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Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: settembre 2015 (Page 1 of 9)

auzzi

Che succede nel settore EDILIZIA PUBBLICA del COMUNE di PRATO? Di: Giancarlo Auzzi

auzziGiancarlo Auzzi

“Ho lavorato per circa 30 anni in copisteria e in tutti questi anni ho conosciuto nel settore edilizio tante persone titolari di aziende,
con alcuni che sono di Prato o zone limitrofe sono in contatto anche per il fatto che passeggiando in città ci vediamo spesso,
quindi mi contattano disperati ( sapendo anche i miei trascorsi di una legislatura in consiglio comunale ) per sapere come possono fare per incassare ( fatture anche datate ) le loro spettanze,
io purtroppo non so cosa rispondergli anche perchè sono un cittadino comune come tutti,
per quello che mi hanno detto il problema maggiore viene dal settoere EDILIZIA PUBBLICA,
se non sbaglio esiste una legge (D.L.G.s. 192- 2012 ) che dice,
le Pubbliche Amministrazioni devono erogare i pagamenti delle fatture entro i 30/60 giorni di tempo,
ma il/la dirigente del suddetto settore è a conoscenza di tale decreto legge se si il perchè di cosi gravi ritardi,
perchè poi cosi facendo si portano i cittadini anche a gesti estremi ( come è successo a quell’imprenditore di Campi Bisenzio) e l’assessore di competenza ne è a conoscenza,
se si allora non interviene rimuovendo anche il/la dirigente stessa se non ritenuta capace di svolgere tale servizio,
e pensare che questo/a dirigente è pervenuto/a a Prato nell’era della giunta di centro-DESTRA,
che schifo,
sicuramente una cambiale politica.”

Il Sindaco di Prato Matteo Biffoni ed il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - Da chi siamo governati?..

Rossi e Biffoni continuano a prendere per i fondelli i pratesi Di: Aldo Milone

Calo dei reati e regolarizzazione di aziende cinesi: possiamo davvero festeggiare?

Stretta di mano tra il Sindaco Matteo Biffoni e il Presidente Enrico - Entrambi d'accordo sul trattamento da riservare ai pratesi

Stretta di mano tra il Sindaco Matteo Biffoni e il Presidente Enrico – Entrambi d’accordo sul trattamento da riservare ai pratesi

Biffoni una settimana fa diceva che i reati erano in calo. Io risposi che la sicurezza di una città non si misura dal numero dei reati ma dalla loro intensità e tipo. Purtroppo ha le idee poco chiare. Dissi anche che molti furti di biciclette non vengono neanche più denunciati come gli scippi soprattutto ai danni di cinesi e i furti in appartamento se non sono stati portati via oggetti di valore. Lui, purtroppo, ha sempre capito poco in materia. A questo posso aggiungere un episodio, non denunciato, capitato ad una coppia cinese ieri sera che è stata rincorsa per essere scippata. Questo episodio mi è stato comunicato, pensate un po’, da un ragazzo cinese, cittadino italiano, che ha avuto più fiducia in me che nel sindaco Biffoni. A questi episodi bisogna aggiungere il furto di un motorino scarabeo, avvenuto ieri pomeriggio in via del Ceppo Vecchio, ai danni di una ragazza che era a studiare in biblioteca.
Non bastasse, ha poi ha dichiarato al quotidiano la Nazione che la Questura non verrà toccata a seguito dell’accorpamento della Prefettura di Prato a quella di Pistoia. Sono sorpreso che un sindaco, che ha fatto anche il parlamentare, non conosca o non legga in maniera approfondita il Decreto del Presidente della Repubblica nel quale si parla chiaramente della soppressione di 23 Prefetture e 23 Questure. In queste 23 c’è ovviamente anche Prato. Continua a prendere per i fondelli i pratesi. Meno male che un noto e storico dirigente dell’ex Partito comunista e poi del Pd, intervenendo sempre sulla Nazione, ha richiamato i politici nazionali e locali sull’argomento, ovviamente i suoi, affermando tra l’altro “ma i nostri politici vogliono bene a Prato o sono supini al volere altrui?” Con questa frase credo che abbia detto tutto.
Forse però la vera perla del giorno, sono i toni enfatici con cui si annuncia che, secondo i risultati presentati in Provincia, in un anno hanno avviato, ripeto “avviato” (!!!), il processo di regolarizzazione 41 aziende cinesi su 5.000 ditte presenti sul territorio. Possiamo ritenerci soddisfatti perché, facendo una media e se tutto va bene, tra 120 anni abbiamo eliminato di sicuro l’illegalità cinese. Io mi vergognerei a sbandierare questi numeri: la Regione ha speso 13 milioni di euro per l’assunzione degli Ispettori per ottenere questi risultati. Il Presidente Rossi sta tagliando quasi tutte le prestazioni sanitarie mentre ha sprecato 13 milioni di euro per ottenere quasi il nulla. Quanti milioni di euro buttati al vento dal nostro esimio Presidente della Regione Rossi. Però bisogna dire che li sta recuperando facendo tagli alla sanità e facendo pagare quasi tutte le prestazioni sanitarie.
Da oltre un anno continuo a dire i controlli efficaci possono essere solo quelli affidati ai Gruppi interforze, dei quali però si legge sempre più raramente.

A Prato non tutte le discariche sono uguali Di: Francesco Fedi

Mentre a Viaccia si esegue il sequestro di un’area privata di 450 mq., dopo mesi alcuni ettari di terreno a Santa Lucia continuano ad essere invasi da rifiuti

La Discarica sulla Strada Regionale SR325

La Discarica sulla Strada Regionale SR325

Tra le notizie del giorno leggiamo di un  intervento della Polizia Provinciale che ha messo sotto seguestro un’area privata, di 450 mq. circa, dove un privato aveva realizzato un’atività di discaria abusiva di rifiuti: oltre agli ormai  immancabili SCARTI di rifiuti da fibre tessili, riposti in balle e sacchi, nella località di Viaccia, si scaricava anche residui in ferro, legno, vetro e apparecchiature elettriche dismesse.
A seguito di una segnalazione a da parte di cittadini, che ha reso possibile l’intervento, per il responsabile, (un cittadino italiano), è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica, nel pubblico encomio dei media locali per l’impegno del  Corpo di Polizia Provinciale “…al contrasto dell’illegalità, con particolare riferimento alla gestione ed al traffico illecito dei rifiuti…”.
Santa lucia 3Un impegno che non si ha motivo di mettere in discussione, ma che ci induce alla domanda sul otivo per cui una ben più vasta area in Loc. Santa Lucia, lungo la Strada Regionale 325, alcuni anni fa  utilizzata come cantiere per i lavori eseguiti sulla stessa strada, pur trovandosi in situazioni  non dissimili, non sta andando in contro alle medesime sorti.
Anche nel caso di Santa Lucia, non sono mancate Santa lucia 2le denunce dei cittadini, come provato dall’esposto di cui di seguito si riprota il testo integrale (vedi sotto).
Forse a Prato non tutte le disariche sono uguali? O la differenza la fanno i soggetti proprieatri dei terreni?
Forse a Santa Lucia c’è qualche intoccabile cui non si deve arrecare troppo disturbo nella sua attività illegala?…
Tutte domande e insinuazioni molto pretestuose, ma dal momento che ai cittadini del posto viene da farsele, sarebbe buona cosa che qualcuno fornisse adeguate risposte.

WP_20150305_14_53_44_Pro-705301Di seguito il testo integrale dell’esposto oggi inviato VIA PEC il giorno 05/03/2015 alla Procura della Repubblica di Prato.
______________________________________________________
ALL’ECC. MO  PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI PRATO
Atto di esposto e di  contestuale denuncia-querela
Il presente atto ha quale scopo di porre all’attenzione di questo Ecc.mo Procuratore della Repubblica  accadimenti che si inseriscono nell’ambito di una vicenda personale, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza di specifici fatti dedotti.
Tanto premesso, si informa che da alcuni anni in Località Santa Lucia di Prato, nei pressi della Via Bologna, all’intersezione con la Strada Regionale 325, dove da questa si distacca una viottola sterrata che conduce al civico n°358 della detta Via, all’interno di un terreno ubicato tra le dette vie e la sponda destra del Fiume Bisenzio, è installato un cantiere stradale occorso per la costruzione del tunnel, che oggi costituisce variante al percorso alla strada di regionale sopra menzionato.
I lavori sono da tempo ultimati ed il cantiere, dotato di recinzione ma per lunghi tratti completamente divelta e riversa al suolo, si presenta in totale stato di abbandono, con l’aggiunta che da qualche tempo si è notato che il cancello d’ingresso, in prossimità della SR325,  è privo di idonei accorgimenti di chiusura e che si presenta completamente aperto ad ogni ora del giorno. Presente, apparentemente anche un secondo cancello, lato Bisenzio, anch’esso completamente divelto.
All’interno, è stato notato il progressivo accumularsi di grossi sacchi di nylon nero, presumibilmente contenenti rifiuti o altro materiale di scarto, bidoni, silos e cisterne di metallo, pannelli di cartongesso (o similari), un frigo o distributore di alimenti e bevande, una cassettiera in legno  oltre che materiali da costruzione prefabbricati, strutture ed attrezzature varie , un box container, ex-ufficio o spogliatoio allora in uso al cantiere,  come documentato dalle immagini fotografiche inviate in allegato.
Per questi motivi, appare opportuno che:
*Sia tempestivamente eseguito il sequestro dell’area interessata dell’attività di cantiere;
* Siano individuati i soggetti responsabili della suddetta situazione e, se effettivamente riscontrato che trattasi di abbandono di rifiuti, anche legato ad attività lavorativa eseguita da impresa o ente, siano questi contestati l’illecito penale di cui agli art. 192 e 256 L.152/2006;
* Sia verificato se oltre alla problematica relativa all’abbandono di rifiuti, la situazione presente sul posto possa anche qualificare il reato di creazione di discarica abusiva, e ciò, a quel punto, tenuto conto dei considerevoli quantitativi di rifiuti presenti sul posto, eventualmente qualificabili anche come rifiuto pericoloso, nel caso sia accertabile la permanenza di questi da un tempo superiore all’anno, (giusto il termine in ultimo indicato anche dal Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205);
* Siano avviata ogni indagine ambientale del caso, estesa almeno a tutta l’area del cantiere, volta ad accertare sversamenti nel terreno o più in generale contaminazioni di varo genere, anche nelle zone
circostanti il sito, con particolare riferimento alle falde acquifere ed alle acque del vicino Fiume Bisenzio;
* Sia emesso, se dovuto, l’ordinanza di bonifica, provvedendo inoltre, nel caso di mancata  individuazione del responsabile o siano previste le opere di bonifica da realizzarsi a cure dalle Amministrazioni competenti (art. 250, L.152/2006), con istituzione sul fondo interessato di privilegio speciale immobiliare, a tutela del credito per la bonifica e la qualificazione degli interventi relativi come onere reale sul fondo stesso, onere destinato pertanto a trasmettersi unitamente alla proprietà del terreno (art. 253, L.152/2006).
In ultimo, con l’occasione si rivolge istanza d’avviso, ex-art. 406 c.p.p., in caso di richiesta di proroga delle indagini preliminari ed ex-art. 408 c.p.p. in caso di richiesta di archiviazione.
Con Osservanza.
Meetup134/M5S-Prato
Quando vincono i burattini.

A Prato ha vinto il partito della spesa pubblica e delle clientele Di: Vittorio Lana

In cinque anni di Giunta Cenni, ripulito il bilancio di quasi 50 milioni di residui per crediti inesigibili e costituiti Fondi rischi prima inesistenti

Quando vincono i burattini.

Quando vincono i burattini.

 

Da: www.tvprato.it

Patto di stabilità, il Comune di Prato “cede” 8 milioni ad altre amministrazioni. Vaiano beneficia di 256 mila euro

 “Il Comune di Prato “cede” 8 milioni di capacità di spesa. Il Comune di Vaiano beneficia di quasi 256 mila euro. Sono i due municipi pratesi coinvolti nel patto di stabilità orizzontale della Regione, che ha chiesto alle amministrazioni comunali di fare una ricognizione della capacità di spesa di qui a dicembre. Il patto di stabilità nazionale impone a Comuni ed enti locali, ogni anno, di non spendere oltre un certo tetto, anche se i soldi in cassa ci sono. C’è chi avrebbe bisogno di spendere di più o per lo meno di anticipare una spesa, per completare un intervento urgente, e c’è chi ad un certo punto dell’anno realizza invece che spenderà di meno, ma avrebbe magari la necessità di poter spendere di più gli anni successivi.

In Toscana sono soltanto nove i Comuni che quest’anno hanno ceduto una quota dei loro spazi finanziari, per un totale di 35,1 milioni. Prato, con gli 8 milioni messi a disposizione di altre amministrazioni, è al terzo posto, dietro soltanto a Scandicci – che ha una capacità di spesa non utilizzata di ben 20 milioni – e Arezzo (tre milioni). Il Comune di Prato recupererà il “tesoretto” in due tranche e potrà spendere 4 milioni di euro in più nel 2016 e altrettanti nel 2017. All’opposto, il Comune di Vaiano avrà una minor capacità di spesa, rispetto al tetto previsto per il 2016 di circa 128 mila euro (e altrettanti nel 2017)…”


 

Vittorio Lana.

Vittorio Lana.

A suo tempo, scrissi e riscrissi, ,che il bilancio del Comune di Prato, in cinque anni di Giunta Cenni, Ass. Ballerini, fu ripulito di quasi 50 milioni di residui passivi per crediti inesigibili, furono costituiti Fondi rischi sino ad allora inesistenti, estirpando con grandi sacrifici, il cancro che ancora affligge la maggioranza dei bilanci degli Enti locali. Di sicuro tutti quelli dei grandi capoluoghi amministrati dalla Sinistra. Riuscendo contestualmente a tenere l’aliquota IMU prima casa al minimo edittale, unico comune in Toscana con Pisa, oltre ad abbattere il debito complessivo 2009, da 135 a 102 milioni 2014. Il resto fu menzognera propaganda del PD. Devo rammentare, che persino il Collegio Sindacale, nella sua pur rispettabile autonomia, espresse valutazioni azzardate (rischi spese legali arbitrato Londinese e Fondo rischi su crediti) che rappresentai subito in Consiglio. Mi spiace ribadirlo ma furon prese a pretesto per alimentare la faziosità di esponenti politici in proporzione alla loro intelligenza e professionalità. Tuttavia, stravinsero le elezioni, Costoro, con l’agio immeritato di poter spendere e spandere un tesoretto di oltre 30 milioni (altro che buco) nel quinquennio. Con tutto le aliquote IMU e Tasi prima casa sono balzate ai massimi consentiti e l’indebitamento complessivo, invece di scendere sotto 100 mln come previsto per il 31/12/14 è tornato subito a crescere e di molto. Sicchè i Pratesi comincino pure a trovare qualcuno che alla prossima tornata, torni a ripulire quanto verrà nascosto sotto i tappeti dal Partito della spesa pubblica a gogo e delle clientele. Ove si ravveda, avvertitemi.

Peretola, sempre più l'Aeroproto delle menzogne

Nuovo Aeroporto di Peretola – Il DIBATTITO PUBBLICO è OBBLIGATORIO Di: Coordinamento Comitati/Associazioni Contro il Nuovo Aeroporto

Leggi, regolamenti e  IMPONGONO l’inizio di tale Processo Partecipativo sulla legittimità, ambientale e paesaggistica della Variante Parco Agricolo della Piana

Peretola, sempre più l'Aeroproto delle menzogne

Peretola, sempre più l’Aeroproto delle menzogne

Dopo l’intervento del Presidente Enico Rossi dello scorso 23 Settembre (LEGGI), ci eravamo lasciati dicendoci in attesa di quelal che sarebbe stata la risposta del Coordinamento Comitati/Associazioni Contro il Nuovo Aeroporto di Firenze. Come appunto ci aspettavamo, la risposta non si è fatta attendere e provvediamo a pubblicarla qui di seguito, specificando che trattandosi della trascrizione integrale di un documento di scarsa qualità, il testo manca di alcune parole risultate illeggibili e può essere viziato da letture difettose.

Come sempre, buona lettura.

Prato nel Mondo


 

Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana

Via G. Rodari, 14/16, Loc. Paperino – 59100 Prato (PO)

Email: [email protected]

Website: www.pianasana.org

Prato, 28 Settembre 2015-09-30

                                                           Al Presidente della Regione Toscana

                                                            Enrico Rossi

                                                           Al Consiglio Regionale

                                                           Della Regione Toscana

                                                           All’Autorità sulla Partecipazione

                                                           Della Regione Toscana

                                                           Dott. Giovanni Allegretti

                                                            Dott.ssa Ilaria Casillo

                                                            Dott. Paolo Scattoni

Inviata VIA PEC

                            E p.c.        Al Difensore Civico Regionale

                                              Dott.ssa Lucia Franchini

                                             Alla Commissione Europea

                                             Direzione Generale Ambiente

                                             Direzione D – Applicazione Governance

                                             ENV D 2

Oggetto: Variante al Pianto di Indirizzo Territoriale (PI) approvata dal Consiglio Regionale della Toscana con Delib. n.61 del 16/07/2014 pubblicata sul Boll. Uff. della Regione Toscana n. 33 del 20/08/2014 e Risoluzione del Consiglio Regionale n. 260 del 16 luglio 2014 pubblicata sul [boll. Uff. della Regione Toscana n.31 del 08/08/2014 – Processo Partecipativo / Dibattito Pubblico applicazione L.R. 46/2013.

Egregio Signor Presidente Rossi,

in base a quanto da Lei asserito lo scorso 23 settembre durante la seduta del Consiglio Regionale e riporta su organi di stampa riconfermando il suo diniego al Processo Partecipativo sulla Variante PIT, siamo nuovamente a chiedere l’attuazione del processo partecipativo ai processi di VIA/VAS, in applicazione della L.R. 46/2016, (Parte prima), nonché la Risoluzione del Consiglio Regionale n.260 del 16 luglio 2014 collegata, come ivi stesso si dispone, alla Variante 61/2014 al PIT.

  • Ai sensi della LRT 46/2013, la partecipazione all’elaborazione ed alla formazione delle politiche regionali e locali costituisce un aspetto qualificante dell’ordinamento toscano e configura un diritto dei cittadini, che lo Statuto Regionale impone in tutte le fasi di definizione, di attuazione e di valutazione delle decisioni che coinvolgono direttamente la qualità della vita e , quindi, dell’ambiente intero: suolo, acqua, aria, paesaggio.

a) salvi i casi regolamentati dalla normativa in materia di governo del territorio, il Dibattito Pubblico, sintetizzato negli isitituti referendari previsti dalla vecchia LRT 62/2007 (come m.i. ex lege 46/2013 cit è obbligatorio per tutti i piani regionali di previsione localizzativa relativi ad opere pubbliche nazionali,

b) Per tutte le opere previste che superano la soglia finanziaria critica di cinquanta milioni di Euro il dibattito pubblico sia attivato previa valutazione dell’Autorità regionale e dopo aver acquisito la disponibilità del soggetto privato a concorrere finanziariamente alla realizzazione del dibattito stesso;

c) per tutte le opere, pubbliche e private, superiori alla soglia di cinquanta milioni di Euro, l’Autorità, di propria iniziativa o su richiesta i altri soggetti, possa valutare l’opportunità di attivare il Dibattito Pubblico, acquisendo, in caso di opere private, la collaborazione dei soggetti promotori

d) per le opere pubbliche statali, nella quali la Regione è chiamata ad esprimersi, l’Autorità possa promuovere forme di Dibattito Pubblic, nei limiti compatibili con il rispetto delel procedure della legge statale;

Ciò premesso le rivolgiamo ancora una volta, nella Sua qualità di massima Autorità Responsabile del Governo del Territorio Regionale della Toscana, la richiesta di Processo Partecipativo relativo alla delibera 61/2014, visto che la Variante in essa approvata risulta esere in tutta evidenza  “strumento di variazione urbanistica sostanziale” dei “Piani Regionali del Paesaggio e del Parco Agricolo della Piana” ex ante alter vigentis . E’ palese ce il soggetto “Proponente” non possa essere la Regione Toscana e quindi anche “Soggetto” interessato a dover farsi carico del relativo processo partecipativo come detto nel Capo III e Capo IV della sopra citata LRT 23 novembre 2007, n. 62 [come m.i. ex legge 46/2013 cit.]

  • Rimarchiamo i “principi di detto Processo” den elencati anche sul sito della Regione circa i concetti ed i Criteri di Partecipazione, “Il Dibattito pubblico regionale, disciplinato dal capo II della legge regionale 46 del 2013, è “un processo di informazione, confronto pubblico e partecipazione “ su opere, progetti o interventi che assumono una particolare rilevanza per la comunità regionale, in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica”
  • Sotto la soglia di 50 milioni di Euro, spetta all’Autorità una valutazione sulla rilevanza regionale del progetto e sull’esistenza delle condizioni che rendano possibile o utile lo svolgimento di un Dibattito, mentre  nel caso in oggetto visto che si superano ampiamente gli importi menzionati per le iniziative pubbliche è d’obbligo il procrso partecipativo. Infatti la Varinte PIT come da Delibera Consiliare è una iniziativa pubblica , ivi incluso qualunque progetto presentato dal Privato ai sensi della Variante al PIT sopra citata, della conseguente e collegata Risoluzione del Consiglio Regionale n.260, sopra richiamata.
  • Il Dibattito non può riguardare interventi per i quali sia stato indetto referendu consultivo ai sensi della Legge Regionale 62 del 2007(“Disciplina dei referenduregionali previsti dalla Costituzione e dallo Sattuto”) e non può comunque svolgersi durante i 10gironi antecedenti l’elezione del Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta Regionale, E nel caso della citata Variante a PIT di cui a margine, non vi è stato dibattito alcuno né referendum.

Evidenziando che che sno ora venute meno anche le motivazioni ostative circa le tempistiche relative alle elezioni Regionali, rimarchiamo pure come la risoluzione n°260 del 16/07/2014, del Consiglio Regionale nel dispositivo…. Ritiene:

  1. che la Regione DEBBA accelerare la [illeggibile] dei progetti concernenti la qualificazione dell’aeroporto di Firenze Peretola, nell’ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale, ed UNA CONSULTAZIONE PUBBLICA  nelle forme più idonee alla partecipazione della cittadinanza, per favorire la corretaa ponderazione dei presupposti, dei contenuti progettuali, dei criteri e delle modalità della loro valutazione, nel rispetto dei tempi previsti dalle norme vigenti;
  2. che nel formulare il parere di propria competenza nell’ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale dei progetti concernenti la qualificazione dell’aeroporto di Firenze Peretola, la Regione Toscana DEBBA tenere conto anche degli esiti della consultazione pubblica di cui al punto precedente.

Rammentiamo che la Direttiva 2014/52/UE del 16 Aprile 2014 emanata dal Parlamento Europeo e del Comitato Europeo-ò quindi già ampiaente  in vigore in tutto il territorio Europeo, modificava la direttiva Europea 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati  obbligando il soggetto Proponente e quindi la Regione Toscana all’organizzazione di un apubblica consultazione popolare e Dibattito Pubblico.

O, forse da qualche parte – negli Uffici Regionali – si teme che il parere popolare dei diretti interessati possa contraddire la logica impositiva applicata dalla Giunta e dal Consiglio Regionale oggi in carica?

Ribadendo quindi che in base alle leggi, regolamenti, risoluzioni sopra enunciate non [illeggibile] più elementi ostativi per non ottemperare al quanto previsto, rimaniamo perciò in attesa di una sua presa d’atto e delel modifiche necesarie per l’inizio di tale Processo Partecipativo sulla legittimità, ambientale e paesaggistica della Variante Parco Agricolo della Piana.

Distinti Saluti,

Paolo Paolo

Gianfranco Ciulli

Coordinamento Comitati/Associazioni contro il Nuovo Aeroporto di Firenze

Si sono spente le luci sul forum di arte contemporanea! Di: Giovanni Acuto

 

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 Fabio Cavallucci e Matteo Biffoni

Si sono spente le luci anche sul forum di arte contemporanea preludio di “Synchronicity” interessante mostra con cui il comune di Prato vuol riverdire il museo di palazzo Pretorio. La mostra che vede accostate opere di Lippi e Donatello a quelle di Warhol e Fontana, si presenta come una scommessa appassionante. Lo stesso aggettivo non si può usare però per lo stesso forum che ha visto si la presenza di molte personalità, esperti e addetti ai lavori susseguirsi nelle tre sedi preposte, ossia Monash in palazzo Vaj, Metastasio e Palazzo Banci-Buonamici, ma la totale mancanza di pubblico ma soprattutto di artisti per una formula di confronto di per se restrittiva e ingessata da risultare noiosissima. Queste cose non le ho toccate con mano solo io ma pure il sociologo Aldo Ricci che sul Fatto Quotidiano ha scritto un elzeviro (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/28/nuovo-centro-pecci-a-prato-de-profundis-dellarte-contemporanea-italiana/2076293/) talmente velenoso che il mio in confronto somiglia a una caramella amara della Haribo. Oltre che a spesare con soldi pubblici esperti e artisti che sono rimasti comodamente a casa loro pur incassando la prebenda, Ricci punta il dito sull’enorme scatolone vuoto del museo Pecci, anche questo perennemente in cantiere aperto manco fosse un Creaf, che Cenni prima e Biffoni poi cercano di risollevare dalle secche stagnanti dell’arte contemporanea per giustificare le enormi perdite finanziarie del museo stesso.
L’apertura adesso è stata improrogabilmente spostata al settembre dell’anno prossimo, con tanto di promessa solenne da parte del presidente del museo Pecci nonché sindaco di Prato Matteo Biffoni davanti alla platea del forum al Metastasio. La mia speranza, da amante dell’arte, è che Biffoni riesca nel suo intento nonostante si tratti dell’ennesima bugia perpetuata all’indirizzo dei cittadini, perché tutto ormai dipende dalla regione Toscana, quella che detiene concretamente il museo e che nell’arco di un anno dovrebbe sborsare gli oltre 2 milioni di euro necessari al completamento. Utopia. Purtroppo la realtà l’ha fotografata il direttore del museo Pecci, Fabio Cavallucci, quando alla tre giorni del suddetto forum di importanza nazionale non ha visto l’assessore regionale Monica Barni evidenziando tutto il disinteresse  della Regione Toscana per il progetto. Tra chi promette e chi si dispera per la propria impotenza, tra chi partecipa svogliato e chi vorrebbe invece dare una scossa all’ambiente culturale, tra chi scrive meraviglie e chi enuncia il de profundis per l’arte contemporanea svetta il campanilismo di Firenze che ancora una volta se ne sbatte di Prato.

QUEL FURBETTO DI MATTEO.

Su Renzi, DOCUMENTI SHOCK dalla Guardia di Finanza Di: Giovanni Donzelli (FdI)

Una relazione inviata alla Procura di Genova mette nero su bianco le accuse sollevate dal Consigliere Regionale toscano sulla irregolarità del finanziamento

QUEL FURBETTO DI MATTEO.

QUEL FURBETTO DI MATTEO.

Da: http://giovannidonzelli.blogspot.it/

Sono costretto, mio malgrado, a tornare sulla vicenda dei debiti dei Renzi irregolarmente ripagati con fondi pubblici. Mi è arrivata una busta anonima con dentro dei documenti shock (vedi sotto). Tra i documenti che qualche generoso cittadino mi ha donato c’è una relazione della Guardia di Finanza alla Procura di Genova in cui si mettono nero su bianco le stesse accuse che ho sollevato io sulla irregolarità del finanziamento. In più si aggiunge la notizia, fino ad ora mai pervenuta nemmeno nelle risposte ufficiali alle interrogazioni, secondo cui in Fiditoscana accortisi delle irregolarità avrebbero prima sospeso e poi “inspiegabilmente” ripreso il pagamento dei debiti di famiglia dei Renzi.

Donzelli 1

Chi ha fatto ripartire l’erogazione dell’aiuto ai Renzi in Fiditoscana dopo che era stata sospesa? C’è un suggeritore del PD, del Governo o della Regione che ha fatto pressioni in Fidi per superare gli ostacoli che impedivano l’aiuto alla azienda fondata dai Renzi? Chi è il facilitassero?

Donzelli 2

Fidi Toscana il 30 ottobre 2014 ha ricevuto dal Fondo Centrale di Garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico, a copertura della garanzia offerta all’azienda Chil della famiglia Renzi, una cifra di 236.803,23 euro, ben superiore ai 34.951 euro che chiederà indietro la Regione. Dunque anche il governo Renzi, come ha annunciato di voler fare la Regione Toscana, deve attivarsi per recuperare i soldi pubblici con cui è stato coperto il debito dell’azienda poi fallita. E’ un dovere civile, oltre che morale, a cui Matteo Renzi siamo sicuri non vorrà sottrarsi.

 La Regione Toscana, in seguito alla risposta del governatore Rossi al “question time” dello scorso 23 settembre in aula, ha chiesto di fatto che la famiglia Renzi restituisca i 263mila euro di debiti coperti con una garanzia concessa da Fidi Toscana. Questo significa che la famiglia Renzi, tramite l’azienda Chil, ha tentato di truffare le istituzioni: grazie alle nostre denunce si avvia un percorso che dovrà riportare i soldi nelle casse pubbliche.

 

Marco Romagnoli ex Sindaco di Prato.

PARTECIPAZIONE, Biffoni come Romagnoli Di: Paolo Andrea Sanesi ed altri

Per la politica i cittadini, almeno quelli italiani, con le loro idee e le loro proposte, sono un problema, non una risorsa. Così autorefenzialità e dialogo ZERO, sono ordinarie modalità di governo

Marco Romagnoli ex Sindaco di Prato.

Marco Romagnoli ex Sindaco di Prato.

Pubblichiamo di seguito alcuni commenti all’articolo di Francesco Fedi dello scorso venerd’ 25 Settembre, sull’incontro tra comitati cittadini della sera precedente.

Buona Lettura,

Prato nel Mondo


“Dopo un lunghissimo periodo di silenzio e di lontananza, crediamo sia giunto il momento di incontrarci di nuovo per “raccontarci” le varie attività che molti comitati, gruppi, associazioni, ecc. hanno continuato a svolgere e per fare il punto sulle varie criticità del nostro territorio. Oggi più di sempre diventa fondamentale ritrovarsi e confrontarsi con spirito nuovo partendo dalle esperienze maturate in passato, valutando pregi ed errori. Molti in questi anni hanno portato avanti con grande impegno importantissime battaglie, molti di noi per problemi personali, per stanchezza o per frustrazione hanno abbandonato la “partecipazione attiva”. Comunque partendo da quel sentimento che sicuramente ci accomuna e che si fonda sulla nostra sensibilità civica, crediamo si possa iniziare una nuova stagione. Quella di ieri sera [giovedì 24/09, n.d.r.] è stata una bellissima serata davvero. Tantissime persone. Non mi sarei mai aspettato tanta “partecipazione”. Tante idee tanta passione tanto amore per il proprio territorio. Guardavo tutti quei comitati e pensavo: “che bella gente, che bella serata…”. Si penso proprio che avremo tanti altri momenti di confronto, di progettualità, di condivisione dei problemi…. tante altre belle serate. Grazie a tutti di esserci. Con buona pace dei servi sciocchi che per esistere si accontentano di recitare il ruolo di spie di partito.” Paolo Andrea Sanesi

“Anch’io sono rimasto sorpreso della partecipazione (la foto è stata scattata alle 24 quando erano andati via quasi tutti) ci sono veramente tante istanze non ascoltate dall’Amministrazione che ormai può essere considerata alla stregua della giunta Romagnoli per arroganza e mancanza di iniziative positive.” S.B.

” il “parametro Romagnoli” è pesante!!! Mi ricordo ancora quando ad un’assemblea pubblica a Tobbiana il Sindaco Romagnoli rispose ad un mio intervento dicendomi di stare zitta! Non dovevo parlare perché io ero di Casale e non di Tobbiana  È stato però anche l’unico a non essere candidato e ad aver spianato la strada alla storica sconfitta della sinistra a Prato…” C.G.

 

 

Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, sempre più detto "Il taciturno"

Biffoni e le risposte mancate Di: Giovacchino Pecini

A distanza di oltre 48 ore, ancora nessuna replica del Sindaco di Prato all’editoriale del direttore Piero Ceccatelli. Evidentemente Biffoni accusa il colpo ed ammette le proprie colpe  in silenzio…

Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, sempre più detto "Il taciturno"

Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, sempre più detto “Il taciturno”

BUONA DOMENICA di PIERO CECCATELLI, da “La Nazione” del 27/09/2015

IL SACCO DI PRATO – Alla festa per il secondo compleanno del nuovo ospedale di Prato si è avuta la conferma che i regali li ha avuti Firenze. Con l’istituzione dell’«Aslona» che sorgerà dall’accorpamento delle attuali aziende sanitarie il capoluogo potrebbe acquisire servizi dell’attuale nefrologia, mentre la spoliazione di dipendenti ha ggi à di fatto portato in dote a Firenze la diagnostica oncologica: scarnificata di personale, Prato fornisce in quel settore così delicato risposte in quattro mesi, mentre Firenze lo fa – anche per le nostre pazienti – in poche settimane. Meglio così, per carità, ma si tratta dell’ennesimo servizio che lascia la nostra città. In più, si è saputo che difficilmente verranno rinnovati i contratti ai precari diventati, di fatto, operatori in pianta stabile e che Prato non beneficia della mobilità fra Asl, cui invece attinge Pistoia. Ultimo punto, ma forse primo per importanza strategica e politica, fra poco sparirà la figura del vicecommissario, luogotenente dei territori in seno alla (grande Asl. Come dire: non ci sarà più un referente che rappresenti le aree nel nuovo organismo. Il rischio è diventare anche ufficialmente ciò che di fatto siamo da un pezzo: un posto di primo soccorso rispetto a Careggi, un’affollata appendice della sanità fiorentina. Vedremo se la Regione manterrà vivi i rappresentanti dei territori (tutti, non solo Prato) nella nuova grande Asl. LE VICENDE sanitarie si inseriscono nella spoliazione da tempo in corso dei servizi che la città ha conseguito negli ultimi vent’anni. La razionalizzazione delle Prefetture porterà al taglio della nostra, col rischio ben più grave che anche questura e presidio dei vigili del fuoco facciano la medesima fine.

A ROMA o a Firenze a nessuno viene in mente che possa esser Prato ad assorbire almeno alcuni uffici pistoiesi nel processo di accorpamento. No: prevalgono criteri borbonici di precedenze e popolazione. Contano anzianità e numeri, non i problemi.

E intanto potrebbe andarsene il tribunale. Qui i magistrati hanno mille fascicoli a testa. A Firenze si dice cinquecento. La soluzione è chiudere Prato e ingolfare Firenze, non spostare qui qualche toga da Novoli. Che a intercedere per Prato di fronte a Renzi sia solo il vescovo Agostinelli, è quasi un segno di resa: sfiduciati da chi ci rappresenta – in terra e nel territorio – proviamo anche con Dio, non si sa mai.

Non solo sanità e servizi dello Stato. Si danneggia una una città anche non curandone l’«apparato circolatorio», come fa Publiacqua. La rete idrica è un colabrodo, ma si tarda a turare le falle, tanto gli sprechi finiscono sulle nostre bollette e di rifare di sana pianta l’acquedotto non si parla.

E per contrappasso ci sono case dove l’acqua proprio non arriva. Se i passanti s’indignano (e spendono) a causa delle perdite in strada, gli imprenditori realizzeranno con soldi 
propri la «fognatura separata» per gli scarichi industriali. Publiacqua, come riferisce Dalila Mazzi presidente di Pro etto Acqua non contribuisce Publiacqua sta rinnovando gli organi: riusciremo a farci sentire?

PRATO è ormai una sorta di carciofo cui ognuno sottrae una foglia: la madre di questo effetto risale a quando la città perse la banca, rassegnandosi a un ruolo di sudditanza di cui martedì scorso è emerso l’aspetto ppiù paradossale: gli inquirenti che effettuano le indagini a livello nazionale non hanno perquisito un solo cassetto. Segno che qui non si decide niente di ciò che conta davvero. Eppure siamo il secondo territorio per volume d’affari della Banca Popolare di Vicenza. E la disgregazione perforo dello spirito maIapartiano del “purché se ne parli” dell’essenza pratese di dimostrarsi vivi al di là del bene e del male. Rischiamo insomma di trovarci una città più sguarnita nella sanità, la sicurezza, la giustizia, il denaro e perfino con problemi di acqua. E sulla testa aerei che possono portarci veloci in Russia e in medio Oriente. In realtà, avremo solo più bisogno di andare a Firenze e a Pistoia. Magari in tramvia.

Non so quanti hanno letto l’articolo di Ceccatelli apparso sulla Nazione cronaca di Prato di ieri che parlava del trasferimento o dell’accorpamento di vari servizi nella citta (verso Firense e/o Pistoia) e se qualcuno nn lo ha letto lo invito a farlo per avere un quadro esatto di dove stà andando Prato. Dopo averlo letto ho avuto l’impulso di inviare un messaggio al Sindaco Matteo Biffoni che probabilmente non ha preso in considerazione e che qui riporto (preciso che lo avrei inviato anche ad altro Sindaco – esempio: Cenni….questo al fine di evitare commenti dei soliti di parte!!): “Ho letto proprio oggi il contenuto dell’articolo di Piero Ceccatelli sulla situazione di Prato e non ho potuto fare a meno di ricordare l’importanza del rapporto diretto e la considerazione che tu dici di avere con Roma e mi chiedo se ci fai o ci sei…….capisco che a Renzi, Rossi e Giacomelli poco gli importa di Prato e penso, forse sbagliando, che faresti meglio a non rilasciare certe dichiarazioni anche perche’, e voglio essere buono, no penso che tu abbia il potere di opporre resistenza e, sempre se il contenuto dell’articolo risponde al vero, un sindaco messo in queste condizioni dovrebbe quantomeno salvare la dignità battendo i pugni sul tavolo e non assistere impotente allo “smantellamento” che stà avvenendo e /o al limite “riconsegnare le chiavi ai potenti di Roma” che se ne fregano di una città di oltre 200.000 abitanti. Mi aspetto che tu risponda all’articolo di Ceccatelli, in caso contrario conferma che quello che è stato riportato risponde a verità. Lo devi alla cittadinanza tutta e in particolar modo a quello che hanno “creduto” in te e ti hanno votato!!!!”Giovacchino Pecini
Museo Pecci di Prato (foto Angel Moya Garcia)

L’amaro destino del Centro Pecci Di: Vittorio Lana

Da Il Fatto Quotidiano, SONORE SBERLE per il  Sindaco Biffoni   sulla gestione del Centro Pecci.

Pubblichiao di seguito uno stralcio l’ articolo di Aldo Ricci del 28/09/2015 , con la collaborazione di Sabrina de Gaetano, pubblicato da  http://www.ilfattoquotidiano.it/ . A seguire, il commento di Vittorio Lana.

Museo Pecci di Prato (foto Angel Moya Garcia)

Museo Pecci di Prato (foto Angel Moya Garcia)

Nuovo Centro Pecci a Prato: De profundis dell’arte contemporanea italiana

Passato glorioso quello del Centro Pecci per l’arte contemporanea di Prato, oggi in profonda crisi di credibilità nonostante gli sforzi di rimanere il fiore all’occhiello di una città che ha perduto il primato industriale tessile ceduto ai cinesi.

Questa la ragione che ha spinto il Comune pratese a ricostruire di sana pianta il nuovo Centro Pecci al quale Elena Pecci, scomparsa pochi giorni fa, aveva donato il progetto che l’architetto olandeseMaurice Nio, poi trasformato in un fiammante disco… …la Regione Toscana si è limitata a finanziare con il contributo di diversi sponsor, e il solito gratuito aiuto di troppi giovani volontari, un mega forum inaugurato il 25 settembre scorso, alla presenza di Matteo Biffoni sindaco nonché presidente del Centro Pecci di Prato, e conclusosi ieri al limite dello scazzo tra i coordinatori comunque ospitati e pagati e qualche artista anch’esso saldato e molti nemmeno invitati…. …Lavori, svolti in contemporanea in tre sedi – al teatro Metastasio, alla Monash University e a Palazzo Banci Buonamici – intasate di addetti ai lavori ed esperti vari al di qua e al di là dei tavoli, nel deserto pressoché totale di popolo (in contrapposizione al concetto di pubblico), piccola folla medio-alto borghese con puzzette nasali annesse & connesse. Nel vuoto quasi pneumatico di artisti soprattutto tra i 42 tavoli d’ispirazione leopoldina, presieduti da un manipolo di coordinatori controllori composto da più di 400 esperti poco predisposti a cedere i microfoni, in un mood da commissioni studentili d’antan, i cui risultati politici confluivano nella quotidiana relazione serale al Metastasio, dominata da un asfissiante mix linguistico pseudo sociologico di sapore politichese a base di dialoghi costruttivi, intelligenza collettiva, fare rete, piattaforme strategiche di coinvolgimento, cultura della cooperazione, legittimazione contestuale, modalità condivise, sensibilità politica, monitoraggi incrociati, e soprattutto formazione e riformazione permanenti dell’artista, del critico, dell’operatore culturale, del collezionista, e addirittura del mecenate. Ovviamente nel più ampio contesto di formulazioni e riformulazioni rispetto alle consistenti problematiche emergenti. Per non dire poi delle criticità e rigidità subite dal pubblico a diverso titolo appartenente in senso ampio, o stretto o così-così, al noiosissimo mondo dell’arte con/temporanea che molti considerano già morto e sepolto, come riconosciuto da Gian Maria Tosatti quando, nei panni di partecipante a un tavolo mal moderato, ha ammesso: “Non c’è più niente da fare per l’arte contemporanea italiana. Auto-celebriamo la nostra inadeguatezza nei forum e ci va tutto bene”…. ….Così come ha cercato di denunciare l’artista Franco Losvizzero, brutalmente interrotto mentre stava leggendo una dichiarazione di cui riporto due brani… …“L’arte contemporanea non è cosa vostra ma cosa degli artisti. Il sistema dell’arte italiano oltre che imputridito è afflitto da malattia… e la malattia siete voi”.


Vittorio Lana.

Vittorio Lana.

Ma cosa ci si aspettava da una Governance, che a definirla cattopostcomunista sarebbe un insulto all’intelligenza ed alle migliaia di Cattolici e Comunisti veri, quando in nessun angolo del mondo contemporaneo, aggregati politici “Leopoldaw style” han combinato qualcosa di positivo nel mondo dell’arte e dell’economia, salvo incrementare paurosamente il debito pubblico e le proprie clientele. Questo esercito di novelle cariatidi di yes man radical chic, sta ad un Centro d’Arte Contemporanea come le truppe d’occupazione Napoleoniche stettero in bivacco nel Refettorio dell’Ultima Cena. Nulla di personale, intendiamoci, e non se ne abbiano a male se affermo che da tale location avrebbero dovuto tenervisi alla larga, per incompatibilità elettive, delegando in toto ogni funzione e programmazione a Personalità di alto profilo nel settore della critica artistica ed estetica più che della storia dell’arte. Voglio dire che Costoro, politicamente vincenti, si stanno facendo del male da soli, giacché, culturalmente son già vecchi decrepiti e figurerebbero meglio in un Museo, più che maneggiando all’interno della contemporaneità artistica.Ma s’è bello e visto che stonano pure con Palazzo Pretorio. Amaro destino, quello del Pecci, nel nuovo Star Trek che, per i natali e la sua stessa collocazione Pratese, avrebbe tutti i titoli per proporsi come autentico Centro propositivo, di ricerca e aggregazione delle arti contemporanee dell’area Mediterranea, in aperta competizione con le analoghe più recenti strutture Parigine e del Guggenheim di Bilbao. Prato per la sua storia e per la sua contemporaneità, lo meriterebbe, appieno. Invece, per ora, si deve accontentare di cotanti attori e di avere una struttura d’interesse Regionale: figuriamoci. Per chi e per cosa, non è dato sapere. Forse non lo sà nemmeno Rossi, promotor del Teatro Era di Pontedera e declassatore del prestigioso Metastasio, a teatro da strada…

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