Archivio mensile:maggio 2015

Regionali: “Cittadini, toscani, prestatemi orecchio” Di: Elisa Pucci

 

MARAMALDO, TU UCCIDI UN UOMO MORTO 

DENIS VERDINI, O MARAMALDO?

DENIS VERDINI, O MARAMALDO?

Prato– “Maramaldo tu uccidi un uomo morto” Celebre frase che potrebbe, oggi, alla luce dei risultati, pur parziali, in Toscana far ben comprendere chi sia Maramaldo e chi l’uomo morto. In Maramaldo si può tranquillamente leggere il nome di Denis Verdini che per anni, un partito quale il pdl o forza Italia che fosse, è stato lasciato spadroneggiate in Toscana fino a giungere oggi a far confluire i voti, i suoi personalissimi voti messi insieme con anni di guida di una banca in maniera un po’ “Spregiudicato”. Per anni a braccetto con uomini di potere economico, alcuni dei quali si trovano oggi agli arresti domiciliari, per anni “avvezzo” ad esser  lui il Berlusconi della Toscana e così riconosciuto da molti, forse da troppi, tanto da poter permettersi di gestire in nome e per conto di Berlusconi. L’”Affaire” aeroporto di Peretola. Domani, con certezza, Verdini che da mesi sottobanco sfida il suo Presidente ricattandolo sottilmente di dare i suoi voti a Renzi, parrà deluso dal risultato ottenuto dai forzisti ma dentro di se ballerà dalla gioia per aver potuto affermare la sua forza e con lui saranno pronti a festeggiare, in segrete stanze, Parisi, segretario regionale di Forza Italia, il senatore Mazzoni ex, e forse ancora, dipendente di Verdini e molti dei fuoriusciti da forza Italia per dar vita al NCD, ma almeno questi non hanno nascosto la mano. Questa la realtà poliedrica della politica toscana, questa la realtà poliedrica della politica nazionale e poi si lamentano che gli italiani non votano, forse hanno compreso che per chiunque votino il loro segno andrà perso.

Regionali: “Chi è costui che oscura il consiglio con parole vuote” (parola di Dio) Di: Massimo Cecchi.

MASSIMO CECCHI.

MASSIMO CECCHI.

COSTRETTO A PEDALARE INSIEME E PER SCONOSCIUTI

Prato-Non ho scritto in questi due giorni che hanno preceduto il voto elettorale, credo che chi mi segue sappia chiaramente qual è il mio pensiero, specialmente per la Toscana e in special modo Prato. So bene che la mia, e quella di alcuni altri, è solo una “Battaglia persa” i trinariciuti non sono disposti, mai, ad usare il cervello che qualcuno, almeno in parvenza, pare avergli donato. Mi sono astenuto dallo scrivere e dal parlare per il fatto che sentivo di non avere il giusto discernimento e dunque, chi sono mai io per arrogarmi il diritto di parlar bene dell’uno e male dell’altro? Tenendo poi conto che mi resta penoso e difficile parlar bene di entrambi. D’altra parte non è forse vero che i nostri arguti politici, a loro volta, danno consigli o ordini parlando senza aver nessun discernimento. Allora accade che io non mi senta, come forse molti altri, più capace di predicare, specialmente a coloro che non vogliono ne vedere e neppure sentire. A volte, a riunioni politiche varie, fisso lo sguardo sui convenuti cercandovi disperatamente, nei loro occhi, una scintilla che mi lasci intendere che sono vivi e non automi radio guidati da un essere supremo che si spaccia per politico. Quando questi si sentono fissati intensamente iniziano ad agitarsi intensamente pur mantenendo il loro pecorile silenzio. Non capiscono. Lo si legge chiaramente nei loro sguardi, lo si capisce dalle poche domande che son usi fare, sempre e soltanto fuori tema. Spesso me ne vado lasciando a metà il discorso del “Politico” di turno anche lui pieno e strapieno di frasi fatte e nel contempo estremamente vuote di significati. Ecco a questo motivo ho preferito mantenere il silenzio, per non confondermi con questa “Razza” che non offre spiegazioni, non da certezze neppure parziali ma sono solo grandi dispensatori di promesse. Ma le promesse, come ho già avuto modo di scrivere, se le porta via il vento, in questo momento mi giunge all’orecchio che Rossi sarà per altri cinque anni il nostro presidente di regione e a malincuore devo ammettere che era lui ad aver ragione, Siamo dei trogloditi incapaci di non aver ,l’ “Uomo forte” che ci guidi. Ripeto ciò che dissi per Biffoni, “L’avete voluta la bicicletta, adesso pedalate” unica rabbia è che dovrò pedalare anche io insieme a dei compagni che non ho scelto.

Dove c’è fumo c’è arrosto. Di: Massimo Cecchi

IL BEFFARDO BEFFATO, ENRICO ROSSI.

IL BEFFARDO BEFFATO, ENRICO ROSSI.

TANTO VA LA GATTA AL LARDO……….. 

Prato– Vogliamo essere più realisti del re?  Siamolo, vogliamo essere garantisti più garantisti dei garantisti dei garanti? Facciamolo, ma come riportato nel titolo in vecchio detto, mai passato di moda afferma : “ Dove c’è fumo c’è arrosto” e certo pur volendo offrire a Rossi tutte le garanzie possibili e immaginabili, garanzie che spesso non vengono offerte ai cittadini comuni, siamo tutti a conoscenza di fatti che se non vanno a ledere la giustizia umana ledono l’intelligenza dei cittadini Toscani. Inutile riportare, come già tante volte ho fatto e per cui ho pagato, non in soldi, abbondantemente, le gesta di Rossi quale Presidente di regione e perché no quale assessore alla sanità Toscana. Troppe le cose rimaste in sospeso, troppi i fatti in cui la magistratura pare aver fatto passi indietro come troppe paiono le coperture offerte a Rossi dai trinariciuti, Fra questi, pur con dispiacere anche se in molti non lo crederanno,  le coperture offerte dal nostro attuale Sindaco, reo di aver accettato, supinamente, le “Comande” del partito al truogolo. Rossi è, come ha affermato Vittorio Lana  nella precedente nota, un arrogante e l’arroganza finisce per far credere anche a se stesi di essere forti r intoccabili. Rossi era già tenuto sott’occhio per i fatti della TAV fiorentina, oggi per i fatti di Massa, antecedenti, domani, forse per gli ospedali. Ma lui, non solo querela Aldo Milone sempre nella convinzione di aver coperture certe, ma si candida di nuovo a Presidente di una regione in cui non è più ben visto neppure dai suoi compagni di partito. Arroganza o paura di lasciare nei cassetti qualche cosa che altri potrebbero trovare? Renzi aveva già pensato a ciò e già aveva previsto altro nome al posto di Rossi e oggi non credo che il Presidente del Consiglio sia poi così pronto a difendere l’operato di un uomo politico ormai bruciato, o forse autocombusto.  Due giorni e giungeremo al voto, sarei pronto a votare un uomo o donna di sinistra pur di non rivedere il sorrisetto beffardo sul volto dell’indagato Rossi. Dunque lancio un appello, chi andrà a votare, sia pur di sinistra si ponga la mano sul cuore, o meglio sul portafoglio, prima di barrare il voto per Rossi, la Toscana e il PD Toscano non potrà che trarre benefici dall’uscita si scena di quest’uomo, ci spiace per cascine di Buti dove Rossi tornerà per raccontare di quanto fosse potente, fra i fragorosi sbadigli degli abitanti del luogo.

Rossi indagato per falso ideologico (buco alla ASL di Massa da 420 milioni di euro) Di: Vittorio Lana

VITTORIO LANA E L'INDAGATO.

VITTORIO LANA E L’INDAGATO.

Prato-Ci volevano i cronisti de “il Fatto Quotidiano” e Alessandro Di Battista di ‪#‎M5S per farci conoscere, in anteprima, i 31 impresentabili inseriti dai partiti nelle liste elettorali per le votazioni Regionali di domenica prossima.

Ai Toscani penso che interessi soprattutto il potentissimo governatore Enrico Rossi, indagato per “falso ideologico” in relazione al buco di Bilancio da € 420 Mln alla ASL di Massa.

Quindi, e’ accusato del grave reato commesso dal pubblico ufficiale che attesti il falso in atti pubblici e nel suo caso, non per una contravvenzione stradale, ma per una voragine nel bilancio Regionale e ASL da quasi mezzo miliardo di euro.

Ed ha avuto la faccia tosta di ricandidarsi e sparare querele nei confronti di Milone, ad esempio, che gli dette del cattivo amministratore.

Essendo garantista non ho nulla da obiettare circa la sua presunta innocenza, ma sotto il profilo morale e politico avrebbe dovuto fare un passo indietro o almeno candidarsi in sordina.

Invece ha preferito sparare una campagna elettorale da urlo, impartendo ammonimenti a destra ed a manca.

Confermo: Rossi è un arrogante

ed un arnese maldestro della vecchia guardia de’ politicanti ché, della celebre scuola PCI di Bientina, prese solo il peggio.

Si dovrebbero vergognare quelli che lo voteranno.

Ospedale: Ospedale o lazzaretto? Di: Chiara Capecchi

SANTO STEFANO, COSA C'E' "SOTTO"?

SANTO STEFANO, COSA C’E’ “SOTTO”?

 

PECUNIA NON OLET

Prato-Ospedale, a forza di parlarne accade come nel gioco che facevamo da bambini, ripetere più volte di seguito una parola finché questa finisce per perdere di significato. Ospedale, sempre più andiamo ad addentrarci in tecnicismi, a volte esasperati, che finiscono per farci dimenticare quello di cui stiamo veramente parlando. Di chi la colpa, un po’ dei cittadini che quando da queste pagine, e precedentemente da altre, descrivevamo con dovizia di particolati, in cui niente era lasciato alla fantasia, i peccati originali, prima, e strutturali dopo di un nosocomio sorto solamente per rastrellare euro. Ricordiamo bene quando iniziammo a dire che l’ospedale di Prato, come tutti gli altri, erano costruiti su pericolosi torrenti tombati, risultato? Tre morti in via Ciulli per colpa di quel torrente che persiste a passare sotto i nosocomio e continua, oggi più di prima, in caso di forti piogge, a allagare parte di Galciana. Sulla scorta di ciò visitammo, prima caseggiati nelle vicinanze dell’ospedale stesso che ci dimostrarono quanto i seminterrati patissero dell’umidità, in alcuni il cemento era ridotto a mettere in vista l’acciaio in esso contenuto. Non contenti ci siamo spinti, grazie  alla mostra di un po’ di coscia, a farci esplorare tutto il complesso ospedaliero da parte di guardie giurate del Santo Stefano stesso. Nei seminterrati l’umidità già la faceva da padrone, e parliamo di quasi due anni fa, pozzette d’acqua dovute all’umidità dei muri che si scaricava a terra, magazzini in cui erano riposti camici ormai pregni di umidità con i camici stessi appoggiati in terra ormai inservibili. Questo era già un segnale d’allarme, lo abbiamo pubblicato ma chi di dovere, l’ASL, ha fatto orecchi da mercante, pubblicamente, segretamente ha avviato pratiche  legali contro di noi. Abbiamo poi visto l’origine dei fumi che tanto disturbo arrecavano ai vicini dell’ospedale, gli scarichi di un camino che provvedeva, e crediamo provveda ancora, a disperdere i fumi del motore diesel alimentante le pompe a immersione di cui il Santo Stefano non può fare a meno, sarebbe invaso dall’acqua. Pompe di cui ancora una volta nessun responsabile della ASL ha riferito, purtroppo l’azienda che le produce e le istalla ha una pagina che le pubblicizza  e le descrive dando precise ubicazioni, fra queste l’ospedale di Prato, fotografie comprese fatte durante il montaggio delle stesse. Anche di queste abbiamo dato ampio spazio, nessun cittadino è sceso in strada a protestare, solo alcune famiglie che si sono trovate a non poter dormire a causa dei rumori prodotti dal diesel stesso. Vasche per la raccolta delle acque aspirate lasciate a cielo aperto dietro il posteggio e tanti altri fatti che non possiamo riportare tutti qui oggi. Queste cose sono state seme di numerosi articoli in merito e dunque abbiamo, secondo noi, svolto il nostro ruolo informativo al meglio. nessun ci ha ringraziato, ma va bene ugualmente a noi importava solo chiarire alcuni fatti e lo abbiamo fatto. Oggi Rossi insiste nel chiamare trogloditi i pratesi, ma nessuno lo denuncia tanto meno il Sindaco Biffoni che dovrebbe per lo meno stigmatizzarne le parole, ma tra “Compagni” di merende si può ben capire, “pecunia non olet” da qualsiasi parte provenga. Tra due giorni rivotiamo per la presidenza della regione, vi prego amici lettori pratesi rivotate  Rossi, senza di lui chi persisterebbe nel prenderci per il culo?

“PRATO: multe, sequestri, clandestini al lavoro e “TRIBUNALE-FAI-DA-TE” – Dopo due settimane, il “TAVOLO-PRATO” sa già di fallimento… – di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regionale)

PRATO: LADRI PUTTANE E POCODIBUONO.

PRATO: LADRI PUTTANE E POCODIBUONO.

 PRATO: LADRI PUTTANE E POCODIBUONO.

Prato-Anche oggi il solito bollettino di guerra: multa di 4.200 Euro a una rosticceria cinese nella località di Iolo (..vi ricordate il nostro precedente articolo!?…) per tutta una serie di infrazioni alla norme sanitarie e sigilli per roulotte e baracche usate anche come dormitori, in un terreno di due ettari, con al lavoro operai in nero, dediti alla coltivazione di sementi importate illegalmente (altro argomento di cui abbiamo già parlato). ..

Come c’era da aspettarsi, in entrambi i casi, i lavoratori non solo erano in nero, ma qualcuna era anche clandestino.

Quanto alla vicenda del terreno, interessante riportare come dai controlli sia emerso che le sementi utilizzate, circa 170 confezioni, fossero prive d’indicazioni in lingua italiana ed importate illegalmente nell’Unione Europea. Dunque per queste è scattato immediatamente il sequestro amministrativo ed al titolare dell’impresa è stato notificato un verbale con una sanzione di duemila euro, oltre ad un provvedimento di sospensione dell’attività

Sotto sequestro penale preventivo, anche le varie roulottes e manufatti adibiti a deposito attrezzi, oltre che, con ogni probabilità, utilizzate come alloggi.

Nel frattempo, il centro estetico di Viale delle Repubblica, quello che dalle proprie vetrine esponeva ragazze in abiti succinti, sembra aver ripreso regolarmente la sua attività…

Insomma, in altre parole, la solita bolgia di sempre…

Ma il clima esasperato non è solo per le strade o le piazze della città, ma anche in luoghi simbolo, dove si dovrebbe tessere la legalità e la giustizia: nasce infatti proprio oggi, al Tribunale di Prato, l’associazione “Giustizia e Territorio”, una sorta di task-force civica che riunisce l’Ordine degli Avvocati, dei commercialisti,  la Confartigianato e tante singoli cittadini,  con lo scopo di sostenere il Tribunale di Prato, fornendo un aiuto concreto per porre rimedio al gravoso stato di carenze in cui versa la struttura pretese. Uno stato di cui abbiamo anche più volte parlato in passato.

223319-thumb-full-20141031_roma_cucchi_sentenza Caso unico in  Italia, che certifica in modo inequivocabile la Caporetto del Governo Renzi e delle istituzioni locali. Alla fine per tentare di risollevare le sorti del Tribunale di Prato, sono dovuti intervenire dei soggetti esterni all’Amministrazione Pubblica. Mai la politica si era dimostrata tanto incapace prima d’ora.

“Sono contento e orgoglioso di questa iniziativa… … che ha un significato più profondo e importante al di là del sostegno finanziario che l’associazione ci può dare. In Italia non conosco altre iniziative analoghe e in questo momento dove il tribunale e l’amministrazione della giustizia versano in difficoltà dimostra che il territorio è vicino. Tra l’altro l’associazione non si propone solo una vicinanza ideale ma anche mette in moto saperi, conoscenze e approfondimenti su tematiche con tavole rotonde dove i magistrati potranno intervenire con sinergismo virtuoso….” Queste alcune parole di commento del Presidente del Tribunale, Nicola Pisano. Indubbiamente più incisive quelle del presidente degli Avvocati Lamberto Galletti: “…il carico di lavoro da svolgere non viene mandato avanti e si fa finta di non considerare la realtà sociale prateseL’ordine degli avvocati ha deciso così di indire un’assemblea straordinaria aperta a tutti lunedi 15 giugno per unire ancor di più le forze e cercare di trovare le coperture per le esigenze di Prato. Ora il funzionamento è impossibile. Noi vorremo che non si perdesse il Tribunale di Prato questo come la nuova associazione devono essere segnali forti per chi a Prato non ci pensa.

Ha ragione Galletti. Prato è una città dimenticata abbandonata a sé stessa e tutto quello che ci stiamo dicendo sono l’ennesima riprova dell’inconsistenza, di quello che qualche settimana fa, con l’approdo a Prato del grottesco gruppetto formato dai tre sottosegretari capeggiati da Luca Lotti, è stato presentato come “Tavolo Prato”: un documento di una ridicolezza incommentabile e la cui sintesi sarebbe quella per cui la soluzione del problema dalla sicurezza, della legalità e delle carenze del Tribunale a Prato, si risolverebbe con il trasferimento di 25 uomini tra personale dell’arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza e 3 nuovi addetti, alcuni con qualifica di personale ausiliario, ossia più volgarmente (ci perdoneranno gli interessati, ma si fa per capirsi) degli uscieri…

Insomma, per chi non l’avesse capito, siamo proprio alla frutta……e poi diciamo anche che domenica ci sono le elezioni, e di questi dettagli, sarà bene fare mente locale…

Maggiori informazioni sull’autore:

http://www.movimento5stelletoscana.it/testimonial/francesco-fedi/

https://www.facebook.com/pages/Francesco-Fedi-Candidato-al-Consiglio-Regione-Toscana/426173214226940

https://sistemaoperativom5s.beppegrillo.it/candidati/francesco_fedi_1.html

La Giunta e il letamaio. Di: Chiara Capecchi

UNA GIUNTA DISTRATTA.

UNA GIUNTA DISTRATTA.

CHI CONTROLLA I CONTROLLORI? 

Prato-Qualche cosa ci sfugge, o siamo noi che non intendiamo a fondo la lingua italiana o è la giunta della nostra città che non la conosce abbastanza. Avevamo seguito, con suoni di buccine e sventolar di stendardi, ciò che fu definita la chiusura del campo nomadi, per il Comune abusivo per noi che lo abbiamo visto li da almeno trenta anni perfettamente legale se non altro  per la legge di usocapione, chiusura che significava, a parole dei vari assessori, la ripulitura di tutta la zona. Stranamente ciò che è stato tolto dal campo nomadi abusivo oggi lo ritroviamo in “Forma legale?” depositato sul marciapiede di viale Marconi. Praticamente tutta l’operazione, così  ben pubblicizzata dalla giunta Biffoni, altro non è stato che gettare “Fumo negli occhi” tanto fumo per giungere a far si che i cittadini di Prato non assistessero all’immondezzaio che stava nascendo lungo una delle vie più trafficate della città. Certamente qualcuno della giunta si precipiterà a spiegare che non sono residui della chiusura del campo rom ma nuova “Monnezza” scaricata li da terzi. Da quanto ci risulta, fatte numerose e faticose ricerche, pare che i cittadini di Prato versino fior di euro in tasse alle casse comunali e che queste si avvalgano di una azienda, pubblica, che dovrebbe mantenere pulita la città. Ciò non avviene, possiamo dunque ritenerci liberi dal pagare un balzello che indietro non rende niente? Basta saperlo, saranno molti i cittadini di Prato, da subito, a cestinare le richieste di pagamento, si paga per un servizio offerto e non per un servizio promesso. Meditate gente, meditate.

La belva ferita. Di: Elisa Pucci

ENRICO ROSSI IN LOTTA PER LA SUA SOPRAVVIVENZA.

ENRICO ROSSI IN LOTTA PER LA SUA SOPRAVVIVENZA.

QUERELIAMO ROSSI PER OFFESE AI CITTADINI DI PRATO, TROGLODITA SARA’ LUI. 

Prato-Niente è più pericoloso di una belva ferita, l’uomo di Cascine di Buti, l’uomo, allora giovinetto, che andava a prender ripetizioni di politica da un signore di Pontedera, l’uomo fattosi dal niente e oggi convinto di avere il potere in mano sente che questo va sfuggendogli dalle dita. Odiato da moltissimi del suo stesso partito, incalzato dalla magistratura, che vuol veder chiaro in alcuni fatti che direttamente o meno, lo riguardano, l’uomo a cui Renzi, in mutande, ha detto “Stai sereno” e che mentre pronunciava queste parole pensava già al suo sostituto, oggi sa di trovarsi di fronte uno scoglio difficile da superare. Ha offeso con parole e fatti una delle città rosse per eccellenza, Prato, ha tirato a fregare Piombino, si è visto sfilare da sotto il naso una roccaforte rossa da sempre, Livorno, e solo oggi capisce che è possibile che alla meglio giunga ad un ballottaggio, e per lui, comunque vada, sarebbe una sconfitta. Come sarebbe, e certo lo sarà, l’emorragia di voti del PD Toscano. Troppe ne ha combinate Rossi, fino ad arrivare a chiamare i suoi compagni di partito “Accattoni” fino a far passare da solenne stupido un Sindaco di una città vicina, troppo, a Firenze. Rossi sa bene che nel caso di una sua sconfitta per lui non vi saranno premi o posti al sole ma forse, per pietà, solo un banchino una sedia e un telefono che mai squillerà. Rossi ha paura e nella paura tende a attaccare, attacca Aldo Milone, non si è difeso dai cittadini lucchesi di fronte a cui è fuggito a gambe levate per poter rispondere solo una volta ben chiuso nel suo palazzo ormai d’argilla. Più volte Rossi, o chi per lui, hanno tentato di togliere la voce a questo giornale non comprendendo che il giornale andrà avanti in ogni caso e sotto un altro nome, alla peggio, anche se Cecchi, dopo essere stato picchiato e chiamato in giudizio per cause estremamente futili, dovesse andare in carcere. Il nostro giornale andrà avanti e siamo certi finirà prima Rossi di quanto possa accadere a noi. Non si può fermare un’opinione, ne’ con la forza ne’ con i bolli di Stato di qualche giudice amico, la libertà rimane sacra e inviolabile. Rossi deve rassegnarsi prima o poi, contiamo prima, dovrà tornare a Cascine di Buti e li potrà raccontare ai suoi compaesani quanto un tempo fosse stato amato dalle folle, oggi lasci perdere tutti conosco l’essenza si Rossi, l’hanno compresa anche i suoi compagni………

Rossi vuol introdurre il reato d’opinione, lo lasciamo fare? Di: Francesco Fedi (Candidato alla regione M5S)

FRANCESCO FEDI CANDIDATO REGIONALI M5S

FRANCESCO FEDI CANDIDATO REGIONALI M5S

LA PAURA FA 90 MA A CASCINE DI BUTI ANCHE 180.

Prato-Francamente non so quanto possa condividere il percorso politico o le idee di Aldo Milone, ma in questo momento mi sento abbastanza propensi a portargli il mio attestato di solidarietà, riguardo la vicenda della querela contro di lui depositata da Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. La frase incriminata la ricordo bene e credo non fisse certo più infelice di come Rossi abbia dato per ben due volte dei “trogloditi” a tutti quei cittadini pratesi che, giustamente, lamentano tutte le inefficienze e gli sprechi del Nuovo Ospedale di Prato. Evidentemente ENRICO Rossi sta facendo le prove tecniche per l’ INTRODUZIONE IN TOSCANA DEL REATO D’OPINIONE. In questo modo potrà finalmente sottrarsi al dibattito in modo definitivo, senza continuare a svicolare come sta facendo da anni. In ogni caso, domenica si vota ‪#‎ricordatevelo‬. Chi ha cuore il dibattito e la democrazia non può votare il PD e ENRICO ROSSI

“Rossi mi querela e utilizza per la sua difesa l’Avvocatura Generale della Regione. Se dovessi essere condannato a pagare una multa, chi devo risarcire, Rossi o la Regione Toscana?” Di: Aldo Milone (PL&S candidato al consiglio Regionale per “Liste civiche con Giorgia Meloni-F.lli d’Italia”)

IL PRESIDENTE CON LA SUA "FAMIGLIA ALLARGATA"

IL PRESIDENTE CON LA SUA “FAMIGLIA ALLARGATA”

 LA “BELVA FERITA”

Prato-Ma quanto è distante la sinistra di oggi da quella delle sue origini? È così lontana che possiamo ben dire che ormai gli assetti politici si siano completamente capovolti. Un tempo la sinistra si contrapponeva ai potentati economici e politici per tutelare i diritti dei più deboli a lavorare, ad essere adeguatamente retribuiti e a poter far sentire la propria voce; oggi, invece, la sinistra ha realizzato un sistema di acquisizione e di gestione del potere che non ammette oppositori: lo si vede in grande, per quel che succede in Parlamento e lo si vede in piccolo nel nostro territorio. Ne è un piccolo ma significativo esempio il paradosso della vicenda che mi vede contrapposto al governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi. Il fatto è semplice: nel dicembre del 2013, dopo che il governatore aveva iniziato ad intervenire con una certa frequenza sul tema dell’immigrazione cinese a Prato, risultando evidentemente contradditorie le sue poco informate ed altalenanti affermazioni, lo criticai con una battuta sicuramente salace, ma certamente fisiologica nel contesto di un dibattito politico, quantomeno se svolto su basi paritarie. Non la ripeto perché non vorrei che mi ri-querelasse, perché lui questo fece, mi querelò per diffamazione a mezzo stampa e – caso assolutamente eccezionale in Italia – con una querela presentata nel marzo del 2014, mi sono ritrovato in Tribunale nell’aprile del 2015: giustizia lampo per il governatore! Spero che lo sia per tutti. Pur trattandosi di un profilo di contrapposizione politica in cui era coinvolta la sua persona e non l’Ente Regione, all’udienza dell’aprile scorso si è presentato a suo nome, per costituirsi parte civile e chiedere i danni, un avvocato dell’Avvocatura Generale della Regione Toscana: ma se ci fosse pure stato un danno, mica lo avrebbe subito la Regione. E se dovessi essere condannato a pagare una multa, chi dovrei risarcire la Regione o il Presidente Rossi? Viceversa, quando il governatore intervenne nel dibattito relativo al nuovo Ospedale di Prato, ai politici pratesi dell’Amministrazione in corso – tra i quali c’ero anch’io – che lo criticavano, replicò che “i trogloditi stanno nelle caverne”: eppure, nessuno dei politici offesi lo querelò e nessuno Avvocato del Comune gli chiese i danni e forse abbiamo fatto male nel non quererarlo, visto che la settimana scorsa il Presidente Rossi ha di nuovo definito i pratesi “trogloditi” perchè hanno osato contestare il mal funzionamento del nuovo Ospedale S.Stefano. Che vorrà dire? Forse che nelle liste civiche e nel centrodestra  ci sono persone più liberali e meno preoccupate di conservare e di usare il potere di quanto non lo siano quelle del centrosinistra?