10, 100, 1000 Via Toscana Di: Michele Ricci Palmieri

Cinesi, carne da macello. La SINISTRA LI CUCINA A FUOCO LENTO.

CINESI VENDITA ABUSIVA DI ORTAGGI IN VIA PISTOIESE A PRATO.


da: http://www.notiziediprato.it

Fiamme in una serra, paura per la presenza di una bombola di acetilene

Sul posto i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza una bombola di acetilene che è stata prontamente raffreddata

Fiamme in una serra, paura per la presenza di una bombola di acetilene

Un incendio ha distrutto una serra gestita da cinesi in via Roma alle Fontanelle. L’allarme al 115 è scattato attorno alle ore 15 di oggi, venerdì 11 agosto. Ad alimentare le fiamme sono stati … Leggi articolo intero 

Eccoci di nuovo a parlare di una tragedia sfiorata. Stavolta a bruciare è una serra, dove dentro si coltiva chissà che cosa. Una serra coltivata da chissà chi, per conto di chi, su terreno affittato a chi…

Ovviamente stiamo parlando di cinesi e di quell’organizzazione a ciclo chiuso,  che nel tempo è riuscita ad escogitare anche un’agricoltura di sussistenza. E’ l’evoluzione della schiavitù e dei lavoratori clandestini, tenuti segregati nei capannoni.

Si vorrebbe che lo fossero, ma la verità è che non sono macchine e devono mangiare. Allora quell’organizzazione che si occupa di loro, che li fa arrivare in Italia con visto turistico e li fa immediatamente dileguare nel nulla, si preoccupa anche di produrre loro del cibo, o forse si dovrebbe usare la parola “mangime”, tanto questi esseri umani vengono allo stato di animali da lavoro, al pari di un bue o di un somaro.

Nessuno controlla, o forse formalmente è anche tutto regolare, tant’è che nella zona di Prato Sud, proprietari di terreni senza scrupoli, anche attraverso agenzie immobiliari senza scrupoli, affittano a prestanomi cinesi, che reclutano manodopera cinese da impiegare in serre di fortuna, per allevare piante per uso alimentare, spesso ricavate da sementi importate illegalmente.

Alcuni anni fa, qualche coraggioso finanziere provò anche ad interessarsi a questo strano giro. Ci fu anche un sequestro, ma poi più nulla. Un affare troppo grosso, destinato a coinvolgere personaggi troppo in alto. Da qui il veloce aborto e poi l’oblio.

Ma le serre e i campi ci sono ancora. E ci sono anche i contadini, che vivono in baracche o nella serre stesse. A Paperino, Cafaggio, Castelnuovo, San Giorgio a Colonica. In quei campi e in quelle serre si producono ortaggi e verdure che poi finiscono nelle cucine dei catering abusivi, o vendute in strada da venditori abusivi, o sono utilizzate dai paninari abusivi, che operano praticamente indisturbati abusivamente su strade pubbliche. Ogni tanto qualche sequestro, poi il dissequestro e tutto ricomincia come prima. Con in mezzo il pagamento di multe e sanzioni che si dimostrano sempre risibili per il giro d’affari.

I cinesi si sa, non si possono toccare. La linea politica è chiara: i cinesi sono un risorsa.

Ma alle volte qualcosa va storto, perché anche a loro capitano gli incidenti. E’ umano. Come si vorrebbe che fossero animali da lavoro, ancora di più si vorrebbe che fossero macchine infallibili. Ma non è così, l’errore umano capita, ed alle volte capita anche dove si prendono tutte le cautele e le precauzioni. Figuriamoci dove l’unica legge che viene rispettata è quella del profitto a tutti i costi.

Così ogni giorno, a Prato, si sfiora la tragedia. Per gli schiavi cinesi, ma non solo. Perché i cinesi è vero che sono un mondo a parte, ma non vivono su un mondo a parte. I cinesi vivono e lavorano accanto a noi: nel magazzino a fianco o nel terreno di là dal nostro muretto.

E se esplode una bombola, o si incendia una serra, in pericolo ci siamo anche noi.

La tragedia di Via Toscana, non ci ha insegnato nulla.  E anche oggi siamo a parlare di una tragedia sfiorata, come altre ce ne saranno. Sfiorate o forse anche no.

Nel tempo non le conteremo più: saranno 10, 100, 1000 Via Toscana… e la musica non cambierà, perché i cinesi non si possono toccare. I cinesi, si sa, sono una risorsa.

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