Crea sito

Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: maggio 2016 (Page 1 of 9)

Renzi e Biffoni: chi vogliono davvero favorire con le loro trovate?

PROFUGHI/Si cercano posti e c’e’ gia’ chi si struscia le mani… Di: Michele Ricci Palmieri

“.. Ne occorrono in abbandanza e questo la dice lunga sulla bolgia che, con la stagione estiva e il mare buono in arrivo, attende tutto il paese….” M.Ricci Palmieri

Renzi e Biffoni: chi vogliono davvero favorire con le loro trovate?

Renzi e Biffoni: chi vogliono davvero favorire con le loro trovate?


PRATO- Dopo la riunione di ieri, il prefetto ha dato loro una settimana di tempo e sono in molti da quaste parti a strusciarsi le mani: cooperative, privati proprietari d’immobili… Il piatto è davvero ricco e l’affare è un affare sicuro. Paga lo Stato e questo è tutto un dire….
Gia’ da alcuni giorni si sprecano gli scenari apocalittici, dalla tendopoli in viale Marconi e alle distese di brandine nei tanti capannoni vuoti a Montemurlo.
Il prefetto Maria Laura Simonetti ha parlato chiaro : individuare immobili privati , idoneial all’aggiudicazione del bando pubblico della prefettura per l’accoglienza di nuovi profughi.
Ne occorrono in abbandanza e questo la dice lunga sulla bolgia che, con la stagione estiva e il mare buono in arrivo, attende tutto il paese. A  Prato l’ultima emergenza risale allo scorso fine settimana, con i 70 profughi, poi riotti a 22 e distribuiti in strutture già disponibili.

Il clima è di quelli disperati e in Viale Marconi, una squadra di vigili del fuoco ha già concluso ieri pomeriggio, lunedì 30 maggio, il sopralluogo che potrà spalancare le porte alla realizzazione della tendopoli.

La tempesta perfetta del NEO-ASSISTENZIALISMO DI STAMPO RENZIANO ci sono tutti ae a spiegare che a Prato la piazza è di quelle buone davvero, ci ha pensato il Sindaco e Presidente della Provincia, Matteo Biffoni:
“….Prato e provincia non hanno immobili pubblici adatti come invece hanno Firenze e altre parti d’Italia. Quindi possiamo chiedere aiuto solo ai privati. Fino a che non avremo certezze, il capannone di Montemurlo resterà attrezzato…”.
Il sindaco Matteo Biffoni, renziano doc, sa di quello che parla, essendo anche nominato quale delegato nazionale Anci all’immigrazione e responsabile Anci Toscana: a Prato, con i 22 nuovi arrivi di domenica scorsa, ospita gia’ piu’ di 530 migranti e le strutture gia’ attive possono accoglierne pochi altri.. Così ogni giorno che padsa quello che il  prefetto Simonetti continua a chiamare ” piano B”, con la tendopoli del parco Fiera di Viale Marconi e i capannoni di Montemurlo, sembra sempre meno un piano “B”…
… E non sono pochi quelli che si strusciano le mani…
Profughi, il bancomat del cooperativismo deviato, tanto caro al Governo

PROFUGHI/ SILENZI E COMPLICITA’ di una GIUNTA AMICA DEL GOVERNO Di: Aldo Milone

“…alla luce di questi dati, riteniamo che Biffoni, anche in qualità di responsanbile Anci a livello nazionale per quanto riguarda l’immigrazione, faccia presente … …al Governo le difficoltà di Prato a ricevere ulteriori profughi..”

Profughi, il bancomat del cooperativismo deviato, tanto caro al Governo

Prato- Diversi mesi addietro si iniziò a parlare di tendopoli che dovevano essere installate a Prato per l’arrivo di nuovi profughi. Molte furono le smentite anche da parte di questa Amministrazione circa l’installazione di tali strutture. Adesso forse è arrivato il momento della verità con l’arrivo di questi ulteriori 70 profughi. Credo che siamo solo all’inizio di un nuova ondata di arrivi in città. Dopo gli ultimi episodi di cronaca nera che hanno visto come principali attori profughi in attesa di permessi di soggiorno per motivi politici o già in possesso di tali permessi per motivi umanitari, si deve assolutamente scongiurare l’arrivo di altri profughi. Mi riferisco alla nota vicenda che ha visto come protagonisti i profughi ospitati nell’ex S. Caterina che sono stati oggetto di un’indagine della Digos per sfruttamento di manodopera e i diversi arresti operati dalla Squadra Mobile di Prato nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti che ha avuto come attori principali extracomunitari con permesso di soggiorno per motivi umanitari o richiedenti asilo politico. Tra l’altro Prato è risultata come la terza città in Italia per presenza di extracomunitari, senza contare il numero di clandestini che si stima intorno ai 15.000-20.000. Pertanto alla luce di questi dati, riteniamo che Biffoni, anche in qualità di responsanbile Anci a livello nazionale per quanto riguarda l’immigrazione, faccia comprendere( si spera almeno per una volta) al Governo le difficoltà di Prato a ricevere ulteriori profughi. L’installazione di tendopoli in città è da considerare come un messaggio chiaro e pericoloso al Governo, nel senso che si è disponibili a ricevere in futuro altri profughi. Altrimenti diventa solo una messinscena di Biffoni e del suo V.Sindaco Faggi il loro finto lamentio sulla stampa, se non si fa valere le nostre ragioni a livello nazionale.

Aldo Milone
capogruppo Pls
E DOPO I ROM LE TENDOPOLI IN VIALE MARCONI

Tendopoli, a Prato e in Italia niente è più stabile del provvisorio. Di: Massimo Cecchi

Passa il tempo, ma le questioni sul tavolo rimangono le stesse. Dove li andiamo a sistemare i migranti, o “richiedenti asilo”, o profughi che dir si voglia?… Ieri teneva banco il capannone di Montemurlo, e oggi si torna a parlare della tendopoli in Viale Marconi… Tra un anno, chissà… E così abbiamo ancora un motivo in più per rileggerci uno dei tanti articoli sempre attuali del Direttore Cecchi..

E DOPO I ROM LE TENDOPOLI IN VIALE MARCONI

E DOPO I ROM LE TENDOPOLI IN VIALE MARCONI

Prato- Sarà vero? Dopo miss Italia avere un Papa nero? Potrà accadere, prima o poi, l’accoglienza deve essere globale e la Chiesa non può continuare a parlare di accoglienza solo con le parole, prima o poi dovremo avere un Papa nero, e lo avremo. La Chiesa, non può continuare a ghettizzare i divorziati, mentre il Papa lancia aperture, la Chiesa non potrà in eterno lasciare ai margini i “diversi” e dunque prima o poi avremo un “Diverso” Papa. E’ la legge del contrappasso. Una legge che sembra non intaccare, neppure intellettualmente, la sinistra di Prato, sempre che questa abbia un intelletto. Quante polemiche, quanti discorsi, quante parole che richiamano alla fratellanza fra i popoli spese da Biffoni e dai suoi accoliti, e mentre a sinistra si sproloquiava i Rom del viale Marconi venivano allontanati e soltanto per uno sporco pugno di euro. Niente è valso a far cambiare idea al Sindaco, sono nomadi? che vadano a nomadare. Certo che Biffoni non è rimasto insensibile al “Grido di dolore” che si alzava dal campo e ha provveduto a far si che i Rom andassero a star meglio fornendo loro case e non roulottes, case sottratte ai cittadini più bisognosi di Prato, ma questi non sono “Diversi” e dunque “Remino” e in silenzio. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, Biffoni allontana i Rom dal viale Marconi per poter “Fare cassa” ma nel contempo iniziano le voci, e non dal niente, che nel campo Rom appena sgombrato sarà, forse, allestita una tendopoli per i migranti. Forse si stava meglio quando si stava peggio, ai Rom in viale Marconi, i cittadini, avevano ormai preso le misure adesso dovranno prenderle ai nuovi arrivi in tendopoli. Si intende che la tendopoli dovrà essere provvisoria ma io non ho mai avuto modo di vedere, in Italia, niente di più stabile che il provvisorio. Sicuramente una nuova scusa per Biffoni per scappare a Roma, lo ha fato anche quando in consiglio s è dibattuto sulla spinosa vicenda degli inerti a casale. Biffoni, e non ce ne voglia, sono solo dati di fatto, è stato soprannominato “Il Sindaco che non c’è” e quando c’è significa che nei dintorni è in atto una sfilata di miss unica cosa a cui il Sindaco si interessi veramente.

Massimo Cecchi, Scritto il by

Cassa di Risparmio

MPS/CARIPRATO – Ancora pillole del saccheggio che fu

SALVATAGGIO O PARTITA DI GIRO?… 

Cassa di Risparmio

“…dei dirigenti della banca MPS venuti a salvare 25 anni fa la allora Cassa di Risparmi di Prato, a noi dipendenti della banca pratese, le prime parole che ascoltai ”dimenticatevi di come avete lavorato fino ad oggi , avete fatto un buco incredibile , dovete imparare da chi fa banca da oltre 500 anni” queste parole mi tornano spesso in mente , sono stati capaci di bruciare il 99% del valore ed il relativo presidente, forse per premiarlo di aver fatto o contribuito a fare una cosa talmente incredibile, dopo la presidenza della banca fu eletto presidente dell’ABI l’associazione bancaria Italiana, mediate gente … meditate…”

M.G. (ex-dipendente Cassa di Risparmio di Prato)


da: http://www.nove.firenze.it/

FIRENZE- “Divo Gronchi era stato il regista dell’approdo fra le braccia del Monte di CariPrato -racconta stamani La Nazione- E circa un decennio dopo, è ancora lui, stavolta nelle vesti di direttore generale di Banca Popolare di Vicenza, lo stratega della cessione del 79% del pacchetto CariPato posseduto dal Monte (1.580.000 azioni), alla Bpv, al prezzo i 411,2 milioni di euro. I consigli di amministrazione hanno ratificato ieri pomeriggio, ma nella nottata precedente tutto si era già compiuto, e ora manca solo il placet della Banca d’Italia. Le intese prevedono anche il trasferimento delle quote CariPrato in società del gruppo Mps, quali Monte Paschi Asset Management, Mps Banca Verde e Mps Leasing & Factoring”. I consigli di amministrazione hanno autorizzato «una proroga di tre anni — si legge nella nota ufficiale delle banche — della convenzione parasociale tra le due banche con scadenza 31 gennaio 2003, avente ad oggetto 168.641.830 azioni pari a circa il 7,9% (4,55% Mps e 3,38 Bpv) del capitale sociale ordinario della Banca Nazionale del Lavoro, e regolante accordi in tema di sindacato di voto e di consultazione, di trasferimento delle azioni Bnl».
“Ancora una volta apprendiamo dai giornali la vendita di una storica banca toscana. Stupisce la disinvoltura con cui vengono pensate e portate avanti queste operazioni, senza considerare l’importanza fondamentale che hanno avuto, e che avranno, le banche locali nello sviluppo dei relativi territori”. Con queste parole il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha espresso la valutazione critica a proposito della cessione della Cassa di Risparmio di Prato alla Banca Popolare di Vicenza decisa dal Monte dei Paschi di Siena. “Credo che la vicenda – ha proseguito – meriti alcune attente valutazioni. La Cassa di Risparmio di Prato è stata negli anni la banca che ha permesso la creazione di uno dei più importanti distretti industriali. Ciò è stato possibile anche perché è sempre stata considerata dal territorio la ‘sua banca’. Va dato merito, in questo senso, ai vecchi amministratori del Monte di non aver alterato nei modi operativi e nella sua eccellenza la forza del localismo tipico della Cassa di Risparmio di Prato. Oggi questo valore e questa storia si interrompono, ma la vendita di Cariprato non deve rappresentare un impoverimento dell’intero sistema produttivo”. Questo punto, ha ricordato Martini, è stato al centro del contatto telefonico avuto oggi con il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin: “Ho sottolineato la necessità che venga mantenuto saldo il rapporto tra la banca e l’economia locale in modo che la Cassa di Risparmio di Prato continui ad essere una banca nel territorio. Il presidente Zonin mi ha assicurato la massima attenzione in questo senso e mi ha garantito che non verrà snaturato la fisionomia della banca pratese. Abbiamo anche concordato un incontro a Firenze subito dopo le festività”. Il presidente della Toscana conclude la sua dichiarazione richiamando il tema – più che mai cruciale – del legame tra il sistema bancario toscano e le realtà produttive. “Negli ultimi anni varie Casse di risparmio hanno visto spostare la sede decisionale fuori della regione. Oggi questo tema riguarda anche Prato. La questione diventerà l’impegno principale del governo regionale nei prossimi mesi. Di questo proporremo che si discuta anche al tavolo di concertazione e nello stesso consiglio regionale. E sarà un tema al centro anche del forum sulla piccola e media impresa che si svolgerà nel prossimo mese di maggio”.

FB_IMG_1462607550393

“La città Condivisa” – STASERA SECONDO INCONTRO Di: Paolo Andrea Sanesi

Ricordo a tutti l’incontro di domani LUNEDI’ 30 MAGGIO alle ore 21,00 all’ Urban Center – Palazzo Pacchiani -Prato. Parleremo di “Riqualificazione e Sicurezza dei luoghi urbani”. Per chi non fosse ancora a conoscenza dello svolgimento del FORUM ri-pubblico le finalità e la strutturazione dell’evento.

13064624_232958930396551_6053995916299900980_o

FORUM “ LA CITTA’ CONDIVISA : IL RUOLO DEI CITTADINI.

PROPOSTE PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA SICUREZZA DEI LUOGHI URBANI”
Forum Partecipativo accordato dalla Giunta con delibera n.161 del 19-04-2016 in base al Regolamento della Partecipazione del Comune di Prato – Aperto ufficialmente con l’assemblea generale il 16 Maggio 2016.
Urban Center – Palazzo Pacchiani –

Il Forum nasce su richiesta di residenti e commercianti che, partendo da tematiche particolarmente sentite come la riqualificazione e la sicurezza dei luoghi urbani, hanno manifestato il comune intento di cercare strumenti di partecipazione diretta per affrontare le più importanti problematiche della vita comunitaria.
Nella convinzione:
1) che nel paese ci sia un urgente bisogno di coesione fra le diverse istituzioni e la società civile;
2) che la democrazia debba essere presidiata sia dalle istituzioni ma anche dai singoli cittadini;
3) che l’etica non debba essere insegnata a parole ma praticata, testimoniata e trasmessa;
4) che per il progresso di una società occorre lavorare soprattutto su un piano culturale;
è stata richiesta l’apertura di un Forum cittadino in base al Regolamento della Partecipazione del Comune di Prato.
Il Forum è stato così strutturato:

A. Nel mese di Maggio lavoro ai tavoli, a piccoli gruppi di cittadini iscritti al Forum, con l’obiettivo di individuare le maggiori criticità del territorio così da consentire una mappatura della città. In una seconda fase l’obiettivo è stato centrato su proposte di possibili interventi.

B. Il mese di Giugno sarà dedicato a incontri con i rappresentanti delle istituzioni che potranno chiarire i molti aspetti tecnici (poco conosciuti dai cittadini) e aiutare a comprendere meglio le problematiche del nostro territorio.

C. Nel mese di Luglio si procederà alla stesura del documento, da trasmettere alla Giunta ed al Consiglio Comunale, con le richieste e le proposte di possibili soluzioni.

D. Nel mese di Settembre il documento definitivo del Forum sarà consegnato alla Giunta e presentato alla città in seduta pubblica (possibilmente nella Sala del Consiglio Comunale.

Paolo Andrea Sanesi


Nel primo incontro del Forum Partecipativo sulla Riqualifica e sulla Sicurezza di lunedì 23 Maggio i cittadini presenti hanno lavorato insieme per individuare criticità e disagi della nostra città. Il quadro uscito dalla serata è molto preoccupante , basta leggere il verbale riassuntivo postato sul gruppo PratoPartecipa per capire che i problemi sono molti e riguardano tutti i quartieri, nessuno escluso.
Quindi è giusto sottolineare ancora una volta quanto siano importanti queste riunioni. Adesso, dopo la presa di coscienza serve un approfondimento sulle distinte criticità per poi cominciare a lavorare su delle proposte condivise e praticabili da presentare alla giunta.
Quindi adesso più che mai servono i CITTADINI.

Vi Aspettiamo.

I promotori


Leggi anche:

 “La città Condivisa” – STASERA PRIMO INCONTRO 

 

MPS CASO DI STATO

BIVONA CHOC – di seguito  il comunicato ufficiale del Consiglio Regionale della Toscana, che i maggiori MEDIA NAZIONALI stanno lasciando andare in sordina

MPS - Una STORIA LUNGHISSIMA

MPS – Una STORIA LUNGHISSIMA

 

Bivona: ‘E’ l’affaire Dreyfus dei nostri giorni’

L’esperto di finanza internazionale è stato ascoltato dalla commissione d’inchiesta presieduta da Giacomo Giannarelli: “Tutti sapevano, anche la politica locale, ma nessuno ha fatto nulla”

“Le responsabilità della nuova gestione del Monte dei Paschi non sono inferiori a quelle della gestione precedente. La banca contabilizzava miliardi e miliardi di derivati come titoli di stato. Si è continuato a falsificare i bilanci dal 2012 fino al 16 dicembre 2015, data nella quale, dopo l’intervento provvidenziale della Procura di Milano, l’istituto di credito ammette il falso”.

E’ quanto emerso questa mattina nella commissione d’inchiesta su Mps, presieduta da Giacomo Giannarelli, che ha ascoltato Giuseppe Bivona, ex banchiere della City londinese con una lunga carriera in Morgan Stanley, Lehman Brothers e Goldman Sachs e ora in una società di consulenza finanziaria che opera con grandi fondi internazionali ed investitori istituzionali.

L’esperto di finanza internazionale ha trasmesso alla commissione un’ampia documentazione a sostegno delle sue argomentazioni, dalla quale risulta che la banca ha fatto gli aumenti di capitale di 5 miliardi nel 2014 e di 3 miliardi nel 2015 proprio sulla base di tali bilanci non veritieri. Non solo, le false dichiarazioni, date al Governo ed al Parlamento, hanno permesso il ricorso agli aiuti di Stato, e le successive operazioni a danno dei soci.

Gli ispettori di Banca d’Italia, già il 17 aprile 2012, avevano segnalato la presenza di derivati. “Questa vicenda è l’equivalente dell’Affaire Dreyfus nell’Ottocento in Francia: è AFFARE DI STATO – ha affermato Bivona – HO INFORMATO
– DUE PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA (Napolitano e Mattarella ndr)
– TRE PRIMI MINISTRI (Monti, Letta e Renzi ndr)
– TRE MINISTRI DEL TESORO (Grilli, Saccomanni, Padoan ndr) ,
– DUE PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO (Fini, Schifani, Grasso, Boldrini ndr) , un numero infinito di sottosegretari, parlamentari, dirigenti ministeriali. Ed anche la politica locale: sindaco di Siena, presidente della Provincia, della Regione (Enrico Rossi) e del Consiglio regionale. Nessuno ha fatto nulla”.

Bivona ha quindi puntato il dito sugli organi di controllo. «La Consob quando ha approvato l’aumento di capitale ha scritto nel prospetto un avviso – ha rilevato -: sono in corso approfondimenti sull’operazione su Nomura e Deutsche Bank e se queste risultassero derivati, la situazione economica della banca sarebbe diversa da quella rappresentata. Insomma è stato approvato un prospetto condizionato a una verifica, è il colmo”.

L’esperto ha, infine, rilevato che nell’ultima assemblea dell’aprile scorso sia la Fondazione sia il rappresentante del Tesoro, azionista al 4%, votano contro la richiesta di promuovere azione di responsabilità verso gli amministratori, votando invece a favore della relazione di remunerazione degli stessi.

“L’amministratore delegato ha guadagnato dal 2012 circa due milioni l’anno – ha sottolineato Bivona – Un milione di euro per ogni miliardo di aumento di capitale da lui deciso ed andato in fumo. C’è stata una distruzione di valore incredibile. Sono stati bruciati otto miliardi degli aumenti di capitale, si sono determinati dieci miliardi di danni patrimoniali ed il valore della banca è sceso di nove miliardi”.

“E’ stata la Procura di Milano a fare ciò che non hanno fatto le autorità di vigilanza, Banca d’italia e Consob, che pure erano perfettamente a conoscenza della situazione – ha commentato il presidente della commissione Giannarelli – Si pone un problema di credibilità del nostro sistema del credito, che rischia di allontanare ancora di più dal nostro paese gli investitori esteri”.
La commissione ha ascoltato anche Roberto Boccanera, che è stato responsabile della filiale londinese di Mps, che ha chiarito alcuni aspetti legati all’operazione Alexandria.

L'immagine devastante ed emblematica della raccolta dei rifiuti a Prato (Foto Notizie di Prato)

Raccolta PORTA A PORTA a Prato: un insuccesso prevedibile Di: Federico Sarti

“…Viene spesso chiamato in causa il senso civico dei cittadini; certo, ma le istituzioni devono RISOLVERE i problemi, non aggravarli, contando sul senso civico che, evidentemente, manca…” F. Sarti

L'immagine devastante ed emblematica della raccolta dei rifiuti a Prato (Foto Notizie di Prato)

L’immagine devastante ed emblematica della raccolta dei rifiuti a Prato (Foto Notizie di Prato)

Raccolta PORTA A PORTA a Prato: un insuccesso prevedibile. Aver voluto calare dall’alto il sistema del “Porta a Porta” in una città come Prato, con le criticità di Prato, è stato un errore di dimensioni ciclopiche. Il ciclope che simboleggia, anche, la poca lungimiranza dei nostri amministratori. Ora che anche le ultime zone saranno assoggettate a questo tipo di raccolta (pensiamo alla zona del Macrolotto Zero) a forte connotazione extra-comunitaria, il disastro sarà completo. Le responsabilità di ASM sono evidenti:
– non aver previsto un congruo numero di ISOLE ECOLOGICHE a ciclo di smaltimento continuo;
– non aver previsto modalità differenti per quartieri completamente differenti tra loro;
– non aver previsto modalità alternative di ritiro nei CONDOMINI, prevedendo, come succede in altri comuni, la possibilità di accesso su suolo privato condominiale e dunque la collocazione di isole condominiali “non violabili” da parte di terzi soggetti.
– aver previsto un “calendario dei ritiri” evidentemente INADEGUATO, come mostrano le scene di degrado quotidiano.
Viene spesso chiamato in causa il senso civico dei cittadini; certo, ma le istituzioni devono RISOLVERE i problemi, non aggravarli, contando sul senso civico che, evidentemente, manca.
ASM, diretta espressione del Comune, dimostra ancora una volta tutti i suoi limiti. La politica e gli amministratori dimostrano la loro incapacità di governare secondo una “real politik” che sia in grado di adattare le politiche alle complessità del territorio. Affermare, come sento affermare spesso “che in altre città lo fanno da tempo” è pura disinformazione. Bolzano, tanto per citare una città in cui questo sistema esiste da tempo, non è Prato. Azzardare simili paragoni dimostra incompetenza.
Il sistema del “porta a porta”, se non erro, fu inaugurato all’epoca della scorsa amministrazione che, per me, ha pari demeriti su questa criticità, di quella attuale. Non guardo in faccia nessuno: quando l’amministratore dimostra incapacità va detto chiaro, indipendentemente dal colore politico. Ora sarebbe il caso di proporre correttivi: ma chi deve farlo?
Il cittadino esprime, con il voto, amministratori di maggioranza e di opposizione: a loro l’obbligo morale, politico e giuridico di agire. Se sono in grado.

Sportello Amianto Di: Roberto Pagliocca

rimozione-amianto

Nella Provincia di Prato, in collaborazione con tutti i Comuni abbiamo creato uno Sportello provinciale sull’amianto finalizzato ad informare e supportare i cittadini e soprattutto le imprese per la bonifica e rimozione dell’amianto dalle aree di loro proprietà.
Obiettivo del progetto è quello di rimuovere nei prossimi anni una consistente parte dei circa 1.000.000 mq di coperture in amianto tuttora presenti sul territorio provinciale.

Attualmente sono attivi due sportelli presso il SUAP dei Comuni di Prato e Montemurlo.
Il coordinamento del progetto è affidato a Programma Ambiente S.p.A., società partecipata al 100% da ASM S.p.A., ovvero indirettamente dai sette comuni della Provincia di Prato.
Programma Ambiente S.p.A., oltre ad occuparsi di gestione e recupero di rifiuti speciali tra cui l’amianto, possiede la Discarica di Montignoso, autorizzata per volumi importanti allo smaltimento dell’amianto e propone quindi tariffe agevolate convenzionate con i Comuni per lo stoccaggio e smaltimento dell’amianto.
Il progetto è stato presentato con un workshop ad aprile che ha coinvolto oltre ai Comuni, la Regione Toscana nella persona del consigliere Ilaria Bugetti, gli ordini professionali, l’ASL, l’ARPAT, le associazioni di categoria e gli enti di formazione bilaterali e lega ambiente.
A seguire abbiamo organizzato per il giorno 31 maggio ore 14/20 un secondo workshop per formare sulla materia i professionisti iscritti agli ordini degli architetti, ingegneri, geometri e periti necessari per un corretto supporto alle imprese e cittadini.

Nel contempo gli edili pratesi in collaborazione con Inail e Scuola di formazione edile stanno organizzando 2 corsi di 30/50 ore mirati alla formazione di addetti che operano nei cantieri.
Lo sportello fornisce informazioni e assistenza sui seguenti punti:
• Tariffe agevolate di stoccaggio e smaltimento amianto convenzionate tra Programma Ambiente e i Comuni;
• Crediti di imposta, agevolazioni fiscali e altri contributi esistenti;
• Kit amianto per privati messo a disposizione da ASM e Programma Ambiente
• Finanziamenti agevolati concessi da istituti finanziari
• Stima preliminare costi di rimozione e vantaggi derivanti da eventuale sostituzione della copertura con pannelli fotovoltaici
• Elenco aperto di ditte che possiedono i requisiti tecnico-normativi per lo svolgimento delle operazioni di bonifica e rimozione

L’iniziativa sta riscontrando un positivo ritorno e interesse che ci rende fiduciosi sul raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Distinti saluti

Gianluca Tapparini
Amministratore Delegato

Roberto Pagliocca
Presidente

IMG_20160528_121646

NARDELLA FA ACQUA

Appuntamento Lunedì 30 maggio alle ore 18.30 al Ponte alle Grazie, lato Lungarno Torrigiani.

IMG_20160528_121646

Il disastro di Lungarno Torrigiani chiama direttamente in causa il Comune di Firenze e il suo massimo rappresentante, il sindaco Dario Nardella.

Il sindaco Nardella è chiamato in causa in quanto socio rilevante di Publiacqua, per le nomine che ha fatto in Publiacqua, per il ruolo non svolto di indirizzo, controllo e vigilanza non solo su Publiacqua ma anche sulle infrastrutture delle città. Ricordiamo che il sindaco ha la responsabilità sulla sicurezza e la salute dei cittadini. 

Nardella, invece di assumersi di fronte alla città la responsabilità dei fatti, sta cercando “colpevoli” in strutture che lui per primo ha il compito di controllare e per cui deve rispondere! 

Tutto questo tralasciando la buona manutenzione della nostra città e avvallando e sognando grandi opere, come il Tunnel Tav, che possono far crollare ancora di più la nostra fragile città.

Per questo CI VEDIAMO lunedì 30 maggio, perché il Comune e il sindaco Nardella si assumano con serietà le proprie responsabil

Messaggio di gruppo “No Tav Firenze” di Google Gruppi:

Visita questo gruppo all’indirizzo https://groups.google.com/group/notavfirenze.

Tav fiorentina- La disastrosa FRESA "MONNA LISA"

FIRENZE/ Rischio idrogeologico e conflitti d’interesse Di:Comitato NO Tunnel TAV

Comunicato stampa -Rischio idrogeologico, se a pontificare sulla bontà del tunnel è il consulente di Italferr in incognito

 Tav fiorentina- La disastrosa FRESA "MONNA LISA"

Tav fiorentina- La disastrosa FRESA “MONNA LISA”

Il 26 maggio scorso è apparsa su Repubblica Firenze un’intervista di Ilaria Ciuti al docente di geologia strutturale Massimo Coli sulla voragine apertasi sul lungarno Torregiani. Alla fine dell’intervista il noto geologo vuol tranquillizzare le persone per quanto riguarda il progetto TAV che, secondo lui, è ben fatto e non presenta problemi.

Ma un problema c’è, ed è l’enorme conflitto di interessi che coinvolge Massimo Coli, consulente di Italferr proprio sul progetto TAV di sottoattraversamento della città. Perché il professore non ha dichiarato questo piccolo particolare alla giornalista? Celando questa sua attività professionale i lettori della cronaca locale di uno dei maggiori quotidiani nazionali sono stati rassicurati da una persona che ha un diretto interesse sulla realizzazione della grande, inutile e dannosa opera fiorentina. Ricordiamo inoltre – basta consultare l’archivio di Repubblica alla pagina http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/06/si-chiama-monnalisa-dipinta-di-viola-ecco.html – che il Coli fu un plaudente sostenitore della mitica fresa Monnalisa, quella “miracolosa” macchina con i fregi di Comune, Provincia e Regione, rivelatasi una volgare taroccatura. Parole che rilette oggi fanno venire semplicemente i brividi.

Tornando al merito delle sue dichiarazioni il Comitato No Tunnel ha chiesto un parere all’ingegner Perini che così ci ha risposto:
“L’intervista evidenzia e conferma una indiscutibile conoscenza del sottosuolo di Firenze da parte del prof. Coli ed è indubbiamente condivisibile la sua affermazione che qualunque intervento deve essere il frutto di una analisi costi/benefici e non essere soggetto a limiti di spesa (“spendere tutto quello che c’è da spendere”). Tuttavia è altrettanto indubbio e ampiamente dimostrato (i motivi sono scontati e già detti 1000 volte) che per quanto riguarda il Passante TAV i costi sono enormemente maggiori dei benefici. Inoltre i costi sono stati illogicamente ridotti dimostrando, in maniera sbagliata, l’insorgenza di cedimenti e danneggiamenti agli edifici di entità tale da evitare l’esecuzione di qualsiasi propedeutico intervento di messa in sicurezza. I costi sono stati anche ridotti utilizzando 1 fresa invece delle 2 previste nel progetto definitivo posto in gara senza tener conto dell’enorme incremento dei cedimenti e del conseguente danno atteso agli edifici.
La parte finale dell’intervista al prof. Coli contiene, invece, una serie di considerazioni banali e prive di riscontri reali (il progetto è stato autorizzato nonostante la palese esistenza di molte criticità; la fresa è stata assemblata in una maniera che la Magistratura a definito delittuosa).
Purtroppo la fattibilità della TAV continua ad essere sostenuta nonostante la mancanza di evidenti vantaggi in relazione ai costi attesi e l’esistenza di scellerati approcci unicamente improntati al profitto.
Infine, concludendo, non è possibile fare a meno di criticare l’approccio volto a costruire nuove grandi opere (la TAV e la tramvia sono solo degli esempi) invece di dedicare le stesse risorse economiche alla manutenzione e all’adeguamento dell’esistente privilegiando l’esecuzione di un gran numero di piccoli interventi che procurano indiscutibili benefici all’economia locale (il disastro accaduto nel Lungarno Torrigiani e, appunto, la conseguenza di una insufficiente manutenzione ed adeguamento della rete idrica il cui destino è probabilmente nefasto).”

Firenze, 27 maggio 2016

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

Page 1 of 9

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén