Crea sito

Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: aprile 2016 (Page 1 of 8)

ALDO MILONE (PRATO LIBERA E SICURA)

SICUREZZA/ A questo punto possiamo alzare bandiera bianca Di: Aldo Milone

Sul caso del magrebino che ha nuovamente seminato il panico al pronto soccorso dell’ospedale, la politica deve intervenire con un l’immediata espulsione del soggetto

ALDO MILONE (PRATO LIBERA E SICURA)

ALDO MILONE (PRATO LIBERA E SICURA)

 

Stamattina ho letto un’intervista di Biffoni su La Nazione in merito alla sicurezza in città. Parlando di questo tema ha tra l’altro fatto riferimento ad un colloquio con Cenni dicendo che aveva sempre evidenziato la gravità del problema. Allora mi sono posto una domanda: l’intervista l’ha fatta prima o dopo aver fatto un abuso di bevande alcoliche? Ma Biffoni non è la stessa persona che aveva detto che erano delle percezioni e non reali problemi? Non solo lui ma lo stesso partito di appartenenza. Intanto gli consiglio di recarsi a Galciana e in altre zone di Prato per avere un riscontro sui tanti problemi di sicurezza. Fino a qualche giorno fa, sempre sullo stesso giornale, aveva dichiarato che Prato aveva problemi come le grandi città, stamattina invece ha detto che tra un anno tutto ritornerà alla normalità. Posso dargli un solo consiglio:quando deve fare un’intervista, non faccia un abuso eccessivo di bevande alcoliche.

Rimanendo in tema, c’è da chiedersi se il solito marocchino che stamani  è tornato a seminare il panico al pronto soccorso, (Leggi) ferendo due guardie giurate, sia stato anche lui abbastanza lucido, visto che sembrano non essergli bastate le denunce di ieri e quella di stanotte per furto aggravato.

Forse però qui la questione non sta sulla sobrietà o meno dell’interessato, quanto piuttosto, come ho già detto e scritto, che forse si prenderanno provvedimenti definitivi solo quando succederà qualcosa di davvero grave.

Per questo dico che a questo punto possiamo alzare bandiera bianca in segno di resa perché non si è in grado di porre fine ad un comportamento del genere da parte di un giovane magrebino colpito anche da un provvedimento di espulsione.

Diversamente, al di là di quello che si dice nelle interviste e nelle chiacchiere da bar, intervenga davvero la politica e si  chieda al Ministro dell’Interno l’immediata espulsione del soggetto: Come sono stati spesi 16.000 euro per il cinese (Leggi), il Ministero dell’Interno con molto meno può fare accompagnare questo soggetto in Marocco.

Screenshot_2016-04-30-09-49-41

Considerazioni sull’impiego di POLIZIOTTI CINESI Di: Salvo Ardita


“Poliziotti cinesi impiegati a Roma e Milano ma non a Prato. E’ sbaglito e vi spiego perché” S.Ardita

Screenshot_2016-04-30-09-49-41

Recentemente si e’ appreso che alcuni elementi della polizia cinese affiancheranno la polizia italiana nelle zone calde delle città ove si assiste ad un concentramento di questa comunità, ma ciò accadrà a Roma e Milano e non a Prato. L’effetto di tale scelta incassa il plauso del sindaco di Prato che ritiene giusta la sperimentazione nelle città più grandi in quanto Prato è piccola. (Tirreno del 29 /4/2016). Ora Prato, la terza più importante del centro nord e la seconda della Toscana e quella dove ha sede la comunità cinese più grande d’Europa (per un rapporto numero abitanti italiani-cinesi), sede di organizzazioni criminali, ora diventa piccola, pensa un po’!

Il procuratore della Repubblica dr. Nicolosi, con il quale ho avuto l’onore di lavorare in passato, precisa che fra Cina e Italia, in termini di sicurezza/giustizia, sarebbe opportuno un rapporto di collaborazione più profondo. Giustissimo!
Facciamo un passo indietro. La Questura di Prato, dopo lo scioglimento del Commissariato, nasce nel 1996 e con essa la Squadra Mobile (settore investigativo) che ha al suo interno anche la sezione che si occupa di criminalità organizzata italiana e straniera. E’ la prima sezione, composta soltanto da sette elementi, che mi onoro di aver diretto fino al 2009. Avendo sempre svolto compiti investigativi, quindi di polizia giudiziaria, ancor prima della sua nascita avevamo già prodotto una serie di indagini e di arresti di cittadini cinesi per favoreggiamento alla immigrazione clandestina, sequestro di persona, associazione per delinquere, e poi più in là negli anni anche la configurazione di riduzione in schiavitù ecc… Fra le tante, ricordo anche una bellissima operazione ove furono liberati, presso una casa di San Paolo, molti clandestini cinesi, che furono trovati corpo a corpo sdraiati in terra e al buio chiusi nella stanza come animali vivi. Avevano paura di chiunque gli si avvicinasse. I carcerieri aspettavano l’ultima trance ( in denaro) dalle loro famiglie qui residenti. Diversamente non avrebbero ottenuto la libertà. Liberammo i prigionieri, arrestammo tutti i responsabili, uomini e donne, che furono individuati in diverse zone della città, veri delinquenti. Fra questi anche imprenditori e figli di imprenditori qui residenti. Per farla breve l’iter giudiziario diede loro la libertà per la scadenza dei termini di custodia cautelare e allorché giunse la condanna definitiva a 16- 17 anni di carcere per ciascuno di loro ( che non è una lieve condanna) non se ne trovò più neanche uno. Tutti latitanti e ritornati in Cina terra con la quale non è possibile avviare le procedure per la estradizione e neanche profonde attività investigative. Chiunque abbia un minimo di intelligenza, può pensare ed anche affermare che costoro, tornati nella loro terra, abbiano potuto dire ai propri concittadini: “siamo stati in Italia, abbiamo fatto molti soldi, contrastato le leggi più pesanti, oggi godiamo della nostra libertà, non ci prenderanno mai!”
Cari politici le mafie vi ringraziano!
A pochissimi anni dalla nascita della Questura, non ricordo esattamente la data, fui inviato ad una riunione presso l’organismo centrale d’investigazione del Ministero, a Roma (S.C.O. servizio centrale operativo). Facevo anche funzione di vice dirigente della “Mobile” . In quell’occasione c’era il collega di Roma, Napoli, Modena, Milano e se non erro anche Catania ma di quest’ultimo non ne sono certo. Il funzionario responsabile del settore ministeriale si stava chiedendo e ci chiedeva un parere e cioè se era opportuno inserire nelle fila della polizia italiana anche i cinesi (oramai cittadini italiani) o se era più importante lavorare con la loro polizia nelle città. Io dissi che i poliziotti italiani di origine cinese, potevano essere un utile supporto ma certamente non quanto lo poteva essere la collaborazione con la polizia cinese in Italia, anche perché, nel primo caso, si trattava di assunzione di veri e propri cittadini italiani, utili ma in parte.
Ci sono voluti molti anni ma vedo che qualcosa si sta muovendo anche contro la incredibile resistenza di qualche sindaco che evidentemente non comprende (voglio limitarmi a pensare) la portata dell’inizio di un rapporto di collaborazione fra i due enti. Poteva anche essere l’occasione per spronare ed individuare cittadini del Fujiang e dello Zhejiang residenti a Prato a prestare il rapporto di collaborazione per la traduzione delle intercettazioni nei vari dialetti cinesi. Io avrei provato subito a chiederglielo. Proprio l’altro giorno il procuratore della Repubblica ha alzato il grido di aiuto contro l’oramai accertata indifferenza del Consolato cinese e a quanto pare anche della politica locale che non riesce mai a fiutare qualcosa di buono ma solo improvvisare sceneggiate per riempire le pagine dei giornali e ottenere consensi immediati basati esclusivamente sulla emotività.
C’è poco da fare, il “programmato destino” vuole che i processi contro i delinquenti cinesi finiscano con l’immunità degli imputati. Alla politica più in vista interessa un termine usato spesso, fateci caso: “gli equilibri” …ma non è che questi “equilibri”, forse, sottintendono comitati d’affari?
Salvo Ardita
Poliziotti cinesi impiegati a Screenshot_2016-04-30-09-49-41

Marilena GARNIER. CONSIGLIERE INDIPENDENTE DEL COMUNE DI PRATO.

CREAF/ Il PD mi sembra SPIDERMAN Di: Marilena Garnier

Creaf è un’opera inutile e si è sempre saputo: Adesso ci sono anche le PROVE

Marilena GARNIER. CONSIGLIERE INDIPENDENTE DEL COMUNE DI PRATO.

Marilena GARNIER. CONSIGLIERE INDIPENDENTE DEL COMUNE DI PRATO.

 

Oggi 29 aprile 2016 il PD pratese ha presentato una mozione con la quale propone al Consiglio Comunale la messa in liquidazione della società Creaf nel caso in cui non diventasse operativa entro il 31/12/2016 .
Qualcuno di voi penserà: E quindi? Il Creaf è un’opera inutile e quindi questa è un’ottima mozione…. Perché ci fai notare questo ?
E io vi rispondo con un’altra domanda .
Secondo voi è un caso che in 11 anni di totale inattività da parte del Creaf nei quali sono stati sperperati più di 22 milioni di euro dei cittadini questo partito non abbia mai detto pio a riguardo, mentre oggi dopo appena 15 giorni dall’apertura delle indagini da parte della Procura ( indagini partite in seguito al mio esposto ) gli esponenti del Pd si travestano da supereroi e scendano in campo?
Ultima domanda. Ma non è che hanno indossato la divisa di spider man e stanno tentando di arrampicarsi sugli specchi ?

Visto che solo oggi sono venuti a conoscenza del caso Creaf li invito a vedere questa parte del video della serata dello scorso inverno nel quale spiegavo la situazione .

Biffoni e Nardella.. ...Chi si vuole sparare in bocca, ne abbia facoltà...

ARI-TAVOLI!… Di: Francesco Fedi

“…Mi chiedo anche se al Sindaco Nardella qualcuno abbia almeno un po’ accennato dei magheggi che sembrano essere stati fatti in di Prato proprio attorno alla gestione della rete gas cittadina…”. F.Fedi

Biffoni e Nardella.. ...Chi si vuole sparare in bocca, ne abbia facoltà...

Biffoni e Nardella.. …Chi si vuole sparare in bocca, ne abbia facoltà…

Da La Nazione di Prato del 29/04/2016:

E intanto la politica cerca le larghe intese. Partendo dai «tavoli»

PRATO SE I TERRITORI di Prato e Firenze sembrano ancora divisi nei rispettivi campanili e rivendicazioni, la politica tenta di tracciare la strada di una alleanza che sarebbe storica. Risale a due mesi fa, alla fine di febbraio per l’esattezza, la prima seduta condivisa fra la giunta Biffoni e quella Nardella, tenuta alla villa medicea di Artimino. Da quell’incontro ne è nato un documento condiviso, con la formazione di sei gruppi di lavoro … …«E’ un passo importante – ha affermato il sindaco Biffoni  – che nasce dalla consapevolezza che non è più possibile governare le città restando chiusi dentro i propri confini territoriali. Per migliorare i servizi, contenere le spese, programmare le scelte urbanistiche, socio sanitarie, ambientali, l’unica strada è quella di incontrarsi, discutere, collaborare. Senza perdere di identità, anzi rafforzandola»…. …il sindaco di Firenze, Nardella : «Prato e Firenze assieme formano il 3,5% del Pil italiano… …Nel settore della moda il nostro polo di riferimento supera anche quello milanese. E poi dobbiamo prepararci in vista delle varie gare, come quella del gas. Unificando i servizi di acqua, gas, rifiuti e riscossione possiamo lasciare nei nostri territori lavoro e strategie»….


Ora, lette queste parole, e senza offesa per nessuno, mi chiedo come i cittadini pratesi e della Piana possano astenersi dal mandare a fare nel culo il Sindaco Nardella.

Mi chiedo anche se al Sindaco Nardella qualcuno abbia almeno un po’ accennato dei magheggi che sembrano essere stati fatti in di Prato proprio attorno alla gestione della rete gas cittadina… (Leggi)

Dunque Nardelal parte proprio male, ma poco importa. Che questi “TAVOLI” fossero una boiata si era capito da tempo, come dalle pagine di questo blog ci aveva spiegato l’ottimo Giovanni Acuto (Leggi).

Il succo credo che sia stato già ben tracciato da Stefano De Biase, sempre oggi, su La Nazione di Prato, in un articolo per il quale faccio anche e forse soprattutto i complimenti al titolista che, giustamente ha riassunto il tutto in quel FIRENZE VUOLE TUTTO Poltrone e potere” (Leggi)

Concetto che, tanta l’evidenza, sembra essere ben chiaso anche al presidente della Camera di Commercio di Prato: «LA SENSAZIONE che emerge – racconta il presidente della Camera di Commercio, Luca Giusti – è quella che Firenze voglia rappresentare un vero e proprio centro di potere, dove si racchiudono tutte le cariche, servizi e competenze più importanti. Senza tenere in considerazione le esigenze delle altre province, Prato compresa».

Ne suo articolo De Biase ci snocciola candidamente progetti, servizi e non solo, perduti da Prato negli utlimi due anni: via la centrale del 118, battaglia persa sul reparto di oncologia, via la motorizzazione, …“E in tema di cultura non si può scordare tutta la vicenda legata alla Pergola e a Pontedera, che hanno ottenuto la nomina a teatro di interesse nazionale. Mentre il Metastasio che aveva ben altra storia e credenziali è stato riconosciuto `solamente’ come teatro di interesse culturale. Poi c’è tutta la partita dell’arte contemporanea, con Firenze che sta provando ad allargarsi puntando sulla grande mole di turisti che ogni giorno passeggiano per il capoluogo regionale. Il tutto mentre il Pecci è in attesa dell’inaugurazione ufficiale prevista, salvo colpi di scena (il cantiere è ancora in corso) per la metà d’ottobre….”.(S. De Biase)

Ultima, ma non certo per importanza, la questione dell’aeroporto.

Allora se uno che torna oggi a Prato dopo un paio d’anni d’assenza e legge La Nazione di oggi, non può che chiedersi cosa aspetti il Sindaco della Città ad andare a sdraiarsi sull’autostrada…

Invece no. Lasciamo perdere i discorsi della campagna elettorale. Meglio sedersi comodamente a un TAVOLO, o a molti TAVOLI… …con Nardella che tiene banco…

E come diceva il Roberto Benigni che fu in un noto film: “Una bellissima immagine, la nostra faccia sotto i tuoi piedi e puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto…”

 

Cena_no_tav

A CENA SENZA TAV – DIECI ANNI DI COMITATO CONTRO LA TAV FIORENTINA

Stasera CENA  per il decennale del Comitato

Carissimi,  vi invito – per chi può – a partecipare alla cena di autofinanziamento del comitato no tunneltav di Firenze (giunto al decimo anno di attività) che si terrà venerdi 29 aprile ore 20.30 al Circolo del Lippi in via Fanfani, che sarà una occasione per fare il punto sulle nostre lotte e invitare alla manifestazione del 14 maggio ed alle iniziative sui terreni del 29 maggio. Chi intende partecipare, è invitato a dare conferma a Martina Taiuti 377.1291804.
Partecipiamo, no alle opere inutili e dannose!
Sandro Targetti

Cena_no_tav
Venerdì 29 Aprile – ore 20,30
Circolo Ricreativo LIPPI
Via P. Fanfani 16
prenotazioni: Martina 377 1291804 [email protected]
(ev. vegani lo comunichino)

Programma della serata
Cena: € 15,00

Tradizionale Riffa No Tunnel Tav con 15 ricchi premi

Dopo cena e riffa, si svolgerà l’assemblea ordinaria dei soci dell’Associazione No Tunnel Tav di Firenze

Menù
Antipasti
crostini crema formaggio al limone e pere*; insalata di limoni e menta; crostini alle olive taggiasche; pomodori secchi con ricotta*
Primo
spaghetti alla chitarra con ragù “cacio e ovo”* **
    Secondo
polpette “cacio e ovo”*, spezzatino di verdure di stagione con cannellini, insalata di frutta e verdure di stagione
    Dessert = 5 dolci della casa, fatti cioè da 4 attiviste/i del Comitato (Fiammetta, Judith, Cristina 2, Arrigo)
    Vini = Rosso: Syrah siciliano di Alcamo; Bianco: Catarratto siciliano di Alcamo
    Acqua = Non del sindaco, ma del rubinetto

* piatti non vegani
**per eventuali vegani è previsto ragù alle castagne

Poliziotti_cavallo

LA SICUREZZA NON SIA COREOGRAFIA ! Di: Salvo Ardita

“…E’ evidente che sulla sicurezza occorre fare scena, quella inutile scena che non serve al cittadino perbene ma che produce molti punti a chi è solito frequentare i salotti della politica…” S.Ardita

Poliziotti_cavallo

Parliamoci chiaro. Non ho remore a sostenere che sulla sicurezza urbana si assiste ad una magica coreografia. Si, si tratta proprio di coreografia, cioè di un sistema dinamico in cui la scena è come se si componesse di danza e balletti. Questa specifica movimentazione offre la percezione scenografica di illusoria sicurezza ma alla fine determina la sfiducia istituzionale dei destinatari di tale disarmonica parata causata dall’insufficiente e talvolta inadatto metodo utilizzato. O lo Stato si decide a spendere per la sicurezza oppure decreti il proprio fallimento e lasci ad altri rappresentanti questo difficile e, purtroppo, ingrato compito. Contestualmente alla formazione civica, importantissima, occorre investire sull’investigazione e sulla esecuzione della pena se vogliamo seriamente combattere il fenomeno di diffusa illegalità perché tale condotta ha spezzato totalmente i rapporti di civile convivenza dei quali i cittadini perbene sono oramai certi del non ritorno. Il problema, però, è che spesso taluni politici pubblicizzano interventi sul tema quali risolutori ma proprio perché preventivamente a conoscenza della loro inefficacia, vanno ritenuti i veri promotori del dissesto del patrimonio culturale della società perché così contribuiscono a spezzare quell’asse di collegamento fra cittadino e istituzioni. Non a caso le persone che votano sono sempre di meno!

Chi governa non è credibile! Vero o falso che sia, questo è il sentimento comune!

Aver reso meno efficaci penalmente alcune condotte inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti è disarmante per le Forze dell’Ordine. Ce lo ricordano brillanti funzionari di polizia….ma a che serve? Ai nostri rappresentati in Parlamento, alla maggioranza, piace così.

Quei rappresentati si inventano sistemi inadeguati per combattere la criminalità ignorando le indicazioni degli addetti ai lavori così come avviene nel campo della giustizia. Si allunga la prescrizione ma non si riempiono i tribunali del personale necessario al loro funzionamento! Sarebbe come dire “ ho un debito con te ma passerò fra qualche anno ad onorarlo” . Chi se ne frega, poi, se in questi anni tu non riuscirai a vivere dignitosamente!

Si prende sempre tempo come si è fatto con il sistema pensionistico. E’ un metodo: quello del temporeggiamento, che contrasta con le certezze di cui ogni cittadino ha bisogno, quindi non funziona! Ma alla fine esploderà! Peraltro, oggi, il cittadino è in grado di comprendere perfettamente quanto accade poiché l’informazione è così capillare che solo colui che è in letargo può avere la scusa di dire che non lo sapeva!

Prato non ha bisogno di fare scena sul mercato dell’ipocrisia, ha bisogno di atti concreti fuori dalla demagogia , ha bisogno di un reale progetto sulla sicurezza urbana per il quale occorre trovare risorse umane e finanziarie. Le tre cose vanno di pari passo, l’una ha bisogno dell’altra. Non abbiamo bisogno di sceneggiate per mascherare la incapacità e la scarsa volontà di agire sul terreno della concreta giustizia.

Il quotidiano “La Nazione” dedica alla prima pagina della cronaca di Prato di oggi la foto dei cavalli assegnati alla polizia (Leggi) e in passato ho visto quella del cane antidroga. Pensate quanta importanza ha la notizia. Cavalli e cani….. mah! Fa tutto scena. Ho visto, in passato, “articoletti” che facevano riferimento ad azioni di polizia nel contrasto di serie attività antidroga o altro. Vorrei sapere poi se il cavallo, come le moto, sono adatti a stare sulle ciclabili! E’ evidente che sulla sicurezza occorre fare scena, quella inutile scena che non serve al cittadino perbene ma che produce molti punti a chi è solito frequentare i salotti della politica. Leggo adesso, mentre scrivo, un articolo di stampa che dice che lo spaccio di sostanze stupefacenti si è trasferito a Pistoia per il giro di vite inferto. Non lo dice il questore o il capo dell’antidroga , sono parole che proverrebbero dalla giunta comunale pratese che addirittura sostiene che Pistoia dovrebbe imparare dal sistema Prato. Che faccio…rido, mi addoloro, penso di non aver capito o forse ho capito che per fare politica e raggiungere i consensi occorrerebbe fare un corso accelerato di prestigiatore?

Aldo Milone, Capogruppo di PLS

GOVERNO RENZI/ Ennesimo smacco alla città Di: Aldo Milone

Poliziotti cinesi impiegati a Roma e Milano ma non a Prato

Read More

(foto: www.lavorofisso.com)

I nuovi schiavi Di: Sergio Castignani

“…c’è una nuova forma di schiavismo applicata sistematicamente a tutti i lavoratori, siano essi Italiani che stranieri, una forma di ricatto che in tempi di crisi si sta sviluppando con un vergognoso silenzio di quelli che dovrebbero tutelare i lavoratori, un silenzio assordante, eppure questa forma di ricatto è presente costantemente nei posti di lavoro…” S. Castignani

In Prato quando si ascolta la parola schiavo, si fa subito un collegamento con le aziende Cinesi che lavorano nell’illegalità, che di fatto assumono personale in nero e senza diritti, è facile collegare il tutto in una città salita alle cronache mondiali proprio per il degrado che un intera città è costretta a subire e il problema di una forma di schiavitù, a mio avviso, in molti casi consenziente, ma questo è un altro discorso che affronteremo a tempo debito.
Parlando dei “nuovi schiavi” e puntando il dito sulla questione Cinese in molti penserebbero di aver concluso l’argomento, ma non è così, c’è una nuova forma di schiavismo applicata sistematicamente a tutti i lavoratori, siano essi Italiani che stranieri, una forma di ricatto che in tempi di crisi si sta sviluppando con un vergognoso silenzio di quelli che dovrebbero tutelare i lavoratori, un silenzio assordante, eppure questa forma di ricatto è presente costantemente nei posti di lavoro, ad iniziare dagli orari per finire alla buste paga, in molti di questi posti alle rimostranze di un dipendente, che avrebbe diritto ad una retribuzione giusta tra ore lavorate e busta paga, vige spesso questa risposta: O lavori a queste condizioni oppure te ne vai, domani ne trovo altri cento disposti a fare il tuo lavoro!
Purtroppo in una situazione economica nel quale la nostra classe politica ci ha ridotto, quello che dice il datore di lavoro è vero, si trovano centinaia aspiranti nuovi schiavi…
Mi ricordo quando ero ragazzo, primo libretto di lavoro, si lavorava tutti i giorni, non c’erano orari, finchè c’era da fare si andava avanti compreso i sabati e le domeniche, la busta era quella che era, in molti casi non erano versati nemmeno i contributi, dopo questi anni abbiamo fatto molti passa avanti nel rapporto dipendente datore di lavoro, molti diritti, presenti soprattutto nel settore pubblico sono maturati anche nel settore privato, anche se quest’ultimo non ha mai raggiunto la “casta” pubblica sempre grazie a chi doveva tutelare che si è guardato bene di non muovere un dito, occhissà perchè? Forse perché un gregge diviso si controlla meglio di uno unito?
Ho scritto questo dopo aver raccolto confidenzialmente molte testimonianze su questo argomento, in molti non ne parlano, per paura di perdere il posto di lavoro, capisco la loro paura, in un sistema che non tutela nessuno, specialmente se non è “pseudo profugo” non me ne vogliano i profughi veri, che ritengo debbano essere accolti e aiutati, ma parlo di quei “pseudo profughi” che in realtà non lo sono, ma si portano comunque dietro una dote che fa gola, che fa guadagnare i soliti noti, i quali si guarderebbero bene di aiutare chi non ha dote, vale sempre il detto Pratese: Siamo tutti fratelli…ma fino a un quarto a mezzogiorno! Questa è una realtà che sta diventando sistema, specialmente quando parliamo di piccole aziende, che siano esse artigianali, commerciali e quant’altro, anche loro vittime di una schiavitù di stato, costrette a lavorare sottocosto o con margini risicati all’osso come si suol dire, ci sono dipendenti costretti a lavorare dalle 10 alle 12 ore giornaliere, compreso il sabato e la domenica con retribuzioni che vanno dai € 600,00 ai € 1000,00 mensili senza poter aprire bocca, ancora più gravemente altre rispondono a questo dicendo: Magari potessi lavorare anch’io, lo farei anche a queste condizioni, dopo questo possiamo veramente parlare e occuparci di schiavitù, ma facciamolo seriamente, senza nascondere la polvere sotto i tappeto, oppure far finta che gli schiavi siano solo ed esclusivamente in alcune aziende Cinesi, questo è quello che i politicanti ci vogliono far credere, vogliono distrarci dai problemi veri che questa crisi sta provocando, oramai ci stanno togliendo tutto, anche la dignità, dopodiché ci sarà il vuoto.
Lavorare in aziende che non presentano questi problemi è una fortuna, e io mi sento fortunato, spero come molti altri, ma questo non può farci dimenticare quello che succede, attorno a noi, non possiamo, con egoismo e menefreghismo chiudere gli occhi davanti ad una realtà che sta allargandosi a macchia d’olio, pensando che a noi non toccherà mai, ricordiamoci che se le aziende vengono schiavizzato da uno stato incapace è una catena che non si ferma.

LA COPPIA PIU' BELLA DEL MONDO, RENZI-ALFANO... ...e i profughi vanno via coma il pane!..

L’incapacità dei governi a mettere un freno alla criminalità sta distruggendo la civiltà DI: Giacomo Fiaschi

“Noi viviamo in un mondo ossessionato e lo sappiamo. Nessuno si stupirebbe se, un bel giorno, questa nostra demenza sfociasse in una crisi di pazzia furiosa…” J. Huizinga

LA COPPIA PIU' BELLA DEL MONDO, RENZI-ALFANO... ...e i profughi vanno via coma il pane!..

LA COPPIA PIU’ BELLA DEL MONDO, RENZI-ALFANO… …e i profughi vanno via come il pane!..

 

L’incapacità dei governi a mettere un freno alla criminalità, alla corruzione ed alle crisi economiche che si susseguono a causa della pazzia furiosa di economisti che sanno tutto ma che non capiscono nulla, sta distruggendo la civiltà.
Avviene così che un flusso migratorio di persone che cercano in Europa la strada per uscire dalla barbarie dell’arretratezza o dalle guerre si trova davanti a muri di ostilità che stanno sostituendo i muri di indifferenza.
Viviamo in un’epoca barbara, già annunciata nel secolo scorso dallo storico Johann Huizinga con queste parole:
“Noi viviamo in un mondo ossessionato e lo sappiamo. Nessuno si stupirebbe se, un bel giorno, questa nostra demenza sfociasse in una crisi di pazzia furiosa che, calmatasi, lascerebbe l’Europa ottusa e smarrita; i motori continuerebbero a ronzare e le bandiere a sventolare, ma lo spirito sarebbe spento”.
(J. Huizinga, La crisi della Civiltà)
Quando Huizinga scriveva questa profezia era l’anno 1931 ed Hitler aveva introdotto le leggi razziali.

L’UE è morta e ormai lo sappiamo tutti da un bel po’.
Tutto passa.
Ma il fatto che non sia stata ancora sepolta aggrava la situazione, perché un cadavere lasciato a marcire per strada puzza, infetta e contamina.


Da: http://www.tgcom24.mediaset.it/

Brennero, lʼAustria: “Pronti a schierare lʼesercito, controlli anche sul territorio italiano”

Dispiegati 250 agenti, nel piano anche un limite di 30 km/h in autostrada. Renzi: “Chiuderlo è contro le leggi Ue”. E Vienna inasprisce la legge sul diritto dʼasilo

Se l’Italia non permetterà alla polizia austriaca di salire sui treni già su territorio italiano per effettuare controlli sul flusso dei migranti, Vienna costruirà unrecinto alla frontiera. Lo conferma il capo della polizia tirolese Helmut Tomac, spiegando che al Brennero saranno in servizio 250 agenti. Il premier Renzi: “L’ipotesi di chiudere il Brennero è sfacciatamente contro le regole Ue, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro”.

Austria, ecco il “recinto” al confine con l’Italia (clicca qui)

Le Gore di Prato

Il viaggio della acque del Bisenzio dal Cavalciotto all’Ombrone

L’ingegnosa rete delle antiche gore di Prato – Questa e la prossima settimana, due incontri per capire come funzionava e cosa è possibile ancora tutelare

Le Gore di Prato

Page 1 of 8

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén