Archivio mensile:giugno 2016

GIURLANI – ALTRO SCANDALO PER LA REGIONE TOSCANA Di: Giovanni Donzelli (FdI)

INCREDIBILE!!! Commette illeciti coi soldi pubblici e fa carriera!!!

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Da: giovannidonzelli.blogspot.it

Oreste Giurlani, dopo ben 13 anni, ha lasciato la presidenza di Uncem Toscana senza chiarire dove ha messo le centinaia migliaia di euro di soldi pubblici di cui gli chiediamo conto ormai da tempo. Invece è stato premiato con la poltrona della vicepresidenza regionale di Anci.

Dunque da oggi l’associazione dei comuni toscani è rappresentata da un personaggio che:

– nel corso del suo mandato ha speso 500 euro al giorno di viaggi di rappresentanza senza spiegare comprando cosa, nonostante abbiamo chiesto in tutti i modi di avere accesso a bilanci trasparenti;

– ha commesso illeciti penali certificati dall’Inps, non pagando ai suoi dipendenti i contributi;

– ha assunto con i soldi del Comune di Pescia, del quale è sindaco, dipendenti che poi ha utilizzato come suoi assistenti personali;

– ha ottenuto finanziamenti pubblici per progetti che non si sa che fine abbiano fatto.

Non pensino Giurlani e l’Uncem di averla fatta franca: Fratelli d’Italia continuerà a denunciare queste schifezze, le sue come quelle di chiunque altro, e a pretendere chiarezza e giustizia.

Giovanni Donzelli, Consigliere Regionale Fratelli d’Italia/AN

Si SGRETOLA ANCHE IL FRONTE TAV FIORENTINO?!!!

“…irrita sentire un sindaco, che fino a ieri ha difeso il progetto più stupido nato a Firenze, adesso schierarsi per quello che chiediamo da sempre…”

Dario Nardella, Sindaco di Fireze. Tra Lungarni che crollano e la Tunnel TAV nel panico, evidenzia sempre più il suo stato confusionario...

Dario Nardella, Sindaco di Firenze. Tra Lungarni che crollano e la Tunnel TAV nel panico, evidenzia sempre più il suo stato confusionario…

Pare che il fronte del TAV si sgretoli. Ne siamo felici ma non abbassiamo la guardia. Certamente irrita sentire un sindaco, che fino a ieri ha difeso il progetto più stupido nato a Firenze, adesso schierarsi per quello che chiediamo da sempre, dimenticare le responsabilità del suo partito che, fin dall’inizio, ha forzato per avere i tunnel.

Attivista Comitato NO Tunnel TAV Firenze


 

da: http://www.ilsitodifirenze.it/

Nardella: “La TAV di Firenze opera inspiegabile. Chiederò a Ferrovie modifica del progetto”

Il Sindaco: “È un progetto nato male e che sta andando ancora peggio”

 Di Donato Mongatti, Gio, 2016-06-30 02:07

“Il progetto dell’Alta Velocità che Ferrovie ha voluto fare in tutti i modi, oggi ancor più di ieri, appare inspiegabile: è un grande spreco di denaro pubblico, perché stiamo parlando di un miliardo e mezzo di euro per risparmiare due minuti sulla tratta Roma-Bologna-Milano dell’Alta Velocità”.

Lo ha detto ieri sera il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo Presso la Festa d’Estateorganizzata dal Circolo ARCI La Loggetta di Varlungo (presso i giardini di Via della Funga), all’iniziativa promossa dal Circolo PD Varlungo ed incentrata su Firenze e le sue periferie.

“Un progetto – ha spiegato Nardella chiamato a rispondere sull’annosa questione del tunnel AV – che appare inspiegabile sotto più punti di vista. Il primo è che si realizza un’altra stazione, non a dieci chilometri (da Santa Maria Novella, ndr), ma a due chilometri, nell’area dei macelli dove ora c’è un buco gigantesco e 24 ore al giorno 4 idrovore portano l’acqua da un lato all’altro della falda per non interromperla e consentire il flusso sotterraneo dell’acqua. La stazione Foster è destinata ad ospitare i treni Alta Velocità andando a svuotare Santa Maria Novella che ogni anno vede transitare 36 milioni di passeggeri. Molti sono cittadini e lavoratori, ma tanti sono anche turisti. Portare con i treni i turisti nei centri storici delle città è una cosa grandiosa, perché questo va nel senso dell’eliminazione del… (Leggi articolo intero)

 

 

Il Nuovo Aeroporto di Firenze e la COERENZA dei SINDACI DI: Associazione AMICI DI PRATO

«Non c’è nulla di male nel rivedere le scelte sbagliate degli anni passati» Lorenzo Falchi, Sindaco di Sesto Fiorentino

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Leggiamo questa intervista al Corriere Fiorentino da parte del nuovo sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, e subito il confronto tra la disparità di azioni intraprese dal nostro sindaco Biffoni e il suo omologo vicino. Riportiamo parte dell’intervista con la nostre osservazioni tra parentesi.

> Falchi lei si dice pronto a collaborare con Firenze e gli altri Comuni, ma su aeroporto e termovalorizzatore non è disposto a retrocedere neanche di un passo, giusto?
«Non c’è nulla di male nel rivedere le scelte sbagliate degli anni passati»
(A Prato le scelte erano state fatte ed erano state nette e decise. Gli sbagli sono arrivati dopo)

> La presenza del Polo Scientifico dimostra che non si è pensato alla Piana solo come a una discarica.
«Il Polo scientifico deve rimanere lì dov’è e bisogna riproporre il progetto di cui si parla da anni: il Parco della Piana, che serve da compensazione per le infrastrutture che sono state costruite in quell’area nel corso degli anni» (Il polo scientifico Fiorentino che riveste cruciale importanza anche per noi pratesi, non è mai stato preso in considerazione)

> Per le due opere ci sono già una serie di autorizzazioni. Lei dirà no a tutti i costi?
«Utilizzerò tutti gli strumenti amministrativi e politici per impedirne la costruzione. E l’ho già dimostrato facendo costituire in giudizio il Comune a fianco delle associazioni ambientaliste. Insieme a questo spenderò tutto me stesso per rilanciare un dibattito molto più ampio, culturale e politico, sulla necessità di ripensare ad alcune scelte».(A Prato si è preferito affidarsi alla sola valutazione ambientale dei tecnici regionali e non si sono tenuti in considerazione i comitati e le associazioni ambientaliste)

> Sta dicendo che volete il parco e non volete il resto?
«Certo. Non vogliamo inceneritore e aeroporto». (A Prato, nonostante aver sbandierato il fronte del NO, in realtà ci si muove per tutt’altro verso)

Dopo aver letto questo, ci assale l’angoscia ripensando a ciò che ha detto nostro sindaco “Benvenuto a Falchi nel fronte del NO all’aeroporto


“Benvenuto a Falchi nel fronte della lotta all’ampliamento” Così ebbe a dire il nostro sindaco salutando l’elezione di Lorenzo Falchi a sindaco di Sesto Fiorentino (LEGGI). Già questa sparata basterebbe per scatenare una riprovevole pernacchia ma, dato che se errare è umano perseverare è diabolico, aggiunse anche
“Continueremo ad essere rigorosi sulle richieste e sulle osservazioni sul rispetto della salute e dell’ambiente e su cui non abbiamo intenzione di arretrare di un centimetro” toccando l’apoteosi della meschinità.
Non vogliamo essere grevi con i giudizi ma se guardiamo a ciò che ha fatto e ha intenzione di fare il neo sindaco di Sesto a differenza del nostro sindaco Biffoni che parla e basta, vogliamo ripeterci: apoteosi della meschinità.
Sfidiamo chiunque, sindaco Biffoni compreso, a dichiarare che il percorso fatto dal comune di Prato in materia inceneritore e aeroporto coinvolgendo i comitati cittadini e attuando tutti i mezzi disponibili, sia lo stesso di quello del comune di Sesto.
Vediamo le smentite!


Il risultato finale è fatto di tante piccole battaglie combattute. E la nostra prima battaglia, il nostro primo atto ufficiale, volevamo che fosse anche il simbolo di un cambiamento reale dell’amministrazione comunale.

Oggi il Comune di Sesto Fiorentino si è costituito con il nostro legale (che nel video vedete accanto a me) nel giudizio a sostegno dei ricorsi già portati davanti al Tar.
Da oggi infatti affiancheremo le associazioni ambientaliste ( WWF Italia,Italia Nostra e Associazione ForumAmbientalista) per quanto riguarda la revoca dell’autorizzazione per la costruzione dell’inceneritore di Case Passeri e per l’impugnazione della valutazione di impatto ambientale (VIA) sul territorio di Sesto. Un atto giudiziario e politico che rappresenta la cifra della battaglia che abbiamo promesso e abbiamo intenzione di fare fino in fondo.
Da oggi il Comune sarà dalla parte dei cittadini e di chiunque lotti per la difesa della piana fiorentina.

Un passaggio fondamentale che cambia rotta e da’ ragione alla volontà espressa dai Sestesi, che esorta tutti a ripensare le politiche dei rifiuti e il rispetto dell’ambiente che ci circonda.

‪#‎èsololinizio‬

L’EUROPA CHE SCOTTA Di: Andrea Lorusso

Un fallimento studiato, aspettato e desiderato. Cosa si cela dietro ogni grande crisi?…

Lorusso

di Andrea Lorusso

Editoriale Freedom24 del  9 dicembre 2011 alle ore 15:10

Secondo la Cgia di Mestre il vero peso della Manovra Economica è di circa 63miliardi, e considerando anche le precedenti misure varate dal governo Berlusconi, ogni famiglia nel triennio 2011-2014 dovrà sborsare circa 2mila euro in più all’anno. Ma una Banca può fallire? E uno Stato? Perché c’è il Debito pubblico e perché accadono le crisi?

Molti analisti economici hanno parlato di ingegneria finanziaria, perché è talmente complessa la materia che davvero tutti gli strumenti economici e finanziari presenti nel Mondo fanno parte di artifizi degni di essere definiti di “massimo ingegno”. La verità è che c’è il fondatissimo sospetto che la grande crisi del 2008, così come quella del 1929, siano state volute da chi governa Stati sovrani. In 40 o 50 tra banchieri, politici e colossi della finanza internazionale che decidono il futuro della popolazione planetaria.

Se l’economia avesse un funzionamento logico non staremmo neanche qui a parlare di certe tematiche. Se fossimo padroni e sovrani della nostra moneta stamperemmo a credito e non a debito, quindi non dovremmo restituire nulla alla Bce, né pagheremmo alcun tipo di interesse (che tra l’altro non esiste, perché mai stampato materialmente) ogni qual volta immettiamo liquidità nel sistema monetario. L’unico costo che sosterremmo corrisponderebbe a quei pochi centesimi per carta, filigrana e manodopera. Una sciocchezza rispetto al 20% pagato dall’Italia sui Titoli di Stato alla fine degli anni ‘80 e sull’8% pagato oggi, pesantissimo considerando l’impossibilità di gestire autonomamente l’emissione di moneta, e quindi trovandoci di fronte a rubinetti chiusi da un lato e a dover sborsare comunque in qualche modo moneta dall’altro.

Passando alle Banche direi di no: Una Banca non può fallire. Primo perché non è previsto dall’ordinamento, visto che al massimo si procede per “Liquidazione coatta amministrativa”, quindi la giurisprudenza non prevede il negozio giuridico del fallimento. Secondo, sono questi Istituti oggi sovrani della Moneta e potrebbero teoricamente stampare quanta moneta serve non trovandosi mai in ristrettezza. E qui c’è il trucco, perché quando Bce, Federal Reserve e Bank of England stampano moneta, questa viene imputata nei conti economici come “costo”, riducendo drasticamente i profitti. La stessa cosa vale per le Banche nazionali, che reperendo sul mercato primario moneta (nel circuito virtuale in cui tutte le Banche si prestano denaro in base alla fiducia), nel momento in cui si approvvigionano e quindi “comprano” liquidità, questa è imputata come spesa. Ecco perché oggi troviamo sui giornali titoli che parlano di “sofferenze nei conti bancari”. In realtà questo problema non esisterebbe se si prendesse atto che l’emissione di moneta è creazione di ricchezza, e non di un costo. Tuttavia sono fenomeni che difficilmente cambieranno, perché la politica è al soldo delle Banche. Oggi non viviamo in Democrazia ma nel libero mercato, e la causa del dissesto è imputabile al fatto che sia il secondo (il mercato) a dettare legge.

Per quanto detto, è ovvio che ogni riforma sia un palliativo. Ogni crisi è un gigantesco esproprio proletario ai danni delle masse per portare in dote ad una elite estremamente minoritaria la ricchezza (reale) raccolta. Insomma, una Banca non ha interesse nel ricevere indietro moneta, carta straccia riproducibile all’infinito che non ha alcun valore intrinseco (come accadeva prima del corso forzoso, quando la moneta era convertibile in oro); ma ha invece interesse nel ricevere beni, proprietà, ricchezza tangibile presente in economia.

Il Fondo Monetario, il fondo Salva Stati, l’acquisto da parte della Bce del nostro debito, sono tutti marchingegni per spostare il Debito da uno Stato ad un Fondo, per poi trasferire ancora da quel Fondo in un altro calderone. E’ come se spostassimo povertà da un punto all’altro senza mai riassorbirla. La bolla è chiaro che prima o poi esploderà nuovamente.

L’unica soluzione all’orizzonte è il ritorno a battere conio nazionale, che si chiami lira o euro l’importante è che non sia firmata “Banca d’Italia” ma “Repubblica Italiana”, così come accadeva prima dell’82, tornando padroni di ogni strumento di politica monetaria e con un nuovo regolamento e una nuova disciplina, che facciano sì che la moneta emessa sia a credito e non più a debito. Serve rigidità e norme costituzionali che vincolino lo Stato al pareggio di bilancio (oggi impossibile nonostante sulla carta si voglia attuare) e alla impossibilità di violare i patti generazionali lasciando il carico di oggi alle leve del domani. Se gli Stati riassumessero coscienza di spesa in modo tale che non si vada mai oltre ogni impegno insaldabile, è certo che nel giro di 20 o 30 anni cominceremmo una nuova era, più sobria, sana ed equilibrata, senza più la oggi tanto temuta speculazione finanziaria.

Lo Stato deve guardare al funzionamento di una qualunque impresa commerciale. Se un Padre lasciasse in dote al figlio un’impresa con decine di milioni di passività, questa persona cosa farebbe? Sicuramente non accetterebbe l’eredità e metterebbe in liquidazione l’azienda. Ecco che allora i nostri figli non ancora nati, non avranno la possibilità di accettare o meno l’eredità, e si troveranno con 30mila euro o più di debito sulla testa appena venuti al mondo. Ritroviamo la cosiddetta diligenza “del buon padre di famiglia”, rifondando questa Italia.

Freedom24

9 dicembre 2011

L’Unione Europea? Un grande Panopticon Di: Fabio Cintolesi

“…A Ventotene (per l’esattezza nel vicinissimo isolotto di Santo Stefano), pochi lo sanno, vi è il carcere di Santo Stefano, forse l’unico esempio di struttura detta “Panopticon”, modello di carcere ideale ideato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham….” F. Cintolesi

Europa

“Per salvare l’Europa dobbiamo tornare allo spirito di Ventotene”, così ha detto Brunetta. Ventotene è l’isola dove nel 1941, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, là confinati dal regime fascista, redassero il “Manifesto di Ventotene”, dove veniva proposta l’unione dei popoli europei.

A Ventotene (per l’esattezza nel vicinissimo isolotto di Santo Stefano), pochi lo sanno, vi è il carcere di Santo Stefano, forse l’unico esempio di struttura detta “Panopticon”, modello di carcere ideale ideato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham.

La struttura, oramai un rudere, è formata da una torretta centrale, dalla quale si possono vedere tutte le 99 celle, poste in circolo intorno ad essa. E’ la materializzazione architettonica del concetto di controllo.

L’Unione Europea, con l’ambizione delirante dei suoi burocrati di controllare ogni aspetto deila vita dei suoi concittadini, che altro è se non l’estensione politica di questo concetto?

Brunetta, senza volerlo, ha detto forse la cruda verità. Come recita il vecchio adagio: “Anche un orologio rotto, due volte al giorno segna l’ora giusta”. Lo spirito di Ventotene c’è eccome, ma è un po’ diverso da come molti lo vorrebbero intendere.


Da: http://www.ilsole24ore.com/

L’esperimento europeo è fallito: qui ci sono 23 modi per dire “grazie”

di 16 aprile 2013

Thank you. Merci. Grazie. Gracias. Grazzi. Go raibh maith agat. Dziękuję. Danke. Aitäh. Köszönöm. Mulţumesc. Děkuji. Paldies. Ačiū. Ďakujem. Obrigado. Hvala. Dank u. Kiitti. Blagodarja. Tack. Efharistò. E il mio preferito, tak. Ci sono ventitré modi per dire «grazie» nell’Unione europea e a mio parere basta questo per far capire perché l’esperimento europeo si sia concluso in un fallimento. Vi ricordate quegli esperimenti che si facevano da bambini con il piccolo chimico? Si continuavano ad aggiungere elementi, uno dopo l’altro, per vedere quale sarebbe stato quello che alla fine avrebbe prodotto un’esplosione. È quello che hanno fatto in Europa. Hanno cominciato con sei: non era abbastanza. Sono passati a nove… niente. Dieci… cominciava a fare un po’ di fumo, ma … (Leggi articolo intero)


L’ORDINE DEI MEDICI DI PRATO e i LANCI DI BANANE Di: Aurelio Donzella

“…sia plauso alla gloriosa amministrazione comunale di Prato, che a fronte della crisi del distretto e delle nuove povertà, che affliggono tanti pratesi, pensa solo ad istituire un premio “PRATO CITTA’ APERTA” riservato a chi tradisce il popolo italiano per favorire l’ invasione dei criminali africani!!!!…” Dott. A. Donzella

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ECCO LEGGETE COSA AVREI FATTO IL 12 MARZO STANTE L’ ESPOSTO DEL DOTT. ARMELLINI!!!!!
Il lancio delle banane da lui riferito, è stato smentito dalle persone citate da lui stesso!!!!
Gli ” insulti” dei quali mi accusa l’ Armellini, sono e cito la frase da me pronunciata per l’ ennesima volta, ” STAI DISTRUGGENDO IL MADE IN ITALY: VERGOGNATI!!!!!!”
Stante quanto scrive il collega Armellini, non vedo quali “toni ancora più gravi” potesse raggiungere la bagarre, dato che ho detto una sola volta quanto ho detto e i funzionari della DIGOS, con loro grande disagio, mi hanno accompagnato immediatamente fuori!!!!
Ma il fatto ” è ancora più grave – prosegue l’ Armellini – perché è avvenuto nel Salone Consiliare, ovvero nella sede istituzionale più importante della nostra città” = ma lo sa l’ Armellini, quante volte ho gridato e stante i suoi criteri di giudizio, quante volte avrò “insultato” nel periodo di due mandati amministrativi in quella identica sede che lui definisce la sede istituzionale più importante della nostra città????
In tutti i casi, sia plauso alla gloriosa amministrazione comunale di Prato, che a fronte della crisi del distretto e delle nuove povertà, che affliggono tanti pratesi, pensa solo ad istituire un premio “PRATO CITTA’ APERTA” riservato a chi tradisce il popolo italiano per favorire l’ invasione dei criminali africani!!!!
UN ULTIMO PARTICOLARE = tra le persone in indirizzo, per “conoscenza”, leggete, guarda caso, anche il nome del collega Luigi Biancalani, persona alla quale tra l’ altro voglio bene, essendo anche stato mio compagno di corso, che attualmente è anche l’ Assessore alle politiche sociali.
Domanda = perché non ha messo “per conoscenza” anche il Consigliere Comunale e membro del Consiglio dell’ Ordine dei Medici Dante Mondanelli?
Risposta = perché (secondo me) il cardiologo Dante Mondanelli è un Consigliere Comunale d’ opposizione.
Vi terrò informati se e quali provvedimenti l’ Ordine dei Medici di Prato, assumerà nei confronti di un tizio che ha accusato un collega di un’ azione inesistente!!!!!!
Avrete modo di rendervi conto se l’ Ordine Dei Medici di Prato, è un organo professionale e di controllo della deontologia degli iscritti nella propria attività professionale, o se invece è diventato un organo di regime!!!!!

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Consiag/BPV – Giovedì in Consiglio Comunale attendo risposte Di: Aldo Milone

“…Il Comune di Prato è socio di maggioranza del Consiag e, in qualità di Sindaco, dovrebbe essere molto preoccupati perché la dirigenza ha utilizzato soldi pubblici. Giovedi spero che sia lui a rispondere alla mia domanda di attualità su questo tema…” A. Milone

BIFFONI E ABATI, DIO LI FA E POI LI ACCOPPIA.

BIFFONI E ABATI, DIO LI FA E POI LI ACCOPPIA.

Biffoni, da quando è scoppiato lo scandalo delle azioni della BpVi, non ha detto una sola parola sui 9.500.000 euro che il Consiag ha perso per averli investiti in azioni. È bene ricordarlo che quei soldi sono dei contribuenti, ovvero di chi paga le bollette del gas. Eppure il Comune di Prato è socio di maggioranza del Consiag e, in qualità di Sindaco, dovrebbe essere molto preoccupati perché la dirigenza ha utilizzato soldi pubblici. Giovedi spero che sia lui a rispondere alla mia domanda di attualità su questo tema. Devo supporre che negli anni scorsi qualche consulenza legale l’avrà fatta per “mamma Consiag ” e quindi non può inimicarsi la dirigenza.

E’ da mesi che sto spiegando che Consiag è un’azione partecipata da enti locali che detiene azioni della Banca Popolare di Vicenza per un valore di circa 9.500.000 euro (novemilioniecinquecentomila euro). Adesso il valore di queste azioni ammonterebbe a circa 930.000 euro con una perdita di più del 90%. La domanda che mi pongo è questa: un’azienda partecipata solo dal pubblico, ovvero dai Comuni e quindi soldi dei cittadini, può investire soldi di quest’ultimi in acquisto di azioni di una banca?. E’ un’operazione che rientra tra gli obbiettivi di

Aldo Milone - Lista Civica Prato Libera e Sicura

Aldo Milone – Lista Civica Prato Libera e Sicura

un’azienda pubblica?. Questo vuol dire aver buttato al vento milioni di euro dei cittadini ovvero degli utenti che pagano le bollette di gas ed energia elettrica. Questi milioni di euro potevano essere investiti nel migliorare le reti o nell’abbassare il costo del gas e dell’energia elettrica con un risparmio per gli stessi utenti. Fatta questa premessa, mi chiedo ancora chi ha autorizzato tale operazione speculativa perchè di speculazione si tratta quando si procede ad acquisto di azioni di una banca. Ovviamente la risposta è scontata. C’è un consiglio di amministrazione che a suo tempo ha avallato e autorizzato questa operazione e un’assemblea dei sindaci che l’ha approvata. Adesso chi risponde di questo danno? Anche in questo caso l’assemblea dei sindaci dovrebbe quanto meno sfiduciare l’attuale amministratore unico, Baggiani, e avviare un’azione di risarcimento nei confronti di chi a suo tempo ha proceduto a tale operazione speculativa. Però i sindaci,essendo tutti del medesimo colore politico, si guardano bene dall’ avviare un’azione del genere nei confronti di appartenenti allo stesso partito politico,il Pd. La medesima cosa di quanto è successo con la gara del gas. Nel frattempo circa 9 milioni di euro dei cittadini sono stati bruciati in questa scellerata operazione grazie all’ingegno di chi si riteneteva un novello George Soros, noto finanziere americano di origine ungherese.


da: www.notiziediprato.it

Data della notizia:  27.06.2016 h 17:25

BpVi, Prato e Vicenza fanno fronte comune e chiedono un incontro al nuovo cda

Oggi il sindaco Biffoni ha incontrato le categorie economiche per condividere un percorso che porterà le ragioni della città al nuovo cda che sarà nominato il prossimo 7 luglio. Prato si muoverà insieme a Vicenza: “Ho proposto al sindaco Variati di muoversi insieme – ha detto Biffoni – tutti e due i territori hanno subito un contraccolpo notevole dalle vicende BpVi”

BpVi, Prato e Vicenza fanno fronte comune e chiedono un incontro al nuovo cda

L’unione, si sa, fa la forza e ce ne vuole davvero tanta per riemergere dal buco che ha inghiottito i risparmi di oltre cinquemila pratesi, azionisti della Popolare di Vicenza. L’idea, alla vigilia dell’assemblea straordinaria e ordinaria dei soci per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, è accordare i suoni tra Prato e… (leggi articolo intero)

PRATPPARTECIPA/”La Citta’ condivisa”

Ieri sera, sempre presso l’Urban Center di Via Mazzini, incontro con rappresentanti dei sindacati di polizia e funzione pubblica. Inattesa del verbale, pubblichiamo pubblichiamo di seguito il verbale del precedente incontro di Lunedì 20, con il Questore di PRATO, Dott. Paolo Rossi, e esperti Renato Scalia e Roberto Rota.

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Il giorno Lunedì 20 Giugno 2016, presso l’Urban Center di Palazzo Pacchiani a Prato si è tenuto il terzo incontro, del Forum Partecipativo LA CITTA’ CONDIVISA : IL RUOLO DEI CITTADINI.PROPOSTE PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DEI LUOGHI URBANI, accordato dalla Giunta con delibera n.161 del 19-04-2016 e aperto ufficialmente con l’assemblea generale del 16 Maggio 2016.
Per il mese di Giugno il percorso partecipativo ha in programma quattro serate di approfondimento,
delle tavole rotonde con esperti e professionisti della sicurezza. A questa terza serata,
hanno partecipato:
Paolo Rossi, Questore della Provincia di Prato
Renato Scalia , Consigliere Fondazione Caponnetto – Ispettore Polizia di Stato in quiescenza
Roberto Rota , Scrittore – Funzionario amministrazione Pubblica
L’argomento è stato “GLI OCCHI SULLA CITTA’. LA GESTIONE DELLA SICUREZZA URBANA “
Le domande rivolte agli ospiti sono nate dal percorso fatto nelle serate precedenti, dove i cittadini partecipanti al forum hanno individuato criticità e disagi per ogni zona , approfondito i problemi e lavorato insieme sulle possibili proposte da presentare .
A seguito sono riportati i quesiti posti e la sintesi delle risposte.

– RITENETE PRATO UNA REALTA’ PARTICOLARE, HA DELLE SPECIFICITA’ CHE POSSONO PORLA COME OGGETTO DI INTERESSE NAZIONALE PER LA SICUREZZA URBANA ?

La città di Prato, risponde il questore Rossi, è la terza città del centro Italia, ha circa 200.000 abitanti, è una città multietnica , ospita una comunità cinese che per grandezza sociale ed economica non ha eguali nel nostro paese e purtroppo ancora non c’è una grande integrazione e questo rappresenta un problema che come cittadini pratesi dobbiamo superare.
Per tutti questi aspetti la città di Prato è sicuramente all’attenzione nazionale.
L’ordine pubblico e la sicurezza sono garantiti, ma deve rimanere sempre alta l’attenzione, la criminalità è diffusa, lo dimostra anche la quotidiana esecuzione di arresti e sequestri. Si pensa che dietro questi fenomeni criminali ci siano anche organizzazioni strutturate .
Prato, rispetto ad altre città di pari livello, ha una squadra mobile superiore come mezzi e numero di persone e anche l’attività di prevenzione usa strumenti che in altri posti non ci sono.
Tutto sempre è migliorabile ma, sostiene , l’amministrazione della pubblica sicurezza da a questa città la giusta importanza che merita.
Renato Scalia, ha scritto nel 2013 “Rapporto sulla Mafia dalla Toscana a Prato 2012/2013” ,nel quale si trovano tutte le operazioni antimafia coordinate dalla magistratura .
Ci racconta che spesso si sente ripetere dalle istituzioni la frase “qui la mafia non esiste “, ma la mafia esiste ed è stabile in Toscana dagli anni 70/80 , questa regione è strategica anche per la posizione , qui si riscontra non solo quella siciliano ma anche quella calabrese e quella campana, sono stati riscontrati 21 clan nella provincia di Prato. Spesso però le istituzioni fanno finta di non accorgersene .
La paura di parlare che hanno le persone, l’omertà, nasce anche dai messaggi mandati dalle istituzioni.
A Prato molti si concentrato sulla criminalità organizzata cinese , dimenticando quella nostrana, ma la nostra fa affari con quella cinese, in special modo sul traffico di rifiuti , problema che riguarda tutta la provincia. Essere consapevole della realtà è fondamentale.
La sicurezza dei cittadini dovrebbe essere la primo posto , ma purtroppo in questo paese non è così.
Roberto Rota , ha collaborato nell’ufficio “ Città Sicura “con sede a Firenze diretto dall’ex PM Nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, e ci spiega come la mafia diversi anni fa si è trasformata , da “agricola” è diventata finanziaria , con sempre più “colletti bianchi” al suo interno .
Questa criminalità nel paese fa più danno che per esempio i furti fatti dagli zingari , ma ai cittadini danno più noia i secondi.
Bisogna cominciare ad analizzare meglio il problema.
Da una ricerca è venuto fuori che se, agli stranieri gli vengono date le occasioni giuste, come il lavoro, l’incidenza di criminalità tra loro è la stessa degli italiani, circa il 3%.
Quindi il problema non è sul lavoro delle forze dell’ordine ma proviene da un ritardo culturale dei nostri amministratori, colpevoli di tutti gli investimenti che vengono tagliati nei settori e per gli strumenti di integrazione sociale. Se si tornerà ad investire in ambito sociale anche il lavoro delle forze di polizia sarà più proficuo.

– LA VARIETA’ DI ORGANIZZAZIONI CRIMINALI PRESENTI NEL TERRITORIO PRATESE CI PORTA A DEDURRE CHE GLI OCCHI SU QUESTA CITTA’ SONO IN TANTI AD AVERCELI MESSI DA TEMPO. CIO’ INCIDE PESANTEMENTE NELLE SCELTE DETTATE DAL COMITATO PROVINCIALE DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA ?

Il dott. Rossi ci spiega che il comitato di ordine e sicurezza pubblica è presieduto dal prefetto e vi partecipa il questore, il suo compito non è quello di parlare dell’influenza delle associazioni criminali sul territorio , ma è un organo consuntivo che deve dettare le linee politiche dell’ordine e la sicurezza pubblica. E’ compito del questore adottare sul campo le scelte tecniche ritenute più opportune per dare concretezza alle direttive ricevute. Verificare l’ incidenza delle organizzazioni criminali sulla città è compito della società giudiziaria che, se si presentano casi di associazione mafiosa li passa alla procura antimafia.
L’attività criminogene interessano il comitato solo nel caso in cui creano una situazione critica per la sicurezza pubblica, per esempio, un omicidio non è materia del comitato , invece il ripetersi di venti scippi , nonostante siano reati molto minori , interessa il comitato, perché il fenomeno può creare uno stato di insicurezza nei cittadini.

– NEL 2013 AVETE REALIZZATO UN RAPPORTO SULLA MAFIA IN TOSCANA CON FOCUS SU PRATO. CHE INCIDENZA HANNO LE MAFIE IN CITTA’ ?

La domanda è rivolta a Renato Scalia che conferma la forte incidenza delle mafie in città, sotto il profilo di tutte le attività, in primis il riciclaggio del denaro sporco.
Il gruppo interforze è l’organo che dovrebbe organizzare gli accessi ispettivi negli appalti pubblici.
Gli appalti pubblici ci sono anche a Prato, la criminalità organizzata gli influenza talmente tanto che ormai nessuno si preoccupa più di contrastarla.
Il segnale che invia il governo sembra voler dire che i lavori vanno fatti ma chi se ne occupa non è di grande interesse, e questo a suo parere è devastante, perché le imprese infiltrate dalla mafia sono tantissime e l’unico strumento di contrasto ad oggi sono i provvedimenti antimafia che emette il prefetto che hanno una durata di 12 mesi e quando scadono l’impresa può continuare tranquillamente a lavorare.
Nel privato, ancora peggio perché non ci sono neppure questi provvedimenti sospensivi.
L’incidenza, sottolinea nuovamente, è enorme ma spesso i cittadini non la percepiscono e addirittura a volte la consapevolezza manca anche da parte dei giudici che non conoscono bene il fenomeno e sbagliano le sentenze, per esempio Riina nel 1995 è stato assolto per riciclaggio proprio a Prato.

– QUANTA INCIDENZA HANNO LE ORGANIZZAZIONI MALAVITOSE NELLE SCELTE CHE L’AMMINISTRAZIONE PUBBLICA SI ACCINGE A REALIZZARE E COME ESSA DOVREBBE TUTELARSI ?

Roberto Rota sostiene che gli strumenti volendo si troverebbero ma vanno fatte le scelte giuste dalla pubblica amministrazione.
La prima cosa da fare potrebbe essere la riforma del codice degli appalti, spesso anche la presenza di subappalti rende più complicati i controlli, che già sono molto approssimativi.
La pubblica amministrazione è piena di gente che pensa ma ci sono poche persone che eseguono, troppe norme da rispettare e spesso vengono spesi troppi soldi in opere che potrebbero essere realizzate con molto meno. Risulta evidente che spesso non è il servizio che si vuol realizzare l’affare ma il cantiere in sé. Qualcosa che non torna, conclude, nella pubblica amministrazione sembra proprio ci sia.

– IL COMITATO PROVINCIALE ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA INVERTE LA TENDENZA: NO PRESIDI, HA SCELTO L’INTERVENTO INVESTIGATIVO MIRATO SUL TERRITORIO . CHE E’ SUCCESSO ? SI VUOLE ARRIVARE AD UNA PERCEZIONE REALE DELLA SICUREZZA ? SI VUOLE CAMBIARE ROTTA ?
I MILITARI ? PERCHE’ UTILIZZARE QUELLE RISORSE ECONOMICHE PER IMPIEGARLE PER INCENTIVARE QUESTI TIPI DI SERVIZI ? NON E’ MEGLIO INVESTIRE SULL’INTELLIGENCE ANZICHE’ SULLA MILITARIZZAZIONE DEI LUOGHI ?

Il Questore Rossi sostiene che a Prato la sicurezza effettiva è maggiore di quella percepita, quella percepita si aumenta con una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle strade della città.
Ci sono vari sistemi che usiamo per contrastare la criminalità diffusa, il primo è essere aperti a ricevere più notizie dai cittadina e dai comitati sui disagi della città, il secondo è l’aumento dei servizi di prevenzione.
Oggi un presidio fisso in una piazza o in una strada è inutile, meglio aumentare le pattuglie che girano.
Insieme alla conoscenza del territorio e alla prevenzione ci deve essere anche una mirata attività investigativa.
I militari possono sembrare sotto utilizzati , ma non possono sostituirsi ai poliziotti o ai carabinieri ,
loro svolgono un servizio di antiterrorismo per decreto ministeriale.
Girando e osservando i movimenti della città, i militari stilano delle relazioni su ciò che vedono di anomalo e lo passano alle forze dell’ordine, danno informazioni utili e in più sono muniti di radio sui nostri canali per fare intervenire subito le forze addette in caso si trovino di fronte a un reato.
– QUALI SEGNALI PERCEPISCE L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO ? IN CANTIERE CI SONO INVESTIMENTI , NUOVE NORME PER FRONTEGGIARE IL CRIMINE ORGANIZZATO?

Renato Scalia sostiene che un piccolo barlume di ottimismo gli viene trasmesso dalla nomina del nuovo capo della polizia dott. Gabrielli, che ha già dimostrato le sue capacità e la sua onestà subito dopo l’insediamento .
Ribadisce l’importanza delle risorse umane nelle polizia, che nonostante i mezzi scarsi ,gli investimenti scarsi ,le continue riduzioni del personale e tutto ciò che devono subire ogni giorno sulle strade , fanno sempre il loro lavoro nel modo migliore .

– OBIETTIVO SICUREZZA URBANA: QUALI ELEMENTI DEVE RITENERE SCONTATI PER LA SUA ATTUAZIONE UN BUON AMMINISTRATORE DELLA CITTA’? SI PENSA DI RIQUALIFICARE IL CENTRO STORICO ANCHE ACCENTRANDO GLI UFFICI PUBBLICI .SCELTE DI QUESTO TIPO RIENTRANO NELL’INTERVENTO SULLA SICUREZZA URBANA ?

Roberto Rota ritiene che l’accentramento degli uffici potrebbe essere positivo ma potrebbe anche creare nuovi disagi alla città , traffico aumentato oppure luoghi adibiti solo ad uffici pubblici nell’orario di chiusura possono diventare luoghi deserti e insicuri , quindi il provvedimento deve stare dentro una logica più ampia.
L’amministrazione comunale non ha tra i suoi compiti quello della sicurezza pubblica , si è ritagliata uno spazio nell’ambito della sicurezza urbano, ma la Polizia Municipale non rientra tra le forze dell’ordine .
Per la questione sicurezza c’è il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico con il quale confrontarsi , e anche altre figure esperte in materia.
L’amministrazione dovrebbe occuparsi di rendere più facile e ordinata la vita dei cittadini.
Guardando le segnalazioni che arrivano si può notare che una buona parte non riguardano questioni di criminalità , ma riguardano condizioni collaterali esempio l’illuminazione pubblica che non funziona o delle siepi troppo alte in un giardino che favoriscono il concentrarsi in quel punto di situazioni poco chiare.
L’amministrane pubblica si ritiene molto sapiente oggi, una volta ottenuto il mandato dai cittadini non vuole più intromissioni per poter fare come vuole, invece la partecipazione dei cittadini è fondamentale perché può fornire buone osservazioni e perché i cittadini in questo modo si assumono le proprie responsabilità sui beni pubblici perché li sentono anche propri.
Serve parlare con la gente , coinvolgerla ,fare prevenzione sociale, il vigile di quartiere che parla con le persone può essere un buon strumento.

– ART. 100 TULPS SI CHIEDE UN’ APPLICAZIONE PIU’ RIGOROSA E PUNTUALE NEI CONFRONTI DI ESERCIZI PUBBLICI MAL FREQUENTATI .L’APPLICAZIONE DELLA NORMA E’ UGUALE ANCHE PER I RECIDIVI ?IL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA VA POTENZIATO E SPESSO LO SI INVOCA CONTRO LO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI .QUALI DIFFICOLTA’ PER LA SUA ATTUAZIONE QUALI SONO LE FINALITA’ ?

Il questore ci spiega che l’articolo 100 è un articolo repressivo che risale al 1931, che è stato emanato ed era in vigore in un epoca che non era democratica.
E’ un articolo che da al questore il potere di sospendere la licenza per un periodo più o meno lungo quando nell’esercizio pubblico avvengono disordini ,si commettono reati , ci sono frequentazioni di pregiudicati. E’ una misura che si prende per tutelare la collettività .Ma con questo potere si può andare a ledere la libertà di impresa per le persone che ci lavorano , quindi prima di applicarlo deve essere fatta una buona valutazione.
La videosorveglianza è importante , servizio che comunque va a togliere qualcosa al diritto di libertà delle persone .

– QUALI SONO LE REALI PREOCCUPAZIONI DELLA GENTE ? DI COSA LA GENTE HA PIU’ PAURA ?

Roberto Rota sostiene che manca l’insieme delle sicurezze , se non stiamo dietro a quello che chiedono i cittadini non arriviamo a dare questa sicurezza.
La videosorveglianza ha scarse capacità di prevenzione, serve dopo, per le indagini.
Una inchiesta inglese fatta su un gruppo di detenuti arrestati grazie alla videosorveglianza , ha ritenuto che anche con la consapevolezza della presenza della telecamera in molti casi sarebbe stato ugualmente commesso il reato.
Quindi è importante, ma va integrata con altre misure, esempio la “luce amica”, l’illuminazione che aumenta al passaggio delle persone per poi affievolirsi piano piano quando non c’è nessuno.
Conclude dicendo che l’importante è richiedere delle misure integrate all’amministrazione, che nascono da un buon lavoro fatto da tecnici.

– “POLITICA E MAFIA SONO DUE POTERI CHE VIVONO SUL CONTROLLO DELLO STESSO TERRITORIO: O SI FANNO LA GUERRA O SI METTONO D’ACCORDO” Paolo Borsellino
– L’IMPEGNO DELLA SOCIETA’ CIVILE SPESSO MAL VISTO DAI PARTITI TRADIZIONALI, LA PARTECIPAZIONE QUASI UN INGERENZA NELLE SCELTE .LA MASSONERIA ,I COMITATI D’AFFARI, LE LOBBY,QUANTO INCIDONO NEL RAPPORTO FRA GLI ENTI E CON QUALI RISULTATI ?

Renato Scalia ci dice che spesso si pone questa domanda anche lui, spesso si sente isolato perché quando affronta certi argomenti nota subito che c’è fastidio , da parte anche dei sindaci, quindi si chiede se queste persone che negano fatti evidenti sia ottusi o collusi .
La Massoneria è un elemento determinante nella nostra regione, nelle riunioni massoniche partecipano anche i sindaci, gli risulta vi abbia partecipato anche quello di Prato.
E’ giusto tener presente che l’ecomafia, che tratta il traffico dei rifiuti è nata in Toscana, grazie ai casalesi e a qualche imprenditore e le prime riunione sono state fatte a casa di Licio Gelli.
Massoneria , mafia e politica spesso vanno volentieri a braccetto.

– IL RAPPORTO DI COLLABORAZIONE TRA COMUNE E AUTORITA’ P.S. DEVE ESSERCI.NON SI DEVE DELEGARE SULLA SICUREZZA URBANA .COSA DOVREBBERO FARE GLI AMMINISTRATORI PER RENDERLO SINERGICO ?
– SE E COME LA PAURA DELLA GENTE PUO’ ESSERE USATO E COME PUO’FARE UNA BUONA AMMINISTRAZIONE PER DIMINUIRE QUESTA PAURA ?

Roberto Rota sostiene che le amministrazioni devono avere il coraggio di mettersi per strada e parlare con la gente , per capire cosa vogliono i cittadini.
Non è soltanto con i vigile che può entrare in gioco ma con esperti che avviano un processo partecipativo per disegnare insieme la città.

– IL PARLAMENTO STA DISCUTENDO LE NUOVE NORME PER LA SICUREZZA URBANA : ABUSIVISMO , PARCHEGGIATORI ABUSIVI, DIVIETO DI FREQUENTAZIONI DI LOCALI PER I CONDANNATI, PER SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI,ETC..
MISURE PREVENZIONE PERSONALI E ARRESTO PER IL
CONTRAVVETORE . IL SINDACO E LA POLIZIA MUNICIPALE
COLLABORERANNO SOLO IN CASO DI
NECESSITA’ ED URGENZA. LA LEGGE PREVEDE LA “ CLAUSOLA DI
NEUTRALITA FINAZIARIA” ,OVVERO DICE FATELO CON LE RISORSE CHE
AVETE ,NON PREVEDE COPERTURA DI RISORSE
UMANE E FINAZIARIE. QUESTURA E COMUNE SI STANNO GIA’
ORGANIZZANDO ?

Il Questore specifica che parlare di norme che ancora non ci sono è difficile.
Il daspo è un provvedimento che ha portato nel calcio effetti molto positivi, anche perché insieme al daspo si può richiedere anche l’obbligo di firma.
Il daspo dato in altri campi, come cortei, concerti ,movida o altro, non si sa che risultati può dare, c’è un dibattito aperto su questo .
Per quanto riguarda le altre norme, in Italia ci sono tante norme e tanti modi per aggirarle, ciò che serve non sono norme in più ma poter far applicare quelle che ci sono, che devono essere chiare.