppo di PLS

Aldo Milone, Capogruppo di PLS

Ancora altri due casi spiacevoli e direi anche rischiosi per l’incolumità dei bambini e degli stessi operatori nella scuola d’infanzia Munari  e un asilo nido Orto del Lupo al cui interno sono state rinvenute formiche e anche un topo. Fortunatamente la caduta dell’intonaco nella scuola d’infanzia è avvenuta di notte quando non c’era nessuno all’interno. Fatta questa premessa credo che questa giunta farebbe bene prima a investire, sul serio, sulla sicurezza nelle scuole, anche alla luce dei recentissimi eventi sismici avvenuti nell’Italia centrale. Il nostro sindaco Biffoni non può pensare solo ai mega progetti dimenticando quella manutenzione ordinaria degli istituti scolastici. Forse, tolgo il forse, è opportuno orientare in maniera massiccia gli investimenti proprio verso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado piuttosto che pensare a opere faraoniche. La caduta dell’intonaco deve far riflettere perchè, anche se non sono un tecnico ,non sappiamo con quale materiale gli Istitituti scolastici sono stati costruiti. E ora più che mai è necessario procedere ad una verifica puntuale e precisa dello stato di tutti gli istituti. per quanto riguarda l’altro caso che ha riguardato il ritrovamento del topo e di formiche nell’asilo nido, credo che ci sia stata una vera mancanza di controllo di chi gestisce e della stessa Amministrazione Comunale. Abbiamo avuto in passato diversi casi in altre struttre scolastiche che avrebbero dovuto servire come un esempio da non più ripetere.Questa giunta non può credere di aver salvato la sua inefficienza con la chiusura del nido perchè, come ho detto prima, non doveva proprio verificarsi l’episodio.

Aldo Milone
capogruppo Pls


da: http://www.ansa.it/

Prato, crollo di notte intonaco in asilo

Non c’era nessuno all’interno, immediate verifiche del Comune

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La complessità dell’art.70 Di: Daniele Gostini

“… Non è mistero che neppure quelli del Si abbiano compreso bene il nuovo caotico, confuso e mal scritto art.70 e qui sorge il primo interrogativo: perché una norma costituzionale così complessa quando al contrario dovrebbe essere di facile lettura per tutti?…” D. Gostini

art-70

da: https://considerazionando.wordpress.com

L’attuale articolo 70 della nostra Costituzione Italiana recita:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Per far si che il nuovo Senato venga svuotato della sovranità popolare e rimpiazzato da un manipolo di funzionari a mezzo servizio asserviti al governo (a qualunque governo!) l’articolo 70 viene ingarbugliato in una supercazzola di 454 parole che dice tutto e non conclude niente. Vista la difficoltà nel capire il testo per la sua interezza, ho dovuto analizzarlo frase per frase, periodo per periodo, virgola dopo virgola in più giorni, altrimenti sarei stramazzato al suolo imbottito di Moment per il mal di testa.
Non è mistero che neppure quelli del Si abbiano compreso bene il nuovo caotico, confuso e mal scritto art.70 e qui sorge il primo interrogativo: perché una norma costituzionale così complessa quando al contrario dovrebbe essere di facile lettura per tutti?
Non si tratta di quisquilie, ma di un diritto fondamentale del cittadino avere un testo inappellabile a cui riferirsi come basamento dell’attività legislativa, all’interno della quale trascorre ed opera la vita quotidiana dei cittadini, delle imprese, delle comunità.

Con un supercazzolismo giuridico che non trova precedenti il nuovo articolo 70 “costituzionalizza” una serie di procedure, di solito attribuibili ai regolamenti delle Camere, atte a  irrigidire l’iter legislativo, dacché ogni violazione ed ogni conflitto di competenza tra le due Camere finiranno per essere di rango costituzionale, la cui giurisprudenza finirà per riscrivere, in via di fatto, la norma. Troppo difficile fino a qui? Ok, entriamo ancor più nella semplificazione, fin quanto sia possibile, alla maniera di Dante e Virgilio nell’Inferno
«Art. 70. — La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (e fin qui niente di trascendentale ma adesso arrivano le specificazioni del caso…) per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71 (la Costituzione non è un decreto Legge o un decreto presidenziale ma al contrario la base su cui vengono promulgati questi. perché dunque si rimanda ad altri articoli?), per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo (attenzione: la nuova Costituzione anziché servire da base su cui fondare la democrazia, costituzionalizza un futuro che dovrà essere ancora scritto! Cioè darà per buona la massimo livello possibile qualsiasi legge sarà scritta, esautorando i compiti della Corte Costituzionale che non avrà più voce in capitolo!!), le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni (ma i Comuni e le future città metropolitane non stanno già funzionando in autonomia?), per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea (in parole semplici le sempre più importanti politiche comunitarie che ci legheranno alla Unione Europea le dovrebbero discutere sindaci e consiglieri regionali che diverranno senatori, ma così facendo quando “lavoreranno” per il territorio e la comunità locale per cui sono stati eletti? Perché sembra che i nuovi senatori non debbano far poco o nulla ma così non è…), per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma (ma perché devono esserci in Costituzione così tanti rimandi ad altri articoli? Non vi sembra un poco esagerato?).

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma (per quante volte l’abbia letta, questa non l’ho ancora capita)

Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati (in pratica tutte! Bella forza)
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo (se la “trasmetti” vuol dire che può disporre a piacimento così come “esaminare” non significa trattare, ergo i senatori verranno solo informati di una cosa già decisa dalla Camera). Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo (prima però si devono mettere d’accordo un terzo dei senatori dopo che avranno fatto richiesta di esaminarlo. Se non si mettono d’accordo ora, figuriamoci dopo!), sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva (come dicevo prima il Senato non conta niente. A questo punto si faceva più bella figura ad abolirlo del tutto).
Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva (ma non si doveva attendere del tempo per le eventuali modifiche del Senato al testo?), la legge può essere promulgata.

L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117 (articolo che merita un discorso a parte), quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti (capito? ve lo spiego da uomo della strada: oltre a avere un Senato senza alcun potere con questo articolo si ridicolizza pure!!).

I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione (anche qui ammetto di essermi perso. Era già stato previsto prima, dove si specifica “Ogni disegno di legge…”? e si cambia il termine: 15 giorni anziché 30. Va bene che si rimanda ai D.L. dell’art. 81, ma allora non scrivere “Ogni disegno di legge”, ma specifica “con esclusione di quelli di cui all’art. 81…”, per la diversa tempistica. Uno strafalcione tale che alla Crusca un accademico sta già preparando un cappio).

I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro (ma si ‘intenderanno’?), le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.
Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati (finalmente un ‘potere reale’ del Senato. A questo punto, possono anche farsi un giro di telefonate oppure un gruppettino WhatsApp o meglio ancora trovarsi al bar durante lo spritz serale…)

Ricordo che la Costituzione deve essere la legge più intelligibile del nostro Paese e non causa di emicranie…….

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