Archivio mensile:aprile 2015

Ancora non decolla Jobs act, disoccupazione arriva al 13%

 

JOBS ACT.

JOBS ACT.

Prato-Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso di disoccupazione sale ancora di 0,2 punti percentuali, arrivando al 13,0%. Su base mensile i disoccupati aumentano dell’1,6% (+52 mila). Nei dodici mesi il numero è cresciuto del 4,4% (+138 mila) e il tasso di disoccupazione di 0,5 punti. E’ quanto emerge dai dati provvisori diffusi dall’Istat.

 

Rispetto ai tre mesi precedenti, nel periodo gennaio-marzo 2015 risultano in calo sia il tasso di occupazione (-0,1 punti percentuali) sia il tasso di disoccupazione (-0,2 punti), a fronte di una crescita del tasso di inattività (+0,2 punti). A marzo il numero di giovani disoccupati, mostra una lieve crescita su base mensile (+8 mila, pari a +1,2%). L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’11% (cioè poco più di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza cresce nell’ultimo mese di 0,1 punti percentuali.

 

Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati) è pari al 43,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi è in calo dello 0,3% nel confronto mensile (-11 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 74,5%. A marzo 2015 si registrano variazioni di lieve entità rispetto al mese precedente della partecipazione al mercato del lavoro dei giovani tra 15 e 24 anni. L’occupazione dei giovani 15-24enni è sostanzialmente stabile nell’ultimo mese. Il tasso di occupazione è pari al 14,5%.

 

Intanto, si arresta in Italia la deflazione. L’indice dei prezzi al consumo fa registrare una variazione nulla ad aprile rispetto, mentre sale dello 0,3% su base mensile.

“PRATO/ELEZIONI REGIONALI: Non sarà un’avventura” di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)

FRANCESCO FEDI CANDIDATO DEL M5S PER LE REGIONALI.

FRANCESCO FEDI CANDIDATO DEL M5S PER LE REGIONALI.

FORSE NON UN’AVVENTURA MA UNA PRIMAVERA….. 

Prato-Oggi un amico mi ha fatto il suo in bocca al lupo per questa “mia avventura” di candidato al consiglio della Regione Toscana. Ovviamente ho apprezzato il suo attestato di stima e l’ho ringraziato, ma al tempo stesso mi sono sentito di precisare che quella di cui stiamo parlando non è solo una “mia avventura, bensì un piccolo passo all’interno di un percorso per restituire le istituzioni ai loro legittimi proprietari: I CITTADINI.
Infatti, vedo la Toscana come un territorio sia di grandi risorse che di grandi fragilità. Un luogo unico, stimato ed invidiato in tutto il mondo, per le sue bellezze artistiche, storico-architettoniche e paesaggistiche. A queste però fanno da contrappunto una politica inadeguata ed incapace, abile solo a produrre forti carenze sul piano delle infrastrutture e della salvaguardia delle risorse territoriali, secondo uno stile di governo inefficiente e per niente trasparente e partecipato. La grande sfida che attende il M5S in questa competizione elettorale, sta proprio qui: proporre un’idea di “Toscana migliore”, connotata da un forte sviluppo tecnologico ed infrastrutturale, fatto di buone opere, buon senso e zero sprechi. Il tutto secondo una concezione dove i cittadini, con la loro partecipazione alle decisioni, siano fattore di stimolo ed elemento dirimente delle scelte; produrre una collettività consapevole e determinata, evolvendo verso una visione, la cui idea di base sia la condivisione delle idee e dei progetti, con il definitivo accantonamento della logica del “pugno di ferro” che da tempo ha caratterizzato il governo di questo territorio. Occorre da subito lavorare per mettere da parte le molte bestialità nel tempo prodotte, come l’ampliamento dell’Aeroporto di Peretola (FI) e una gestione malsana della sanità pubblica e degli ospedali. Di contro, un forte impulso alla mobilità sostenibile, al trasporto pubblico,(trasporto ferroviario in primis), alla difesa del territorio e all’incentivazione di interventi di messa in sicurezza, capaci di generare occasioni di lavoro, anche diffuse e disseminate, soprattutto in zone svantaggiante. Per la nostra più grande risorsa, la bellezza del nostro paesaggio e delle risorse artistiche e architettoniche, un’attenzione importante verso le tematiche urbanistiche e delle risorse culturali, secondo un’idea di valorizzazione integrata che si traduca in più turismo, più ricchezza e rispetto del territorio.
Dunque alla fine, mi viene quasi da fare una citazione “Battistiana” e dire anche che “…NON SARA’ UN’AVVENTURA”
…e, pensando a quello che è il M5S nel suo complesso, BUON NON-AVVENTURA A TUTTI, CANDIDATI E NON..!

Quando Prato diventa il “Bronx”. Di: Lettera firmata

PRATO O BRONX?

PRATO O BRONX?

 

Prato-Buongiorno, La ringrazio innanzitutto per l’amicizia…Mi rivolgo a Lei perché, fondamentalmente non mi voglio rassegnare e non voglio assistere impotente al degrado di Prato senza far niente e Lei, in qualità di giornalista, forse può aiutarmi a rendere più visibile il mio messaggio. Io nutro la speranza di riuscire a fare qualcosa per questa mia città che diventa ogni giorno più invivibile e sto cercando il canale giusto per dare una svolta.

Le racconto brevemente il mio problema ,anche se credo che tale situazione, coinvolga molte altre persone e famiglie Italiane. Abito nella zona di via strozzi/via Lippini dove, con molti sacrifici, ho acquistato una villetta dalla cooperativa Edilcoop con la prospettiva e l’assicurazione della cooperativa stessa, che sarebbe sorta in un area residenziale. Non è necessario soffermarsi a raccontare come questa prospettiva sia sfumata nel giro di pochi anni e come da zona “residenziale” ci siamo ritrovati a vivere nel “Bronx”, con furti che si perpetrano quasi giornalmente.

Siamo contornati da fabbriche di cinesi di giorno, da tossici di notte, da una moschea a due passi da casa e come ultima ciliegina sulla torta, il prefetto ha “individuato” la nostra zona come ideale per l’accoglienza dei profughi.

La Cooperativa Edilcoop ovviamente, avendo molti appartamenti invenduti e l’improbabile possibilità di venderne qualcuno, ha aderito volentieri alla proposta e dato in gestione ad un’altra cooperativa (Astir) il business dei profughi da sistemare in alcuni  appartamenti sfitti nella misura di 6 o 7 persone ad appartamento. Fra gli appartamenti “papabili” è stato individuato anche quello accanto alla mia villetta, con conseguenze che sicuramente andranno ad  influire sulla mia salute e sul mio fegato che Le lascio immaginare.

La prospettiva è di avere 6 o 7 persone che andranno a vivere accanto alla mia proprietà e di cui nessuno conosce e può garantire ovviamente i loro percorsi di vita ma che sicuramente “importeranno” le loro usanze che assai discostano dalle nostre per quanto riguarda la pulizia ed il rispetto e che avendo vitto, alloggio, infermiere a disposizione, istruzione pagati (circa 35 € che riceve la cooperativa Astir per ogni profugo) ed un importo di € 2,50 al giorno che invece riceve direttamente ogni profugo per le sigarette, avranno tutto il tempo di riposarsi di giorno e magari “animarsi” di notte con conseguenze che non voglio neppure immaginare.

Del resto noi Italiani siamo così bravi ad accogliere tutti da diventare più solidali e tolleranti con gli stranieri piuttosto che con noi stessi. E’ già difficile far rispettare le regole del “buon vicinato” a chi parla la nostra lingua figuriamoci se osassimo dire qualcosa a chi sfugge dalla guerra, minimo verremmo imputati di “razzismo” e messi alla gogna mediatica. Eppure perdonatemi se io provo più pena per gli Italiani che in numero sempre più crescente si trova costretta ad andare alla mensa della Caritas o che dorme in macchina perché ha perso tutto eppure per loro non c’è nessuna misericordia , a loro non viene dato alcun aiuto, loro non fanno parte del business-profugo. Siamo impotenti e costretti a destinare il nostro denaro a chi ci viene imposto senza alcuna possibilità di decidere. Se dipendesse dalla mia volontà di certo destinerei i 35 € +  i 2,50 € al giorno per ogni profugo per offrire i medesimi servizi gratuiti a tutti quegli Italiani che qui vivono in stato di indigenza assoluto. Prato è la mia città ed io non ci sto a rimanere in silenzio e a lasciare che tutto decada, che la sera non possa recarmi in piazza Duomo per una passeggiata perché in via Cironi/via Margherita c’è un covo di spacciatori, Neri, Pakistani, trans che rendono intransitabili queste strade.

Io, in qualità di genitore di un figlio di 25 anni, mi sento in dovere di lottare con tutte le mie forze per dargli un futuro migliore considerato che in questi anni siamo ben riusciti a distruggere ogni possibile futuro per la nuova generazione. Mi domando cosa possiamo offrirgli se siamo costretti a rintanarci nelle nostre abitazioni, a blindarci dentro e ad adottare il “coprifuoco” evitando le uscite notturne. Io chiedo aiuto a tutte quelle persone, genitori e non che siano disponibili a riunirsi in un comitato e a pattugliare le strade pur di riprenderci la nostra città. L’aiuto della polizia purtroppo è diventato un utopia e non per loro volontà, io personalmente sono molto solidale con loro, ma fra la mancanza di mezzi, di personale e l’impossibilità per loro di agire come sarebbe necessario , siamo lasciati soli e penso che la nostra unica possibilità sia di lottare unendosi fra noi cittadini per garantire alle nuove generazioni una città degna di questo nome e non un ghetto dove infrangere le regole e commettere reati con la sicurezza di rimanere impuniti. Spero che Lei possa aiutarmi e che questo appello non rimanga inascoltato. Io sono disponibile a qualsiasi tipo di manifestazione o pattugliamento diurno o serale o altra proposta per affrontare questa piaga sociale e Vi prego … non lasciatemi sola in questa  lotta…

Ma come sarà Prato? Intervista a Aldo Milone. Di: Massimo Cecchi

ALDO MILONE DI PRATO LIBERA E SICURA CON ALCUNI COLLABORATORI.

ALDO MILONE DI PRATO LIBERA E SICURA CON ALCUNI COLLABORATORI.

Prato-Domani, o oggi, giovedi 30 aprile, a seconda di quando leggerete queste poche righe, a Canale 7, la radio che seguo personalmente e che trasmette sul canale televisivo 710, dopo il mio notiziario che va in onda dalle 10,45 alle ore 11, potrete ascoltare una interessante, se pur breve, intervista al dottor Aldo Milone, capogruppo di Prato libera e sicura, e pare, quasi certo, candidato alla regione Toscana. Nell’intervista non abbiamo lasciato molto spazio alla regione ma molto ne abbiamo dato a Prato, alla situazione della sicurezza della città e di come il dottor Milone ne ha colto i problemi, ricordiamo che Aldo Milone è stato, durante la giunta Cenni, Assessore alla sicurezza e alla legalità di Prato. molti gli spunti interessanti da ascoltare, molte, tante le cose che Aldo Milone potrebbe raccontare. Sintonizzate le vostre televisioni sul canale 710 e le conoscerete anche voi. Resta inteso, per non esser al solito tacciato di faziosità, che i microfoni della radio canale 7, come del mio giornale Prato nel Mondo restano aperti a tutti coloro che hanno da dire cose anche diverse di quelle da noi dette o scritte. A Domani amici lettori e spero anche nuovi ascoltatori di radio canale 7.

Prato come Archam City?. Biffoni, se ci sei, batti un colpo. Non si pretende che ti mascheri da Batman. Di: Aldo Milone.

 

BATMAN O BIFFONI?

BATMAN O BIFFONI?

Prato-Solo in questa settimana non si riescono neanche più a contare gli innumerevoli furti in abitazioni e nei negozi e le spaccate di vetro alle auto che continuano in maniera imperterrita, episodi che stanno flagellando la città. L’allarme lanciato anche dai segretari di alcune sigle sindacali della Polizia di Stato,i quali fanno presente la ormai carenza cronica degli organici delle Forze di Polizia, avrebbe dovuto indurre il nostro “amato” Sindaco a premere ancora di più sul Governo “amico”. Invece si sta notando un assordante silenzio su questi episodi da parte del primo cittadino, che ha tra l’altro la delega alla sicurezza. Nessuno adesso può negare quanto sia peggiorata questa città sotto l’aspetto della sicurezza in questi ultimi 11 mesi. In più occasioni nei mesi scorsi ho fatto presente al Sindaco di mettersi a capo di una protesta, attraverso l’Anci, verso il Governo per il dilagare dei furti e scippi nel Paese. Invece il Premier Renzi, che tra l’altro ha provveduto solo a fare tagli nel settore della sicurezza, pensa solo alla riforma elettorale come se fosse la panacea per risolvere tutti i problemi del Paese. Lo stesso Biffoni, che ha avuto dall’Anci la delega all’immigrazione, è tutto preso dai problemi dei migranti e di come accoglierli mentre i suoi cittadini vivono con l’incubo del furto in casa o nei loro esercizi commerciali. Mi verrebbe di dire “caro Sindaco, se ci sei batti un colpo”. Non può limitarsi a fare le solite comunicazioni alla stampa quando si reca a Roma per incontrare il Ministro Alfano e ritornare con le solite promesse, ovvero a mani vuote. Forse sarebbe il caso che facesse meno comunicati stampa sull’argomento e rientrasse dai viaggi romani con più fatti tangibili.

La “Combriccola” dei “Voltagabbana”. Di: David Elmutter

ROBERTO CENNI.

ROBERTO CENNI.

 

Prato-Giovanni Lamioni, candidato presidente della regione Toscana con le liste civiche “Passione per la Toscana” si spertica in particolari plausi verso Roberto Cenni, non sapendo, forse, ciò che tutti in città conoscono. Praticamente questa lista civica di dubbio risultato, ha riunito sotto un’unica bandiera due poli che da sempre si erano opposti. Roberto Cenni con la sua lista, e Alberto Magnolfi, consigliere regionale trasferitosi armi e bagagli nel nuovo centro destra e ponendo i suoi sostenitori, in consiglio comunale a Prato, in contrapposizione allo stesso Cenni. L’ex Sindaco, che da sempre si impunta di dare un’impronta istituzionale a se stesso, quando di istituzionale non esiste più niente, finge di scordarsi

ALBERTO MAGNOLFI (NCD)

ALBERTO MAGNOLFI (NCD)

che nella vicenda aeroporto Magnolfi, pur “Ciurlando” spesso nel manico, ha sempre sostenuto la linea Rossi/Renzi, che poi era anche quella di FI di Firenze, Verdini in testa, per il si all’aeroporto. Oggi Cenni, anche se per bocca di altri afferma, forse gratuitamente, che chi sta con lui sta contro l’aeroporto, e Magnolfi?  Forse anche il consigliere regionale ha oggi cambiato idea nei confronti di Peretola? Ho forse è solo riuscito, con estrema facilità oseremmo dire, a abbindolare un ex Sindaco che non è riuscito neppure di pesare in qualità di oppositore in comune? Di una cosa siamo certi, Magnolfi è da sempre considerato un cavallo di razza, a volte un po’ “Dopato” ma pur sempre di razza. Di Cenni iniziamo ad aver qualche dubbio e qualche dubbio sta iniziano a insinuarsi anche nelle file cenniane, molti i suoi sostenitori che si sono trovati sbilanciati da questa ennesima uscita a vuoto di Roberto Cenni.

Incendio Puggelli legnami, “Quando i fatti cadono a fagiolo” Di: Elisa Pucci

L'INCENDIO DI VIA ROMA (foto batavia)

L’INCENDIO DI VIA ROMA (foto batavia)

 

Prato-più o meno tutti avrete sentito dell’incendio divampato questa mattina nell’azienda Puggelli legnami con sede in via Roma ma con un ampio magazzino che interessa numerose altre strade. La città ne è rimasta paralizzata, il traffico deviato, un po’ alla “Viva il parroco” per le più strane arterie della città, traffico che ugualmente ha finito per bloccare Prato da qualsiasi parte gli automobilisti provenissero. Si è parlato subito di incendio doloso, forse seguendo anche le parole di uno dei titolari che si è dichiarato stupito di come le fiamme abbiano avvolto subitaneamente tutto lo stabilimento. La realtà è che solo dopo gli accertamenti degli ingegneri dei vigili del Fuoco e altri periti si potrà sapere ciò che in realtà è accaduto stamani mattina in via Roma. Ma per alcuni interessati non si può non dire che alcuni fatti non “cadano a fagiolo” e a cui non possiamo fare a meno di pensare quale colpo fortunoso sia questo incendio per chi perora la causa del sottopasso. Il terreno e i fabbricati della Puggelli sarebbero dovuti essere interessati ad un esproprio, in vista della costruzione del “Buco” ma un conto è dover espropriare una azienda che da anni e anni opera nella zona, viva e efficiente, un conto è espropriare ciò che rimane dell’azienda stessa, solo e soltanto terra. Il costo subirà un abbassamento di valore per chi fosse interessato all’esproprio di non pochi euro, ma forse di centinaia di mila. Un altro fatto volevamo sottolineare, in molti stamani ci hanno chiamato sia qui su Prato nel Mondo sia alla radio canale 7 per dirci che un’azienda del genere non doveva essere posta li. Il fatto è un altro, l’azienda è li da ben prima che il quartiere del Soccorso, urbanizzato da una giunta impazzita di sinistra con la solenne benedizione dell’allora Vescovo di Prato monsignor Fiordelli da sempre con la diocesi a caccia di lire, una volta, di euro oggi, diventasse ciò che oggi è. Non vogliamo riaprire la ferita di ciò che è stato compiuto per palazzo Gori ceduto alla pari in cambio di una discarica di rifiuti dalla stessa Misericordia con l’intervento di “Giro” di provincia e Comune. Comunque, e noi spesso lo ripetiamo “A pensar male si fa peccato ma molte volte ci si azzecca” Parole di Giulio Andreotti uomo di ben altro livello del povero e stralunato Renzi, e se lo diceva Andreotti…..

Gli ostinati e gli stupidi. Di: David Elmutter

 

ENRICO ROSSI, L'ARROGANZA AL POTERE.

ENRICO ROSSI, L’ARROGANZA AL POTERE.

ROSSI: AVANTI AL GRIDO “SONO NEL GIUSTO”

Prato-Sono due i personaggi che ci mettono paura, gli ostinati e gli stupidi. Per gli stupidi è facile carpirne il perché, essendo incapaci di volere non riescono a capire quando è giunto il momento di dare un taglio diverso al loro pensiero. Più di loro ci spaventano gli ostinati, gli ostinati non sono incapaci di intendere e di volere sono semplicemente così arroganti e pieni di se da non comprendere quando è giunto il momento di dare una sterzata alla propria vita, nel nostro caso una sterzata alla loro vita politica. Rossi appartiene alla classe degli ostinati e forse vi appartiene non solo per sua totale colpa, Rossi è un po’ come un “Bambino” cresciuto viziato e dunque certo che tutto gli è dovuto. Rossi, viene a Prato e insiste nel voler difendere l’indifendibile, insiste nel voler difendere la sua sanità, e nel contempo i suoi ospedali. Rossi viene a Prato, che possiamo definire “Portabandiera” del no all’aeroporto di Peretola, no urlato anche dai suoi compagni di partito, tranne da Biffoni che a suo tempo si è rifiutato di firmare il ricorso al tar richiamato all’ordine, pensiamo, dallo stesso Renzi  e da Rossi che si trova, come Biffoni, nell’ingrata posizione di non poter dire no al premier fiorentino, nella convinzione di convincere tutti. Tutto ciò ci fa tornare, tristemente alla mente quei gerarchi che insistettero nella difesa del duce, sapevano bene, questi, che la loro accusa sarebbe equivalsa a morte certa come lo fu per Ciano ed alti altri componenti del gran consiglio. Biffoni e Rossi temono, profondamente, che Renzi alla fine la “Sfangherà” Il fatto, oggi non è impossibile, ma ripetiamo, oggi, ma domani? E quale sarà la fine di questi gerarchi che si troveranno all’improvviso senza più un duce a comandarli? Per loro sarà la fine politica, che forse potrà andar bene per Rossi che da tempo calca il palcoscenico della politica, ma Biffoni? Biffoni, ancor giovane cosa farà del suo futuro politico? In pratica sono, come tutti coloro che seguono Renzi, solo degli zombie, dei morti politicamente ancor prima di esserlo ufficialmente. Renzi non avrà lunga durata a meno che il suo partito, i veri comunisti e non quelli risciacquati nello scudo crociato, non gli concedano una grazia, cosa in cui non crediamo. Non ci crediamo noi e non ci credono coloro che oggi si stanno contrapponendo a Renzi. Verrà il giorno, e dovrà arrivare per forza, che il grande “Conducator” si dovrà inchinare a chi si appresterà a presentargli il conto che presumiamo sarà salatissimo.  Ma Rossi, dall’alto della sua arroganza, arriva a Prato, città in cui ne ha fatte di “Cotte e di crude” E qui difende un ospedale dimostratosi largamente inadeguato, un ospedale che nonostante la “Grande idea” del projet financial sta costando ampiamente più del vecchio, in tutto, in posti letto, in energia, in euro, la Ge-sat ha da poco presentato fattura alla ASL per circa 400 mila euro in più del previsto, che era il niente, per aver dovuto spendere di più, ad esempio, nelle sanificazioni delle lenzuola dei letti. Ma questo solo un piccolo esempio di quanto da un rivoletto di euro stia nascendo un fiume che presto raggiungerà la piena e spazzerà via tutto, la Ge-sat gestirà, grazie a Rossi, l’ospedale per circa 20 anni e anche le acque più tranquille a volte portano via i ponti e così sarà, e non solo per Prato ma per tutti i mostri generati da Rossi. Rossi chiede anche gratitudine ai pratesi, e non solo anche ai cittadini di Pisa per la “Grande idea” dell’aeroporto. Ma mentre Rossi chiede grazie anche ai suoi compagni di partito per lui tira aria gelida e proviene da Massa, dove a suo tempo scomparvero dalla ASL 400 milioni di euro, un vento gelido che la magistratura, pare, indirizzare proprio sul collo di Rossi. Sono certi i compagni di voler come presidente di regione ancora Rossi? Siamo sicuri che a Piombino siano rimasti pienamente soddisfatti di un porto mai nato e per cui noi che scriviamo siamo stati presi in giro quando affermavamo che il porto non esisteva? Siamo certi che gli amici democristiani vorranno tenere in piedi un uomo tanto inviso anche al suo partito? Se si, starebbe a significare, che intorno alle opere di Rossi ruota un vorticoso “Giro d’affari” a cui nessuno può più sottarsi, ma i cittadini avranno voglia di vedere ancora Rossi sullo scranno più alto della regione? Che sia di sinistra possiamo accettarlo, che sia odioso no.

 

Prato e gli effetti speciali. Di: Massimo Cecchi/ Vesna Jovanov

ALDO MILONE PRATO LIBERA E SICURA ALLA REGIONE?

ALDO MILONE PRATO LIBERA E SICURA ALLA REGIONE?

 S’ODE A DESTRA UNO SQUILLO DI TROMBA…………

Prato-Non mi dilungherò sul fatto su cui sarò più preciso nei prossimi giorni con interviste ai diretti interessati, nel contempo, sarete, spero, felici, voi che ci ascoltate, ad essere i primi a Prato nel sapere che per le regionali toscane è nato un nuovo accordo che logicamente interessa anche Prato. Come vi avevamo anticipato alcuni giorni fa Aldo Milone, con la sua Prato Libera e Sicura si era alleato con fratelli di’ Italia e che insieme avrebbero sorretto la candidatura di Donzelli alla presidenza della regione. In questi ultimi scampoli di ore   è cambiato il paesaggio, per carità nessun “effetto speciale” ma ci siamo molto vicini. Fratelli d’Italia e Prato libera e Sicura hanno stretto alleanza con la lega e il candidato alla presidenza della regione non sarà più Donzelli, che correrà a Firenze, ma Borghi della lega nord. Scenari diversi e finalmente uno squillo di tromba proveniente da destra. A questi darà man forte Gianni Cenni ex assessore della lista di centro destra in comune guidata da Roberto Cenni che, secondo me, ha scelto una strada ben più stretta e tortuosa per la sua candidatura in un gruppo di liste civiche che non credo porteranno a niente. Domani approfondimenti sui fatti e interviste con i diretti interessati

«Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi…». Di:Massimo Cecchi

Bertolt-Brecht

Bertolt-Brecht

Prato-Anzi, per usare l’espressione originale, «Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi». È la frase che Bertold Brecht, nella Vita di Galileo, fa dire al grande scienziato, uno dei padri della nostra modernità. L’Italia , purtroppo, è un paese, una nazione che vive da anni e anni sull’ eroismo personale di pochi tra l’indifferenza generale dei molti. Solo alcuni di questi, e solo se colpiti direttamente, passano, struggendosi un po’ e in fondo controvoglia dalla parte degli eroi. Eroi, che voglio ricordare, non saranno mai riconosciuti come tali se non dopo anni e anni, e dopo, forse dei tremendi ribaltoni politici. Oggi, e non possiamo negarlo, i nostri eroi, quelli che ben pochi di noi sono pronti a riconoscere in quanto tali, sono coloro che nell’assurda speranza di far parte di un popolo, di una nazione, di una città si rivolgono alle istituzioni che beatamente se ne fregano e si limitano a dar risposte di comodo atte solo a guadagnar tempo “Saranno altri ad occuparsi dei fatti perché proprio io?” I nostri eroi, giornalieri, sconosciuti ai più, sono tutti coloro che hanno riconosciuto nella nostra nazione nel nostro popolo, nella nostra città quella certezza di sicurezza che nessuno ha poi potuto garantire loro. Oggi i nostri poveri e strappati eroi sconosciuti chiedono aiuto, in modo flebile, alle autorità e da queste non hanno che risposte atte al rinvio, “Vedremo cosa potremo fare” Nessuno dei nostri laceri eroi scende in piazza, hanno paura, hanno paura di personaggi che a oggi si arrogano il diritto di far delle loro vite il buono e cattivo tempo. Ora basta! Ci pare sia giunto il momento che i nostri eroi sconosciuti, figli di una pezzo di pane o di una casa vengano riconosciuti come tali da chi di dovere e che chi di dovere finisca di nascondersi, come da anni accade, dietro le gonnelle della mamma. Vogliono essere il simbolo di una Prato che rinasce? Vogliono scorgere in essa una nuova Berlino? Vogliono poter lavorare a una città diversa e più vivibile? Bene lo facciano pure nessuno ne arresterà il cammino, ma, e c’è un ma, prima risolvano i problemi dei nostri eroi senza tetto e senza cibo e dopo, solo dopo, vengano a raccontarci le “Balle” colossali su aeroporti, Buchi, e centri fieristici, sono fantasie semi erotiche di impotenti guardoni, niente di più.