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Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: marzo 2016 (Page 1 of 8)

La firma dell’insuccesso Di: Giovanni Acuto

…. Biffoni non ha avuto nient’altro da dire che “non ha senso che io firmi, rappresento la città nelle forme e nelle sedi istituzionali”….

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Dopo che il comune ha deciso di contrastare lo spaccio della droga e il degrado rimuovendo panchine e aiuole il malessere cresce, il senso di insicurezza incombe e prima dei cittadini, si temono ribellioni politiche degli alleati di sinistra o, ancora peggio, la perdita di fede della gente sull’operato dell’amministrazione comunale.

La soluzione presentata è di una semplicità disarmante: si trova un modo per far pensare che non sia il modello generale ad essere sbagliato e che la responsabilità ricadano su cause “terze”

Una parola -terze- che serve a scaricare la colpa verso quello e quell’altro rendendo inutile una soluzione politica volta a cambiare le cose. I cittadini si sono accorti di questo senso di impotenza dell’amministrazione risolvendosi attraverso azioni individuali come una raccolta di firme da presentare direttamente al governo. Invitato a firmare il sindaco Biffoni non ha avuto nient’altro da dire che “non ha senso che io firmi, rappresento la città nelle forme e nelle sedi istituzionali” rendendo più evidente la l’infezione alla radice del proprio fallimento. L’ennesimo tavolo di discussione promosso da cittadini esasperati, è stato un ulteriore grido di allarme dopo gli episodi di rapine e ritorsioni successive alle denunce. Una situazione ormai al limite tanto da coinvolgere tutte le singole persone a riporre le proprie speranze direttamente al Governo. Riusciranno nell’impresa laddove il sindaco di #unaltrastoria, amico del premier Renzi, ha fallito? Io lo spero con tutto il cuore, visto il degenerare della situazione e i ridicoli palliativi messi un atto, ma concretamente non mi faccio illusioni.

La firma come diritto al mugugno va bene, ma non è certo la panacea per prendere in mano il proprio destino, come Tavor dell’impegno politico che continua a mancare. Anche perché le petizioni, per il sindaco, lasciano il tempo che trovano giacché sono risultate vane perfino quelle contro l’aeroporto.

(Immagine da www.lineefuture.it)

CDA Publiacqua, il matrimonio tra l’acqua pubblica e la politica Di:Fabio Cintolesi

“…non si capisce chi in questo cda abbia competenze per gestire un’azienda da 200 milioni di fatturato. Ma questa è la finalità dei servizi pubblici…” F.Cintolesi

(Immagine da www.lineefuture.it)

(Immagine da www.lineefuture.it)

Ho letto della recente nomina del nuovo cda di Publiacqua spa, la società pubblica (che qualcuno continua a definire “privata”) che gestisce il servizio idrico nella Toscana centro settentrionale.
Nomi e brevi note biografiche:

Filippo Vannoni (presidente): collezionista di cariche all’interno di vari enti e società pubbliche nell’area fiorentina (un elenco parziale qui http://www.silfi.it/com/documenti/curriculum_vitae_vannoni.pdf). Il Vannoni è inoltre marito di Lucia De Siervo, dirigente del Comune di Firenze e al tempo capo di gabinetto di Renzi sindaco. La De Siervo è figlia di Ugo De Siervo, ex presidente della Corte Costituzionale ed amico di famiglia dei Renzi.

Simone Barni (vicepresidente): avvocato pratese. Al momento dell’assunzione dell’incarico responsabile organizzativo del PD della città laniera; ex consigliere comunale di Vaiano ed ex consigliere provinciale a Prato.

Stefano Cristiano: lunga carriera politica nella sinistra movimentista e in Rifondazione Comunista, prima a Pisa e poi a Pistoia. Ex consigliere comunale a Pistoia (qualche nota biografica qui http://www.sinistralavoro.it/stefano-cristiano-il-nuovo-portavoce-di-sl/ ).

Carolina Massei: agente immobiliare di Campi Bisenzio, candidata all’assemblea nazionale del PD in quota renziana. Qui il suo memorabile intervento alla Leopolda 2013 a sostegno del futuro presidente del consiglio https://www.youtube.com/watch?v=GFGYezMvI8g

Eva Carrai: avvocato fiorentino, di lei non si trovano notizie

Alessandro Carfi: manager di Acea spa, la municipalizzata di Roma per acqua e gas. Acea spa, controllata dal comune di Roma, controlla a sua volta il 40% delle azioni di Publiacqua, non chiedetemi perché. Marito di Alessia Cattoi, assessore a Roma con la giunta Marino. Altre info molto interessanti qui: http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/05/09/news/e_il_cda_si_apr_alla_figlia_del_costruttore-85694179/

Giovanni Giani: ingegnere civile di Como; una lunga carriera in Suez, società statale francese del settore dei servizi pubblici. Uomo di riferimento della Suez in molte società partecipate dalla multinazionale francese. Un suo curriculum fino al 2011 qui: http://www.acea.it/media.aspx/cv_giovanni_giani?lang=it

Andrea Bossola: ingegnere idraulico con una specializzazione in project financing (per la gioia di Daniele Rovai). Romano, dirigente Acea. Molti incarichi alle spalle; uomo di fiducia di Acea nelle sue partecipate in Toscana. Il curriculum (da leggere) qui: http://www.acque.net/sites/default/files/trasparenza/cv/cv_bossola_andrea.pdf

A parte Giani e Bossola, non si capisce chi in questo cda abbia competenze per gestire un’azienda da 200 milioni di fatturato. Ma questa è la finalità dei servizi pubblici, non certo offrire un servizio di qualità a prezzi accettabili, ma dare un reddito ad un po’ di gente, ognuno secondo i propri meriti, pardon… le proprie aderenze.

MASSIMO CECCHI. Un direttore e un uomo vissuto per dare un commento alla realtà dei fatti e all'ordine delle cose

Tanto per parlare. Di: Massimo Cecchi

Sempre attuali le parole del caro Direttore Massimo Cecchi. Per quanto ancora dovremo accorgerci che le cose stanno proprio come lui ci proponeva?…

MASSIMO CECCHI. Un direttore e un uomo vissuto per dare un commento alla realtà dei fatti e all'ordine delle cose

MASSIMO CECCHI – . Un direttore e un uomo vissuto per dare un commento alla realtà dei fatti e all’ordine delle cose

“…siamo veramente certi che le colpe siano sempre e soltanto dei partiti, che in questo caso sono stati manchevolmente assenti nelle tenzone politica lasciando ampie praterie alla sinistra,(?)…” M.Cecchi


Scritto il

Prato“Leggo sempre con sommo piacere le parole di Adelino Ignesti (LEGGI) e il più delle volte, se non sempre, mi trovo in perfetto accordo con ciò che esprimono. Anche questa volta non posso non trovarmi d’accordo con lui su ciò che enuncia. Ma, e c’è un ma, pesante come un macigno, siamo veramente certi che le colpe siano sempre e soltanto dei partiti, che in questo caso sono stati manchevolmente assenti nelle tenzone politica lasciando ampie praterie alla sinistra, che voglio ricordare non è la sinistra di Renzi, non uno dei suoi candidati presidenti è riuscito a sfangarla, anzi posso affermare, in barba a tutti i politologi della sinistra stessa, che questa, per il premier, è stata una battuta di arresto non facilmente rimediabile. Ma detto questo, siamo tutti veramente sicuri che il fatto della riconferma di Rossi in Toscana sia dovuto ad un’assenza di partiti politici e uomini di prim’ordine atti a contrastarlo? Io sono più propenso nel credere che i fatti siano ben altri, il primo dato dal profondo e colpevole “Menefreghismo” dei cittadini pratesi e Toscani, il secondo, che mi fa sorgere un grande infinito dubbio è, ma siamo poi così certi che a Prato, normalmente litigiosa, non vada bene l’ospedale e la sanità così come sono? Siamo pronti, tutti, a mettere la mano sul fuoco che i cittadini di Prato non amino il nascente aeroporto? Siamo pronti a giocarci le palle che in fondo i pratesi non siano veramente dei trogloditi rispetto a una evoluzione continua del mondo che ci circonda?  Voglio ricordare, pur dolendomene  essendo io un pratese di nascita, che per anni e anni le nostre filature, tessiture, rifinizioni etc etc. quelle che hanno reso Prato ciò che era nel Mondo, non si siano mai rinnovate, abbiano sempre e soltanto visto il meglio del lavoro e mai pensato al peggio, la mancanza dello stesso. Ho avuto modo di vedere, con i miei occhi, quando ancora a Prato c’erano filature, filandre e assortimenti del 1952 ma le ho viste negli anni ’80. Nessuno che abbia avuto la voglia e il modo di svecchiare, innovarsi, eppure la banca pronta a venire incontro, la Cassa di Risparmi di Prato, non ha mai lesinato aiuti. Dunque la mia impressione è che il pratese, accortosi di questa sua mancanza o dabbedaggine, abbia abdicato e lasciato tutto in mano a chi, almeno a parole, pare voler rifare il mondo, la sinistra e Rossi.”


 

ROSSI, "A VOLTE RIMANGONO". Così il potere si fa incontrastato e autoritario..

La testa altrove Di: Adelino Ignesti

“Chi detiene il potere, se non incontra limiti, è portato ad abusarne” A.Ignesti

MANICHINI.

MANICHINI. Come non associare quest’mmagine agli elettori toscani?…

Di questi tempi, un anno fa, ci stavamo addentrando nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative regionali. Elezioni che, a Prato, nonostante una non trascurabile emorragia di voti, furono comunque vinte di buona misura dal PD, del Presidente uscente (e, purtroppo per tutti noi, anche rientrante) Enrico Rossi. Per questo, con interessanti argomentazioni, Adelino Ignesti commentò il fatto parlando di “testa altrove”. Troviamo interessante rileggerlo a distanza di un quasi anno…

Buona lettura,

Prato nel Mondo


Prato 02/06/2015-Ancora una volta ha vinto, ha stravinto questo vituperato Enrico Rossi da Pontedera. Ogni tanto qualche supponente cerca di aprirci gli occhi con lezioni sulla natura della democrazia, sulla impresentabilità del candidato, su i suoi scheletri negli armadi del Forteto e sulla egocentrica fiorentina elevandosi a una brutta copia della signoria medicea. L’approccio è quello detto e ridetto da tutti, perfino dai “suoi” candidati PD, ma le aberrazioni sono ineluttabili e inevitabili ed è necessario piegarsi alla necessità, affidarsi alle vecchie logiche piramidali di persone scelte dall’apparato, poche ma buone a trattare materie delicate come il sociale, la sanità, il clientelismo, la politica. E se qualche volta si manifestasse anche un qualsiasi disaccordo l’importante è il risultato, al di là delle ferite inferte al corpo della Toscana con il buco alla Asl di Massa, con l’ospedale inadeguato di Prato, con la burlamaccata della pista di Peretola, con la certa chiusura delle acciaierie a Piombino, gli abusi del Forteto coperti dalle connivenze, i metodi pseudo mafiosi di Consiag/Estra verso i soci membri ecc ecc . Ferite inferte con accanimento tale da renderle inguaribili.

ROSSI, "A VOLTE RIMANGONO". Così il potere si fa incontrastato e autoritario..

ROSSI, “A VOLTE RIMANGONO”. Così il potere si fa incontrastato e autoritario..

Chi detiene il potere, se non incontra limiti, è portato ad abusarne. Le oligarchie del nostro tempo non incontrano altri limiti se non quelli rappresentati dal voto popolare che però in questo caso, non ha svolto quella funzione rinnovatrice auspicata. Si parla tanto di ventennio berlusconiano associandolo al decadimento etico dell’Italia, ma che dire del potere ininterrotto rosso che governa in Toscana da ben 50 anni? E’ normale che al tempo dell’informazione H24 e di internet i politici vadano incontro a una rapida obsolescenza, non foss’altro per il gattopardismo italiano e le nuove forme di protesta a suon di “vaffanculo” gridato nelle piazze, abbisognano di sempre nuovi personaggi da bruciare nella fucina. E’ normale dappertuto questo tranne che in Toscana, dove la sinistra con un impresentabile mantiene intatto il proprio potere grazie a un clientelismo da far impallidire Francesco I di Borbone!!

MATTEO RENZI. Oggi sempre più costretto a fare i conti con una pesante emmorragia di consensi

Renzi burattinaio, ha usato Firenze per la sua scalata al potere Di:Giovanni Donzelli (FdI)

” La storia delle idee lanciate da Renzi e poi sconfessate è ricca e al tempo stesso grottesca, lo stadio secondo le fantasie diffuse dall’allora sindaco Matteo Renzi, sarebbe potuto sorgere a Mantignano, a Sesto, a Castello e poi alla Mercafir..” G.Donzelli

MATTEO RENZI. Oggi sempre più costretto a fare i conti con una pesante emmorragia di consensi

MATTEO RENZI. Oggi sempre più costretto a fare i conti con una pesante emmorragia di consensi

Da: http://giovannidonzelli.blogspot.it/

 

Renzi ha venduto la sua immagine e l’ha usata per la sua scalata politica facendo credere che avrebbe rottamato l’immobilismo con un modo diverso di fare politica, prendendo in giro persino i tifosi della Fiorentina illudendoli con il progetto del nuovo stadio.
Ora è chiaro a tutti che lo sbarco di Renzi e del renzismo non ha cambiato nulla, anzi ha bloccato la città di Firenze per anni sulla progettazione di opere che non si realizzeranno mai.
La storia delle idee lanciate da Renzi e poi sconfessate è ricca e al tempo stesso grottesca, lo stadio secondo le fantasie diffuse dall’allora sindaco Matteo Renzi, sarebbe potuto sorgere a Mantignano, a Sesto, a Castello e poi alla Mercafir. Alla fine scopriamo che resterà a Campo di Marte.

Sulla tramvia l’amministrazione comunale ha annunciato di tutto e di più e oggi con il sottoattraversamento siamo all’anno zero, mentre sull’aeroporto nemmeno dopo aver messo il fedelissimo Carrai, Renzi è riuscito a mandare in porto ciò che aveva assicurato.
Sull’alta velocità, dopo aver fatto credere che avrebbe abbandonato la stazione di Foster per il fantomatico progetto della fermata alla Fortezza da Basso, Renzi ha portato avanti il progetto assurdo del tunnel con la scusa delle penali da pagare a Ferrovie, una vera e propria bufala. Oggi come allora siamo convinti che il progetto del sottoattraversamento abbia costi esorbitanti e soprattutto sia pericoloso per la città: siamo felici se verrà abbandonato, ma Firenze ha perso anni e anni dietro alle strategie personalistiche di Matteo Renzi.

Il vertice che c’è stato a Palazzo Vecchio nei giorni scorsi fra Renzi, Lotti, Carrai e Nardella fa venire alla luce del sole ciò che avevamo già ben chiaro dall’inizio: cioè che Nardella sarebbe stato solo un burattino nelle mani del premier.

L' EX SINDACO DI PRATO, ROBERTO CENNI.

Museo Pecci – La chiusura della nuova ala è volontà del Sindaco Biffoni Di: Robero Cenni

…E’ estremamente fuorviante ed inesatto dichiarare che nel bilancio della mia giunta non era presente lo stanziamento per i lavori di restauro conservativo dell’edificio “Gamberini”…” R.Cenni

 

Roberto Cenni.

Roberto Cenni.

Mi corre l’obbligo di precisare quanto a sua volta precisato dal Segretario Provinciale del PD Gabriele Bosi sull’articolo sul Museo Pecci, firmato da Anna Beltrame (ex assessore alla cultura della giunta da me guidata), pubblicato oggi su La Nazione di Prato.

"PRATO MUORE E LORO GIOCANO." Massimo Cecchi, 26/03/2015

“PRATO MUORE E LORO GIOCANO.” Massimo Cecchi, 26/03/2015

Il museo è chiuso dal 2013 ma nel 2014, dopo il collaudo dell’estate stessa, la nuova ala “Nio” poteva essere tranquillamente aperta, come era nelle mie intenzioni in caso di conferma elettorale, come annunciato in occasione dell’inaugurazione della primavera 2014 e come lo dimostrano nei fatti le varie iniziative che da quella data vi vengono svolte. Se la parte nuova è chiusa alle mostre dal 2014 è una scelta esclusiva della giunta Biffoni.

E’ estremamente fuorviante ed inesatto dichiarare che nel bilancio della mia giunta non era presente lo stanziamento per i lavori di restauro conservativo dell’edificio “Gamberini”. Per la precisione l’unica stanziamento mancante nel 2014 era quello a carico della Regione Toscana e pari al 50% delle opere. Quindi le responsabilità di tale ritardo sono a totale carico del governo regionale, a maggioranza PD.

Per il bene ed il prestigio di questa città e per l’importanza del Museo Pecci attendo, anzi attendiamo tutti, con ansia e speranza l’apertura prevista per l’ottobre di questo anno, con un’importante mostra di arte contemporanea che proietti Prato all’attenzione delle cronache nazionali.

Roberto Cenni, Capogruppo Lista Prato con Cenni


Le fuorvianti dichiarazioni del Segretario Provinciale PD GABRIELE BOSI

Il segretario provinciale del PD, Gabriele Bosi. Lo sguardo acuto di un uomo che sa vedere lontano

Il segretario provinciale del PD, Gabriele Bosi. Lo sguardo acuto di un uomo che sa vedere lontano

Ho letto l’articolo che “la Nazione” ha pubblicato oggi sul tema dell’imminente apertura del Pecci. Nell’articolo vengono dette alcune cose, ma a me ne risultano altre; è strano, perché l’autrice, Anna Beltrame, è stata Assessore con delega proprio alla cultura nella ex Giunta di Centrodestra guidata da Roberto Cenni (in carica fino alla primavera del 2014) e quindi alcuni passaggi dovrebbero essere noti. A meno che lo scopo dell’articolo non fosse polemico, più che di carattere informativo. Comunque. Vado per punti, perché è più semplice e chiaro: 1) il Centro Pecci è chiuso non da “quasi due anni” ma dal Luglio 2013; 2) il collaudo dell’ampliamento Nio è stato fatto nella tarda estate del 2014; 3) nel 2015 Comune e Regione hanno stanziato quanto necessario per il restauro conservativo dell’edificio Gamberini e di tutti gli esterni, perché nell’ultimo bilancio Cenni non c’era un euro; 4) le opere della collezione sono OGGI in comproprietà tra Comune e Associazione per l’arte contemporanea Luigi Pecci dopo la stipula del contratto definitivo d’acquisto, avvenuta nel Gennaio 2016, senza che il Comune versasse un euro in più rispetto al contratto preliminare sottoscritto nel Febbraio 2006 e rimasto a candire per ben nove anni; 5) la “colonna spezzata” dei Poirier e la mezzaluna di Staccioli avranno una loro collocazione definitiva contestualmente all’apertura, senza particolari problemi, come da delibere degli organi competenti dell’Associazione Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.
Infine, per le notizie e le considerazioni sulla mostra inaugurale prenderei a prestito l’articolo che il direttore della Normale ha scritto sul Journal del Pecci: http://centropecci.it/it/journal/l-importanza-di-immaginare.
In ogni caso, sono convinto che l’inaugurazione del Pecci sarà un appuntamento bello e importante per tutta la città.

Inceneritore significa tumore, tumore significa morte

Appello ALLE FORZE POLITICHE DI SESTO F.NO.

 

APPELLO appello all’unità delle forze politiche e/o movimenti contrari, senza se e senza ma, allo “scempio della Piana metropolitana” attraverso la realizzazione dell’Inceneritore di Case Passerini e del Nuovo Aeroporto di Firenze

Inceneritore significa tumore, tumore significa morte

Inceneritore significa tumore, tumore significa morte

Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative nel Comune di Sesto Fiorentino il Coordinamento Comitati /Associazioni per la Salute della Piana di Prato e Pistoia fa appello all’unità delle forze politiche e/o movimenti contrari, senza se e senza ma, allo “scempio della Piana metropolitana” attraverso la realizzazione dell’Inceneritore di Case Passerini e del Nuovo Aeroporto di Firenze.

Le suddette forze politiche diano prova di responsabilità con “unità di intenti” a tutela e salvaguardia della salute pubblica. Non sta a noi decidere se attraverso accordi programmatici o altro, ma percepiamo la necessità di UN candidato unico a Sindaco di Sesto, Città proprietaria dei terreni sui quali tali opere andranno a produrre inquinamento e disagi sia per i lavoratori/studenti e residenti.
Occorre superare dannose frammentazioni e cercare la massima unità possibile e per questo chiediamo fin da ora un confronto immediato da realizzare il prima possibile, anche nei prossimi giorni, congiunto con tutte le forze politiche che hanno nel loro programma il NO a queste due infrastrutture e valide e sostenibili alternative.

Elenco Aderenti;
Coordinamento Comitati / Associazioni contro il Nuovo Aeroporto di Firenze
Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
Comitato No Aeroporto Prato e Provincia
Comitato No Aeroporto Campi Bisenzio
Associazione VAS – Vita Ambiente Salute
Medicina Democratica sez. Pietro Mirabelli Firenze
Associazione Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio
Comitato Per la Chiusura Inceneritore di Montale
Comitato Prato Sud No Inceneritore Baciacavallo
Associazione Rumors
Comitato Ambientale di Casale
Comitato Mente Locale della Piana
Comitato Oltre Carmignano e Poggio a Caiano
CCC Coordinamento Comitati dei Cittadini di Prato

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CISL-Aeroporto di FIRENZE/ Ma chi tutelano questi sindacati?!…

Pubblichiamo la nota di risposta del Segretario CISL di Firenze, alla e-mail inviata dal Sig. Paolo Paolo del Comitato Prato No Aeroporto,  dalla quale emergono chiare alcune domande: Cosa davvero sanno del Nuovo Aeroporto di Firenze queste persone? Cosa ne sanno delle reali ed effettive ricadute sull’occupazione? E’ possibile che la corsa al tesseramento selvaggio arrivi a produrre delle posizioni così aberrate?…

In ogni caso, Buona Lettura.

Prato nel Mondo

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L’ANTEFATTO IN UN PRECEDENTE COMMENTO DALLA PAGINA FB del Sig. Paolo Paoli

“Evidentemente i lavoratori di Toscana Aeroporti, che hanno visto “minacciato” il loro posto di lavoro per esternalizzazione dei servizi a terra, al Segretario della CISL di Firenze non interessano e la “miopia” è di queste persone elevate a cariche che dovrebbero rappresentare i soggetti più deboli e che invece finiscono per “asservire la tutela del diritto al lavoro” a interessi di soggetti privati, nascondendosi, in questo caso, dietro la “falsa promessa” di 2000 nuovi posti di lavoro che il nuovo aeroporto di Firenze dovrebbe favorire, intanto però si licenzia. La “miopia” è di chi continua
a considerare “sviluppo economico” il continuo consumo del suolo attraverso la cementificazione, e che non è a conoscenza neppure del precedente progetto di realizzazione del “Parco della Piana” e del Parco agricolo che, col nuovo aeroporto, non vedranno luce; la “miopia” è di coloro che rifiutandosi di approfondire la materia del contendere tacciano di “campanilismo” coloro che la pensano diversamente da loro, ma se la procedura di VIA su ciò che determinerà “lo scempio della Piana” è in corso da un anno qualche “motivo” ci deve pur essere, oppure anche al Ministero dell’Ambiente sono dei “campanilisti”? 
Se lo chieda il Segretario CISL di Firenze, come mai? 
Non crede il suddetto Segretario che la realizzazione del Parco della Piana, con piste ciclabili tra le oasi del Podere della Querciola, della Val di Rose, dell’oasi di Focognano ecc…e del Parco agricolo da Castello alle Cascine di Prato, passando dagli scavi archeologici di Gonfienti per arrivare fino alla Villa medicea di Poggio a Caiano, possa creare il doppio dei posti di lavoro denunciati per il Nuovo aeroporto? Si informi sui milioni di euro già spesi per il Parco, soldi, col nuovo aeroporto, gettati al vento. Sappia il Segretario che il nuovo aeroporto distruggerà il Lago di Peretola, il Podere della Querciola e la Val di Rose, distruggerà il Fosso reale, attuale garante dell’equilibrio
Idrogeologico della Piana. 
Queste sono soltanto alcune delle “criticità” e da sole basterebbero per bocciare il progetto, ma gli interessi privati che ci girano attorno sono troppo alti, intanto considerando il costo dell’esproprio dei terreni siamo già a mezzo miliardo di euro, ma poi si sa come andrà a finire a forza di “adeguamenti in corso d’opera” e pensare che è a questo “futuro” che crede il Segretario di una Associazione di lavoratori risulta deprimente.”

Paolo Paoli


La disarmante risposta del Segretario Roberto Pistonina

“Egr. Sig. Paoli, mi spiace, creda, deprimerla, ma nella discussione sulle infrastrutture ne sento tante, ogni giorno. MI accusa di non avere a cuore le esternazioni dei servizi a terra e di essere asservito agli interessi privati anzichè a quelli dei lavoratori. Le critiche e tento meno le offese, non mi toccano altrimenti non farei questo lavoro, mi tocca invece l’arroganza con la quale alcuni cittadini, per fortuna solo alcuni cittadini , criticano le opinioni altrui senza la capacità d’ascolto reciproco. Provo ad spiegare meglio il mio punto di vista che corrisponde a quello della CISL tutta e quindi le sue critiche sono rivolte ad un intero soggetto sociale e non al singolo rappresentante. Oggi va di moda criticare il Sindacato a prescindere, la posizione che rappresento e che da una breve intervista giornalistica forse non compare appieno, è legata al fatto che lo sviluppo di una città, specie se Metropolitana, passa forzatamente da infrastrutture potenti che rendano la stessa adeguata hai tempi. L’areoporto è una discussione decennale che riguarda appunto lo svipuppo della città sia sotto il profilo economico che occupazionale, a tale proposito non facciamo confusione tra vertenza che riguardano l’attuale aeroporto ( come l’esternalizzazione dei servizi ) e di cui siamo attori negoziali e, invece il nuovo aeroporto. Siamo una delle pochissime città al mondo che ha un aeroporto in città con straordinarie potenzialità di crescita come dimostrano anche i flussi di passeggeri in costante aumento nonostante la deficitaria pista attuale, le infrastrutture riguardano la viabilità complessivamente intesa, compresa le linee 2 e 3 della tranvia. Le Imprese chiedono un Aeroporto che se collegato al centro storico delterminerebbe, assieme al turismo legato algli affari della convegnentistica una staordinaria opportunità di crescita. Inoltre lo stesso aeroporto anche dopo la fusione con quello di Pisa resta nelle retrovie data anche la concorrenza accesa di Bologna, raggiungibile in pochi minuti di treno, questo si sarebbe un vero problema occupazionale al quale lei sembra insensibile. A tutto ciò si somma un problema che ai cittadini della piana forse non interessa ma a quelli di Peretola sicuramente si, legato alla sicurezza dell’attuale aeroporto dove i veicoli passano a 40 m sopra le abitazioni, il cono acustico insopportabile e gli aeri atterano tagliando l’autostrada. Infine gli aeri con l’attuale pista possono caricare solo il 50% del loro potenziale pena la sicurezza in fase di atterraggio e decollo. Se viene chiesto a chi ha responsabilità sociale se è giusto rendere sicura la pista d’attereaggio valorizzare le infrastrutture per aumentare l’occupazione, valorizzare la città Metropolitana, che pare a lei realtà sconosciuta dato il suo limitato ed esclusivo interesse verso la piana, creare condizioni dicrescita in un Paese arretrato proprio per manacnza d’infrastrutture adeguate, la mi arisposta nonpuò che essere positiva. Saranno anche veri alcuni dei problemi da lei sollevati, potrei darle dati esattamnte contrari e rassicuranti, ma non sta a me fornili nè tantomeno convicerla ( magari provi a parlare anche con gli abitanti di Peretola forse si farebbe una opinione diversa). Sicuramente ho assistito in prima persona alla deprimente discussione sulla linea 1 della tranvia di Scandicci, dove comitati del no ci fornirono tutti i dati possibili per far naufragare quel progetto, ed oggi è osannato da tutti, compresi i contrari dell’epoca, come un’opera importante sotto il profilo economico, ambienatale e della viabilità. Sicuramente resterà della sua opinione, ma la prego di non accostarmi a quelli che sponsorizzano interessi di parte e privati perchè questa è un’accusa non solo ingiustificata ma offensiva per chi, come cerca solo di rappresentare, senza la presunzione di farlo bene, gli interessi della collettività e non quelli di parte. Restando a sua disposizione per ogni ulteriore approfondimento la saluto cortesemente.”

Roberto Pistonina

cafedehumanite.blogspot.com

SULLE TRACCE DEGLI UOMINI DEL BILDERBERG IN ITALIA Di: Giovanna Livreri

“…Secondo Imposimato, la strategia della tensione – cioè le stragi di Stato compiute inItalia dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso in poi per fermare il riformismo dei Governi di centrosinistra – è da addebitare al gruppo di Bilderberg…” G. Livreri

SULLE TRACCE DEGLI UOMINI DEL BILDERBERG IN ITALIA. a cura di Giovanna Livreri

Gira sul web un video sul gruppo di Bilderberg, realizzato da Alessandro Carluccio e Francesco Amodeo che è già stato visto da oltre un milione e mezzo di persone. E’ un video che racconta in modo dettagliato e con parole semplici chi sono questi esaltati del gruppo di Bilderberg e qual è, oggi, il loro potere nel mondo e, soprattutto in Europa e in Italia.

ITALY-POLITICS-GOVERNMENTIl video conferma la presenza nel gruppo Bilderberg  dell’ex presidente del Consiglio nominato incredibilmente senatore a vita, Mario Monti, dell’attuale presidente del Consiglio dei Ministro, Enrico Letta, della Ministra degli Esteri, Emma Bonino, e dell’uomo della Banca centrale europea, già ai vertice della Banca d’Italia, Mario Draghi. Questi quattro personaggi sono autorevoli rappresentanti del gruppo di Bilderberg.

Nel video a parlare, tra gli altri, c’è anche Daniel Estulin, l’autore di un libro che è stato tradotto in 50 lingue e diffuso in 70 Paesi: “Il club di Bilderberg”. Estulin, che è stato oggetto di attentati ed è sfuggito a un rapimento, racconta la storia di questo gruppo d’ispirazione massonica (e ti pareva!). E descrive in modo molto efficace il pericolo che questa setta rappresenta per le libertà dei popoli.

C’è anche una breve intervista con il giudice Ferdinando Imposimato, che ha indagato a lungo sul gruppo di Bilderberg. E che ha raccontato, nei suoi libri, le tante stragi compiute in Italia. Secondo Imposimato, la strategia della tensione – cioè le stragi di Stato compiute inItalia dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso in poi per fermare il riformismo dei Governi di centrosinistra – è da addebitare al gruppo di Bilderberg. E, anche sulle stragi del 1992, il giudice vede l’ombra di questo gruppo. 

Nel video si spiega il meccanismo, piuttosto semplice, con il quale … (leggi articolo intero)


NOTE SULL’AUTORE:

Giovanna Livreri

Nasce in Sicilia, a Palermo, il 9 giugno del 1960.  Cresce in una famiglia matriarcale, dove la presenza di nonne e di zie è quotidiana e fondamentale per ottenere una educazione poliedrica, visionaria e variegata. L’infanzia scorre felice e nel migliore dei modi, allietata, in sequenza, da due vivaci fratelli: Patrizia e Daniele e da molti cugini. Dopo avere frequentato scuole di primo livello, Giovanna approderà al Liceo Scientifico dell’Istituto Statale Cannizzaro di Palermo, per poi concludere il percorso formativo con la laurea in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Palermo, con il massimo dei voti e la lode. Già prima della laurea, Giovanna aveva manifestato l’interesse a conoscere e crescere tanto nell’ambito degli studi giuridici e di diritto che in discipline più estrose come quella artistica del designer. Per anni, maneggiando testi giuridici e codici, accarezzerà il sogno di potere conseguire, oltre la laurea in giurisprudenza, quella in architettura. Un sogno questo che si realizzerà nella terza età posto che ancora Giovanna è impegnata nel completamento della sua professione principale : ovvero quella forense.

Giovanna Livreri

Giovanna Livreri

L’abilitazione forense, in Corte di Appello di Palermo , con il giuramento sul codice e sulle spalle la toga del maestro, lo stimato  Avvovato Frino Restivo,  arriverà nel 1992 e da allora l’avvocatura , nella specializzazione penalistica economica sarà una vera passione. Croce e delizia degli anni professionali. Grandi battaglie e grandi vittorie e ferite.

Eclettica, estroversa, positiva, solare e disponibile ed entusiasta del nuovo, faber e problem solver, ha ottenuto, dal luogo magico della Sicilia, dove ha vissuto,  e dal contesto sociale dove si è mossa, ogni gratificazione professionale e personale.

Il mondo con le sue molteplici opportunità è lo spazio ideale del sogno dove Giovanna si è mossa e si muove: viaggia continuamente, studia ogni disciplina viva e interessante, cambia casa, cibo, abitudini ed espressione di lingua perchè per lei cio’ non è stato mai stato limite ne mai lo sarà. D’altronde l’inizio di una storia reale parte sempre da un sogno.

L’elenco delle cose fatte e delle esperienze è cosi’ vasto e variegato,  come l’avere avviato e mantenuto tre studi professionali a Palermo, a Roma e a Pisa e diverse attività imprenditoriali; l’avere frequentato Master e corsi di specializzazione in discipline giuridiche di diritto inglese e di marketing e commercio internazionale presso diverse università italiane e inglesi a Londra, Dublino, e Malta;  l’avere avviato attività d’impresa pubbliche e private nei settori della tutela delle tradizioni culturali siciliane e dell’organizzazione di eventi internazionali e fiere di settore; l’avere amministrato Enti pubblici ed onlus; l’essere stata console onorario della Repubblica Dominicana e in tale qualità avere determinato il gemellaggio tra la città di Santo Domingo e Corleone ; avere svolto brillantemente il ruolo difficile di consulente legale dell’Unione dei Comuni di Corleone; e l’elenco non finisce certo qua.

Per dieci lunghi anni, dal 1986 a tutto il 1996, ha prestato la propria collaborazione professionale presso lo studio legale del Cl.mo Avvocato Frino Restivo del Foro di Palermo – insigne e stimato avvocato italiano – Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo, Fondatore e Presidente onorario della Camera Penale degli avvocati penalisti d’Italia.

Inoltre dal 1986 a tutto il 1989 è stata assistente universitario applicata alla cattedra di Diritto Amministrativo degli Enti Locali – Prof. Scurto Luigi – della Università degli Studi Di Palermo – facoltà di giurisprudenza e dal 1990 a tutto il 1992 è stata assistente universitario applicata alla cattedra di Diritto Penale – Prof. A. Ardizzone – della Università degli Studi Di Palermo – facoltà di giurisprudenza ed oggi è membro dell’ UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo ed è cultore della materia di penale economico internazionale per il diritto penale italiano presso dell’Università AYDIN  in Istanbul . Ciò oltre la libera professione.

Ha avuto molte esperienza di incarichi professionali stragiudiziali , amministrativi e legali e consulenze. Dal 1992 si è dedicata alla libera professione assistendo legalmente, quali clienti, diverse aziende e banche inglesi e italiane, grandi gruppi industriali e svariate piccole e medie imprese. Ha inoltre collaborato con Enti regionali e nazionali per lo sviluppo delle tematiche legate all’analisi di bilancio in via di prevenzione di reato. Dal 1993 è stata l’avvocato di parte civile delle più importanti Banche in Sicilia e come tale si è costituita , nei noti processi che si sono tenuti presso La Corte di Assise di Caltanissetta, parte offesa nell’interesse delle maggiori Banche siciliane (Banco di Sicilia, Cass Risp., Monte dei Paschi, San Paolo Torino) e per la Esattoria Siciliana SOGESI, per il risarcimento del danno materiale e morale contro gli imputati per mafia e strage nell’omicidio dei magistrati Falcone e Borsellino.

Ha avuto un lungo rapporto di collaborazione e consulenza legale per l’Assessorato al Bilancio della Regione Siciliana e per svariati comuni siciliani.

Socia di molte associazioni femminili quali: la FIDAPA – Federazione Italiana Donne Arti Professioni – sez Palermo Centro; l’Associazione Marisa Belisario; L’AIDDA , associazione donne dirigenti di azienda; L’Inner Wheel; Oltre ad altri club quali il Rotary international e nel 2004, la Presidenza del Club KIWANIS – sezione dell’Alto Belice e corleonese .

Il maggiore impegno per le donne lo ha espresso, sin dal 2005, anno della nomina a membro permanente della Và commissione per le pari opportunità, nel Magreb per il COPPEM. ( Comitato per le province euro-mediterranee)

Dal giugno 2002 ha conosciuto addentro la realtà giuridica e territoriale del Comune di Corleone e della Associazione del Consorzio dei comuni dell’Alto Belice nella Regione Siciliana di cui è stata nominata dal sindaco pro-tempore, Consulente legale .

Dal 2003 ha avuto una particolare esperienza estera essendo stata designata, per meriti professionali, di interscambio commerciale tra la Rep. Dominicana e la imprenditoria siciliana e per avere promosso il gemellaggio tra la provincia di Indipendentia in Rep. Dom. e i comuni del Corleone e dell’alto Belice, quale console onorario generale per la Sicilia con sede a Palermo dal Presidente della repubblica Dominicana (Caribe ) S.E. Meija.

Sul versante della legalità, sin dal 2003, è stata nominata Coordinatore Esecutivo con funzioni di rappresentanza su delega Presidenziale del Centro Internazionale documentazione sulle mafie e dell’Antimafia ( C.I.D.M.A.).

Il 2004 è un anno importante. Infatti viene designata Consulente giridico dell’ OUEN – Organizzazione per l’ Europa delle Nazioni – con sede c/o il Parlamento Europeo in Bruxelles per i rapporti con il Comitato delle Regioni in Parlamento Europeo. E ancora viene nominata Consulente per la internazionalizzazione per le politiche dell’Assessorato alla Cooperazione Commercio Pesca e Artigianato della Regione Siciliana ed, inoltre, viene designata quale Presidente del Consorzio terre di Sicania export , partecipato da 112 aziende e 21 comuni siciliani – finalizzato alla promozione per commercializzazione del prodotto siciliano di eccellenza da assimilarsi a bene culturale della regione siciliana .

Sempre nello stesso anno 2004 viene designata Consigliere di Amministratore del Consorzio Terre di Corleone e dell’Alto Belice unitamente alla provincia di Palermo , Comune di Corleone, Camera di Commercio di Palermo , Assessorato alle politiche agricole della Provincia di Palermo , Ente Sviluppo Agricolo (ESA).

Nel 2005 poi viene poi designata consulente legale della Ontario Confederation Of Sicily con sede in Toronto – Canada per i rapporti con la Regione Siciliana e viene indicata come referente in Sicilia dalla camera di Commercio Italo canadese dal Presidente della Camera di Commercio di Montreal – Canada -. Ed ancora, con decreto regionale Sicilia dalla Giunta regionale Sicilia, viene nominata Commissario Straordinario per il risanamento dell’Ente Fiera del mediterraneo – Palermo, ed ancora viene nominata componente il Coordinamento di Presidenza di FAREAMBIENTE Sicilia con delega agli Affari Legali ed infine membro del Legal Bureau della ENTEXCO Enterprise Low and Consulting Ltd ; ed ancora viene designata componente l’ufficio legale per i diritti degli immigrati dell’associazione di diritto internazionale “Nessuno Tocchi Caino” con sede in Milano – Palazzo delle Stelline -; ed ancora viene designata componente e membro permanente della V Commissione per le pari opportuinita’ e per la Tutela dei diritti delle Donne dell’Organizzazione internazionale COPPEM – Sicilia/Cairo ; e da ultimo ma non ultimo viene chiamata a collaborare con l’organizzazione l’Altra Sicilia Antudo di Bruxelles per la Tutela dello Statuto Siciliano.

L’anno 2005 sarà l’anno in cui conoscerà a fondo le realtà dei siciliani nel mondo e i rapporti delle regioni come la Sicilia con il Parlamento europeo e le commissioni di Bruxelles. Da settembre 2005 a febbraio 2006 promuoverà in giro per l’Europa e in Canada (dicembre 2005) il diritto al consumo del prodotto siciliano d’eccellenza da parte delle comunità siciliane all’estero.

Sul fronte poi dell’attività promozionale dei rapporti tra i soggetti e la diffusione e veicolazione della cultura sia giuridica che generale sin dal 1992 è stata promotrice e soggetto organizzatore di diversi convegni e seminari con a tema problematiche di studio attinenti l’economia e il diritto . Ha scritto e pubblicato diversi articoli attinenti al settore economico finanziario e normativo di settore della Regione Sicilia per il giornale Milano Finanza Sicilia e Italia Oggi e brevi saggi ed interventi su riviste di settore su questioni giuridiche.

Instancabile, dal 2003 ad oggi, si è occupata intensamente della diffusione della tutela, protezione , difesa e valorizzazione del prodotto di eccellenza siciliano e in particolare dello sviluppo, promozione , e valorizzazione internazionale del prodotto siciliano nel mondo e presso le comunità siciliane con sui è costantemente in contatto e per tale attività ha organizzato mostre internazionali e europee anche presso le prestigiose sedi del Parlamento europeo a Bruxelles e il Parlamento europeo a Strasburgo.

Infine in questi ultimi anni dal 2009 ad oggi è stata nominata responsabile a contratto del Legal Bureau della società Corte Medicino Spa nel settore turistico e della società SICANART spa nel settore real estate, ed ancora , dal 2011 è Coordinatore nazionale del Congresso nazionale dell’ UNIONE CATTOLICA ITALIANA ed è stata designata membro del lega Bureau dell’ Organizzazione Internazionale “Enterprise Foreign Relationship Sicily/Gozzo” per i rapporti tra l’isola di Gozzo della Repubblica di Malta e la Regione a statuto speciale Sicilia della repubblica italiana.

Nel corso di tutti questi anni i meritati successi sono stati seguiti ed accompagnati dalle solite manifestazioni di invidia ed intolleranza per i risultati conseguiti. Ma d’altro canto chi non ha nemici non ha onore e le ferite parlano per il nostro coraggio, l’importante è resistere appena un attimo in più del tuo antagonista.


Foto: www.giovannalivreri.wordpress.com

Ma chi sono i “POTERI FORTI”? Di: Sergio Benvenuti

“…Tutto viene misurato con dei numeri, non c’è posto per i dipendenti e per le loro famiglie, per l’indotto creato nei territori dove operano le aziende, l’importante è solo raggiungere dei numeri obiettivo sui quali i responsabili (CEO) sono misurati….” S.Benvenuti

Foto: www.giovannalivreri.wordpress.com

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Il commento di Sergio Benvnuti al precedente articolo di Paolo Andrea Sanesi (LEGGI)


Caro Paolo, ti faccio i miei complimenti per la lucida analisi della situazione della democrazia in Italia, che forse possiamo allargare anche agli altri paesi cosiddetti avanzati.

Purtroppo la politica (intesa come classe politica e partiti) è letteralmente venduta al potere economico che ne condiziona la nascita, la vita e la morte. Ne deriva in primo luogo la necessità di ridurre il numero dei partiti e quindi di leggi elettorali che escludano le minoranze. Finanziare 2 o 3 partiti per condizionarne l’operato è più facile che farlo con 10 o 15. Il bene comune riveste solo un’importanza residuale mentre quello che importa è fare gli interessi specifici di chi finanzia i partiti ed i propri esponenti. Purtroppo la classe politica subisce il potere economico che del resto si sceglie le persone giuste che lo possano rappresentare al meglio. Ma chi è il fantomatico POTERE ECONOMICO o POTERE FORTE? Io da molto tempo, come osservatore e operatore dei mercati finanziari, mi sono fatto una tesi che poi ho ritrovato qualche anno fa nel libro “Con i soldi degli altri” del sociologo Prof. Gallino (Luciano credo) recentemente scomparso. E’ la borsa con il suo funzionamento che condiziona tutto e tutti, in particolare sono gli investitori istituzionali (gestori di fondi, assicurazioni, pensioni ecc.) che necessitano di avere ogni anno un rendimento sempre maggiore. E’ la necessità di questi rendimenti che porta alla guida delle multinazionali persone senza scrupoli che seguono delle regole inflessibili per poter compiacere a questi investitori che pur non avendo la proprietà delle società sono in grado di condizionarne l’operato solo minacciando un loro disinvestimento che causerebbe un calo del prezzo di borsa della società stessa.
Tutto viene misurato con dei numeri, non c’è posto per i dipendenti e per le loro famiglie, per l’indotto creato nei territori dove operano le aziende, l’importante è solo raggiungere dei numeri obiettivo sui quali i responsabili (CEO) sono misurati. Da qui ne conseguono ad esempio i tagli occupazionali, le delocalizzazioni, i falsi in bilancio, eccetera.
Per ottenere questi numeri spesso vengono richieste ed ottenute delle leggi che all’apparenza non interessano a nessuno ma che permettono di “taroccare” i bilanci o di eludere le tassazione ad uso specifico delle grandi imprese quotate. Si potrebbero fare innumerevoli esempi di leggi ad hoc per avvantaggiare questa o quella categoria di imprese. Il discorso è lungo se ne potrebbe parlare a non finire ma purtroppo dobbiamo fare i conti con questo stato attuale delle cose che è veramente difficile da scardinare. Solo Papa Francesco con la sua autorevolezza, determinatezza e popolarità ci sta fornendo un grimaldello molto importante, ma è chiaro che c’è bisogno di una vera e propria rivoluzione dal basso. La rivoluzione potrebbe voler dire cambiare i nostri comportamenti anche di consumo oltre all’acquisizione della consapevolezza che è la cittadinanza che deve governare l’organizzazione della società in funzione del bene comune.
Grazie Paolo per i tuoi approfondimenti che fanno discutere e pensare.
Sergio Benvenuti

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