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Prato nel Mondo

…per conoscere tutto meglio

Month: febbraio 2015 (Page 1 of 12)

Biffoni, Sindaco d’assalto, taglia i cespugli e non illumina la ciclabile. Di: Massimo Cecchi.

Aldo Milone (Prato libera & sicura) Prato.

Aldo Milone (Prato libera & sicura) Prato.

Aldo Milone-Chiedo scusa per questo sfogo ma leggere le dichiarazioni di Biffoni sulla sicurezza e tacciare le opposizioni di cialtronerie, mi fa veramente incavolare. Voglio solo ricordare al Sindaco Biffoni che, quando lui giocava con i soldatini nel 1980, io ero all’Antiterrorismo. Nel 1982, quando gli insegnavano alle scuole elementari le prime tabelline, io ero in Sicilia all’Antimafia. Credo che basti altrimenti ci vorrebbe una pagina intera di fb. Forse è bene che si rallegri per aver tagliato qualche cespuglio sul Bisenzio e non vada oltre. Forse non si sta neanche rendendo conto che i pratesi ogni giorno leggono un bollettino di guerra.

Biffoni, Sindaco d’assalto, taglia i cespugli e non illumina la ciclabile. 

Matteo Biffoni Sindaco di Prato.

Matteo Biffoni Sindaco di Prato.

Prato-A commentare gli interventi di Biffoni e a dover a forza sottolinearne la pochezza mi è venuto un poco a noia, come penso sia venuto a noia a molti dei cittadini di Prato, ma se devo  parlare del Sindaco non posso che parlare di “pochezza” D’altra parte è da tempo che mi chiedo, e con me sono in tanti a porsi la stessa domanda, il perché, dopo aver avuto l’enorme fortuna di essere eletto in Parlamento lo abbia abbandonato per fare il Sindaco a Prato, oggi. A Roma avrebbe potuto tranquillamente continuare i suoi giochi adolescenziali senza far correre pericoli alla città. Molti, anche della sinistra, mi dicono che probabilmente gli è stato offerto qualche cosa dopo il suo quinquennato, offerta a cui non ha saputo dir di no. Ma 5 anni, ora 4 , sono lunghi a passare e chi ieri ha fatto a Biffoni delle promesse è probabile che non giunga tanto in la da poterle mantenere, ma Biffoni è giovane e ha una vita davanti per trovarsi una sistemazione e certo il PD lo ringrazierà, se altro non potrà o vorrà fare, con qualche presidenza o qualche consiglio di amministrazione che tutti noi, io per primo, mi auguro lontano da Prato. Ho letto è pubblicato un vero “Sfogo” di Aldo Milone che mi pregio di conoscere da anni e a cui porto profondo rispetto. Rispetto per l’uomo ma anche rispetto per ciò che lui ha rappresentato nella vita della nostra sciagurata penisola, Una vita rischiosa quella di Milone, una vita rischiosa quella della sua famiglia, la vita di un “Servitore dello Stato” da sempre. Con Aldo, ho parlato spesso, negli ultimi 20 anni, di come sia cambiata l’Italia, di quanto è cambiata la malavita, di quanto la mafia, invece di esser combattuta o autocombusta sia cresciuta nel nostro paese acquisendo ogni giorno di più il doppiopetto dell’uomo d’affari. Biffoni parla di sicurezza e non sa minimamente di cosa stia parlando e ne parla quasi fosse una sua creatura. Biffoni sta facendo del male a questa città, ma non lo sta facendo perché di sinistra, lo sta facendo perché non ha le capacità di governare una città come Prato, ma forse neppure una città più piccola. Governare significa conoscere sulla punta delle dita quali sono i problemi, governare significa affrontarli, non dico che sempre possano essere sconfitti, ma affrontati si. Biffoni non può farci passare per fragola una mela, Biffoni non sa niente di sicurezza, di legalità, di leggi sulla sicurezza sul lavoro, non conosce i problemi dei suoi concittadini più sfortunati, non sa che a Prato gli affittacamere che hanno vinto il bando per affittare le case ai senzatetto sono due e non oltre, non sa o non vuol capire che Prato è stanca di avere un Sindaco che gira come gira la banderuola quando cambia il vento, Biffoni finge di non capire che la città sa che la maggior parte degli assessori che lo dovrebbero coadiuvare ne’ sa meno di lui. Alla fine di tutti i conti la città ha capito che non è all’altezza di fare il Sindaco, questo non lo rende meno uomo, lo rende meno credibile e più vulnerabile nel cercar di dimostrare, forse anche a se stesso, che può o deve farcela. Ma un consiglio lo voglio comunque dare a Biffoni, per quanto possa valere, presti sempre orecchio a chi è certo ne sappia più di lui, in questo caso Aldo Milone.

Violento incendio in un magazzino a Montemurlo, i vigili del fuoco ancora al lavoro. Di: Elisa Pucci

Incendio a Montemurlo.

Incendio a Montemurlo.

Prato-Un  incendio si è sviluppato in  un capannone industriale, nove i mezzi dei vigili del fuoco corsi sul posto nel tentativo di spengere l’incendio stesso Il fuoco pare sia  scoppiato poco prima delle 19.20 di questo pomeriggio nel comune di  Montemurlo. Sul posto sono giunti, in tutta fretta, i vigili del fuoco di Prato, Pistoia e di Firenze. Le fiamme avevano nel frattempo avviluppato tutta  la struttura. Si tratta, non era difficile immaginarlo, di una ditta cinese. Vasto incendio in un capannone industriale, una decina di mezzi dei vigili del fuoco per domare le fiamme in via Ombrone,  qui sul  posto stanno operando numerosi uomini, oltre i vigili del fuoco sono naturalmente giunti i carabinieri della loxcale stazione L’incendio pare vasto ed è alimentato dal forte vento, a dire i vero non è fortissimo ma quando c’è un incendio c’è sempre un forte vento. I soccorritori al momento stanno cercando di impedire che possa propagarsi. Le fiamme sono ben visibili da lontano.

Secondo quanto abbiamo potuto ricostruire dalle parole dei presenti sembrerebbe trattarsi di una ditta gestita da orientali. La palazzina accanto al capannone e’ stata evacuata.

Non sembra, per adesso  che ci siano persone coinvolte nell’incendio. I vigili del fuoco non sono però ancora riusciti a entrare dentro il magazzino  in fiamme.  E’ sorto qualche problema di viabilità essendo state chiuse alcune strade nei pressi dell’incendio, il tetto è crollato, di norma sono i primi a crollare, niente di nuovo se non che il tetto pare fosse costruito  con lastre di amianto. In verità stiamo basandoci su dei  “Sembra” e su dei si dice, solo dopo che l’incendio sarà completamente domato e che i vigili del fuoco avranno terminato lo “Smassamento” inizieranno le perizie del caso.

 

“Situazione drammatica e poche risposte. Uno sfratto ogni 249 famiglie, il doppio della media regionale”

Troppi i cittadini senza una casa ma il comune la trova ai migranti.

Troppi i cittadini senza una casa ma il comune la trova ai migranti.

 

MA NOI SISTEMIAMO I MIGRANTI, GLI ALTRI? CHE LAVORINO !

Prato-Pochi alloggi, tanti sfratti. E’ emergenza a Prato, la provincia toscana con il minor numero di case popolari ma anche con un mercato immobiliare ingessato dai prezzi troppo alti, condizionato dalla stretta delle banche e affossato da una crisi che non accenna ad allentarsi. Sunia e Cgil lanciano l’allarme, e lo fanno prendendo a riferimento i numeri dell’Osservatorio sociale della Toscana che descrive una situazione difficilissima. “Questo territorio non è in grado di dare risposte – commenta Lorenzo Pancini, segretario generale del sindacato nazionale degli inquilini – l’emergenza è diventata un fatto ordinario è questo è motivo di grande preoccupazione. Un dato per tutti: a Prato si conta uno sfratto ogni 249 famiglie, il doppio della media regionale”. Grande attesa per il bando che il Lode pratese dovrebbe pubblicare ad aprile prossimo con sei mesi di ritardo rispetto alla scadenza naturale. “Possiamo immaginare qualcosa come duemila domande a fronte – spiega Pancini – di qualche decina di alloggi. Le risposte alla domanda crescente di casa e al numero sempre in aumento di sfratti può arrivare da due fronti: l’acquisizione da parte degli enti pubblici di fabbricati privati e la corsa ai fondi strutturali che l’Europa mette a disposizione per la riqualificazione urbana”. Sfratti, elenco più lungo che altrove. 427 gli sfratti eseguiti nel 2011, 400 nel 2012 a fronte di 1.806 richieste di esecuzione. Si tratta di sei nuclei familiari su 100 che vivono in affitto, il doppio esatto della media regionale.

Vivere in auto a Prato, il Sindaco se ne frega.

Vivere in auto a Prato, il Sindaco se ne frega.

La maggior parte delle famiglie che rischia di ritrovarsi in mezzo alla strada è morosa e in larga parte è morosa incolpevole, ovvero non riesce a pagare l’affitto perché ha perso il lavoro. L’ultimo bando per le case popolari risale al 2010: 1.614 le domande presentate, 824 delle quali da parte di italiani. Alloggi popolari, una carenza che fa male. In tutta la provincia si contano appena 1.720 case di edilizia residenziale pubblica.Fatti due conti, una casa ogni 59 famiglie contro un rapporto di 1 a 33 del resto della regione. “Se volessimo raggiungere l’asticella toscana – dice il segretario generale del Sunia – dovremmo costruire almeno 1.200 alloggi. Difficile immaginare uno scenario di questo tipo”. Pensare che Pisa ha oltre 6.200 case popolari, quasi 4mila Lucca, più di 8mila Livorno. Naturale pensare ad una valutazione politica errata in passato. “La Prato che produceva ricchezza – è la chiave di lettura di Pancini – non si è posta la questione delle case popolari, ecco il risultato”. Insomma, scarsa lungimiranza e oggi che molte famiglie hanno visto crollare il loro reddito scivolando nella povertà il problema si presenta in tutta la sua drammaticità. Intanto l’Epp ha recuperato due milioni di euro che destinerà totalmente alla manutenzione e ristrutturazione di quegli alloggi popolari che ad oggi sono vuoti perché inutilizzabili. Una volta completato il restyling, le case saranno assegnate a nuovi inquilini. Altre case popolari sono pronte in viale Galilei – 19 appartamenti – mentre a San Giusto ce ne sono circa 50 che però sono ancora indietro con i lavori. Mercato immobiliare fermo. Circa 109mila abitazioni in tutta la provincia, mentre le famiglie sono circa 101mila. Secondo le stime confermate anche dall’amministrazione comunale, sarebbero 9mila le case vuote. Colpa anche di una compravendita bloccata: a Prato i prezzi al metro quadrato sono i più alti della Toscana e continuano ad aumentare. E c’è dell’altro: i mutui accesi sono calati di oltre il 50 per cento, un po’ perché c’è meno richiesta e un po’ perché il sistema creditizio è restio. In tutto il 2012 sono state 750 le abitazioni acquistate con il mutuo, contro le 1.338 di quattro anni prima. Il valore complessivo dei mutui erogati è passato da oltre 204 milioni del 2008 ad appena 92 del 2012. Il patrimonio privato in vendita. La Regione, nelle settimane scorse, ha messo in pista una proposta per risolvere l’emergenza casa: acquistare case dai

Facciamo al CREAF, (Ente inutile e costoso) case per i bisognosi.

Facciamo al CREAF, (Ente inutile e costoso) case per i bisognosi.

privati per farne edilizia residenziale pubblica. A Prato le manifestazioni d’interesse non sono mancate: sul piatto del Comune sarebbero pronti immobili per un controvalore di oltre 22 milioni. Tutto sta nel capire chi deve mettere i soldi per l’acquisizione. Le proposte di Sunia e Cgil. Incrementare il comparto dell’affitto a prezzi calmierati e rivedere le regole perché spesso l’affitto a prezzo concordato è più alto di quello del libero mercato; attento monitoraggio dell’impiego delle risorse del fondo sfratti che nel 2011 è rimasto inutilizzato per il 50 per cento; una programmazione a più lungo raggio per evitare di tamponare sempre e solo l’emergenza, tra l’altro con risultati esigui, senza una prospettiva sul futuro; rilanciare l’edilizia legata alla riqualificazione energetica e ambientale così da rimettere in moto il settore economico.

da: toscana tv

Sanità «Da Cisl analisi tragicamente vera. Si mantengono problemi e poltrone, si tagliano i servizi» Di: Stefano Mugnai

Stefano Mugnai.

Stefano Mugnai.

Il Vicepresidente della Commissione sanità al fianco del sindacato: «La proposta di legge? Una macedonia pre-elettorale che smantella il sistema»

 

Prato-«L’analisi avanzata oggi da Cisl Toscana sulla riforma del sistema sanitario regionale progettata da Rossi nella sua crudezza non fa una piega: la proposta di legge mantiene i problemi e smantella i servizi. Ce ne eravamo accorti anche noi, che volevamo la riduzione delle burocrazie e degli apparati, e ci siamo ritrovati per le mani il taglio dei posti letto ospedalieri e del personale sanitario, entro un’impalcatura che procede in direzione di una dequalificazione complessiva, come Rossi ha già candidamente detto di voler fare quanto agli infermieri, e del depotenziamento della sanità toscana»: a parlare in questi termini è il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Forza Italia), le cui posizioni sulla proposta di legge della giunta sul riordino del sistema sanitario regionale sono particolarmente in sintonia con quelle espresse proprio poco fa dalla segreteria di Cisl Toscana.

            «Quando Rossi in televisione annunciò un poderoso taglio delle Asl e delle strutture d’apparato – ricorda Mugnai – per un attimo pensammo che ci sottraesse terreno di confronto politico, noi che storicamente ci siamo battuti e ci battiamo invocando la compressione radicale delle burocrazie. Di quanto ci fossimo illusi è stato facile accorgersi appena ci è arrivata per le mani la proposta di legge, che sì prevede un risparmio di 240 milioni di euro, ma ottenuto come? Mica attraverso il taglio delle ridondanze burocratiche: quelle no, le posizioni apicali cambiano nome e via. Il 99% di quei risparmi verranno ottenuti tagliando ancora posti letto ospedalieri, che la giunta in questi anni aveva già provveduto a ridurre oltre le soglie previste dal decreto Balduzzi, depotenziando i servizi e sfoltendo o dequalificando le piante organiche».

«Basti pensare – incalza il Vicepresidente della Commissione sanità – alla dichiarata intenzione di Rossi di sostituire gran parte degli infermieri con operatori socio sanitari, ovvero figure professionalmente differenti tra loro che operano normalmente in filiera con mansioni diverse. E’ come scambiare arance con mandarini. E, nel caso specifico, i mandarini implicano un costo del lavoro inferiore. Ecco come è fatta questa riforma che ci si chiede di approvare come ultimo atto di legislatura: una macedonia da servire in campagna elettorale per dire che qualcosa si è fatto. Rimandando i tagli a dopo le elezioni. Si smantella il sistema di assistenza e cura ai cittadini. Non col nostro avallo. E, a quanto pare, neppure con quello dei lavoratori e professionisti del settore».

La propaganda di regime come ai tempi del fascismo. Di: Aurelio Donzella

Prato, e la Toscana le belle addormentate mentre impzazza "Cappuccetto ROSSI"
Prato, e la Toscana le belle addormentate mentre impazza “Cappuccetto ROSSI”

A CHI LA SANITA’? A LORO !

Prato-Sulla stampa locale  un articolo illustrava la nascita di un nuovo e grandioso presidio sanitario: “Il CENTRO PER LA SALUTE DELLA DONNA”, nei locali rimasti vuoti del vecchio Ospedale.
Tutti si sono guardati bene dal dire come stanno effettivamente le cose: Poiché non c’è più quattrini che se ne sono andati nella costruzione dei 4 nuovi ospedali dei quali nessuno aveva ravvisato l’ indispensabilita’. L’ ASL non ha risorse per procurarsi nuovi locali per i distretti, dato che quelli attuali non sono più a norma.
Pertanto i servizi territoriali vengono eliminati.
Per nascondere questa grave situazione che si fa? Si tira fuori il “CENTRO PER LA SALUTE DELLA DONNA” nel quale saranno riversate , ma questo non viene detto perche’ e’ auesta la vera sconfitta, tutte le attività consultoriali di Via Muzio Clementi e di Via Roma che verranno chiuse.
Tanto chi ci perde sono i cittadini che vengono privati dei servizi vicini a casa loro e vedranno aumentare i tempi di attesa per le prestazioni delle quali necessitano.
L’ immagine del regime e’ salva, i cittadini contenti e gabbati.
Per la costruzione di un ospedale inutile la collettività viene privata dei servizi sanitari.
Questa attuale e sedicente sinistra fa tesoro dei metodi propagandistici del fascismo

E noi speriamo ce la caviamo Di: Aldo Milone

Aldo Milone e la famiglia adottata secondo la linea "Rossa"

Aldo Milone e la famiglia adottata secondo la linea “Rossa”

MA GLI ITALIANI E I PRATESI SONO MENO UGUALI.

Prato-Adesso vi racconto l’ultima chicchina della giornata. Ieri sera ho incontrato un titolare di un’agenzia immobiliare il quale mi ha detto di aver ricevuto una telefonata dalla Prefettura per reperire un immobile per potere ospitare, udite udite, 250 profughi. Questo immobile deve trovarsi preferibilmente in centro e sono disposti a pagare anche 20.000 euro al mese di affitto. E’ vero che sono fondi europei ma è anche vero che a formare questi fondi ci sono anche soldi nostri. Tra l’altro l’immobile deve essere anche in centro, come se il centro non avesse nessun problema. A questo punto mi sono ricordato dell’allarme lanciato dal Sunia per le 2.000 famiglie pratesi sotto sfratto per le quali però nessuno fa una telefonata per trovare loro degli alloggi. Fino a quando è possibile tollerare tutto ciò? Per non apparire razzista, per un italiano essere trattato come un extracomunitario, è forse chiedere troppo?

I complimenti del reprobo. Di: Vittorio Lana

Matteo Salvini e il caffè negato.

Matteo Salvini e il caffè negato.

UN’ALTRA STORIA, O FORSE SEMPRE LA STESSA?

Prato-Io provai a chiedere di lasciare qualche santino elettorale avverso in un paio di Circoli e mi pregarono (si fa per dire) di levarmi di culo alla svelta. Anche divertente e nulla di nuovo sotto il sole Italico: sin da bambino appresi quali cortesie riservarono i Commilitoni a quelli come mio Padre che non esibivano alla svelta la tessera del fascio.
Ieri come oggi è solo una questione di ticket …

Complimenti ai circoli Arci della Toscana che hanno reagito con fermezza alle strumentalizzazioni di Salvini che, per finalità e idee politiche, nulla hanno a che vedere con la tradizione democratica e antifascista di chi quei Circoli ha costruito, dando un contributo fondamentale allo spirito democratico di questa regione. Se nel 1973 si guardò a Cantagallo che rifiutò il caffè all’allora segretario del Msi Almirante, d’ora in poi si guarderà ai sinceri democratici della Toscana che, nel nuovo secolo, hanno rifiutato un aperitivo a Salvini.

Un brutto segnale per il “Ducetto de noartri” Di: Massimo Cecchi

Er ducetto de noartri, vicino a Salò.

Er ducetto de noartri, vicino a Salò.

 

     QUANDO IL RE SI SCOPRE VERAMENTE NUDO

Prato-L’esternazione della CGIL di Prato non deve esser vista come un’esternazione legata solo e soltanto alla nostra città, la CGIL attaccando, e duramente, Rossi, altro non fa che “Parlare a nuora perché suocera intenda” Renzi in questo ultimo periodo si è lasciato un po’ prendere la mano dalla sindrome del “Qui comando io e questa è casa mia” Si è preso il gusto, amaro, di offendere tutto e tutti, partendo dai sindacati, CGIL in testa, fino a offendere, dando loro il nomignolo di cespugli, quei partiti che fino ad oggi hanno contribuito a tenere in piedi il suo Governo. Renzi ha puntato, forte, forse troppo forte, sulla certezza di un accordo con Forza Italia, un partito ormai balcanizzato, come è balcanizzato il PD stesso. Per troppe volte e con troppe persone della sua sinistra, del suo partito, Renzi si è permesso lo sberleffo, in molti sono rimasti silenziosi e hanno abbozzato ma ciò non toglie, e questa è la dura realtà della politica, che non se la siano legata al dito. La CGIL è il sindacato più forte d’Italia, fa parte della sinistra storica di ciò che era il PCI, se oggi attacca apertamente uno dei pupilli di Renzi, Rossi, significa che tutta la CGIL è pronta ad attaccare Renzi. lo stesso Renzi che sta cercando, a torto o a ragione, di metter con le spalle al muro la Magistratura, fatto che fino a oggi non ha mai pagato. E i silenzi di D’Alema, di Rosy Bindi, il parziale, e forse solo di facciata, accondiscimento di Bersani lasciano intuire che nella sinistra, nel PD si è aperta la caccia a Renzi. E’ da tempo che vado dicendolo, Renzi si sta facendo in un sol colpo troppi nemici fra coloro che dovrebbero essergli amici. Penso, e è facile farlo, a Landini della FIOM altro sindacalista che da sempre rappresenta l’ala più oltranzista e che più volte Renzi ha preso in giro. Landini avrà certo commesso degli errori, è di sinistra, ma è un uomo che ha dietro le spalle un nutrito numero di persone che non esiteranno a seguirlo essendosi accorti che la politica Renziana è ormai una politica legata mani e piedi alla destra italiana. Renzi, oggi più che mai, si trova in balia di Forza Italia e del nuovo centro destra, senza tener conto di una Lega che guidata dall’altro Matteo, Salvini, sta compiendo passi da gigante in tutta la penisola. In tutto questo abbiamo lasciato fuori il M5S che già una volta ha fatto piangere lacrime amare al PD, se tutto continuerà come sembra prospettarsi, ci aspettiamo una fragorosa caduta del Governo, sempre che Forza Italia e Silvio Berlusconi non insistano ad ascoltare le sirene del tipo di Verdini, uomo più legato agli affari che non alla politica.

Una sanità che fa acqua da tutte le parti. Di: Chiara Capecchi

Un ospedale inutile e dannoso.

Un ospedale inutile e dannoso.

LA CGIL FA I CONTI IN TASCA ALLA SANITA’ PRATESE “PER PRATO OCCORRONO 50 MILIONI DI EURO”

 

Prato-calcolatrice alla mano la CGIL pare non voler concedere sconti alla sanità pratese e il sindacato stesso fa un appello al Sindaco Biffoni e alla regione perché vengono trovati questi finanziamenti, la CGIL ha anche sollevato dei forti dubbi sul project financing che da anni il Presidente Rossi cerca di magnificare come un’idea di grande portata storica e futuristica. La realtà, afferma sempre il testo della CGIL è che non sarebbero sufficienti per Prato i 3 milioni di euro a cui fa spesso richiamo l’assessore alla sanità regionale Marroni. Che le cose della sanità pratese non funzionassero al meglio lo avevamo intuito senza fare un grande sforzo, che le letterine scritte a due mani da Sindaco e Assessore in Regione non servissero assolutamente a niente lo avevamo dato per certo. Oggi è la maggior forza sindacale italiana, la CGIL che stura le verità, che da tempo conosciamo, sulla sanità pratese. Solo stamattina ne’ descrivevamo alcune marchiane storture l’intervento della CGIL, che certo non si può reputare vicina a noi, non fanno

CGIL Prato.

CGIL Prato.

altro che confermare e confermarvi, amici lettori, che Rossi ha commesso a Prato degli errori che i cittadini finiranno per pagare e che molti hanno già iniziato a farlo. Ma la CGIL va ancora più avanti, come d’altra parte siamo andati stamani noi e come da anni insistiamo nel dire e denunciare.  l’insufficienza dei posti letto del nuovo ospedale (occupati per il 98%), la carenza di risposte territoriali, la chiusura di alcuni distretti (oltre a quello di via Clementi a San Paolo, non sono più accreditabili per carenze strutturali anche le sedi di Vernio, Montemurlo e Carmignano), l’inadeguatezza delle quote sanitarie per le case di riposo, i livelli di assistenza domiciliare integrata, le liste di attesa che in molti casi, per visite specialistiche e diagnostiche, non rispettano i termini fissati dalla Regione.

Il pronto soccorso preso d’assalto

A Prato letti nei corridoi.

A Prato letti nei corridoi.

“A questo si deve forzatamente aggiungere la super-affluenza al pronto soccorso da parte di persone che non trovano risposte adeguate sul territorio, dice Lorenzo Pancini, della Funzione pubblica Cgil. Per questo proponiamo, afferma sempre la CGIL per bocca di Pacini, di istituire al pronto soccorso la presenza di un medico di medicina generale e un infermiere del territorio che una volta preso in carico il paziente, attivino in collaborazione con il medico di famiglia il percorso territoriale più adatto a quella persona, in modo che magari non sia costretta a tornare in ospedale pochi giorni dopo. È un sistema che è stato testato a Pistoia con la presenza al pronto soccorso di infermieri territoriali e ha dato buoni risultati, soprattutto con pazienti cronici e persone che hanno trovato risposte di diagnostica sul territorio. Chiediamo che il servizio venga sperimentato a Prato per un anno con accesso dopo il triage”.

Le risposte sul territorio

La Cgil chiede, nel contempo, che vengano raddoppiati i posti letto delle cure intermedie nella palazzina

Lo hanno chiuso il Misericordia e Dolce. Era necessario?

Lo hanno chiuso il Misericordia e Dolce. Era necessario?

ex malattie infettive del Misericordia e Dolce (da 12 a 24 posti letto), e che si attivino altri 20 posti letto a bassa intensità di cura, oltre ai 20 già esistenti in convenzione con Villa Fiorita. “Le aggregazioni funzionali territoriali che dovevano riunire i medici di famiglia ed estendere gli orari di ricevimento, dalle 8 alle 24 sette giorni su sette, con il coinvolgimento delle guardie mediche sono rimaste solo sulla carta. È ora di farne partire almeno una, come è opportuno iniziare a sperimentare almeno due case della salute, soprattutto in provincia, a Montemurlo e in Vallata, ma anche a Poggio a Caiano” aggiunge sempre Pancini.

A preoccupare la Cgil, e anche molti cittadini, è anche la chiusura dei distretti non più accreditabili per carenze strutturali. A San Paolo i servizi del Distretto di via Clementi sono stati “polverizzati” svuotando un’area con quasi 40 mila abitanti”, e uno scenario simile si apre per Vernio, dove i cittadini “per recarsi alla struttura pubblica più vicina sarebbero costretti a recarsi a Castiglion dei Pepoli”. La CGIL reputa insufficienti anche l’assistenza domiciliare integrata (cure multidisciplinari a domicilio degli anziani cronici) e l’offerta pubblica nelle Rsa.

Il project financing

Ge-sat e i nodi scorsoi di Rossi.

Ge-sat e i nodi scorsoi di Rossi.

A complicare il quadro il difficile rapporto con il concessionario del nuovo ospedale. La questione delle tariffe del parcheggio è la più evidente e ormai quasi annosa e stucchevole, ma altri servizi esternalizzati dal concessionario come la sanificazione dei letti, hanno portato a complicazioni e maggiori rigidità negli orari di dimissione. Sul project financing, la Cgil sottolinea che a fronte della rapidità nella costruzione dell’ospedale (eretto in tre anni e mezzo), ci sono altri problemi legati ai costi. Il Santo Stefano è costato quasi 190 milioni di euro (3.336,80 euro a metro quadro) e i 4 nuovi ospedali toscani (Prato, Pistoia, Lucca e Massa) sono costati 657,5 milioni, di cui 199,3 a carico del concessionario, 169,1 da parte dello stato e 289,1 finanziati dalle 4 Asl. Secondo la Cgil il concessionario recupererà l’investimento e realizzerà un profitto considerevole nei 19 anni e due mesi di gestione di vari servizi non sanitari, che peraltro decorrono dal termine della costruzione del nosocomio di Massa non ancora completato. “La Asl di Prato e il concessionario hanno già ridefinito tre volte il contratto di servizio e secondo l’ultimo disponibile il canone mensile versato a Sat è di 1 milione e 735.200 euro. Una cifra che moltiplicata per i

Pancini CGIL prato e la nostra sanità contorta.

Pancini CGIL prato e la nostra sanità contorta.

19 anni e 2 mesdi di concessione, farà arrivare sui conti del concessionario 399 milioni di euro soltanto dalla Asl 4. “La forza di negoziazione del privato è più forte di quella pubblica, perchè Sat tratta le condizioni con 4 diversi direttori generali” spiega Pancini, secondo il quale una direttiva europea che l’Italia sarà tenuta a recepire presto, rivede l’istituto delle concessioni e le condiziona all’esistenza del rischio d’impresa da parte del privato, distinguendo così il project financing da un normale appalto. “In questo caso il rischio d’impresa è praticamente azzerato”.

La sanità pratese, questa sconosciuta. Di: Chiara Capecchi

Il dottor Majno.

Il dottor Majno.

 

ROSSI E IL “GRASSO CHE COLA”

Prato-Abbiamo una nota inviataci dal dottor Aurelio Donzella che riguarda l’ospedale e il suo esser stato dichiarato zona “Antifumo” la dobbiamo posticipare per il triste andamento della sanità pratese che va ben oltre il fumo di sigaretta. Le ambulanze che non possono più usare il telepass, Rossi ha deciso di risparmiare, non sulla costruzione di mostruosità ignobili ma sul costo delle ambulanze, non solo, dopo mesi, anni che ne andiamo parlando la ASL, colpita forse da un miracolo divino o da qualche accidente cittadino, pare voler provvedere a riaprire parte del vecchio ospedale Misericordia e Dolce per far fronte, solo ora se ne accorgono, all’emergenza che vive giornalmente il pronto soccorso del Santo Stefano, ma il dottor Majno in questi mesi dov’è stato? Molto probabilmente a lezione dal professor Rossi su come risparmiare lucrando al massimo nella sanità pubblica. Non è finita ieri alcune persone sono svenute al centro Giovannini, dove si erano recate per dei prelievi, visto che Rossi sta predisponendo assieme alla sua “Banda Bassotti” la chiusura dei centri nei quartieri di Prato. Cosa dobbiamo aspettarci ancora da chi pretende di succhiare solo soldi dalla sanità che a rigor di Costituzione dovrebbe essere alla portata di tutti. Impossibile chiedere l’esenzione da ticket e balzelli vari usando internet, i medici di famiglia non ricevono risposte in merito e tutti pagano come fossero oltre la soglia dei 100 mila euro. Potranno accusarci di non essere seri noi blogger, normalmente lo fanno i vecchi giornalisti imbolsiti che hanno perso il senso della realtà giornaliera nell’autogratificazione personale, ma una cosa è certa noi continueremo, sempre e comunque, a schierarci dalla parte del cittadini che da sempre è la parte più debole. E adesso costruite pure nell’ex ospedale, tra pochi anni ne dovremo costruire uno nuovo e forse è ciò a cui da sempre ambisce Rossi, Appalti, appalti, appalti, grasso che cola.

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