ILLEGALITA’ CINESE/ Da SINISTRA e SINDACATI solo DENUNCE A SCOPPIO RITARDATO Di: Aldo Milone

“… quando i controlli nelle aziende cinesi venivano fatti dal sottoscritto, legislatura Cenni, si veniva tacciati di razzismo o al massimo si preferiva tacere nonostante veniva evidenziato lo sfruttamento di clandestini o lavoratori al nero…” A.Milone

Foto Toscana Media News

Alcuni sindacati, in questo caso il Sì Cobas, e alcuni movimenti politici di sinistra ( Prato 2040 e Prato in Comune) si sono finalmente accorti che in alcune, se non nella maggioranza, delle aziende cinesi, avviene uno sfruttamento dei lavoratori che rasenta quasi la schiavitù. Però è opportuno fare una precisazione importantissima. Quando si sono accorti di tutto ciò? E quando fanno sentire la loro voce? E’ avvenuto solo perchè i due operai extracomunitari sono iscritti al sindacato del Sì Cobas. Sono anni che questo problema esiste, anche se latente,nelle aziende orientali però continuamente ignorato solo perchè quegli operai non sono iscritti a nessuna organizzazione sindacale e quindi “invisibili”. Dirò di più, quando i controlli nelle aziende cinesi venivano fatti dal sottoscritto, legislatura Cenni, si veniva tacciati di razzismo o al massimo si preferiva tacere nonostante veniva evidenziato lo sfruttamento di clandestini o lavoratori al nero. la sinistra invece preferiva considerare quei controlli come “blitz”, in senso dispregiativo. Solo dopo la morte di 7 operai cinesi il Governo regionale di Rossi e tutta la sinistra decisero di aprire gli occhi di fronte a questo fenomeno. La Regione, addirittura, ha investito più di 13 milioni di euro con l’assunzione di 70 Ispettori dell’Asl mentre negli anni precedenti alla tragedia, nonostante si facesse presente che il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori, dell’evasione fiscale e dell’illegalità fosse imponente nel distretto parallelo, in 5 anni stanziò circa 400 mila euro che erano destinati non a contrastare questo fenomeno ma al parco auto del Corpo della Polizia Municipale e all’ampliamento di qualche videosorveglianza. Notare la differenza, 400.000 euro in 5 anni durante la legislatura Cenni, 13 milioni di euro subito dopo la morte dei 7 operai cinesi. Lo ripeto, e concludo, solo dopo anni di silenzio e solo se hanno la tessera di qualche sindacato vengono fuori manifestazioni di solidarietà a favore degli sfruttati o presunti schiavi. Evito di parlare invece dei citati due movimenti politici perché sarebbe come “sparare sulla Croce Rossa”. Anche questi due movimenti politici o pseudo tali solo adesso si accorgono cosa succede nel “distretto” parallelo.

 

Aldo Milone

Capogruppo di Pls

In piazza l’8 Dicembre a Torino Di: Comitato NO TUNNEL TAV FIRENZE

COMUNICATO DEL MOVIMENTO NO TAV

Corteo NOTAV Maggio 2014

Il Movimento No Tav da quasi 30 anni promuove le ragioni dell’opposizione alla Torino-
Lione, con manifestazioni, azioni di lotta, studi e documentazioni, libri e conferenze
pubbliche.

Dal principio si è chiesto un confronto tecnico che, privo di pregiudizi ed interessi di sorta,
potesse confrontarsi sui dati e prevedere tra i diversi esiti quello dell’”opzione zero”. Tutto
questo non è mai stato permesso dai vari governi che negli ultimi trent’anni si sono
susseguiti nel nostro paese, senza alcuna distinzione di bandiera od orientamento.
Per contro, laddove le ragioni non venivano ascoltate, si è deciso di imporre l’opera con la
forza, sulla testa di decine di migliaia di valsusini.
In queste ultime settimane, partiti, sindacati e lobby industriali e di categoria con
l’appoggio sfrontato e interessato di tutti i maggiori media, hanno deciso di attaccare il
Movimento No Tav, a livello ideologico, negando quelle ragioni documentabili per anni
diffuse e pensando di strumentalizzare una vicenda tanto delicata quanto fondamentale
per il futuro del nostro territorio e delle nostre vite.
C’è chi cerca di nascondere le proprie responsabilità sul saccheggio e la devastazione dei
nostri territori, su una politica dei governi che non ha investito sulla messa in sicurezza e
sulla tutela dell’ambiente, sullo sperpero di risorse pubbliche a favore di grandi opere inutili
togliendo risorse a sanità, emergenza abitativa, welfare, scuola, ricerca e lavoro.
Mentre in Italia si continua a morire per il maltempo e intere aree del paese vengono
messe in ginocchio, c’è ancora chi nega quale siano le vere priorità della collettività,
provando a mettere avanti a tutto gli interessi delle grandi aziende e dei profitti di pochi.

Non ci siamo mai fatti ingannare e continueremo a lottare per la nostra terra e per un
modello di sviluppo sostenibile per tutti.

Pertanto comunichiamo che l’8 dicembre 2018, data storica per il nostro Movimento,
scenderemo nuovamente in piazza a Torino per una grande manifestazione No Tav.
In contemporanea a noi, poiché l’8 dicembre dal 2010 è la Giornata Internazionale contro
le Grandi Opere Inutili e Imposte e in difesa del pianeta, molti altri movimenti sul
territorio italiano si mobiliteranno per la tutela dei territori e contro lo spreco di
risorse pubbliche.

C ERAVAMO, CI SIAMO E CI SAREMO SEMPRE.

Movimento NO TAV

ASIA BIBI E I GIUDICI A BERLINO Di: Fabio Cintolesi

“…Tre giudici musulmani, in nome di un principio cardine della civiltà giuridica, hanno assunto una decisione che potrebbe costare loro la vita. Contro tutto e tutti, solo per un principio….” F.Cintolesi

https://goo.gl/images/8NFRqV

E’ curioso: alcuni giorni fa 3 giudici della corte suprema del Pakistan (quasi certamente musulmani) hanno annullato la condanna a morte per Asia Bibi, una donna cristiana accusata di blasfemia contro l’islam, perchè semplicemente mancavano le prove del “reato”.

Subito dopo, un collegio di giudici europei, ha confermato la condanna di una donna austriaca, per aver offeso la religione (islamica, ovviamente), avendo chiesto come si potesse definire il rapporto tra Maometto e la sua sposa bambina Aisha se non “pedofilia”.

Tre giudici musulmani, in nome di un principio cardine della civiltà giuridica, hanno assunto una decisione che potrebbe costare loro la vita. Contro tutto e tutti, solo per un principio.

Dall’altra tre giudici europei, quasi certamente cristiani (il presidente della Corte è italiano, tal Guido Raimondi di Napoli), presumo per quieto vivere e per non rischiare di prendersi qualche coltellata da qualche barbaciabatte infoiato, hanno preferito dare un duro colpo alla libertà di parola e di critica di tutti i cittadini europei.

Il problema non è l’islam, ma le troppe amebe a cui abbiamo permesso di assumere posizioni di grande responsabilità.
Credo che dovremmo rendere grazie ai giudici di Islamabad e interrogarci sulla nostra magistratura e, anche, sulla qualità umana dei laureati sfornati dalle nostre università.

ASSESSORE PD CON FASCIA TRICOLORE PER BENETTON Di:Giovanni Donzelli (FdI)

“… Il modo in cui questi signori utilizzano e profanano il tricolore è indegno, dimostrano una volta di più la mancanza di senso di Stato da parte del Partito democratico….” G. Donzelli (FdI)

L’assessore all’istruzione di Scandicci Diye Ndiaye (Pd) posa per uno spot di Benetton con la fascia tricolore. Ma davvero poi ci stupiamo che il Partito democratico gli abbia praticamente regalato le Autostrade?

Il modo in cui questi signori utilizzano e profanano il tricolore è indegno, dimostrano una volta di più la mancanza di senso di Stato da parte del Partito democratico.

A questo punto pretendiamo che si faccia chiarezza sui termini degli accordi contrattuali per gli spot di Benetton, non possiamo accettare che si utilizzi in questo modo la fascia tricolore, per di più nei giorni in cui si celebra il Centenario della vittoria della Grande Guerra.


da: https://www.liberoquotidiano.it/

Pd “amico dei potenti”: “Com’è possibile che con i Benetton…”. L’uomo che polverizza un partito

Il Pd ormai è diventato “l’amico dei potenti”, e per questo sta scomparendo. Mai come in queste settimane è plastica la dimostrazione del caos in cui versa il partito che ha governato l’Italia negli ultimi 5 anni, e non basta la flebile mobilitazione sul caso Diciotti e i migranti per riguadagnare la fiducia degli elettori di sinistra. Anzi, se possibile, la figuraccia mediatica è doppia visto gli imbarazzati silenzi sui rapporti con i Benetton dopo il crollo del ponte Morandi a Genova…. LEGGI ARTICOLO INTERO

La mia IMPRESSIONE SUL PRESIDENTE CONTE Di: Giacomo Fiaschi

“… Chi pensa che sia “manovrabile” o, peggio ancora “manovrato” credo che si sbagli di grosso. Non mi è parso assolutamente il tipo che si lascia manovrare. E il fatto che non ostenti secondo me è l’indizio più importante e significativo in tal senso…” G. Fiaschi

Qualche amica e qualche amico mi chiedono un’impressione sul presidente Conte.
Per non scrivere più volte le stesse cose, rispondo con un post.
Dico subito che è giusto quel che s’intende con “impressione”, dal momento che gli ho semplicemente stretto la mano ed ho avuto solo un telegrafico scambio di battute.
Ma se il fiuto non mi tradisce, avendolo osservato mentre parlava e mentre si muoveva in mezzo a noi, posso dire che mi è sembrato una persona molto calma e determinata, attento ai dettagli e per nulla “montato”. Un uomo certamente molto intelligente (lo si capisce da come riesce a stabilire un feeling immediato con le persone che ha davanti a sé) molto, molto più “politico” di quanto non si voglia far credere da parte di qualche giornalista che lo dipinge come un personaggio “di secondo piano” rispetto ai suoi due vice Di Maio e Salvini.
Al contrario, ho avuto la sensazione di una persona estremamente calma e sicura di sé, senza ostentazioni né pavoneggiamenti inutili. In realtà credo che il timone del governo l’abbia in mano, e saldamente. 

GUARDA IL VIDEO

Chi pensa che sia “manovrabile” o, peggio ancora “manovrato” credo che si sbagli di grosso. Non mi è parso assolutamente il tipo che si lascia manovrare. E il fatto che non ostenti secondo me è l’indizio più importante e significativo in tal senso.
Se dovessi esprimere un giudizio, fra tutti i politici con ruoli istituzionali che ho visto e incontrato da sette anni ad oggi, è quello che mi ha dato, più di tutti, l’impressione di una persona normale. Che per me è non è poco. Anzi…

La foto che gli ho scattato col telefonino (un seflfie non lo faccio per principio), è quella che lo rappresenta con l’espressione che più “racconta” la mia impressione.


Mi presento

GiacomoMi chiamo Giacomo Fiaschi, sono italiano, nato a Prato in provincia di Firenze il 7 Giugno 1950, e vivo e lavoro in Tunisia dal 1995.
Nel 2012 Riccardo Migliori, eletto Presidente dell’Assemblea Parlamentare OSCE, mi ha nominato suo Consigliere per le relazioni OSCE PA – Maghreb.
Riccardo Migliori è stato membro del Parlamento Italiano, eletto alla Camera dei deputati nella 13a, 14a, 15a e 16a legislatura. Dal mese di aprile 2013 continua il suo lavoro in seno al gruppo parlamentare italiano dell’OSCE in qualità di consulente e mi ha chiesto di continuare ad affiancarlo come sempre nella sua attività, cosa che ho accettato senza riserve e, tengo a precisarlo, a titolo non oneroso.

Mi sono sempre occupato di linguaggio e tecniche di comunicazione.
Dopo aver compiuto i miei studi a Roma, presso l’Università Pontificia S. Tommaso d’Aquino, sono tornato nella mia città ed ho diretto, per sei anni, il Centro Ricerche Europa Nuova, sorto per iniziativa congiunta della locale Cassa di Risparmio e delle principali associazioni locali di categoria  dando inizio allo studio della pubblicazione trimestrale La congiuntura a Prato in collaborazione con l’Istituto di Statistica della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Firenze.

Dal 1986 al 1994 ho collaborato per la realizzazione di programmi educativi per l’allora Dipartimento Scuola Educazione della Rai – Radiotelevisione Italiana.

Mi sono trasferito in Tunisia nel 1995, dove ho continuato ad occuparmi di linguaggio e comunicazione collaborando, fra l’altro, con l’equipe del prof. Abdelwaheb Morjane, docente di anatomia presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Monastir e direttore sanitario dell’Ospedale di Keirouan, con il quale ho prodotto due documentari scientifici in lingua francese.

Sono titolare della società G&F Consulting suarl, che offre servizi di assistenza e consulenza per lo startup,  ricerchesondaggi pubbliche relazioni alle aziende e a privati italiani che vogliono investire in Tunisia.

CV (PDF)

Ho una mia pagina personale su Facebook dove potete contattarmi direttamente.

Note personali sull’ultimo periodo della mia presenza in Tunisia.
A partire dal 14 Gennaio 2011, dopo l’insurrezione popolare che ha prodotto la fuga in Arabia Saudita del dittatore Zine el Abidine Ben Ali, ho cominciato a realizzare dei brevi servizi da Tunisi per raccontare a tutti gli amici italiani che me lo chiedevano, quello chestava accadendo davanti ai miei occhi. Grazie a questi brevi servizi video ho attirato su di me l’attenzione di molte persone a Tunisi e sono entrato in contatto con Nahdha, il partito di ispirazione islamica tornato alla legittimità dal 1 marzo 2011. L’incontro con i due leaders, Rachid Ghannouchi e Hamadi Jebali, rispettivamente Presidente e Segretario Generale del partito, e con diversi membri dell’esecutivo, fra i quali Zied Daoulatli e Samir Dilou (responsabile il primo dell’ufficio politico e il secondo degli affari esteri) è stato determinante nel comprendere con chi avevo a che fare. Uomini che avevano affrontato anni di carcere duro, di isolamento, torture ed esilio a causa delle loro idee. Avevo avuto a che fare anch’io, negli utlimi sei anni, con le non proprio graditissime attenzioni della polizia politica, grazie a questo breve video che realizzai nel 2004:

Ho avuto l’onore di essere stato il primo italiano a intervistare in video Rachid Ghannouchi dopo il suo rientro dall’esilio di Londra, il 30 Gennaio 2011:

Il 25 Agosto 2011 ho accompagnato in Italia l’allora segretario generale del partito politico Nahdha Hamadi Jebali, divenuto nel dicembre 2011 primo Presidente del Consiglio dei Ministri della Tunisia che ha ottenuto la fiducia da un parlamento eletto democraticamente, al Meeting di Rimini.

FORTETO/ FIESOLI continua ad essere LIBERO Di: Giovanni Donzelli (FdI)

“… Una sentenza che dimostra una volta per tutte che al Forteto, come messo nero su bianco già dalle sentenze e le relazioni delle commissioni d’inchiesta, intorno al pedofilo c’era una setta formata da persone che lo hanno sostenuto e aiutato e che fino ad oggi si erano salvate solo grazie alle prescrizioni. …” G. Donzelli (FdI)

La Corte d’Appello di Firenze ha condannato il pedofilo del Forteto Rodolfo Fiesoli, ricalcolando la pena in 14 anni e 10 mesi di carcere dopo che la Cassazione aveva ordinato la ripetizione del processo per un capo d’accusa legato a un episodio di violenza di gruppo.

Insieme a lui sono state condannate altre cinque persone di cui una, Daniela Tardani, a 6 anni e 4 mesi. Per gli altri 4 pena di due anni con la condizionale per maltrattamenti.

Una sentenza che dimostra una volta per tutte che al Forteto, come messo nero su bianco già dalle sentenze e le relazioni delle commissioni d’inchiesta, intorno al pedofilo c’era una setta formata da persone che lo hanno sostenuto e aiutato e che fino ad oggi si erano salvate solo grazie alle prescrizioni.

Purtroppo Fiesoli resta ancora in libertà: ci auguriamo che la giustizia faccia rapidamente e che arrivi al più presto la sentenza che lo porti in galera. Parlamento e Governo attivino al più presto la commissione parlamentare e il commissariamento della cooperativa agricola.

(Fonte: http://www.giovannidonzelli.it)

 

A Biffoni piace giocare alle “Guerre stellari”.. Di: Aldo Milone

L’impiego di due robot a vigilare le piste ciclabili proietta Prato nel Futuro. Si potrebbe quasi trarre un film “Prato 2050” (A. Milone) 

DI MAIO?… UN POLITICO DI RAZZA Di: Fabio Cintolesi

“… Altro piccolo colpo da maestro sono state le norme sul condono edilizio ad Ischia, inserite improvvidamente nel decreto per Genova. Non trattandosi neanche di un condono tout court, ma del perfezionamento di un condono dell’era Berlusconi, questo provvedimento permetterà a proprietari di immobili (allora) abusivi, ma sanati con decorrenza retroattiva, di poter accedere ai rimborsi per i danni patiti nel terremoto che ha colpito l’isola l’anno scorso…” F. Cintolesi

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una gara a prendere in giro il vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio. A mio modesto avviso è un atteggiamento profondamente sbagliato. Il buon Di Maio, ha portato a casa in pochissimi mesi una serie di provvedimenti a favore del proprio collegio (l’area di Napoli) che altri politici o ministri se li possono giusto sognare.

In primis il reddito di cittadinanza che, in base a diverse simulazioni, avrà un’incidenza economica più che doppia al Sud rispetto al Centronord.

C’è poi il provvedimento sulle polizze rc auto. Poiché a Napoli le tariffe di queste polizze sono le più alte d’Italia, a causa dell’altissimo numero di sinistri nella zona (qualcuno dice che siano molte truffe), il decreto fiscale del governo disporrà che l’incidenza dei sinistri non venga più considerata a livello provinciale, ma “spalmata” su tutto il territorio nazionale. Il tutto si ridurrà in una forte diminuzione delle tariffe nell’area di Napoli ed aumenti molto robusti (sembra in alcune province fino al 40%) al Centronord.

Altro piccolo colpo da maestro sono state le norme sul condono edilizio ad Ischia, inserite improvvidamente nel decreto per Genova. Non trattandosi neanche di un condono tout court, ma del perfezionamento di un condono dell’era Berlusconi, questo provvedimento permetterà a proprietari di immobili (allora) abusivi, ma sanati con decorrenza retroattiva, di poter accedere ai rimborsi per i danni patiti nel terremoto che ha colpito l’isola l’anno scorso.

Chi pensa che Di Maio e i suoi siano dei dilettanti allo sbaraglio, credo abbia capito ben poco. Una serie di risultati così sostanziosi e mirati al proprio collegio e in così poco tempo, pone Di Maio nel novero dei “grandi” notabili DC campani della prima repubblica, da De Mita a Cirino Pomicino, passando da Gava, Scotti. Nomi che hanno fatto inondare il proprio elettorato di soldi di contribuenti di altre aree d’Italia (soprattutto dal Nord).

Credo che i veri sprovveduti siano quelli che lo prendono in giro nonché un’altra nutrita lista di persone. Partendo dal loro alleato di Milano, fino agli eletti nel M5S delle altre zone d’Italia, soprattutto al Centronord, fino agli elettori di queste aree, che eleggono sistematicamente personale politico (di destra o di sinistra) che hanno sempre permesso ogni tipo di azione politica in danno proprio a coloro che li hanno eletti.

Assurda l’INTITOLAZIONE di STRADE A STEFANO CUCCHI Di:Aldo Milone

“…L’intitolazione di una strada a Stefano Cucchi, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e morto in seguito al pestaggio da parte di alcuni militari dell’Arma, la trovo assurda e scandalosa. Presto presenterò un ordine del giorno con cui chiedo l’intitolazione di una strada o piazza a esponenti delle Forze di Polizia caduti nell’adempimento del loro dovere….” A.Milone

Ilaria Cucchi, sorelle di Stefano

In questi giorni si sta parlando tantissimo di intitolare una strada o una piazza a Stefano Cucchi, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e morto in seguito ad un pestaggio subito ad opera di alcuni militari dell’Arma. Sembra che un Municipio di Roma abbia già votata la delibera per l’intitolazione della strada e anche il Comune di Sutri, in provincia di Frosinone, sindaco Vittorio Sgarbi, abbia intenzione di seguire la medesima strada. Premesso che la responsabilità penale è sempre personale e non di un’Istituzione o di un Corpo, come l’Arma in questione, e considerato che sono perfettamente d’accorso sul fatto che se è stata accertata la responsabilità dei 2 o 3 Carabinieri che hanno partecipato al pestaggio,è sacrosanta una loro condanna penale, trovo assolutamente esagerata e assurda l’intitolazione di una strada ad un ragazzo che vendeva morte e quindi spacciava droga. Questo diventerebbe un esempio deleterio per i giovani d’oggi e ribalterebbe anche la scala dei valori. Vorrebbe dire che chi commette reati anche gravi viene premiato e chi perde la vita durante l’adempimento del proprio dovere viene considerato un morto di serie B. Purtroppo questo terribile e nefasto esempio segue quello di Carlo Giuliani che venne ammazzato durante gli scontri da un Carabinere durante il G8 di Genova.

Il militare dell’Arma, tra l’altro, è bene ricordare, venne assolto anche dalla Corte Europea per legittima difesa in quanto il Giuliani stava lanciando un estintore contro il Carabiniere che sparò più per paura che per ammazzare. Dpo alcuni anni, addirittura, venne intitolata un’aula del Senato al Giuliani che sicuramente non poteva essere considerato un esempio per le future generazioni. Se tutto ciò dovesse verificarsi, anche se non tocca il Comune di Prato, mi farò presto promotre di un ordine del giorno da presentare in consiglio comunale con cui chiedo l’intitolazione di future strade o piazze a tutti gli esponenti delle Forze di Polizia caduti nell’adempimento del loro dovere.

Aldo Milone

Capogruppo di Pls


da: http://romatoday.it/

Garbatella: dalla Giunta il via libera per intitolare una strada a Stefano Cucchi

Il presidente municipale lo aveva annunciato. Ora la Giunta ha firmato la delibera per dedicare alla memoria di Cucchi una strada o una piazza

Garbatella: dalla Giunta il via libera per intitolare una strada a Stefano Cucchi

Intitolare un luogo alla memoria di Stefano Cucchi. Nel Municipio VIII l’idea piace, a prescindere dagli schieramenti politici. Per una volta infatti, sembrano trovarsi d’accordo sia i grillini seduti all’opposizione che la maggioranza di centrosinistra. Ad accelerare l’iter amministrativo ha però provveduto la Giunta, firmando un apposito atto che dovrà essere sottoposto al vaglio del Consiglio municipaòe.

La Giunta conferma le intenzioni

Il primo annuncio era stato fatto… Leggi articolo intero

 

 

L’ITALIA E’ UN PAESE CONVINTAMENTE ASSISTENZIALISTA… Di: Sergio Castignani

“… cosa è l’accoglienza indiscriminate e protratta negli anni di stranieri, ma anche di tanti “italiani” che non hanno diritto, come molti appartenenti alle varie caste oltre che a quella politica, poiché non hanno mai contribuito, nemmeno per un centesimo alla crescita di questo paese?…” S. Castignani

Premetto che ho molti dubbi sul reddito di cittadinanza, ne sposo il principio per il quale è stato fatto, specialmente per alzare le pensioni minime, che sono un insulto alla dignità, decise, guarda caso da una vecchia politica, che per il proprio tornaconto non ha badato a spese, ha fatto pensioni d’oro e fatto nascere molte “caste” al suo servizio, senza contare tutti gli altri privilegi che si sono autoassegnati, blindandogli con una costituzione oramai al servizio dei partiti e non certamente del popolo, anche se vogliono farci credere che sia la più bella del mondo…la solita politica che in settant’anni si è resa responsabile del grande debito che abbiamo, solo per quest’ultimo dovrebbero avere il buongusto di tacere…a loro vorrei fare una domanda, visto che sono i maggiori critici di questo decreto, tacciandolo per assistenzialismo e spreco di denaro pubblico: Se alzare le pensioni al limite della sopravvivenza e dare una mano alle persone in difficoltà, le quali hanno contribuito alla ricchezza di questo paese è assistenzialismo e spreco di denaro pubblico, cosa è l’accoglienza indiscriminate e protratta negli anni di stranieri, ma anche di tanti “italiani” che non hanno diritto, come molti appartenenti alle varie caste oltre che a quella politica, poiché non hanno mai contribuito, nemmeno per un centesimo alla crescita di questo paese?

Tornando al reddito di cittadinanza, per combattere la disoccupazione, vedo la sua applicazione abbastanza problematica, primo; siamo in Italia e, da molto tempo di cose fatte all’italiana ce ne sono state tante…purtroppo, comunque speriamo non sia così, secondo; la disoccupazione dovrebbe essere supportata dai centri dell’impiego, che come tutti sappiamo non hanno le competenze per farlo, essendo da molto tempo stipendifici politici, per riformare questi uffici ci vuole, a dir poco una generazione, altro che sei mesi o un anno! Forse sarebbe stato meglio chiudere i centri per l’impiego e coinvolgere le agenzie interinali, abituate da sempre nel dialogo con le aziende, terzo; i controlli per i furbetti, nel nostro paese non riusciamo a far rispettare la minima regola, come pensiamo di controllare i furbetti del quartierino che non si facciano due stipendi? Queste alcune mie personalissime perplessità, sperando che vengano spazzate via con i fatti.