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Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: giugno 2015 (Page 1 of 11)

Corsi e ricorsi. Di: David Elmutter

"SPACCATA" IN CENTRO. E BIFFONI? A ROMA NATURALMENTE.

“SPACCATA” IN CENTRO. E BIFFONI? A ROMA NATURALMENTE.

UN ASSESSORE ALLA SICUREZZA INSICURO E ASSENTE.

Prato-Molto spesso da queste pagine abbiamo parlato di corsi e ricorsi storici, in molti ci hanno preso in giro domandandoci dove mai vedessimo tutti questi ricorsi. Oggi prendiamo al volo le parole di Aldo Milone che mette in risalto l’abbandono in cui versano le periferie della città. Abbiamo buona memoria e ricordiamo molto bene quando lo stesso problema veniva addebitato all’allora assessore Milone con in più accollandogli anche l’insicurezza del centro cittadino. Oggi Aldo Milone, benché relegato all’opposizione, può sciacquarsi e risciacquarsi la bocca con il mancato adeguamento della sicurezza immaginato dalla sinistra non solo nelle periferie ma anche nel centro cittadino. Con Milone avevamo un buon assessore alla sicurezza, senza bacchette magiche e senza l’appoggio di quelle sinistre che si facevano ampio vanto di poter risolvere i problemi. Oggi non abbiamo nessun assessore alla sicurezza, se non un ombra, vacua e intangibile, i problemi vanno giornalmente amplificandosi e non solo nelle periferie ma anche nel centro città e dunque Aldo Milone può permettersi di sorridere nel ricordare le parole della signora Bugetti, che invitata ad un faccia a faccia pubblico si rifiutò con la scusa di non voler rivelare al centro destra come la sinistra avrebbe risolto i problemi. Facile oggi intuire che la sinistra non aveva progetti, non aveva niente come niente ha oggi. E questi sono i corsi e ricorsi storici, che tradotti altro non significano che: “Una volta corre il cane e l’altra la volpe”.

E le periferie? Di: Aldo Milone

ALLA SICUREZZA CI PENSEREMO NOI. (ILARIA BUGETTI)

ALLA SICUREZZA CI PENSEREMO NOI. (ILARIA BUGETTI)

ABBIAMO NOI IL SISTEMA PER RIPORTRE LA SICUREZZA A PRATO (Ilaria Bugetti)

Prato-Oltre al centro, dove sono concentrate forse l’80% delle Forze di Polizia e soprattutto della Polizia Municipale, ci sono le cosiddette periferie, che sono dei Comuni medi per numero di abitanti, le quali sono quasi sguarnite. I raid notturni di qualche notte,

ALDO MILONE (PL%S)

ALDO MILONE (PL%S)

fa che hanno portato alla rottura di vetri di diverse auto, i furti e lo spaccio di sostanze stupefacenti sono l’esempio lampante del loro abbandono da parte del Sindaco Biffoni. Eppure in campagna elettorale Biffoni aveva promesso di riportare i vigili nelle ex circoscrizioni. Ennesima promessa elettorale disattesa, l’elenco sta diventando lungo. I residenti delle circoscrizioni li stanno ancora aspettando, forse farebbero bene a rivolgersi alla nota trasmissione televisiva ” Chi l’ha visto? “.

“Vergogne pratesi – Il Parco della Rimembranza: quando la società dimentica e prende campo il cretinismo di regime” di Francesco Fedi

IL DEGRADO DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA

IL DEGRADO DEL PARCO DELLA RIMEMBRANZA

UNA SINISTRA SENZA MEMORIA, DA SEMPRE.

  Prato-Cento anni sono un tempo davvero lungo. Cento anni sono un secolo. A Prato 70 di questi sono stati governati dalla sinistra. Non una qualsiasi, ma quella che ha capito l’importanza per un regime di garantirsi il controllo di masse lobotomizzate ed intere generazioni di cretini.

Un progetto complesso, sviluppato ed articolato in periodi e fasi. Un capitolo di questo è dato dalla cancellazione dell’identità e della storia. Un progetto attuato al grido del “SIAMO COMPAGNI”, che altro non avrebbe voluto dire “SIAMO TUTTI DEFICIENTI ALLO STESSO MODO”.

Oggi serve prendere in esame un episodio ben preciso: Il Parco della Rimembranza.

Di tratta di quel grande parco, quel boschi dagli alberi altissimi, che vediamo spuntare da dietro quell’alto muro in pietra che, percorrendo la Via Roma si incontra, nel tratto terminale del suo percorso, sul lato Ovest, verso Poggio a Caino. Dietro quel muro, c’è appunto il Parco della Rimembranza.

Ho detto “Cento anni sono un secolo” e non è stato un caso, visto che il 1915, 100 anni fa, è l’anno in cui l’Italia deciderà di prendere parte alla Grande Guerra.

Questo richiamo però ci serve più che altro per parlare della fine di questa e dei suoi caduti. In particolare di quelli pratesi, che in questo parco sono ricordati.

Arriviamo dunque al 1922, quando il sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Dario Lupi, propose di di realizzare in tutti i comuni italiani un Parco o un Viale della Rimembranza, per ricordare e onorare i caduti di quella guerra mondiale, la Prima Guerra Mondiale, dedicando ad ognuno di essi un albero.

 A Prato, questo inizialmente avvenne a San Giusto, dove ancora oggi esiste il Viale della Rimembranza.

Poi però l’Opera Nazionale Combattenti, con lo scopo di reinserire nel mondo del lavoro i reduci, aveva ottenuto l’uso della tenuta delle Cascine Medicee, che in quella zone si estende sulle due sponde dell’Ombrone. Così anche l’Opera Nazionale Combattenti volle realizzare lì un proprio parco, trasformando (sembra) la macchia alberata in bosco ad alto fusto e piantumando alcuni pini, nei pressi dei quali vennero anche apposte delle targhe con i nomi dei caduti.

Forse la causa di questa situazione è la circostanza che il boschetto non fu il parco della Rimembranza di Prato e neppure quello di Poggio a Caiano, visto che fu voluto e realizzato da un associazione estranea agli enti locali e fiancheggiatrice del fascismo.
Tuttavia risulta difficile capire come un’area verde a poca distanza da aree abitate sia lasciata chiusa da una rete e inutilizzata.

All’interno del parco vi era anche la cosiddetta “Casina Svizzera”, episodio di architettura unico nel suo genere in zona, oggi ridotta a un rudere ripugnate. Stessa identica sorte per il Parco: le targhe sono sparite e il parco stesso è inutilizzato e in completo abbandono, una selva invasa da infestanti.

Una delle tante vergogne pratesi. LA colpa di quello che fu un vero splendore, sembra risiedere nel fatto che si trattasse di un qualcosa voluto da un ente che durante il ventennio conobbe alcune riforme dello statuto, che fecero sì che lo stesso divenisse uno dei massimi fautori delle Bonifiche agrarie eseguite nel periodo fascista, una su tutte quella dell’Agro Pontino, vero vanto del regime.

Nel secondo dopoguerra, l’ONC beneficiò della gestione di vasti comprensori agricoli grazie alla riforma agraria del 1950, prima di essere definitivamente soppresso con il D.P.R. n°616 del 24/07/1977.

Dunque quel Parco, per i tanti politici pratesi che si sono succeduti su poltrone e strapuntini, qualche parco “sapeva di fascismo” e peggio ancora richiamava a quel “fascismo dal volto sociale”, che aveva il suo fondamento nelle radici socialiste del Duce.

 

Una presenza imbarazzante, che chiedeva di essere cancellata. Così è stato. Così la sinistra pratese ha cancellato la memoria dei caduti della Grande Guerra, che erano solo dei poveri ragazzi, pressoché ventenni, artigiani e contadini.

Una sinistra di minorati e di complessati ha voluto che tutto questo accedesse.

Rispetto al Regime Fascista, che nelle nostre città e nei nostri borghi, la cancellazione della storia l’ha provocata con le “demolizioni fasciste”, la sinistra è stata più furba: ha lasciato che il tempo, le intemperie e l’oblio, facessero semplicemente i suo corso…. …e viene una domanda, per tornare a tempi a noi assai più vicini quale “ALTRA STORIA” puo’ nasce da QUESTA STORIA ?…

(Un ringraziamento particolare all’Arch. Salvatore Gioitta e al suo lavoro, per l’articolo pubblicato sul suo blog:

Una oscena mistificazione: il Forteto. Di: Vittorio Lana

IL "GURU" DELLA SINISTRA. FIESOLI.

IL “GURU” DELLA SINISTRA. FIESOLI.

Prato-Oramai da due settimane assistiamo alla oscena mistificazione della realtà interna alla cooperativa il Forteto di Vicchio (FI) ascrivendola ad un fattaccio di cronaca nera incentrato sulla condanna di Fiesoli e dei suoi accoliti, accusati di ogni nefandezza e violenza sui minori loro affidati dal Tribunale dei Minori e dai Servizi sociali.

Quanta vigliaccheria intorno a questa vicenda, emblematica espressione di un pezzo di cultura della sinistra, che abbraccia tutto il peggior 900 e sembra non voler tramontare.
Si è rincorso e non vuole ancora morire, a trent’anni dal disfacimento dell’Unine Sovietica, il mito dell’uomo nuovo comunista e di quá delle Alpi, persino le tragedie trasfuse nei racconti dei grandi scrittori Russi, capisaldi della letteratura del 900, come Leonidovič Pasternak (Nobel 1958) son restati inascoltati.
Razza di serpi: invece di recitare un collettivo mea culpa, la buttano sul “santone” Fiesoli e non bastassero i misfatti collettivi arrecati nell’indottrinamento delle nuove generazioni, dopo il fallimento delle loro sperimentazioni sulla pelle degli innocenti, insistono nel disfacimento della famiglia e rincorrono miti islamisti e d’intimismo orientale, per darsi ancora un tono progressista e radical chic.
Il tutto condito con sinistri zampini cattolici.

Da alcuni giorni, per contrastare il fenomeno dello scarico abusi di scarti tessili in città, ho lanciato l’idea dei GRUPPI DI CONTROLLO CASSONETTO. Di: Francesco Fedi

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Qualcuno mi ha chiesto il perché di una simile idea.

Prato-La situazione che sperimentiamo ha un nome bene preciso e si chiama “INADEGUATEZZA”. Ora la questione è: perché le istituzioni sono “INADEGUATEZZA”? Perché sono colluse? Perchè con gli organici a disposizione o si mette le persone al centralino a rispondere al telefono o di fanno gli interventi in strada?… Cerchiamo di affrontare la cosa senza pregiudizi, e lo dico anche se a me un politica che mi viene a raccontare che “I CINESI CONO UNA RISORSA” quando i controlli ci dicono che 4 imprese su 5 sono fuori regola, allora un po’ mi puzza. Ma lasciamo, perdere, e diciamo anche che sono io quello che è prevenuto. Dunque come si fa ad andare alla prova dei fatti? In questo gruppo ci saranno centinaia di post di persone che dicono “Continuo a chiamare i vigili ma non si è visto nessuno”… Dunque perché una dichiarazione come questa non fa colpo?… Perché ormai ci siamo assuefatti anche a questo, come ci siamo assuefatti a tanti fatti disdicevoli che oggi giorno ci passano davanti agli occhi. Vale a dire che se qualcuno ci dice che è crollato un ponte appena inaugurato, forse ci facciamo anche una risata sarcastica, ma se vediamo le foto o il video del ponte che si spacca, allora rimaniamo molto più colpiti. Questo è il succo della questione: se cominciamo a pubblicare foto, video ed e-mail di segnalazioni, se queste mostrano la flagranza del reato e se dimostriamo che basta appostarsi a 20 metri da un bidone dell’immondizia, mentre si conversa amichevolmente con un amico e si ascolta l’autoradio, per vedere una sequela di scarichi abusivi che avvengono con grande facilità e naturalezza, beh, allora la cosa cambia e l’impatto è ben diverso… Soprattutto lo è perché si mette a nudo che questa “attività d’indagine” la riescono a fare dei comuni cittadini senza alcuna preparazione e con dei mezzi molto rudimentali. Quindi alla domanda di prima cosa si deve rispondere? Ci sono delle collusioni, è carenza d’organico o c’è forse anche un terza spiegazione che adesso non mi viene in mente? La risposta è: ” ..E chi se ne fotte?!… Mettiamo il SISTEMA in condizione di dover risolvere il problema!..” e questa deve succedere perché se in rete cominci a girare un video che mostra qualcuno che dal civico n°7 di Via PINCO PALLO con un saccone in mano e lo va a scaricare il strada, allora dovrà pur arrivare il giorno in cui qualcuno con una divisa indosso, che sia della POLIZIA MUNICIPALE,del CORPO FORESTALE, o della GUARDIA DI FINANZA, si presenti a quella porta a suonare il campanello e vedere un pò quale bolgia si cela dietro quella porta (…con i vetri rigorosamente oscurati e telecamera a circuito interno rigorosamente installata all’esterno….). Questo anche nell’intento di coadiuvare gratuitamente e con puro spirito volontaristico, tutte quegli addetti dei corpi di polizia verso i quali, in primo luogo, dobbiamo avere grande considerazione e rispetto per il fatto di compiere un servizio davvero impagabile, operando in condizioni davvero inverosimili e vergognose per una nazione come l’ITALIA. Poi questo non risolve i problemi di organico, e siamo d’accordo, perché se non ci sono abbastanza uomini per andare a bussare a tutti gli usci che ci sarebbe da bussare, forse tutta questa pantomima non sarà risolutiva del tutto. In ogni caso serve per rendere tangibile come i cittadini siano consapevoli del problema, come si rendano conto che non c’è altra soluzione se non quella di attivarsi in prima persona. Come anche ci sia una politica incapace di dare risposte e quando, non si possa fare altro che darsi delle risposte da soli. Perché I CITTADINI SONO SOLI, LO SANNO ED E’  BENE CHE SI SAPPIA E LO SI TOCCHI CON MANO.

 

Allora succederà anche che chi continua a raccontarci la filastrocca de “I CINESI SONO UNA RISORSA”, bisognerà pure che cambi disco o almeno completi la frase specificando che così è “SOLO DAL MOMENTO IN CUI OPERANO IN CONDIZIONI DI PIENA LEGALITA’, PERCHE’ ALTRIMENTI SONO UN GROSSO PROBLEMA CHE RICADE SULLE SPALLE DI TUTTA LA COMUNITA’…”… .. E quando c’è un problema bisognerà pure che si affronti e che lo si faccia in modo adeguato. A distanza di oltre 20 anni dal presentarsi del fenomeno dell’ ILLEGALITA’? DELLE IMPRESE CINESI, siamo ancora a combattere per avere un politica responsabile che dia atto del problema, il che è il punto zero per pensare poi alle soluzioni. Una politica che si dimostra reticente dal farlo e che cerca di minimizzare ed abbuiare, perché è ben consapevole di aver completamente perso il controllo del territorio ed aver permesso il dilagare incontrastato del fenomeno. Poi ci sono le ipotesi di COLLUSIONI, ma questa, per usare un’espressione usata da un simpatico ragazzo pratese, è “UN’ALTRA STORIA”, che per giunta è anche tutta da dimostrare…


Figli dell’improvvisazione. Di: Massimo Cecchi

INERTI A CASALE.

INERTI A CASALE.

UNA GIUNTA IMPROVVISATA

Prato-Gli Swap, la contesa dura con Consiag Estra e tutto ciò che così eclatante non è, stanno portando prepotentemente alla ribalta una verità che in molti, con la mente non offuscata dal partitismo e dalle lacerazioni che questo comporta, avevano già avvertito in città. Questo Sindaco e questa Giunta non hanno nessuna capacità per governare Prato, ma forse neppure per governare, serenamente, un comune più piccolo e con meno problemi del nostro. Il tempo, grande maestro, porta alla luce tutto ciò che le vecchie giunte di sinistra avevano sbagliato per anni e anni. Un solo punto a loro favore, le loro decisioni sono perdurate anni e anni grazie a capacità politiche che oggi stentiamo a riconoscere negli attuali amministratori cittadini. Il centro destra, in particolare Cenni e alcuni uomini di sua fiducia, hanno messo chiaramente in luce alcuni errori o “Orrori” della sinistra e se Cenni avesse potuto ancora governare, per una volta supportato da una forza Italia meno assente e litigiosa, oggi non sarei a scrivere queste parole, forse ne scriverei altre contro il centro destra ma solo per spronarlo a far sempre meglio e a non cedere a compromessi di sorta. L’attuale Giunta si trova, impreparata com’è, una serie di fattori da gestire e non ci riusciranno mai, è scritto nella storia che loro stessi stanno cercando disperatamente di cancellare. Biffoni, spesso, ha usato più la bocca che non il cervello, le sconfitte subite fino a oggi non paiono averlo sfiorato, ma d’altra parte non c’è mai, e continua a sognare una Prato come Berlino. Ma a Berlino non mi risulta ci siano tende in centro città per accogliere migranti che alla fin fine, oltre le parole di circostanza, nessuno vuole. Come tutti i cittadini di Prato hanno le “Tasche” piene del trattamento, del tutto particolare e privilegiato, riservato ai cittadini cinesi. Biffoni insiste in un errore che in molti hanno sottolineato, il “Buco” al Soccorso, ma Biffoni insiste ben sapendo che con la sua giunta non un colpo di piccone verrà dato e il “cerino” rimarrà in mano alla prossima giunta, se sarà di sinistra e ne dubito fortemente. Con queste parole non mi farò nuovi amici a sinistra, la sinistra ha in odio chi la contrasta anche solo a parole e si muovono con la grazia di un elefante. A Prato la “Pacchia” della sinistra è finita e la sua fine è iniziata il giorno in cui Biffoni non ha firmato il ricorso al Tar per l’aeroporto e si è confermata pochi giorni fa quando la sua Giunta, lui strategicamente assente e alle prese con una “Coda alla vaccinara” a Roma, ha siglato il “Si” per lo scarico e la lavorazioni di inerti a Casale. Ma dove si trovava Biffoni quando la circoscrizione sud protestava per essere divenuta lo “Scarico” di Prato. Elettrodotti, inceneritori, campi rom etc etc. Dove fosse materialmente non saprei dirlo ma posso immaginare fosse particolarmente distratto forse dal Monopoly e da alcune elezioni di miss.

L’incompetenza al potere. Di: Prato Vera

MA IL SINDACO è ASSENTE, COME AL SOLITO.

MA IL SINDACO E’ ASSENTE, COME AL SOLITO.

 

UNA GIUNTA ALLA “VIVA IL PARROCO”

Prato-Alla fine di un lungo iter l’ormai famigerato caso Swap ha visto un pronunciamento.Oltremanica è stato sancito che quei contratti, oltre che essere dannosi per il Comune di Prato, erano anche illegali. Sono pertanto nulli e, ribadiamo, BENISSIMO fece la Giunta Cenni nel 2010 a cancellarla suon di atti amministrativi.

Che da Londra abbiano dato ragione al nostro Comune per un vizio di forma o perchè davvero quei contratti erano una truffa, poco cambia. L’importante è non dover continuare a pagare con le nostre tasse le scelte sbagliate di pochi.

Tuttavia, se vogliamo andare a guardare la motivazione, c’è da restare di stucco: “Mancava la necessaria clausola del diritto di recesso”.
Si, avete letto bene. In buona sostanza, quello a cui ogni casalinga guarda anche quando acquista l’aspirapolvere alle televendite, i nostri cari amministratori del PD invece, su contratti milionari per il Comune, non s’erano accorti che mancava!!!
Se questo non prova la totale incapacità e incompetenza a governare, cos’altro può farlo?
Non erano un caso le famose e-mail che pare circolassero in Dexia e nelle quali si diceva che a Prato “nemmeno sanno cos’è un tasso d’interesse”?
Ci vuole per caso un principe del foro per accorgersi che manca una norma tanto importante e ormai presente oggi in praticamente TUTTI i contratti?
Eppure in giunta Mattei c’era anche una persona che ha sempre gravitato, per mestiere, intorno alle banche e che adesso difende l’innalzamento delle tasse di Biffoni come un leone, giustificandolo con la mala amministrazione degli scorsi 5 anni.
Da questa sentenza invece si evince, cari Pratesi, che noi paghiamo perchè qualcuno è stato talmente bravo ad amministrarci da firmare un contratto 
palesemente irregolareAltro che buchi di bilancio palesemente inventati!!!!
Come se non bastasse, l’allora opposizione PD protestava quando gli veniva imputato questo scempio amministrativo e ebbe anche da ridire quando furono messi al “sicuro” 700mila Euro per coprire eventuali future spese legali!!
L’arroganza e l’incapacità anche nelle cose più semplici (e ci è difficile al momento trovare qualcosa di più semplice di leggere un contratto prima di sottoscriverlo) sono un mix micidiale che purtroppo continuiamo a ritrovare anche in questa giunta, provando che in diversi Pratesi ci deve essere una sorta di istinto masochistico al momento che esprimono il loro voto.
Arroganza che si continua a palesare ogni giorno, ad ogni Consiglio Comunale, ad ogni votazione. Lo dimostra l’ulteriore abile assenza del Sindaco anche lo scorso giovedì in consiglio Comunale. Consiglio talmente caldo che molti esponenti di giunta e consiglieri PD sono dovuti uscire protetti dalla Polizia Municipale.
“Impegni Istituzionali” è la scusa ripetuta praticamente ogni giovedì.
Vogliamo ricordare al nostro Sindaco che i treni per Roma ci sono anche il Lunedì, il Martedì, il Mercoledì e il Venerdì.
Se avesse a cuore la città, come racconta, dovrebbe stare a prendersi gli insulti come hanno fatto i suoi consiglieri, non scappare a Roma; e i suoi consiglieri, invece di andare avanti come panzer, dovrebbero accettare le istanze di chi chiede che certe questioni importanti siano discusse davanti al Sindaco.
Forse con #unaltrastoria intendevano che si sarebbero occupati di qualcos’altro invece che di Prato?

Caro Biffoni, onde evitare dei capestri come gli Swap, in futuro almeno abbiate l’umiltà di accettare i consigli di chi ne sa più voi! A fare danni si fa alla svelta: domandatelo ai vostri compagni di partito, che si sono rivelati abilissimi…

Tendopoli, a Prato e in Italia niente è più stabile del provvisorio. Di: Massimo Cecchi

E DOPO I ROM LE TENDOPOLI IN VIALE MARCONI

E DOPO I ROM LE TENDOPOLI IN VIALE MARCONI

Prato- Sarà vero? Dopo miss Italia avere un Papa nero? Potrà accadere, prima o poi, l’accoglienza deve essere globale e la Chiesa non può continuare a parlare di accoglienza solo con le parole, prima o poi dovremo avere un Papa nero, e lo avremo. La Chiesa, non può continuare a ghettizzare i divorziati, mentre il Papa lancia aperture, la Chiesa non potrà in eterno lasciare ai margini i “diversi” e dunque prima o poi avremo un “Diverso” Papa. E’ la legge del contrappasso. Una legge che sembra non intaccare, neppure intellettualmente, la sinistra di Prato, sempre che questa abbia un intelletto. Quante polemiche, quanti discorsi, quante parole che richiamano alla fratellanza fra i popoli spese da Biffoni e dai suoi accoliti, e mentre a sinistra si sproloquiava i Rom del viale Marconi venivano allontanati e soltanto per uno sporco pugno di euro. Niente è valso a far cambiare idea al Sindaco, sono nomadi? che vadano a nomadare. Certo che Biffoni non è rimasto insensibile al “Grido di dolore” che si alzava dal campo e ha provveduto a far si che i Rom andassero a star meglio fornendo loro case e non roulottes, case sottratte ai cittadini più bisognosi di Prato, ma questi non sono “Diversi” e dunque “Remino” e in silenzio. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, Biffoni allontana i Rom dal viale Marconi per poter “Fare cassa” ma nel contempo iniziano le voci, e non dal niente, che nel campo Rom appena sgombrato sarà, forse, allestita una tendopoli per i migranti. Forse si stava meglio quando si stava peggio, ai Rom in viale Marconi, i cittadini, avevano ormai preso le misure adesso dovranno prenderle ai nuovi arrivi in tendopoli. Si intende che la tendopoli dovrà essere provvisoria ma io non ho mai avuto modo di vedere, in Italia, niente di più stabile che il provvisorio. Sicuramente una nuova scusa per Biffoni per scappare a Roma, lo ha fato anche quando in consiglio s è dibattuto sulla spinosa vicenda degli inerti a casale. Biffoni, e non ce ne voglia, sono solo dati di fatto, è stato soprannominato “Il Sindaco che non c’è” e quando c’è significa che nei dintorni è in atto una sfilata di miss unica cosa a cui il Sindaco si interessi veramente.

Ennesimo rinvio di una causa penale al tribunale di Prato. Di: Aldo Milone

PRATO, ILTRIBUNALE CHE NON C'E'

PRATO, ILTRIBUNALE CHE NON C’E’

Prato– Ennesimo rinvio di una causa penale al Tribunale di Prato deciso dal Presidente Pisano per mancanza di personale amministrativo. Nell’ultima assemblea pubblica di lunedì scorso, organizzata dall’ordine degli avvocati e da quello dei commercialisti, era emersa ormai una situazione disastrosa del nostro Tribunale , soprattutto per una carenza d’organico spaventosa. L’ultimo rinvio è ormai considerato come la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non riesco ancora a comprendere come il Ministero di Giustizia continui ad ignorare la situazione del Tribunale di Prato, secondo solo a Firenze per numero di carichi pendentii. Anzi forse è il primo in Toscana in rapporto alla popolazione che rientra nella sua giurisdizione. Nonostante questi numeri, il Governo centrale tace e non fa nulla per migliorare la situazione. Il nostro Sindaco Biffoni continua a fare telefonate o viaggi a Roma, assentandosi tra l’altro dal Consiglio Comunale, con risultati per ora molto deludenti. Mi verrebbe voglia alcune un’amare considerazioni. Dopo il tentativo del Ministro di Giustizia, Orlando, Pd, di nominare come consulente per la riforma del sistema carcerario, un ex terrorista, Adriano Sofri, condannato perchè ritenuto il mandante dell’omicidio del Commissario di Polizia, Luigi Calabresi, come possiamo pretendere che ci sia una volontà politica di far funzionare veramente un Tribunale? Siamo sicuri che effettivamente non si vuole andare verso la soppressione del Tribunale di Prato per accorparlo a quello di Firenze? Del resto la nomina di Sofri a consulente del Ministro non mi sorprende più di tanto visto che ha svolto già questo ruolo per conto del Presidente della Regione Rossi. Concludo con una constatazione che forse si può considerare assurda. In questo Paese se non si ha un trascorso da ex terroristi e con precedenti penali, difficilmente si ottengono determinati incarichi politici.

Dopo un anno ancora “televendite” di bassa lega. L”Altra storia può attendere” Di: Prato Vera

Matteo Biffoni Sindaco di Prato.

Matteo Biffoni Sindaco di Prato.

Prato-In questo ultimo fine settimana è stata resa nota alla stampa la nuova “miracolosa” manovra tributaria del Comune di Prato.

Analizziamola nello specifico:

  • Tasi: Aliquota INVARIATA. Introdotti sgravi sulla base di rendite catastali e ISEE, a parer nostro, molto bassi e ci piacerebbe sapere qual’è la fetta di popolazione che usufruirà dei suddetti.
  • ImuINVARIATA per TUTTI eccetto che per gli immobili commerciali e per attività lavorative, abbattuta ben dello 0.04%…..
  • TariINVARIATA, aggiunti solo sgravi che interessano la parte variabile della tassa (anche in questo caso sarebbe interessante conoscere la percentuale di paganti che sarà interessata dalle detrazioni).
  • Tassa di SoggiornoLA NEW ENTRY. Uno dei motivi di appeal per i turisti, che vengono in Toscana e scelgono di soggiornare nella nostra città invece che nelle limitrofe dove la tassa esiste da tempo, viene così spazzato via per fare cassa.

In sostanza la consueta pubblicità ingannevole centrata su qualche sgravio o agevolazione che poco influiranno sul gettito totale; e pensare che il Comune ha incassato, di recente, i 18 milioni della famosa “Gara del Gas”, contro la quale l’attuale sindaco fece ricorso al TAR, e non solo: ne attende altri 6!
Se ci sommiamo poi i 6 milioni di avanzo del tanto decantato ultimo Bilancio 2014 (si, quello nel quale a quanto pare il famigerato “buco” lasciato dalla passata giunta è miracolosamente sparito) non possiamo che concordare nella richiesta recente fatta dall’ex sindaco Cenni (richiesta rivolta per l’appuntamento sindaco) che chiedeva, giustamente, di sfruttare questo “tesoretto” per abbassare realmente le aliquote a TUTTI, invece di lasciarle invariate per poi promuovere ad arte dei piccoli aiuti che altro non sono che una goccia nel deserto dei portafogli dei Pratesi.
#unaltrastoria non doveva prevedere aumento delle tasse. Invece, cari votanti, ve le beccate AL MASSIMO anche il prossimo anno, nonostante lo scorso bilancio sia un capolavoro e le casse in relativa salute, come lo erano del resto 2 anni fa.
Annunciate poi in pompa magna assunzioni da parte del Comune. Anche qui si vende bene la notizia, come se il merito di questi nuovi posti di lavoro fosse della giunta attuale.
Vi chiederete: sarà la volta buona che almeno questa sia farina del loro sacco? Invece no, nemmeno questa volta!! Queste assunzioni sono possibili grazie alla gestione virtuosa del passato che consente l’applicabilità della recente legge Madia.. Pregresso che va ascritto a merito della scorsa giunta, che secondo il PD Pratese non aveva fatto niente di buono….
Passiamo alla notizia del fondo per i premi ai Dirigenti, a suo tempo tanto contestato alla giunta Cenni.
Ci viene subito in mente la posizione perentoria assunta solo pochi mesi fa dal nostro sindaco che ripetendo il mantra che evidentemente gli è tanto caro, tuonava “Ora si cambia”.
L’intenzione era quella di rivedere la ripartizione di questa cifra portandola dall’attuale 70%-30% ad un ambizioso rapporto di 50%-50% fra indennità di posizione e indennità di raggiungimento obiettivi.
Invece adesso scopriamo che il totale del monte è stato abbattuto di soli 40.000 € e la ripartizione di cui sopra, udite udite, è arrivata ad un 66,6%-33,4%Grosso risultato di concertazione, non c’è che dire.
Last but not least arrivano gli straordinari numeri dell’Assessore Toccafondi sulla “ripresa” del Centro Storico. Roba da primo dopoguerra: 51 aperture e sole 7 chiusure.
Accipicchia! Peccato che il sito del SUAP del Comune, spulciando fra le pratiche delle maggiori vie del Centro, dica tutt’altro, tanto da farci chiedere con quali criteri siano stati partoriti tali numeri. Peccato che, anche questa, fosse una manovra della passata giunta, ad opera di Caverni, fatta nel 2013!!
Si vede che la moda di gloriarsi di meriti e idee altrui è ancora parecchio in voga fra chi aveva come motto #unaltrastoria.
E non è finita: addirittura dobbiamo prendere atto della riflessione della Confesercenti di Prato che riporta dati che se non sono diametralmente opposti, poco ci manca!!.
Quindi, questa pubblicità su quali basi e numeri si fonda?

Non ci resta che sperare che le parole dei Massoni abbiano portato consiglio al nostro sindaco.

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